Chakra: campi ordinatori di energie planetarie

maggio 2, 2019 on 4:07 pm | In Affinita' d'anima, Amici, Astrologia, Astropsicologia, Corpo-Spirito, Olistico, Spirito-Corpo, Voglia di cambiare
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Rosanna Bianchini striges7@yahoo.it

Conferenza tenuta presso l’associazione Jaya di Perugia il 25.02.2007

Circa un anno fa per caso mi è capitato tra le mani un

libro di Roberto Zamperini “Anatomia sottile per i

tipi della Macro edizioni; anche se l’argomento non mi

interessava più di tanto, data la mia notoria bulimica

smania di lettura, ho cominciato a sfogliarlo prima e

poi a studiarlo attentamente e dell’autore ho anche

acquistato le altre opere ed ho frequentato un

seminario di introduzione alle energie sottili; da

questa esperienza esce rafforzata la mia convinzione

di astrologa che il caso non esiste e nasce il

contenuto di questo articolo integrato, comunque,

oltre che con la mia formazione astrologica, anche con

l’esperienza più che ventennale di lavoro sul corpo,

con la pratica delle arti marziali e dello yoga.

Nel momento in cui l’ovulo si unisce allo spermatozoo

nasce la nostra storia, storia che nel grafico del

tema natale si legge nell’analisi della casa VIII; a

livello genetico il patrimonio di due cellule

portatrici di Dna si uniscono in maniera però non

uguale; il codice genetico della nuova cellula è la

fusione dei due codici genetici genitoriali, ma il Dna

mitocondriale viene sempre e comunque passato

dall’ovulo materno, è matrilineare e questo a livello

simbolico già ci dice come il rapporto con nostra

madre sia più profondo, sia Luna, quindi di fusione

empatica.

A livello energetico ogni cellula è un chakra inteso

con questo termine un campo ordinatore di energia che

presiede alla vita della cellula, dell’organo, della

funzione fisica, quindi quando l’ovulo e lo

spermatozoo si uniscono, si uniscono anche due campi

energetici che danno origine ad una nuova cellula, un

nuovo campo e dal quel momento parte la storia,

l’esperienza dell’individuo; da quel momento nasce un

programma energetico che può durare come esperienza di

vita terrena anche poco tempo, nel caso di aborto o

molto tempo per una persona longeva, ma che comunque a

livello energetico è eterno: l’evoluzione della terra

intesa come Gaia è la somma delle esperienze che tutti

gli esseri, da quelli minerali ai vegetali agli

animali fanno e ogni vita che nasce modifica il tutto

e porta il suo contributo all’evoluzione di Gaia.

Dall’analisi della casa VIII, il segno in cui si

trova, il suo governatore, dai pianeti in essa

contenuti e dai loro aspetti possiamo decifrare il

nostro campo ordinatore profondo, quello che ha

origine sia dal patrimonio genetico dei nostri avi che

dalle loro esperienze di vita, ma anche dalle nostre

pregresse esperienze; penso che oltre agli indicatori

classici delle vite- passate, nodi lunari in primis

poi Saturno, Luna e Luna nera, la casa VIII compendi e

integri tutto il canovaccio del cielo di nascita nella

visuale della lettura karmica.

Con lo sviluppo fisico della nuova cellula, lo zigote,

comincia anche lo sviluppo energetico e già al quinto

mese di gravidanza il circuito energetico è quasi

completamente formato; alla nascita è formato così

come sono attivi i sette chakra corporei che la

tradizione indiana ci ha tramandato; chakra significa

ruota o vortice inteso come collettore di energia;

attraverso di essi c’è un continuo interscambio di

energia con il cosmo e con l’energia tellurica di Gaia

che a sua volta fa parte del cosmo; possiamo

visualizzare i chakra come una pompa energetica che si

ricarica di energia ed espelle quella di scarto,

quella negativa; i problemi nascono, sia a livello

fisico che a livello psicologico, quando queste pompe

non funzionano più bene, quando sono intasate dalle

energie sporche dovute a uno stile di vita non sano,

ma anche ai campi energetici problematici creati dalla

nostra psiche e da quelli delle persone con cui

veniamo in contatto dalle esperienze che noi facciamo

che si possono leggere attraversi i transiti

planetari.

Questi chakra sono posizionati lungo l’asse centrale

del corpo, dalla zona perineale , primo chakra, alla

sommità del capo, settimo chakra e già il numero sette

li lega ai sette pianeti della tradizione astrologica;

l’attribuzione al chakra di un pianeta o di un altro è

oggetto di controversie anche nell’astrologia indù a

seconda delle varie scuole; le attribuzioni che

seguono sono quelle che mi sono sembrate più logiche

in relazione alle funzioni psicologiche dei chahra e

all’elemento che la tradizione indiana associa ad ogni

chakra.

