L’amore è una porta
Agosto 26, 2010 on 6:31 pm | In Pensieri, Astrologia, Amore | No Comments
Mi piace prende spunto da questo brano di Osho “….quando elimini dall’amore l’attaccamento, quando il tuo amore è puro, innocente e senza forma, quando in amore dai e non chiedi, quando il tuo amore è un imperatore e non un mendicante, quando sei felice perché qualcuno ha accettato il tuo amore – non lo negozi e non chiedi niente in cambio – allora liberi l’uccello dell’amore e lo lasci volare nei cieli aperti……L’amore ha fatto precipitare alcuni e ha elevato altri. Dipende tutto da cosa hai fatto del tuo amore. L’amore è una porta.”
E’ bello pensare che l’amore è una porta. Allo stesso modo come io in astrologia dico che il tema natale è un percorso. Nasciamo con questa mappa astrale. Li sono scritte le nostre strade che abbiamo scelto di percorrere. Si, abbiamo scelto perché non mi piace pensare che la mia vita non ha un senso. Poi se tante volte mi sto sbagliando, vuol dire solo che ho vissuto meglio. Pensando di imparare, migliorare, scambiare con il mondo perché stavo evolvendo me stessa. Convinta che questa vita è una delle tante che mi toccherà percorrere per diventare migliore. E nonostante tutto mi rendo perfettamente conto che con i buoni propositi e la voglia fortissima di essere migliore, non è facile. Oggi è l’anniversario della nascita di madre Teresa di Calcutta. 26 agosto, del segno della Vergine. Del segno delle piccole cose. Ho sempre pensato che dalle piccole cose si vede la grandezza di una persona. Io non ho un’anima cosi. Io faccio una fatica boia, nonostante i miei buoni propositi. Eppure a volte ho il cuore pieno d’amore, ma è la vita che a volte è cosi faticosa e ha dei ritmi assurdi che ti trovi senza forza, anche per dimostrare amore.
Invece l’amore è una porta. E ti può aiutare ad aprire nuove strade e ad avere una nuova visione del perché siamo qui ed ora e del senso di fratellanza che dovrebbe unirci. Siamo qui adesso: tutti
Questo è molto importante. Sicuramente perché dobbiamo dare il meglio di noi. Facciamoci coraggio e andiamo.
L’allegoria dei Segni Zodiacali
Agosto 10, 2010 on 4:51 pm | In Astrologia | No Comments

Era di mattina presto. Dio stava al cospetto dei suoi dodici figli e seminò in ognuno di loro un
seme di vita umana. Si avvicinarono a lui, uno ad uno, per ricevere i doni loro assegnati.
«A te, Ariete, io do il mio seme per primo, affinché tu abbia l’onore di deporlo in terra. Per ogni
seme che pianterai ne raccoglierai a migliaia. Sarai il primo a penetrare nel terreno della mente
umana con il Mio Pensiero, ma non è di tua competenza mantenerlo, né porti alcuna domanda in
merito. La tua vita consiste nell’azione e l’unico tuo compito è di cominciare a rendere gli
uomini coscienti della Mia Creazione. Per la buona riuscita della tua missione ti regalo la Stima
di Te Stesso».
Tranquillo, l’Ariete tornò al proprio posto.
«A te, Toro, io do il potere di far fruttificare il seme. Il tuo lavoro è della massima importanza;
richiede tutta la tua pazienza perché dovrai portare a termine ciò che è stato intrapreso,
altrimenti vedrai i semi portati via dal vento. Non dovrai dubitare, né cambiare parere lungo il
cammino, né dipendere dagli altri per il lavoro che ti assegno. Per questo Io ti dono
Usal
E il Toro tornò al proprio posto.
«A te, Gemelli, io do le domande senza risposta in modo che tu possa regalare agli uomini la
comprensione reciproca. Tu non saprai mai perché loro parlino ed ascoltino, ma nella tua ricerca
della risposta troverai il mio regalo: la Conoscenza».
E il Gemelli tornò al proprio posto.
«A te, Cancro, io affido il compito di insegnare le emozioni agli uomini. Ti chiedo di provocare il
loro riso ed il loro pianto, affinché la loro vita ed i loro pensieri creino nel loro profondo la
pienezza. Per questo ti regalo
E il Cancro tornò al proprio posto.
«A te, Leone, io do il compito di mostrare agli occhi del mondo lo splendore della Mia Creazione.
Devi però diffidare dell’orgoglio e sempre ricordare che si tratta della Mia Creazione, non della
tua. Se lo dimenticherai, gli uomini ti disprezzeranno. Troverai grandi gioie nella missione che ti
affido se la compirai alla perfezione. Per questo devi possedere il dono dell’Onore».
E il Leone tornò al proprio posto.
«A te, Vergine, io chiedo di giudicare ciò che l’uomo ha fatto della Mia Creazione. Devi
esaminare il suo comportamento con molta attenzione e ricordargli i suoi errori affinché,
tramite te, sia compiuta
E
«A te, Bilancia, io affido la missione di servire, affinché l’uomo sia attento ai propri doveri verso
gli altri. Lui deve imparare tanto a cooperare quanto a riflettere sull’altro lato delle proprie
azioni. Io ti porrò ovunque regna la discordia. Per aiutarti nei tuoi sforzi, io ti regalo l’Amore».
E
«A te, Scorpione, io do un compito molto difficile. Tu avrai la capacità di conoscere l’anima
umana, ma non ti permetto di parlare di ciò che imparerai. Sarai spesso triste nel vedere come
sono realmente le cose e ciò che ti distoglierà da Me e ti farà dimenticare che non sono io la
causa del tuo dolore ma la perversione del Mio Pensiero. Penetrerai l’anima umana così bene
che finirai col vedere l’uomo come una bestia e nel tuo intimo lotterai così ferocemente contro
questa bestialità che ti smarrirai. Ma quando tornerai da Me, Scorpione, serberò per te il dono
supremo della Determinazione».
E lo Scorpione tornò al proprio posto.
«Sagittario, io ti chiedo di far ridere gli uomini perché la loro incomprensione del Mio Pensiero li
rende amari. Grazie al riso, tu dovrai dar loro la speranza che li riporterà verso di Me. In questo
modo tu toccherai numerosissime anime, pur solo per un istante, e ogni volta tu conoscerai
l’inquietudine. A te, Sagittario, regalo l’Abbondanza infinita che potrai spargere fin negli angoli
più bui per portarci la luce».
E il Sagittario tornò al proprio posto.
«Da te, Capricorno, io aspetto il sudore della tua fronte, perché dovrai insegnare agli uomini a
lavorare. Il tuo compito non è facile perché sentirai pesare sulle tue spalle la fatica dell’uomo.
Affinché tu possa sopportarne il fardello, io ripongo tra le tue mani la Responsabilità
dell’uomo».
E il Capricorno tornò al proprio posto.
«A te, Acquario, io do il concetto del futuro perché l’uomo possa oltrepassare i propri limiti. Tu
conoscerai il dolore della solitudine perché non ti autorizzo a personalizzare il Mio Amore. Ma
per aprire gli occhi dell’uomo ad altre prospettive, io ti regalo
continuare a servire l’umanità ogniqualvolta sarà necessario».
E l’Acquario tornò al proprio posto.
«A te, Pesci, io do il compito più difficile di tutti. Ti chiedo di prendere su di te ogni pena dell’uomo e di consegnarmela. Le tue lacrime dovranno diventare le Mie. La tristezza che tu assorbirai è il risultato della incomprensione dell’uomo verso il Mio Pensiero, ma dovrai usargli compassione affinché lui provi di nuovo. Per questo compito difficile, io ti regalo il dono più bello. Sarai l’unico Mio figlio a Comprendermi. Ma questo dono della comprensione è riservato a te solo, Pesci, perché se tu provassi a parteciparlo all’uomo, non vorrebbe ascoltarti». E il Pesci tornò al proprio posto.
Allora Dio disse: «Ognuno di voi possiede una parte del Mio Pensiero. Non dovrete sbagliare nella sua interpretazione né desiderare il dono dei vostri fratelli. Ognuno di voi è perfetto, ma lo saprete solo quando sarete Uno. Allora sarà rivelato ad ognuno di voi il Mio Pensiero nella sua completezza».
Una volta lasciato a sé stesso, ogni figlio decise di mettere a buon frutto il dono ricevuto, ma nessuno dei dodici capì né il proprio dovere, né il proprio dono.
Quando molto imbarazzati tornarono da Dio, questi disse loro: «Credete tutti che il dono dell’altro sia più prezioso del vostro. Vi permetto dunque di scambiarli». E per un istante ogni figlio conobbe l’estasi prospettando tutte le possibilità della sua nuova missione. Ma Dio sorrise e disse: «Tornerete da Me parecchie volte per chiederMi di liberarvi dalla vostra missione e ogni volta esaudirò il vostro desiderio. Voi attraverserete un gran numero di incarnazioni prima di compiere la missione iniziale prescritta da Me ad ognuno di voi. Vi concedo un tempo infinito per assolverla, ma potrete stare con Me solo quando ciò sarà compiuto».
