Ariete – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

Marzo 29, 2020 on 10:00 am | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

Ariete apre la ruota dello Zodiaco; Cardinale, di Fuoco, esso va dal al 20 marzo al 20 aprile, con uno o due giorni di fluttuazione, all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni. I Segni Cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno), sono quelli di inizio stagione ed ospitano i due Solstizi ed i due Equinozi dell’anno:in Astrologia essi simboleggiano il Fare, l’INIZIARE in modo attivo (Ariete-Capricorno), o attraverso il fantasticare (Cancro), oppure l’ideare (Bilancia). L’Elemento Fuoco indica invece, sempre in Astrologia, la Forza Vitale che ha irrefrenabile bisogno di esternarsi in azione istintiva, generosa, passionale ed appassionata. Il Fuoco Ariete è Fuoco di Paglia che sia accende e brucia in un attimo lasciando, il più delle volte, un mucchietto di cenere.

A questo punto è bene sottolineare come l’Astrologia Occidentale sia strettamente legata al ciclo della Natura: con l’Equinozio di Primavera, il 21 marzo, ogni anno c’è la rinascita: dopo il lungo e gelido immobilismo dell’inverno il sole torna a scaldare, neve e ghiaccio si sciolgono e la terra, rigenerata, è pronta per un nuovo ciclo riproduttivo; i semi germogliano, i rami si ricoprono di gemme, gli animali si accoppiano. I popoli antichi, che vivevano di caccia, pastorizia ed agricoltura, sollevati dal lungo incubo invernale, speranzosi di buoni raccolti, di moltiplicazione degli armenti e di ricca caccia, proprio ad inizio primavera facevano una serie di riti propiziatori, con offerta agli Dei delle primizie vegetali ed animali.

Riti che culminavano con l’uccisione di un agnello il cui sangue veniva versato sulla terra, per rigenerarla appunto, dopo aver segnato con lo stesso le capanne e la fronte di uomini ed animali; questo rito è ancora in uso presso molti popoli non… “civilizzati”. Forte carica simbolica, presso gli antichi, aveva anche l’uovo, sia per la forma quasi sferica che ricorda l’eterno fluire del Tempo, sia per la Vita che racchiude in sé; risulta chiaro, allora, il perché dell’Agnello e dell’Uovo, per festeggiare la Pasqua cristiana che, guarda caso, cade proprio sotto il Segno Ariete. Non è, il Cristo, la vittima sacrificale che si offre al Padre per riscattare l’Umanità? E non è, il suo Sacrificio, la Luce che torna dopo le Tenebre del Peccato Originale e del paganesimo, così come il Solstizio di Primavera inaugura il sopravanzare del giorno sulla notte? Lo immaginavate tanto peso di tradizioni e spiritualità, dietro un cosciotto di agnello o un uovo di cioccolata?

Ancora Solstizio di Primavera, inizio del prevalere della luce sulle tenebre; in crescendo, tale prevalenza arriverà sino al Solstizio di Estate (21 giugno, Cancro), giorno dell’anno con più ore di luce, per poi cedere di nuovo il passo alla notte sino all’Equinozio di Autunno, sotto il Segno Bilancia: giorno, anche il 21 settembre, che vede identico numero di ore di luce e di buio, prima del nuovo prevalere del buio sulla luce. Linea ideale, quella tra Ariete e Bilancia, che divide esattamente a metà la Ruota dello Zodiaco; nella parte inferiore i Segni di Primavera – Estate (da Ariete a Vergine); nella parte superiore quelli di Autunno-Inverno (da Bilancia a Pesci). Le prime sei, man mano che il sole sale alto all’orizzonte, sono forze vitali, istintuali, corporee; le sei ultime, man mano che luce e calore si attenuano e la notte avanza, vedono invece prevalere la forza del Pensiero su quella della carne. Lunga premessa che aiuta una visione generale della Ruota dello Zodiaco ed una migliore comprensione della psicologia Ariete che sembra semplice, lineare, ed è invece estremamente complessa, come più avanti si vedrà.

L’ideogramma del Segno è una testa di caprone, simbolo dell’istinto vitale (inteso come irrefrenabile impulso sessuale) che spinge il maschio ad unirsi alla femmina per fecondarla, riattivando così il ciclo vitale sopito con l’autunno. Nella stilizzazione del Segno, si simboleggia (con l’identico significato),il primo germoglio che spunta dalla zolla. Nel cammino dell’Umanità, siamo ai primordi; l’Uomo si alza in piedi e sia pure in modo nebuloso, nel suo cervello comincia a prender forma il Ragionamento; per dormire e/o ripararsi dal freddo non entra più nel primo buco che trova, ma comincia ad organizzarsi una tana ed un embrione di famiglia. Alla clava o al sasso comincia a sostituire le fionda, la freccia; ed inventa l’amo: perché le sue principali attività sono caccia e pesca. Inizia a preparare le pelli degli altri animali per coprirsi, impara a dominare il fuoco, accendendolo quando gli serve, senza più dover aspettare la fortuna di un fulmine o di un incendio.

Il Mito legato ad Ariete ha a che fare con gli Argonauti ed il Vello d’oro. Un Ariete alato e con il manto d’oro, viene mandato da Nefele, dea delle nubi, al figlio Frisso,maltrattato dalla matrigna. Il giovane salta in groppa all’animale e nella sua fuga, precipitosa e senza meta, trascina la sorella Elle; mentre sorvolano il mare la fanciulla si addormenta e cade, annegando. Sia pur straziato, Frisso procede nel suo volo fino ad atterrare in un posto sconosciuto; sacrifica allora l’animale a Zeus, che però non salverà il giovane, che muore precipitando da un dirupo. L’Oracolo di Delfi sentenzia che bisogna riportare in patria (la Beozia), sia la salma di Frisso che il Vello d’oro: per compiere la missione, parte Giasone assieme agli Argonauti. Ma il re della Colchide, dove si trovano salma e Vello, per restituire il tutto pretende una serie di prove così pesanti, che è umanamente impossibile superarle. In soccorso di Giasone arriva però la Maga Medea, di lui follemente innamorata;solo grazie alle sue arti magiche l’Eroe supera tutto, compreso il Drago dalle fauci di fuoco messo a guardia del Vello. Ritornato in patria, Giasone si stanca di Medea (dalla quale ha avuto due figli) e si prepara a sposare una giovanissima principessa. Per vendetta Medea uccide sia i bambini che la rivale.

Frisso e Giasone sono giovani, avventurosi, impulsivi ed incoscienti; partono non mettendo affatto in conto i pericoli e le prove che li attendono tanto che, alla fine, sono sopraffatti dalla dura realtà. Frisso perde prima la sorella e poi la vita; Giasone perde figli e promessa sposa. Persone amate perdute per disattenzione (Frisso), e per volubilità (Giasone). Sono così riassunte in questo Mito, tutte le caratteristiche psicologiche di base del tipo Ariete, archetipo dell’adolescente che tenta il distacco dal cordone ombelicale della famiglia, anche se non conosce ancora i contorni di tutto ciò che tanto l’attira.

Estremamente vitale, fremente, impaziente, percorso dai primi potentissimi impulsi sessuali, egli si avventura quindi per strade ignote, senza la maturità, il senso critico e la pazienza indispensabili per riflettere, per documentarsi e fare dei piani concreti; l’IO prorompente è spinto dalle stesse forze incontrollabili che portano il giovane maschio all’inseguimento frenetico della femmina, o il germoglio a spuntare dalla terra. La Coscienza viene accecata dalla carnalità, dalle passioni; tende ad agire per l’agire, rischiando così anche la perdita dell’Anima, della parte “femminile” di sensibilità, intuito, introspezione, capacità di intravvedere oltre le apparenze. Queste qualità difettano infatti tutte, nel tipo Ariete, a meno che egli non abbia nel proprio Tema natale, forte peso dell’Elemento Acqua.

