Parliamone…

ottobre 20, 2007 on 1:51 pm | In Amici
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Parliamone
di Angelo Lo Presti

Era ormai un’ora che gironzolavo attorno al telefono. Lo guardavo, lo fissavo. Presi in mano la cornetta, gli occhi rivolti al cielo. Poi, di nuovo improvvisamente la cornetta era al suo posto ed io di nuovo in sala, davanti allo specchio.
“Ora tu prendi quel telefono e la chiami e le dici che hai bisogno di parlare”
“Con questa faccia?”
“Con quella faccia! Mica ti vede! Sei al telefono!”
“Magari chiama lei…”
“Hai abbastanza pazienza per aspettare fino al 2010?”
“Perché 2010?”
“Era per dire, idiota, per dire che tanto non ti chiama”
“Lo dici tu che non mi chiama”
“Perché dovrebbe, sei tu che hai bisogno di chiarire, di parlare…”
“Perché… perché capita quando meno te lo aspetti, non è così? E io non mi aspetto che mi chiami… per cui alla fine mi chiama lei. Io aspetto…”
“Vedi che te la aspetti… quindi non chiama… chiama tu…”
“Sei insopportabile… mi smonti sempre… guarda che cambio specchio sai…”

Due secondi dopo in camera da letto. Di fronte un altro specchio.
“Tu che dici? Cosa hai da guardare con quella faccia?”
“A parte che questa è la tua faccia, io non chiamerei…”
“Vedi, lo sapevo… tu si che sei uno specchio con cui si può ragionare. Perché chiama lei, vero?”
“No, semplicemente non avete più niente da dirvi. Di cosa le devi parlare?”
“Di noi, del nostro rapporto!”
“Ah, già il vostro rapporto. Perché tu hai un rapporto con lei?”
“Non ce l’ho?”
“Se lo dici tu, non mi sembra che ultimamente in questa stanza ci sia del movimento…
Dopo tre secondi di fronte lo specchio del bagno.
“Sei ancora qui?”
“Che faccio? La chiamo?”
“La chiamo chi?”
“Marta, dai quella lì, la solita no? Quella che forse, sembra, dai quante volte mi ha fatto capire che in fondo non è che le dispiaccia…”
“Ah Marta, certo Marta, come no? Marta! Non era Martina?”
“No, Martina è l’amica, quella che me l’ha presentata. Perché fai sempre confusione? Martina è l’amica. Marta è lei, dolce, sensuale, con quegli occhi che sembrano un mare, un oceano in cui si tuffano i gabbiani, in cui i delfini si inseguono giocondi”
“Ma sei un poeta!”
“Una volta me lo ha detto anche Martina”
“Volevi dire Marta”
“No, Martina, l’amica”
“Ma a te non piace Marta?”
“Sì, però parlo di più con Martina. Sai com’ è, con le amiche si parla, si è più liberi di parlare. Con loro puoi dire quello che vuoi, mica devi stare attento alle parole per piacere…”
“Allora perché non chiami Martina?”
“Giusto, perché non chiamo Martina? Si, magari la chiamo. E’ un po’ che non la sento. Da quando io e Marta…. insomma, ci siamo capiti, non l’ho più sentita.”
“Bene, chiamala, è un po’ che non la senti. La scusa c’è no? Puoi sempre dirle che è un po’ che non ci si sente, che si vorrebbe ma sai com’è i giorni volano e neanche te ne accorgi, che sei sempre impegnato perché hai mille interessi e non sai come dividerti, che un giorno dovrebbe essere di quaranto otto ore. E poi ci infili un ma da quanto tempo non vedi o senti Marta.”
“OK, mi hai convinto. L’ho sempre detto che lo specchio del bagno ha una marcia in più, che è quello che mi conosce meglio e del resto è lui che ogni mattina mi dà il buongiorno. Con quello della camera da letto non è la stessa cosa. Sarà perché lì ci vado solo per dormire. Non c’è dialogo. Non parliamo poi dello specchio della sala, gelosissimo del televisore.”
“Pronto Martina?
“Si?”
“Sono Giacomo!!!”
“Giacomooo, sei tu. Ma che sorpresa! Da quanto tempo con ci si sente?”
“Eh, sì è proprio un po’ di tempo. Volevo chiamarti prima ma, sai, i giorni volano e neanche te ne accorgi. E poi lo sai che sono sempre impegnato, ho mille interessi e non so mai come dividermi. Un giorno dovrebbe essere di quaranto otto ore come minimo. Anche la tua amica, sai, quella… come si chiama… dai, quella che avete il nome quasi uguale”
“Vuoi dire Marta?”
“Ah, sì, proprio lei, Marta, già proprio lei. Anche lei è un po’ che non ci sentiamo. Anche lei volevo chiamarla ma, sai, i giorni volano e neanche te ne accorgi. E poi lo sai che sono sempre impegnato, ho mille interessi e non so mai come dividermi. Un giorno dovrebbe essere di quaranto otto ore come minimo.”
“L’hai già detto!”
“Cosa?”
“Del fatto che i giorni volano e tutto il resto… ma, Giacomo, c’è qualcosa che non va?”
“Qualcosa che non va? Nooo, perché? Va tutto bene, a gonfie vele. Ne parlavo proprio ora con il mio specchio..cioè volevo dire con un mio amico di infanzia che appunto quando tutto va bene i giorni volano…”
“Giacomo!!!”
“Si?”
“Qualche problema con Marta? Ne vuoi parlare?’”
“Parliamone!”

Angelo Lo Presti


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