All’Amore fa bene….l’amore
Giugno 14, 2010 on 6:43 pm | In Astrologia, Conferenze, Amore | No Comments
Tratto da “Il Vangelo Esseno della Pace”
«… E l’amore è più forte della morte.».
«Se anche io parlo le lingue degli uomini e degli Angeli, ma non ho amore, io sono come un ottone sonante o un tintinnante cembalo. Se ho il dono della profezia e conosco tutti i segreti e tutta la saggezza; se ho una fede forte come la tempesta che solleva le montagne, ma non ho amore, io non sono nulla. Se anche io elargisco tutti i miei averi per nutrire i poveri e dò tutto il fuoco ricevuto da mio Padre, ma non ho amore, non ne ricavo alcun profitto.
All’amore fa bene….. l’amore
All’amore fa molto bene l’amore più di ogni altra cosa, però ci sono periodi nella vita che l’idillio sì da per scontato. Io definisco l’amare un impegno, e ho espresso lo stesso concetto nelle altre relazioni che ho scritto mantenendo lo stesso filo conduttore per analizzare l’amore e le sue manifestazioni. La parola impegno, secondo me, definisce in maniera completa quello che si dovrebbe fare per mantenere sempre vivo un rapporto d’amore. L’innamoramento, la passione iniziale con tutte le sue palpitazioni si attutiscono quando si entra nella routine di tutti i giorni. Tutti i problemi della vita trasformano e istaurano nuovi equilibri che vanno ridiscussi giorno per giorno. Ma c’è una cosa fondamentale: mai perdere l’obiettivo dell’impegno in amore. Mai dare tutto per scontato e guadagnare l’amore giorno per giorno. E’ un lavoro paziente, faticoso dove non puoi mai abbassare la guardia: ne sono perfettamente cosciente. Ma bisogna avere delle priorità e scegliere in cosa ci si vuole realizzare nella vita. Mi sono occupata di quello che può aiutare la coppia in un rapporto e ora vorrei analizzare quello che non fa bene all’amore, per renderlo più visibile e chiaro.
L’idea di scrivere questa relazione mi è venuta dopo una profonda crisi sentimentale. Mi sono allora chiesta dove ho mancato e che errori ho commesso. Mi sono detta che sbagliare è umano, ma perdonare è divino. Mi sono rimboccata le maniche e mi sono messa al lavoro per rinascere e imparare di nuovo a vivere il mio rapporto di coppia. Io vivo la mia vita come un insegnamento continuo e mi sono chiesta cosa dovevo imparare da questa nuova situazione.
E’ impensabile pensare che le colpe siano solo da una parte e anche i transiti sinastrici dei partners parlano chiaro. Non c’è mai una posizione di un pianeta mettiamo per esempio un saturno che quadra venere di uno, senza un giove opposto alla venere dell’altro o un plutone in opposizione a venere da tempo, vista la lentezza del transito. Per me il caso non esiste e tutto ha una motivazione. L’astrologia come al solito è perfetta perché viaggia sempre con la lente di ingrandimento e mette a fuoco, anche quello che noi non vogliamo vedere.
Mi sono chiesta cosa dovrebbe essere importante per la coppia. E come punto di partenza mi sono detta che se ci sono due persone che per una serie di motivi scelgono di fare un percorso insieme si crea senza ombra di dubbio un’altra struttura: La coppia. Lei è il Progetto, una vita vissuta insieme, un quotidiano, una gioia e a volta un problema, ma comunque un’entità a se stante. Come se fosse un figlio. Sappiamo che per analizzare la coppia in astrologia consideriamo per una Lei i suoi pianeti maschili traducendo l’uomo ideale e se è un Lui i suoi pianeti femminili per capire il suo immaginario femminile. Prendendo i due temi natali consideriamo la loro sinastria che a parer mio tinge quella coppia di quel certo colore, e dai reciproci aspetti planetari ci indica “dove” le due persone dovranno impegnarsi perché le differenze non rimangano sterilità o se potranno beneficiare di impensabili affinità che li uniscono. Con il loro tema integrato possiamo meglio comprendere il “perché” di quella coppia, qual è il senso della loro unione e un certo percorso che li accomuna.
Ma se immaginiamo idealmente che una coppia forma una terza entità, possiamo anche imparare che non abbiamo nell’altro un antagonista e che tutto quello che si fa in coppia va a salvaguardia nel bene comune. La coppia in astrologia è nella 7 casa, quella della Bilancia. Come nel simbolismo del segno la difficoltà principale è mantenere l’equilibrio tra i due piatti della Bilancia mantenendo equità senza forzature da ambo le parti. Questo si può ottenere solo se non si da’importanza a quanto uno dei due offre nel mantenere il rapporto. Ricordando sempre che il fine comune è: la nostra unione e il suo benessere. Della serie “Chi ha più buon senso lo adoperi: ma per tutti e due”.
Quando si ragiona d’amore forse perché quando ci si innamora si sta in uno stato di grazia particolare, non si considera che l’altro oltre ad essere la luce dei nostri occhi è una persona con un’età, un passato, una storia, un’educazione, una famiglia, un segno zodiacale diverso da nostro e un tema natale con delle specificità che creano delle divergenze tra il nostro modo di essere e il suo.
Ecco che non comprendere questo e non ricordarlo in ogni momento può essere una causa di problemi. Quando l’altro vuole effusioni che noi in quel momento non tolleriamo, per mille nostri motivi, ricordiamo di “DI CHI E’”. Magari è del segno del Cancro con una Venere in Cancro e il bisogno empatico di una coccola è più pressante di ogni nostra motivazione del tipo….”ma ti sembra questo il momento?” Vedere l’altro come qualcuno staccato da noi, con delle sue soggettive esigenze e rispettarle, significa veramente amarlo. Lo so che è difficile, e non sto solo teorizzando. Dico che è difficile perché lo provo in prima persona tutti i giorni, visto che io HO DECISO DI AMARE una persona diversa da me anni luce in tutto e per tutto. L’altro è la mia settima casa lontano dalla mia prima. Lontano addirittura da quello che la mia settima casa indica e che io immagino dovrebbe essere il mio partner ideale. Pensare che lui debba essere come noi lo vorremmo e’ pura utopia e resta tale. Per quanto si ama o si è pensato di amare, non si può e non si deve non accettare le nostre differenze.
Ormai è assodato e sappiamo tutti che ci innamoriamo per proiezione e la persona per cui palpitiamo ci riflette parti di noi che non ci riconosciamo, ma che sono in noi. E’ proprio questo l’aggancio e questo diventa anche lo scopo di quella coppia. Conoscere quella parte di noi. Magari è quel Nettuno che non ci concediamo e poi lo sperimentiamo con un partner pieno di fantasia, ma confuso, privo di logica e sempre maldestro. Che ci confonde, che non ci da’ un senso di sicurezza, ma che al contrario ci fa vivere quotidianamente con la sensazione “che tutto può succedere, cosa altro potrà accadere?”. Forse però non ci soffermiamo a capire che siamo noi ad essere troppo rigidi, magari severi, controllati in maniera esagerata, programmati al millesimo di secondo. Un rapporto con un partner così probabilmente ci vuole insegnare che comunque niente e nessuno può controllare alcunché e che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.
Quando le proiezioni cadono ci accorgiamo che abbiamo visto quello che ci piaceva vedere, che abbiamo idealizzato e che la realtà è ben diversa.
Credo che questo sia il momento più importante in una storia d’amore perché è il momento più vero. Dobbiamo capire che noi siamo stati attori principali di questa commedia e che siamo stati complici di questa illusione. Ora dobbiamo fare il passaggio più importante: Scegliere. Scegliere di amare veramente. Usare Venere e Saturno, ma anche l’elemento Aria del segno della Bilancia e decidere. Affrontare quello che anche il segno non vorrebbe fare mai, ma che è l’unica cosa indispensabile per cominciare veramente ad amare.
Forse non abbiamo mai pensato alla scelta come una profonda manifestazione di libertà, che presuppone anche l’assunzione della propria responsabilità su quello che uno vuole. Venere nella 7 è in un segno d’Aria, figlia di Urano signore dell’11. L’amore non si può esprimere se non è scelto, voluto, desiderato. Se non c’è la libera scelta c’è la costrizione, l’imposizione, la coercizione che non portano da nessuna parte e non creano amore.
Parliamo d’amore, ma non sappiamo bene di cosa stiamo parlando.
A volte non riusciamo nemmeno a comprendere l’esatto significato di un “ti voglio bene”. Voglio il tuo bene, che tu stia bene perché solo così sto bene anche io e sento che ti amo. Praticamente provare il piacere di amare, nel dare provare gioia.
