Capricorno – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

Capricorno – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

di Gabriella Leopizzi


Capricorno è il decimo Segno dello Zodiaco; doppio, di Terra, Cardinale, esso va dal 21 dicembre al 21 gennaio, con i soliti due giorni di fluttuazione all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni: Segni Cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno), sono quelli che aprono le stagioni ed ospitano i due Solstizi ed i due Equinozi dell’anno. Chi nasce sotto un Segno Cardinale tende a FARE, ad iniziare nuove imprese, ad intraprendere nuove strade, in modo attivo, (attraverso l’agire, (Ariete e Capricorno), o in modo passivo, attraverso l’ideazione, il fantasticare (Cancro e Bilancia).

I Segni doppi danno personalità complesse, quasi due individui che si sovrappongono e si contrastano: i Segni di Terra danno tenacia, senso pratico, e razionalità: altra loro caratteristica è la “fissità” e gli individui fortemente segnati dagli stessi, sono di solito conservatori, assai poco malleabili nelle loro convinzioni ed abbastanza materialisti. I nato sotto il Segno Capricorno, oltre ad avere due personalità sovrapposte (che fra poco esploreremo), sono considerati “doppi”anche in quanto, tendono periodicamente a cambiar pelle, a vedere le cose con occhi diversi ed a comportarsi in diverso modo da prima; succede un po’ a tutti, con il passar degli anni e l’accumularsi dell’esperienza, ma i Capricorno possono arrivare a svolte di pensiero e di vita di 360 gradi.

Si è detto, nella descrizione dei Segni precedenti, come quelli di primavera-estate simboleggino la priorità della Carne sul Pensiero, sulla Spiritualità; il Sole, infatti, con la sua luce ed il suo calore, risveglia al massimo impulsi, desideri, istinti… Tanto più la sua luce ed il suo calore diminuiscono, altrettanto la carnalità viene rattrappita (parecchi animali vanno addirittura in letargo, le piante si disseccano), permettendo così al mondo interiore (razionale e spirituale), di esprimersi senza mediazioni e vincoli.

Appena il Sole entra nel Segno Capricorno, avviene il Solstizio di inverno; la notte del 21 dicembre è la più lunga dell’anno. Il Capricorno simboleggia quindi. come appena detto, l’astrazione massima, il distacco supremo da istinti e passioni. Sin dai tempi più antichi il Capricorno veniva infatti chiamato “la Porta dello Spirito”, indicato come la tappa ultima della Reincarnazione. Per l’identico motivo, a livello esoterico ed astrologico, il Capricorno simboleggia la tappa ultima del ciclo evolutivo, il passaggio dalla Forma alla Sostanza. Sotto il Segno Capricorno, nel mondo cristiano viene celebrato il Natale; ricorrenza non storica (ignota la data di nascita di Cristo), ma simbolica; tal quale il Solstizio d’inverno indica la notte più lunga dell’anno che precede la lenta rivincita della luce, fino all’apoteosi del Solstizio d’estate (Giorno più lungo dell’anno), altrettanto l’arrivo del Cristo è vittoria della Luce della Verità dopo le tenebre morali e le degradazioni materiali del paganesimo.

Piccola nota storica; Natale il 25 e non il 21 dicembre, perché in tale data, sotto l’Impero Romano, si festeggiava il Sole Invicto; e chi, più di Cristo, può simboleggiare il Sole che porta la Vita? I due simboli coincidono perfettamente, ed il Natale non è quindi, come rozzamente cercano di spiegare alcuni, soltanto la sovrapposizione di una festa cristiana ad una pagana. Il Solstizio d’inverno, del resto, sin dai primordi della civiltà, è sempre stato legato a grandi feste ed a riti propiziatori, proprio per il giro di boa tra buio e gelo invernali e la luce, il calore che, di lì poco, avrebbe portato la primavera…