Tutte le tradizioni esoteriche parlano di corpi di

energia sottile oltre al corpo fisico ed ancora la

tradizione ne conta sette; anche questi corpi sono

coordinati da centri ordinatori; ce ne sono sette che

partono dal settimo chakra e ci connettono all’energia

del cosmo e mi piace pensare che questi sette centri

ordinatori di energia ci connettano alla nostra stella

secondo la tradizione medievale risalente

all’astrologia araba che indica ogni individuo legato

alla sua stella nel cielo delle stelle fisse; ce ne

sono altri sette che partono dal primo chakra e ci

uniscono al cuore pulsante di Gaia, al centro della

terra ed al suo campo energetico e ipotizzo che quando

noi ci spostiamo di parecchio dal nostro abituale

luogo di residenza, non solo veniamo in contatto con

modi di vivere, linguaggio, cucina, diversi dai

nostri, ma cambiano anche l’angolo di ricezione di

questo campo e questo potrebbe dare una spiegazione al

perché funziona lo spostamento dell’Ascendente di

Rivoluzione Solare o la rilocazione attraverso

l’astrocartografia.

I corpi sottili extra corporei cominciano a formarsi

dopo la nostra nascita; a tre anni sono attivi i primi

tre centri celesti e tellurici; la formazione è

completa a quattordici anni, momento in cui Saturno si

oppone alla sua posizione radix e questo già ci indica ALLA

quanto il signore del tempo non solo costruisca la

nostra struttura portante fisica e psicologica, ma

anche quella eterica.

Nel momento in cui noi portiamo in asse la colonna

vertebrale, automaticamente allineamo tutti i chakra

ed i centri di ricezione extra corporei e l’energia

scorre meglio, ci sentiamo meglio; un portamento

eretto è indice di stabilità psicologica e buona

salute; quando ci ripieghiamo su noi stessi, posizione

tipica delle persone con forte segnatura saturnina, o

siamo sbilanciati in avanti, tipico di Mercurio e

Urano o all’indietro, tipico di Giove, questo è già un

indicatore di problemi di circolazione energetica che

poi possono somatizzarsi a livello fisico.

I centri energetici tellurici sono indicatori delle

energie che vengono dal nostro passato ancestrale, ma

anche dalle esperienze passate; i centri celesti sono

la via che indica il nostro sviluppo futuro, oltre

questa esperienza terrena.

I chakra sono campi ordinatori di energia e ogni

chakra ha la funzione di un pianeta tradizionale;

secondo la mia visione il primo chakra è governato da

Saturno,segue la Luna, poi Marte, Venere, Mercurio,

Giove e Sole, ultimo chakra che connette al cosmo; i

centri extra corporei celesti partono dal primo

governato dal Sole per arrivare all’ultimo governato

da Saturno in contatto energetico con il freddo dello

spazio sidereo; i centri tellurici partono dal primo

governato da Saturno per arrivare al settimo governato

dal Sole in contatto con il cuore caldo, col magma di

Gaia.

Analisi astropsicologica dei chakra

Primo chakra Muladhara campo ordinatore Saturno

È posto alla base del nostro tronco, nella zona

perianeale, è il fondamento della circolazione

energetica del corpo, collegato alla terra; la

traduzione del suo nome sanscrito significa radici e

dalle radici poi si sviluppa la pianta, da esso inizia

la costruzione del corpo; ordina le funzioni

essenziali alla vita, il nutrimento, la capacità di

crescita fisica e psicologica, la capacità di porre

confini e di accrescere le sostanze materiali, il

rapporto col denaro e la prosperità; è deputato

all’auto conservazione dell’individuo, al suo diritto

di esistere e di avere.

Un funzionamento sano di questo campo ordinatore porta

salute fisica e energia; la persona è a suo agio nel

corpo e affronta con fiducia il mondo; ha un senso di

sicurezza di fondo che lo aiuta ad affrontare la vita,

sa rilassarsi e riesce a costruirsi una buona

stabilità materiale; i traumi che colpiscono questo

chakra sono quello della nascita, la mancanza di

contatto fisico con la madre, l’essere abbandonato e

trascurato fisicamente, difficoltà di nutrizione,

gravi malattie o operazioni durante l’infanzia, vivere

in un ambiente violento o subire violenza fisica.