Anche le donne appartenenti al Segno presentano dei lati tipicamente maschili di impulsività, combattività, avventurismo, egocentrismo ed una certa rudezza nel modo di pensare, di agire. Da sottolineare un dato curioso; un forte peso del Segno Ariete appare spesso nei Temi natali di donne che hanno deluso le aspettative, soprattutto paterne, di un figlio maschio. E non è raro, in tali Temi, un egual peso del Cancro, Segno femminile per eccellenza; è la denuncia di un conflitto dell’Io più intimo, di queste figlie tese a non deludere le aspettative familiari, e per questo portate a soffocare la loro vera natura. Sforzi laceranti, spesso dolorosissimi, di trasformarsi in piccoli maschi! Identico conflitto può verificarsi in figli maschi nati al posto di una desideratissima femmina.

Pianeta dominante del Segno è naturalmente Marte, dio della Guerra, fiammeggiante, aggressivo, irriflessivo, portato a far valere le proprie ragioni non con le parole ma con la forza! Marte è, tra le altre cose, il simbolo fallico per eccellenza! Ariete veniva chiamato anche il carro medioevale lanciato con violenza contro le mura o le porte di castelli e città assediati, per demolirle.

Anche se finora sembra non si sia parlato della psicologia arietina ma principalmente di storia, mito e religione, si è tuttavia delineato già abbastanza ciò che contraddistingue gli appartenenti al Segno. Si aggiunge qui che, tal quale all’adolescente spaccone, grintoso, a tratti arrogante, il tipo Ariete è, nel suo profondo, un timido ed un insicuro, con una forte paura dell’ignoto e con un gran bisogno di conferme, rassicurazioni. Per tal motivo si nota molto spesso negli arietini un gran rispetto per l’Autorità, (Partiti, Esercito, Corpi di Polizia); appoggiarsi a strutture forti (famiglia in primo luogo), calma le loro paure e le loro notevolissime ansietà di fondo.

Fortissimo il bisogno della figura paterna, anche se apparentemente contestata; se questa figura manca, se in famiglia un bimbo ed un ragazzo Ariete non viene compreso o sostenuto da una figura maschile positiva, egli può comportarsi in due modi, a seconda della struttura del proprio Quadro; o assumerà un atteggiamento di sfida e ribellione (Lenin) o reprimerà le sue energie che sfoceranno in nevrosi o atteggiamenti violenti a volte anche molto gravi. Nei casi più fortunati tali nevrosi possono trovare uno sbocco salvifico nell’Arte (Van Gogh), o in attività fisiche molto impegnative,(soprattutto sport): spesso le due caratteristiche (nevrosi anche gravi e sublimazione), convivono. E’ per nostalgia di padre che si trovano molti Arieti disposti a sostenere figure autoritarie o carismatiche, politiche o non. E’ per bisogno di appoggio ed approvazione che un Ariete può diventare molto conformista. Sono tutte motivazioni inconsce di cui raramente gli appartenenti al Segno si rendono conto, tutti tesi come sono a cucirsi addosso maschere eroiche, da Rambo a Indiana Jones! Se il padre è stato presente in modo positivo, si avranno Arieti capaci di autocontrollo, di indirizzare in modo costruttivo la propria energia vitale; in tal caso si nota, nel Tema di nascita, peso notevole di Segni di Terra o del pianeta Saturno.

I rapporti con il prossimo non sono tra i più lineari anche se, ad un primo approccio, un Ariete può risultare molto attraente per la vitalità e la gioia di vivere che emana; sotto lo splendore e l’apparente grande disponibilità (spesso gli Arieti sono troppo accecati dall’IO per guardare veramente, profondamente l’Altro), come già detto, cova sempre la paura per l’ignoto; conseguente la diffidenza. Il temperamento marziale fa, inoltre, scattare subito la competitività, specie con gli individui del medesimo sesso. Di solito, insomma, un Ariete inizialmente non ha amici ma soltanto potenziali avversari da affrontare e, possibilmente, da neutralizzare: lineare ed istintivo, egli, ha, tra i suoi più grandi pregi, la lealtà, la tendenza a combattere a viso aperto, ad armi pari; pregio che può trasformarsi in punto debole se trova chi sa usare strategie che lui, lineare al massimo, non sa elaborare. Inoltre, per la sua insicurezza, ha bisogno continuo di conferme, di sentirsi valorizzato, ammirato; costante, per questo, il pericolo di cadere, facile preda di adulatori interessati. Sempre l’insicurezza, rende di solito gli Arieti molto permalosi, assai poco disposti ad accettare critiche sul loro essere e sul loro operare.

Vada come vada, una volta stabilite le gerarchie, si intrecciano i rapporti che quasi mai sono alla pari; un Ariete ha esigenza primaria di sentirsi un capo e spesso ci riesce perché sa infondere coraggio ed entusiasmo con la forza delle sue passioni, con la fiducia incrollabile che, alla fine, tutto si sistemerà nel migliore dei modi. Ma le passioni accecano, come già ampiamente detto; spesso, quel che sembra coraggio è solo esaltazione che impedisce strategie lucide, fa sottovalutare i pericoli, minimizzare le difficoltà. Di conseguenza, in gioventù, lunga serie di gaffes, di delusioni anche cocentissime che non servono tuttavia da lezione. Come non serve dargli consigli, avvisarlo dei pericoli eventuali; testardaggine e presunzione sono, accanto all’impulsività, altri lati deboli del tipo Ariete: egli impara esclusivamente sulla propria pelle, dopo essersi rotta la testa (metaforicamente e a volte materialmente), una infinità di volte: di solito, una presa di coscienza avviene nella maturità. Gaffes e delusioni sono ridimensionate (ma non del tutto risparmiate), agli Arieti con molto peso di Segni di Terra e/o di Saturno nel proprio Tema.

L’Amore è l’apoteosi di tutti pregi e di tutti i difetti dell’Ariete;nessun altro Segno conosce il desiderio totale e devastante con la stessa intensità. Bandite romanticherie, i corteggiamenti pazienti e discreti, le schermaglie d’amore, a meno di forte peso di Acqua e/o Terra nel Tema. Si deve arrivare al sodo il più presto possibile, perché i freni inibitori sono quasi inesistenti, almeno nell’età giovanile; un Ariete tenuto troppo a bada, o peggio ancora respinto, può rasentare la follia. Per fortuna, la sua incostanza, può fargli dimenticare di essere stato un attimo prima sull’orlo del suicidio, e spingerlo dietro a un’altra folle passione: per questa ragione, mai aspettarsi più di tanto in fedeltà e nel mantenimento della promesse fatte da molti degli appartenenti al Segno, se mancano segni di Terra o influenza forte di Saturno nel Tema natale.

Maschilista per eccellenza, l’Ariete mai considera la propria donna alla pari, ma tende a vederla come una preda, una cosa di sua esclusiva proprietà: se non ha nel proprio Tema forte peso dell’Elemento Acqua, gli è quasi impossibile comprendere le sottigliezze e le sfumature dell’animo femminile; un Ariete è insomma portato a dividere il genere umano in due sezioni rigorosamente separate; basti pensare alle palestre, alle Associazioni Sportive, ai Corpi Militari ed a quant’altro era, fino a pochissimo tempo fa, rigorosamente chiuso alle donne. Per lo stesso motivo i maschi omosessuali possono essere più numerosi tra gli arietini che tra gli appartenenti ad altri Segni. Per gli etero, la donna è invece vista in generale, si ripete, come il “riposo del guerriero” sul cui seno tuffarsi per rigenerare le stanche membra.

E la donna Ariete? Energica, grintosa, volitiva, a volte un po’ mascolina, sempre con una personalità molto incisiva, poco si adatta ad essere il “riposo” agognato del suo compagno di Segno; la tendenza è anzi quella di metterlo in crisi, contestandolo, tenendogli testa; potrebbe far pensare ad una femminista d’assalto e invece non è sempre così o, almeno, così non era quando alle donne era proibito realizzarsi in proprio. Se ha peso forte dell’Elemento Acqua nel proprio Tema, o se è condizionata da una educazione troppo all’antica, l’arietina entra in conflitto perché la parte Ariete spinge all’autoaffermazione e quella Acqua alla sottomissione; può allora diventare una combattiva compagna alle spalle del proprio uomo soddisfacendo così entrambe le sue anime. Più condizionata dall’educazione, anche se sessualmente focosissima come il proprio compagno, la donna Ariete sa maggiormente controllarsi: hanno il pregio comune di non tradire alle spalle. Una volta attirati da qualcun altro rompono, bruscamente ma lealmente, il legame vecchio.

