Donna

luglio 28, 2009 on 7:24 pm | In Aforismi
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Se una donna conserva il dono di saper essere vecchia
quando è giovane e giovane quando è vecchia, saprà sempre che cosa succederà
poi.

Ovviamente è un fotomontaggio!!!!!ma non è opera mia!!!

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Aneddoto

luglio 28, 2009 on 2:42 am | In Per sorridere
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Sapete che mi occupo di sentimenti e come astrologa mi
sono (o almeno spero di esserlo)specializzata in rapporti di coppia. Questa
storiellina mi è sembrata molto simpatica. Certo è che non si finisce mai
d’imparare……specialmente dal mondo maschile!!!!

Aneddoto di un … fedele??
Io ero molto felice. La mia fidanzata ed io eravamo insieme da più di un anno
per ciò decidemmo di sposarci.
I miei genitori ci aiutarono in tutti i modi possibili, i miei amici mi
assecondavano, la mia fidanzata era un incanto. Solo c’era una cosa che mi
dava molto fastidio ed era la migliore amica di lei.
Era intelligente e sexy, delle volte mi faceva il filo, turbandomi. Un giorno,
l’amica della mia fidanzata mi telefona e mi chiede di andare a
casa sua per aiutarla con la lista degli invitati al matrimonio. Quindi io
andai. Era da sola e quando arrivai, mi sussurro che, siccome dovevo sposare
la sua migliore amica, mi confessò che aveva certi sentimenti e desideri
verso di me e che non poteva più nasconderli. Prima di sposarmi e
compromettere la mia vita e quella della sua migliore amica voleva fare
l’amore con me almeno per una volta sola. Cosa potevo dire?…. Ero talmente
sorpreso che non dissi una parola. Lei invece disse: ‘Andrò in camera, e se lo
desideri, entra e sarò tua.’ Ammirai il suo meraviglioso fondo schiena come
si muoveva al salire le scale. Mi alzai dalla poltrona e rimassi lì in piedi
per un po’…poi mi girai e andai alla porta d’ingresso aprii e uscii…,
andai verso la mia macchina…la mia fidanzata era fuori con lacrime agli
occhi, e mi disse: ‘sono felice e orgogliosa di te, hai passato la mia
piccola prova, non potevo scegliere un miglior uomo come sposo.

MORALE:
Lascia sempre i preservativi in macchina

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Roby

luglio 20, 2009 on 5:16 pm | In Dicono di me
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Ciao streghetta, come va?


sai che mi fai paura?

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Come hai detto tu, dopo il 10 si sono fatti vivi
quelli dell’università: settimana prossima pare ci sia un colloquio.


Rob

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Stefania

luglio 20, 2009 on 5:13 pm | In Dicono di me
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Sei riuscita a vedere cose che raramente dico alle
persone…. E questo mi ha sconvolto…Sei veramente brava Manu, complimenti per
la tua professionalità…

Un grande abbraccio

Stefania.
 

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Il vino e la gente del vino

luglio 12, 2009 on 3:37 pm | In Astrologia
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di Giuse Titotto

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Rome Wine Team Dalle Vigne SPA……..gente che ama e lavora nel vino….davvero!!!

Il mio primo approccio col vino risale alla primissima
infanzia non per la solita sbronzetta dei bimbi che scolano i bicchieri degli
adulti distratti ma perché una giornata particolare mi rimase impressa nella
memoria stimolando la mia fantasia infantile.
L’esperienza rientra nell’atmosfera della settimana di Pasqua: nel pomeriggio
del venerdì santo papà e zio imbottigliarono il vino perché c’era la “luna
giusta”.
Aspettai la notte per vederla, quella “luna giusta”. Ma fui delusa perché
durante la processione serale col Cristo morto – nel buio rotto soltanto dalle
fiammelle dei ceri accesi sui davanzali delle finestre – si levò all’improvviso
un vento furioso che spense i ceri, fece sbatacchiare le imposte, tentò di
rubare sottane e veli alle donne mentre il cielo divenne cupo e tra lampi e
tuoni si scatenò un acquazzone coi fiocchi che inzuppò tutti. E la luna giusta?

“E’ il diavolo – sussurravano le donne sotto i portoni – è il diavolo che ci ha
messo la coda!”
Mi colpì quella stranezza della luna giusta di giorno e del diavolo di notte,
collegai il vino al Cristo morto e senza saperlo mi avvicinai ad uno dei più
grandi misteri del cattolicesimo.
Col tempo il diavolo stinse, la luna giusta rimase sconosciuta, il vino fermentò
nella mia fantasia infantile e nel ricordo tutto divenne poesia.

