Manoscritto

aprile 20, 2010 on 1:34 am | In Affinita' d'anima
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Procedi serenamente tra il frastuono e la fretta e ricorda quale pace possa

esservi nel silenzio. Per quanto puoi, senza arrenderti, mantieniti in buoni

rapporti con tutti. Esponi la tua opinione con calma e chiarezza e ascolta gli

altri, anche se noiosi e incolti, hanno una loro storia da raccontare. Evita le

persone prepotenti e aggressive, costituiscono un tormento per lo spirito. Se

insisti nel confrontarti con gli altri puoi diventare vanitoso e aspro, perché

sempre ci saranno persone migliori e peggiori di te.

Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti.

Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile essa sia,

costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo. Usa prudenza

nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di inganni. Ma questo non ti impedisca

di vedere quanto c’è di buono, molti sono coloro che lottano per alti ideali e

dovunque la vita è colma di eroismo.

Sii te stesso. Soprattutto non fingere di amare.

Non ostentare cinismo verso l’amore perché, pur di fronte a qualsiasi

delusione e aridità, esso resta perenne come il sempreverde. Accetta di buon

grado la saggezza dell’età, lasciando con serenità le cose della giovinezza.

Coltiva la forza d’animo per difenderti dall’improvvisa sfortuna.

Non angosciarti con fantasie; molte paure nascono da stanchezza e solitudine.

Al di là di una sana disciplina, sii tollerante con te stesso.

Tu sei figlio dell’universo non meno degli alberi e delle stelle e hai pieno

diritto di esistere. E, convinto o non convinto che tu sia, non v’è dubbio che

l’universo si sta evolvendo a dovere. Perciò sta in pace con Dio, qualunque sia

il concetto che hai di Lui e quali siano i tuoi affanni e le tue disperazioni.

Nella chiassosa confusione dell’esistenza mantieniti in pace con il tuo

spirito.

Nonostante tutta la sua falsità, il duro lavoro e i sogni infranti, questo è

pur sempre un mondo meraviglioso.

Sii prudente. Fa di tutto per essere felice.

Intorno al 1959, il reverendo Frederick Kates, rettore appunto della chiesa di St. Paul, a Baltimore, nel Maryland, incluse questo poema in una raccolta di materiale devozionale da lui preparata per la sua congregazione. In cima alla raccolta, c’era l’annotazione “Old St. Paul’s Church, Baltimore, A.C. 1692”, che è l’anno di fondazione della chiesa. E qui si creo’ un equivoco.
Poiché l’autore di questi versi è Max Ehrmann, un poeta di Terre Haute, Indiana, vissuto dal 1872 al 1945, che li scrisse intorno al 1920.


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