Ragione e (ri)sentimento di Massimo Michelini

dicembre 17, 2014 on 6:05 pm | In Affinita' d'anima, Amici, Astri, Astrologia, Emozioni, Pensieri, Pratica Astrologica
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Ingannevole è il cuore più d’ogni cosa: gioisce, vaga senza una meta nei nebbiosi mari della malinconia, rammenta d’improvviso antiche sofferenze all’apparenza naufragate nelle paludi dell’inconscio, oppure pare sommergere nell’oblio dolori e ferite. Dolori e ferite che però riprenderanno a fare male non appena un piccolo gesto riporterà in superficie il ricordo di quella lama che in un tempo più o meno lontano scalfì quella corazza o guaina sottile che dovrebbe proteggere i nostri sentimenti, soprattutto quelli più cari.

Ho sempre creduto che l’astrologia – se usata nel modo corretto – possa avere anche un ruolo terapeutico. Non confondiamo però la conoscenza degli astri con i percorsi di guarigione emotiva che la psicanalisi o altri tipi di terapia possono offrire. No, questo no. Ma il sapere che un comportamento, nostro o altrui, è dettato da quel dato aspetto planetario o dalla posizione di Venere o Giove in un tal segno può o deve cercare di fare superare quelle ferite. E la consapevolezza dovrebbe aiutarci a vivere con maggiore distacco emotivo.
Inquadrando in un contesto cosmico il nostro errore o la nostra sofferenza, possiamo vedere in qualche modo le cose “dall’alto”, se non con lo sguardo del saggio, con quel minimo di consapevolezza in più che può aiutarci a fare un passo avanti nel cammino della vita. E a non agire come quei cani che, iniziando a mordersi la coda per gioco, perdono poi la cognizione di causa ed effetto e credono di identificare nella loro coda dolorante una sorta di nemico da sconfiggere. Ma la coda duole a causa del morso inflittole, anche se i cani – accecati dalla sofferenza – non riescono a capirlo.
Nel genere umano, invece, a infliggere la prima sofferenza – quella che farà più male – sono quasi sempre gli altri. Ad alcuni però la ferita si cicatrizza in fretta, altri non si fanno quasi scalfire dagli eventi, altri ancora si pongono nei confronti della vita come agnelli sacrificali, predisposti cioè a subire di tutto. Oppure tengono volutamente aperta la ferita proprio per continuare a soffrire, perché la loro indole li spinge a questo.
Proviamo però a chiederci come e perché una cosa ci ferisce, senza addentrarci nei meandri labirintici del masochismo.