Non aspettarsi da un Ariete, uomo o donna, comportamenti sessuali fantasiosi od intriganti, a meno di forti controindicazioni nel Tema personale; la tendenza è all’immediato, al tutto subito, il più intensamente ed il più velocemente possibile. Non la qualità ma la quantità insomma; un Ariete può infatti essere amante focosissimo ed instancabile, anche se un po’ monotono. Quando si sposa, uomo o donna, il tipo Ariete sa essere buon compagno e genitore affettuoso, divertente, pieno di sorprese; i figli non possono però contare su un polso fermo, su una educazione coerente. In questo campo c’è la tendenza a delegare al coniuge le incombenze più impegnative o noiose della vita quotidiana. Mai chiedere a un uomo Ariete di collaborare nelle necessità casalinghe, a meno di controindicazioni nel Tema! Maschio o femmina, gli Arieti non hanno il concetto del focolare, della casa intesa come nido del calore familiare; per tal motivo non ne curano molto né l’arredamento né la manutenzione; tendono a trasformare la casa stessa un po’ in dormitorio e mensa: il loro habitat ideale è all’aperto, tra la natura e la gente.

L’eleganza, sia nell’arredamento della casa che nel vestire, è altro punto debole del tipo Ariete; di solito egli bada più alla sostanza che alla forma e sceglierà mobili magari non al top come stile ma solidi e funzionali, spesso sul rustico. I vestiti preferibilmente sullo sportivo o, comunque, sull’informale; abbastanza presenti i colori forti, decisi, solari (ancora Van Gogh). Riguardo al vestire, per i motivi di cui si è detto all’inizio, fierezza nell’indossare una Divisa e, nelle donne, attrazione per gli uomini in divisa: assai privilegiate anche le tute.

Problematico l’approccio con il lavoro, perché il tipo Ariete ha continuo bisogno di stimoli, di movimento, di novità; la routine o attività ripetitive, specie se al chiuso, lo deprimono: a meno di grosse controindicazioni nel Tema personale, non gli si addicono quindi impieghi o lavori in fabbrica; soltanto se può usare la sua inventiva e la sua energia, se può muoversi come e quanto gli necessita, se ha una certa autonomia anche in un lavoro dipendente, un Ariete può rendere moltissimo e sentirsi pienamente realizzato. C’è però il pericolo che, una volta finita la lotta per consolidarsi ed acquistare prestigio, l’Ariete, guerriero nato, non provi più interesse per l’attività e cerchi altri campi di battaglia, anche a costo di ricominciare da zero. Il suo fine ultimo non è il consolidamento ma la conquista! Per questo è difficile dare al tipo Ariete collocazioni ben definite nel mondo lavorativo; se si escludono professioni ad altissimo pathos quale il corridore automobilista (ADORA le macchine, specie se rosse), lo stuntman, l’inviato in zone di guerra o il militare, in tutti gli altri lavori o professioni egli si adatta, più o meno, a seconda della struttura del suo Quadro Difficile una attività in equipe, proprio per la sua tendenza a fare il capo, per la suscettibilità, la scarsissima malleabilità, la facilità ad usare toni molto rudi ed anche aggressivi, se contrariato.

Poco sentite le responsabilità economiche, se scarso o assente è l’Elemento Terra nel Tema; un Ariete lavora per necessità di scaricare le proprie energie in esubero e perché la cosa lo interessa; se non c’è qualcuno alle spalle ad amministrargli le finanze egli, così come l’adolescente per il quale il futuro non esiste, tende a vivere alla giornata, fiduciosissimo che il giorno dopo succederà qualcosa di nuovo e di bello che gli risolverà d’incanto qualsiasi difficoltà, Carpe diem è il suo motto! O, per portarla più sul moderno, “domani è un altro giorno!” Questo, come già detto, non solo sul piano economico, ma in tutti i settori della vita. Non sono rari, di conseguenza, i tracolli finanziari, le truffe subite, gli investimenti sbagliati; ma le risorse arietine sono infinite e, come l’Araba Fenice, un Ariete sa quasi sempre risorgere dalle proprie ceneri!

In genere l’Ariete ha salute di ferro ma per la sua spericolatezza (e spesso la sua incoscienza), è esposto a tagli, ferite e traumi vari; frequenti gli incidenti, stradali o di altro tipo. Punto più debole dell’organismo, la testa. La tensione continua porta a ricorrenti, terribili nevralgie che, a volte, possono perseguitarlo per la vita intera. Frequenti anche gli incidenti con lesioni alla testa. Delicato il sistema nervoso specie se, come detto all’inizio, un Ariete non trova la strada per incanalare in modo costruttivo l’esubero di energie che dentro gli premono.

Astrologia nel Medio Evo

Marzo 18, 2020 on 5:59 pm | In Affinita' d'anima, Amici, Astri, Astrologia, Buono a sapersi, Donne, Emozioni, Evoluzione, Oroscopo, Pratica Astrologica
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di Leola Barra

di Leola Barra

A partire dal XII secolo, la traduzione da parte degli arabi della Fisica aristotelica pone le basi per lo sviluppo dell’Astrologia: questo perché essa si basa a sul fondamento che ogni mutamento che avviene sulla Terra trova origine nei movimenti dei Corpi Celesti. Così, si sviluppa lo studio di due branche importanti nella pratica astrologica: quella Giudiziaria, che studia l’influenza degli astri su eventi ed azioni che avvengono sulla terra, e quindi nella vita dell’uomo, e quella Naturale, attinente all’influenza di essi sul corpo umano, in particolare sull’origine ed il decorso delle malattie. In medicina, quindi, l’Astrologia diventa presente nella pratica medica, ed i dottori tenevano conto del tema natale del paziente. Secondo Pietro d’Abano, il primo ed importante rappresentante dell’aristotelismo padovano, tutti i Pianeti esercitano un’influenza sulle malattie, ma lo fanno in modo differenti: quindi, è necessario che il medico conosca l’Astrologia, e la stessa convinzione la condivide un secolo prima Ruggero Bacone, il Doctor Mirabilis, scienziato, filosofo ed alchimista nella Oxford del 1200! Per quanto riguarda l’Astrologia giudiziaria, tra il Medioevo ed il Rinascimento, già a partire dal XIII secolo, alle corti dei Principi e dei Papi si tiene gran conto di essa, perché, associata alle pratiche magiche e collegata alla volontà di potere del Signore di turno. Questo ramo dell’Astrologia si componeva di quattro parti: 1)lo studio delle Rivoluzioni, cioè le congiunzioni dei Pianeti ed i loro effetti; 2) gli Oroscopi, vale a dire la configurazione del cielo al momento della nascita di un individuo, permettendo di definirne le caratteristiche; 3) le Interrogazioni, divinazione sulla base degli aspetti dei Corpi Celestin 4) Elezioni, la scelta del momento favorevole per intraprendere azioni rilevanti individuali o collettive.
Disciplina millenaria, coltivata dai Babilonesi, dagli Egizi, poi dai Greci e dai Romani, con teniche ed approcci diversi, nel Medioevo acquisisce particolare fulgore. Tra l’XI ed il XII secolo, essa si impone come scienza: sintesi tra Filosofia e Religione. Questo perché la cultura medievale, dopo secoli di stasi, ripropone l’uomo al centro dell’universo, così come la Terra lo è al centro del sistema solare. Tutto è stato creato in sua funzione, e le stelle hanno lo scopo nei loro tracciati di spiegare il mistero del destino di ciascuno. Il compito degli scienziati e degli Astrologi era proprio questo: e l’Uomo di Cultura doveva apprenderne i principi, secondo le indicazioni educative delle Scienze del Trivio, umanistiche e che comprendevano Grammatica Dialettica e Retorica, e del Quadrivio, scientifiche e nella fattispecie costituite da Aritmetica Geometria Musica ed Astronomia /Astrologia. E così, tra i vari strumenti costruiti e perfezionati nel Medioevo, ci furono gli Astrolabi e gli Equatori; ed i primi erano così importanti per gli uomini di scienza, che uno dei più grandi filosofi Scolastici del XII secolo, Pietro Abelardo di Chartres, chiamò il figlio concepito dalla relazione scandalosa con la sua studentessa Eloisa, proprio Astrolabio! Questo particolare strumento serviva a determinare la posizione del Sole e delle Stelle, l’altro, l’Equatore, per individuare il percorso dei Pianeti; ciò consentì di elaborare tavole astrologiche di estrema precisione e di individuare i tempi di Rivoluzione, cioè del transito totale dei Pianeti.
Durante tutto il Medioevo, l’astronomia di base si fondava sulla teoria tolemaica, che voleva che la Terra fosse al centro dell’Universo, che era sferico e finito. Attorno alla Terra, come descrive nel Paradiso anche Dante, grande intellettuale e come tale padrone anche dello scibile astronomico, in Cieli concentrici mobili vi erano in successione Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno, le Stelle Fisse ed il Cristallino, o Primo mobile, sede degli Angeli. Al di sopra di questi, governava l’Empireo, al di fuori del tempo e dello spazio, immobile ed immutabile, dove nella pace dimora amore i Beati e Dio.
Di fondo, nel Medioevo era come conciliare Dio con l’Astrologia: e l’influenza degli Astri sulla vita dell’uomo con il principio di libero arbitrio. Dante, uomo di cultura del suo tempo, affida la definizione del problema a Marco Lombardo che nel Xvi canto del Purgatorio afferma : “Lo cielo i vostri movimenti inizia;… lume v’è dato a bene e malizia e liber voler; che, se fatica… poi vince tutto, se ben si notrica.” Vale a dire: l’Astrologia non rende l’uomo schiavo delle stelle, ma gli consente di sottrarsi al loro influsso! E Tommaso d’Aquino, Dottore della Chiesa, ne dà il paradigma:” Astra inclinant, non necessitant “, Gli astri influenzano, non costringono! Le stelle e la conoscenza dei loro misteriosi tracciati, per l’intellettuale del Medioevo può influenzare solo all’inizio l’esistenza umana, ma non la determina; al contrario di ciò che pensava la cultura classica.