Mentre se cadiamo in problematiche plutoniane di gelosia e possesso, in quelle nettuniane di sacrificio e vittimismo, in quelle saturnine di controllo e dominio o in quelle uraniane viste nel lato peggiore di scadente opportunismo in situazioni di comodo, stiamo percorrendo una strada pericolosa dove l’altro ci risponderà, ma solo per paura, ricatto emotivo, fragilità caratteriale e mancanza di fiducia in se stessi o ci ripagherà con la stessa nostra moneta come spesso succede, senza che uno se ne accorga.
Ognuno ama a modo suo, perché ognuno ha le sue fragilità, i suoi bisogni a volte irrisolti, le sue carenze di autostima. Sempre l’astrologia può venirci in aiuto mettendo a fuoco prima il nostro modo di intendere l’amore e poi il modo del nostro partner. Spesso si pensa erroneamente che una storia d’amore sia tipo un film, una fiaba, una magia, un sogno o una grande passione, ma tutto ciò anche se bellissimo è solo l’inizio di un incontro, ma non significa amare veramente.
Mi dispiace avere un atteggiamento realista, ma credo che illudersi porti solo delusioni. Mentre invece è proprio la mancanza di un serio impegno che fa franare il castello. E l’impegno che io intendo è quotidiano, realistico, razionale, saturnino.
Quando ci accorgeremo che i profumi dell’innamoramento cominciano a diventare odori un poco più persistenti, dovremmo cominciare a ragionare un momento…che anche noi non siamo primule.
Siamo pieni di difetti in quanto umani. Nessuno è perfetto, e noi per primi. L’amore vero è la caduta di ogni proiezione, di ogni illusione, di ogni sogno e nella realtà del quotidiano la nostra storia ci appare per quello che è, a volte anche una gran fatica.
In questo mondo materiale tutto è faticoso. Le cose non ci vengono regalate, ma immaginando che vogliamo coltivare un gran bel giardino, non dovremmo fornirci sicuramente di pazienza, tempo, costanza e impegno prima di vedere un risultato ottimale? E naturalmente non potremmo mai e poi mai dimenticare di annaffiare questo bel prato ogni giorno, se no tutto morirebbe.
C’è uno sbaglio non indifferente che spesso si fa nelle coppie. Si pensa che con il tempo l’altro cambierà. Effettivamente tutti nella vita cambiamo e se passiamo da una vita da soli, a una vita in due sicuramente ci dovremmo adattare ad una nuova realtà e vivendo ci saranno moltissimi cambiamenti. Quello però che voglio sottolineare è che sarebbe molto più proficuo accettare quelle differenze, che sono naturali. Comunque astrologicamente ho visto molte più coppie formate da persone opposte avere attrazione l’uno dell’altra, che simili. Quando conosciamo quell’uomo che ci sembra il nostro principe azzurro cerchiamo di renderci conto che lo abbiamo voluto vedere noi con quel vestito azzurro, e che nel tempo quando comincia a trasformarsi in rospo non potremmo ritrasformarlo e renderlo quello che noi desideriamo, perché comunque è una persona fatta a modo suo. Cambiare l’altro è una mania più che altro femminile, ma che rimane comunque un’illusione.
Uomini e donne sono diversi e soffrono per cose diverse. Le donne vorrebbero sempre essere corteggiate perché sono esseri venusiani e amano sentirsi desiderabili e seducenti, gli uomini da marziani quali essi sono, non sopportano di essere ignorati e trascurati. L’abitudine, la sicurezza che quel rapporto è scontato portano irrimediabilmente verso la noia. Poi sarà abbastanza possibile che avvenga un tradimento, perché gli interessi si spostano da un’altra parte e paradossalmente quello può essere anche il momento che si rivalutano le situazioni e si scopre di amare ancora il nostro partner.
Non bisogna essere uguali per essere felici, bisogna accettarsi e rispettarsi nella nostra diversità. Magari apprezzare il fatto che l’altro dice o fa cose diverse, magari uno è la mente e l’altro il braccio, uno è più propositivo e l’altro è più accondiscendente, uno è fantasioso e l’altro è razionale.
Io sono in prima casa, l’altro è la mia settima, vedete che siamo opposti anche nello zodiaco???
Se io donna sono Venere sono nei segni di Bilancia e Toro e l’uomo Marte è in Ariete e Scorpione e siamo perfettamente opposti zodiacalmente, lo siamo anche nelle esaltazioni degli stessi pianeti poiché Venere è esaltata in Cancro e Marte lo è in Capricorno.
Questa opposizione zodiacale rafforza ancora di più in me l’idea che è giusto essere diversi. Anche perchè uomini e donne lo sono, come recita un libro di successo veramente gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, due pianeti completamente differenti. Non essere uguali non vuol dire incompatibili. Dobbiamo solo capire che è un dato di fatto.
La cosa importante invece è condividere i valori. E quindi andare verso obbiettivi comuni.
Condividere anche che ognuno ha bisogno dei suoi spazi, e non sempre si desiderano le stesse cose entrambe. Io per esempio non rinuncerei mai all’astrologia. Pensate che sia facile stare con qualcuno che fa l’astrologa a volte anche di domenica? Ecco che mi sono scelta un uomo con valori cancro e toro. Così con la sua tenerezza e pazienza cerca di sopportarmi, certo come può!!!
Ho comunque voglia di credere che qualcosa si possa fare e che venga in aiuto alle incomprensioni di coppia, anzi io la vedo proprio come una soluzione.
Qui mi riaggancio all’argomento principale di questo Congresso su Mercurio e le sue 1000 sfaccettature e lo penso da mercuriale quale sono, perchè credo molto nell’uso della parola.
Mi riferisco alla comunicazione perché è una cosa che le coppie fanno poco e male. Ne ho avuto molteplici riscontri proprio nei miei consulti di coppia. Mentre invece mi sono sempre chiesta se abbiamo la parola perché non la usiamo al meglio…magari proprio per parlarci. In fondo dobbiamo solo essere diretti e sinceri, è vero che ci mettiamo alla prova, ma allo stesso tempo misuriamo il riscontro della controparte. Ovviamente è uno sforzo che deve essere fatto in comune, perché in questo caso spesso sono più gli uomini a chiudersi a riccio e a non volere il dialogo, pensando che non affrontare il problema sia un modo di risolverlo.
Ho sempre pensato che se le cose vanno per un bene comune non importa chi fa il primo passo, soltanto che bisognerebbe prima fermarsi, fare un respiro profondo come consigliano gli insegnanti di PNL prima di prendere la parola e attaccare la spina del cervello (un poco più difficile per l’emotivi segni d’acqua e per l’impulsivi segni di fuoco, un pizzico più facile per gli altri) per formulare il discorso in modo chiaro e semplice, evitando ricatti affettivi e minacce, strumentalizzazioni e manipolazioni. Poiché noi comunichiamo con il nostro Mercurio e con gli aspetti che fa, visto che ci occupiamo di astrologia, guardiamo il Mercurio del nostro compagno e come è messo. Proviamo a cercare di avere il suo stile comunicativo, noi abbiamo la conoscenza astrologica dalla nostra e possiamo trovare il modo migliore per farci capire.
Bisognerebbe avere molta fiducia e buona fede e credere alle cose che l’altro vorrebbe comunicarci. Essere aperti e leali, stiamo lavorando per il bene comune, ricordate? Dargli la possibilità di usare il suo Mercurio, aprendo noi il nostro Giove. Non possiamo comprendere le cose come l’altro le sente, le vive, se non stiamo ad ascoltare le sue motivazioni. Cerchiamo di essere propositivi senza perdere di vista il fatto che poiché siamo diversi dobbiamo necessariamente ascoltare il punto di vista dell’altro e lui deve sforzarci di comunicarcelo per fare chiarezza.
Una coppia è un po’ come una cellula, che si rinnova tutti i giorni e cambia. Allora mi chiedo cosa può creare l’amore nel futuro se non paradossalmente la libertà individuale di volere stare in coppia scegliendosi giorno per giorno e la consapevolezza di voler comunicare con il proprio compagno in modo costruttivo. Se la coppia evolve, tutta l’umanità evolve e la terra fa un salto quantico. Non possiamo essere tutti dei Buddha, ma nel nostro piccolo possiamo costruire un mondo migliore anche dall’interno delle nostre case. Con ogni goccia si fa un oceano, abbiamo questo dovere morale nei confronti dei nostri figli. Proviamo a consegnargli un mondo migliore. Una coppia è un’unione, una separazione è guerra.
Come disse Gandi «Siate voi stessi il cambiamento che vorreste vedere nel mondo».
Raimondo Vianello
Aprile 17, 2010 on 7:05 am | In Astrologia | No Comments
Raimondo Vianello è per tutti noi solo Raimondo. Appena si è saputo della sua morte si è diffusa la notizia anche nel mio ufficio e immediatamente l’emozione scambiata tra tutti è stata di dispiacere. Allo stesso modo anche in tv le persone che sono andate alla camera ardente e che sono state intervistate hanno espresso lo stesso dispiacere, ma anche le stesse emozioni.