Quando mi è nata l’idea di questo articolo immediatamente ho pensato alla Luna, quale veicolo principale delle emozioni, dei sentimenti, della memoria del vissuto del singolo. E sono certo che sia lei, il pallido astro, a convogliare e risvegliare i ricordi che hanno scalfito la parte emozionale dell’Io. Parlandone con un’amica astrologa ho però parzialmente corretto il tiro.
La ferita infatti viene inferta da Marte: il coltello, ma anche l’aggressività. Non importa se non siamo stati colpiti da una lama tagliente ma “solo” da una battuta velenosa che ci ha colti alla sprovvista: il dolore, anche se non fisico, può essere devastante. E il coltello colpisce per prima la pelle-Venere: la ferita riguarderà il mondo affettivo.
Se pensiamo alla dialettica Marte-Venere vediamo che va a toccare tre degli assi fondamentali nella strutturazione dell’Io. Anzitutto le case prima e settima, che definirei dell’accettazione di sé come individuo, cosignificanti di Ariete e Bilancia. Lo Zodiaco inizia in Ariete proprio con Marte: lo slancio vitale del genere umano è quindi aggressivo. L’Io è appena uscito dal mondo paradisiaco dei Pesci con la nascita non certo indolore e istintivamente cerca di reagire e va a cercare presso gli altri conferme affettivo-narcisistiche, grazie alla presenza simbolica di Venere in settima casa. Se però il Marte degli altri attacca il nostro Io, il primo e più devastante dolore deriva dal non sentirci amati per quel che siamo.
Altro punto cruciale è l’asse case decima-quarta. Qui il problema non va a toccare il rapporto Io-altri, quanto piuttosto l’indipendenza oppure la dipendenza, il bisogno di dominare e quello di difendersi. Da un lato il controllare le cose dall’alto con un’azione violenta, lucida e spietata (il Marte in Capricorno appoggiato da Saturno e Urano), dall’altro un arroccarsi nel proprio guscio per proteggere i sentimenti e le emozioni più profonde (l’accoppiata Venere-Luna in Cancro). Se il Marte dominante del Capricorno infierisce sull’intimità propria del Cancro, il dolore può essere enorme perché va a toccare un terreno che, per sua natura, non ammetterebbe intrusioni.
Forse leggermente meno cruento sul piano della ferita narcisistica è il conflitto naturale tra Venere in Toro e Marte in Scorpione. Se il Marte dell’ottavo segno si insinua nel terreno della seconda casa con la sua carica pur violenta ma sadicamente lucida (grazie all’apporto di Plutone e Mercurio), a risentirne è soprattutto la facciata, la perdita dell’immagine di sé. La ferocia anche solo verbale di quel tipo di Marte fa vacillare le certezze di Venere in seconda, che vorrebbe guardarsi in pace allo specchio per vedersi bella o piacevole e che si ritrova invece, grazie all’attacco marziano, privata di quel cibo per l’anima che è l’affetto. Stentando così a ritrovare la propria immagine narcisistica ancora intatta.
Chi ci fa del male, quello duraturo e incancellabile, colpisce il nostro Io più profondo. Intendiamoci, quasi tutti i segni hanno una loro particolare suscettibilità, dettata dai pianeti che strutturano il segno stesso.
Se analizziamo però soltanto il Sole, ci fermiamo ai dolori di cui l’Io ha chiara e immediata consapevolezza. Così i Gemelli si sentiranno offesi se snobbati socialmente, ma tant’è: chi di snobismo ferisce di snobismo perisce… Il Leone monterà su tutte le furie se scoprirà che in albergo gli è stata assegnata una stanza vicino allo sgabuzzino delle scope, la Vergine si sentirà sminuita perché qualcuno le ha fatto presente che ha commesso un errore trascurabile, e via di pari offesa.
In questi casi, ci si adonta ma in qualche maniera ci si sa difendere, rafforzando il proprio modo d’essere (ossia rinvigorendo il modo di agire solare). Il Gemelli ad esempio tenderà a stringere nuovi rapporti socialmente prestigiosi, il Leone prima di prenotare la stanza d’albergo chiederà garanzie di venir sistemato al piano nobile, la Vergine raddoppierà i controlli per evitare di incorrere in altri errori, e così via.
Invece, la ferita inferta alla sensibilità e non all’Io risuona a lungo nell’animo, talora per sempre. Perché appunto la Luna mette insieme una “storia delle emozioni”, o condensa le emozioni facendone un racconto di memorie, a volte consapevole, più spesso sepolto nell’inconscio. Per la rapidità del suo passo, la Luna inoltre percorre nell’arco di un mese l’intero Zodiaco spegnendo o riaccendendo molti settori della nostra vita, quasi sempre solo con il ricordo. Se è vero che solo l’insieme del tema natale indicherà come una persona reagirà alle offese – grazie al complesso intreccio di domificazione e rapporti fra i pianeti – già la posizione della sola Luna in un dato segno fornisce indicazioni precise sul punto debole di ciascuno di noi. Può rappresentare una piccola guida utile anche per il nostro prossimo, così che sappia come non urtarci, non andando a toccare il nostro punto debole. A meno che, spinto da ansie di vendetta – o bastardo nell’animo – non decida di affondare deliberatamente la lama nel punto in cui sa di procurare maggior dolore…
Un’ultima avvertenza: le donne sono ovviamente più sensibili alle ferite emotive, anche per il naturale processo di identificazione con l’astro femminile. E saranno doppiamente sensibili e vulnerabili se ad infliggere la ferita o l’offesa sarà un’altra donna. Gli altri dolori per loro terribili, le pene d’amore, vanno invece a toccare una differente sfera della loro vita, la ricerca della metà. Ma non è questa la sede per approfondire l’argomento.