Questi traumi portano ad essere sconnessi dal corpo,

problemi alimentari in eccesso o in difetto, paura,

ansia, poca capacità di programmare e poca disciplina,

la persona è pigra e stanca, ha paura dei cambiamenti,

può essere disorganizzata o essere estremamente rigida

nel modo di prendere la vita; a livello fisico le

disfunzioni si somatizzano a livello intestinale, con

problemi alle parti solide del corpo, alle ossa ed ai

denti e agli arti deputati al radicamento, i piedi, le

gambe, le ginocchia, la base della colonna e i glutei.

L’associazione con Saturno viene immediata; il signore

degli anelli è quello che governa il distacco e la

crescita con le proprie forze; è la struttura che ci

permette di stare in piedi, lo scheletro; è un pianeta

di Terra portato a cercare sicurezza ed accrescerla,

portato ad inserirsi nella società attraverso

l’introiezione delle sue regole che passano però dal

filtro delle proprie regole interne.

Le problematiche, le tensioni che il pianeta ha

scatenano la paura, paura di vivere prima di tutto,

paura di perdere, quindi il bisogno di accumulare, ma

anche il rischio poi comunque di vivere l’esperienza

della privazione che può essere affettiva o materiale

e questa paura deriva da deprivazioni che si sono

vissute durante l’infanzia; sarà l’insieme del tema ad

indicarci quando e perché c’è stata questa perdita che

in età adulta si traduce in una perdita di auto stima

e, come tutti i traumi porta a problemi di

compensazione per difetto o per eccesso.

Saturno è terra ed è il contatto con la materia è la

via per arrivare ad equilibrare il suo campo

energetico, passa attraverso il recupero del contatto

con il proprio corpo e le proprie radici fisiche.

Secondo chakra Swadhisthana campo ordinatore Luna

È collocato nell’addome, quattro dita sotto

l’ombelico; il suo nome significa dolcezza e la sua

funzione è quella di movimento e cambiamento; centro

delle emozioni, delle sensazioni, del piacere

sensuale, del desiderio, dei bisogni di ognuno di noi;

il suo elemento è l’Acqua e questo parla di fluidità,

di qualcosa che non ha struttura, ma liberamente

scorre, esattamente come dovrebbero scorrere gli stati

emozionali, il desiderio sessuale.

Come non associare a tutto questo la Luna? La Luna con

la sua luce riflessa, cangiante, a volte scura che ci

parla dell’ombra, delle potenzialità positive e di

tensione, nascoste nella nostra psiche e di cui noi

non abbiamo coscienza ma che proprio per questo con la

loro danza ci conducono dove vogliono loro; la Luna

pianeta della fusione e della simbiosi; per eccellenza

spinta istintiva alla sessualità nella ricerca

spasmodica di fare di due parti uno, di ricreare il

mito dell’androgino originario; la Luna, spinta

emozionale alla ricerca del piacere che la cultura

delle religioni monoteiste ha demonizzato, ha chiamato

peccato ed il blocco di questo chakra, di questa

funzione energetica scatena i sensi di colpa, le

perversioni.

Un funzionamento equilibrato di questo campo

ordinatore d’energia porta il corpo a muoversi in

maniera morbida ed aggraziata, alla capacità di vivere

il piacere senza sensi di colpa, all’intelligenza del

cuore, alla capacità di accudire se stessi e gli

altri, dona la capacità di cambiare e modificarsi,

pone sani limiti tra i bisogni propri e quelli altri;

se il pianeta è disturbato i problemi possono nascere

da abusi sessuali o emotivi, da situazioni familiari

instabili e conseguente senso d’abbandono, da un non

ascolto o repressione degli stati emotivi infantili,

da un clima familiare molto rigido in senso morale o

religioso e questo può portare ad un corpo rigido, a

non avere contatto con il proprio corpo e negarsi il

piacere, stare continuamente sulla difensiva, avere

paura del cambiamento se c’è blocco della funzione;

invece in caso di iper attivazione del chakra c’è

l’esatto opposto, la continua ricerca del piacere

sessuale, l’ossessione per il sesso e per il piacere;

emozioni che la persona non riesce a controllare, che

la travolgono; la possibilità di essere manipolati

dagli altri, la dipendenza emotiva, la capacità di

manipolare in maniera seduttiva.

A livello fisico problemi agli organi riproduttivi,

alle bile, al sistema emuntori, problemi mestruali;

tutte le problematiche legate alle sessualità;

livello di energia sottile il chakra controlla

l’attività delle gonadi ( testicoli ed ovaie).

