C’è gente

giugno 19, 2019 on 3:46 pm | In Aforismi, Amici, Evoluzione, Pensieri
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di Gigi Picetti

C’è gente che non è mai giunta ai concetti, perché è rimasta ferma ai preconcetti, come non è mai giunta al giudizio, restando nel pregiudizio.

L’Ascendente

giugno 5, 2019 on 11:22 am | In Astri, Astrologia, Astropsicologia, Consulto, Emozioni, Evoluzione, Miei Articoli, Pratica Astrologica
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L’ASCENDENTE

Spesso si chiede che ascendente hai? Ma forse non si ha ben chiari il suo significato e a cosa serve sapere di che ascendente si è. Bisognerà comunque prima fare un piccolo chiarimento, il tema natale è qualcosa di molto particolareggiato che riguarda solo quella persona e viene stilato con dati precisi di nascita. Si dice che si è di un determinato segno perché il giorno in cui si nasce è il Sole che, per noi sulla terra è considerato un pianeta, transita in quella costellazione e con l’ora di nascita e la città di nascita si può calcolare l’Ascendente. Tutti i pianeti dello Zodiaco sono forze psichiche e l’astrologo con le sue conoscenze interpreta e traduce il loro simbolismo, perché un simbolo è un collegamento tra il nostro razionale e quello che abbiamo di più inconscio, e è antico come l’uomo. E’ per tutti chiaro che se un ragazzo regala un anello alla sua ragazza, le sta regalando un simbolo della loro storia d’amore, e basta solo quel gesto per significare interesse, promessa, affetto, magari fedeltà, protezione, volontà d’impegno e tante altre cose che significano quel dono senza che si debba dare delle spiegazioni. Al momento preciso della nascita di un bambino la prima forza psichica che incontra è il suo Ascendente che può dare anche dei riferimenti su come è andata la sua nascita, se ci sono stati problemi per lui durante il parto e la sensazione che ha percepito quando il mondo si è presentato ai suoi occhi o come si è presentato lui stesso al mondo.

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Gemelli – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

maggio 30, 2019 on 6:19 am | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabrella Leopizzi

Gemelli è il terzo Segno dello Zodiaco; di Aria, Mobile, Doppio, esso va al 20 maggio al 20 giugno, con uno o due giorni di fluttuazione all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni: I Segni di Aria sono come folletti che ti sembra di avere sottomano, dispostissimi ad essere afferrati; invece, appena tenti di stringere il pugno, guizzano via con uno sberleffo: se poi il Segno, oltre che di Aria è anche mobile e Doppio (così come appunto il Gemelli), il tentativo di immobilizzarlo per più di un attimo è disperato. Le caratteristiche prime dei Segni di Aria (Gemelli – Bilancia – Acquario), sono, infatti, l’evanescenza, e la volatilità, la influenzabilità; questo in quanto, come l’Elemento al quale appartengono assume di volta in volta la forma del contenitore, altrettanto gli appartenenti ai Segni di Aria (e di Acqua), assorbono le idee degli ambienti e delle persone che via via frequentano. L’influenzabilità diminuisce o sparisce se nel Tema personale vi sono pianeti forti in Segni di Terra.

In chi è nato sotto i Segni di Aria il mentale sovrasta l’emozionale, l’istintivo. Ideare, progettare, inventare, sono le caratteristiche principali di questi Soggetti, mentre scarsa è l’attenzione al lato pratico della vita, a meno che, ancora, nel Tema personale, non vi sia peso forte dell’Elemento Terra a fare da freno ai voli di fantasia, al perdersi nell’astratto. Difettano, anche il coinvolgimento emotivo e la tenacia, ma anche questo lato caratteriale può essere molto attenuato se, nel Tema natale, vi è presenza significativa di pianeti in Segni di Fuoco, Acqua o Terra o di un Saturno molto forte.

Senza tali modificazioni, un nativo in Segno di Aria rischia di essere un arido ed un incostante; di fare, della sua vita, un continuo rincorrersi di mete…Infatti quasi sempre, quando ne raggiunge una, anche se ci teneva moltissimo e molto ha lottato per averla, un Segno di Aria perde spesso l’interesse e passa a lottare per qualcosa di nuovo; questo perché lo annoia la routine necessaria per gestire il lato materiale di qualsiasi impresa. In molti casi, in tale giuoco alla ricerca di sempre nuovi orizzonti, entrano anche i sentimenti, come vedremo poi in dettaglio.

Segno primaverile, Gemelli… Tutti i Segni di Primavera-Estate sono carnali, istintivi e passionali, portati a vivere al massimo la fisicità, le emozioni e le passioni; questo proprio perché la luce ed il calore del Sole vanno in crescendo e la Natura esplode in tutta la sua vitalità. Gemelli fa eccezione. Come Segno di Aria esso porta, si è appena detto, al distacco dal fisico a favore della Razionalità, delle Idee, dell’Astrazione. Mi sono chiesta il perché di tale anomalia, quando il sole di fine maggio comincia a bruciare ed i colori, i sapori, gli odori della Natura sono al massimo.

La spiegazione può essere (forse), che in primavera l’aria calda si alterna a quella frizzante; il sole, alle nuvole ed alla pioggia… Ed all’esplosione vitale di Ariete-Toro si affiancano le ultime sferzate di un inverno che non vorrebbe morire. Forse… Sia come sia, nella evoluzione della Vita, il Segno Gemelli simboleggia, in primis, il prodotto dell’unione tra il Maschio Ariete e la Femmina Toro. Il Figlio cioè. In quanto Segno di Aria, che si espande ovunque, il Segno Gemelli può poi rappresentare l’allargamento delle relazioni sociali. Non più maschio e femmina che si accoppiano per generare e vivono assieme per crescere la prole, ma l’inizio dell’agglomerato umano… Il primo gruppo di capanne, il primo abbozzo di villaggio, i primi contatti con agglomerati vicini, con scambio di informazioni e merci… I primi tentativi di comunicazione, dai disegni rupestri alla lenta elaborazione di un linguaggio prima e di un alfabeto poi… Dopo la spinta riproduttiva di Ariete ed il ventre fecondato del Toro (ambedue Materia), con il Segno Gemelli si accende il Pensiero. Con il terzo Segno zodiacale inizia insomma la differenziazione tra Energia della Materia ed Energia della Mente.

Sul piano individuale, il Segno Gemelli indica la fase dell’adolescenza. Le prime curiosità, i primi tentativi di contatto con il mondo esterno… Le prime ricognizioni del territorio fatte non più sotto l’ala protettiva della famiglia ma assieme ai coetanei… Gemelli simboleggia anche il periodo dello studio, il mondo delle comunicazioni, i viaggi, le persone di altre città e Paesi… Sul piano familiare, simboleggia i parenti più prossimi (zii, cugini,) e, in generale, le persone giovanissime, dall’adolescenza ai 25 anni circa…

L’ideogramma del Segno è costituito da due aste verticali, parallele, racchiuse tra due linee orizzontali (). Il nome proviene dal latino “geminus” (gemelli, appunto). Il Mito legato al Segno è quello di Castore e Polluce, i famosi Dioscuri le cui statue si possono ancora ammirare nella Piazza del Quirinale, a Roma. Figli di Leda, moglie di Tindaro; stessa madre ma padri diversi e, per tal motivo, destini diversissimi. Castore, figlio di Tindaro, è infatti mortale; Polluce, figlio di Giove che ha sedotto Leda trasformandosi in Cigno, è invece immortale.

I due fratelli crescono molto uniti finché, giovanetti, non entrano in conflitto con due rivali in amore… Conflitto che sfocia in un duello nel quale Castore viene ucciso. Disperato, Polluce implora il Padre Giove di essere riunito al fratello; ma poiché è impossibile far risorgere un morto, Giove permette che i due ragazzi siano egualmente uniti facendo soggiornare sei mesi Castore nell’Olimpo e sei mesi Polluce negli Inferi, regno dei morti. Vita e Morte… Ombra e Luce… Così per l’eternità. Si diceva anche, prima, che sotto il Segno Gemelli inizia lo stacco tra Materia e Pensiero; stacco indicato dalle due aste parallele, separate ma, nell’ideogramma, impossibilitate a dividersi; Materia Castore (umano), e Spirito Polluce (divino). La separazione totale avverrà sotto il Segno Bilancia.

Pianeta dominante è Mercurio, nella sua versione di Messaggero degli Dei; giovanetto un po’ ambiguo ed abbastanza inaffidabile, intelligente e furbissimo, bugiardo e ladruncolo; agilissimo e velocissimo, egli è pronto a cambiare faccia e versione dei fatti, a seconda delle situazioni e di chi si trova di fronte. In Astronomia il piccolo pianeta con lo stesso nome è visibile soltanto all’aurora ed al tramonto e ripresenta quindi la dualità Luce – Ombra, caratteristica prima del Segno Gemelli.

Sul piano fisico, la configurazione del Gemellino è, quasi sempre, quella adolescenziale; slanciato, a volte con gambe e braccia troppo lunghe rispetto al corpo… Un Gemelli di corporatura tarchiata o rotonda (e ve ne sono molti!), ha nel proprio Tema forte peso dei Segni Toro Cancro, oppure di Giove, o della Luna. Quasi sempre un Gemelli (a meno che non sia un saturnino) conserva vivacità ed aspetto giovanile fino a tarda età. Brillante, oltre che vivacissimo, in perenne movimento, il Gemelli ha modo di parlare e di ridere che ricorda il tintinnio di mille campanellini d’argento. Se è di buonumore, è l’anima della compagnia, l’elemento vivacizzante dell’ambiente. Spiccatissimi il senso dell’ironia e la capacità di vedere il lato comico anche nella più seria delle situazioni. Un Gemelli serioso (ve ne sono altrettanti), è segnato da molti pianeti in Segno di Terra (specie Vergine e Capricorno), o dal pianeta Saturno; in questa ultima categoria, il senso dell’ironia gemellina, si tramuta spesso in freddo e taglientissimo sarcasmo.

Il Gemelli non è molto legato alla casa, né agli affetti familiari (a meno di interferenze taurine o cancerine); il suo più grande bisogno è di proiettarsi all’esterno, di fare esperienza, di viaggiare, di conoscere gente sempre nuova e diversa. La curiosità, l’esigenza di continue nuove esperienze, di tutto vedere e tutto conoscere, rendono quasi sempre la vita del Gemelli un po’ caotica; ma di questo parleremo ancora, più avanti.

Sempre come l’adolescente, il Gemelli è legato in modo viscerale all’istinto ludico; “giuocare” gli è indispensabile come respirare, mangiare, dormire; giuochi di simulazione, di destrezza, di intelligenza. Nel giuoco egli esterna le proprie esigenze interiori, i sogni, le aspirazioni, le necessità che non può soddisfare in altro modo. Il Gemelli ha un po’ fama di bugiardo ed effettivamente non tutti gli appartenenti al Segno sono specchi di sincerità! A volte però, il Gemelli non mente; segue soltanto il filo di un giuoco, di una favola che racconta, per primo, a sé stesso. Non di rado, e si vedrà ancora, in seguito, il Gemelli adulto fa del giuoco una professione, così da assicurarsi per tutta la vita uno spicchio di adolescenza…

Segno doppio, personalità doppia. Due teste pensanti in modo opposto in un unico corpo: prima del dialogo con il mondo esterno, il Gemelli deve affrontare il dialogo con sé stesso, con le sue due anime, una delle quali è sempre spettatrice critica di quello che fa l’altra… Una parte di sé troverà sempre da ridire su quello che fa la parte opposta. Per l’intera vita insomma, un Gemelli è attore-spettatore di sé stesso. Mai libero di agire in piena indipendenza, in completa soddisfazione. Di fronte alla necessità di una scelta tra l’agire in modo istintuale (uccidendo il razionale), o soffocare il passionale (rifugiandosi nel superiore distacco), ogni gemellino viene preso dal panico, rivive l’angoscia di Polluce che vede morire il fratello. Panico che lo paralizza. Chiedere ad un Gemelli di fare una scelta ben precisa, caso mai anche in breve tempo, significa infliggergli il più drammatico dei supplizi.

Essere DUE significa anche avere il doppio di interessi e di curiosità; ape indaffaratissima, il Gemelli vola di fiore in fiore, sostando su ciascuno un attimo soltanto: questo modo di agire ha procurato ai gemellini la fama di superficiali ed incostanti. Molti Gemelli sono davvero così; ma ve ne sono altri che, con l’acuto senso della realtà che li contraddistingue, le cose le vedono benissimo, fino in fondo. Poiché, però, come già detto, in loro spesso assai spiccato è anche il senso dell’ironia, a volte i gemellini si astengono dai gesti alla Donchisciotte tanto cari ad Ariete e Leone, o da quelli di fustigatore dei costumi così congeniali a Vergine e Capricorno. Il Gemelli può dire quelle cose che non gli stanno bene, si ripete, anche usando il sarcasmo… Alberto Sordi, con la sua impietosa descrizione dei vizi degli italiani contrabbandata per commedia, è un gemellino DOC.

Tornando alla dialettica tra le due anime Gemelli, invece del conflitto perenne può accadere che uno dei due lati prenda il sopravvento sull’altro, a seconda della struttura di ciascun Oroscopo personale… Se in esso, come accennato all’inizio, vi sono parecchi pianeti in Segni di Acqua o di Fuoco, oppure un forte Giove, la forma mentis gemellina, tendenzialmente fredda e cerebrale, si umanizza; prevale Castore che fa perdere buona parte del distacco emotivo. Avremo allora una personalità più calda, generosa e partecipativa del Gemelli – tipo. Ma allentando la vigilanza, vi può essere anche un eccedere di piaceri terreni, fino al vizio.

Se il Tema Natale presenta invece troppi pianeti in Segni di Terra-Aria (fa eccezione il Toro), o un Saturno eccessivamente potente, nella personalità prevale Polluce, perso nel mondo delle idee, freddo, cerebrale, portato a considerare degradante o volgare ogni cedimento dello Spirito, ogni richiamo a cose terrene… Inutile cercare in questo tipo di Gemelli comprensione, partecipazione, aiuto. Esso vive in una torre impermeabile a qualsiasi emozione, pronto a fustigare e combattere qualsiasi tentazione. In questa seconda categoria, oltre agli insensibili, si possono trovare gli anoressici, i frigidi, gli intellettuali completamente staccati dalla realtà.

Vi è poi un terzo tipo di Gemelli, anch’esso abbastanza anomalo; è il Gemelli nato negli anni in cui Saturno, pianeta della Razionalità, del Rigore, si trovava a passare nel Segno; 1913-15, 1942-44, 1972-74, 2001-2003… Anche questa categoria di gemellini, pur non raggiungendo gli eccessi del tipo Polluce, è molto interiorizzata, riflessiva, a volte più inibita del Gemelli normale. Una quarta categoria è quella del Gemelli con peso troppo forte del pianeta Nettuno o del Segno Pesci nel proprio quadro… In tal caso, la vivacità può stemperarsi in languidezza, la curiosità può spingere all’esplorazione di mondi inconsueti che possono andare, a seconda della struttura generale del Quadro personale, dal misticismo più estremo, allo sfaldarsi della personalità tra alcool o droghe… Sono i Gemelli più difficili da comprendere e da gestire; spesso persi in mondi tutti loro, qualche volta con venature di Arte che affonda però le radici nella nevrosi, se non nella follia…

Infine, vi è il Gemelli con un peso eccessivo del pianeta Plutone nel Tema… Se ben sostenuto da una personalità solida, il Gemelli-Plutoniano può diventare un leader potentissimo, una personalità pubblica di tutto rispetto (specie nella politica e nel mondo dello Spettacolo). Se i freni inibitori sono deboli, si avranno personalità che fanno della menzogna e del raggiro il perno della loro vita. Da questa elencazione, stringatissima per forza di cose, si può comprendere come, pur con una base di partenza identica, quante variazioni sul Tema, quante sfaccettature completamente diverse possono avere gli appartenenti al medesimo Segno; e come è sbagliato generalizzare nella descrizione caratteriale dello stesso.