E’ morta una persona discreta, fine, educata, gradevole, genuina, schietta.
Per alcuni è morto un Grande.
Se Raimondo potesse parlare si stuperebbe di tanta clamore di folla. Mentre invece è molto semplice. Ci sono persone che passano nella vita, anche degli altri….senza alzare polvere.
Probabilmente lui ha fatto cosi. Ma non si è sforzato più di tanto…..non amava naturalmente la polvere.
Con la Luna Vergine si sarà organizzato con una donna (Sandra è del segno della Vergine) che era piena di stracci da spolvero e che teneva tutto pulito…ma siccome si poteva permettere economicamente anche una coppia di filippini con bimbi che gli tenesse la casa a posto, li ha presi tutti in casa per smania di pulito…..salvo poi adottarli tutti, per affetto. Con Sole Toro e in sesta casa(Vergine) si ripete la voglia di stare tranquillo, di amare le cose belle e comode, ma di essere fondamentalmente un semplice, mi ricorda Obama, di sentirsi lui quasi al servizio…(come la sesta casa indica)….al servizio della gente, facendola ridere, ma in maniera sana, pulita, compassata.
Raimondo è stata la manifestazione pubblica che non c’è bisogno di alzare la voce, dire parolacce, essere sboccati per fare ridere. E ridere è importante per tutti, specialmente quando da ridere non ce n’è. Venere e Mercurio in gemelli gli danno quell’aria un po’ nobile e snob, simpaticamente attratto dalla bellezza femminile ma senza essere quel maschile macho e volgare che a forza di pensare sempre alla carne, ai sensi, tratta la donna come una bistecca ….una gang completamente finta secondo me, visto che Venere trigona a Saturno e Giove e in 7 mi segnala che probabilmente è un fedele, che non ha voglia di cambiamenti e pruriti strani anche perché si esprime già nell’amore, ma nei confronti di una sola donna: Sandra.
Questo è un uomo che sa amare, perché ha amato una donna profondamente e secondo me molto di più di quanto non si sia visto da noi tutti. E’ lei, quella Venere in 7 (la casa della coppia), in Gemelli, quell’amore per qualcuno che è la tua vera metà e che tu ami da segno dei Gemelli, preferendo una compagna intelligente con cui condividere, con cui non annoiarsi mai. Lui è un uomo, ma con delle sicurezze interiori affettive molto forti e stabili. Chi ha Venere in aspetto a Giove in aspetto positivo si sente già pieno, di avere tutto quello che a lui già serve. Io lo chiamo l’aspetto paracadute, di quelli che comunque si salvano sempre bene e che fanno le persone più fortunate che ricche. Ma la vera fortuna è pensare di esserlo e comportarsi di conseguenza.
Mi dispiace per Sandra, anche perché le auguro di rimanere tra noi il più possibile e godersi i suoi
affetti vicino a lei, ma ho la forte sensazione che ha molta voglia di riabbracciare il suo semplice, grande uomo e prima possibile. D’altronde quando è amore vero stare qui sulla Terra a viverlo o in Paradiso…che cambia!!!???? E poi dicono che il vero amore non esiste!!
Volete farmi una domanda???
Marzo 2, 2010 on 9:10 pm | In Astrologia | No Comments
A volte non si ha voglia di un consulto completo, ma si vorrebbe solo una
risposta ad una domanda…..ecco qui che una possibilità c’è…..basta che mi
scrivete a manu@emanuelabadiali.it e prenderemo accordi sul compenso molto promozionale.
E’ un modo per cominciare a conoscere me e l’astrologia.
Con esperienza trentennale di studiosa di astrologia
offro una consulenza on-line rispondendo ad una domanda di circa 15 righe.
Scrivo su varie testate giornalistiche, ho partecipato a congressi di astrologia
e pubblicato un libro.
Sono presente nel web con il mio sito personale,ulteriori spiegazioni sulla
consulenza le puoi trovare qui.
La questione può trattare qualsiasi campo, dall’affettivo al lavorativo.
Ho bisogno di dati di nascita completi, compreso orario di nascita.
Si prega inviare la richiesta più dettagliata possibile.
Dal mio sito personale un commento di una persona che
mi ha contattato:
… cara Emanuela, che ho trovato un giorno vagando per
internet… ma anche questo mezzo che sembra così freddo non casuale.. Ti ho
chiesto di aiutarmi a capire e sei stata gentile, intuitiva, corretta, lucida…
non mi hai risparmiato ombre, ma nemmeno luci e non hai forzato giudizi o
scoraggiato desideri. Semplicemente sei stata onesta ed estremamente amorevole
nell’aiutarmi a capire i miei perchè. Sei una persona molto preparata e
scrupolosa benchè ti ponga con umiltà.
Grazie. Quando si cercano persone per avere un aiuto e si trova molto di più di
quello che si credeva, una sorpresa che migliora anche noi stessi oltre che la
nostra vita.
Ale
Sempre dalla parte delle donne
Ottobre 9, 2009 on 7:51 pm | In Astrologia | No Comments
Non perché credo che sia il sesso debole, proprio per
il contrario. Il nostro Presidente ha offeso una nostra parlamentare Rosy Bindi
dicendole che è sempre più bella che intelligente. Se Rosy Bindi potesse
leggermi, le vorrei dire che è una donna fortunata. Io mi sono sentita dire che
sono intelligente, ma con un tono stupito da un maschio con laurea, e di quelle
più complesse. Si, perché la donna o è bella o è stupida. Però se è brutta o
diciamo non estremamente seducente, se non è solo tette e culo, ha la fortuna di
permettersi di essere intelligente. Se è bella o carina non puo’ assolutamente
essere che stupida. Questo almeno è quello che pensano alcuni uomini. Bè
effettivamente non possiamo essere Luna e Venere, insieme. O siamo la Luna e
quindi l’archetipo della madre, per cui sicuramente la santa, l’accudente, la
paziente, la cuoca, l’infermiera, la bay sitter, la lava e stira e spolvera, la
tutto sopportante perché la “MADRE” tutto perdona sempre e comunque o siamo
Venere e allora portiamo il reggicalze e il reggiseno a balconcino, siamo
seducenti e conquistiamo, siamo fascinose, charmante, erotiche ed esotiche….
mai stanche, sempre profumate e sempre vogliose dell’essere più interessante
della Terra: il MASCHIO. Un po’ puttane o escort come le vogliamo chiamare, ma
comunque indimenticabili amanti di una notte. Magari non da sposare, non per
farci dei figli, ma sicuramente perdutamente travolgenti. Quelle che l’uomo
sceglie come amanti, le avete presente?
Care amiche mie, la colpa è nostra. Solo nostra. Siamo noi le madri del maschio.
Che cavolo gli abbiamo raccontato? Che siamo o cosi o cola’…invece di sostenere
che una donna è tutto e non c’è niente di male. Noi stiamo molto attente a farci
vedere perfettine …mentre lui riesce perfettamente a rimanere infantile,
bambino, immaturo, prevaricante, aggressivo con i deboli e debolissimo alla
prima influenza, bugiardo, infedele, e estremamente irrispettoso della figura
femminile. E magari ha anche la faccia tosta di dire che è fatto cosi. E che è
il migliore in assoluto. Come diciamo noi a Roma, se la canta e se la suona. Noi
gli crediamo pure!!!Siamo quasi sceme!!!
Creiamo noi il nuovo maschio dai nostri figli, più affettuoso e dolce, più vero
e complice, più innamorato dell’altra metà del Cielo perché gli è stato
insegnato fin da piccolo l’amore e il rispetto per le donne.
Dobbiamo essere noi le prime a difenderci, a rispettarci tra noi…..L’uomo con la
U maiuscola non è quello che ha mille donne, è quello che ama e fa felice la sua
donna. Tornando agli ultimi fatti italiani…..della nostra politica credo che
Rosy da buon aquario non abbia poi sofferto più di tanto perché sono sicura che
da segno d’aria qual‘è abbia razionalmente valutato da che pulpito veniva la
predica. Lui Bilancia non si è rifatto rughe e capelli per essere più
venusianamente attraente??? Sicuramente non gli interessa avere a che fare con
un femminile intelligente anche perché con la sua luna lesa (di questo ho già
scritto in precedenza) non ha una grande considerazione delle donne, oltre
all’involucro.
Pero’ guarda caso Venere di transito in Vergine si è opposta alla Venere, al
Marte e al Giove di Rosy in quella serata e Marte di transito era opposto al suo
Mercurio. E’ stata attaccata verbalmente con questi infelici apprezzamenti sulla
sua capacità di piacere (Venere), con grande supponenza e carenza di tatto
presidenziale. Meno male che anche un bel cervello ha tanto fascino….per tante
tante persone. Anche a tanti uomini che si sanno permettere di avere a che fare
con una donna intelligente…..Cara Rosy!!!!