La Luna in Ariete esplode con facilità e violenza marziana se viene toccata nell’orgoglio. È una Luna sospettosa, che tende all’omertà emotiva (grazie al supporto di Plutone) ma, per sua fortuna, non accumula nel tempo e tende a risolvere nell’immediato il conflitto con l’altro che l’ha ferita. Ha paura che il prossimo suo non ne riconosca il valore e sensibilità, ma proprio per questo suo perenne stato d’allerta, quando avverte che sta per essere colpita attacca, evitando un affondo troppo diretto. Ha inoltre la fortuna di essere felicemente smemorata (grazie all’esaltazione del Sole e alla trasparenza dell’Y B, che la fa concentrare molto sul presente), così che l’offesa ricevuta un tempo si dimentica in fretta. Anzi si ha il ricordo vago di un’onta subita, si rammenta chi era il nemico, ma forse ci si scorda del perché quella persona costituiva una minaccia. Più che sul fatto specifico ci si concentra quindi sull’avversario, vero o presunto esso sia.

La Luna in Toro per contro è una delle meno suscettibili e rancorose. Se qualcuno le rivolge una parola sbagliata o offensiva con intenzionalità, suppone che abbia reagito male perché chi ha offeso ha probabilmente problemi di digestione o economici, oppure ha un brutto carattere perché nessuno gli ha mai voluto bene. Quello che davvero non sopporta è che si invada il suo territorio (minando così il suo innato bisogno di stabilità e sicurezze anche emotive), magari depredandola di beni materiali a cui lei aveva attribuito anche un valore affettivo. Come accadde a una mia congiunta con la Luna nel segno, che soffrì moltissimo per un furto con scasso che subì in casa propria da parte di alcuni nomadi. Più che per le poche banconote trafugate, soffrì per la sparizione di un set di pentole che le era stato donato per il matrimonio. Non volle nemmeno denunciare il furto perché – sono parole sue – anche se le stoviglie fossero state ipoteticamente recuperate non avrebbe accettato di riprendersi cose “contaminate” da mani altrui. Questa Luna è colpita da un dolore profondo anche quando vede ferire la natura e i più deboli: il torto, se pure non è rivolto a lei, colpisce ciò che ama, facendo vibrare dolorosamente il suo cuore.

Tutt’altro discorso vale per la Luna in Gemelli, lucida, disincantata e ironica, ma assai sensibile ai tarli di vanità e invidia. Il non aver trovato un uditorio disposto ad ascoltare e ad ammirare la sua verve può essere fonte di grande dolore, anche se – per la presenza di Plutone nel segno – chi la possiede indosserà con la massima nonchalance una maschera di mondana indifferenza pur di celare lo smacco subito. È la Luna della volpe della favola, che non riuscendo a raggiungere l’uva finge di non averne affatto voglia. Anzi, sa sminuire con grande arte istrionica la festa a cui non è stata invitata, ma cerca poi di cancellare in fretta quanto l’ha ferita, magari dopo aver sputato un po’ di veleno mascherato da senso dell’umorismo intinto per l’occasione nel vetriolo. (Per l’opera di smantellamento dell’avversario ha un suo forte peso il Mercurio domiciliato nel segno, capace di cogliere criticamente difetti e rimpicciolire tutto in ogni situazione.) Si disinteressa delle offese giunte da persone inferiori socialmente (“Poverini, sono così da poco…”) ma si trova mortificata oltre misura se ad attaccarla è un appartenente al suo stesso ceto, un coetaneo o, peggio ancora, un fratello. Nonostante la lucidità è vulnerabile, in quanto carente di stabilità emotiva (anche per la “naturale” mancanza di Giove e Nettuno, domiciliati nell’opposto Sagittario, come pure della Luna B, esaltata sempre in Sagittario) e può cadere vittima all’improvviso in una subitanea crisi di sconforto se qualcuno le rammenta l’antica ferita. Per sua fortuna però è talmente curiosa e concentrata sul presente che, alla prima occasione mondana o di divertimento, dimentica ciò che l’ha fatta soffrire, grazie all’apporto di Mercurio e di Urano B.