Il Gemelli medio, la maggioranza degli appartenenti al Segno cioè, vive il suo dualismo facendo prevalere (come prima accennato), ora Castore criticato da Polluce, ora Polluce criticato da Castore… Mille cose comincerà e mille lascerà a mezzo o farà frettolosamente; perché c’è altro da fare, altro da conoscere… Sarà quindi, spesso, l’intellettuale che sa di tutto un po’ ma su niente è veramente ferrato… O il viaggiatore che visita sei città in tre giorni convinto di aver tutto visto e tutto compreso… Saprà 25 parole in otto lingue, convinto di essere un poliglotta, e leggerà i riassunti di romanzi celebri sentendosi un esperto in letteratura…

Leggere, scrivere, imparare le lingue, viaggiare, intrecciare rapporti con il prossimo, rimangono comunque passioni invincibili di quasi tutti i gemellini: esibizionista per eccellenza, alla perenne ricerca di riconoscimenti e gratificazioni, il Gemelli gioca tutte le sue carte migliori per essere accettato ed osannato dal prossimo. Le armi per sedurre le possiede al massimo e diventa spesso il protagonista delle feste, l’animatore delle allegre brigate. Non per niente a questo Segno sono associati anche i bardi, i giocolieri, i cantastorie, i cavalieri erranti… Non è però oro tutto quello che riluce. Apparentemente disponibilissimo ed amico di tutti il Gemelli (a meno che non sia del tipo Castore), dribblerà abilmente le frequentazioni che, secondo il suo metro, “non sono all’altezza”…

Possono essere discriminazioni intellettuali, ma spesso sono anche sociali… Al contrario di Acquario, amico incondizionato sia di un barbone che di un Re, se sente che ne vale la pena, moltissimi Gemelli sceglieranno senza esitazione il Re e faranno di tutto per arrivargli il più vicino possibile; sicuramente infatti, Gemelli è il Segno più snob dello Zodiaco, quello che più misura il valore delle persone con il metro sociale invece che morale o intellettuale. La snobismo gemellino può arrivare al punto che, persone appartenenti al Segno e socialmente molto in alto, si mettano a frequentare persone di categoria sociale molto inferiore, tanto per andare controcorrente…

Sempre sul piano delle relazioni sociali, il Gemelli tipo raramente va al di là delle public relations, dello scherzo, della risata, della battuta ad effetto. La sofferenza, le difficoltà, lo spaventano e lo annoiano ed è quindi sconsigliata qualsiasi richiesta di aiuto morale, a meno che non si tratti di un Gemelli Castore. Materialmente invece, un Gemelli aiuta, se può; ma non bisogna troppo contare sull’assiduità di tale aiuto; è abbastanza probabile che, dopo aver dato una mano, egli vi abbandoni di colpo per soccorrere qualche altro bisognoso il quale, con il profumo della novità, lo stimola di più. Avevamo poi detto del Mercurio inaffidabile. Non mancano quindi i Gemelli dall’onestà non proprio limpida; tipi che usano tutte le loro qualità di seduzione e di prontezza di riflessi, di intelligenza e furbizia, per raggirare il prossimo. Presente anche, in molti Gemelli, un pizzico di egoistico opportunismo che fa loro mettere, al disopra di tutto, i propri interessi personali.

Sul piano lavorativo, obbligare un Gemelli ad attività sedentarie, monotone o solitarie significa condannarlo ai lavori forzati! Irrequieto e curiosissimo, come si è visto, portato a vivere in compagnia, il gemellino è infatti adattissimo a tutte quelle attività che richiedono movimento, cambiamenti e rapporti con il prossimo: dal tassista, al ferroviere, al camionista; dal giornalista all’interprete, all’addetto alle pubbliche relazioni, al portiere d’albergo e via dicendo. Qualsiasi attività richieda, insomma, chiacchiera e diplomazia, prontezza di riflessi, cambiamenti repentini, capacità di improvvisazione, è dunque adatta agli appartenenti a questo segno versatile e dalle mille facce.

Poiché racchiude un po’ tutte queste caratteristiche, è il mondo dello spettacolo a fare il pieno del tipo Gemelli; prima e dopo Fred Astaire e Marilyn Monroe, attori, cantanti, ballerini, registi e tecnici gemellini se ne trovano a fasci in teatro, cinema, televisione. Nel mondo dello spettacolo, oltre alla soddisfazione di tutte le sue esigenze, un Gemelli trova libero sfogo alla più pressante di tutte; il narcisismo, Come già anticipato vi sono, infine, tipi Gemelli, (e non pochi!), che valendosi della loro capacità di incantare, di sedurre, vivono di attività truffaldine. Molto portato per le lingue, (che impara facilissimamente), ed amante dei viaggi, non è raro trovare Gemelli anche in tutte le attività che richiedono contatti con l’estero….

Anche in amore il Gemelli si comporta in vari modi, a seconda del gruppo di appartenenza… Il Polluce ed il saturnino possono essere dei misogini che disprezzano quei sentimenti che non sono in grado di provare; ma tra loro si possono trovare anche persone (le più evolute), che fondano i loro legami sulle affinità elettive, sull’intesa intellettuale, scartando i coinvolgimenti fisici ed emotivi, considerati “plebei”. Ambedue le categorie sono di solito fedeli agli impegni presi, responsabili, anche se un po’ troppo austeri. Il tipo Castore ed il Gioviale sono più passionali, teneri e partecipativi. Il misto è, di solito, un fautore dell’amor cortese: comunque e sempre con ampi sconfinamenti nel cerebrale; con la sotterranea paura di impegnarsi (e di legarsi) troppo, il gemellino vive di solito i coinvolgimenti affettivi (sia familiari che di amicizia e di amore) in punta di fioretto. Fa eccezione soltanto il tipo Castore che, comunque, anche lui, una piccola via di fuga se la lascia sempre aperta!

Uomo o donna che sia, a qualsiasi categoria appartenga, un Gemelli si tiene legato soprattutto con l’intelligenza, con l’ironia, con la capacità di “giuocare” di stupire, di mantenere sveglia la sua curiosità. Se non è un Castore, si ripete, non aspettatevi da un gemellino roventi passioni; il Gemelli tipo è piuttosto tiepido e sbrigativo nelle sue effusioni sentimentali e nelle sue prestazioni sessuali. Se poi il legame scade nella routine, il Gemelli non si fa tanti scrupoli a cercarne un altro che torni a stimolarlo… Non sono quindi rare le relazioni multiple, le vite sentimentali doppie o triple… Per di più, se gli farete scenate di gelosia, egli vi guarderà perplesso in quanto sa di aver soltanto “giuocato”!

Spesso il cameratismo e l’amicizia si fondono talmente con l’amore, che un Gemelli non riesce più a distinguere gli uni dall’altro.. Questo discorso non vale per i Gemelli Castore, e per i Polluce – saturnini più umanizzati, che sanno essere leali e fedeli. Per tal motivo, iniziate sempre la relazione con un Gemelli senza aspettarvi una vita di coppia chiusa, una intimità a due! Lui o lei possono trascinarvi in mezzo agli amici sia perché il gemellino – tipo tiene moltissimo al suo clan, sia perché non si sente affatto a suo agio in un contatto diretto, senza intermediari e tende a diluire nel gruppo il pathos amoroso… Spesso un gemellino è più fedele al suo Gruppo che al partner d’amore; il Gruppo gli dà, infatti, il senso della solidità e della protezione ma, anche, quello della varietà. In più, non lo obbliga a faticosi faccia a faccia. Per tal motivo mai mettere un Gemelli di fronte all’aut aut “o io o i tuoi amici”! Potete rischiare un brusco licenziamento!

Come genitore, il Gemelli si comporterà a seconda del suo gruppo di appartenenza. Attento, protettivo e partecipativo se Castore o gioviale… Severo e distaccato se Polluce e saturnino… In generale, sarà genitore divertente, compagno di giuoco ideale per i propri figli, spesso anche maestro attento e paziente durante il periodo degli studi. Più facile il contatto con i figli adolescenti, con i quali si può imbastire un colloquio sul piano intellettuale… Se non è molto Castore infatti, un Gemelli ama poco i bambini. Gli mancano la fantasia e la tenerezza per comprenderli e seguirli, lo spirito di sacrificio per star dietro ai loro molti bisogni…Un genitore Gemelli tipo quindi, quando può scarica volentieri i figli piccoli a nonni e baby sitter. E quando i figli saranno cresciuti abbastanza da imbastirci un colloquio, egli tenderà a fare l’amico, più che il genitore tradizionale…

Già si è detto che un Gemelli (a meno che non sia Castore), non ama la vita familiare, né la casa; egli userà quindi la propria dimora un po’ come dormitorio, un po’ come luogo di ritrovo degli amici o di chiunque ne abbia bisogno… La sua sarà quindi una casa arredata in modo abbastanza informale; se culturalmente preparato, la casa di un gemellino può essere di una raffinatezza impensabile, ma sempre con mobili moderni, lineari, “essenziali”. Solo il tipo Castore sceglierà arredamenti tradizionali o, addirittura, antichi…

E’ facile trovare in casa di un gemellino molti oggetti esotici, ricordi di viaggi infiniti. Alcuni Gemelli rifiutano proprio l’idea di casa e preferiscono fare i girovaghi, ospiti di amici o parenti; o clienti di alberghi, pensioni, camere mobiliate… A questa ultima categoria appartengono quelli che, per qualsiasi motivo, non hanno potuto metter su famiglia e, come quasi tutti gli appartenenti al Segno, non sopportano la solitudine. Salvo eccezioni, la casa di un gemellino deve essere rigorosamente in città, possibilmente in pieno centro, in mezzo a luci, musica, “struscio” pomeridiano e vita notturna… Le bellezze della Natura, i silenzi rotti solo dal vento e dal cinguettio degli uccelli, non solo lo lasciano del tutto indifferente (a meno che non sia del tipo Castore), ma lo fanno cadere in depressione…

Se non ha forti valori di Terra nel suo tema, è difficile che un Gemelli si preoccupi del domani… Per lui la vita è un eterno presente e, per tal motivo, abbastanza disinteresse per il denaro in generale, per il risparmio in particolare… Il discorso non vale, come sempre, per il Gemelli Castore, specie se ha nel suo tema forte peso del Toro. Gli appartenenti al Segno sono comunque, in genere, talmente pieni di risorse e di inventiva (oppure capaci di sopravvivere alle spalle altrui), che è difficile trovare un Gemelli privo del necessario per vivere… E’ più probabile che oltre ad aiuti altrui ottenuti più o meno spontaneamente, offerte di lavoro e guadagni gli arrivino anche se non le sta cercando… In caso di buoni guadagni, il gemellino ha quindi, spesso, bisogno di qualcuno che curi i propri interessi per non finire con lo scialacquare più di quanto guadagni, o per impedire che si imbarchi in avventure finanziarie disastrose…

Sul piano fisico, il Segni gemelli è legato ai polmoni ed agli arti. Non sono quindi rare malattie respiratorie o incidenti a braccia e gambe… Molto fragile anche il sistema nervoso, con pericolo di ricorrenti cali di tono, se non di vere e proprie nevrosi, psicosi, depressioni… Poiché di solito viaggiano moltissimo, alto il pericolo di incidenti stradali.

Le ferite e la volontà di vivere

marzo 18, 2019 on 7:22 pm | In Astri, Astrologia, Astrologia Esoterica, Evoluzione, Olistico, Oroscopo
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di Liz Greene
nella traduzione di Margherita Fiorello

La volontà di vivere è un grande mistero. Ogni medico che abbia
avuto esperienze di malattie incurabili, sa bene che la volontà
di vivere condiziona la salute mentale e quella fisica, e le
possibilità di sopravvivenza derivano dal desiderio di vivere del
paziente, più che dalle cure mediche. La volontà di vivere non è
necessariamente quello che diciamo di sentire; possiamo gridare a
gran voce di voler vivere, ma qualcosa dentro di noi ha nostalgia
di una “casa” più lontana, e questo sentimento può essere molto
più potente di ogni dichiarazione conscia di guarire. Alcune
persone reagiscono a questo conflitto, al dolore, alla delusione,
con una risposta creativa capace di trasformare la loro
prospettiva e le circostanze della loro vita. Altri invece,
abbandonano la speranza ed entrano in un mondo crepuscolare e
grigio, o perdono totalmente la loro voglia di vivere. Non ci
sono solo suicidi “attivi” tra quelli che hanno ceduto
interiormente, ma anche morti “accidentali”, che sebbene
inconsce, sono alimentate da un desiderio fortissimo di mettere
la parola fine a tutta la sofferenza e all’infelicità. Un
comportamento auto distruttivo non vuol dire solo il gesto ovvio
di inghiottire una bottiglietta di pillole o afferrare un
coltello per tagliarsi i polsi.

Non c’è nessuna ricetta pronta per capire perché alcuni vincono
la sfida con la vita, nonostante gli avvenimenti negativi e gli
ostacoli che debbono affrontare, mentre altri voltano le spalle
al futuro, anche se la fortuna sembra favorirli.

Per di più, perdere la voglia di vivere non vuol dire
automaticamente autodistruzione. Essa può essere espressa come
il desiderio di distruggere gli altri, come se, ad un livello
profondo ed inaccessibile, la proiezione della perdita della
speranza e della sofferenza su altri individui, dia forza e
controllo sulla propria vita. Così colui che ha perso la propria
voglia di vivere può cercare di togliere la gioia – e forse anche
la vita – agli altri, usandoli come capri espiatori che si
facciano carico della disperazione che si sente dentro.

Questo mistero può avere la sua origine, come molti altri
misteri, nel carattere di una persona, e la carta natale può
darci preziosi insights delle sue dinamiche. Come ogni polarità
della vita, noi astrologi dobbiamo studiare le polarità
rappresentate dai pianeti: speranza contro disperazione, volontà
di vivere contro perdita delle speranze, possono essere
illuminate, almeno in parte dallo studio della polarità di Sole e
Chirone.

Non credo che possiamo comprendere le dinamiche di uno di questi
pianeti senza conoscere quelle legate all’altro. Sebbene essi
non siano sempre in aspetto fra loro nella carta natale, sono
sempre presenti entrambi a formare una dinamica energetica della
personalità. Un aspetto diretto focalizza questa dinamica e
diviene un punto centrale nel viaggio individuale, ma questa
polarità è presente comunque. Tutti i pianeti fino a Saturno,
sono collegati allo sviluppo dell’Io, e sono riassunti
nell’archetipo del Sole: potremmo dire che tutti questi pianeti
“servono” il Sole come centro dell’individualità.
Ma Chirone, che compie lasua orbita tra Saturno ed i pianeti esterni,
media tematiche collettive che hanno a che vedere con la ferita personale.
A causa della sua natura, le implicazioni collettive di Chirone
riguardano qualcosa che è “inguaribile” a livello collettivo. La
natura del Sole è quella di riflettere il senso di scopo e di
significato della propria vita, e questi sono strettamente
collegati alla volontà di vivere e di divenire Se stesso. Ognuno
di questi pianeti ha bisogno dell’altro, ma se la bilancia
trabocca da una parte o dall’altra, possono intervenire delle
difficoltà psicologiche.

A seguire una lista di parole chiave che possono essere utili nel
chiarire la relazione Sole – Chirone. Mi piacerebbe esplorare
queste chiavi di lettura prima di esaminare cosa succede quando
Chirone lavora contro il Sole, e quando invece i due pianeti
lavorano assieme. Una carta- più avanti – ci potrà essere utile
per illustrare la misteriosa dinamica Sole – Chirone.

