Xena è X-Proserpina?

ottobre 21, 2007 on 6:56 pm | In Amici
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XENA È X-PROSERPINA?

di Mariagrazia Pelaia

 

Dalla scoperta di 2003 UB313 annunciata a luglio 2005 ho atteso le maggiori notizie promesse dall’equipe di scienziati che l’ha compiuta, di cui è portavoce Mike Browne, prima di tentare una valutazione dal punto di vista astrologico, e non solo.

Come ho già riportato in un articolo1, Mike Browne annunciava nel 2003 che entro 5-10 anni si sarebbero scoperti corpi celesti più grandi del pianetoide Sedna, la cui dimensione non superava quella di Plutone. E scrivevo “Il lasso di tempo indicato da Browne corrisponde quasi alla lunghezza del soggiorno di Urano in Pesci (dal 2003 al 2011), ma astrologicamente può essere esteso di almeno altri dieci anni grazie a Nettuno che sosterà in Pesci dal 2012 al 2025 circa: in questo ventennio pescino sentiremo notizie cosmiche più fondate rispetto ai falsi allarmi che fino ad oggi si sono susseguiti? Speriamo” (pp. 41-42).

Dunque, appena entrato in Pesci Urano ha dato un forte scrollone alla ricerca astronomica (che aveva lasciato i morpurghiani abbastanza depressi da anni), offrendo la tecnologia adatta al compimento di nuove scoperte e scatenando anche una rivoluzione in questo ambito scientifico, come suo stile. Infatti, finora non vi erano state scoperte esaltanti, soltanto uno stuolo di oggetti transnettunici, sempre di dimensioni inferiori a Plutone… ma ora Xena lo ha superato. E la comunità scientifica astronomica non può più eludere la questione: come si stabilisce lo status di pianeta?

La International Astronomical Union è al lavoro da parecchio tempo, e non si è ancora pronunciata ufficialmente sulla questione. La questione è spinosa anche per noi astrologi, perché senza un chiaro indirizzo scientificamente giustificato, gli scienziati potrebbero declassare Plutone (anzi molti astronomi già non considerano Plutone un pianeta). Infatti, se i criteri per la definizione di pianeta sono quelli di grandezza e dominio gravitazionale assoluto nella propria orbita, Plutone viene automaticamente scartato, dato che esistono asteroidi di dimensioni maggiori, e dato che Plutone ha interferenze orbitali con Nettuno, entro la cui orbita spesso viene “catturato”.

Dunque, siamo a un bivio fondamentale, che Mike Browne descrive lapidariamente così: “1. Si traccia una linea di confine a Plutone oltre la quale non si riconoscono altri pianeti; oppure 2. Si traccia una linea di confine a Plutone, oltre la quale solo i corpi più grandi saranno considerati pianeti” (mia traduzione). Browne considera auspicabile la seconda, anche perché ritiene che si potranno scoprire al massimo uno o due pianeti più grandi di Plutone oltre la sua orbita (e qui ci siamo con l’ipotesi morpurghiana di X e Y). Come astrologi speriamo che prevalga questa posizione…

È interessante l’analogia che Browne presenta fra astronomi e geologi. Questi ultimi non si accapigliano sulla definizione di continente, anche se l’Europa è definito tale soltanto per convenzione culturale. Ma quando parlano fra loro utilizzano ben altri termini, come “placche”, “piattaforma continentale”, “deriva continentale”, ecc. Secondo Browne gli astronomi dovrebbero trarre utile esempio dai geologi, “capendo che vi sono alcune cose – come i continenti e i pianeti – nei confronti delle quali la gente nutre un attaccamento emotivo, ed essi non dovrebbero cercare di annullarlo”. (Interessante questo richiamo all’emotività in ambito scientifico con Urano nei Pesci…). Stavolta, quindi, secondo Browne abbiamo il X pianeta! Tanto più che in questi giorni si è scoperto che Xena ha un satellite ribattezzato Gabrielle, sua compagna di avventura nel cartone animato che la vede eroina. E ciò confermerebbe la sua dignità planetaria (ogni pianeta che si rispetti possiede almeno un satellite).