Quando, alcuni anni fa, pensai di interpretare il mondo del vino applicando il
codice zodiacale, forse aveva giocato la nostalgia di quella luna e la curiosità
inappagata per una coincidenza che ancora sentivo misteriosa.
Iniziai dalla mitologia, quella greca classica, anche se la Grecia non era stata
la prima a spremere l’uva. È noto che per i greci il dio del vino fu Dioniso. La
“biografia”, se possiamo definirla così, di questo dio è piuttosto confusa:
molte versioni lo presentano sotto vari aspetti e con volti diversi.
Consideriamo la leggenda più nota e forse meno antica (per motivi di tempo e
spazio non saranno esaminate le altre) che ci propone delle corrispondenze
precise :
“Zeus amò Semele e la ingravidò ma la poveretta morì incenerita a causa di un
brutto tiro che le aveva giocato Era, gelosa del marito. Zeus le strappò dal
ventre il feto ancora vivo, se lo cucì nella coscia e lo portò a maturazione”.

Appare subito evidente il primo riferimento al segno dei Pesci:
– Zeus/Giove – vi si trova in domicilio
– Nettuno, che nel Sagittario corrisponde alla coscia, nei Pesci occupa il
domicilio primario
– Semele – è uno dei nomi o delle personificazioni della Luna, che sappiamo
esaltata in questo segno.
Inoltre potremmo vedere nella casa dodicesima, cosignificante dei
Pesci/dodicesimo segno dello Zodiaco, la madre morta quindi assente.

Il mito di Dioniso, che fu considerato un dio femmineo, un dio “delle donne” –
quindi un dio lunare – offre altre considerazioni:
– bambino, fu abbigliato con abiti femminili perché Era non lo riconoscesse – ed
anche questa sostituzione di identità si trova nella casa dodicesima che rinnega
la fissità e la precisione anagrafica della opposta casa sesta –
– crebbe circondato soltanto da donne, prima nutrici e ninfe poi fedeli seguaci:
le Menadi.
– quando scese agli inferi per cercare la madre/Luna dovette ricompensare
l’accompagnatore concedendosi “completamente, come una donna”.
Per questa visita agli inferi secondo alcune versioni fu sovrapposto ad Orfeo ed
i “misteri dionisiaci” furono talvolta identificati o confusi con i “misteri
orfici”. Comunque sia sempre di misteri si tratta e quest’aura misteriosofica si
adatta ancora alla casa dodicesima, così come le si adattano i vari riferimenti
alla follia:
– folli ed invasate furono le Menadi –
– folli divennero le Minìadi e le Prétidi che avevano rifiutato i misteri ed il
culto di Dioniso –
– folle fu il comportamento delle Baccanti romane che arrivavano alla
autoflagellazione benchè il dio greco sbarcando a Roma fosse degenerato in
Bacco, dio orgiastico più che misterico, dedito ai piaceri sfrenati più che ai
riti sacri (forse la dolce vita romana non fu inventata da Fellini…)
Infine mi piacque trovare un’altra conferma in un curioso “gioco del dodici”,
numero corrispondente alla Luna, ai Pesci ed alla casa cosignificante:
Narra la leggenda che Semele e le sue tre sorelle partecipassero ai riti sacri,
dovendo “elevare quattro volte tre altari.” Il dodici è evidente.

Le quattro sorelle ebbero anche un altro compito: quello di cantare insieme
durante le cerimonie. Pare che fossero il prototipo dei cori femminili. Sappiamo
che la voce e il canto sono abbinati a Giove e Venere , uno in domicilio e
l’altra in trasparenza nei Pesci ma anche signori del Toro. Possiamo ricordare
ai giovanissimi che fino alla metà del secolo scorso era ancora possibile
incontrare gruppetti di persone – non proprio sbronze ma diciamo “un po’ sù di
giri” – che cantavano a squarciagola, con allegria contagiosa, le famose arie da
osteria e non solo.
Ancora il segno del Toro è richiamato nelle leggende relative a Dioniso che
talvolta fu rappresentato come dio cornuto con sembianze taurine mentre le sue
seguaci, le Menadi, furono descritte “chiazzate bianche e nere” e raffigurate
come vacche.