La Luna parla di emozioni e del rapporto che noi

bambini abbiamo avuto con nostra madre e la terapia

per curare questo campo ordinatore passa dal recupero

del nostro bambino interiore, dalla nostra capacità di

entrare in contatto con lui, ascoltare i suoi bisogni

che sono i nostri bisogni e cercare di soddisfarli.

Terzo chakra Manipura campo ordinatore Marte

È collocato nella zona del plesso solare; la

traduzione del nome significa gemma luminosa, il suo

elemento è il Fuoco e la sua funzione è quella di

trasformazione ed è campo ordinatore della forza,

dell’energia vitale; spinge all’affermazione

personale, a costruire la propria identità, l’Io;

stimola l’attività, il raggiungimento del potere; è la

base della nostra autostima, della capacità di agire a

proprio vantaggio, porta l’individuo a camminare con

le proprie gambe, ad essere autonomo.

Il Fuoco di Marte brucia attraverso questo campo che

ci spinge ad avere coraggio per affrontare la vita,

per essere individui autonomi che sanno prendere

decisioni giuste; il pianeta quando è equilibrato

porta la persona ad essere affidabile, ad avere una

volontà di realizzazione; porta il carisma del leader,

calore alla persona, fiducia nei propri mezzi, il

senso del proprio potere, ma anche una buona

autodisciplina che non calpesta i diritti degli altri,

porta la capacità di accettare le sfide.

Le tensioni su Marte scatenano la vergogna, fanno

diventare la persona autoritaria, la portano a vivere

sempre in situazioni precarie, la fanno soggetta a

traumi e violenze.

Se l’energia di Marte è carente c’è debolezza, poca

energia fisica, una persona facilmente manipolabile,

incapace di portare a termine i suoi programmi, con

bassa autostima, che dà la colpa agli altri per quello

di cui si ritiene vittima, freddo a livello emotivo e

fisico; invece se il pianeta è iper stimolato ecco la

persona aggressiva, che vuole controllare e dominare

tutti, che vuole sempre avere ragione, che è soggetto

ad attacchi di collera furiosi, ostinato, con

l’ambizione del comando, molto competitivo, arrogante

ed in perenne iper attività.

A livello fisico questo chakra disturbato porta e

disordini dell’alimentazione, ulcere, problemi allo

stomaco al pancreas, al fegato, possibilità di

calcoli, diabete, problemi ai muscoli, stanchezza

cronica ed iper tensione.

La terapia per curare questo chakra passa attraverso

il radicamento ed il contatto emotivo (I e II chakra

perché mano a mano che si sale nella scala dei centri

di energia che sono un sistema chiuso ed in

equilibrio, se qualcosa non funziona al disotto del

campo preso in esame, scompensa questo); il prendere

contatto con la propria forza attraverso un esercizio

fisico molto energico, le arti marziali, ma anche gli

esercizi di controllo delle proprie reazioni corporee,

imparare la capacità di rilassare i muscoli.

Questi tre primi chakra sono le base materiale del

nostro essere al mondo; sono costituiti da elementi

visibili, Terra, Acqua e Fuoco e sono essenziali per

la nostra struttura fisica e psicologica; nasciamo

indifferenziati, ci dobbiamo separare e poi costruire

l’Io; a questo punto siamo pronti a fare il balzo

negli elementi più sottili, ma per potervi accedere in

maniera sana la base materiale dalla quale partire

deve essere solida e ben strutturata, i primi tra

campi ordinatori devono funzionare a dovere.

Quarto chakra Anahata campo ordinatore Venere

È collocato nella zona del cuore, al centro del nostro

corpo ed è lo snodo tra i centri energetici inferiori,

fisici e quelli superiori, mentali ed energetici; la

traduzione del suo nome significa non colpito;

l’elemento è l’Aria che pone in comunicazione tutto

quello che circonda, fa da ponte tra i bisogni fisici

e quelli mentali; lo scopo di questo campo ordinatore

è il raggiungimento dell’amore e dell’equilibrio nella

relazione con gli altri e con l’altro/a in

particolare, ed è una funzione diversa da quella del

secondo chakra che spinge alla fusione ed al

soddisfacimento dei bisogni sessuali ed emotivi; in

questo campo ordinatore c’è lo scambio di amore tra

due persone mature che si scelgono, strutturano il

rapporto e si lasciano libere, non dipendenti l’uno

dall’altra; è un amore che trascende i bisogni e che è

possibile quando prima di tutto l’individuo ama se

stesso, non certo con sfumature narcisistiche, ma con

la piena accettazione di sé ; con questo campo

ordinatore entriamo nel sociale, nella relazione con

gli altri che è caratteristica di tutti gli altri

chakra che seguono.