Cosa interessante è come al solito la questione del nome. Per ora 2003 UB313 viene chiamata più confidenzialmente Xena, un acronimo per uso interno che per caso o per scelta intenzionale corrisponde a quello di una regina guerriera dei cartoni animati. Ma non sarà quasi certamente questo il nome del pianeta, sempre che la IAU elabori la sospirata definizione di pianeta in base alla quale valutare il caso. Interessanti anche le considerazioni di Browne sulla denominazione dei nuovi pianeti. Intanto, non esistono regole, anche perché non ci si aspettava nuovi pianeti transplutoniani e quindi non c’era bisogno di fissarle. Secondo Browne sarebbe ovvio battezzarlo col nome di una divinità greca o romana, così come tutti gli altri pianeti… Peccato però che siano stati già tutti consumati dagli asteroidi! Secondo Browne il nome che logicamente spetterebbe al pianeta è quello di Persefone… ma guarda un po’ il caso… Eppure non ci risulta che Mike Browne abbia potuto sentire parlare di Lisa Morpurgo (mai tradotta in lingua inglese, e poi figuriamoci se un astronomo può mai avere aperto un manuale di astrologia…). Perché Persefone? Ovviamente, perché è moglie di Ade-Plutone: l’orbita di Xena si sviluppa infatti per sei mesi in prossimità di quella plutonica e per sei mesi se ne allontana, proprio come la dea greca, che trascorreva sei mesi sulla Terra con la madre e sei mesi con lo sposo agli Inferi (un’altra analogia che lega Xena a Plutone è la composizione, in cui prevale il metano, ma probabilmente per la differenza di temperatura Plutone presenta una colorazione più rossa, invece Xena tendente al grigio). Browne proporrebbe in alternativa Proserpina, il corrispondente latino, ma anche questo è già stato usato… Purtroppo finora la IAU non ha mai attribuito nomi già assegnati, e non si vede come possa modificare questa norma di comune buon senso in futuro. Allora, secondo Browne, resta libero solo il nome di Vulcano, che ipotesi astronomiche avevano tenuto da parte per un pianetino nascosto fra l’orbita mercuriana e il Sole…

Chissà come si sbroglierà la faccenda… anche se ci vorrà del tempo, come Browne teme (scherzando si augura che ciò accada prima che la sua figliola di pochi mesi vada a scuola e debba imparare il nome dei pianeti…).

Per Xena (se fosse davvero X-Proserpina e non si avvistino nel frattempo altri corpi transnettunici più vicini a Plutone e soprattutto più grandi di Xena) restano valide alcune ipotesi fatte nel mio studio sul pianetoide Sedna2, in particolare quella sulla sua eccentricità orbitale e sulla sua “meschinità” dimensionale (è appena più grande di Plutone). Cioè sintetizzando, un’orbita fortemente ellittica ed eccentrica, immagine che “dà l’idea di un grande uovo-utero in cui è racchiuso il ‘piccolo’ sistema solare intraplutoniano…” (p. 45) e una dimensione comparabile a una caratteristica dello stesso utero, che in condizione non gravida ha le “dimensioni di un piccolo pugno” (p. 44). I 44° di deviazione dal piano orbitale comune agli altri pianeti potrebbero simbolicamente evocare il suo processo di crescita strabiliante nel corso della gravidanza.

Da un punto di vista culturale la presunta scoperta di X-Proserpina si accompagna a un dibattito sulla natura ontologica dei pianeti e sulla loro “identità” scientifica: un processo di revisione di situazioni finora apparse “ovvie”. Così come prendendo coscienza dell’esistenza di una creatività al femminile si dovranno riqualificare altri fenomeni ovvi, come la dimensione della cura e del lavoro invisibile delle donne nella società. Si confermeranno alcune intuizioni di studiose della spiritualità al femminile che scoprono la dimensione sacra del lavoro casalingo (un periodico fare ordine nel caos, un lavoro “demiurgico”, compiuto oblativamente per i propri cari) e delle fasi biologiche fondamentali della vita femminile – la mestruazione, la gravidanza, il parto e la menopausa (scoprendo in particolare la valenza positiva di quest’ultima, finora totalmente ignorata, esagerando la pletora di disturbi che renderebbe le donne relitti biologici con l’insorgere di tale evento, invece di esaltare il suo potere creativo di dare la vita con una trasposizione su altri piani più simbolici, come vuole l’archetipo della Vecchia Saggia, Saturno-Atena. I disturbi colpiscono quindi le donne che per ragioni culturali non possono appropriarsi come dovrebbero di questo archetipo potente, cadendo in depressione biopsicologica).