La sfiga non esiste
Agosto 18, 2009 on 7:16 pm | In Astrologia | No Comments
La verità è che il titolo di questo piccolo pezzettino
di mie idee, l’ho copiato da un libro che ho visto in Libreria Gabi. Ma sono
fatta cosi. Basta un titolo per farmi pensare. Ho dei clienti che sembrano
perseguitati dalla sfiga. Gente che non fa che lamentarsi di come la vita non
gli sorride.
Io sono un’astrologa forse un po’ troppo sincera, e credo veramente che “devo”
fornire un’aiuto anche se a volte devo dire la verità che può sembrare cruda. Mi
riferisco a certe verità che una non vuole sentire e non vuole che le si dicano.
Ma come faccio a fare il mio mestiere in maniera seria se non sono sincera? Mi
rendo conto che non è facile cambiare. Ma veramente penso che la vita ti
sorride, se tu sorridi alla vita. Basterebbe un pizzico di riflessione e la
capacità di mettersi in discussione per cambiare le cose. Ripeto, lo so che non
è facile. Cambiare non è semplice. Ma è come lamentarsi di avere le scarpe
strette e non vedere quanto sarebbe facile, semplicemente togliersele per non
avere più quel dolore. A volte la soluzione del problema: E’ IL PROBLEMA!
Invece spesso si è vittime per avere almeno l’importanza di esistere,
sacrificarsi per mantenere potere e controllo sulle situazioni, lamentarsi per
mantenere un ricatto emotivo che apparentemente ti fa sentire accettata, quando
potresti essere voluta e amata con gioia. Visto che sei e anche unica e
speciale. So perfettamente che il potere della vittima è enorme, ma rendiamo
conto che non è una cosa buona, paradossalmente proprio per chi attua questi
atteggiamenti. La persona vive sempre in una condizione di malessere, di
scontento, di frustrazione. Astrologicamente aspetti nettuniani e plutoniani ai
nostri pianeti personali sono devastanti, chiedono sacrifici e
strumentalizzazioni che non ci renderanno mai felici. Lo ripeto sempre il tema
natale non è una condanna e molte cose possono migliorare. Dobbiamo solo capire
che si può. E già stiamo un passo avanti verso il cambiamento. Possiamo farci
aiutare e accompagnare. Vi assicuro che il dopo ci darà delle soddisfazioni
bellissime, che a volte ho l’immenso piacere di condividere con le persone. La
nostra vita è il nostro viaggio, mettiamoci in cammino.
Il vino e la gente del vino
Luglio 12, 2009 on 3:37 pm | In Astrologia | No Commentsdi Giuse Titotto

Rome Wine Team Dalle Vigne SPA……..gente che ama e lavora nel vino….davvero!!!
Il mio primo approccio col vino risale alla primissima
infanzia non per la solita sbronzetta dei bimbi che scolano i bicchieri degli
adulti distratti ma perché una giornata particolare mi rimase impressa nella
memoria stimolando la mia fantasia infantile.
L’esperienza rientra nell’atmosfera della settimana di Pasqua: nel pomeriggio
del venerdì santo papà e zio imbottigliarono il vino perché c’era la “luna
giusta”.
Aspettai la notte per vederla, quella “luna giusta”. Ma fui delusa perché
durante la processione serale col Cristo morto – nel buio rotto soltanto dalle
fiammelle dei ceri accesi sui davanzali delle finestre – si levò all’improvviso
un vento furioso che spense i ceri, fece sbatacchiare le imposte, tentò di
rubare sottane e veli alle donne mentre il cielo divenne cupo e tra lampi e
tuoni si scatenò un acquazzone coi fiocchi che inzuppò tutti. E la luna giusta?
“E’ il diavolo – sussurravano le donne sotto i portoni – è il diavolo che ci ha
messo la coda!”
Mi colpì quella stranezza della luna giusta di giorno e del diavolo di notte,
collegai il vino al Cristo morto e senza saperlo mi avvicinai ad uno dei più
grandi misteri del cattolicesimo.
Col tempo il diavolo stinse, la luna giusta rimase sconosciuta, il vino fermentò
nella mia fantasia infantile e nel ricordo tutto divenne poesia.
Quando, alcuni anni fa, pensai di interpretare il mondo del vino applicando il
codice zodiacale, forse aveva giocato la nostalgia di quella luna e la curiosità
inappagata per una coincidenza che ancora sentivo misteriosa.
Iniziai dalla mitologia, quella greca classica, anche se la Grecia non era stata
la prima a spremere l’uva. È noto che per i greci il dio del vino fu Dioniso. La
“biografia”, se possiamo definirla così, di questo dio è piuttosto confusa:
molte versioni lo presentano sotto vari aspetti e con volti diversi.
Consideriamo la leggenda più nota e forse meno antica (per motivi di tempo e
spazio non saranno esaminate le altre) che ci propone delle corrispondenze
precise :
“Zeus amò Semele e la ingravidò ma la poveretta morì incenerita a causa di un
brutto tiro che le aveva giocato Era, gelosa del marito. Zeus le strappò dal
ventre il feto ancora vivo, se lo cucì nella coscia e lo portò a maturazione”.
Appare subito evidente il primo riferimento al segno dei Pesci:
- Zeus/Giove – vi si trova in domicilio
- Nettuno, che nel Sagittario corrisponde alla coscia, nei Pesci occupa il
domicilio primario
- Semele - è uno dei nomi o delle personificazioni della Luna, che sappiamo
esaltata in questo segno.
Inoltre potremmo vedere nella casa dodicesima, cosignificante dei
Pesci/dodicesimo segno dello Zodiaco, la madre morta quindi assente.
Il mito di Dioniso, che fu considerato un dio femmineo, un dio “delle donne” –
quindi un dio lunare – offre altre considerazioni:
- bambino, fu abbigliato con abiti femminili perché Era non lo riconoscesse – ed
anche questa sostituzione di identità si trova nella casa dodicesima che rinnega
la fissità e la precisione anagrafica della opposta casa sesta –
- crebbe circondato soltanto da donne, prima nutrici e ninfe poi fedeli seguaci:
le Menadi.
- quando scese agli inferi per cercare la madre/Luna dovette ricompensare
l’accompagnatore concedendosi “completamente, come una donna”.
Per questa visita agli inferi secondo alcune versioni fu sovrapposto ad Orfeo ed
i “misteri dionisiaci” furono talvolta identificati o confusi con i “misteri
orfici”. Comunque sia sempre di misteri si tratta e quest’aura misteriosofica si
adatta ancora alla casa dodicesima, così come le si adattano i vari riferimenti
alla follia:
- folli ed invasate furono le Menadi –
- folli divennero le Minìadi e le Prétidi che avevano rifiutato i misteri ed il
culto di Dioniso -
- folle fu il comportamento delle Baccanti romane che arrivavano alla
autoflagellazione benchè il dio greco sbarcando a Roma fosse degenerato in
Bacco, dio orgiastico più che misterico, dedito ai piaceri sfrenati più che ai
riti sacri (forse la dolce vita romana non fu inventata da Fellini…)
Infine mi piacque trovare un’altra conferma in un curioso “gioco del dodici”,
numero corrispondente alla Luna, ai Pesci ed alla casa cosignificante:
Narra la leggenda che Semele e le sue tre sorelle partecipassero ai riti sacri,
dovendo “elevare quattro volte tre altari.” Il dodici è evidente.
Le quattro sorelle ebbero anche un altro compito: quello di cantare insieme
durante le cerimonie. Pare che fossero il prototipo dei cori femminili. Sappiamo
che la voce e il canto sono abbinati a Giove e Venere , uno in domicilio e
l’altra in trasparenza nei Pesci ma anche signori del Toro. Possiamo ricordare
ai giovanissimi che fino alla metà del secolo scorso era ancora possibile
incontrare gruppetti di persone – non proprio sbronze ma diciamo “un po’ sù di
giri” - che cantavano a squarciagola, con allegria contagiosa, le famose arie da
osteria e non solo.
Ancora il segno del Toro è richiamato nelle leggende relative a Dioniso che
talvolta fu rappresentato come dio cornuto con sembianze taurine mentre le sue
seguaci, le Menadi, furono descritte “chiazzate bianche e nere” e raffigurate
come vacche.
Troviamo nella casa dodicesima un’altra importante caratteristica del vino, che
appartiene a tutti i tempi antichi e moderni: la sua sacralità. Infatti:
- gli antichi egizi lo offrivano ai loro dei,
- i greci lo usavano nei riti sacri, non soltanto dionisiaci, mentre
pronunziavano parole magiche ,
- nella Bibbia, la vite e il vino pare che siano citati ben cinquecento volte!