L’amore, l’equilibrio nella relazione, lo sguardo

benevole verso di sé,la relazione con l’altro,

l’intimità, la capacità di aprirsi ed accogliere, di

integrare la parte maschile e femminile della psiche

dentro di sé sono funzioni di questo campo ordinatore

che porta alla propria accettazione ed

all’accettazione degli altri.

È il diritto fondamentale di amare ed essere amati che

se è ben sviluppato porta empatia con gli altri,

altruismo, pace, compassione.

La ferita di questo chakra provoca dolore ed i traumi

vengono da situazioni di rifiuto, perdita, abbandono,

dall’essere continuamente criticati che porta

vergogna; da situazioni di violenza e sopraffazione,

da lutti, tradimenti, dal vivere in un ambiente

ostile, senza amore.

Le ferite di Venere possono portare a staccarsi dagli

altri, ad essere freddi, iper critici verso se stessi

e gli altri, senso di solitudine ed isolamento,

depressione, mancanza di empatia ed intimità, ma anche

alla possibilità di non avere confini di essere

dipendenti emotivamente dagli altri, la tendenza ad

attaccarsi, la gelosia, il sacrificio pur di

trattenere il partner.

A livello fisico le lesioni di questo chakra possono

portare problemi cardiaci, polmonari, al seno, alle

braccia, al timo, problemi circolatori, di asma,

problemi al sistema immunitario.

La cura per i problemi di questo chakra passa

attraverso l’amore e la scoperta di se stessi,

attraverso gli esercizi fisici che ci aprono

all’abbraccio degli altri, attraverso il lavoro di

psicoterapia per integrare anima ed animus.

Quinto chakra Vissudha campo ordinatore Mercurio

È collocato nella gola; la traduzione del suo nome

significa purificazione e già questo vocabolo ci parla

di un processo che lascia il piano strettamente fisico

per vibrare su toni più alti e proprio la vibrazione,

il suono sono il suo elemento; il fine di questo campo

ordinatore è la comunicazione e la creatività non

intesa in senso fisico, riproduzione, ma il senso

mentale ed è il campo ordinatore di Mercurio deputato

all’ascolto ed alla parola, ad entrare in risonanza

con tutto quello che circonda per avere gli strumenti

per creare; è la chiave del pensiero astratto.

Il mondo lo creiamo in base a come percepiamo le cose,

in base a questo campo c’è la nostra auto espressione;

un Mercurio equilibrato dona abilità nel comunicare,

creatività e la capacità di dire ed e ascoltare la

verità; l’espressione della voce è armonica e c’è un

buon senso del ritmo e tempismo.

I problemi nascono da bugie e messaggi contraddittori

ricevuti nell’infanzia, da un eccesso di senso critico

nei confronti del bambino, dal divieto di esporre le

proprie opinioni, da famiglie in cui c’è qualcosa da

nascondere, ad esempio l’alcolismo di un genitore; in

età adulta ci può essere paura di parlare o parlare in

eccesso, una voce debole o eccessivamente alta e senza

toni, meccanica, difficoltà ad esprimere a parole i

propri sentimenti, ma anche di ascoltare quelli degli

altri, timidezza ed introversione o la tendenza a

spettegolare; a livello fisico le disfunzioni di

questo campo ordinatore si somatizzano con disturbi

alla gola, alle orecchie, tensione al collo ed alla

mascella.

La cura di questo campo ordinatore passa a livello

fisico attraverso lo sblocco delle tensioni del collo,

ma soprattutto dal contatto con il proprio suono, con

la voce, dal cantare alle emissioni pure e semplici di

vocalizzazioni, dal raccontare storie allo scrivere un

diario, dalla ricerca del contatto e comunicazione con

il proprio bambino interiore.

Sesto chakra Ajna campo ordinatore Giove

È collocato nella fronte, al centro tra le

sopracciglia; il suo nome significa percepire e

comandare; il suo elemento è la luce; è il chakra in

cui i due canali energetici, ida e pingala in

sanscrito, che scorrono attraverso i centri inferiori

intersecandosi fra loro, attorcigliandosi attorno alla

colona vertebrale che fa da asse, si uniscono per poi

canalizzare tutta l’energia del sistema sull’ultimo

chakra, il settimo; questo campo è il collettore delle

energie e delle esperienze materiali e spirituali dei

centri inferiori, il suo campo ordinatore è Giove,

pianeta che porta la funzione di comprensione

superiore e ponte fra il piano materiale e quello

spirituale.