Dal punto di vista astrologico in questo momento Xena, presunta X-Proserpina, si trova a 20° di Ariete. Al momento del suo primo avvistamento, avvenuto il 5 gennaio 2005 alle 11.20 PST (secondo Mike Browne), colpisce la sua posizione all’ascendente (11° di Ariete) in trigono a uno stellium ravvicinatissimo in Sagittario (Mercurio-Venere-Plutone), e la posizione di Giove in Bilancia. Quattro pianeti si trovano in segni icsiani… Che si tratti o meno di X-Proserpina in tale giornata era inevitabile trovare delle tracce di lei… (La prima rilevazione nei dati ottenuti dal telescopio è del 21 ottobre 2003, nel segno della Bilancia).

Una prima osservazione è che Xena è stata opposta al segno della Bilancia nei tardi anni Novanta quando il segno riceveva i trigoni di Urano e Nettuno dall’Aquario, che faceva presagire trasformazioni mirabolanti ai rappresentanti del segno, cosa che nella mia pratica astrologica purtroppo non ho affatto rilevato, anzi direi quasi l’opposto. All’epoca ne consideravo responsabile Y, che secondo Lisa Morpurgo si sarebbe dovuto trovare nei gradi centrali di tale segno3. Ora forse Xena potrebbe svelare l’arcano, consentendo di ipotizzare che gli stimoli al cambiamento e alla trasformazione hanno incontrato un ostacolo materiale e creativo (in un caso ho addirittura rilevato una stagnazione economica spettrale ai limiti dell’indigenza).

Calcolando (sulla base di effemeridi che vanno dal 1900 al 2007, trovate nel sito Astrologyweekly.com) che Xena percorre circa 3 gradi ogni dieci anni, con periodi di rallentamento a 2 o addirittura 1 grado, dovrebbe trovarsi nel suo segno domiciliare, il Toro, nel 2030 circa. Speriamo di assistere (se ne avremo l’opportunità) alla rinascita dei valori icsiani a livello planetario (un imbellimento del pianeta, una fioritura della capacità alimentare a livello concreto e spirituale).

La sua orbita intorno al Sole è di circa 560 anni, quindi per capire cosa potrebbe accadere dobbiamo tornare indietro di circa 600 anni: al XV secolo, che sappiamo essere uno dei secoli d’oro per la pittura. È anche il periodo dell’Umanesimo, in cui si preparano i trionfi del Rinascimento, con la riscoperta della cultura classica, e insieme ad essa dell’astrologia, che conosce in tali tempi un vero e proprio apice qualitativo a livello artistico-culturale. Stavolta sarà il momento della riscoperta della nostra antica cultura neolitica, con la piena legittimazione culturale degli studi di Marija Gimbutas sulla civiltà della Dea nell’Europa neolitica e degli studi matriarcali che sono attivi da circa un trentennio. A tale proposito, segnalo che lo scienziato Ian Tattersall ha affermato di recente in una trasmissione radiofonica in diretta (Radio3 Scienza, a fine gennaio 2006) che gli affreschi di Lascaux risalenti a 15000 anni fa sono stati eseguiti da persone che intellettualmente non erano in nulla inferiori a noi… Insomma, ne sentiremo delle belle sulla nostra preistoria, che presto sarà probabilmente definita protostoria…

Nel Novecento appena trascorso Xena si è spostata dall’ultima decade di Pesci alla seconda di Ariete, per cui quasi ottant’anni in posizione di esilio. Direi che la decadenza artistica di tale secolo parla in modo eloquente. Le cosiddette Avanguardie hanno fatto tabula rasa, decostruito, clonato, deformato, svilito e stuprato le visioni artistiche ereditate dal passato, fin quasi ad arrivare a distruggere l’Arte, l’Estetica, il Buon Gusto… È stata proclamata una guerra ai valori armonici, cromatici e proporzionali… Speriamo quindi con il passaggio di Xena in Toro in una rinascita artistica.