Pesci – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

Marzo 8, 2020 on 4:46 pm | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

Pesci è il dodicesimo Segno dello Zodiaco; doppio, mobile, di Acqua, esso va dal 19 febbraio al 20 marzo, con due giorni di fluttuazione all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni. L’Elemento Acqua indica, in Astrologia, emotività, sensibilità ed intuizione, spesso con lampi di preveggenza. Del tutto assenti la razionalità, la tenacia e la “grinta” così nei Pesci come nell’altro Segno di Acqua, il Cancro; fa eccezione il terzo Segno di Acqua, Scorpione il quale, essendo dominato da due pianeti fortissimi (Marte e Plutone) sa essere estremamente combattivo ed aggressivo. L’Acqua pescina è resa ancora più fluida dall’essere, il Pesci, un Segno mobile, con conseguente forte tendenza all’adattamento, alla mediazione.

Acqua di mare, quella dei Pesci; acqua nella quale si riversano tutti i fiumi e che si può presentare, di volta in volta, trasparente o torbida, tranquilla o ruggente. Acqua tiepida, iridescente, piena di fruscii e sussurri in superficie, quanto gelida, tenebrosa ed irrealmente silenziosa negli abissi. Acqua che contiene una infinità di vite, di forme, di colori, tenuti gelosamente nascosti ed offerti alla vista soltanto di quelli che accettano la sfida, il pericolo, insiti in una immersione. Con tali presupposti è chiaro che il Segno Pesci simboleggia tutto ed il contrario di tutto.

La Natura è in un delicato momento di passaggio. Gli ultimi freddi, l’ultima neve, l’aria che oscilla tra i rigori dell’inverno ed i primi caldi aliti della primavera ormai alle porte. Le piogge ammorbidiscono le zolle rese pietrose dal gelo invernale. Sui rami scheletriti spunta, qua e là, qualche gemma. Pesci è, quindi, il toccarsi degli estremi. Ciò che si dissolve completamente e ciò che comincia a rinascere. Nascita, Crescita, Morte e Dissoluzione. Ci si ritrova alle vigilia della ripresa del Grande Ciclo.

Sul piano dell’evoluzione umana il Pesci potrebbe simboleggiare il morire di grandi civiltà sulle cui rovine attecchiscono e crescono nuovi popoli, idee diverse.

Sul piano del Mito, già in Babilonia Oannes, portavoce della Divina Saggezza, aveva la forma di pesce ed usciva ogni giorno dal mare per trasmettere agli umani i divini insegnamenti. In Fenicia il Dio Dagon aveva testa di Pesce su un corpo di uomo, mentre in Oriente c’era Visnù, che salva Manu dal Diluvio Universale e poi si trasforma in Pesce sacro.

Nell’Induismo il dio Veruna è seduto sul dorso di un pesce. Nell’antico Egitto i due Pesci, Ant ed Abtu, erano chiamati i Pesci del Sole perché il primo seguiva il Sole ed il secondo lo precedeva. Anche nello Zodiaco di Shiva (India), c’è questa accoppiata Sole-Pesci; il Governatore dei Pesci, il Dio del Fuoco, (agnello pasquale del Cristianesimo), è rappresentato a cavallo di un Ariete.

Ai primordi della civiltà greca era proibito al popolo mangiare il pesce, probabilmente considerato pasto sacro per i sacerdoti. Nei primi secoli del cristianesimo anche Gesù era simboleggiato con un pesce. Pescatore di Anime.

I Miti specifici legati al Segno Pesci ruotano attorno alle due anime pescine; quella amorevole, soccorritrice e salvatrice e quella che, di fronte alle responsabilità, sceglie spesso la fuga. Il coraggio e l’assunzione in prima persona delle responsabilità non sono tra le virtù del tipo Pesci, a meno che nel Tema Natale non si evidenzino pianeti in Segno di Fuoco o di Terra.

C’è così l’episodio di Eros ed Afrodite, innamorati e perseguitati da Tifone per sfuggire al quale si gettano in mare; Poseidone manda due delfini a salvare gli amanti. Come premio, Giove porta in cielo i delfini e li trasforma in due stelle, incastonate nella Costellazione Pesci. In altra versione Venere è in compagnia del figlio Cupido.

C’è poi il Mito di Cassiopea moglie di Cefeo la quale, convinta di essere la donna più bella dell’Universo, osa rivaleggiare con Venere e con le Ninfe marine. Irritato dalla sua superbia, Poseidone distrugge il suo paese con una terribile inondazione; poi fa emergere dagli abissi un mostro marino spaventoso che tenta di rapire sua figlia Andromeda. Ma accorre Perseo che uccide il mostro e libera la fanciulla innocente.

Due storie di amore e dedizione che parlano della parte bella dei Pesci; poi c’è la parte oscura, sfuggente ed un po’ vile, simboleggiata da Derceto, dea della fertilità; varie sono le versioni del suo Mito, ma tutte con un unico nucleo ed una identica conclusione. Derceto, amante e madre, non accetta la responsabilità che tali rapporti richiedono: in una versione la dea evira l’amante ed abbandona la figlia nel deserto per poi gettarsi in mare; nell’altra si getta in mare incinta. Il finale è comunque identico; disgustato dal rifiuto delle proprie responsabilità, Poseidone trasforma Derceto in una Sirena, metà donna e metà pesce: essere ibrido e quindi sterile.

Il pesce era anche simbolo di riconoscimento tra i cristiani, al tempo delle persecuzioni, sotto l’Impero Romano; esso simboleggiava infatti Gesù – Ixtus, in greco -cioè Figlio di Dio, Salvatore: gli stessi cristiani si paragonavano a pesci salvati dalle acque del battesimo. Sorprendente il parallelo tra l’insegnamento di Cristo (di amore, dedizione, carità, sacrificio), con le caratteristiche psicologiche pescine che tra poco andremo ad analizzare. E, infatti, si dice che da poco è finita l’Era dei Pesci durata oltre 2.000 anni e legata all’apparente scorrere delle Costellazioni, cosa che determina le Ere. Sempre stando a queste teorie, si è entrati ora in quella di Aquario.