Lo scopo di questo campo è quello di riconoscere gli

schemi attraverso i quali si percepiscono le cose e

renderli coscienti; la vista superiore, l’immagine,

l’intuizione, l’introspezione, i sogni e la visione

sono sotto il campo ordinatore di Giove che spinge ad

una maggiore consapevolezza, alla riflessione su se

stessi; con questo campo ordinatore possiamo stabilire

la nostra identità personale attraverso la nostra

capacità di percepire i modelli comportamentali.

Una funzione sana di questo chakra porta intuito e

capacità percettive, potere immaginativo, buona

memoria, capacità di ricordare i sogni e capire i loro

messaggi, capacità di pensare per simboli e

visualizzare

Una funzione distorta di questo campo porta

all’illusione e i problemi hanno origine nell’infanzia

in una percezione delle cose che non era congrua a

quello che ci veniva detto; a traumi ambientali che

hanno bloccato la fantasia ed il sogno ad occhi

aperti; i problemi in età adulta possono portare a

mancanza di sensibilità, memoria carente, difficoltà a

vedere un futuro diverso da quello in cui si vive,

difficoltà a ricordare i sogni, vedere solo una via di

risoluzione dei problemi, ma anche allucinazioni,

illusioni, ossessioni, difficoltà di concentrazione ed

incubi.

A livello fisico l’energia distorta di questo campo si

somatizza con mal di testa e problemi alla vista.

La possibilità di sanare questo campo energetico passa

attraverso la creazione artistica, la meditazione, la

psicoterapia, la terapia del disegno e del colore, il

lavoro sulla memoria e le tecniche di regressione alla

vite passate, il lavoro sui sogni e l’ipnosi.

Settimo Chakra Sahasrara campo ordinatore del Sole

È situato alla sommità del capo; è il centro che

collega il nostro essere all’energia dell’universo, al

campo ordinatore universale ed il suo elemento è il

pensiero.

Sahasrara significa mille, è il loto dai mille petali

che accoglie l’energia dell’intero universo, ma che ha

radici nella fisicità della terra, nel primo chakra

collegato a Madre Terra, si unisce a Padre Sole, ma i

suoi mille petali ricadono verso il basso in modo da

riversare l’energia dei campi ordinatori superiori su

quelli inferiori, di nutrire il corpo.

Il Sole è il pianeta ordinatore di questo campo che

porta la realizzazione del Sé, del progetto della

nostra vita, la ricerca di unione con l’universo che

però non è un annullamento in esso, ma una fusione

della propria identità con il tutto; c’è la coscienza

del proprio essere, dello scopo della propria vita ed

a questo punto c’è il superamento della barriera del

finito per entrare in comunione con il tutto.

Lo scopo di questo campo ordinatore è quello di avere

comprensione dell’esperienza di vita, una comprensione

superiore che percepisce il progetto che c’è dietro la

quotidianità che in questo modo diventa una via di

accesso al sacro, alla trascendenza da essa; c’è

l’unione con il divino, la visione superiore delle

cose; il suo compito è l’assimilazione della

conoscenza, lo sviluppo della saggezza, la capacità di

illuminare tutte le nostre esperienze dando loro un

senso.

Una distorsione di questo campo porta attaccamento

agli schemi che precludono l’apertura della coscienza

e questo è dovuto ad un’educazione che blocca la

curiosità, ad un insegnamento negato, ad imposizioni

religiose coatte, all’obbedienza coatta, così come a

informazioni distorte della realtà avute durante

l’infanzia; i problemi possono portare blocchi a

percepire il lato spirituale della vita, un pensiero

rigido, apatia, difficoltà di apprendimento, ma anche

una iper intellettualizzazione o confusione,

ossessione spirituale, dissociazione dal corpo.

A livello fisico i problemi si possono somatizzare in

mal di testa, amnesie, tumori al cervello, distorsioni

cognitive.

Vivere la funzione solare in modo sano dona la

capacità di percepire il mondo attorno a noi, le sue

informazioni, assimilarle, dona l’apertura mentale

capace di mettere in discussione gli schemi coatti,

porta saggezza e capacità di connettersi con il campo

energetico informatore di tutto il cosmo, con il campo

spirituale e da esso ricavare la visione del senso

dell’esperienza di vita.

La cura per sanare questo campo ordinatore passa dalla

capacità di riunire il corpo con le emozioni, di

riconnettersi al lato spirituale della vita attraverso

la meditazione o discipline spirituali, attraverso lo

yoga e la psicoterapia.