Inoltre, la presenza di Xena in Ariete fa capire come mai l’ecologia sia ancora una Cassandra poco ascoltata.

Proviamo ora a vedere dove si colloca Xena in alcuni “temi matriarcali” che ho raccolto per una mia ricerca4. Nel tema di Marija Gimbutas Xena è a 28° di Pesci in trigono alla Luna e congiunta a Venere-Marte (in compagnia di Urano nello stesso segno) esaltando lo stellium pescino, e opposta alla congiunzione Giove-Saturno in Vergine. Se consideriamo che probabilmente l’ascendente è in Cancro (così almeno ricorda l’allieva e attuale portavoce, Joan Marler) [Nel sito www.astrotheme.fr si riporta il grafico della Gimbutas con un ascendente Leone: Vilnius, 23 gennaio 1921, ore 17.00. Una mia richiesta di chiarimento della fonte al sito in questione non ha avuto risposta, e questo già la dice lunga sulla serietà dei gestori di questo database. All’anagrafe di Vilnius l’orario non è stato registrato, come ho personalmente accertato. Sono ricorsa quindi al consiglio di Joan Marler che mi ha messo in contatto con la figlia dell’archeologa lituana, Zivile. Questa mi ha confermato di non conoscere l’esatto orario di nascita della madre e si è offerta di indagare nel parentato lituano, finora senza risultato] e la Luna nello stesso segno nel I campo è in trigono a Xena… ecco delinearsi l’archeologa (Luna Cancro) che riscopre l’antico Matriarcato (X-Proserpina).

Nel tema di Heide Göttner-Abendroth Xena è a 4° di Ariete. In III casa congiunta al FC, quadrata alla Luna e trigona a Plutone.

Nel tema di Riane Eisler è a 2° di Ariete in trigono a Sole e Giove e opposta a Marte.

Nel tema di Lisa Morpurgo è a 0° di Ariete in IX casa, in sestile al Sole e in quadrato alla Luna.

Nel tema di Wangari Maathai, premio Nobel per la pace 2004 per il suo attivismo ambientale, Xena si trova congiunta al Sole, sestile alla Luna e trigona a Plutone.

Nello studio in questione mi ero lamentata di una certa elusività dei segni proserpiniani, ma se Xena verrà confermata come decimo pianeta, la lacuna sarebbe ampiamente colmata da questi esempi parlanti.

Mi fermo qui, limitandomi a pochi casi ma emblematici (studiose di grandezza riconosciuta, che hanno portato ognuna nel suo campo contributi determinanti nell’ambito della riscoperta e dello studio del matriarcato): mi pare prematuro approfondire il discorso prima del riconoscimento scientifico del nuovo pianeta. Comunque, non mi pare fatto trascurabile che Xena in temi di cultrici comprovate dei suoi valori (creatività femminile, cura e sensibilità ambientale), si trovi sempre in rapporto ai Luminari. Anche nel mio tema natale (pur fatte le debite distanze con le figure geniali sopra citate, e cioè considerando che mi sono occupata del tema matriarcato in rapporto all’astrologia soltanto su un piano giornalistico), Xena è congiunta a Sole e Mercurio.