Troviamo nella casa dodicesima un’altra importante caratteristica del vino, che
appartiene a tutti i tempi antichi e moderni: la sua sacralità. Infatti:
– gli antichi egizi lo offrivano ai loro dei,
– i greci lo usavano nei riti sacri, non soltanto dionisiaci, mentre
pronunziavano parole magiche ,
– nella Bibbia, la vite e il vino pare che siano citati ben cinquecento volte!
Ricorderò soltanto un episodio, il più noto, quello di Noè sorpreso dal figlio
Cam “in istato di ebbrezza”. Qui potremmo fare una supposizione: poiché il vino
era usato nei riti sacri per produrre un certo stato di esaltazione che, con lo
stacco dalla coscienza vigile, permetteva di comunicare col divino, Noè potrebbe
essere stato non ubriaco per dissipatezza ma sfinito dopo un rito per il
contatto col suo Dio – e date le esperienze passate… ne aveva ben bisogno!
Questo episodio farebbe pensare comunque che la vite e il suo succo fossero già
noti prima del diluvio.
– infine, ne parla il Vangelo. Il primo miracolo, che segnò l’inizio della vita
pubblica di Gesù, avvenne alle nozze di Cana: oltre alla mutazione dell’acqua in
vino, in questa occasione si parla di certe usanze di mescita e di … trucchetti
circa la bevanda più o meno buona da servire all’inizio o alla fine dei pasti.
Infine assume una grande importanza nell’ultima Cena, che segnò la fine della
missione terrena del Cristo poiché il vino insieme col pane dà l’avvio al
mistero della Transunstansazione, tuttora alla base della religione cattolica.
E non si dimentichi il bellissimo detto “Io sono la vite e voi i tralci”.

Un coinvolgimento curioso delle case dodicesima e seconda, cosignificanti dei
segni Pesci e Toro, si potrebbe notare nel fatto che per molti secoli furono i
religiosi a coltivare la vite, a curare la vinificazione ed a migliorare la
qualità del vino, poiché serviva loro per la Messa e forse per altro uso meno
sacro ma non meno importante… Le migliori vigne si trovavano infatti intorno ai
conventi mentre alcuni nomi sembrano ricordare questo antico collegamento col
sacro: “Vinsanto” – “Lacrima Christi” – i vini “delle Abbazie” o ancora i vini
“da meditazione” anche se oggi sono interpretati in modo meno conventuale.
In seguito, per amore o per forza, i religiosi cedettero le vigne
all’aristocrazia laica che ne continuò la coltura e che ancora oggi vanta
antiche tradizioni di produzione e rispetto per questo prodotto e che esibisce
sulle etichette più raffinate il casato, lo stemma, la sede prestigiosa nella
villa o nel castello di famiglia.
Il “marchio” dell’azienda e la produzione per prestigio e per
commercializzazione, anziché per il rito, segnò così il passaggio dalla casa
dodicesima alla casa seconda.