Bibliografia

Roberto Zamperini Energie sottili Macro ed.

“ “ Anatomia sottile Macro ed

“ “ Fisiologia sottile Macro ed

“ “ La cellula madre Macro ed

Anodea Judith Il libro dei chakra Neri Pozza

M.Margaretha Mijnlieff Chakra Xenia ed

Johannes Walter Far esperienza con i chakra Macro ed

Ruth White Chakra Sonzogno ed

Rodney Collin Le influenze celesti Mediterranee ed

A. Tadd Mann L’arte rotonda Gremese ed

Le ferite e la volontà di vivere

marzo 18, 2019 on 7:22 pm | In Astri, Astrologia, Astrologia Esoterica, Evoluzione, Olistico, Oroscopo
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di Liz Greene
nella traduzione di Margherita Fiorello

La volontà di vivere è un grande mistero. Ogni medico che abbia
avuto esperienze di malattie incurabili, sa bene che la volontà
di vivere condiziona la salute mentale e quella fisica, e le
possibilità di sopravvivenza derivano dal desiderio di vivere del
paziente, più che dalle cure mediche. La volontà di vivere non è
necessariamente quello che diciamo di sentire; possiamo gridare a
gran voce di voler vivere, ma qualcosa dentro di noi ha nostalgia
di una “casa” più lontana, e questo sentimento può essere molto
più potente di ogni dichiarazione conscia di guarire. Alcune
persone reagiscono a questo conflitto, al dolore, alla delusione,
con una risposta creativa capace di trasformare la loro
prospettiva e le circostanze della loro vita. Altri invece,
abbandonano la speranza ed entrano in un mondo crepuscolare e
grigio, o perdono totalmente la loro voglia di vivere. Non ci
sono solo suicidi “attivi” tra quelli che hanno ceduto
interiormente, ma anche morti “accidentali”, che sebbene
inconsce, sono alimentate da un desiderio fortissimo di mettere
la parola fine a tutta la sofferenza e all’infelicità. Un
comportamento auto distruttivo non vuol dire solo il gesto ovvio
di inghiottire una bottiglietta di pillole o afferrare un
coltello per tagliarsi i polsi.

Non c’è nessuna ricetta pronta per capire perché alcuni vincono
la sfida con la vita, nonostante gli avvenimenti negativi e gli
ostacoli che debbono affrontare, mentre altri voltano le spalle
al futuro, anche se la fortuna sembra favorirli.

Per di più, perdere la voglia di vivere non vuol dire
automaticamente autodistruzione. Essa può essere espressa come
il desiderio di distruggere gli altri, come se, ad un livello
profondo ed inaccessibile, la proiezione della perdita della
speranza e della sofferenza su altri individui, dia forza e
controllo sulla propria vita. Così colui che ha perso la propria
voglia di vivere può cercare di togliere la gioia – e forse anche
la vita – agli altri, usandoli come capri espiatori che si
facciano carico della disperazione che si sente dentro.

Questo mistero può avere la sua origine, come molti altri
misteri, nel carattere di una persona, e la carta natale può
darci preziosi insights delle sue dinamiche. Come ogni polarità
della vita, noi astrologi dobbiamo studiare le polarità
rappresentate dai pianeti: speranza contro disperazione, volontà
di vivere contro perdita delle speranze, possono essere
illuminate, almeno in parte dallo studio della polarità di Sole e
Chirone.

Non credo che possiamo comprendere le dinamiche di uno di questi
pianeti senza conoscere quelle legate all’altro. Sebbene essi
non siano sempre in aspetto fra loro nella carta natale, sono
sempre presenti entrambi a formare una dinamica energetica della
personalità. Un aspetto diretto focalizza questa dinamica e
diviene un punto centrale nel viaggio individuale, ma questa
polarità è presente comunque. Tutti i pianeti fino a Saturno,
sono collegati allo sviluppo dell’Io, e sono riassunti
nell’archetipo del Sole: potremmo dire che tutti questi pianeti
“servono” il Sole come centro dell’individualità.
Ma Chirone, che compie lasua orbita tra Saturno ed i pianeti esterni,
media tematiche collettive che hanno a che vedere con la ferita personale.
A causa della sua natura, le implicazioni collettive di Chirone
riguardano qualcosa che è “inguaribile” a livello collettivo. La
natura del Sole è quella di riflettere il senso di scopo e di
significato della propria vita, e questi sono strettamente
collegati alla volontà di vivere e di divenire Se stesso. Ognuno
di questi pianeti ha bisogno dell’altro, ma se la bilancia
trabocca da una parte o dall’altra, possono intervenire delle
difficoltà psicologiche.