Sole
Chirone

Destino individuale
Fallimenti collettivi

Senso e significato
Disillusione

Speranza per il futuro
Mete non raggiunte

Fiducia in se stessi
Ferita ineludibile

Generosità
Amarezza e cinismo

Identità individuale
Danno fisico o psicologico

Accettazione dei propri limiti

Il potere di creare
Ricerca del significato

Capacità di giocare
Compassione

Fanciullo divino

Sole in aspetto disarmonico a Chirone
Sole in aspetto armonico a Chirone

Depressione
Saggezza

Perdita di fiducia
Accettazione di quello che non può essere cambiato

Senso di avere subito un danno permanente

Cinismo
Coraggio e tenacia

Aspettative di fallimento
Comprensione di un disegno più grande

Sentirsi un capro espiatorio
Melanconia che porta alla profondità di pensiero e di
sentimento

Desiderio di colpevolizzare gli altri

Proiezione del sentimento di inferiorità sugli altri
Dare un contributo alla felicità altrui

Perdita della voglia di vivere
Empatia

Sentirsi speciali, comprendendo i propri limiti

Entusiasmo per la vita

Il significato del Sole
Non mi dilungherò nella descrizione del significato del Sole, che
ho già trattato altrove. In breve il Sole rappresenta l’essenza
della persona – la natura divina (o se si preferisce in termini
meno spirituale la forza vitale) incarnata in forma umana per un
determinato periodo, che si esprime con una sua specifica natura
e scopo. Attraverso il Sole sperimentiamo noi stessi come unici,
speciali, nati per adempiere ad una nostra missione. Parafrasando
una frase di Charles Harvey, durante un suo seminario, il Sole
dentro di noi ci connette al macrocosmo, e ci permette di
sperimentare noi stessi come parte di qualcosa di eterno. Da
questa esperienza interiore ricaviamo non la felicità come si
intende generalmente, ma una profonda serenità e speranza che
deriva dal sentimento di vivere una vita ricca e piena di
significato. Possiamo chiamare questa esperienza “destinica
individuale”, perché il Sole riflette in noi lo scopo specifico
della nostra vita. Nella mitologia greca, Apollo fu la divinità
che dissipò l’oscurità della maledizione familiare, e liberò
l’individuo dal fardello del peccato originale.
Il senso dello scopo può liberarci dalla sensazione di
sentirci intrappolati nel passato familiare,
e darci il senso del futuro, la fede nei nostri ideali,
la convinzione che stiamo andando da qualche parte. E’ il
Sole che ci permette di liberarci dai sentimenti di inutilità e
che afferma il nostro valore inestimabile ed unico anche nelle
circostanze dolorose. La consapevolezza di un proprio destino, un
proprio significato, a sua volta, ci da fiducia in noi stessi e
convinzione della positività della vita, funzionando come una
potente energia risanatrice sul piano psichico e fisico. Se
l’espressione del Sole è bloccata, repressa o non totalmente sviluppata per
qualsiasi ragione – siano esse ferite infantili o conflitti
interiori – la persona può avere difficoltà a collegarsi con
questo “diritto” ad essere se stesso. Le difficoltà della vita
possono essere amplificate perché non c’è quel senso di essere
speciali sul quale costruire la propria vita. Il potere di creare
dipende dalla posizione del Sole nella carta, perché quando
creiamo qualcosa, stiamo trasformando una parte di noi, che
pensiamo possa dare frutto. Creatività richiede un atto di fede.
Il simbolo più antico di questo potere solare è l’immagine del
Fanciullo Divino, che personifica qualcosa di eternamente giovane
e immortale dentro di noi.

Il significato di Chirone
Nell’arte greco-romana Chirone viene sempre mostrato con un
fanciullo sulla sua groppa. Ma malgrado l’emblema della speranza
la figura di Chirone è tragica. Vale la pena ricordare il mito,
che è spesso distorto per quanto è doloroso.

Nel mito Chirone non diventa un guaritore perché è stato ferito.
Questa è una reinterpretazione ottimistica che cerca di dare un
senso al dolore, assegnandoli un preciso scopo e significato –
sviluppare la compassione e la saggezza per guarire gli altri a
causa del proprio dolore. La reinterpretazione del mito è una
valida traccia di lavoro per le proprie ferite, ma la storia di
Chirone non è altrettanto nobile. E’ gia un maestro ed un
guaritore prima di essere ferito. Si può affermare che è già
ferito, perché egli è un isolato; sebbene sia un Centauro, e
quindi una di quelle creature che simbolizzano le forze
istintuali, egli è civilizzato, e vive quindi separato dal resto
della sua gente. Chirone rappresenta in questo contesto l’animale
saggio, un potere naturale che di sua volontà ha scelto di
servire l’evoluzione e la consapevolezza umana, piuttosto che
rimanere ciecamente legato agli istinti compulsivi del regno
animale. Come gli “aiutanti animali” delle favole, Chirone volta
le spalle alla sua natura selvaggia allo scopo di servire il
disegno evolutivo che spinge avanti la vita, ma Chirone è al
momento sbagliato nel posto sbagliato. Egli è preso tra Ercole,
l’eroe solare che rappresenta la forza dell’ego umano, e gli indomati
Centauri che si è lasciato alle spalle. Mentre la battaglia
divampa, Chirone non vi prende parte, non parteggia per nessuno.
Forse a causa di questo suo ruolo di mediatore che lo priva della
sua aggressività naturale è accidentalmente ferito da una freccia
avvelenata diretta ad un altro Centauro, e la sua ferita non può
guarire, non importa quale tecnica terapeutica venga usata. Alla
fine egli si ritira nella sua cava, implorando la morte. Zeus ha
pietà di lui e Prometeo gli permette di morire in pace come ogni
altro mortale, sebbene una volta fosse stato un Dio.

Questa storia terribile implica uno stato di ingiustizia che è
difficile da capire per chiunque, e forse più di tutti per chi è
coinvolti in studi spirituali come l’astrologia.
Vogliamo credere che la vita è giusta, che la
bontà è premiata e la cattiveriapunita, almeno in una prossima
incarnazione se non in questa.
Ecco una creatura innocente che soffre di un errore che non è il
suo, una vittima della inevitabile battaglia tra l’evoluzione e
lo status quo, tra con sapevolezza ed istintualità. Chirone è
l’immagine di quello che dentro di noi è stato ferito ingiustamente dalla
vita, delle condizioni ineludibili che riflettono i fallimenti
della psiche collettiva che procede impacciata sulla via
evolutiva. Poiché gli uomini sono contemporaneamente eroi solari
e animali selvatici, e poiché i nostri sforzi di miglioramento
hanno prodotto spesso disastrosi risultati, abbiamo una eredità
di dolore inflitto agli altri che si ripercuote sulle generazioni
successive. I danni fisici e psicologici, le cui cause risiedono
non in un fallimento individuale o genitoriale, ma genetico o
collettivo, come l’Olocausto e la guerra del Kosovo appartengono
al regno di Chirone. In questi casi, le nostre aspirazioni
rappresentate dal Sole, rifinite e messe a fuoco tramite i
pianeti personali, e strutturati da Saturno sono scoraggiate da
Forze della vita, della storia, della società, della psiche
collettiva di cui non abbiamo controllo, e di cui non possiamo
essere responsabili. Questi scontri inevitabili con i fallimenti
collettivi ci lasciano pieni di amarezza e di cinismo. Possiamo
punire gli altri perché ci sentiamo noi stessi feriti, delusi e
senza via di scampo. O possiamo punire noi stessi. Ma possiamo
progredire malgrado tutta l’amarezza, se insistiamo nel ricercare
le risposte- anche se la risposta è che non c’è una risposta e
dobbiamo accettare i limiti della nostra esistenza.
L’accettazione è uno dei doni di Chirone ed è differente dalla
rassegnazione e dalla autocommiserazione. Il desiderio della
morte di Chirone può essere interpretato come simbolo
dell’accettazione della propria mortalità, e costituisce una
trasformazione che anche se non può guarire quello che è
inguaribile o modificare il passato, può cambiare radicalmente la
nostra visione della vita. Attraverso Chirone impariamo la
compassione di chi è ferito per chi si trova nella sua stessa
condizione.Possiamo provare una profonda empatia per chi è ferito
come noi. Ma senza la luce ed il calore del Sole, non riusciremmo
a provare quella generosità per oltrepassare la ristrettezza di
chi considera il dolore altrui come uno specchio del proprio, e
comprendere che tutti gli esseri umani condividono la stessa
ferita.

Chirone come agnello sacrificale: il ferito diventa feritore

Il processo che Chirone rappresenta si compone di molte fasi, a
cominciare dalla ferita per finire con l’accettazione della
condizione di mortale e la liberazione dalla sofferenza. Queste
fasi comprendono molti sentimenti: rabbia, furia, desiderio di
ferire gli altri, rassegnazione, autocommiserazione, sensazione
di essere una vittima altrui, ed alla fine desiderio di
comprendere il modello universale nel quale spiegare il proprio
dolore. In ognuna di queste fasi, se non riusciamo ad affrontare
quello che ci sta accadendo, possiamo irrigidirci e mostrare le
caratteristiche meno edificanti di Chirone. Dopotutto Chirone è
ferito nella sua parte animale, e gli animali non sono noti per
le loro capacità filosofiche quando sono ferite, piuttosto
tendono a mordere.

Per l’attualità dell’argomento ho scelto di studiare la relazione
Sole Chirone nella carta di Slobodan Milosevic, che quando ho
scritto l’articolo, aveva il dubbio privilegio di personificare
quanto di più abbietto nella natura umana. Non molto tempo fa, lo
stesso onore toccò ad Adolf Hitler, e senza meno nel prossimo
futuro molti avranno lo stesso onore. Se Milosevic sia
l’incarnazione del male come alcuni sostengono, o sia un essere
umano ferito insopportabilmente e perciò trasformato in una forza
distruttiva, non è una domanda a cui io possa rispondere. La
risposta a questa domanda alimenta un dibattito senza fine nelle
professioni di sostegno psicologico e solleva l’eterna
questione della volontà di distruzione intesa come innata nel
carattere o causata da un infanzia abusata e ferita. Come tutte
queste questioni, probabilmente la risposta giusta sta nel mezzo.
Studiando la carta nel contesto della situazione attuale
dell’ex-Jugoslavia, credo che si possa imparare quello che
succede se le ferite di Chirone vengono trascurate. Milosevic non
ha mai mostrato apparentemente di aver perso la voglia di vivere,
anzi sembra che voglia mantenere a tutti costi la sua posizione
anche a spese degli altri- sono gli altri che hanno perso la loro
voglia di vivere, spesso anche la loro vita.

In questa carta Chirone non è in aspetto con il Sole, ma forma
aspetti con la Luna e Plutone in Leone: tutti questi pianeti si
trovano in casa quarta, quadrati all’ascendente Toro. Il Sole è
in quinta casa nel suo segno, il Leone, e quindi è il dispositore
di Chirone. La relazione dinamica tra questi due pianeti non è
diretta, ma si esplica attraverso la polarizzazione del Sole in
Leone in quinta casa e della sua ombra simboleggiata dalla Luna
male aspettata in quarta, con la sua eredità non solo di morte e
di distruzione nella famiglia di origine, ma intesa come memoria
di dolore incisa nella psiche collettiva del quale Milosevic è
imbevuto. Molti serbi nutrono una rabbia lunga di secoli verso il
mondo musulmano dal XIII secolo, epoca dell’invasione ottomana.
La comunità musulmana è percepita come una continuazione
dell’antico oltraggio subito. La Luna in IV casa sente queste cose in
maniera personale, come se avesse succhiato queste memorie
arcaiche con il latte materno. L’oppressione del regime comunista
di Tito è rilevante qui, come il ripudio della individualità
leonina. Milosevic stesso è un comunista, ed il risultato della
doppia enfasi del Leone non può essere che la brama di potere.
Sebbene il potere possa soddisfare l’impulso del Sole di creare,
non può guarire il dolore della Luna in Leone, che brama di
essere speciale ed amata. Con un tema senza Acqua e la dura
disciplina della congiunzione Saturno Urano, quadrata al Sole ed
a Mercurio, è probabile che egli non riesca a risalire alla
radice delle sue sofferenze, perché le emozioni, specie quelle
delle vittime innocenti, sono spaventose da fronteggiare. E’
difficile vivere quando si provano dei sentimenti, ma si
sopravvive solo se si combatte: il Sole è trigono a Marte nel suo
domicilio in Ariete in dodicesima, un canale per il sogno di un
eroismo antico e collettivo. Il potere dell’aspetto tra Luna e
Chirone è proiettato all’esterno, su gente debole vista invece
come un terribile nemico. Come sempre accade come quando si
proietta una parte di sé all’esterno, Milosevic vive in una
stanza degli specchi.

Analizzare i motivi di una persona come Milosevic può essere
molto utile anche per noi. Naturalmente è facile con il senno di
poi dire ” si comporta in questa maniera perché il suo qualcosa
fa un aspetto terribile con qualcos’altro”. Questo è un gioco a
cui giocano tutti gli astrologi, specialmente quando li fa
sentire superiori. Tuttavia la congiunzione in quarta casa della
carta studiata non parla di un comportamento inevitabile, ma una
profonda ferita ancestrale, trasmessa e vissuta nella famiglia
d’origine.
Entrambi i genitori di quest’uomo si sono suicidati, fatto che ha
aggiunto una connotazione oscura a questa congiunzione. Egli ha
conosciuto la morte e l’abbandono nella sua prima infanzia, e la
sopravvivenza per lui non è mai stato un fatto scontato.
L’aspetto Chirone – Plutone è anche un aspetto generazionale come la
congiunzione Saturno – Urano e tutte e due si sono verificate
durante la Seconda Guerra Mondiale, riflettendone il caos e
l’orrore.
I bambini nati con questa doppia congiunzione, conoscono bene nel
loro sangue e nelle loro ossa, che la vita non è sicura, e
l’innocenza e la bontà non assicurano la sopravvivenza. Questo è vero
perfino per chi è nato in un ambiente relativamente protetto,
lontano dal teatro della guerra. Al di là del confine saturnino
dell’individualità, la psiche collettiva assicura che tutti
partecipino ed in qualche maniera incarnino – nel bene o nel
male – i tempi in cui si vive. Che Milosevic sia un uomo
profondamente, selvaggiamente e forse irrevocabilmente ferito non
c’è dubbio, e tutti noi conosciamo il modo con cui ha scelto di
mostrarlo. La profondità della sua ferita è proporzionale alle
ferite che ha inflitto a centinaia di migliaia di innocenti. Il
dolore di Chirone esacerbato dalla feroce lotta per la
sopravvivenza di Plutone, suggerisce in questa carta la profonda
convinzione che solo con la morte di quelli che egli crede i suoi
persecutori, la sua sopravvivenza venga assicurata.
Fortunatamente non molti lettori di questo articolo condividono
la sua opinione: è facile disprezzarlo ed anche odiarlo, ma
possiamo essere più simili a lui di quel che crediamo – in molti
aspetti che reputiamo poco importanti ma che rivelano quanto sia
difficile affrontare le proprie ferite e accettarle, piuttosto
che gioire in segreto quando gli altri a cui ci sentiamo
superiori soffrono.

La lotta e la sintesi

Lo psicanalista Michael Balint ha scritto che in fondo ad ogni
malattia, fisica e psicologica, c’è una ferita – una lotta od un
conflitto interiore che sembra insormontabile e che può generare
amarezza e rabbia, e la perdita della volontà di vivere. In
questa definizione non c’è nessun riferimento ad una colpa
individuale, piuttosto l’indicazione del fatto che se il
conflitto è portato al livello conscio, è possibile modificare il
corso di malattie fisiche o psichiche, o perlomeno affrontarle in
un spirito più positivo.

Se Chirone in una carta agisce contro il Sole, o ha una enfasi
maggiore, il risultato può essere la depressione, un sentimento
di aver subito un danno od una ferita permanente. Si diviene
cinici – con le parole del Mefistofele di Goethe
“sono lo spirito della negazione”.
Ci si aspetta il fallimento, ed a causa delle proprie
aspettative è molto probabile che questo arrivi davvero;
ci si sente le vittime ed i capri espiatori altrui, o si può
proiettare questi sentimenti sugli altri facendone le nostre
vittime. Se non riusciamo a riconoscere il nostro senso di
amarezza e di dolore per le ferite ancora aperte, si può
diventare arroganti e crogiolarsi in un supposto superiore
livello spirituale, guardando dall’alto in basso quelli che sono
meno evoluti di noi. Possiamo divenire intolleranti, ed anche
crudeli, verso quelli che inavvertitamente ci ricordano che siamo
stati feriti. E cosi la ferita imputridisce nell’oscurità.