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Circa l’applicazione del codice zodiacale alla storia del vino, scrive
Charpentier: “… tutti i pianeti dello Zodiaco ( e tutti i segni, aggiungiamo
noi) concorrono al rigoglio della vite: è il cosmo intero che si unisce per la
gestazione della divina bevanda”
Infatti se esaminiamo le vicende della vite in ogni momento dell’anno, in ogni
stagione, notiamo che tutti i segni collaborano in qualche modo alla buona
riuscita del prodotto finale:
– nell’Ariete, con il Sole in esaltazione, ha inizio la preparazione alla
fioritura che sarà completata
– nel Toro, con l’impollinazione. Si è già parlato del coinvolgimento di questo
segno ed ora si può aggiungere che sembrerebbe anche il più idoneo al piacere
della degustazione dei vini migliori, ancora grazie a Giove/bocca che mangia (e
beve, naturalmente) ed a Venere/papille gustative. Per non parlare
dell’importanza del tappo – scorza dell’albero di sughero, quindi ancora Toro –
che può garantire la conservazione del prodotto e l’invecchiamento: Saturno,
esaltato nel Toro per trasparenza.
– nel Gemelli avviene la spampinatura. Urano in trasparenza si incarica di
moderare la dispersività del segno, eliminando i germogli superflui affinchè non
si sprechino la linfa e la forza della pianta.
– nel Cancro e nel Leone, i due luminari – la Luna e il Sole – vegliano e
collaborano per la maturazione e la riuscita del buon prodotto.
– la Vergine ha vari compiti: il primo è di controllare che tutto sia in ordine,
pulito e pronto per la vendemmia e la vinificazione ; il secondo è di curare un
particolare che non interessa la vite ma il prodotto finito: l’etichetta e la
scelta del nome. È un lavoro importante perché deve illustrare le
caratteristiche organolettiche del vino ma anche attrarre l’attenzione,
garantire la competenza e l’importanza del produttore e la piacevolezza del
prodotto. Una bella etichetta è certamente un buon passaporto.
– la Bilancia è il vero segno della vendemmia: è saturnino lo staccare i
grappoli dalla vite, i figli dalla madre. Qui Saturno è in esaltazione. Ma
giocano un ruolo importante anche Venere in domicilio primario e Nettuno in
trasparenza che regalano un’ebbrezza piacevolissima a chi partecipa alla
vendemmia. Occorre una presenza attiva tra i vigneti al momento del raccolto
dell’uva per comprendere pienamente come l’umore zuccherino, quando la mano
raccoglie il grappolo, penetri sotto pelle e si diffonda nel sangue provocando
euforia e benessere, mentre il profumo intenso invade cielo e terra e completa
l’opera di inebbriamento: senza aver assaggiato un sorso di vino ci si sente
esaltati, con tanta voglia di cantare e di vivere. Anche Saturno qui è costretto
a riporre il suo rigore ed a lasciare libero campo a Venere e Nettuno e ne
diventa alleato più che censore.
Vogliamo ricordare anche la pigiatura che anticamente era fatta coi piedi/Pesci:
osservata in vecchi documentari, sembra quasi una danza rituale e gioiosa. Anche
la danza è nei Pesci…
E qui richiama la nostra attenzione lo scambio di pianeti tra i due segni:
Venere domiciliata nella Bilancia è nei Pesci in trasparenza mentre Nettuno
domiciliato nei Pesci è in trasparenza nella Bilancia!
– nello Scorpione, dopo la torchiatura il vino matura le sue caratteristiche
migliori al buio e nel silenzio. E qui avviene nel segreto scorpionico/plutonico
la trasformazione del succo d’uva in vino poiché i lieviti della fermentazione
possono lavorare soltanto al buio. Ancora Charpentier: “…attaccano lo zucchero
dell’uva, depurano il succo dalle sostanze pesanti per farne quel liquido
sottile ed aereo che è il vino. I lieviti della fermentazione sono come i
funghi. Il fungo è il diavolo, nemico della vite, che qui però diventa
ausiliario”. Traduzione: il fungo/Scorpione è il nemico della pianta/Toro ma
nella dialettica tra i segni opposti è complementare e collabora per il prodotto
finito.
Personalmente mi divertì aver ritrovato sotto forma di lievito/fungo il diavolo
della mia infanzia!
– nel Sagittario sono ancora presenti i pianeti che più giocano in questa
storia: Giove e Nettuno. Il primo, più invadente in quanto più forte per il
domicilio primario, ingoia il secondo (poiché sempre di bocca si tratta quando
si parla di Giove ) che forse in questo segno dopo aver bevuto parla ancora più
volentieri!
Ma qui colpisce un’altra cosa: nella vigna ormai priva di grappoli c’è una
gloriosa esplosione di colori, dal giallo al ruggine, dal rosso al violetto in
un’armonia di sfumature degne di un artista. Potremmo porre in relazione queste
pennellate di colore con l’esaltazione di X – lo stesso pianeta che nel Toro
unitamente a Venere favorisce i pittori.
– nel Capricorno, segno della chirurgia, non si potrebbe trovare altro che la
potatura. Le viti sono mutilate, ridotte all’essenziale ed appaiono povere e
scheletriche. Le forbici del potatore lavorano senza pietà.
– nell’Aquario domina Urano. Vi si potrebbe ravvisare la tecnica, necessaria
alla vinificazione ma che purtroppo negli ultimi decenni ha preso il sopravvento
sulla coltura tradizionale e sul metodo naturale.
– infine arriviamo ai Pesci: la vite si sveglia e contemporaneamente ai primi
germogli sulla pianta avviene nel vino in cantina la seconda fermentazione. Come
se ci fosse un’intesa segreta tra la vite e il suo prodotto anche se
trasformato, ormai estraneo. Sono questi i misteri di Dioniso? O forse è questa
la “luna giusta”? la Luna di Marzo ben nota e celebrata nelle zone vinicole…

    

L’idea di estendere la ricerca alla “gente del vino” mi venne durante la visita
ad una Cantina.
Qualcuno domandò al direttore enotecnico, in piemontese: “E ‘l vin, a bougia?” –
“E il vino, si muove?” Intendeva dire “si vende?” ma io immaginai un misterioso
movimento di liquidi tra tini e botti nel silenzio della notte, in danze rituali
o forse bacchiche e ne parlai ridendo . Quel gentile signore, quasi
giustificando le mie fantasie, disse con molta serietà: “Il vino è vivo!” e mi
parlò della vita del vino, della fermentazione di marzo , della Luna oggi non
più considerata, della pastorizzazione ecc.
Così decisi di interrogare altri esperti.
Iniziai proprio dagli enotecnici, gli “stilisti” del vino. Li provocai con
domande sulla Luna ed ebbi risposte diversissime: di scherno o di nostalgia, di
indignazione o di imbarazzo.
Ancora entusiasta del “vino vivo”, fui mortificata da una risposta dura: “noi
uccidiamo i fermenti!” ed il vino rosso smise di danzare e divenne sangue…
Tra i due estremi famigliarizzai poi con concetti diversi come:
– “mutizzazione”. Addio Giove/parola! Il vino non dirà mai più la sua. E dove
sarà finito il vecchio detto “in vino veritas”?
– “necessità di guadagno ” ed ecco Giove di ritorno, come danaro.
– “adattamento” alle richieste del mercato e qui entra Urano, è lui che si
adatta!
Mi parlarono di chimica ma soprattutto di tecnica. Ancora Urano, ormai vincente
anche in cantina, da sempre implacabile e freddo nemico della Luna.
Ma sappiamo che Urano non abita nei Pesci. Forse il vino sta cambiando segno?
Sta per caso scivolando nell’Aquario, adeguandosi a quella che chiamano la nuova
età della tecnica?