Chi invece non dimentica mai nulla nel settore del mondo degli affetti, del sentimento e della famiglia è – noblesse oblige – la Luna in Cancro. Non porta forse rancore per chi un tempo la ferì, privandola di amore, protezione materna o rassicurazioni narcisistiche. Ma non sa dimenticare e superare la nostalgia di un beato mondo infantile in cui ancora nessuno aveva infranto la sua speranza di poter venire protetta per sempre. È quasi sempre l’insensibilità o indifferenza del prossimo nei confronti delle sue esigenze emotive la causa della sua prima ferita. Più di tutti gli altri segni non ha nemmeno bisogno di nuovi episodi che ricalchino la primigenia offesa per far riaffiorare alla coscienza il ricordo. La Luna in Cancro vive di memorie e impercettibili vibrazioni interiori che le fanno riaffiorare al primo alito di vento i ricordi belli e brutti, in una inestirpabile malinconia che forse finge di perdonare (la vendetta in fondo è troppo faticosa da perseguire) anche se in realtà non dimenticherà mai nulla di emotivamente rilevante.

La Luna in Leone all’apparenza invece dimentica tutto, o almeno lo dichiara. La sua memoria infatti è mediamente scarsa, concentrata in quell’immediato presente garantito dall’accoppiata Sole-Y che tenderebbe ad eternare l’oggi fino ai limiti del possibile. Di solito tende ad obliare le cose insignificanti, ossia quelle che non riguardano il suo Io, ma è pronta ad accendersi in una sorta di esplosione nucleare se qualcuno compie nei suoi confronti un delitto di lesa maestà. Guai a sottovalutarla o a non ricordarle almeno otto volte al giorno che lei è la migliore dell’universo. Dapprima fingerà di affettare regale indifferenza, poi comincerà ad emettere fumi neri come quelli dell’Etna prima di un’eruzione, poi esploderà in un’ira cieca, sorda e incontenibile, di cui poi si ricorderà poco o nulla. Già, perché in seguito sarà pronta a dichiarare che nel suo regno il sole non si è mai oscurato, gli uccellini hanno sempre continuato a cinguettare e i fiori sono sempre sbocciati rigogliosi. Lasciamoglielo credere e, per il nostro stesso bene, non azzardiamoci mai più a ferire il suo orgoglio.

Chi è altamente suscettibile ma per motivi opposti è la Luna in Vergine. Forse infatti avverte spesso in sé la cosiddetta “ferita dei non amati”, ossia quella di chi ha avuto nel migliore dei casi una madre estremamente attenta alle esigenze materiali, ma sorda a quelle affettive. E le carezze non godute nella primissima infanzia imprimono spesso in chi le ha subite l’idea più o meno inconscia di non meritare le attenzioni affettive altrui. Oppure che per meritarle bisogna in qualche modo assolvere ai compiti più umili, in ambito casalingo ma non solo. La sua casa perciò dovrà essere più che immacolata, proprio per cancellare le tracce di un quasi sempre ipotetico peccato originale, quello di una madre che – consciamente o inconsciamente – non accetta in quel figlio o figlia il risultato di un atto sessuale, come giustamente stigmatizzò Lisa Morpurgo1. Altro punto debole è un’eventuale critica all’abbigliamento, simboleggiato dal segno. Il farle presente, senza usare guanti di velluto, che nella tale occasione era vestita in maniera inappropriata, serve soprattutto a farle vivere o rivivere un senso di inadeguatezza, facendole perdere il suo proverbiale attaccamento alla realtà. Se nel novantanove per cento dei casi conosce i suoi limiti e se ne è fatta una ragione, il farglieli notare vuol dire crearsi una nemica a vita. Tutti noi abbiamo dei limiti, d’accordo, ma meglio non ricordarli mai a chi crede di averne molti di più di quelli che ha davvero.