Ma l’immagine classica di Chirone che porta il Fanciullo Divino
sulla sua groppa ci dice che questi due simboli antitetici
possono lavorare insieme. Nel mito Chirone è l’iniziatore dei
fanciulli – colui a cui è affidata l’educazione del giovane
principe che una volta cresciuto diverrà il re. Questa è una
immagine piena di speranze per il ruolo che quelle ferite
inguaribili possono ricoprire nello sviluppo delle persone che
dobbiamo divenire. Possiamo trovare una qualità di serenità e
saggezza, che emerge dall’accettazione di ciò che non può essere
cambiato, oppure tenacia e coraggio, e perdere quel
sentimentalismo che rende molti idealisti incapaci di realizzare
i propri progetti. Potremmo perfino cogliere un lampo del più
vasto, profondo modello – la lenta, dolorosa evoluzione della
coscienza collettiva, del quale siamo una parte e di cui dobbiamo
di vivere le responsabilità. I disastri collettivi e gli errori
non sono “loro” errori – ma appartengono a tutti noi. Possiamo
disprezzare Milosevic, e giustamente, ma ogni volta che deridiamo
una minoranza sociale, etnica o religiosa, o nell’ombra cerchiamo
di rendere la vita più difficile a quelli che ci ricordano le
nostre imperfezioni, stiamo mostrando lo stesso carattere di
colui che vituperiamo tanto.Io stessa conosco tanti uomini
politicamente corretti, che dietro le porte chiuse della loro
casa, si trasformano in tanti Adolf e Slobo con i loro partners
ed i loro figli.

La melanconia di Chirone, riscaldata dalla luce del Sole, può
significare in un tema profondità di pensiero e di sentimento, e
lo stimolo a dare un contributo per il benessere degli altri.
Possiamo provare un differente tipo di compassione – non solo per
quelli che sono stati feriti nella stessa maniera in cui siamo
stati feriti noi, ma anche per quelli che hanno vissuto una
diversa esperienza, e che malgrado tutto meritano compassione
perché siamo tutti uomini. Se si è perso un occhio, è facile
avere compassione per quelli che hanno lo stesso handicap, ed
odiare quei fortunati che vedono perfettamente. Il Sole in
aspetto con Chirone può far nascere la generosità di spirito che
tutti gli esseri umani soffrono semplicemente perché sono mortali
e soli su questa terra, ed uno specifico tipo di ferita non è più
“speciale” o meritevole di compassione piuttosto che un’altra.
Quelli che più alzano la voce nell’elevare dichiarazioni di
solidarietà verso di albanesi kossovari possono essere gli stessi
che non hanno nessuna pietà per il loro vicino gay, ebreo o
pakistano o sono abituati a maltrattare il loro cane solo per
alleviare lo stress quotidiano. Il Sole che opera assieme a
Chirone elimina l’ipocrisia nascosta nel cuore degli uomini e può
attivare la voglia di vivere – intesa non solo come cieca forza
organica, ma piuttosto come la consapevolezza di un proprio scopo
personale combinata con l’empatia per la lenta e dolorosa
battaglia verso la luce che esiste in ogni essere umano.

Sole e Chirone in aspetto diretto
Coloro che hanno il Sole in aspetto diretto a Chirone sanno ad un
livello profondo come l’ingiustizia della vita possa danneggiare
lo spirito; e se sono capaci di raccogliere la sfida della
combinazione di questi due pianeti, possono dedicare la loro
considerevole energia e forza per fare del mondo un posto
migliore. Ci sono molte persone famose con questo aspetto che
possono fornirci un esempio: qualunque raccolta di dati può
servire allo scopo. Ma piuttosto che servirmi di questi esempi mi
piacerebbe fermarmi su due persone che conosco, entrambe mie
clienti che hanno nel loro tema una congiunzione Sole – Chirone a
rappresentare una ferita di cui essi soffrono. Uno di essi,
inoltre costituisce il tipo di soluzione creativa che l’aspetto
può offrire.

La prima è una donna con questa congiunzione in nona casa in
Capricorno, che ha sperimentato la sua ferita nella sfera
religiosa (come ci si poteva aspettare dall’interessamento della
nona casa), essendo nata in una famiglia di ebrei ortodossi di
cui molti membri sono stati uccisi durante l’Olocausto.Essa ha
ereditato una profonda amarezza e una sfiducia nelle persone e
nella vita, basata solo parzialmente sulle sue esperienze, ma
anche la percezione di essere una vittima di un mondo ostile.
Questa ferita è stata esacerbata anche dal sentimento di
inferiorità delle donne coltivato dalla religione ebraica,
evidenziato in alcuni tabù che riguardano il corpo. Queste
esperienze (vissute o meno in prima persona) dell’ingiustizia
della vita hanno creato in questa donna l’amarezza ed il veleno,
e l’apparente irremovibile convinzione che lei non valesse nulla.
Come conseguenza essa si puniva attraverso il mangiare
compulsivamente e impegnarsi in relazioni distruttive.
L’identificazione con la vittima sacrificale, l’oppressione di un feroce
persecutore interno, il senso dell’inadeguatezza del proprio
corpo, erano state le aree in cui ha lavorato con uno
psicoterapeuta per anni. Ha combattuto per molto tempo per
trovare una “cura” per il suo Chirone ferito, e sperimentare il
rispetto e l’amore per la propria persona rappresentato dal Sole.
Eppure attaccarsi alla propria esperienza di vittima può essere
un modo per sentirsi speciali. E’ il linguaggio di un Sole
segreto, non riconosciuto, inconscio – che se espresso in una
maniera luminosa – può fornire non solo la guarigione alle
proprie ferite, ma generare il riconoscimento della propria
cecità nel non comprendere l’importanza dell’alleviare le ferite
altrui per guarire anche le proprie. Questa donna ha percorso una
lunga strada, ma la sua innata freddezza, la sua perseveranza e
la sua mancanza di sentimentalità si sono trasformate non solo
nelle sue risorse più grandi per la guarigione, ma anche nei più
grandi doni che essa ha potuto offrire a coloro che soffrivano,
come lei stessa un tempo, di disordini alimentari.

Il secondo esempio è quella di uno scrittore fallito, un uomo che
per tutta la vita ha sognato di pubblicare delle storie, ma che
ogni volta “si è sparato ad un piede”scrivendo materiale
impubblicabile. Egli ha il Sole congiunto Chirone in Leone in
quinta casa. Il suo modo di scrivere è molto raffinato, e non ha
nessun blocco creativo, ma ogni volta che scrive qualcosa è
troppo lungo, troppo corto, troppo denso, troppo incomprensibile,
od i temi che sceglie non sono politicamente corretti od
offendono alcune minoranze di cui l’editore teme il giudizio.
Dietro questi fallimenti c’è l’auto sabotaggio, e dietro l’auto
sabotaggio c’è la convinzione di non valere abbastanza, di essere
sciocco ed inarticolato, che se stamperà qualcosa sarà criticato,
deriso e giudicato come privo di valore. A tutt’oggi non è stato
capace di utilizzare i suggerimenti che la lettura del suo tema
ha saputo dare e non ha pienamente compreso la natura della sua
ferita. Il fanciullo divino che vive dentro di lui è stato
ferito dall’ambiente sociale ed educativo della sua prima
infanzia che ha sentito la sua vivida immaginazione come
minacciosa, e la sua intensa concentrazione ed espressione di se
stesso come egoistica. Per quel che ne so, i suoi genitori non
sono particolarmente colpevoli; hanno fatto degli errori come ne
fanno tutti i genitori, e non sono peggiori di tanti altri. Ma
il sistema educativo in cui quest’uomo è stato inserito ha fatto
del suo meglio per trasformare il fanciullo divino in un automa
socialmente accettabile. Molte persone sperimentano questo tipo
di pressioni e di frustrazioni, ma quelle con la congiunzione
Sole – Chirone in Leone possono essere particolarmente sensibili,
e quindi più facilmente ferite dalla ristrettezza e dalla paura
dell’originalità che si riscontra nelle istituzioni educative,
che il più delle volte tendono a soffocare lo spirito creativo
che professano di voler incoraggiare. La vita, come Chirone sa
bene, può essere ingiusta.

Gli aspetti tra il Sole e Chirone non garantiscono una soluzione
su un piatto d’argento. Sono molti quelli che non riescono a
trovare una propria strada. Eppure anche se provocatori, questi
contatti planetari possono fornire una speciale capacità di
portare le proprie ferite a livello conscio, ed insegnare questa
consapevolezza agli altri. Sono gli aspetti disarmonici fra
questi due pianeti che aiutarono Jung (Sole in Leone quadrato a
Chirone in Ariete) a formulare una psicologia del collettivo e
Dane Rudhyar (Sole in Ariete opposto a Chirone in Bilancia) a
creare la sua astrologia centrata sulla persona, come strumento
per la comprensione e l’illuminazione, piuttosto che come mera
divinazione. Senza dubbio entrambi questi uomini hanno sofferto,
ed entrambi in qualche occasione hanno mostrato il lato
spiacevole di questo Centauro (certo io non avrei sposato
nessuno dei due!). Ma essi hanno imparato a trasformare le
proprie ferite in creatività, ed a partecipare del suo carisma
dell’insegnamento e della guarigione. Come ci sono arrivati? E
noi come possiamo scegliere di diventare un Milosevic in erba, o
invece il sentiero che favorisce la volontà di vivere?

Come siamo arrivati a qui?
La casa ed il segno nel quale si trova Chirone ci dicono dove e
come la vita ci ha ferito; questo è il posto, non importa quanto
sia necessario
scavare a fondo, dove si può scoprire che il
“peccato originale” è nel gap tra realtà ed ideale, e nella
constatazione dell’umana fragilità. Potremmo trovarci nella
condizione di farci strada faticosamente nella vita, ma se
riusciamo a non affondare nell’amarezza, che ci rende corrotti
nel corpo e nello spirito, potremmo trasformare la rabbia di
Chirone nella ricerca della comprensione di cosa si trova al di
la dell’identificazione con la vittima o con il persecutore.
Questa comprensione può richiedere una più ampia visione della
vita, l’essere addentrati lungo un cammino spirituale. Dovremmo
essere capaci di comprendere che non sempre i buoni arrivano su
un cavallo bianco mentre i cattivi su un cavallo nero, e che a
volte la gente buona può soffrire ingiustamente mentre i cattivi
vivono e muoiono nei loro letti, in condizioni agiate e sicuri
della loro condizione. Nella vita di tutti i giorni, Chirone e
Walt Disney non sono dei buoni compagni di letto.

Come arrivare a questa comprensione? Come si può imparare a
perdonare ed a tollerare in maniera genuina, senza che il
compiacimento derivante dal porgi l’altra guancia nasconda una
profonda rabbia inconscia? Chirone ha bisogno del Sole per questo
compito. Il Sole ha il potere di affermare la specialità della
persona, e questo solo può fornire l’antidoto al veleno della
autocommiserazione. La casa ed il segno in cui il Sole si trova
alla nascita riflettono quello che abbiamo bisogno di diventare,
se vogliamo sentirci realmente vivi. Se abbiamo il Sole in
Ariete in quinta casa e stiamo passando la vita dedicandola agli
altri ed autopunendoci, c’è qualcosa che non sta funzionando, e
questa slealtà verso le nostre parti più profonde, al Se, può
incoraggiar la rabbia di Chirone, piuttosto che la sua
comprensione. Se il Sole è in Sagittario, in prima casa e se ci
affanniamo a far finta che non desideriamo essere notati da
nessuno, allora qualcosa non sta funzionando come dovrebbe. Se
abbiamo il Sole in Toro in decima casa, e affermiamo che la
sicurezza materiale ed il riconoscimento sociale delle nostre
capacità non ci interessa, qualcosa non sta funzionando. Se
abbiamo il Sole in dodicesima casa in Cancro e facciamo finta che
non crediamo in nessuna dimensione spirituale, mistica ed
invisibile della vita, qualcosa non sta funzionando. Penso che la
domanda da porsi sia se il Sole stia brillando nelle nostre vite,
se siamo realmente noi stessi, se abbiamo paura di essere
lasciati soli e per questo stiamo facendo finta di essere quello
che non siamo. Alla stessa maniera abbiamo bisogno di affrontare
Chirone e domandare a noi stessi qual è la natura della nostra
ferita, come ci ha ferito la vita, e chi incolpare per il dolore
che sentiamo lancinante. Che cosa posso fare per compensare
questa ferita, negarla, indugiare in essa, proiettarla sugli
altri? In quale settore della vita mi sento vittima degli altri e
dove carnefice, e dove cerco di convincermi di non avere nessuna
ferita? Dove saboto la mia vita o mi autodistruggo a causa della
mia amarezza? Affinché il Sole e Chirone possano lavorare
assieme, abbiamo bisogno di prendere coscienza di entrambi. C’è
una alchimia profonda e misteriosa fra questi pianeti, che se
lavora per noi piuttosto che contro di noi, riesce a tirare fuori
tutta la nostra forza di vivere, non solo per noi, ma anche per
la collettività di cui facciamo parte. L’alienazione e la
sofferenza rappresentate da Chirone trattengono il Sole da
divenire arrogante ed insensibile; il calore e la gioia di vivere
del Sole allontana Chirone dalla disperazione. Come con tutti gli
altri fattori della carta natale, il livello d’evoluzione di
queste dimensioni della nostra anima dipendono da quanto siamo
consci della realtà che abita dentro di noi. Questa non è un
rimedio, una cura per vivere. La vita ci farà ancora del male, in
un modo o nell’altro, e le ferite di Chirone, anche se ci siamo
rappacificati con questo pianeta, inevitabilmente ci porteranno
via un po’ della nostra innocenza. La voglia di vivere non si
fonda sulla convinzione che la vita sia tutta rosa e fiori, che
tutto ciò di cui abbiamo bisogno è l’amore, e una madre – padre –
Dio ci ricompenserà se saremo buoni. La vita è costellata da
qualcosa di più reale ed è necessario il realismo quanto la
visione e la fede, se alla fine vogliamo sentire che abbiamo
utilizzato il grande dono della vita che ci è stato dato nel modo
migliore possibile.

Pesci – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

marzo 5, 2019 on 6:54 pm | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

 

Pesci è il dodicesimo Segno dello Zodiaco; doppio, mobile, di Acqua, esso va dal 19 febbraio al 20 marzo, con due giorni di fluttuazione all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni. L’Elemento Acqua indica, in Astrologia, emotività, sensibilità ed intuizione, spesso con lampi di preveggenza. Del tutto assenti la razionalità, la tenacia e la “grinta” così nei Pesci come nell’altro Segno di Acqua, il Cancro; fa eccezione il terzo Segno di Acqua, Scorpione il quale, essendo dominato da due pianeti fortissimi (Marte e Plutone) sa essere estremamente combattivo ed aggressivo. L’Acqua pescina è resa ancora più fluida dall’essere, il Pesci, un Segno mobile, con conseguente forte tendenza all’adattamento, alla mediazione.

Acqua di mare, quella dei Pesci; acqua nella quale si riversano tutti i fiumi e che si può presentare, di volta in volta, trasparente o torbida, tranquilla o ruggente. Acqua tiepida, iridescente, piena di fruscii e sussurri in superficie, quanto gelida, tenebrosa ed irrealmente silenziosa negli abissi. Acqua che contiene una infinità di vite, di forme, di colori, tenuti gelosamente nascosti ed offerti alla vista soltanto di quelli che accettano la sfida, il pericolo, insiti in una immersione. Con tali presupposti è chiaro che il Segno Pesci simboleggia tutto ed il contrario di tutto.

La Natura è in un delicato momento di passaggio. Gli ultimi freddi, l’ultima neve, l’aria che oscilla tra i rigori dell’inverno ed i primi caldi aliti della primavera ormai alle porte. Le piogge ammorbidiscono le zolle rese pietrose dal gelo invernale. Sui rami scheletriti spunta, qua e là, qualche gemma. Pesci è, quindi, il toccarsi degli estremi. Ciò che si dissolve completamente e ciò che comincia a rinascere. Nascita, Crescita, Morte e Dissoluzione. Ci si ritrova alle vigilia della ripresa del Grande Ciclo.

Sul piano dell’evoluzione umana Pesci potrebbe simboleggiare il morire di grandi civiltà sulle cui rovine attecchiscono e crescono nuovi popoli, idee diverse.