Sul piano Esoterico, il Segno Pesci simboleggia l’Alfa e l’Omega, l’Inizio e la Fine di ogni cosa. E poiché il mare comincia là dove finisce il cielo e spesso è difficile percepire la linea di demarcazione, tale Segno simboleggia anche l’Infinito. Un altro simbolo pescino è l’involuzione dello Spirito nella Materia (Pesce di sinistra), e l’Evoluzione dalla Materia che torna al suo Principio (Pesce di destra). C’è poi il simbolismo della Realtà e del suo riflesso. Come in una pittura. E si potrebbe continuare ancora. Ma fermiamoci qui.

Tutti i simboli appena esposti si rifanno all’ideogramma del Segno, due semicerchi che si danno le spalle, ma che sono comunque uniti da una barretta al centro; è la stilizzazione di due pesci che vorrebbero nuotare ciascuno in una opposta direzione, ma non possono farlo perché legati tra loro da un filo che parte dalla bocca.

Pianeta dominante del Segno è stato, fino al 1846, Giove. Ma Pesci ha avuto la stessa sorte di Scorpione ed Aquario, cui i moderni telescopi hanno permesso di arricchirsi di un altro pianeta dominante; nel 1846, appunto, viene scoperto Nettuno e le verifiche degli studiosi hanno permesso di evidenziare le innegabili analogie astrologiche tra il pianeta e le caratteristiche pescine.

L’accoppiata Giove-Nettuno, è già presente nel Sagittario. Ma essendo, il nono, Segno di Fuoco, è Giove ad avere la preminenza, a dare il suo imprinting; nei Pesci (Segno di Acqua, e quindi molto più sfumato, evanescente, spiritualizzato), è Nettuno a primeggiare. Si avranno comunque, anche qui, due diverse categorie di individui; i Gioviali ed i Nettuniani. Ancora come nel Sagittario, il Pesci-gioviale è imponente, massiccio, con tendenza ad ingrassare. Il Nettuniano invece, è di solito più minuto, etereo, spesso con l’aria un po’ trasognata di chi si trova in un posto per caso… Non è raro vedere, nell’uno e nell’altro tipo, una tendenza all’acquoso che, con l’età, può diventare flaccido.

Prima di iniziare l’analisi dettagliata delle caratteristiche del Segno Pesci è bene comunque ricordare che esso è opposto al Segno Vergine; in Astrologia i Segni opposti si integrano ad incastro, nel senso che uno possiede qualità e difetti, predisposizioni ed aspirazioni totalmente all’opposto (appunto!), di quello che gli sta di fronte. In teoria quindi, il Pesci E’ tutto quello che la Vergine NON E’… e viceversa.

Realista, pieno di senso pratico, con il dono della logica, la capacità di analisi e di sintesi il Segno Vergine, il quale ha anche forte manualità e facilità a districarsi nella meccanica, nell’informatica. Il Vergine è anche scettico, pragmatico, diffidente; amante dell’ordine, della catalogazione, delle solide certezze.

l Pesci è il contrario di tutto questo. Disordine, caos, abbandono all’intuizione ed alle suggestioni, alle emozioni del momento. Pronto a disperdersi in mille rivoli, a cadere nel panico se chiamato a disbrigare cose pratiche, anche le più semplici, quale pagare un conto corrente o gestire un conto in banca. Manualità zero, perché mancano pazienza e capacità di concentrazione. Progettualità caotica, senza un filo conduttore, perché il pescino è incapace di seguire un filo logico, un piano prestabilito, tali e tante sono le suggestioni che lo incantano, lo distraggono, lo ammaliano. Spesso si cava comunque egualmente dagli impicci per lampi di intuizione che hanno del prodigioso.

Astrologia ci insegna, comunque, che tali e tante sono le varianti in un Tema Natale, così diverse le interferenze, che mai si trova un appartenente ad un Segno allo stato puro. Attitudini e tendenze sono sempre modificate, esaltate od inibite dall’ ambiente nel quale il Soggetto è vissuto, dalle persone che più hanno avuto influenza su di lui, dalla educazione che gli è stata impartita e dalle vicende nelle quali è incappato da bambino; si può quindi avere, tanto per fermarci ai due Segni ora in esame, un Vergine per certi versi pasticcione ed indeciso ed un Pesci abbastanza ordinato e determinato. Ma le tendenze di base rimarranno sempre, magari sotto traccia, pronte però a manifestarsi nei momenti più impensati.

Passiamo ora alle due categorie pescine; quella gioviale e quella nettuniana. Il Pesci-Giove, pur essendo a suo modo un idealista, pronto a sacrificarsi per una causa, non disdegna per questo i piaceri terreni; è anche abbastanza realista, ben inserito nella società, e non è detto che difetti di senso pratico. Di solito conformista (la lotta, l’andare controcorrente, non sono il suo forte), egli si adegua benissimo a leggi e regole dell’ambiente in cui vive e non disprezza affatto (né perde di vista), i benefici che dall’ambiente e dalle circostanze può ricavare. Il Pesci-Giove ha di solito, nel suo Tema, un Giove e Segni di terra o fuoco molto evidenziati.

Se ha esigenze spirituali (e spesso le ha), il Pesci-Giove (così come il Pesci-Sagittario), si adegua benissimo alle direttive del Clero, e segue con partecipazione la vita della sua comunità religiosa. E’ facile trovare in questo Segno persone consacrate le quali, se non hanno forti pianeti in Segni di Fuoco, o nel Capricorno, (o in altri settori che denotino ambizione), al contrario dei “fratelli” Sagittario, spesso non mirano alle altre cariche ma possono vivere la loro spiritualità anche come umili preti di campagna; o parroci di una borgata.

In tali casi, anzi, la loro natura soccorrevole verrà molto stimolata (specie se nel Tema personale presentano pianeti in Segni di Fuoco) e li troveremo così a battersi per i dimenticati, i diseredati. Ma Pesci, ( Giove o Nettuno non importa), può essere anche don Abbondio. “Che, uno, il coraggio mica se lo può dare!”. In tal caso vi è quasi sempre forte presenza di pianeti in Segni di Acqua o Aria, oppure i pianeti combattivi (tipo Marte, Urano, molto indeboliti).

Il Pesci-Nettuno, si è già accennato, è tutt’altra cosa. Si contraddistingue quasi sempre per il suo aspetto esile, minuto o, comunque, assai poco scattante. Romantico, nostalgico, assetato di Assoluto, rincorre spesso l’Ideale, l’Illusione, rischiando di perdere il contatto con il Reale. Poco portato agli sforzi fisici e negato (si ripete), per tutte le attività pratiche, egli va sempre, più o meno coscientemente, alla ricerca di chi gli tolga le castagne dal fuoco; di solito lo trova perché, con la sua aria di cucciolo smarrito, ispira tanta, tanta tenerezza e voglia di proteggerlo. Il Pesci nettuniano, oltre ad un forte Nettuno ha, nel suo Tema, pianeti in Segni di Acqua o di Aria ed i pianeti combattivi indeboliti.

Segno doppio anche, dicevamo; esiste così un Pesci di indole gioiosa e vivace, che nell’immersione nelle cose belle della vita cerca uno sbocco alle sue intime contraddizioni; questo Pesci è di solito stimolato da Giove, tende all’edonismo e cerca di sfuggire a qualsiasi problema che possa turbare la sua olimpica serenità. Ma c’è anche il Pesci masochista ed introverso (qui domina Nettuno, sorretto da Saturno), che ripiega dolorosamente su sé stesso e tende alla sublimazione nella religiosità, nell’arte, nello studio, nella dedizione totale (fino all’annullamento personale, spesso), ad una persona o ad una causa. Questo secondo tipo di Pesci ha, spesso, un sotterraneo rifiuto alla vita e si compiace in modo morboso del Sacrificio, della Sofferenza.

C’è poi il Pesci equilibrato, sensibilissimo alle vicende del prossimo, pronto a correre ed a soccorrere alla minima richiesta di aiuto, ad impietosirsi per le altrui sofferenze, e quindi pronto ad affrontare qualsiasi sacrificio, pur di alleviarle. Il “mi fa pena” è una espressione tipica di molti appartenenti al Segno.. Su questo versante sono più presenti i Pesci Nettuniani.