Ricorderò soltanto un episodio, il più noto, quello di Noè sorpreso dal figlio
Cam “in istato di ebbrezza”. Qui potremmo fare una supposizione: poiché il vino
era usato nei riti sacri per produrre un certo stato di esaltazione che, con lo
stacco dalla coscienza vigile, permetteva di comunicare col divino, Noè potrebbe
essere stato non ubriaco per dissipatezza ma sfinito dopo un rito per il
contatto col suo Dio – e date le esperienze passate… ne aveva ben bisogno!
Questo episodio farebbe pensare comunque che la vite e il suo succo fossero già
noti prima del diluvio.
- infine, ne parla il Vangelo. Il primo miracolo, che segnò l’inizio della vita
pubblica di Gesù, avvenne alle nozze di Cana: oltre alla mutazione dell’acqua in
vino, in questa occasione si parla di certe usanze di mescita e di … trucchetti
circa la bevanda più o meno buona da servire all’inizio o alla fine dei pasti.
Infine assume una grande importanza nell’ultima Cena, che segnò la fine della
missione terrena del Cristo poiché il vino insieme col pane dà l’avvio al
mistero della Transunstansazione, tuttora alla base della religione cattolica.
E non si dimentichi il bellissimo detto “Io sono la vite e voi i tralci”.
Un coinvolgimento curioso delle case dodicesima e seconda, cosignificanti dei
segni Pesci e Toro, si potrebbe notare nel fatto che per molti secoli furono i
religiosi a coltivare la vite, a curare la vinificazione ed a migliorare la
qualità del vino, poiché serviva loro per la Messa e forse per altro uso meno
sacro ma non meno importante… Le migliori vigne si trovavano infatti intorno ai
conventi mentre alcuni nomi sembrano ricordare questo antico collegamento col
sacro: “Vinsanto” – “Lacrima Christi” – i vini “delle Abbazie” o ancora i vini
“da meditazione” anche se oggi sono interpretati in modo meno conventuale.
In seguito, per amore o per forza, i religiosi cedettero le vigne
all’aristocrazia laica che ne continuò la coltura e che ancora oggi vanta
antiche tradizioni di produzione e rispetto per questo prodotto e che esibisce
sulle etichette più raffinate il casato, lo stemma, la sede prestigiosa nella
villa o nel castello di famiglia.
Il “marchio” dell’azienda e la produzione per prestigio e per
commercializzazione, anziché per il rito, segnò così il passaggio dalla casa
dodicesima alla casa seconda.
Circa l’applicazione del codice zodiacale alla storia del vino, scrive
Charpentier: “… tutti i pianeti dello Zodiaco ( e tutti i segni, aggiungiamo
noi) concorrono al rigoglio della vite: è il cosmo intero che si unisce per la
gestazione della divina bevanda”
Infatti se esaminiamo le vicende della vite in ogni momento dell’anno, in ogni
stagione, notiamo che tutti i segni collaborano in qualche modo alla buona
riuscita del prodotto finale:
- nell’Ariete, con il Sole in esaltazione, ha inizio la preparazione alla
fioritura che sarà completata
- nel Toro, con l’impollinazione. Si è già parlato del coinvolgimento di questo
segno ed ora si può aggiungere che sembrerebbe anche il più idoneo al piacere
della degustazione dei vini migliori, ancora grazie a Giove/bocca che mangia (e
beve, naturalmente) ed a Venere/papille gustative. Per non parlare
dell’importanza del tappo – scorza dell’albero di sughero, quindi ancora Toro –
che può garantire la conservazione del prodotto e l’invecchiamento: Saturno,
esaltato nel Toro per trasparenza.
- nel Gemelli avviene la spampinatura. Urano in trasparenza si incarica di
moderare la dispersività del segno, eliminando i germogli superflui affinchè non
si sprechino la linfa e la forza della pianta.
- nel Cancro e nel Leone, i due luminari – la Luna e il Sole – vegliano e
collaborano per la maturazione e la riuscita del buon prodotto.
- la Vergine ha vari compiti: il primo è di controllare che tutto sia in ordine,
pulito e pronto per la vendemmia e la vinificazione ; il secondo è di curare un
particolare che non interessa la vite ma il prodotto finito: l’etichetta e la
scelta del nome. È un lavoro importante perché deve illustrare le
caratteristiche organolettiche del vino ma anche attrarre l’attenzione,
garantire la competenza e l’importanza del produttore e la piacevolezza del
prodotto. Una bella etichetta è certamente un buon passaporto.
- la Bilancia è il vero segno della vendemmia: è saturnino lo staccare i
grappoli dalla vite, i figli dalla madre. Qui Saturno è in esaltazione. Ma
giocano un ruolo importante anche Venere in domicilio primario e Nettuno in
trasparenza che regalano un’ebbrezza piacevolissima a chi partecipa alla
vendemmia. Occorre una presenza attiva tra i vigneti al momento del raccolto
dell’uva per comprendere pienamente come l’umore zuccherino, quando la mano
raccoglie il grappolo, penetri sotto pelle e si diffonda nel sangue provocando
euforia e benessere, mentre il profumo intenso invade cielo e terra e completa
l’opera di inebbriamento: senza aver assaggiato un sorso di vino ci si sente
esaltati, con tanta voglia di cantare e di vivere. Anche Saturno qui è costretto
a riporre il suo rigore ed a lasciare libero campo a Venere e Nettuno e ne
diventa alleato più che censore.
Vogliamo ricordare anche la pigiatura che anticamente era fatta coi piedi/Pesci:
osservata in vecchi documentari, sembra quasi una danza rituale e gioiosa. Anche
la danza è nei Pesci…
E qui richiama la nostra attenzione lo scambio di pianeti tra i due segni:
Venere domiciliata nella Bilancia è nei Pesci in trasparenza mentre Nettuno
domiciliato nei Pesci è in trasparenza nella Bilancia!
- nello Scorpione, dopo la torchiatura il vino matura le sue caratteristiche
migliori al buio e nel silenzio. E qui avviene nel segreto scorpionico/plutonico
la trasformazione del succo d’uva in vino poiché i lieviti della fermentazione
possono lavorare soltanto al buio. Ancora Charpentier: “…attaccano lo zucchero
dell’uva, depurano il succo dalle sostanze pesanti per farne quel liquido
sottile ed aereo che è il vino. I lieviti della fermentazione sono come i
funghi. Il fungo è il diavolo, nemico della vite, che qui però diventa
ausiliario”. Traduzione: il fungo/Scorpione è il nemico della pianta/Toro ma
nella dialettica tra i segni opposti è complementare e collabora per il prodotto
finito.
Personalmente mi divertì aver ritrovato sotto forma di lievito/fungo il diavolo
della mia infanzia!
- nel Sagittario sono ancora presenti i pianeti che più giocano in questa
storia: Giove e Nettuno. Il primo, più invadente in quanto più forte per il
domicilio primario, ingoia il secondo (poiché sempre di bocca si tratta quando
si parla di Giove ) che forse in questo segno dopo aver bevuto parla ancora più
volentieri!
Ma qui colpisce un’altra cosa: nella vigna ormai priva di grappoli c’è una
gloriosa esplosione di colori, dal giallo al ruggine, dal rosso al violetto in
un’armonia di sfumature degne di un artista. Potremmo porre in relazione queste
pennellate di colore con l’esaltazione di X – lo stesso pianeta che nel Toro
unitamente a Venere favorisce i pittori.
- nel Capricorno, segno della chirurgia, non si potrebbe trovare altro che la
potatura. Le viti sono mutilate, ridotte all’essenziale ed appaiono povere e
scheletriche. Le forbici del potatore lavorano senza pietà.
- nell’Aquario domina Urano. Vi si potrebbe ravvisare la tecnica, necessaria
alla vinificazione ma che purtroppo negli ultimi decenni ha preso il sopravvento
sulla coltura tradizionale e sul metodo naturale.
- infine arriviamo ai Pesci: la vite si sveglia e contemporaneamente ai primi
germogli sulla pianta avviene nel vino in cantina la seconda fermentazione. Come
se ci fosse un’intesa segreta tra la vite e il suo prodotto anche se
trasformato, ormai estraneo. Sono questi i misteri di Dioniso? O forse è questa
la “luna giusta”? la Luna di Marzo ben nota e celebrata nelle zone vinicole…
L’idea di estendere la ricerca alla “gente del vino” mi venne durante la visita
ad una Cantina.
Qualcuno domandò al direttore enotecnico, in piemontese: “E ‘l vin, a bougia?” –
“E il vino, si muove?” Intendeva dire “si vende?” ma io immaginai un misterioso
movimento di liquidi tra tini e botti nel silenzio della notte, in danze rituali
o forse bacchiche e ne parlai ridendo . Quel gentile signore, quasi
giustificando le mie fantasie, disse con molta serietà: “Il vino è vivo!” e mi
parlò della vita del vino, della fermentazione di marzo , della Luna oggi non
più considerata, della pastorizzazione ecc.
Così decisi di interrogare altri esperti.
Iniziai proprio dagli enotecnici, gli “stilisti” del vino. Li provocai con
domande sulla Luna ed ebbi risposte diversissime: di scherno o di nostalgia, di
indignazione o di imbarazzo.