Passando alla Mitologia, il Capricorno è un animale fantastico, Capra nella parte superiore, Pesce in quella inferiore; Terra (Capra) e Pesce (Acqua); Inconscio (Acqua) e Cosciente (Terra), legati a filo doppio: equilibrio perfetto se i due elementi hanno eguale peso nel Tema di nascita, squilibrio se uno prevale troppo sull’altro, come si vedrà più avanti. Al Segno sono legati vari Miti; c’è quello di Giove che, per onorare la capra Amaltea, sua nutrice, la trasformò nella Costellazione del Capricorno; e c’è quello di Pan (Bacco), che si trastullava sulle rive del Nilo con alcuni compagni, quando comparve il dio Tifone intenzionato a divorarli. Per salvarsi, Pan si tramutò in capra, ma non sembrandogli l’idea abbastanza sicura, si gettò nell’acqua per trasformarsi in pesce; il fondale era però basso e la parte non coperta dall’acqua rimase capra. Per punire la sua vigliaccheria, Zeus lo condannò a restare in eterno sotto le spoglie assunte nel momento del pericolo.

Poiché però il pianeta del Capricorno è Saturno e tutte le caratteristiche psicologiche degli appartenenti al Segno sono saturnine, il Mito che più corrisponde al Segno stesso è quello di Cronos (Saturno), che evira il padre Urano e mangia i propri figli perché gli è stato predetto che uno di loro lo spodesterà; sarà Giove, salvato con uno stratagemma dalla madre, a mandare il padre in esilio. In questo Mito non si trova traccia di pesci ma solo un accenno al mare, dove Saturno getta i genitali recisi Urano che riemergeranno tramutati in Venere: e c’è, nel Mito, un’altra trasformazione; quella di Saturno stesso che da duro, implacabile tiranno, divoratore dei suoi stessi figli, con l’esilio diventa illuminato Maestro di vita. Nei Tarocchi, a Saturno ed al Capricorno viene associato L’Eremita.

Graficamente il Capricorno viene rappresentato o come Capra-Pesce o con un simbolo strano, quasi indecifrabili, in varie versioni, la più usata delle quali () ricorda, alla lontana, un animale dalla coda di pesce attorcigliata.

Prima di iniziare la descrizione psicologica dei Capricorno, si ricorda ancora una volta come l’Astrologia occidentale sia strettissimamente legata al ciclo della Natura nel mondo mediterraneo; in tale regione, come prima accennato, a metà dicembre tutto è gelido, immobile, disseccato; gli uccelli che hanno potuto sono emigrati e gli animali che non vanno in letargo devono accontentarsi dell’indispensabile, per sopravvivere; stesso atteggiamento per gli uomini antichissimi che non disponevano certo di comfort, tranne il riparo di una grotta o una capanna e l’incerto calore di un falò.

Tutto dà l’idea di un mondo morto, pietrificato; e freddezza, distacco, pessimismo, incapacità ad esprimere sentimenti ed emozioni, sono da sempre le accuse fatte ai Capricorno.Sin da piccolissimo, il bimbo Capricorno (così come il bimbo Scorpione), vede la realtà in modo del tutto diverso dai coetanei, in modo diverso si comporta.; è saggio, assennato, autosufficiente, tendente al giuoco solitario, egli guarda tutto e tutti con una profondità che mette a disagio e, spesso, blocca affettuosità e coccole, riservate di solito ai bimbi. Chi supera tale disagio ed azzarda una carezza, vede quasi sempre il piccolo Capricorno ritrarsi quasi infastidito.

Raramente egli sa abbandonarsi a giuochi spensierati e rischia quindi quasi sempre per isolarsi o rimanere isolato; eppure, nel loro intimo, i Capricorno vorrebbero la compagnia; ma la solitudine viene accettata come inevitabile compagna e non se ne lamentano perché l’altra metà di loro la vuole, la cerca, la pretende (Segno doppio!). La maledizione di molti Capricorno è il saper benissimo tradurre in parole i pensieri e di rimanere bloccati quando si tratta di esprimere sentimenti, emozioni; anzi, più è emozionato, “preso”, più il Capricorno si rinchiude in ermetici mutismi. Prigioniero di sé stesso, spera che qualcuno abbia la voglia e la forza di bucare la sua corazza ed entrare in comunicazione con lui. Cosa non facilissima, perché la corazza è assai spessa!