Infine, una ulteriore categoria di Pesci. E’ quello inferiore, che non esce dallo stato vegetativo del pensiero perché gli manca, dentro, un nucleo abbastanza compatto attorno al quale la sua personalità possa strutturarsi: egli rimane così ancorato alla mentalità “magica”, insegue miraggi ed illusioni, progetti irrealizzabili; irresoluto e nevrotico, quando lo scontro con una realtà del tutto diversa diventa insopportabile, può diventare facile preda di tutti i tipi di droga, a partire dall’alcool. I tipi Pesci sono tra i più vulnerabili alla fuga nei “paradisi artificiali”. A questa ultima categoria appartiene anche chi, invece di fuggire nelle droghe, diventa un parassita, disprezza le regoli sociali e morali dell’ambiente in cui vive, sfrutta il prossimo o si dedica a vere e proprie attività truffaldine.

Vi è poi l’altra faccia della medaglia, il Pesce superiore, nel quale i Valori morali e spirituali prevalgono in senso assoluto ed il fondo religioso o artistico (o ambedue in contemporanea), traspare chiarissimamente. Anche qui Nettuno può prevale; può mancare il senso pratico, per una visione troppo alta della vita: ma il Soggetto vive una esistenza superiore, elevatissima, tutta imperniata su un fondo di tensione intellettuale o morale. A questa categoria appartengono i Grandi Mistici, gli Scienziati e gli Artisti Sommi (Einstein e Michelangelo, tanto per fare due esempi così!).

E’ comunque raro trovare un Pesci tutto allegria o tutta sofferenza, tutto egoismo o tutta dedizione, tutto vizio o tutta virtù. Di solito. le varie personalità convivono e si sovrappongono, si alternano, creando il carattere oscillante ed un po’ imprevedibile di tutti gli appartenenti ai Segni doppi. Spesso molto sensibile e ricettivo, (specie se nettuniano), il Pesci normale sa immedesimarsi subito negli stati d’animo e nei problemi altrui.

Compassionevole e generoso, il più delle volte, si è detto, egli è pronto a sacrificare i suoi personali interessi per aiutare chi ne ha bisogno. Ma sbaglia chi conta troppo sull’appoggio di un Pesci. Plastico ed influenzabile (a meno di forti valori di Terra nel suo Tema), il pescino è infatti in balìa di troppe suggestioni ed emozioni; può quindi capitare che pianti in asso la vecchietta aiutata fino al giorno prima, per rivolgere tutte le sue attenzioni al bambino abbandonato.

L’altruismo pescino non sempre è dettato da autentico slancio umano; spesso il tipo Pesci si sente infatti schiacciato da un oscuro senso di colpa del quale non conosce l’origine ma che lo spinge ad un atteggiamento oblativo (o penitenziale), che riscatti peccati mai commessi. Altre volte, (specie se nel Tema prevalgono valori di fuoco, soprattutto Leone), c’è un notevole esibizionismo ed il piacere di essere, comunque, al centro dell’ammirazione altrui. Questo non esclude affatto, ovvio, che un buon numero di pescini siano profondamente, autenticamente pronti a sacrificarsi per il prossimo con vera generosità.

Per la sua indecisione e per la sua pigrizia, per la paura che spesso prova verso gli impegni della vita pratica il Pesci, si è già accennato, ama circondarsi di persone che lo aiutino ad affrontare le incognite e le durezze del quotidiano. Per tal motivo, pur accettando e spesso amando momenti di solitudine, egli gradisce molto la compagnia. Gentile, delicato, morbido, sa essere ammaliatore come pochi e moltissimi annegano nei suoi profondissimi, languidi occhi. Di solito è ottimo amico, compagno di baldorie e solida spalla su cui piangere.

Se si chiede aiuto, anche materiale, è difficilissimo che un Pesci si tiri indietro. Nei limiti in cui gli è possibile, si renderà utile, moralmente o materialmente. A patto però, (si ripete), che l’impegno non si prolunghi troppo nel tempo. Se non ha forti valori di Terra nel suo Tema, quasi mai un Pesci ha infatti un punto di approdo definitivo; nel migliore dei casi, egli può scomparire per mesi, per poi rifarsi vivo senza dare spiegazioni. Il discorso diventa ancor più complicato quando all’amicizia si sostituisce l’amore, come più avanti vedremo.

E passiamo al lavoro. A meno di vocazioni precoci, la scelta professionale di un Pesci è spesso travagliata. Se non ha forti valori di Terra nel suo Tema, è portato a cambiare spesso opinione, ad avere interessi diversi, a seconda dell’emozione del momento. Non sempre sa dividere le velleità dalle possibilità reali e, inoltre, è per lui sempre un dramma il prendere una decisione definitiva, che precluda poi la via a tutte le altre. Spesso cambia più volte linea di studi o lavoro e, professionalmente, non è raro che si consolidi abbastanza tardi nella vita lavorativa.

Se fatica spesso per decidere quello che vuole, un Pesci sa invece benissimo quello che non vuole. Egli sopporta con molto stress una attività che richiede orari rigidi, operazioni ripetitive, precisione massima. In lotta perenne con l’orologio ed eterno ritardatario (anche qui in antitesi con la precisissima Vergine), poco allenato a concentrare la sua attenzione sui particolari, il pescino si realizza al meglio con lavori che richiedono inventiva, fantasia e contatti umani molteplici.

Lavori anche impegnativi e con richieste oblative non indifferenti. Sacrificarsi per gli altri, si è detto, non lo spaventa. In primis, quindi, le attività mediche o paramediche: Ottimo anche il campo dell’insegnamento, specie se nel Tema c’è un forte Giove. La socievolezza e la gradevolezza dei modi, la sua plasticità caratteriale, rendono spesso il Pesci molto adatto anche ad ogni lavoro in cui è previsto contatto con il pubblico.

Adattissime, si ripete anche tutte quelle attività che richiedono intuito…Non soltanto il mondo dell’Occulto, ma se il Tema è sorretto da pianeti in Segni di Terra e di Aria, anche il campo delle investigazioni, sia come poliziotto che come detective privato. Poiché il dodicesimo Segno è anatomicamente legato ai piedi, molti Pesci si trovano tra chi questa parte del corpo la usa per lavorare. Dai ballerini, ai calciatori, al pedicure, al calzolaio e via di seguito. Provare per credere!

E’ ovvio elencare anche tutte le attività artistiche o che nel mondo dell’arte circolano. Dal pubblicitario, al fotografo, al costumista, allo scenografo, all’Artista vero e proprio, in qualsiasi campo; dalla musica, alla pittura, alla scultura e via dicendo.. Resa ottima anche sul piano dell’artigianato, se altre parti del Tema indicano manualità. Segno della Religiosità e della Carità, si è detto e ridetto; ed ecco molti Pesci che si dedicano alla vita mistica o alle opere caritatevoli legate ad Associazioni, Comunità, ecc. Per agire al meglio, anche in campo lavorativo il Pesci ha bisogno di avere vicino persone più concrete che lo sollevino da tutte le noie del quotidiano, se difettano nel suo Tema pianeti in Segni di Terra.

In amore, uomini e donne hanno spesso comportamenti assai diversi; il Pesci uomo è seduttore nato, affascinante, affascinato dalle situazioni incerte, indefinite. Spesso si infila in rapporti assai complicati, proprio per il gusto dell’intrigo. Non l’intrigo morboso dello Scorpione, ma quello giocoso degli adolescenti che non sanno ancora bene cosa scegliere. Anche in questo settore, come in quello lavorativo, l’uomo Pesci è spesso spaventato dalla scelta, perché questa gli potrebbe precludere molte altre esperienze.

Vita sentimentale, insomma, al limite tra sogno e realtà, con rapporti multipli dai quali si libera quasi sempre con la fuga. Ovviamente, a meno di un fortissimo Saturno nel Tema, fedeltà effimera. Tuttavia, per il periodo in cui sono innamorati, i pescini sanno essere amanti insuperabili, delicati, generosi, sensibili e romanticissimi. Quando si allontanano lasciano una scia di singhiozzi, di cuori frantumati.