Nei temi degli enotecnici, Urano è molto importante, con aspetti sia armoniosi
sia dissonanti.
Nei temi dei più noti e validi professionisti si notano buone posizioni di
Nettuno, Urano, Giove. Come pure nei temi degli “enofili”, intenditori non
professionisti e non alcolisti. La generazione dei primi anni quaranta ha dato
personaggi di rilievo nel settore enotecnico: essi sono riusciti ad imporre al
vino un tono superiore e il vino ad un pubblico raffinato o disposto a pagarne
il valore da mercato d’élite . Forse proprio loro hanno favorito il “salto
sociale” del vino, prima servito nelle osterie, bevanda per i poveri ed ora
prodotto di nicchia. Questa generazione è segnata dalla presenza di Urano in
Toro trigono a Nettuno in Vergine.
Nelle risposte di persone che presentano nel tema un Urano leso senza recuperi
si nota una certa durezza, tra il risentimento e la diffidenza. Negano tutto: il
passato affidato alla tradizione, il nonno vignaiolo che imbottigliava in
giornate di sole tenendo conto della luna, la necessità di conservare ad ogni
vino il suo gusto particolare.
Sono coloro che si adattano ai gusti del cliente non educato al buon bere
anziché educarlo al rispetto della “personalità” del vino vivo, che seguono
regole commerciali anziché di gusto.
Nell’aggressività di queste persone forse c’è un’inconsapevole esigenza di
difendersi dal vago timore di essere giudicati poco tecnici, non abbastanza
aggiornati e competenti. L’eccesso di elogio della tecnica potrebbe essere un
tentativo di esorcizzare le lesioni di Urano che denuncerebbero l’uso errato o
fuori luogo degli accorgimenti tecnici.
Mi consolò la confidenza di un signore sorridente che ammise: “Qui devo
adattarmi al sistema industriale, la produzione è troppo vasta. Ma per il mio
vino, quello che produco per me nella mia vigna, continuo ad imbottigliare con
la luna giusta!”
Usò proprio quella parola. E il mio cuore tornò bambino.

Quando in passato, all’inizio della mia ricerca, tentai di intervistare i
sommelier fui quasi respinta dal loro atteggiamento di chiusura, quasi di
diffidenza. Tentai degli approcci nei ristoranti, ma ebbi risposte vaghe o
sdegnose. Certo, consigliavano i vini giusti ma non seppero o non vollero
spiegarmi le caratteristiche che facevano proprio di un determinato vino il
giusto accompagnatore delle pietanze in tavola. Veniva facile pensare che
conoscessero le regole a memoria ma senza una vera conoscenza delle motivazioni
che erano alla base di quelle regole. Delusa, incontrai più facilmente
conoscitori di etichette piuttosto che di vino.
Pensai che le persone intervistate, anche se abbastanza numerose, non potevano
rappresentare tutta una categoria – e decisi di esaminare un campionario di
duecento temi di sommelier: mi sarei aspettata una prevalenza del Toro o un
risalto particolare di Giove e Venere, che avrebbero indicato la competenza in
fatto di gusto. Invece trovai una certa varietà di segni e di aspetti che
dapprima mi meravigliarono, poi fornirono una loro spiegazione.
Il Sole per esempio, si trova con maggiore frequenza in due segni d’aria, i
Gemelli e la Bilancia – ed in Bilancia si trova anche la Luna: ora sappiamo bene
che il sommelier non può avere una funzione di isolamento, di lavoro in ambiente
appartato – come invece si adatta all’enotecnico. Il sommelier deve essere
aperto ed affabile, deve convincere e conquistare, ed ecco il Gemelli con la sua
caratteristica sociale ed anche mondana, necessaria soprattutto oggi visto che
il Vino è diventato prodotto di nicchia ed è proposto, osannato, consumato in
ambienti raffinati. Ed ecco anche la spiegazione della Bilancia, la “signora”
dello Zodiaco per la sua classe, la sua misura, la sua discrezione. E per un
prodotto proposto a gente raffinata, in ambienti raffinati, l’elemento Bilancia
assicura il sommelier ideale, misurato, nel quale riporre la fiducia.
Per gli aspetti tra pianeti, quelli che ricevono il maggior numero risultano a
sorpresa Marte e Saturno, i due signori del Capricorno. Forse vorrebbero
indicare che in alcuni casi il sommelier potrebbe esercitare un certo potere sul
consumatore, nell’imporre più che proporre un’etichetta piuttosto di un’altra –
ma questo non sarebbe oggi possibile nei locali in cui si consuma vino pregiato
in quanto la gente che lo richiede ha gusti e conoscenze precise del prodotto.
Lisa Morpurgo affermava che il Capricorno è il miglior assaggiatore di vini e
questo potrebbe essere spiegato dalla trasparenza di Giove nel segno e qui il
piacere del gusto non sarebbe fine a se stesso ma, mitigato dalla severità di
Saturno, potrebbe davvero rivelare il “critico” senza indulgenze o favoritismi.
Tuttavia, nell’esame dei segni, il Capricorno è il meno interessato, il suo
coinvolgimento è nettamente al di sotto di tutti gli altri segni, anche di
quelli che sembrerebbero i meno adatti a questa professione. L’intesa tra Marte
e Saturno, che ricostruisce in parte il Capricorno ma senza tutte le sue
proprietà di potere , potrebbe indicare allora una tendenza di base alla serietà
ed all’onestà professionale.
Sono molto coinvolti invece due segni che nello Zodiaco si fronteggiano, il Toro
e lo Scorpione. Abbiamo visto nell’esame dei singoli segni quanto siano
importanti questi due e rileviamo ancora che sono complementari in quanto è ben
nota la caratteristica taurina del piacere e della competenza nel buon cibo e
nella buona bevanda, mentre allo Scorpione riconosciamo il gusto della
sperimentazione, della scoperta, della tendenza ad assaggiare tutto. Ora il
desiderio di conoscere per esperienza diretta, di “rischiare” l’assaggio – si
unisce alle qualità del Toro buongustaio ed inoltre alla capacità selettiva di
Saturno che, esaltato nella Bilancia e in trasparenza nel Toro, diventa giudice
delle qualità del prodotto proposto..
Nell’insieme, vediamo confermate nel sommelier un insieme delle caratteristiche
assolutamente necessarie per la sua riuscita nel campo enologico, sociale,
raffinato. Così questo personaggio tende a diventare il rappresentante di una
nuova élite valorizzata dall’evoluzione di una bevanda che dall’osteria, o dalla
cantina privata dei vecchi cultori del gusto, è salita ai ristoranti più
prestigiosi ed alle enoteche più eleganti e ben frequentate, oltre che alle
quotazioni talvolta vertiginose che ne fanno talvolta un prodotto per pochi,
come la Ferrari o il jet privato.