Chiusure e difficoltà a comunicare derivano, oltre che da ritegno e timidezza, anche dal ricordo di tutte le ferite subite nell’infanzia per il suo atteggiamento scostante, enigmatico e sin troppo responsabile, che oltre a privarlo di tenerezze e coccole, lo ha spesso costretto ad addossarsi (o a vedersi addossate), responsabilità e pesi familiari troppo grandi per i suoi anni. Raramente un Capricorno ha avuto una infanzia felice; nel migliore dei casi, si è sentito non protetto e non amato abbastanza ed ha capito prestissimo di dover provvedere da solo a se stesso. Figura centrale amatissima ma spesso irraggiungibile, la madre. A questo conflitto dolorosissimo si rapporta la figura mitologica capra-pesce: fatta per vivere in zone solitarie ed impervie, la capra; tenerissimo, vulnerabile il pesce. Sbattuta sugli scogli, trascinata tra le rocce dalla parte Capra che tende ad arrampicarsi sempre più in alto, quella Pesce si ferisce, si piaga, arriva all’età adulta con una serie tale di cicatrici da essere ridotta, a volte, ad un impenetrabile callo.

A questo punto è bene fare dei distinguo; se nel Tema Natale di un Capricorno si notano troppi pianeti in Segni di Aria o di Terra, meglio stare alla larga. Prevale la parte Capra e si tratta quindi di individui aridi, freddi, a volte spietatamente crudeli non per sadismo, come può accadere ad uno Scorpione, ma per pura, semplice, totale insensibilità a sentimenti ed emozioni. Se c’è discreta presenza, sempre nel Tema, di pianeti in Segni di Acqua o di Fuoco, si può rispolverare il proverbio “sotto la neve, pane” e pensare, come avviene in natura, al seme nascosto sotto la coltre gelata che germoglierà e fiorirà a tempo debito; sono questi i Capricorno che pian piano prendono coscienza e cambiano in meglio, così come il pene reciso di Urano si trasformò in Venere ed il crudele tiranno Saturno in benefattore, dopo le amarezze dell’esilio. Un peso eccessivo del pianeta Saturno nel Tema natale, complicherà sempre le cose, aumentando cattiveria ed insensibilità, o bloccando ancora di più la capacità di esternarsi emotivamente. Una forte presenza del pianeta Giove o dei Segni Gemelli – Sagittario – Acquario, renderà il Capricorno molto più loquace ed aperto all’esterno.

Oltre che dalla forte difficoltà ad esprimere il proprio mondo emotivo, i Capricorno sono accomunati dall’ambizione; per raggiungere il massimo nei settori che gli sono propri, gli appartenenti al Segno sono disposti ad ogni sacrificio, ad ogni rinuncia,compresa, (ancora una volta), la castrazione del mondo affettivo. Di nuovo torna la Capra che si sente a suo agio solo sulle più alte vette e non tiene affatto conto di quella Pesce che si sbrindella sulle rocce. Questo atteggiamento vale sia se le ambizioni sono intellettuali (i grandi studiosi sempre alla ricerca di nuovo Sapere), spirituali (ricerca del massimo perfezionamento interiore), materiali (raggiungimento di alte cariche o di successo massimo sul piano lavorativo ed economico).