Molto sensuale, a meno che non gli abbiano insegnato a vivere il sesso come colpa (allora sono terribili le necessità di espiazione!), il Pesci ha bisogno anche di una forte intesa fisica, oltre che spirituale, per dare il meglio di sé. Capaci, insomma, gli appartenenti al Segno, di far sentire una donna in Paradiso! Per farla poi precipitare nell’inferno quando si dissolvono letteralmente nel nulla. Anche il Pesci più leale di solito nasconde qualche scheletrino nell’armadio, vissuto con noncurante leggerezza o con forti complessi di colpa a seconda dell’insieme del suo Tema.

Nonostante questo un uomo Pesci, se trova una moglie comprensiva ed un po’ sbadata, sa essere un buon marito, generoso e conciliante (tanto più secondo quanto ha da nascondere!). Se il legame coniugale non lo soddisfa, a seconda del suo Tema Natale egli può allontanarsi, magari all’improvviso e senza spiegazioni, come è suo solito, oppure si rassegna ad una masochistica convivenza, spesso mettendo su, nell’ombra, una relazione o varie relazioni parallele. L’uomo Pesci di solito non è maschilista, anzi si adatta benissimo ad essere aiutato e sorretto da una donna! Se le lascia gran parte del peso della casa e spesso della famiglia non è per senso di superiorità, ma per pigrizia e per fuga dalle responsabilità.

La donna Pesci è spesso più passiva, nel rapporto; tende a drammatizzare l’amore, nel quale esprime l’Assoluto Dono di Sé, fino al sacrificio della vita, se necessario. (Claretta Petacci, amate fedelissima di Mussolini e che sceglie di morire per lui, con lui). Ipersensibile e troppo romantica, essa si perde spesso nel sogno, nelle illusioni, non di rado con forti colorature masochiste. Una donna Pesci è capace di inseguire per anni uomini che la sfuggono o la disprezzano. Di vivere di amori illusori, di infilarsi in situazioni senza speranza, anche.

Per quello che lei chiama amore, una pescina può arrivare a tutti gli abissi della degradazione morale e materiale. Per fortuna, questi ultimi sono casi rari e la donna Pesci è, di solito, una ottima compagna, magari incapace di tenere in ordine la casa e di stirare le camice, ma amante tenerissima e fantasiosa. Questo non esclude alcune donne Pesci degne compagne dei loro omonimi maschietti; donne infedeli cioè, con doppia o tripla vita. La loro femminilità ed arrendevolezza le rende infatti “prede” molto ambite. Le donne di pochi Segni sono corteggiate ed adorate come le pescine!.

Maschi o femmine comunque, di solito furbissimi per intuito più che per ragionamento, al momento di scegliere per la vita, così come nell’amicizia o nei rapporti di lavoro, un Pesci opta quasi sempre per un partner che supplisca alle sue carenze, che mandi avanti la baracca sul piano pratico, mentre lui (o lei) dispensa tenerezze e coccole.

Entrambi amano i bambini, sono pronti a sacrificarsi per loro e li seguono con impegno, dedizione, grande affetto. La loro fantasia li rende adorabili ai occhi dei bimbi con i quali sanno spesso condividere giuochi e fughe nel mondo dei sogni: spesso, più difficoltà a seguire i figli adolescenti perché manca il polso, manca la determinazione per arginare le inquietudini giovanili. Di conseguenza, rischi di troppo lassismo, di lasciare i ragazzi in balìa di sé stessi.

Difficile delineare la casa di un Pesci. Proprio per la plasticità del suo carattere, molto dipende dall’ambiente in cui vive e dall’educazione che ha avuto. Di certo, non vivrà in un appartamento sobrio e lineare, di quelli adorati dalle Vergini, ma riempirà tutti gli spazi possibili di ninnoli e cianfrusaglie in ordine sparso. Idem vale per il vestirsi. In ambedue i casi, non mancherà certo la fantasia. Non sempre, invece, un Pesci è campione di buon gusto.

Anche se idealista e sognatore, al Pesci piacciono molto i soldi, non per accumularli e reinvestirli, ma per spenderli allegramente. Di solito ignora quella che si chiama sana amministrazione; il denaro gli scivola dalle mani e, in un raptus, egli può arrivare a comprarsi cose inutili, ma che gli piacciono moltissimo, con i soldi destinati a pagare la luce o l’affitto. Con la stessa disinvoltura può dare tutto quanto possiede a una persona che gli chiede aiuto, non ponendosi il problema di ciò che serve a sé stesso ed alla propria famiglia.

Naturalmente, mai riuscirà a chiedere la restituzione di soldi prestati o rivendicare la giusta retribuzione del proprio lavoro. Quasi sempre si annoia a seguire l’iter di una lite, di un contenzioso, perdendo con noncuranza ciò che gli spetterebbe di diritto. Se si lascia prendere dal gioco può rovinarsi. Per tutti questi motivi il tipo Pesci si appoggia spesso ad una persona, innamorato, o parente, o amico, in grado di tenere stetti i cordoni della borsa. Questo non preclude Pesci saggi amministratori, se vi sono forti valori di Terra nel Tema; ma anche il Pesce più saggio, ogni tanto si fa scappare la mano.

Temperamento linfatico, sul piano salute il Pesci ha tono vitale basso; ma se non abusa del proprio fisico, soprattutto con alcool, fumo o peggio ancora droghe, egli può vivere bene ed anche a lungo. Il suo punto più delicato, i piedi; ma è a rischio anche l’apparato respiratorio. Molto goloso, come già detto tende ad ingrassare (specie se gioviale), e ad accumulare liquidi nei tessuti. Come il suo dirimpettaio Vergine, somatizza facilmente; per lui la malattia può diventare via di fuga, rifugio dalle difficoltà, nel momento in cui esse gli diventano insostenibili.

Ortus conclusus, o il Chiostro della Complazione

Febbraio 24, 2020 on 6:19 am | In Affinita' d'anima, Amici, Astri, Astrologia, Astrologia Esoterica, Corpo-Spirito, Donne, Emozioni, Evoluzione, Oroscopo, Per sorridere, Pratica Astrologica
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di Leola Barra

Ortus conclusus, o il Chiostro della Complazione, fondamento ionico intorno al quale si sono sviluppati i più grandi monasteri del Medioevo! Ha quattro lati, sempre:il lato est rappresenta il disprezzo di sé ;quello sud, il disprezzo del mondo; quello ovest, l’amore per il prossimo; quello nord, l’amore di Dio… Non è, esattamente, quello che rappresenta , a livello simbolico, il cerchio della Carta Natale? I quattro lati, non sono, esattamente, le Case angolari, che descrivono la I, il sé ;la IV, il mondo poche ci circonda abitualmente, la famiglia; la VII, il prossimo; la X, la Contemplazione e la Consapevolezza della maturità, come casa di Saturno? Ed il rosone presente in ogni chiesa romanica, non è il Simbolo del Cerchio dell’Esistenza(non lo sottolineo io, ma Argan, nel suo testo di Storia dell’arte)? Ricordiamo, in ultimo, che i fondamenti dell’educazione del tempo, che era tutta ecclesiastica, si bastavano sulle Arti del Trivio, vale a dire le discipline che oggi chiamiamo umanistiche, cioè grammatica, dialettica e retorica; e quelle del Quadrivio, scientifiche, cioè aritmetica, geometria, musica ed astronomia/astrologia! Insomma, questa breve riflessione per sottolineare quanto l’astrologia sia un aspetto da sempre fondamentale della Cultura umana, non solo laica, ma anche ecclesiastica ; e che anche la spiritualità monastica prevedeva la riflessione, in chiave di percorso consapevole, dei simboli astrologici come guida all’esistenza! Ed ora, si vorrebbero cancellare millenni di cultura di questa scienza, che è soprattutto una disciplina di vita: non si possono accostare cialtroneria ed interesse economico, presenti ovunque, solo all’Astrologia!