Mi trovai nei pasticci quando esaminai i temi dei produttori. Pochi rispondono
alle aspettative, specialmente tra i nomi più famosi e importanti.
Probabilmente i loro temi riflettono le loro esigenze di curare aspetti diversi
del loro lavoro, che si ritrovano in altri segni e case:
– la difesa del marchio: Toro/casa seconda.
– la tradizione di famiglia e quindi il coinvolgimento di altri membri del clan
familiare , specialmente quando si tratta di aziende fondate dagli avi: ancora
Toro/casa seconda.
– il coinvolgimento di coniugi e figli, cosa che condizionerebbe logicamente
anche la vita familiare e potrebbe spiegare come il Cancro sia tra i segni più
ricorrenti.
– la necessità di relazioni mondane, di presenzialismo, per far conoscere il
prodotto : e qui giocano i Gemelli.
– la cura della sede, solitamente prestigiosa: il Castello avito, Capricorno; la
villa d’epoca con parco e giardini curatissimi , ricorre ancora il Toro .
– non ultima (anzi!) la rendita che permetta di mantenere il prestigio
dell’azienda, della sede, della famiglia… Giove, signore dei Toro e dei Pesci.
Come gusto, per vendere le cose buone – ma anche come danaro, per venderle…
bene!
Indubbiamente questi signori sono esperti ed intenditori ma il loro successo non
dipende da questo né da un loro coinvolgimento diretto nella produzione (che
hanno l’intelligenza o l’astuzia di affidare a personale di prim’ordine) bensì
dalle loro doti commerciali e rappresentative.
Per questi motivi i simboli che si riferiscono al vino non sono generalmente
predominanti, talvolta neppure visibili, sul loro tema.
Analizzando temi individuali è interessante osservare “come” e con quali mezzi
ognuno abbia fissato e raggiunto un certo livello: di vini ambiziosi o
industriali, di nicchia o di grande distribuzione. Purtroppo non è possibile far
entrare in questo spazio uno studio così vasto.

Nei produttori minori che ancora curano personalmente la vigna e la
vinificazione, si riscontrano più facilmente elementi pescini o rapporti tra i
pianeti tradizionalmente legati al vino.
Ho dovuto notare con un certo stupore che queste persone sovente si dimostrano
pessimiste, scontente, hanno il lamento facile, forse per il vittimismo della
casa dodicesima nonostante (come fece notare qualche tempo fa Carlo Petrini
dello Slow Food) mai come in questi anni il vino abbia avuto tanta espansione ed
abbia consentito tanto profitto economico.
Si esprimerà così il “pianto della vite”?