Spietato con sé stesso, il Capricorno pretende altrettanto dal prossimo; difficilissimo, per lui, comprendere, immedesimarsi nelle difficoltà o debolezze dì chi condivide la sua vita o il suo lavoro: questo sia per un esasperato senso del dovere, sia perché gli difettano intuito e “pietas” nei confronti dei suoi simili, a meno che il Tema non contenga peso notevole di pianeti in Segni di Acqua o Fuoco: per tali motivi, anche se sa essere leale, discreto, fedele, difficile trovare in lui un punto d’appoggio nei momenti di difficoltà morali. Più facile un sostegno sul piano materiale nonostante (a meno di forte peso dei pianeti in Segni di Acqua o Fuoco), la generosità non sia tra le massime qualità Capricorno. Con tali presupposti, pochissime o inesistenti le amicizie, spesso difficili i rapporti sentimentali; alle difficoltà a darsi ed a dare, si deve aggiungere una diffidenza quasi insormontabile, un autoconvincimento di dover contare soltanto sulle proprie forze. Se si trova in difficoltà un Capricorno tende quindi a risolvere tutto da solo, per i motivi suddetti ma, anche per calcolo, per non trovarsi poi nell’obbligo di ricambiare, “di nessuno ho bisogno e da nessuno voglio niente”, è la più tipica frase degli appartenenti a questo difficilissimo Segno.

E pochissimo un Capricorno pretende anche sul piano materiale; frugalità è il suo motto e, spesso, quella che viene chiamata tirchieria, è per un Capricorno semplice mancanza di esigenze, oltre lo stretto necessario. Molto austera, a volte spartana, può essere la sua casa, quasi sempre con mobili tradizionali: ma se le condizioni glielo permettono, non mancheranno certo pezzi d’antiquariato. Non è raro trovare in casa di un Capricorno angoli dedicati al collezionismo dei più svariati oggetti. Molto austero è anche il suo modo di vestire; colori scuri e tagli classici anche per le donne che, spesso, pare abbiano paura di esprimere la propria femminilità, a meno di indicazioni particolari nel Quadro. Frugalità (e spesso monotonia) non risparmiano il cibo, ritenuto non un piacere ma solo una indispensabile necessità di sopravvivenza.

Frustrato nei rapporti umani, assai poco interessato al divertimento, al Capricorno rimangono aperte soltanto le strade dello studio, del lavoro o dell’intimo perfezionamento interiore; le prime due attività non escludono, in contemporanea, la terza,se si tratta di Capricorno spiritualmente evoluto. Mai chiedere ad un Capricorno di sacrificare la propria necessità di scalata, qualsiasi sia la controproposta. Le donne Capricorno che si dedicano unicamente alla famiglia, lo fanno o perché costrette (e con grandi frustrazioni), o perché gratificate dai successi del marito. Se invece lavorano, le Capricorno sono carrieriste spietate tal quale gli uomini.

Ovviamente, donne o uomini, nel mondo lavorativo i Capricorno si dannano per raggiungere i posti più prestigiosi: poiché sono macchine da lavoro, spesso si caricano di responsabilità pazzesche, tendono ad accentrare, ad escludere collaborazioni; è raro siano buoni colleghi, appunto perché tendono alla competizione ed alla supremazia. A loro si addice molto più una attività indipendente, oppure di leadership su un team. Pur con ottima predisposizione alla matematica, alle scienze esatte, ai lavori minuziosi di pazienza e di grande attenzione, il Capricorno può svolgere al meglio qualsiasi attività tranne (salvo casi particolari), quelle che richiedono doti di socievolezza, di coinvolgimento umano o di stretto contatto con il prossimo. Se per qualsiasi motivo un Capricorno non può realizzarsi sul lavoro o non può soddisfare le propria ambizioni, rischia di ammalarsi seriamente sul piano nervoso o fisico.