Sul piano del Mito, già in Babilonia Oannes, portavoce della Divina Saggezza, aveva la forma di pesce ed usciva ogni giorno dal mare per trasmettere agli umani i divini insegnamenti. In Fenicia il Dio Dagon aveva testa di Pesce su un corpo di uomo mentre in Oriente c’era Visnù, che salva Manu dal Diluvio Universale e poi si trasforma in Pesce sacro.

Nell’Induismo il dio Veruna è seduto sul dorso di un pesce. Nell’antico Egitto i due Pesci, Ant ed Abtu, erano chiamati i Pesci del Sole perché il primo seguiva il Sole ed il secondo lo precedeva. Anche nello Zodiaco di Shiva (India), c’è questa accoppiata Sole-Pesci; il Governatore dei Pesci, il Dio del Fuoco, (agnello pasquale del Cristianesimo), è rappresentato a cavallo di un Ariete.

Ai primordi della civiltà greca era proibito al popolo mangiare il pesce, probabilmente considerato pasto sacro per i sacerdoti. Nei primi secoli del cristianesimo anche Gesù era simboleggiato con un pesce. Pescatore di Anime.

I Miti specifici legati al Segno Pesci ruotano attorno alle due anime pescine; quella amorevole, soccorritrice e salvatrice e quella che, di fronte alle responsabilità, sceglie spesso la fuga. Il coraggio e l’assunzione in prima persona delle responsabilità non sono tra le virtù del tipo Pesci, a meno che nel Tema Natale non si evidenzino pianeti in Segno di Fuoco o di Terra.

C’è così l’episodio di Eros ed Afrodite, innamorati e perseguitati da Tifone per sfuggire al quale si gettano in mare; Poseidone manda due delfini a salvare gli amanti. Come premio, Giove porta in cielo i delfini e li trasforma in due stelle, incastonate nella Costellazione Pesci. In altra versione Venere è in compagnia del figlio Cupido.

C’è poi il Mito di Cassiopea moglie di Cefeo la quale, convinta di essere la donna più bella dell’Universo, osa rivaleggiare con Venere e con le Ninfe marine. Irritato dalla sua superbia, Poseidone distrugge il suo paese con una terribile inondazione; poi fa emergere dagli abissi un mostro marino spaventoso che tenta di rapire sua figlia Andromeda. Ma accorre Perseo che uccide il mostro e libera la fanciulla innocente.

Due storie di amore e dedizione che parlano della parte bella dei Pesci; poi c’è la parte oscura, sfuggente ed un po’ vile, simboleggiata da Derceto, dea della fertilità; varie sono le versioni del suo Mito ma tutte con un unico nucleo ed una identica conclusione. Derceto, amante e madre, non accetta la responsabilità che tali rapporti richiedono: in una versione la dea evira l’amante ed abbandona la figlia nel deserto per poi gettarsi in mare; nell’altra si getta in mare incinta. Il finale è comunque identico; disgustato dal rifiuto delle proprie responsabilità, Poseidone trasforma Derceto in una Sirena, metà donna e metà pesce: essere ibrido e quindi sterile.

Il pesce era anche simbolo di riconoscimento tra i cristiani, al tempo delle persecuzioni, sotto l’Impero Romano; esso simboleggiava infatti Gesù – Ixtus, in greco -cioè Figlio di Dio, Salvatore: gli stessi cristiani si paragonavano a pesci salvati dalle acque del battesimo. Sorprendente il parallelo tra l’insegnamento di Cristo (di amore, dedizione, carità, sacrificio), con le caratteristiche psicologiche pescine che tra poco andremo ad analizzare. E, infatti, si dice che da poco è finita l’Era dei Pesci durata oltre 2.000 anni e legata all’apparente scorrere delle Costellazioni, cosa che determina le Ere. Sempre stando a queste teorie, si è entrati ora in quella di Aquario; e chi vuol saperne di più in proposito si vada a leggere l’Introduzione.

Sul piano Esoterico, il Segno Pesci simboleggia l’Alfa e l’Omega, l’Inizio e la Fine di ogni cosa. E poiché il mare comincia là dove finisce il cielo e spesso è difficile percepire la linea di demarcazione, tale Segno simboleggia anche l’Infinito. Un altro simbolo pescino è l’involuzione dello Spirito nella Materia (Pesce di sinistra), e l’Evoluzione dalla Materia che torna al suo Principio (Pesce di destra). C’è poi il simbolismo della Realtà e del suo riflesso. Come in una pittura. E si potrebbe continuare ancora. Ma fermiamoci qui.

Tutti i simboli appena esposti si rifanno all’ideogramma del Segno, due semicerchi che si danno le spalle, () ma che sono comunque uniti da una barretta al centro; è la stilizzazione di due pesci che vorrebbero nuotare ciascuno in una opposta direzione, ma non possono farlo perché legati tra loro da un filo che parte dalla bocca.

Pianeta dominante del Segno è stato, fino al 1846, Giove. Ma Pesci ha avuto la stessa sorte di Scorpione ed Aquario, cui i moderni telescopi hanno permesso di arricchirsi di un altro pianeta dominante; nel 1846, appunto, viene scoperto Nettuno e le verifiche degli studiosi hanno permesso di evidenziare le innegabili analogie astrologiche tra il pianeta e le caratteristiche pescine.

L’accoppiata Giove- Nettuno, è già presente nel Sagittario. Ma essendo, il nono, Segno di Fuoco, è Giove ad avere la preminenza, a dare il suo imprinting; nei Pesci (Segno di Acqua, e quindi molto più sfumato, evanescente, spiritualizzato), è Nettuno a primeggiare. Si avranno comunque, anche qui, due diverse categorie di individui; i Gioviali ed i Nettuniani. Ancora come nel Sagittario, il Pesci-gioviale è imponente, massiccio, con tendenza ad ingrassare. Il Nettuniano invece, è di solito più minuto, etereo, spesso con l’aria un po’ trasognata di chi si trova in un posto per caso… Non è raro vedere, nell’uno e nell’altro tipo, una tendenza all’acquoso che, con l’età, può diventare flaccido.

Prima di iniziare l’analisi dettagliata delle caratteristiche del Segno Pesci è bene comunque ricordare che esso è opposto al Segno Vergine; in Astrologia i Segni opposti si integrano ad incastro, nel senso che uno possiede qualità e difetti, predisposizioni ed aspirazioni totalmente all’opposto (appunto!), di quello che gli sta di fronte. In teoria quindi, il Pesci E’ tutto quello che la Vergine NON E’… e viceversa.

Realista, pieno di senso pratico, con il dono della logica, la capacità di analisi e di sintesi il Segno Vergine, il quale ha anche forte manualità e facilità a districarsi nella meccanica, nell’informatica. Il Vergine è anche scettico, pragmatico, diffidente; amante dell’ordine, della catalogazione, delle solide certezze.

l Pesci è il contrario di tutto questo. Disordine, caos, abbandono all’intuizione ed alle suggestioni, alle emozioni del momento. Pronto a disperdersi in mille rivoli, a cadere nel panico se chiamato a disbrigare cose pratiche, anche le più semplici, quale pagare un conto corrente o gestire un conto in banca. Manualità zero, perché mancano pazienza e capacità di concentrazione. Progettualità caotica, senza un filo conduttore, perché il pescino è incapace di seguire un filo logico, un piano prestabilito, tali e tante sono le suggestioni che lo incantano, lo distraggono, lo ammaliano. Spesso si cava comunque egualmente dagli impicci per lampi di intuizione che hanno del prodigioso.

Astrologia ci insegna, comunque, che tali e tante sono le varianti in un Tema Natale, così diverse le interferenze, che mai si trova un appartenente ad un Segno allo stato puro. Attitudini e tendenze sono sempre modificate, esaltate od inibite dall’ ambiente nel quale il Soggetto è vissuto, dalle persone che più hanno avuto influenza su di lui, dalla educazione che gli è stata impartita e dalle vicende nelle quali è incappato da bambino; si può quindi avere, tanto per fermarci ai due Segni ora in esame, un Vergine per certi versi pasticcione ed indeciso ed un Pesci abbastanza ordinato e determinato. Ma le tendenze di base rimarranno sempre, magari sotto traccia, pronte però a manifestarsi nei momenti più impensati.

Passiamo ora alle due categorie pescine; quella gioviale e quella nettuniana. Il Pesci-Giove, pur essendo a suo modo un idealista, pronto a sacrificarsi per una causa, non disdegna per questo i piaceri terreni; è anche abbastanza realista, ben inserito nella società, e non è detto che difetti di senso pratico. Di solito conformista (la lotta, l’andare controcorrente, non sono il suo forte), egli si adegua benissimo a leggi e regole dell’ambiente in cui vive e non disprezza affatto (né perde di vista), i benefici che dall’ambiente e dalle circostanze può ricavare. Il Pesci-Giove ha di solito, nel suo Tema, un Giove e Segni di terra o fuoco molto evidenziati.

Se ha esigenze spirituali (e spesso le ha), il Pesci-Giove (così come il Pesci-Sagittario), si adegua benissimo alle direttive del Clero, e segue con partecipazione la vita della sua comunità religiosa. E’ facile trovare in questo Segno persone consacrate le quali, se non hanno forti pianeti in Segni di Fuoco, o nel Capricorno, (o in altri settori che denotino ambizione), al contrario dei “fratelli” Sagittario, spesso non mirano alle altre cariche ma possono vivere la loro spiritualità anche come umili preti di campagna; o parroci di una borgata.

In tali casi, anzi, la loro natura soccorrevole verrà molto stimolata (specie se nel Tema personale presentano pianeti in Segni di Fuoco) e li troveremo così a battersi per i dimenticati, i diseredati. Ma Pesci, ( Giove o Nettuno non importa), può essere anche don Abbondio. “Che, uno, il coraggio mica se lo può dare!”. In tal caso vi è quasi sempre forte presenza di pianeti in Segni di Acqua o Aria, oppure i pianeti combattivi (tipo Marte, Urano, molto indeboliti).

Il Pesci-Nettuno, si è già accennato, è tutt’altra cosa. Si contraddistingue quasi sempre per il suo aspetto esile, minuto o, comunque, assai poco scattante. Romantico, nostalgico, assetato di Assoluto, rincorre spesso l’Ideale, l’Illusione, rischiando di perdere il contatto con il Reale. Poco portato agli sforzi fisici e negato (si ripete), per tutte le attività pratiche, egli va sempre, più o meno coscientemente, alla ricerca di chi gli tolga le castagne dal fuoco; di solito lo trova perché, con la sua aria di cucciolo smarrito, ispira tanta, tanta tenerezza e voglia di proteggerlo. Il Pesci nettuniano, oltre ad un forte Nettuno ha, nel suo Tema, pianeti in Segni di Acqua o di Aria ed i pianeti combattivi indeboliti.

Segno doppio anche, dicevamo; esiste così un Pesci di indole gioiosa e vivace, che nell’immersione nelle cose belle della vita cerca uno sbocco alle sue intime contraddizioni; questo Pesci è di solito stimolato da Giove, tende all’edonismo e cerca di sfuggire a qualsiasi problema che possa turbare la sua olimpica serenità. Ma c’è anche il Pesci masochista ed introverso (qui domina Nettuno, sorretto da Saturno), che ripiega dolorosamente su sé stesso e tende alla sublimazione nella religiosità, nell’arte, nello studio, nella dedizione totale (fino all’annullamento personale, spesso), ad una persona o ad una causa. Questo secondo tipo di Pesci ha, spesso, un sotterraneo rifiuto alla vita e si compiace in modo morboso del Sacrificio, della Sofferenza.

C’è poi il Pesci equilibrato, sensibilissimo alle vicende del prossimo, pronto a correre ed a soccorrere alla minima richiesta di aiuto, ad impietosirsi per le altrui sofferenze, e quindi pronto ad affrontare qualsiasi sacrificio, pur di alleviarle. Il “mi fa pena” è una espressione tipica di molti appartenenti al Segno.. Su questo versante sono più presenti i Pesci Nettuniani.

Infine, una ulteriore categoria di Pesci. E’ quello inferiore, che non esce dallo stato vegetativo del pensiero perché gli manca, dentro, un nucleo abbastanza compatto attorno al quale la sua personalità possa strutturarsi: egli rimane così ancorato alla mentalità “magica”, insegue miraggi ed illusioni, progetti irrealizzabili; irresoluto e nevrotico, quando lo scontro con una realtà del tutto diversa diventa insopportabile, può diventare facile preda di tutti i tipi di droga, a partire dall’alcool. I tipi Pesci sono tra i più vulnerabili alla fuga nei “paradisi artificiali”. A questa ultima categoria appartiene anche chi, invece di fuggire nelle droghe, diventa un parassita, disprezza le regoli sociali e morali dell’ambiente in cui vive, sfrutta il prossimo o si dedica a vere e proprie attività truffaldine.

Vi è poi l’altra faccia della medaglia, il Pesce superiore, nel quale i Valori morali e spirituali prevalgono in senso assoluto ed il fondo religioso o artistico (o ambedue in contemporanea), traspare chiarissimamente. Anche qui Nettuno può prevale; può mancare il senso pratico, per una visione troppo alta della vita: ma il Soggetto vive una esistenza superiore, elevatissima, tutta imperniata su un fondo di tensione intellettuale o morale. A questa categoria appartengono i Grandi Mistici, gli Scienziati e gli Artisti Sommi (Einstein e Michelangelo, tanto per fare due esempi così!).

E’ comunque raro trovare un Pesci tutto allegria o tutta sofferenza, tutto egoismo o tutta dedizione, tutto vizio o tutta virtù. Di solito. le varie personalità convivono e si sovrappongono, si alternano, creando il carattere oscillante ed un po’ imprevedibile di tutti gli appartenenti ai Segni doppi. Spesso molto sensibile e ricettivo, (specie se nettuniano), il Pesci normale sa immedesimarsi subito negli stati d’animo e nei problemi altrui.

Compassionevole e generoso, il più delle volte, si è detto, egli è pronto a sacrificare i suoi personali interessi per aiutare chi ne ha bisogno. Ma sbaglia chi conta troppo sull’appoggio di un Pesci. Plastico ed influenzabile (a meno di forti valori di Terra nel suo Tema), il pescino è infatti in balìa di troppe suggestioni ed emozioni; può quindi capitare che pianti in asso la vecchietta aiutata fino al giorno prima, per rivolgere tutte le sue attenzioni al bambino abbandonato.

L’altruismo pescino non sempre è dettato da autentico slancio umano; spesso il tipo Pesci si sente infatti schiacciato da un oscuro senso di colpa del quale non conosce l’origine ma che lo spinge ad un atteggiamento oblativo (o penitenziale), che riscatti peccati mai commessi. Altre volte, (specie se nel Tema prevalgono valori di fuoco, soprattutto Leone), c’è un notevole esibizionismo ed il piacere di essere, comunque, al centro dell’ammirazione altrui. Questo non esclude affatto, ovvio, che un buon numero di pescini siano profondamente, autenticamente pronti a sacrificarsi per il prossimo con vera generosità.

Per la sua indecisione e per la sua pigrizia, per la paura che spesso prova verso gli impegni della vita pratica il Pesci, si è già accennato, ama circondarsi di persone che lo aiutino ad affrontare le incognite e le durezze del quotidiano. Per tal motivo, pur accettando e spesso amando momenti di solitudine, egli gradisce molto la compagnia. Gentile, delicato, morbido, sa essere ammaliatore come pochi e moltissimi annegano nei suoi profondissimi, languidi occhi. Di solito è ottimo amico, compagno di baldorie e solida spalla su cui piangere.

Se si chiede aiuto, anche materiale, è difficilissimo che un Pesci si tiri indietro. Nei limiti in cui gli è possibile, si renderà utile, moralmente o materialmente. A patto però, (si ripete), che l’impegno non si prolunghi troppo nel tempo. Se non ha forti valori di Terra nel suo Tema, quasi mai un Pesci ha infatti un punto di approdo definitivo; nel migliore dei casi, egli può scomparire per mesi, per poi rifarsi vivo senza dare spiegazioni. Il discorso diventa ancor più complicato quando all’amicizia si sostituisce l’amore, come più avanti vedremo.