Nonostante la sua tendenza all’estetismo, la Luna in Bilancia è molto più intollerante nei confronti dei torti dettati dall’ingiustizia e dei tradimenti di chi non ha rispettato un patto, piuttosto che verso le volgarità o inestetismi. Nella sua tipica ricerca del bello e del buono, le critiche sui suoi presunti difetti estetici (in realtà molto difficili da trovare) la lasciano abbastanza indifferente, forse per l’esaltazione nel segno di Saturno, che tende a razionalizzare sempre tutto e a valutare se in una critica c’è un fondamento oppure no. Se c’è, aveva ragione chi l’ha mossa, se non c’è non vale la pena di tenerla in considerazione. Quello su cui invece non transige è la cattiveria gratuita su una ingiustizia perpetrata e sulla rottura della fiducia reciproca. Se è pur pronta ad ascoltare le esigenze emotive ed etiche degli altri (trascurando a volte le proprie, soprattutto nelle prime fasi di un rapporto), chi tradisce un patto – e lo fa in malafede accertata – verrà escluso per sempre dal suo cerchio di intimità affettiva. Il processo sarà lento e doloroso, e prima andranno valutate tutte le prove a favore e contro l’imputato, ma alla fine la sentenza sarà definitiva. Senza rancore ma anche senza possibilità di appello, perché nascosta dietro l’amabilità venusiana è ben presente l’inesorabilità saturnina.

Chi invece spesso – o sempre – si porterà dietro a vita un torto subito è la Luna in Scorpione. Il motivo è presto detto: i pianeti che strutturano il segno (Plutone, Mercurio e Marte, e in trasparenza il Sole B) sono protagonistici e battaglieri. L’egopatia è fortissima, anche se meno palese che in Ariete e Leone, perché ben mascherata come vuole Plutone domiciliato. Inoltre, la notevole tendenza alla drammatizzazione non consente a chi la possiede di vivere con pacatezza l’esistenza. L’accostamento di Mercurio e Marte nel segno per di più conferisce una forte competitività, a differenza ad esempio di quello che succede in Gemelli dove è presente Plutone ma non Marte. Lo Scorpione ama vedere scorrere il sangue in senso fisico o metaforico e, se non ottiene immediata vendetta con l’eliminazione del nemico, non dimenticherà mai l’offesa subita e sarà sempre pronto a sfoderare il pungiglione per infliggere al rivale un altro fendente. Colpo che possibilmente non dovrà essere mortale: se il giocattolo si rompe il gioco termina. Intendiamoci, non si tratta di sadismo puro, perché la prima a soffrire in questa lotta è proprio la Luna in Scorpione. Ma le risulta parimenti impossibile perdonare od obliare. Quasi mai se la prenderà con gli stolti, che non meritano la sua attenzione, ma con chi considera alla sua altezza sì, eccome. A parte i motivi di onore, che risultano essere comunque la causa prima dei suoi rancori eterni, un’altra causa di sofferenza emotiva può venire da chi interrompe in malafede e per fini suoi il suo processo creativo, qualunque esso sia e in qualsivoglia campo sia applicato.

Di tutt’altra pasta è la Luna in Sagittario, tra le meno suscettibili a pari merito con quella in Toro e quella in Aquario. I torti personali le passano sopra come acqua fresca ed è sempre pronta a trovare una giustificazione ai comportamenti negativi altrui, anche quelli meno felici. Oppure anche se non li giustifica non si lega mai al dito per l’eternità un torto. Il punto debole può essere il suo lato idealistico e missionario. Quello che più la può ferire sembra non essere tanto l’attacco alla sua persona quanto a quello in cui crede, sia esso culto religioso o ideologia. Oppure è una ferita inferta alla natura: la deforestazione (esaltazione di X nel Sagittario) può strapparle vere lacrime, come pure il vedere soffrire la gente o gli animali. Ma a questo dolore cercherà di porre immediato e concreto rimedio, portando un subitaneo ed efficiente aiuto, assolutamente disinteressato.