    

Termino con un sorriso. Chiudendo il cerchio ritornerò ad agganciarmi in modo
simpatico agli accenni mitologici iniziali.
Davanti a tanta prevaricazione della tecnica, che fine avrà fatto la Luna?
Sconfitta per sempre?
No, nessuna sconfitta. Anzi, una bella rivincita! La Luna si è materializzata
nella donna, quando fu fondata l’Associazione Italiana delle Donne del Vino. La
donna, da sempre esclusa dalla cantina considerata regno esclusivo del maschio,
si è emancipata ed è diventata produttrice.
Poiché questo lavoro l’ha scelto e si è scavata un posto nel mondo del vino
sfidando lo scetticismo ed i pregiudizi maschili, quando si impegna si prende
sul serio forse più di tanti uomini che avendo ereditato vigne di famiglia
accettano tutto come scontato, sovente come inevitabile.
Il tema natale dell’Associazione – fondata a Firenze il 19 Marzo 1988 – denuncia
gli ostacoli che le donne hanno dovuto superare per riuscire ad imporre la loro
professionalità e competenza.
La Luna in casa decima in Ariete deve lottare contro la non collaborazione – o
la diffidenza e l’ostracismo iniziale – di Marte, che simboleggia il
“maschilista” più che il maschio, il quale dalla casa settima le invia una
quadratura secca. Nell’azione pratica potrebbe indicare, che essendo compiuta
dagli uomini la potatura – compito certamente maschile di taglio e mutilazione
sia pure per il bene della pianta o forse del prodotto futuro – si sia sempre
pensato che la donna dovesse essere esclusa dal compito produttivo.
Anche il Sole è in casa decima e nei Pesci, segno del vino, ma anch’esso è leso.
Forse, vista la qualità della lesione, inizialmente ci fu un pregiudizio circa
la capacità tecnica (quadratura di Urano) e la responsabilità e la costanza
(quadratura di Saturno) nell’impegno.
Scalata difficile per la Donna.
Ma questo Sole leso potrebbe far pensare alla stizza del maschietto che si vede,
come in altri campi nell’era attuale, accantonato, ignorato, superato, non più
signore assoluto dell’antico feudo. Oppure allo stesso maschietto indispettito
dall’indipendenza e dall’audacia femminile e ferito dal successo delle donne,
sempre ritenute incapaci di realizzazioni serie e destinate a restare in ombra,
al servizio del padre o marito padrone.
Il tema presenta tuttavia molti aiuti per riuscire in un campo imprenditoriale
mai prima d’ora aperto al femminile: Nettuno e Urano in casa sesta e in
Capricorno, gli stessi pianeti che avversano il Sole in decima, sono in trigono
a Venere e Giove in Toro. Inoltre c’è un ottimo Mercurio in Pesci casa nona, che
spiega come questa associazione sia conosciuta ed apprezzata anche all’estero
dove ha conquistato favori e adesioni.
Sono brave, queste Donne!
Termino con un tocco di poesia: l’ultimo fiore all’occhiello di queste Signore
del vino è un fiore vero, una rosa creata per loro, da piantare nei loro filari
non soltanto per il godimento visivo ed olfattivo (ritorna sempre il Toro, come
vista e odorato) ma anche per un motivo pratico: è stato accertato che la rosa
potrebbe denunciare in anticipo eventuali malattie della vite. Sarà perciò la
“Sentinella della vigna”. Rosa sana in vigna sana … E la sanità è ancora nel
Toro, anche per le piante!
Apprendo infine con piacevole stupore che il nome scelto per questa nuova rosa è
… Dionisia!
Che sia un ritorno della parte femminea di Dioniso, il dio greco “delle donne”?

Bibliografia :
LISA MORPURGO : tutti i testi.
CHARPENTIER : La sacralità del vino.
R. GRAVES : I miti greci.
A. MORELLI : Dei e miti.

 

Continua a leggere Il vino e la gente del vino…

Le rane

luglio 11, 2009 on 12:08 pm | In Affinita' d'anima
| No Comments

rana-impazzita.gif

Un gruppo di rane stava attraversando la foresta e due
di loro caddero in una buca profonda. Quando le altre rane si resero conto di
quanto profonda fosse la buca, iniziarono a dire alle due rane che era
impossibile uscirne e che ormai erano spacciate.

Le due rane ignorarono i loro commenti e cercarono di
saltare fuori dalla buca con tutte le loro forze mentre le altre rane
continuavano a dirle di smettere di provarci e che non c’era piu’ niente da
fare.

Ad un certo punto, una delle due rane inizio’ a credere a quello che le altre
rane le dicevano. Rinuncio’ a saltare e, dopo un po’ di tempo, si accascio’ al
suolo e mori’.