Subito mi balza agli occhi un particolare sconcertante: Xena in aspetto ai Luminari non determina particolari fenomeni di obesità o di massiccia costituzione… anzi, le donne di cui sopra sono in perfetta forma, direi generalmente longilinea. Questo mi porta a rivedere l’idea di pingue abbondanza collegata al pianeta, che ha portato a ipotizzare che non fosse la presenza di Giove in Toro e Sagittario a dilatare le dimensioni dei nativi di questi segni. In effetti, non si capirebbe perché invece X in Bilancia non dia luogo al medesimo fenomeno, pur frenata da Saturno (che tende a pelle e ossa! entrambi suoi domini simbolici). Allora credo che Giove-Hera può legittimamente riprendersi la sua valenza dilatante, anche a livello organico. Mentre ritengo che l’attribuzione simbolica più legittima per Xena non sia l’allegro accumulo di grassi, bensì quella di un perfetto funzionamento del metabolismo, e di conseguenza di una perfetta forma fisica (la corretta alimentazione che produce una buona salute). Se pensiamo ad altre attribuzioni simboliche di Xena, già evidenziate da Lisa Morpurgo, cioè gli alberi e i fiumi, ecco che il discorso assume anche una chiarezza visiva: sia gli alberi che i fiumi, anche quelli più maestosi, evocano il filiforme. L’albero è un corpo affusolato verso l’alto, un’agile colonna che radicata in terra si protende verso il cielo. Il fiume è un flusso serpentino in costante moto verso il mare. L’albero si protende verso il cielo alla ricerca del suo nutrimento: la luce. Il fiume a sua volta porta la fertilità nelle terre che attraversa, nelle valli che esso forma. Dunque, processi creativi connessi a una costante ricerca e offerta di nutrimento. Mi viene in mente un recente documentario in cui un pino cresciuto in un anfratto roccioso del Grand Canyon è diventato di un’altezza smisurata per andare alla ricerca di luce. L’idea è quella di una estrema magrezza connessa a un forte dinamismo.

Alla luce di questi dati, se sarà confermata la dignità planetaria di Xena, cade una pregiudiziale di “obesità” legata ad X-Proserpina. In effetti, la Grande Madre neolitica non è steatopigia come quella paleolitica, anzi, spesso si tratta di figurine estremamente affusolate… incise con i segni caratteristici della dea, il triangolo pubico, le v e chevron, ecc.

Vorrei ora tentare una connessione simbolica della posizione di Xena nelle case, considerando che si trova “di default” (tranne un caso) nel segno dell’Ariete (dove è rimasta per 80 anni del Novecento). Quello che secondo me Xena (se è X-Proserpina) dovrebbe segnalare nel tema è il nostro grado di “filomatriarcalità” (e quindi passione5 per la pace, l’uguaglianza, la dignità spirituale della dimensione terrena ecc.) e “bioregionalismo”: cioè, come questo movimento ecologista profondo auspica, la presa di coscienza di abitare in un posto e quindi ri-abitarlo, imparando a conoscere a fondo la sua popolazione di piante e animali, i suoi caratteri, cicli ecologici e la sua identità culturale da rispettare, partecipando con questa conoscenza e consapevolezza al “grande flusso” (un’immagine molto mestruale, quindi in sintonia con la dimensione sessuale femminile compresa in X).

E dunque:

Xena in I casa (esilio): identificazione completa con la propria creatività femminile, scelte di vita che coinvolgono la sfera ambientale e la natura, ma la posizione di esilio suggerisce grandi conflitti di identità, forse un rifiuto dell’identità egopatica (esempio: Susanna Barbàra, che ha compiuto un dottorato di ricerca in Brasile sugli orixà, le divinità legate al mondo della natura del culto sincretistico afrocristiano del candomblé, in cui vi è un forte legame fra natura e spiritualità, cibi appropriati per ogni divinità serviti nel corso dei rituali ecc.).

Xena in II casa (domicilio): forte importanza del clan femminile e dell’ambiente nella propria esistenza – bioregionalismo innato (esempio: il compagno di Susanna Barbàra, che ha Xena congiunta a Luna in II casa, molto legato al suo contesto di origine materno, afrobrasiliano, e ovviamente sposato con una donna che ha Xena in I casa).

Xena in III casa (caduta): forte impegno comunicativo e pubblicitario collegato a temi bioregionalistici, matriarcali ecc., osteggiato o ignorato dal contesto culturale dominante (esempio: Heide Göttner-Abendroth, fondatrice dell’Accademia matriarcale Hagia, organizzatrice di convegni mondiali sul tema; Genevieve Vaughan, teorica matriarcale, sempre impegnata in convegni e conferenze; Paola Broggi, che porta avanti un programma di armonizzazione femminile tramite i suoi seminari di danza egizia ecc.).