E passiamo al lavoro. A meno di vocazioni precoci, la scelta professionale di un Pesci è spesso travagliata. Se non ha forti valori di Terra nel suo Tema, è portato a cambiare spesso opinione, ad avere interessi diversi, a seconda dell’emozione del momento. Non sempre sa dividere le velleità dalle possibilità reali e, inoltre, è per lui sempre un dramma il prendere una decisione definitiva, che precluda poi la via a tutte le altre. Spesso cambia più volte linea di studi o lavoro e, professionalmente, non è raro che si consolidi abbastanza tardi nella vita lavorativa.

Se fatica spesso per decidere quello che vuole, un Pesci sa invece benissimo quello che non vuole. Egli sopporta con molto stress una attività che richiede orari rigidi, operazioni ripetitive, precisione massima. In lotta perenne con l’orologio ed eterno ritardatario (anche qui in antitesi con la precisissima Vergine), poco allenato a concentrare la sua attenzione sui particolari, il pescino si realizza al meglio con lavori che richiedono inventiva, fantasia e contatti umani molteplici.

Lavori anche impegnativi e con richieste oblative non indifferenti. Sacrificarsi per gli altri, si è detto, non lo spaventa. In primis, quindi, le attività mediche o paramediche: Ottimo anche il campo dell’insegnamento, specie se nel Tema c’è un forte Giove. La socievolezza e la gradevolezza dei modi, la sua plasticità caratteriale, rendono spesso il Pesci molto adatto anche ad ogni lavoro in cui è previsto contatto con il pubblico.

Adattissime, si ripete anche tutte quelle attività che richiedono intuito…Non soltanto il mondo dell’Occulto, ma se il Tema è sorretto da pianeti in Segni di Terra e di aria, anche il campo delle investigazioni, sia come poliziotto che come detective privato. Poiché il dodicesimo Segno è anatomicamente legato ai piedi, molti Pesci si trovano tra chi questa parte del corpo la usa per lavorare. Dai ballerini, ai calciatori, al pedicure, al calzolaio e via di seguito. Provare per credere!

E’ ovvio elencare anche tutte le attività artistiche o che nel mondo dell’arte circolano. Dal pubblicitario, al fotografo, al costumista, allo scenografo, all’Artista vero e proprio, in qualsiasi campo; dalla musica, alla pittura, alla scultura e via dicendo.. Resa ottima anche sul piano dell’artigianato, se altre parti del Tema indicano manualità. Segno della Religiosità e della Carità, si è detto e ridetto; ed ecco molti Pesci che si dedicano alla vita mistica o alle opere caritatevoli legate ad Associazioni, Comunità, ecc. Per agire al meglio, anche in campo lavorativo il Pesci ha bisogno di avere vicino persone più concrete che lo sollevino da tutte le noie del quotidiano, se difettano nel suo Tema pianeti in Segni di Terra.

In amore, uomini e donne hanno spesso comportamenti assai diversi; il Pesci uomo è seduttore nato, affascinante, affascinato dalle situazioni incerte, indefinite. Spesso si infila in rapporti assai complicati, proprio per il gusto dell’intrigo. Non l’intrigo morboso dello Scorpione ma quello giocoso degli adolescenti che non sanno ancora bene cosa scegliere. Anche in questo settore, come in quello lavorativo, l’uomo Pesci è spesso spaventato dalla scelta, perché questa gli potrebbe precludere molte altre esperienze.

Vita sentimentale, insomma, al limite tra sogno e realtà, con rapporti multipli dai quali si libera quasi sempre con la fuga. Ovviamente, a meno di un fortissimo Saturno nel Tema, fedeltà effimera. Tuttavia, per il periodo in cui sono innamorati, i pescini sanno essere amanti insuperabili, delicati, generosi, sensibili e romanticissimi. Quando si allontanano lasciano una scia di singhiozzi, di cuori frantumati.

Molto sensuale, a meno che non gli abbiano insegnato a vivere il sesso come colpa (allora sono terribili le necessità di espiazione!), il Pesci ha bisogno anche di una forte intesa fisica, oltre che spirituale, per dare il meglio di sé. Capaci, insomma, gli appartenenti al Segno, di far sentire una donna in Paradiso! Per farla poi precipitare nell’inferno quando si dissolvono letteralmente nel nulla. Anche il Pesci più leale di solito nasconde qualche scheletrino nell’armadio, vissuto con noncurante leggerezza o con forti complessi di colpa a seconda dell’insieme del suo Tema.

Nonostante questo un uomo Pesci, se trova una moglie comprensiva ed un po’ sbadata, sa essere un buon marito, generoso e conciliante (tanto più secondo quanto ha da nascondere!). Se il legame coniugale non lo soddisfa, a seconda del suo Tema Natale egli può allontanarsi, magari all’improvviso e senza spiegazioni, come è suo solito, oppure si rassegna ad una masochistica convivenza, spesso mettendo su, nell’ombra, una relazione o varie relazioni parallele. L’uomo Pesci di solito non è maschilista, anzi si adatta benissimo ad essere aiutato e sorretto da una donna! Se le lascia gran parte del peso della casa e spesso della famiglia non è per senso di superiorità ma per pigrizia e per fuga dalle responsabilità.

La donna Pesci è spesso più passiva, nel rapporto; tende a drammatizzare l’amore, nel quale esprime l’Assoluto Dono di Sé, fino al sacrificio della vita, se necessario. (Claretta Petacci, amate fedelissima di Mussolini e che sceglie di morire per lui, con lui). Ipersensibile e troppo romantica, essa si perde spesso nel sogno, nelle illusioni, non di rado con forti colorature masochiste. Una donna Pesci è capace di inseguire per anni uomini che la sfuggono o la disprezzano. Di vivere di amori illusori, di infilarsi in situazioni senza speranza, anche.

Per quello che lei chiama amore, una pescina può arrivare a tutti gli abissi della degradazione morale e materiale. Per fortuna, questi ultimi sono casi rari e la donna Pesci è, di solito, una ottima compagna, magari incapace di tenere in ordine la casa e di stirare le camice, ma amante tenerissima e fantasiosa. Questo non esclude alcune donne Pesci degne compagne dei loro omonimi maschietti; donne infedeli cioè, con doppia o tripla vita. La loro femminilità ed arrendevolezza le rende infatti “prede” molto ambite. Le donne di pochi Segni sono corteggiate ed adorate come le pescine!.

Maschi o femmine comunque, di solito furbissimi per intuito più che per ragionamento, al momento di scegliere per la vita, così come nell’amicizia o nei rapporti di lavoro, un Pesci opta quasi sempre per un partner che supplisca alle sue carenze, che mandi avanti la baracca sul piano pratico, mentre lui (o lei) dispensa tenerezze e coccole.

Entrambi amano i bambini, sono pronti a sacrificarsi per loro e li seguono con impegno, dedizione, grande affetto. La loro fantasia li rende adorabili ai occhi dei bimbi con i quali sanno spesso condividere giuochi e fughe nel mondo dei sogni: spesso, più difficoltà a seguire i figli adolescenti perché manca il polso, manca la determinazione per arginare le inquietudini giovanili. Di conseguenza, rischi di troppo lassismo, di lasciare i ragazzi in balìa di sé stessi.

Difficile delineare la casa di un Pesci. Proprio per la plasticità del suo carattere, molto dipende dall’ambiente in cui vive e dall’educazione che ha avuto. Di certo, non vivrà in un appartamento sobrio e lineare, di quelli adorati dalle Vergini, ma riempirà tutti gli spazi possibili di ninnoli e cianfrusaglie in ordine sparso. Idem vale per il vestirsi. In ambedue i casi, non mancherà certo la fantasia. Non sempre, invece, un Pesci è campione di buon gusto.

Anche se idealista e sognatore, al Pesci piacciono molto i soldi, non per accumularli e reinvestirli, ma per spenderli allegramente. Di solito ignora quella che si chiama sana amministrazione; il denaro gli scivola dalle mani e, in un raptus, egli può arrivare a comprarsi cose inutili ma che gli piacciono moltissimo, con i soldi destinati a pagare la luce o l’affitto. Con la stessa disinvoltura può dare tutto quanto possiede a una persona che gli chiede aiuto, non ponendosi il problema di ciò che serve a sé stesso ed alla propria famiglia.

Naturalmente, mai riuscirà a chiedere la restituzione di soldi prestati o rivendicare la giusta retribuzione del proprio lavoro. Quasi sempre si annoia a seguire l’iter di una lite, di un contenzioso, perdendo con noncuranza ciò che gli spetterebbe di diritto. Se si lascia prendere dal gioco può rovinarsi. Per tutti questi motivi il tipo Pesci si appoggia spesso ad una persona, innamorato, o parente, o amico, in grado di tenere stetti i cordoni della borsa. Questo non preclude Pesci saggi amministratori, se vi sono forti valori di Terra nel Tema; ma anche il Pesce più saggio, ogni tanto si fa scappare la mano.

Temperamento linfatico, sul piano salute il Pesci ha tono vitale basso; ma se non abusa del proprio fisico, soprattutto con alcool, fumo o peggio ancora droghe, egli può vivere bene ed anche a lungo. Il suo punto più delicato, i piedi; ma è a rischio anche l’apparato respiratorio. Molto goloso, come già detto tende ad ingrassare (specie se gioviale), e ad accumulare liquidi nei tessuti. Come il suo dirimpettaio Vergine, somatizza facilmente; per lui la malattia può diventare via di fuga, rifugio dalle difficoltà, nel momento in cui esse gli diventano insostenibili.

Aquario – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

gennaio 29, 2019 on 11:03 am | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

Prima di iniziare l’esame del penultimo Segno zodiacale, un chiarimento sul nome che, di solito, ingenera confusione; molto spesso infatti, si dice e si scrive aquario, e si pensa ad un Segno d’acqua mentre invece, come vedremo subito, il suo elemento è l’Aria; forse per tal motivo o forse soltanto per semplice tradizione, il nome esatto del Segno zodiacale è Aquario, dalla sua radice latina (Aquarius). Stabilito questo, andiamo oltre.
Undicesimo e penultimo Segno dello Zodiaco, si diceva; di Aria, Fisso, Aquario va dal 21 gennaio al 19 febbraio, con due giorni di fluttuazione all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni. Quelli di Aria (Gemelli, Bilancia, Aquario), sono Segni di Astrazione, di Pensiero, di Idee e, per questo motivo, distaccati da passioni, emozioni, vibrazioni del sentimento; idealisti e sognatori quindi, portati ad immaginare più che a realizzare, abbastanza in difficoltà a gestire sia il lato emotivo che quello pratico della vita.
Questo non significa certo che tutti gli appartenenti ai tre Segni siano insensibili e con la testa tra le nuvole, perché in ogni Tema natale, oltre al Segno in cui si trova il Sole, sono tanti i fattori che compongono la personalità nella sua interezza; è comunque indubbio che chi ha il proprio Quadro astrale fortemente influenzato da Segni di Aria non si lascia coinvolgere emotivamente con facilità, né gli riesce agevole affrontare la parte materiale dell’esistenza.
Sempre a proposito di Segni di Aria, mentre Gemelli è l’aria frizzante della primavera e Bilancia quella languida dell’autunno, l’Aria acquariana è quella rarefatta dell’alta montagna, calda con il sole ma con possibilità di diventare gelida appena il sole scompare.. Si vedrà poi il perché di questo simbolismo.
I Segni Fissi (Toro, Leone, Aquario) simboleggiano, in positivo, affidabilità, fermezza di idee, capacità a mantenere gli impegni presi ed a condurre a termine le attività iniziate; concentrazione anche, e tendenza a guardare lontano, ad impegnarsi per costruire qualcosa di solido per il futuro. Al negativo, il Segno Fisso porta ostinazione, rigidità di idee, incapacità di adeguarsi al nuovo ed al diverso, con conseguente conservatorismo ad oltranza.
Il Cerchio dello Zodiaco, nella versione Placido (attualmente la più usata), è diviso in dodici Segni. Sei nella parte inferiore e sei in quella superiore. La demarcazione tra il primo ed il secondo gruppo è delimitata dalla Linea Ascendente che divide a metà esatta il cerchio, partendo da 0° Ariete sino a 0° Bilancia, in senso antiorario.
Linea che non è un semplice tratto di penna, ma una frontiera ben precisa tra due mondi; all’inizio del Segno Ariete avviene infatti il Solstizio di primavera… Il 21 marzo, ore del giorno e della notte si equiparano ed inizia la fase ascendente del Sole; ogni giorno un pizzico di luce e di calore in più, sino al Solstizio di Estate che vede il giorno più lungo e la notte più corta dell’anno. In Natura è l’apoteosi del mondo fisico; odori, sapori e colori sono nella loro massima espressione.