Sul lavoro e nella vita, il Capricorno è avversario da temere, difficilissimo da battere, sia per la determinazione di carattere, sia per l’estrema preparazione nei campi in cui si cimenta. Poiché gli interessa soprattutto il potere per il potere, non ama mettersi in mostra e, se gli è possibile, agisce volentieri da uomo-ombra, da burattinaio che tira le fila da dietro le quinte: prototipo tra i più evidenti di Capricorno e Giulio Andreotti. Tale modo di agire rende a poco a poco la vita di molti appartenenti al Segno un deserto di affetti veri. Ma, è stato già detto, anche se mostra di detestarla un Capricorno ha però bisogno di avere gente attorno e pur di ottenerla, spesso ricorre al denaro; sotto forma di regali o, mancando di fantasia e di voglia di perder tempo, dando proprio soldi … “Così il regalo te lo scegli di tuo gusto”…

In amore, quasi sempre esclusi i colpi di fulmine. La partenza è lenta e l’amore deve essere approvato dalla ragione; non è raro che sulle scelte amorose pesi anche il calcolo economico e sociale. Sospettoso e diffidente, con una grande paura di essere respinto, il Capricorno fatica molto sia a concretizzare i propri sentimenti, sia ad esprimersi. Una volta iniziata la relazione, mai aspettarsi da un appartenente al Segno (a meno di forti controindicazioni nel suo Tema), carinerie, tenerezze e coccole così spontanee in tanti innamorati di altri Segni; a lui (o a lei), dimostrare il proprio attaccamento con la lealtà e la fedeltà è già tantissimo! Il che è vero, ma provate a far capire loro che non basta, in un amore? Disponibile ad accettare (se guidato), i giuochi d’amore in privatissimo, mai azzardare la minima affettuosità in pubblico! Come minimo vi trapasserà una raggelante occhiata! Se nel Tema Natale si trovano pianeti in Segni Acqua-Fuoco, il Capricorno, una volta preso il via, può sorprendere con una sessualità travolgente e fantasiosa: in caso contrario, tutto l’eros sarà trasferito sul lavoro, sull’affermazione sociale o sulla realizzazione delle proprie ambizioni, quali altre siano.

Tendono a metter su famiglia e, in genere, sono bravi coniugi, bravi genitori, nel senso che si sforzano di dare il meglio ai propri cari, almeno sul piano materiale; ovviamente stentano a dare affettuosità e calore che, in genere, non hanno ricevuto da piccini. Spesso sono esigenti, severi, (a tratti inflessibili) con coniuge e figli e non è raro che la loro casa si trasformi in una specie di caserma: tenderanno, padre o madre, a stare molto fuori casa per lavoro e si preoccuperanno più della resa scolastica, dell’organizzazione del tempo, del selezionare le loro amicizie, che dei travagli interiori, delle esigenze vere, intime dei figli; in genere poco amanti dei bambini, i Capricorno tendono a trattarli prestissimo come piccoli adulti. Ovvia, anche in questo settore, tutta una gamma di atteggiamenti e sfumature, a seconda della composizione del Tema natale.

Dei suoi rapporti con il denaro si è in parte detto; di solito non gli piace spendere non perché sia avaro ma perché, pessimista nato, dal futuro si aspetta sempre le peggiori cose; avere un buon conto in banca, poi, rassicura il Capricorno sul suo valore sociale. Nonostante questo però, in generale non si nega quanto ritiene necessario e non lo nega ai propri cari: per la sua capacità di dedizione al lavoro, a meno di gravi problemi caratteriali o grosse avversità del destino, è raro trovare un Capricorno proprio povero. Il suo benessere tende ad aumentare con gli anni.

Fortemente repressi, gli appartenenti a questo Segno difficile, tendono a cali di salute nervosa o fisica; questo non impedisce loro di essere, assieme al Toro), tra i Segni più longevi e mentalmente attivi fino a tardissima età. In Astrologia il Segno simboleggia lo scheletro in generale e la spina dorsale in particolare; problemi alle ossa possono quindi essere ricorrenti. Con l’età tendono ad incurvare la schiena. Un vecchio con la “gobbetta” è sicuramente marchiato dal Capricorno. Anche qui, Andreotti insegna!

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