Ancora entusiasta del “vino vivo”, fui mortificata da una risposta dura: “noi
uccidiamo i fermenti!” ed il vino rosso smise di danzare e divenne sangue…
Tra i due estremi famigliarizzai poi con concetti diversi come:
- “mutizzazione”. Addio Giove/parola! Il vino non dirà mai più la sua. E dove
sarà finito il vecchio detto “in vino veritas”?
- “necessità di guadagno ” ed ecco Giove di ritorno, come danaro.
- “adattamento” alle richieste del mercato e qui entra Urano, è lui che si
adatta!
Mi parlarono di chimica ma soprattutto di tecnica. Ancora Urano, ormai vincente
anche in cantina, da sempre implacabile e freddo nemico della Luna.
Ma sappiamo che Urano non abita nei Pesci. Forse il vino sta cambiando segno?
Sta per caso scivolando nell’Aquario, adeguandosi a quella che chiamano la nuova
età della tecnica?
Nei temi degli enotecnici, Urano è molto importante, con aspetti sia armoniosi
sia dissonanti.
Nei temi dei più noti e validi professionisti si notano buone posizioni di
Nettuno, Urano, Giove. Come pure nei temi degli “enofili”, intenditori non
professionisti e non alcolisti. La generazione dei primi anni quaranta ha dato
personaggi di rilievo nel settore enotecnico: essi sono riusciti ad imporre al
vino un tono superiore e il vino ad un pubblico raffinato o disposto a pagarne
il valore da mercato d’élite . Forse proprio loro hanno favorito il “salto
sociale” del vino, prima servito nelle osterie, bevanda per i poveri ed ora
prodotto di nicchia. Questa generazione è segnata dalla presenza di Urano in
Toro trigono a Nettuno in Vergine.
Nelle risposte di persone che presentano nel tema un Urano leso senza recuperi
si nota una certa durezza, tra il risentimento e la diffidenza. Negano tutto: il
passato affidato alla tradizione, il nonno vignaiolo che imbottigliava in
giornate di sole tenendo conto della luna, la necessità di conservare ad ogni
vino il suo gusto particolare.
Sono coloro che si adattano ai gusti del cliente non educato al buon bere
anziché educarlo al rispetto della “personalità” del vino vivo, che seguono
regole commerciali anziché di gusto.
Nell’aggressività di queste persone forse c’è un’inconsapevole esigenza di
difendersi dal vago timore di essere giudicati poco tecnici, non abbastanza
aggiornati e competenti. L’eccesso di elogio della tecnica potrebbe essere un
tentativo di esorcizzare le lesioni di Urano che denuncerebbero l’uso errato o
fuori luogo degli accorgimenti tecnici.
Mi consolò la confidenza di un signore sorridente che ammise: “Qui devo
adattarmi al sistema industriale, la produzione è troppo vasta. Ma per il mio
vino, quello che produco per me nella mia vigna, continuo ad imbottigliare con
la luna giusta!”
Usò proprio quella parola. E il mio cuore tornò bambino.
Quando in passato, all’inizio della mia ricerca, tentai di intervistare i
sommelier fui quasi respinta dal loro atteggiamento di chiusura, quasi di
diffidenza. Tentai degli approcci nei ristoranti, ma ebbi risposte vaghe o
sdegnose. Certo, consigliavano i vini giusti ma non seppero o non vollero
spiegarmi le caratteristiche che facevano proprio di un determinato vino il
giusto accompagnatore delle pietanze in tavola. Veniva facile pensare che
conoscessero le regole a memoria ma senza una vera conoscenza delle motivazioni
che erano alla base di quelle regole. Delusa, incontrai più facilmente
conoscitori di etichette piuttosto che di vino.
Pensai che le persone intervistate, anche se abbastanza numerose, non potevano
rappresentare tutta una categoria – e decisi di esaminare un campionario di
duecento temi di sommelier: mi sarei aspettata una prevalenza del Toro o un
risalto particolare di Giove e Venere, che avrebbero indicato la competenza in
fatto di gusto. Invece trovai una certa varietà di segni e di aspetti che
dapprima mi meravigliarono, poi fornirono una loro spiegazione.
Il Sole per esempio, si trova con maggiore frequenza in due segni d’aria, i
Gemelli e la Bilancia – ed in Bilancia si trova anche la Luna: ora sappiamo bene
che il sommelier non può avere una funzione di isolamento, di lavoro in ambiente
appartato – come invece si adatta all’enotecnico. Il sommelier deve essere
aperto ed affabile, deve convincere e conquistare, ed ecco il Gemelli con la sua
caratteristica sociale ed anche mondana, necessaria soprattutto oggi visto che
il Vino è diventato prodotto di nicchia ed è proposto, osannato, consumato in
ambienti raffinati. Ed ecco anche la spiegazione della Bilancia, la “signora”
dello Zodiaco per la sua classe, la sua misura, la sua discrezione. E per un
prodotto proposto a gente raffinata, in ambienti raffinati, l’elemento Bilancia
assicura il sommelier ideale, misurato, nel quale riporre la fiducia.
Per gli aspetti tra pianeti, quelli che ricevono il maggior numero risultano a
sorpresa Marte e Saturno, i due signori del Capricorno. Forse vorrebbero
indicare che in alcuni casi il sommelier potrebbe esercitare un certo potere sul
consumatore, nell’imporre più che proporre un’etichetta piuttosto di un’altra –
ma questo non sarebbe oggi possibile nei locali in cui si consuma vino pregiato
in quanto la gente che lo richiede ha gusti e conoscenze precise del prodotto.
Lisa Morpurgo affermava che il Capricorno è il miglior assaggiatore di vini e
questo potrebbe essere spiegato dalla trasparenza di Giove nel segno e qui il
piacere del gusto non sarebbe fine a se stesso ma, mitigato dalla severità di
Saturno, potrebbe davvero rivelare il “critico” senza indulgenze o favoritismi.
Tuttavia, nell’esame dei segni, il Capricorno è il meno interessato, il suo
coinvolgimento è nettamente al di sotto di tutti gli altri segni, anche di
quelli che sembrerebbero i meno adatti a questa professione. L’intesa tra Marte
e Saturno, che ricostruisce in parte il Capricorno ma senza tutte le sue
proprietà di potere , potrebbe indicare allora una tendenza di base alla serietà
ed all’onestà professionale.
Sono molto coinvolti invece due segni che nello Zodiaco si fronteggiano, il Toro
e lo Scorpione. Abbiamo visto nell’esame dei singoli segni quanto siano
importanti questi due e rileviamo ancora che sono complementari in quanto è ben
nota la caratteristica taurina del piacere e della competenza nel buon cibo e
nella buona bevanda, mentre allo Scorpione riconosciamo il gusto della
sperimentazione, della scoperta, della tendenza ad assaggiare tutto. Ora il
desiderio di conoscere per esperienza diretta, di “rischiare” l’assaggio – si
unisce alle qualità del Toro buongustaio ed inoltre alla capacità selettiva di
Saturno che, esaltato nella Bilancia e in trasparenza nel Toro, diventa giudice
delle qualità del prodotto proposto..
Nell’insieme, vediamo confermate nel sommelier un insieme delle caratteristiche
assolutamente necessarie per la sua riuscita nel campo enologico, sociale,
raffinato. Così questo personaggio tende a diventare il rappresentante di una
nuova élite valorizzata dall’evoluzione di una bevanda che dall’osteria, o dalla
cantina privata dei vecchi cultori del gusto, è salita ai ristoranti più
prestigiosi ed alle enoteche più eleganti e ben frequentate, oltre che alle
quotazioni talvolta vertiginose che ne fanno talvolta un prodotto per pochi,
come la Ferrari o il jet privato.
Mi trovai nei pasticci quando esaminai i temi dei produttori. Pochi rispondono
alle aspettative, specialmente tra i nomi più famosi e importanti.
Probabilmente i loro temi riflettono le loro esigenze di curare aspetti diversi
del loro lavoro, che si ritrovano in altri segni e case:
- la difesa del marchio: Toro/casa seconda.
- la tradizione di famiglia e quindi il coinvolgimento di altri membri del clan
familiare , specialmente quando si tratta di aziende fondate dagli avi: ancora
Toro/casa seconda.
- il coinvolgimento di coniugi e figli, cosa che condizionerebbe logicamente
anche la vita familiare e potrebbe spiegare come il Cancro sia tra i segni più
ricorrenti.
- la necessità di relazioni mondane, di presenzialismo, per far conoscere il
prodotto : e qui giocano i Gemelli.
- la cura della sede, solitamente prestigiosa: il Castello avito, Capricorno; la
villa d’epoca con parco e giardini curatissimi , ricorre ancora il Toro .
- non ultima (anzi!) la rendita che permetta di mantenere il prestigio
dell’azienda, della sede, della famiglia… Giove, signore dei Toro e dei Pesci.