Le piante si caricano di fiori e frutti e gli animali si accoppiano, partoriscono; gli uomini si liberano dei vestiti, per quanto la cultura del tempo e dei luoghi consente loro, e tendono a passare la maggior parte delle ore all’aperto. Sotto il Segno Vergine si hanno le prime avvisaglie dell’autunno; il caldo e la luce diminuiscono ogni giorno un pò, sbiadiscono pian piano i colori, si annacquano odori e sapori.
Ogni giorno è un filino più corto del precedente. Il 21 settembre siamo all’Equinozio di Autunno; la temperatura si abbassa, lentamente ma inesorabilmente; le piante rinsecchiscono, molti animali vanno in letargo ed anche l’uomo si “rattrappisce” fisicamente: è infatti costretto a coprirsi sempre di più ed a passare sempre più ore al chiuso.
C’è più tempo per pensare, per meditare, per progettare, perché non si è più coinvolti nelle mille incombenze della stagione fertile; si sono infatti ormai costruiti i ricoveri per riparasi dalle intemperie (sotto i Segni Toro e Cancro), e si sono ammucchiate le provviste per sopravvivere durante i mesi di gelo (sotto il Segno Vergine). Si sono anche intrecciati con il prossimo legami di convenienza (Gemelli), o affetto (Cancro-Leone); si sono stabilite Leggi e Regole per una civile convivenza (Bilancia); per tutti questi motivi la vita è comunque meno oberata e più protetta e si può guardare oltre la pura sopravvivenza (Segno Sagittario).
Si è già visto che i Segni di Aria simboleggiano non solo il mondo delle Idee, delle Progettazioni, dei Castelli in aria a volte; ma la loro principale caratteristica è la necessità di rapporti con il prossimo. Come l’Elemento che li rappresenta, i tre Segni di Aria tendono infatti ad espandersi, ad occupare tutto il territorio all’intorno. Gli appartenenti a tale Elemento, esistono in quanto possono relazionare con gli altri. La solitudine e la vita monotona possono schiantare alla base la loro personalità.
A meno di fortissime controindicazioni di ciascun Tema personale insomma, un appartenente ad un Segno di Aria si spegne se non ha il continuo raffronto, lo scambio con gli i propri simili. Così come il Leone (suo Segno opposto), è IO SONO, e gli Altri tutti ai suoi piedi, altrettanto l’Io acquariano rischia di volatilizzarsi se non vi sono gli Altri a fargli da sponda. Un Aquario (così come i suoi ”confratelli” Gemelli e Bilancia), ha bisogno dell’Altro, per rispecchiarsi, prima ancora che per raffrontarsi; con il rischio forte di esserne dipendente, di adeguarsi alle idee del gruppo per non essere emarginato.
Al Segno Aquario, molto più complesso, ricco di risvolti di quanto in generale non si dica, sono legati diversi Miti, tutti egualmente significativi. C’è quello di Decaulione, Re di Tessaglia, e di sua moglie Pirra, che ricalca, pari pari, la storia di Noè. Infatti Giove, irritato dall’empietà del genere umano, decide di distruggerlo con un diluvio. Ma Prometeo, padre di Decaulione, avverte il figlio di tale decisione e gli consiglia di costruirsi una barca per salvare sé e la sua sposa.
Finita l’apocalisse, la barca si posa sul Monte Parnaso; dopo i riti di ringraziamento a Giove, si chiede all’Oracolo come ripopolare la terra. Viene suggerito ai due di camminare gettandosi pietre dietro le spalle; dalle pietre gettate da Decaulione nascono nuovi uomini, da quelle di Pirra nuove donne. Umanità nuova e redenta perché nata da un Sacrificio e da una richiesta di Perdono. Aquario simboleggia quindi, in primis, l’Uomo Nuovo, che azzera il Passato ed i suoi errori e si proietta verso un Futuro completamente nuovo, diverso.
Si diceva, nell’Introduzione, che siamo da poco entrati nell’Era dell’Aquario. Molte profezie parlano di una immane catastrofe che scoppierà in tale periodo (ma si tratta di 2000 anni!), e distruggerà gran parte del genere umano (l’energia atomica?); i pochi sopravvissuti, dopo millenni di scannamenti e sopraffazioni, daranno il via ad una nuova Era di pace e fratellanza.
Che sono poi, Pace e Fratellanza, il messaggio che parte dal Segno Aquario; dal Mito di Decaulione e Pirra. E’ infatti significativo che i due, dopo aver passato le terribili prove del diluvio, pensino a ripopolare la terra, a ridiventare NOI, Gruppo, che cerca di riprendere una strada nuova e diversa da quella fallimentare precedente. Ma dai risultati ottenuti negli ultimo millenni, non pare ci siamo ancora riusciti.
Il secondo Mito è quello di Efesto (Vulcano per i Romani) il quale, brutto e deforme, viene rifiutato e gettato sulla terra dalla madre Era. Salvato dalle Ninfe e portato a Lemmo, Efesto si fa ammirare, per la sua geniale inventiva e la sua magistrale manualità. Nonostante la sua bruttezza riesce a conquistare Venere che però poi lo tradisce con il bellissimo Marte. Per scoprirli in fragrante, Efesto costruisce un marchingegno che intrappola i due sul loro letto, d’amore. Gli Dei intercedono per la liberazione dei due fredifraghi e allo stesso tempo, affascinati dalle capacità inventive di Efesto, benché egli sia orrendo e sciancato lo accolgono tra i bellissimi dell’Olimpo.
Efesto simboleggia l’inventiva e l’abilità acquariane nel destreggiarsi con i mezzi meccanici e ancor più (lo si è potuto scoprire da poco per ovvii motivi), con l’informatica e le discipline spaziali: ma altra simbologia di Efesto accolto nell’Olimpo, è l’ingegnarsi di Aquario a guardare ancora “oltre” il Sagittario, il quale ha fatto ormai conoscere la Terra anche nei suoi angoli più reconditi ed inospitali. Infatti proprio a cavallo tra la fine dell’Era dei Pesci e l’inizio di quella dell’Aquario,(la Processione degli Equinozi è in senso antiorario), si è dato il via agli studi ed alla messa in pratica della esplorazione dello spazio.
Terzo Mito legato al Segno è quello di Saturno; ma non il Saturno Signore del Capricorno, rigido e crudele che evira il padre Urano e divora i propri figli. Qui c’è una figura nuova del Dio con la falce, detronizzato dal figlio Giove e mandato in esilio in una landa sperduta. Reso saggio ed umano dalla sofferenza e dalla solitudine, il Saturno di Aquario insegna agli abitanti dell’isola l’agricoltura e, con il lavoro pianificato, intelligente, li rende ricchi, felici. Questo nuovo Saturno sa inoltre regnare con tanta saggezza ed accortezza che il suo periodo di regno verrà chiamato l’ “Età dell’Oro”. Anche in questo Mito sono sottolineati la Saggezza. l’Altruismo e la Rinascita dopo una Espiazione.
L’ideogramma del Segno sono due righe ondulate parallele ( ); questo, unito al nome del Segno induce, come detto all’inizio, alla confusione che le linee ondulate siano delle onde ed aquario, di conseguenza, un Segno di Acqua: in realtà tali onde stanno ad indicare l’energia dell’Aria. Le onde che propagano il suono e la luce e che, nei tempi moderni, sono state utilizzate per le comunicazione. Due onde sta a simboleggiare la duplicità del creato: la linea superiore simboleggia lo Spirito, (il Creatore), e quella inferiore l’Intelletto (la Creatura). Lo Spirito, troppo rarefatto, per realizzarsi ed esprimersi deve interagire con la Materia.

E’ interessante notare come tutti e tre i Segni di Aria abbiano due righe parallele; tutti e tre tendono, infatti, a vivere nell’astratto, a perdersi nelle Idee. La linea inferiore sta sempre a ricordare, sottolineiamolo ancora, che c’è bisogno di una piattaforma, di qualcosa che tenga ancorato alla Terra, se queste Idee si vogliono realizzare. In una icona più complessa il Segno aquario viene simboleggiato da una fanciulla o da un giovinetto che versa acqua da un’anfora: ricordo di un altro Mito legato al Segno; quello di Ganimede ed Ebe, coppieri degli dei; il liquido versato dall’anfora simboleggia la Saggezza e l’Intelligenza, donate a chi ha sete di sapere.
Sul piano dell’evoluzione umana aquario simboleggia in primis la possibilità dell’Uomo, liberato da tutti i bisogni primari, di fare delle scelte autonome in base a sue precise esigenze. L’umanità scopre il valore dell’Amicizia, della collaborazione per interessi comuni che non sono né di lucro né di altra utilità materiale, ma di affinità elettive.
Pianeta dominante del Segno è stato fino al 1781 il Saturno rigenerato di cui si diceva prima; in quell’anno di fine secolo, con l’aiuto dei nuovi potenti telescopi, è stato scoperto Urano, il primo dei tre pianeti trans saturnini. Qualche anno dopo tale scoperta (nel 1793), scoppia la Rivoluzione Francese che polverizza tutto un ordine di cose andate avanti per millenni (la Monarchia, le Caste sociali), e dà il via ad un assetto completamente nuovo nella Società occidentale. Successivi studi di moltissimi astrologhi, portano alla conclusione che proprio Urano è, nella sua essenza e nelle sue manifestazioni, pianeta strettamente legato ad aquario, tanto da diventarne il principale sovrintendente, mettendo Saturno in sottordine.
Proprio l’accoppiata Saturno – Urano in questo Segno complicato, simboleggia un’altra figura mitologica ad esso abbinata; quella di Giano bifronte; una faccia rivolta al passato (Saturno), ed una al Futuro (Urano). Sicchè non è affatto vero che tutti gli acquariani siano progressisti e proiettati nel domani; vi sono anche quelli (con un forte Saturno e peso di Segni di Terra-Acqua nel Tema), che stentano a guardare avanti come il loro Segno vorrebbe. E ve ne sono altri ancora che si lacerano tra il rimpianto del passato ed il pressante richiamo ad andare “oltre”. Ma procediamo per gradi nella descrizione delle caratteristiche psicologiche di aquario.
Aquario è opposto al Leone si è detto; e per la legge che vede in ciascun Segno Astrologico il contrario esatto di quello che gli sta di fronte, nasce la contrapposizione dell’esaltazione massima dell’IO (Leone), con la fusione nel Noi; aquario, appunto. Il Culto della Personalità contrapposto alla forza della collaborazione, dell’aiuto reciproco, del considerarsi tutti alla pari, con eguali diritti, doveri e dignità. Libertè, Egalitè e Fraternitè è stato il motto dell’acquariana Rivoluzione Francese dopo aver abbattuto il Re Leone e la sua corte di privilegiati.
Una delle doti principali del tipo aquario è quindi il sentirsi esattamente alla pari con gli altri. Lo snobismo gli è sconosciuto, come gli è sconosciuto il timore riverenziale per i ricchi e potenti… Egli può dare indifferentemente la sua amicizia al re o al barbone; la linea di demarcazione è considerare i propri simili degni della sua attenzione per qualità morali, lati del carattere, interessi comuni. Un aquario non può legarsi a ricchi e potenti per servilismo (ce ne saranno, ma sono eccezioni), perché in tal caso i benefici del “tutore” richiedono obbedienza, sottomissione. E l’anelito primo di ogni acquariano è la Libertà!

Libero in senso fisico ma anche mentale vuol essere, un aquario; per tal motivo se ne infischia di tradizioni, usi e costumi del suo ambiente: egli, se uraniano, non ha interesse per il passato ma guarda sempre al futuro e non è raro il caso di un appartenente al Segno che, all’improvviso, taglia i ponti con tutto quello che è il suo mondo per andarsene alla ventura, nemmeno lui sa verso dove. Parte, spesso, armato soltanto della sua curiosità e del suo ottimismo. Oppure può cambiare improvvisamente lavoro, magari per un altro che gli dà meno guadagni ma lo gratifica di più.
O, ancora, tagliare di colpo un legame, una amicizia, un matrimonio, se sente messa in pericolo la sua libertà o se gli interessi comuni sono esauriti, almeno per lui. In quest’ultimo caso, non avendo (quasi sempre), molte remore morali sui sentimenti del prossimo, un acquariano può agire con crudele indifferenza verso quanto l’altro può sentire, provare, soffrire: le spiegazioni lo infastidiscono, le rivendicazioni e le lacrime lo irritano per cui non è raro veder sparire nel nulla un aquario, fino a poco prima legatissimo o innamoratissimo. Va da sé che gli atteggiamenti cambiano a seconda della struttura del Tema personale, ma non è raro, nel tipo aquario, l’atteggiamento su descritto.
Un aquario è e sarà sempre poco assimilabile dal contesto in cui vive, del quale accetta a malapena le regole essenziali di civile convivenza; se poi i pianeti del suo Tema Natale sono eccessivamente stimolati, egli può diventare un eccentrico incapace di inserirsi in una vita con una parvenza di normalità. Non è raro trovare Acquari ribelli rivoluzionari, o provocatori che si divertono a sconcertare i benpensanti con il loro modo di agire e di vestire. Al contrario della conformista Bilancia che si appiattisce ed assume mille volti per adeguarsi, essere accettata e piacere a tutti, un aquario, ancor più di un Gemelli, può essere il Giullare di Corte che si fa beffe di quanto gli altri dicono, pensano, vorrebbero da lui.
Una piccola curiosità astronomica; quando gli astronomi sono riusciti a calcolare con precisione l’orbita di Urano attorno al Sole, si sono accorti che essa non è ellittica come quella di tutti gli altri pianeti; il suo percorso è invece un giro strano, “eccentrico”, quasi al di fuori di tutte le leggi fisiche. Ancora un’altra curiosità; parecchi Acquari, o personalità fortemente influenzate da Urano, sono mancine!
Si è già detto che se non ha nel suo Tema personale peso forte dell’Elemento Terra, aquario è un grande idealista che tende a guardare il prossimo nella sua luce migliore, considerando tutti buoni e degni di fiducia; di conseguenza, frequenti le delusioni, a volte cocentissime. Anche se tradito, a patto che non abbia peso di Scorpione o di altri Segni rancorosi nel proprio Tema, un aquario è però incapace di serbar rancore e meno che mai di vendicarsi.
Spesso, neanche le ricorrenti delusioni servono a renderlo più cauto e solo con l’età matura (ma non sempre!), un acquariano impara ad essere più accorto. La visione del prossimo cambia se un aquario è saturnino; si avrà allora, molto spesso, una tendenza a mostrare il volto amichevole tipico del Segno, che nasconde però la sfiducia ed il sospetto propri del pianeta; ovvio che questa seconda categoria sarà molto meno esposta a delusioni; anzi, tenderà a darne, quando si toglierà la maschera. In un saturnino sarà insomma molto meno accentuato il senso dell’amicizia; ma quando un amico verrà scelto, per un aquario – Saturno sarà per sempre. Lo stesso, e lo vedremo tra un po’, non si può dire degli aquario – Urano.

Proprio perché perso nel suo mondo di Idee, sogni ed utopie, come si è già accennato all’inizio, proprio perché la realtà gli sembra troppo piccola e meschina a confronto del suo vastissimo orizzonte mentale, se non è saturnino o, soprattutto, se non è “agganciato” da pianeti in Segni di Terra nel suo Tema un aquario si perde, nell’itinerario della vita quotidiana. Bisogno estremo di un punto di riferimento che, il più delle volte, si ripete, è il suo prossimo. I mitici Amici che egli “ama” più di ogni cosa al mondo. A meno di forti controindicazioni nel suo Tema, un aquario antepone gli amici alla famiglia e, spesso, anche ai rapporti sentimentali.
La dannazione di chi frequenta un aquario uraniano è così quella di doverla sempre dividere con il Gruppo; egli tende a fare tutto non in tandem, ma in tre, quattro, cinque… Trascinandosi insomma sempre dietro gli altri, o andando a rimorchio degli altri, a seconda se sia un capo o un gregario. Le Comuni, i Figli dei Fiori sono il suo Mito. Tra i molti egli si amalgama, si mimetizza, nascondendo molto bene quello che, si è detto, è forse, il suo handicap più grande, sia egli saturnino o acquariano; la freddezza emotiva. La difficoltà a coinvolgersi emotivamente può evidenziare in un aquario uno dei suoi difetti più antipatici; l’opportunismo.
L’amore acquariano, sia di amicizia che di coppia. è infatti particolare; a meno di pianeti in Segni di Fuoco e di Acqua nel suo Tema, un Acquariano, uraniano o saturnino che sia, tende ad essere amico di tutti, a sentire e predicare l’amore universale, ma poi trova difficoltà a volte insormontabili nel contatto diretto…Tende all’intercambiabilità; amicissimo di tutti insomma ma poi, alla fine, di nessuno in particolare. Il faccia a faccia spesso lo imbarazza; gli risulta spesso difficilissimo coinvolgersi veramente nei sentimenti, nelle emozioni e nelle problematiche altrui.
Per tal motivo, se volete divertirvi, passare serate scoppiettanti, o vacanze indimenticabili, fidatevi completamente di un Aquario. Non cercatelo se avete bisogno di consigli, se avete un dolore che vi attanaglia, se siete in una situazione complicata. Salvo eccezioni, l’intuito e la capacità di percepire il dolore altrui non gli sono congeniali. Portato poi a sognare (e quindi a sfuggire alla realtà), a costruire castelli in aria, non saprà certo consigliare soluzioni pratiche a difficoltà materiali.
Ma mentre l’amico caro si dibatte nella solitudine o nella miseria senza che egli se ne accorga, la sua “universalità” spinge magari un aquario ad impegnarsi per raccogliere fondi per i bambini brasiliani o le vedove del Bangladesh. Ma se un aquario ha la fortuna di aver raggruppati nel Suo Tema personale l’apertura al prossimo del suo Segno, il calore di pianeti in Segni di Fuoco e la sensibilità di Segni di Acqua, avrete trovato un TESORO!
In caso contrario rassegnatevi e … non fidatevi troppo. Vi è infatti una particolare categoria di Acquari (più uraniani che saturnini), che proprio perché incapace di coinvolgersi sul piano emotivo, non riesce a vedere l’utilità dei rapporti con il prossimo se non come supporto dei suoi personali bisogni. Se non si ha bisogno di compagni, perché cercare qualcuno? Non illudetevi se certi Acquari vi cercano all’improvviso; non è per sapere come state o se avete bisogno di qualcosa.
Sarebbe più realista sorvolare tutti i convenevoli e chiedergli direttamente. “Cosa ti serve?” – Infatti, dopo i convenevoli ( a volte senza nemmeno quelli), arriva puntuale la richiesta. E non c’è in loro imbarazzo se non si facevano vivi da un anno, se sono spariti all’improvviso senza spiegazioni o sono partiti tre anni prima senza neanche avvertirvi. Se avete una nuova amicizia aquario, che ancora non conoscete bene, siate preparati ad avere anche sorprese di questo genere. E buon per voi (e per lui!), se sorprese non ve ne saranno!
La freddezza e la capacità di distacco da passioni ed emozioni di certi tipi acquariani, se da un lato possono ferire il prossimo, dal lato opposto sono preziosissimi supporti a professioni a volte difficili, dove occorre freddezza e sangue freddo. Un aquario con forte componente Scorpione /o viceversa) è, per esempio, l’optimum per un dentista, un chirurgo. Un aquario uraniano o saturnino va benissimo anche per un addetto alle Unità di Crisi che accorrono in caso di disgrazie, di eventi disastrosi, dove è indispensabile non lasciarsi travolgere dall’emotività, neanche davanti alle scene le più strazianti.
Ottima, per gli appartenenti al Segno, anche la militanza nei Servizi Sociali, dove si devono gestire altre difficilissime emergenze, stavolta individuali, senza lasciarsi trascinare dall’emozione o prendere dall’affetto. Specie in quest’ultima attività capita spesso che Acquari dedicatisi con tutta l’anima ad una persona da aiutare, finita l’emergenza ed il loro raggio di competenze, guardino la stessa come una perfetta estranea, disinteressandosi totalmente degli ulteriori sviluppi della situazione, per correre dietro ad uno nuovo “caso pietoso”. Anche nel campo infermieristico, medico o paramedico è facile trovare Acquari. Ovviamente, tra i medici, molti quelli che scelgono medicine alternative.
Altro vastissimo campo di azione acquariano (Efesto insegna), è quello della manualità, dell’inventiva, della creatività.. Versatili al massimo, gli Acquari possono dare il meglio in una infinità di settori, che qui è inutile elencare. Il campo dell’informatica fa il pieno, così come quello degli studi spaziali. Molta attrattiva anche per l’aeronautica e, spesso, la matematica (specie se saturnini). E lo stesso si può dire di tutte quelle attività che richiedono contatto con il pubblico o si occupino di far divertire la gente. Dall’addetto alle pubbliche relazioni alla guida turistica, al gestore di locali, al portiere di albergo e via di seguito; dall’organizzatore di tour, o di safari, all’intrattenitore nelle crociere, al mimo, al ballerino di ritmi moderni.
Va da sé che un aquario DOC arriccerà spesso il naso ad ascoltare musica classica (nonostante l’acquariano Mozart), ed andrà in sollucchero per il jazz o per tutte le musiche sperimentali. Idem dicasi per tutte le altre Arti, dove il classico lo attirerà poco, a meno che non si tratti di un aquario – Saturno cui riesce difficile guardare avanti. Ma anche un aquario-Saturno non amerà Verdi o Respighi e presterà orecchio a musica molto più sofisticata, rarefatta. Curioso e portato a sperimentare tutto ciò che è insolito, l’acquariano è attratto moltissimo anche dal paranormale. Difficile trovare un appartenente al Segno che non creda nella Astrologia, nei dischi volanti, negli alieni. Che non si appassioni ai romanzi o ai films di fantascienza. Non è difficile trovare anche acquariani con doti paranormali.
La versatilità, l’apertura mentale, l’inventiva e la capacità di rottura con schemi vecchi, aprono insomma una possibilità lavorativa pressoché infinita per il tipo aquario, che è anche capace di inventarsi attività nuove, molto spesso con ottimo successo… La sua facilità a socializzare lo rende ottimo come socio e come collaboratore; e anche capo inflessibile, esigente, se è un saturnino ed ha carisma: ma per dare il meglio di sé un acquariano deve essere libero, avere vasto campo di azione; obbligarlo ad attività routinarie, in posti chiusi, o costringerlo all’immobilismo di una scrivania (a meno che non abbia davanti un computer!), significa ucciderlo.