Xena in IV casa: “la natura è la mia casa” – se il tema è quello di un architetto sicuramente amerà lo stile giapponese che limita al massimo l’invasività dell’abitazione nello spazio naturale e preferisce “arredare i giardini”. Naturalmente potrebbe essere adatto al tema di un bioarchitetto o di un cultore del feng shui. (Per il momento dispongo di un solo tema di un bioarchitetto che ha la IV casa occupata dal segno della Bilancia e Xena in IX congiunta al Medium Coeli – quindi un “esempio indiretto”, ma ho attivato una ricerchina in tal senso che spero mi dia presto qualche risultato).

Xena in V casa (trasparenza): qui Xena dovrebbe recuperare la sua veste di “animatrice” per eccellenza della vita artistica e culturale degli zodiaci matriarcali; forte centralità del parto, della gravidanza e dei figli nella propria vita (esempio: la naturopata Tiziana Gasparini, che segue numerosi workshop sullo sciamanesimo e la spiritualità matriarcale in Germania e tiene seminari sulle virtù delle erbe; mia madre, che non si sarebbe mai staccata dai suoi figli per niente al mondo, qualunque età avessero).

Xena in VI casa: lavoro bioregionalista o matriarcale (Lucia C. Birnbaum e Joan Marler, docenti universitari specializzate in studi matriarcali).

Xena in VII casa (domicilio): partner o associazionismo bioregionalista o matriarcale (qui non ho trovato esempi parlanti).

Xena in VIII casa (esilio): doppia connotazione di esilio per le Xena Ariete in questo settore… Alienazione dal territorio e dall’habitat, crisi esistenziali e depressive, difficoltà di integrazione al contesto socio-economico (il mio caso: figlia di emigranti ri-emigrati più volte, senza tornare mai al territorio di origine, crisi depressive adolescenziali con sindrome da “ebrea errante”, riconquista della serenità accompagnata tuttavia da un certo senso di “estraneità”, grazie alla scoperta dell’alternativa matriarcale, a livello astrologico e socio-culturale e a un’attività di ricerca su questi temi).

Xena in IX casa (esaltazione): viaggi, esplorazioni e studi bioregionalistico-matriarcali (esempio, Lisa Morpurgo esploratrice degli zodiaci matriarcali).

Xena in X casa: successo bioregionalistico-matriarcale (esempio, l’americano Gary Snyder6 che inizia come poeta della Beat Generation e acquista fama come poeta bioregionalista – il termine è quello con cui lo stesso poeta si definisce, essendo uno dei fondatori del movimento bioregionalista negli Stati Uniti -, e come saggista esorta a ri-abitare nel grande flusso: Xena in X congiunta al MC).

Xena in XI casa: amicizie con persone che coltivano ideali bioregionalisti e matriarcali (esempio, Stefano, il mio compagno, che annovera nella sua cerchia di amicizie poeti bioregionalisti e attivisti filomatriarcali).

Xena in XII casa: capacità di meditazione e solitudine nel mondo naturale da cui si può eventualmente trarre ispirazione (James Koller6, poeta bioregionalista che vive nei boschi del Maine, in selvaggio isolamento).

NOTE

1 Mariagrazia Pelaia, Sedna è Proserpina?, «Ricerca 90», n° 59, 2004.

2 Ibidem.

3 Lisa Morpurgo, Apocalisse prossima ventura in: Cento risposte di Lisa Morpurgo, suppl. a “Sirio”, n° 191 (marzo 1999): pp. 18-19.

4 Mariagrazia Pelaia, Ritratti matriarcali. Sotto il segno dello Zodiaco B, «Ricerca 90: parte prima n° 57, 2004; parte seconda; n° 63, 2005; terza parte, in preparazione. Inoltre, Piantare alberi per raccogliere acqua e pace (ritratto astrologico di Wangari Maathai), «Ricerca 90», n° 62, 2005.

5 Utilizzo coscientemente il termine ‘passione’ connesso al fuoco, elemento del Leone e del Sagittario, segni in cui X-Proserpina è esaltata negli zodiaci A e B. A tale elemento associo quindi il pianeta.

6 Fornirò i dati natali dei poeti bioregionali qui citati in un prossimo studio sulla poesia ecologista.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Mike Browne, The Discovery of 2003 UB313, the 10th Planet (http://www.gps.caltech.edu/~mbrown/planetlila/)

Effemeridi di Xena (www.Astrologyweekly.com)

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