Come gusto, per vendere le cose buone – ma anche come danaro, per venderle…
bene!
Indubbiamente questi signori sono esperti ed intenditori ma il loro successo non
dipende da questo né da un loro coinvolgimento diretto nella produzione (che
hanno l’intelligenza o l’astuzia di affidare a personale di prim’ordine) bensì
dalle loro doti commerciali e rappresentative.
Per questi motivi i simboli che si riferiscono al vino non sono generalmente
predominanti, talvolta neppure visibili, sul loro tema.
Analizzando temi individuali è interessante osservare “come” e con quali mezzi
ognuno abbia fissato e raggiunto un certo livello: di vini ambiziosi o
industriali, di nicchia o di grande distribuzione. Purtroppo non è possibile far
entrare in questo spazio uno studio così vasto.
Nei produttori minori che ancora curano personalmente la vigna e la
vinificazione, si riscontrano più facilmente elementi pescini o rapporti tra i
pianeti tradizionalmente legati al vino.
Ho dovuto notare con un certo stupore che queste persone sovente si dimostrano
pessimiste, scontente, hanno il lamento facile, forse per il vittimismo della
casa dodicesima nonostante (come fece notare qualche tempo fa Carlo Petrini
dello Slow Food) mai come in questi anni il vino abbia avuto tanta espansione ed
abbia consentito tanto profitto economico.
Si esprimerà così il “pianto della vite”?
Termino con un sorriso. Chiudendo il cerchio ritornerò ad agganciarmi in modo
simpatico agli accenni mitologici iniziali.
Davanti a tanta prevaricazione della tecnica, che fine avrà fatto la Luna?
Sconfitta per sempre?
No, nessuna sconfitta. Anzi, una bella rivincita! La Luna si è materializzata
nella donna, quando fu fondata l’Associazione Italiana delle Donne del Vino. La
donna, da sempre esclusa dalla cantina considerata regno esclusivo del maschio,
si è emancipata ed è diventata produttrice.
Poiché questo lavoro l’ha scelto e si è scavata un posto nel mondo del vino
sfidando lo scetticismo ed i pregiudizi maschili, quando si impegna si prende
sul serio forse più di tanti uomini che avendo ereditato vigne di famiglia
accettano tutto come scontato, sovente come inevitabile.
Il tema natale dell’Associazione – fondata a Firenze il 19 Marzo 1988 – denuncia
gli ostacoli che le donne hanno dovuto superare per riuscire ad imporre la loro
professionalità e competenza.
La Luna in casa decima in Ariete deve lottare contro la non collaborazione – o
la diffidenza e l’ostracismo iniziale – di Marte, che simboleggia il
“maschilista” più che il maschio, il quale dalla casa settima le invia una
quadratura secca. Nell’azione pratica potrebbe indicare, che essendo compiuta
dagli uomini la potatura – compito certamente maschile di taglio e mutilazione
sia pure per il bene della pianta o forse del prodotto futuro - si sia sempre
pensato che la donna dovesse essere esclusa dal compito produttivo.
Anche il Sole è in casa decima e nei Pesci, segno del vino, ma anch’esso è leso.
Forse, vista la qualità della lesione, inizialmente ci fu un pregiudizio circa
la capacità tecnica (quadratura di Urano) e la responsabilità e la costanza
(quadratura di Saturno) nell’impegno.
Scalata difficile per la Donna.
Ma questo Sole leso potrebbe far pensare alla stizza del maschietto che si vede,
come in altri campi nell’era attuale, accantonato, ignorato, superato, non più
signore assoluto dell’antico feudo. Oppure allo stesso maschietto indispettito
dall’indipendenza e dall’audacia femminile e ferito dal successo delle donne,
sempre ritenute incapaci di realizzazioni serie e destinate a restare in ombra,
al servizio del padre o marito padrone.
Il tema presenta tuttavia molti aiuti per riuscire in un campo imprenditoriale
mai prima d’ora aperto al femminile: Nettuno e Urano in casa sesta e in
Capricorno, gli stessi pianeti che avversano il Sole in decima, sono in trigono
a Venere e Giove in Toro. Inoltre c’è un ottimo Mercurio in Pesci casa nona, che
spiega come questa associazione sia conosciuta ed apprezzata anche all’estero
dove ha conquistato favori e adesioni.
Sono brave, queste Donne!
Termino con un tocco di poesia: l’ultimo fiore all’occhiello di queste Signore
del vino è un fiore vero, una rosa creata per loro, da piantare nei loro filari
non soltanto per il godimento visivo ed olfattivo (ritorna sempre il Toro, come
vista e odorato) ma anche per un motivo pratico: è stato accertato che la rosa
potrebbe denunciare in anticipo eventuali malattie della vite. Sarà perciò la
“Sentinella della vigna”. Rosa sana in vigna sana … E la sanità è ancora nel
Toro, anche per le piante!
Apprendo infine con piacevole stupore che il nome scelto per questa nuova rosa è
… Dionisia!
Che sia un ritorno della parte femminea di Dioniso, il dio greco “delle donne”?
Bibliografia :
LISA MORPURGO : tutti i testi.
CHARPENTIER : La sacralità del vino.
R. GRAVES : I miti greci.
A. MORELLI : Dei e miti.
Perchè astrologia
Giugno 24, 2009 on 7:40 pm | In Astrologia | No Comments
Credo che ormai sia abbastanza chiaro che il mio grande
amore è l’astrologia.
Amore controverso perché cominciai ad interessarmene circa trenta anni fa,
volendomi dimostrare che era una stupidaggine pazzesca. Però poi lo studio della
materia mi ha intrigato e poiché sono di carattere una gran curiosa, mi sono
ritrovata a volerne capire sempre di più.
Praticamente come si dice nella mia città natale Roma, ci sono “caduta con tutte
le scarpe”. Tanti anni fa c’erano pochi testi e l’unica cosa che si poteva fare
per approfondire la materia era andare girando per l’Italia ad ascoltare chi
aveva cominciato prima di me da cui poter imparare.
Si poteva studiare dall’allieva della grande Maestra*, per poi continuare e
continuare a studiare
per talmente tanti anni che mi sarei presa tre lauree.
Anche la mia esperienza di astrologa non è stata delle più veloci. Ho aspettato
quindici anni e anche il mio compenso è aumentato molto lentamente direttamente
proporzionale alla mia esperienza.
Ritengo che chi fa un lavoro di consulenza sui problemi delle persone non si può
permettere il lusso di giocare. La responsabilità è troppo grande e in fondo
sono contenta che le cose siano andate cosi.
Il tempo infatti mi ha dato ragione, perché la cosa di cui sono più orgogliosa è
il riscontro con le persone. Per me niente avviene a caso e (nell’ambiente
astrologico si usa dire) ogni cliente ha l’astrologo che merita……e viceversa.
* Lisa Morpurgo
–>
Un appello per Barbault
Giugno 1, 2009 on 8:36 pm | In Astrologia | No Comments
Immagine del Congresso di Ricerca 90 a Vico Equense Direttore Ciro Discepolo
Il Maestro francese nel prossimo autunno compirà 88
anni.
Anche senza attendere il prossimo 1 ottobre, giorno del suo genetliaco, so
assolutamente per certo che il miglior omaggio alla sua persona e alla sua
opera è quello di contribuire ad arricchire il suo sito internet
www.andrebarbault.com con
traduzioni dei suoi articoli.
Come potete vedere, delle 12 traduzioni italiane presenti sul sito, 9 sono
ad opera mia. Mi sto dando da fare come posso, ma molti stupendi saggi di
André Barbault attendono ancora di raggiungere il lettore italiano.
Invito pertanto tutte le persone che in qualche modo sentono di avere un
debito di riconoscenza verso questo Maestro, o che semplicemente desiderano
fargli cosa assai gradita in questi giorni di tarda vecchiaia, a produrre
una traduzione che verrà inserita nel sito, ovviamente col proprio nome di
traduttore.
A maggior ragione, invito tutti coloro che hanno già eseguito delle
traduzioni - anche se pubblicate su carta stampata - a tirarle fuori dal
cassetto, come hanno lodevolmente già fatto Marika e Viviana Cassina (cfr.
«L’autocreatività degli astrologi», a suo tempo pubblicata su “Sestile” di
marzo-aprile 2008).
A questo proposito, ricordo che il traduttore rimane sempre titolare del
diritto d’autore, salvo che non lo abbia espressamente ceduto al libro o
rivista presso cui è apparsa la traduzione.
Scrivetemi in privato a enzobar(at)web.de e vi fornirò l’indirizzo email
della webmaster cui inoltrare l’articolo tradotto.
Il presente appello viene inviato contemporaneamente a
free.it.scienza.astrologia e a it.discussioni.astrologia oggi 27 maggio
2009.
Sarò grandemente obbligato anche a GraZia se vorrà divulgare la notizia
tramite i suoi canali. Enzo Barillà
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