Dicevamo prima degli amici. La dipendenza da loro è tale che anche innamoratissimo (secondo le sue possibilità, ovvio), quasi sempre un aquario cercherà di trascinare il partner nella sua comitiva. Alla cenetta a due preferirà le allegre tavolate, alla passeggiata romantica, magari al chiaro di luna (che gli è indifferente), le gaie brigate. Se vi struggete di amore per lui, egli vi guarderà come foste un alieno; tenderà a trasportare il tutto sul piano dell’amicizia amorosa. Pretenderà, ma ricambierà di egual moneta, libertà di azione e di pensiero.
Uomo o donna che sia, un aquario può scomparire senza dare spiegazioni e ricomparire senza nemmeno chiederne. Di solito non soffre di gelosia, non giudica e non pontifica (a meno che non sia saturnino!). Se non ha controindicazioni forti nel Tema, tiepidini anche gli slanci erotici: quel che riesce a stimolare di più gli appartenenti al Segno è il gioco intellettuale, la novità, la stranezza. Indifferente ai valori morali, gli stanno bene tutte le varianti del giuoco erotico, senza alcuna limitazione. Se limitazioni vi sono, per educazione troppo rigida o per credo religioso, si avranno Acquari nevrotici.
Forse è per questo motivo che scoppiano spesso attrazioni fatali tra Acquari e Scorpioni; la disponibilità alla “sperimentazione” è la stessa, e la leggerezza, la difficoltà a coinvolgersi veramente del tipo aquario, può stemperare, sdrammatizzare, la cupa, divorante passionalità scorpionica. La stessa attrazione può scoppiare tra aquario e Leone perché il distacco emotivo del primo viene sollecitato e coinvolto dalla passione leonina. Ma qualsiasi partner voglia “tenersi” un aquario lo deve soprattutto incastrare in un sottilissimo giuoco di complicità. Dare e non dare, nascondere e scoprire, in una specie di caccia al tesoro. Sentimentalmente “preso”, l’acquariano tende a fare l’errore suo più frequente. Idealizzare e prendersi della solenni delusioni!
Le cose cambiano se aquario è saturnino. Si avrà allora attaccamento, lealtà data e pretesa, forse anche fedeltà. Assai meno curiosità in campo erotico, con tendenza al distacco non solo dalle passioni ma anche dall’erotismo, specie se sperimentale: c’è poi tutta una gamma di Acquari romantici, innamorati, appassionati, a seconda della struttura personale di ogni Tema.
Come Vergine, Gemelli e Sagittario l’uomo aquario non è affatto maschilista e tende a vedere, a trattare la donna come sua pari; dà la stessa libertà che pretende per sé, a meno che non abbia Luna o Venere in Segni fortemente conservatori. La donna aquario è il prototipo della donna moderna; libera, indipendente, emancipata, per niente attratta dal ruolo di sposa e madre esemplare. Essa cercherà di realizzarsi nel lavoro o, nei casi più rari (di solito se saturnina), trovandosi un marito ricco e occupatissimo (o vecchissimo). Così come il suo compagno di segno, non ritiene importante il matrimonio, non ama la casa e sopporta pochissimo i bambini piccoli che tolgono libertà ed hanno bisogno di quelle coccole che non un aquario a volte non sa dare e spesso non ritiene necessario ricevere.
Quando si sposano, se trovano il partner giusto, uomini e donne aquario quasi sempre tendono a formare una famiglia fondata sulla reciproca tolleranza, spesso sulla complicità. Sono quasi sempre buoni genitori che lasciano molta libertà ai figli, non li assillano con rimbrotti, ansie o iperprotettività. Possono invece cadere nel difetto opposto di seguirli poco, di poco interessarsi alle loro problematiche, alle loro esigenze emotive e psicologiche. Se l’incanto d’amore si rompe, di solito un aquario non fa troppi drammi e tende subito a guardare altrove bravissimo, anche, nel mantenere rapporti per lo meno civili con il/la partner. Si possono allora avere i matrimoni “ aperti”, per il bene dei figli o per interessi comuni; oppure si va alla separazione senza troppi drammi e remore.
Amando poco la casa, è raro che un aquario dedichi ad essa molte cure; spesso, arredamenti spartani ipermoderni, se non si tratta di un saturnino che andrà più sul classico. Banditi ninnoli, tendaggi e cose superflue. Banditi troppi colori; di solito si va sul monocromatico o sui contrasti netti. Molti divani, o cuscini, o comunque posti a sedere, per allegre riunioni: magari, pezzi strani, raccolti in chissà quale mercatino. I Saturnini tendono più al collezionismo, ma strano, inconsueto. Tipo Renzo Arbore, con una Venere fortemente uranizzata, che colleziona pezzi Kitch di plastica!
Anche il vestire non gode di particolari cure. Se non sono decisamente eccentrici (specie le donne), sono comunque sul vestirsi a caso, sul mettere quel che ci si trova tra le mani la mattina, appena svegli. Acquariani sono senz’altro i capelli blu o verdi, i piercing, le borchie. Acquariane sono le teste rapate, in antitesi con le selvagge chiome leonine. Un aquario con il senso dell’eleganza, sarà comunque elegante a modo suo, con un tocco di originalità, di inusualità che lo contraddistingua da tutti gli altri.
Meraviglia che un tipo idealista e sognatore quale è di solito aquario, si riveli poi spesso molto attaccato ai soldi. Anche qui l’antitesi con lo spendaccione Leone e, forse, l’avarizia di sentimenti che si riversa anche sull’avarizia vera e propria riguardo al denaro. Ovviamente gli Acquari saturnini sono i più stretti di borsa; difficile che facciano prestiti, anche di fronte ai più reali, impellenti bisogni di parenti od amici. In compenso, soltanto se sono proprio disperati chiedono aiuto; odiano infatti i debiti tal quale ai prestiti. Ma per la tendenza a d idealizzare, possono essere facilmente raggirati da persone disoneste. Di solito non sono buoni investitori e si limitano a tenere in banca i loro averi.
Sul piano fisico, il Segno aquario corrisponde all’apparato circolatorio ed al sistema nervoso: polsi e caviglie fragili, con tendenza alle distorsioni ed alle fratture. Forse anche perché è legato a Saturno, pianeta della longevità, aquario porta spesso vita lunga; una “stranezza” che potete verificare; non è infatti raro che un aquario o chi ha un forte Urano nel proprio Tema, viva 84 anni esatti, che poi è l’esatto periodo di un giro di Urano attorno al Sole. Facile per un aquario con forti dissonanti nel proprio Quadro, essere vittima di incidenti a ripetizione, o di morire in modo improvviso e/o violento ( armi da fuoco o taglio, aereo o macchina, infarto, ictus).

Quando qualcuno ti irrita

gennaio 18, 2019 on 5:25 pm | In Corpo-Spirito, Donne, Emozioni, Evoluzione, Olistico, Pensieri, Spirito-Corpo
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Andiamo direttamente al punto cruciale della questione.
Quando qualcuno ci irrita, è probabilmente perché:
1) Vediamo in lui una parte di noi stessi che non ci piace. Rifiutiamo di vedere quella qualità in noi stessi e quindi non desideriamo vederla nemmeno in un altro;
2) Il modo in cui ci maltratta rispecchia perfettamente il modo in cui maltrattiamo noi stessi al nostro interno;
3) Questa persona può ricordarci qualche problema con cui siamo ancora collegati: qualcuno con cui è rimasto un “sospeso” e una situazione non risolta, qualche “limitazione” con la quale non siamo riusciti a riconciliarci;
4) Non ci permette di distorcere la verità come facciamo di solito, con questa persona non riusciamo a “raccontarcela” e non si presta al nostro gioco, non sostiene le nostre illusioni preferite e non vuole ignorare ciò che è palese;
5) Ci mostra cosa possiamo diventare in futuro e come possiamo farlo, ma non ci sentiamo pronti per fare questo salto, quindi preferiamo denigrarla con la speranza di tirarla giù e riportarla al nostro livello.
Le persone e gli avvenimenti che generiamo nella nostra vita sono come uno specchio che ci mostra le parti più importanti della nostra opportunità evolutiva sulla terra. Specchio non vuol dire che tutti quelli che incontriamo sono uguali a noi, ma che le altre persone richiamano l’attenzione su qualcosa che si trova al nostro interno.
Molti di quelli che hanno sentito parlare della Legge dello Specchio intuiscono che potrebbe essere vero, ma dopo pochi tentativi smettono di utilizzarlo perché non riescono a cogliere i nessi che si presentano nella loro vita. A volte sembra funzionare, altre invece no.
Lo specchio non si limita a riflettere ciò che siamo precisamente, ma ci mostra molto di più. Grazie a ciò che accade fuori noi possiamo scorgere la Verità su alcuni nostri processi interni.
Quando attraiamo nella nostra vita una persona con cui abbiamo molte cose in comune ci sentiamo bene e capiamo subito perché ci siamo incontrati. Le affinità ci danno una sensazione di intimità, che a sua volta generano la Sicurezza, la Protezione e la Pace, cose a cui quasi tutti anelano. In questi momenti scopriamo come siamo, notiamo nell’altro qualcosa di simile a noi, per cui proviamo Amore e Simpatia. Trattandosi di qualità che ci appartengono, l’amore che proviamo non è solo per l’altro, ma anche per noi stessi. Ci amiamo attraverso l’altro.
Quando accade diversamente, qualunque sia la situazione che ci disturba, possiamo volgere a nostro vantaggio la circostanza e non sprecarla. Possiamo cercare di capire innanzitutto quale, tra i cinque motivi sopra elencati, è quello che più ci risuona nel fastidio che proviamo per l’altro. Iniziamo a cercare quale paura sepolta, o quale dolore nascosto, o quale rabbia repressa siano stati riattivati e portati in superficie grazie a questo incontro. Cerchiamo di non sprecare subito l’occasione guardando fuori e dando colpe all’esterno. Possiamo imparare a crescere grazie a questa situazione. Altrimenti la Vita deve prendersi la briga di ricreare nuovamente la stessa situazione, per un numero infinito di volte, finché alla fine non riusciamo a capire il messaggio.
Quando ci rendiamo conto che qualcuno ci sta facendo soffrire, iniziamo allora ad essere grati a quella persona in quanto sta fungendo da nostro insegnante. Essendo esattamente quello che è, ha pigiato un pulsante nel nostro subconscio attivandone il processo e la guarigione. Questo non vuol dire che dobbiamo perdonare, abbassarci e umiliarci davanti coloro che fanno quello che vogliono con noi, ma semplicemente restare Coscienti e Consapevoli di quello che stiamo creando, poiché lo stiamo facendo solo ai fini della nostra Evoluzione, e questo si chiama Amore. È chiaro che è un Amore in “bassa consapevolezza” poiché usiamo la sofferenza per generare un Risveglio e unaTrasformazione (quando saremo pronti a Evolvere nella Gioia, anche questo cambierà).
Rivestendo l’altro con un ruolo da “Maestro di dolore” nei nostri confronti, possiamo fare un passo in più verso la nostra Libertà. Dobbiamo capire che nessuno può ferirci veramente attraverso ciò che dice o ciò che fa. Noi siamo già pieni di ferite, provenienti dalla nostra fanciullezza, adolescenza e ancora oltre. Abbiamo numerosi lividi sulla pelle, talvolta invisibili e quindi inconsapevoli. Quando qualcuno passa e si avvicina, ci tocca o ci abbraccia, anche quell’Amore può far male. Ma il dolore che stiamo provando non viene da quell’Amore, piuttosto dalle ferite e dai lividi che ci portiamo dietro nelle nostre relazioni. L’altro è un Faro che ci indica dove dobbiamo portare la nostra coscienza per migliorare, per andare avanti, per essere ancora più liberi. Siamo sempre legittimati a lasciar andare qualcuno, soprattutto quando sentiamo che la soglia del dolore ha superato il tetto massimo.
La relazione con l’altro è un territorio molto delicato perché andiamo incontro alle persone riempiendoci di aspettative. Siamo incapaci di vivere uno stato di Libertà anticipata dall’altro. Niente può fare un’altra persona per noi se siamo ancora incapaci di generare una Felicità e una Gioia che prescindano da qualsiasi relazione. Chi non vuole capire questo passaggio sarà tutta la vita un mendicante d’Amore.
L’altro non ci darà la Felicità che stiamo aspettando da sempre, semplicemente perché la Felicità, per natura, nasce da dentro e non da fuori. L’altro non è il carnefice e il responsabile delle nostre sofferenze, perché esso sta solo risvegliando, con il suo atteggiamento, qualcosa che è già sepolto al nostro interno e che chiede di essere guarito.
I nostri traumi e le nostre sofferenze relazionali sono atavici, sono karmici, sono molto antichi. Abbiamo tanto da tirare fuori, non sprechiamo più le preziose occasioni spegnendo il fuoco della nostra consapevolezza e generando le dinamiche “Vittima e Carnefice”. Ognuno è carnefice e vittima di se stesso, è una legge universale.
Facciamo risplendere la Luce dell’Anima che siamo e integriamo, attraverso l’Amore, ogni parte di noi stessi che non ci piace nel nostro Cuore. Iniziamo poi a trasformare questa parte in nuova Consapevolezza. Lasciamo andare con Gioia chi ci ha permesso di fare questo salto Evolutivo, e facciamolo con gratitudine e con molto rispetto. Non esiste ricetta migliore di questa.

Andrea Zurlini
Fonte: http://www.crescitaspirituale.it/2015/03/quando-qualcuno-ci-irrita-vuol-dire-che/
 

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