L’altra rana, invece, continuo’ a saltare con tutte le sue forze. Ancora una
volta, tutte le altre rane le dissero si smetterla di soffrire in quel modo e di
accettare la morte serenamente.

Ma la seconda rana continuo’ a saltare piu’ in alto con maggior vigore e,
infine, riusci’ a saltare fuori dalla buca.

Una volta uscita, le altre rane le dissero: “Ma non ci hai sentito?”.

Ma la seconda rana, una volta capito cosa dicevano le sue compagne, disse: “Io
sono sorda. Pensavo, invece, che stavate incoraggiandomi tutto il tempo”.

La storia ci insegna due lezioni:

1. C’è potere di vita e di morte in ciò che diciamo. Una parola incoraggiante a
chi sta perdendo la speranza può aiutarlo a tirare avanti e continuare a
lottare.

2. Una parola distruttiva a chi sta perdendo la speranza può essere quello che
serve per farlo definitivamente arrendere.

Il mondo che ci circonda quando siamo bambini può forgiare la nostra capacità di
reagire alle situazioni difficili e di perseverare nonostante le condizioni
avverse. Situazioni familiari, culturali e ambientali diverse possono renderci
arrendevoli e pessimisti piuttosto che tenaci e focalizzati sulle possibilità.

In quale ambiente familiare sei cresciuto? Gli adulti nella tua famiglia, i
maestri a scuola, gli altri bambini con cui giocavi ti infondevano fiducia nelle
tue capacità, sostenendo i tuoi sforzi e dimostrando di credere che potevi
farcela oppure ti scoraggiavano minimizzando i tuoi sforzi, sottolineando i tuoi
punti di debolezza e suggerendoti di lasciar perdere?

In quale modo, ora, sei tu a scoraggiare chi ti sta intorno (o addirittura te
stesso!), ad usare parole demotivanti, a concentrarti sulle difficoltà e sulle
possibili conseguenze negative?

Poni attenzione a quello che dici.

Offri energia vitale a te stesso e a coloro che attraversano la tua strada.
Molte volte è difficile comprendere che una parola incoraggiante può avere degli
effetti tanto positivi. Chiunque può parlare in modo da privare qualcuno dello
spirito che serve per affrontare tempi difficili. Diventa speciale la persona
che si prende il compito di incoraggiare gli altri.

Continua a leggere Le rane…

EFT

luglio 8, 2009 on 9:31 pm | In La Bacheca
| No Comments

ilsegreto.JPG

L’Associazione OASI del FARFA ha il piacere di
invitarti ad una presentazione da parte di Roberta Giampaoli di questa
potentissima tecnica, il giorno 24 luglio 2009 alle ore 16.00 presso il Centro
Sportivo “Club Monteverde” in Roma, Via Santorre di Santarosa n° 68
Ingresso Gratuito
A causa del numero limitato di posti disponibili, è richiesta la prenotazione.

Clicca qui per prenotare  indicando il numero di partecipanti.

VISITA IL SITO www.viviilsegreto.it

Dobbiamo partire dal presupposto che tutto il nostro essere (corpo e mente) e
tutto intorno a noi è ENERGIA, che si esprime in varie forme attraverso le
proprie frequenze. Quindi se l’essere umano è un sistema energetico, ha bisogno
di essere sempre in equilibrio. Se in qualche modo si blocca, o inverte le
proprie vibrazioni, la nostra percezione avviene sotto forma di emozioni
negative. Allergie,  tensioni sia muscolari che emotive, dolori e malesseri,
disagi, … sono “segnalazioni” che il nostro corpo ci invia, dell’esistenza di un
disequilibrio nel nostro sistema energetico. Tutto questo crea stati d’ansia,
negative, che rappresentano l’ostacolo alla libertà di vivere nel nostro
potenziale, altrimenti illimitato. Con EFT, tuttavia, ci si offre un potente
mezzo di aiuto. Con EFT (“Emotional Freedom Techniques” o “Tecniche di libertà
emozionale”) si intende una vera e propria tecnica di autoguarigione finalizzata
all’eliminazione dalle emozioni negative, causa principale di disturbi sia
psichici che fisici.
Quando avrai imparato ad usare le procedure di EFT le potrai utilizzare
praticamente per qualsiasi disagio tu voglia risolvere:
Qualche esempio?
Ansia e/o Stress
Paure e Fobie
Dipendenze (cibo, fumo, alcool Droghe, ….,)
Sensi di colpa
Ricordi dolorosi
Altre emozioni negative
Scarsi risultati sportivi
Difficoltà nel realizzare o anche solo focalizzare gli obiettivi
Insonnia
…….qui puoi aggiungere tu ciò che vuoi)

GARANTITO!!!   Provare per credere.

per ulteriori informazioni puoi contattarmi al: 328.4098292
O scrivermi al seguente indirizzo:
paneri@inwind.it

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