La Luna in Capricorno non ha tempo da perdere in inutili e improduttivi rancori per ferite subite, o almeno così dichiara. C’è però da dire che ben poche cose riescono ad attaccarla, corazzata com’è dalla lucidità di Saturno e dalla cosciente volontà di Marte di non farsi attaccare da nessuno. Ma può essere proprio il Marte esaltato nel segno a rappresentarne il tallone di Achille, insieme al domicilio di Urano. L’offesa emotiva infatti ci sarà solo quando si insidia il suo bisogno di restare in qualche modo al di sopra dei sentimenti o di controllarli. Urano poi impedisce a questo tipo di Luna di percepire pienamente le sfumature emotive di molti rapporti umani. Concentrandosi troppo sulla realizzazione di un progetto, non ci si accorge di avere pestato involontariamente i piedi a qualcuno, preparando così il terreno ad un’eventuale vendetta. Nel momento in cui verrà colpita, questa Luna abbandonerà il campo e si ritirerà a leccarsi le ferite in solitudine, dichiarando appunto di non avere tempo da perdere in inutili risentimenti. Ma in realtà non ha dimenticato un bel nulla: l’esaltazione di Marte nel segno non fa mai scordare un nemico.

L’assenza di Marte nel segno, sostituito dall’esaltazione di Nettuno, rende assai poco bellicosa e suscettibile la Luna in Aquario. Smemorata e vaga per sua natura, dimentica presto i torti (o finge di dimenticarli grazie all’esaltazione del Plutone B). Il rammentare un’offesa le pare una fatica immane e inutile, anche perché è scarsamente egopatica (per l’esilio del Sole) o fissata ad idee preconcette (caduta di Y esaltato in Leone). È concentrata sul presente (Urano) e seleziona i ricordi (Saturno) in vista di un futuro e auspicabile cambiamento (Nettuno). Può magari risentirsi per l’insensibilità ideologica ma non si fissa su un bel nulla. Forse sono gli amici che possono ferirla, ma soltanto per quel poco o pochissimo che può scalfirla. In fondo per la sua natura proteiforme e diplomatica se c’è un problema preferisce affrontarlo sul momento oppure mai più. Il giorno dopo infatti può già averlo sepolto nel dimenticatoio. E farlo davvero, non per finta.

La Luna in Pesci è troppo distratta per farsi ferire nel profondo. O meglio, permeata com’è di sensibilità che spesso rasenta il masochismo, si lascia ferire all’apparenza da tutto, da una parola cattiva e dalle ingiustizie della vita e della società. Grazie o a causa dell’apporto di Giove e Nettuno domiciliati nel segno, la sua sensibilità non conosce limiti o confini. Questa incapacità a delimitare le cose può però trasformare un semplice sgarbo insignificante in una tragedia cosmica. È una Luna però talmente mutevole per la sua ipersensibilità che di solito non si fissa su un’unica offesa od oltraggio. Le lacrime sgorgheranno con facilità, per ragioni serie ed altre che – a occhi estranei – appaiono risibili, ma credo siano un antidoto all’accumulo di rancore, e un primo passo verso il suo superamento. Il sentimento qui di rado si trasforma in risentimento: troppi sono i motivi di sofferenza nel mondo per fissarsi ad uno soltanto. La ferita forse più seria è quella affettiva (per la Venere in trasparenza) su cui si ritornerà nel tempo per raccontare le nefandezze compiute dall’amato bene, avendo però spesso la consapevolezza che l’amante si è comportato così perché la stessa Luna in Pesci gli ha indicato, con il suo comportamento, il punto dove affondare la lama.

Se i risentimenti appaiono dunque inevitabili, la ricetta sta forse nel non farsi sopraffare troppo da quelle emozioni negative che tanto ci possono ferire. Come nei romanzi di Jane Austen, a cui ho “rubato” il titolo dell’articolo, forse sarebbe bello che alla fine la ragione (di Saturno) trionfasse. Magari dopo che si è dato libero sfogo ai sentimenti e ai risentimenti, perché una vita senza emozioni sarebbe piatta e forse inutile.
Farsi sopraffare dall’emotività significa però forse soprattutto condannarsi a vivere in eterno in una valle di lacrime.
Ha un senso tutto ciò? Masochista avvisato mezzo salvato…

massimomichelini1@virgilio.it

http://www.larottadiulisse.it/studi/rag-risent.html

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http://www.larottadiulisse.it/

 

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