Non m’interessa quanto sei spirituale

Febbraio 17, 2020 on 6:30 am | In Affinita' d'anima, Astri, Corpo-Spirito, Emozioni, Evoluzione, Olistico, Spirito-Corpo, Voglia di cambiare
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di Taylor Rose Godfrey

“Non m’interessa quanto sei spirituale, o per quanto tempo riesci a resistere in una Capanna del Sudore, o quanti viaggi sciamanici hai fatto con il peyote uscendo fuori di testa o quanto bene riesci a tenere la Posizione del Corvo .
Davvero.
Non mi interessa.
E non mi importa quali Pianeti cadono in quali Case nella tua carta natale o quanti cristalli possiedi o quanto è vegana la tua dieta.
Voglio sapere quanta umanità possiedi.
Sai sederti, nonostante il disagio, accanto a chi sta morendo?
Sai stare con il tuo dolore o il mio, senza cercare di dare consigli o trovare una soluzione immediata o di trattenerlo?
Voglio sapere se hai il coraggio di mostrarti e di farti vedere per chi sei veramente, al di là di quanto tu possa essere illuminato, allineato con i tuoi chakra o completo.
Riesci a mantenere uno spazio amorevole per la persona che ami mentre curi le tue stesse ferite, senza sforzarti?
Non ha nessun potere di seduzione su di me il numero dei training online che hai collezionato o se vivi nel deserto o in una capanna di tronchi o se conosci alla perfezione l’arte del Tantra.
Ciò che mi emoziona sono le mani che agiscono e piantano radici.
Mi emoziona il fatto che tu riesca a fare quella telefonata, a salire su quell’aereo, ad amare i tuoi figli e a dare da mangiare alla tua famiglia, nonostante tutta la stanchezza.
Non mi interessa quanto tu sappia ascendere alla Quinta Dimensione, viaggiare in astrale o fare sesso fuori dal corpo. Voglio vedere con quanta bellezza ti integri nella realtà ordinaria con la tua magia unica, quanta gratitudine e bellezza riesci a trovare in ciò che ti circonda e quanto sai essere presente nelle tue relazioni.
Voglio sapere che sai esserci e prenderti cura sia delle cose difficili che di quelle sante su questa Terra meravigliosamente disordinata.
Voglio vedere che sai essere sincero, radicato e compassionevole e allo stesso tempo fiero del tuo potere, della tua passione e del tuo magnetismo.
Voglio sapere se anche durante i tuoi successi, sai fare un passo indietro ed essere abbastanza umile da tornare studente.
Ciò che è bello, sexy e autentico per me è la tua capacità di gioire e celebrare i successi degli altri, al di là della tua grandezza.
Ciò che è veramente seducente è quanta capacità di dare possiedi dopo esser diventato pieno di te.
Ciò che è veramente prezioso è quanto tu ti stia impegnando per diventare un essere umano migliore in un mondo che sta in bilico sul materialismo spirituale e usa la scusa della “libertà” per evitare ogni responsabilità.
Alla fine di tutto, non mi interessa quanto sei coraggioso, quanto sei produttivo, quanto famoso o quanto illuminato.
Alla fine, voglio sapere che sei stato gentile, che sei stato autentico.
Voglio sapere che di tanto in tanto puoi scendere dal tuo piedistallo per baciare la terra e lasciare che i tuoi capelli si sporchino e che i tuoi piedi sguazzino nel fango per unirti alla danza di tutti noi.”

Aquario – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

Febbraio 9, 2020 on 7:46 pm | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

Prima di iniziare l’esame del penultimo Segno zodiacale, un chiarimento sul nome che, di solito, ingenera confusione; molto spesso infatti, si dice e si scrive aquario, e si pensa ad un Segno d’acqua mentre invece, come vedremo subito, il suo elemento è l’Aria; forse per tal motivo o forse soltanto per semplice tradizione, il nome esatto del Segno zodiacale è aquario, dalla sua radice latina (Aquarius). Stabilito questo, andiamo oltre.
Undicesimo e penultimo Segno dello Zodiaco, si diceva; di Aria, Fisso, aquario va dal 21 gennaio al 19 febbraio, con due giorni di fluttuazione all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni. Quelli di Aria (Gemelli, Bilancia, Aquario), sono Segni di Astrazione, di Pensiero, di Idee e, per questo motivo, distaccati da passioni, emozioni, vibrazioni del sentimento; idealisti e sognatori quindi, portati ad immaginare più che a realizzare, abbastanza in difficoltà a gestire sia il lato emotivo che quello pratico della vita.
Questo non significa certo che tutti gli appartenenti ai tre Segni siano insensibili e con la testa tra le nuvole, perché in ogni Tema natale, oltre al Segno in cui si trova il Sole, sono tanti i fattori che compongono la personalità nella sua interezza; è comunque indubbio che chi ha il proprio Quadro astrale fortemente influenzato da Segni di Aria non si lascia coinvolgere emotivamente con facilità, né gli riesce agevole affrontare la parte materiale dell’esistenza.
Sempre a proposito di Segni di Aria, mentre Gemelli è l’aria frizzante della primavera e Bilancia quella languida dell’autunno, l’Aria acquariana è quella rarefatta dell’alta montagna, calda con il sole ma con possibilità di diventare gelida appena il sole scompare.. Si vedrà poi il perché di questo simbolismo.
I Segni Fissi (Toro, Leone, Aquario) simboleggiano, in positivo, affidabilità, fermezza di idee, capacità a mantenere gli impegni presi ed a condurre a termine le attività iniziate; concentrazione anche, e tendenza a guardare lontano, ad impegnarsi per costruire qualcosa di solido per il futuro. Al negativo, il Segno Fisso porta ostinazione, rigidità di idee, incapacità di adeguarsi al nuovo ed al diverso, con conseguente conservatorismo ad oltranza.
Il Cerchio dello Zodiaco, nella versione Placido (attualmente la più usata), è diviso in dodici Segni. Sei nella parte inferiore e sei in quella superiore. La demarcazione tra il primo ed il secondo gruppo è delimitata dalla Linea Ascendente che divide a metà esatta il cerchio, partendo da 0° Ariete sino a 0° Bilancia, in senso antiorario.
Linea che non è un semplice tratto di penna ma una frontiera ben precisa tra due mondi; all’inizio del Segno Ariete avviene infatti il Solstizio di Primavera… Il 21 marzo, ore del giorno e della notte si equiparano ed inizia la fase ascendente del Sole; ogni giorno un pizzico di luce e di calore in più, sino al Solstizio di Estate che vede il giorno più lungo e la notte più corta dell’anno. In Natura è l’apoteosi del mondo fisico; odori, sapori e colori sono nella loro massima espressione.

Continua a leggere Aquario – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali…

Capricorno – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

Gennaio 17, 2020 on 5:37 pm | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

Capricorno è il decimo Segno dello Zodiaco; doppio, di Terra, Cardinale, esso va dal 21 dicembre al 21 gennaio, con i soliti due giorni di fluttuazione all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni: Segni Cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno), sono quelli che aprono le stagioni ed ospitano i due Solstizi ed i due Equinozi dell’anno. Chi nasce sotto un Segno Cardinale tende a FARE, ad iniziare nuove imprese, ad intraprendere nuove strade, in modo attivo, (attraverso l’agire, (Ariete e Capricorno), o in modo passivo, attraverso l’ideazione, il fantasticare (Cancro e Bilancia).

I Segni doppi danno personalità complesse, quasi due individui che si sovrappongono e si contrastano: i Segni di Terra danno tenacia, senso pratico, e razionalità: altra loro caratteristica è la “fissità” e gli individui fortemente segnati dagli stessi, sono di solito conservatori, assai poco malleabili nelle loro convinzioni ed abbastanza materialisti. I nato sotto il Segno Capricorno, oltre ad avere due personalità sovrapposte (che fra poco esploreremo), sono considerati “doppi”anche in quanto, tendono periodicamente a cambiar pelle, a vedere le cose con occhi diversi ed a comportarsi in diverso modo da prima; succede un po’ a tutti, con il passar degli anni e l’accumularsi dell’esperienza, ma i Capricorno possono arrivare a svolte di pensiero e di vita di 360 gradi.

Si è detto, nella descrizione dei Segni precedenti, come quelli di primavera-estate simboleggino la priorità della Carne sul Pensiero, sulla Spiritualità; il Sole, infatti, con la sua luce ed il suo calore, risveglia al massimo impulsi, desideri, istinti… Tanto più la sua luce ed il suo calore diminuiscono, altrettanto la carnalità viene rattrappita (parecchi animali vanno addirittura in letargo, le piante si disseccano), permettendo così al mondo interiore (razionale e spirituale), di esprimersi senza mediazioni e vincoli.

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