Vi racconto una storia

dicembre 9, 2016 on 9:21 am | In Affinita' d'anima, Amici, Astri, Astrologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Schifezze, Voglia di cambiare
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di Laura Primavera Pelaia

giove-politica

Vi racconto una storia, che parla della situazione politica in vista di un prossimo transito astrologico; da astrologa spero non diventi profetica.

C’era una volta un pianeta enorme, il più grande del sistema solare.
Gli abitanti della terra lo chiamavano Giove, alcuni lo chiamavano Zeus, altri Geova e altri Dio; gli oroscopari dicevano che era solo bravo a portare fortuna, invece gli astrologi sapevano che è un grande ispiratore degli animi umani e mettevano sempre in guardia sul rischio dei suoi grandi eccessi e della sua grande potenza quando si parla di legge, politica e giustizia.

Giove ritorna in visita in ciascuna costellazione ogni 12 anni, e quando entra nel “Regno dello Scorpione”, l’umanità si trova alle prese con la condivisione delle risorse, la trasformazione delle situazioni, il bisogno di denaro e gli eccessi di potere.

Ai fini della nostra storia è necessario fare un salto indietro nel tempo, anzi due, precisamente 24 anni fa, quando il “Buon” Giove, travestito da Scorpione, scese sulla terra, anzi, sull’Italia, nel 1994. In quel tempo aveva trovato come al solito una situazione inconcepibile per il suo senso di giustizia, quindi, portò agli eccessi i vizi di tutti gli uomini politici italiani, soprattutto quelli della potente casta magica della democrazia cristiana. Giove fece piovere soldi dappertutto, nelle tasche, dentro i pouf del salotto e addirittura a pioggia su un certo politico in fuga. Allo stesso tempo piovvero anche tanti avvisi di garanzia, perché lo spirito di “Giove il giusto” si impossessò anche di un togato sgrammaticato, che investito del potere della giustizia bilancina, si fece vendicatore e giustiziere divino.

Non fidandosi della giustizia italiana, il Grande Pianeta Benevolo agì da sé, scagliando fulmini e saette sul partito della DC che venne smembrato in tanti pezzettini, come accadde anche a Osiride millenni prima 😀

Fu in quel tempo di Fini e nuovi inizi, che un faraone di quei tempi, sentendosi unto dalla benedizione gioviana, decise di “scendere in campo” per fare contratti con il suo popolo, ovviamente per moltiplicare i pani e i pesci, cosa che “purtroppo” non gli riuscì a differenza della moltiplicazione dello Spread.
Corsi e ricorsi storici, direte voi.. ma non dilunghiamoci oltremodo.

Nello stesso tempo, in quel di Firenze, un certo Tiziano, (non quello rinascimentale) indeciso ancora se buttarsi tra i guelfi UDC o i ghibellini PPI (che ancora non sparavano Margherite dai cannoni rutelliani), si dedicò alla sua grande Opera: Matteo.
Il pupillo cresceva nel suo bozzolo preparandosi alla metamorfosi, forte del nutrimento paterno che lo iniziò al grande sogno democratico, tanto che in un “battibaleno” passò dai giovanissimi del PPi ad essere coordinatore della Margherita (non la pizza) fiorentina (non la bistecca). Restando in tema di apparecchiamenti, di balzo in balzo divenne finalmente sindaco e poi Premier, altro che bamboccioni!!

Ma torniamo al nostro Giove, e alla nostra storia.
Quando fu la metà di ottobre dell’anno solare 2017 dopo il Signore, “il benevolo Giove” fece nuovamente la sua apparizione sotto la costellazione dello Scorpione, che si sa essere vendicativo per principio; ormai lo abbiamo imparato che il pianeta in questo regno può diventare distruttivo.
Osservando la situazione della politica italiana, Giove, con gran stupore, scoprì l’esistenza di un nuovo partito chiamato Democratico, e lui, che è mago di ogni travestimento non ci mise molto a riconoscere molti volti noti che si era illuso di aver “giustiziato” anni prima. Non si attardò ad esclamare “ma per Giove, è una vera accozzaglia!”.

Come la legna nel fuoco, Giove l’astuto, si divertì ad alimentare la sete di potere di questi nuovi (si fa per dire) protagonisti, incoraggiò le speculazioni bancarie a vantaggio dello sviluppo dei grandi centri metropolitani, passando per campi e soprattutto per Boschi.

Matteo si sentiva carico come una bomba, continuava a guardarsi allo specchio delle sue brame, ma non per sentirsi dire che era il più bello (ovviamente), ma per sentirsi rassicurare con un bel “stai sereno”; lo fece anche il giorno in cui uscì per andare alle elezioni politiche, sicuro di raccogliere un bel 40%.
L’ottimismo del Grande pianeta sembrava essersi impossessato di lui già qualche mese prima, quando decise di fare il grande salto sulla sua vecchia radice democristiana, come fa una pianta rampicante quando si stacca da un Ulivo per buttarsi su un sostegno più sicuro. Non a caso il grande Faraone stava giusto aspettando che il degno erede fosse pronto a riprendere l’antico progetto della PPi-2, come una sorta di fenice che risorge dalle doppie ceneri.

E quelli nascosti dietro la “sinistra sottovoce”, la lettera ESSE omessa dal PD? Chi erano? Quanti ne erano rimasti? Cosa fecero? Giove riservò un nuovo smembramento di un Partito chiamato Democratico, ma dalle sue ceneri nacque finalmente una sinistra moderna. Dite che porta sfiga il nome?

“In fondo” – si diceva Matteo – “l’italiano medio si sente più sereno con gli ottimisti, si sente al sicuro ‘come cristo comanda’! ”. O al centro di un’illusione..
Sappiamo che l’ottimismo è l’essenza di Giove ma ricordiamoci che il “grande pianeta” dissimula e tira sempre fuori l’effetto sorpresa, lui si diverte così.. per questo è gioviale.
Quindi per ora la favola finisce con il solito.. “E vissero tutti Felici e contenti”
Ci saranno sempre i voltagabbana, le accozzaglie e una DC sotto questo cielo e queste Stelle?

 

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