A seguire una lista di parole chiave che possono essere utili nel
chiarire la relazione Sole – Chirone. Mi piacerebbe esplorare
queste chiavi di lettura prima di esaminare cosa succede quando
Chirone lavora contro il Sole, e quando invece i due pianeti
lavorano assieme. Una carta- più avanti – ci potrà essere utile
per illustrare la misteriosa dinamica Sole – Chirone.

Sole
Chirone

Destino individuale
Fallimenti collettivi

Senso e significato
Disillusione

Speranza per il futuro
Mete non raggiunte

Fiducia in se stessi
Ferita ineludibile

Generosità
Amarezza e cinismo

Identità individuale
Danno fisico o psicologico

Accettazione dei propri limiti

Il potere di creare
Ricerca del significato

Capacità di giocare
Compassione

Fanciullo divino

Sole in aspetto disarmonico a Chirone
Sole in aspetto armonico a Chirone

Depressione
Saggezza

Perdita di fiducia
Accettazione di quello che non può essere cambiato

Senso di avere subito un danno permanente

Cinismo
Coraggio e tenacia

Aspettative di fallimento
Comprensione di un disegno più grande

Sentirsi un capro espiatorio
Melanconia che porta alla profondità di pensiero e di
sentimento

Desiderio di colpevolizzare gli altri

Proiezione del sentimento di inferiorità sugli altri
Dare un contributo alla felicità altrui

Perdita della voglia di vivere
Empatia

Sentirsi speciali, comprendendo i propri limiti

Entusiasmo per la vita

Il significato del Sole
Non mi dilungherò nella descrizione del significato del Sole, che
ho già trattato altrove. In breve il Sole rappresenta l’essenza
della persona – la natura divina (o se si preferisce in termini
meno spirituale la forza vitale) incarnata in forma umana per un
determinato periodo, che si esprime con una sua specifica natura
e scopo. Attraverso il Sole sperimentiamo noi stessi come unici,
speciali, nati per adempiere ad una nostra missione. Parafrasando
una frase di Charles Harvey, durante un suo seminario, il Sole
dentro di noi ci connette al macrocosmo, e ci permette di
sperimentare noi stessi come parte di qualcosa di eterno. Da
questa esperienza interiore ricaviamo non la felicità come si
intende generalmente, ma una profonda serenità e speranza che
deriva dal sentimento di vivere una vita ricca e piena di
significato. Possiamo chiamare questa esperienza “destinica
individuale”, perché il Sole riflette in noi lo scopo specifico
della nostra vita. Nella mitologia greca, Apollo fu la divinità
che dissipò l’oscurità della maledizione familiare, e liberò
l’individuo dal fardello del peccato originale.
Il senso dello scopo può liberarci dalla sensazione di
sentirci intrappolati nel passato familiare,
e darci il senso del futuro, la fede nei nostri ideali,
la convinzione che stiamo andando da qualche parte. E’ il
Sole che ci permette di liberarci dai sentimenti di inutilità e
che afferma il nostro valore inestimabile ed unico anche nelle
circostanze dolorose. La consapevolezza di un proprio destino, un
proprio significato, a sua volta, ci da fiducia in noi stessi e
convinzione della positività della vita, funzionando come una
potente energia risanatrice sul piano psichico e fisico. Se
l’espressione del Sole è bloccata, repressa o non totalmente sviluppata per
qualsiasi ragione – siano esse ferite infantili o conflitti
interiori – la persona può avere difficoltà a collegarsi con
questo “diritto” ad essere se stesso. Le difficoltà della vita
possono essere amplificate perché non c’è quel senso di essere
speciali sul quale costruire la propria vita. Il potere di creare
dipende dalla posizione del Sole nella carta, perché quando
creiamo qualcosa, stiamo trasformando una parte di noi, che
pensiamo possa dare frutto. Creatività richiede un atto di fede.
Il simbolo più antico di questo potere solare è l’immagine del
Fanciullo Divino, che personifica qualcosa di eternamente giovane
e immortale dentro di noi.

Il significato di Chirone
Nell’arte greco-romana Chirone viene sempre mostrato con un
fanciullo sulla sua groppa. Ma malgrado l’emblema della speranza
la figura di Chirone è tragica. Vale la pena ricordare il mito,
che è spesso distorto per quanto è doloroso.

Nel mito Chirone non diventa un guaritore perché è stato ferito.
Questa è una reinterpretazione ottimistica che cerca di dare un
senso al dolore, assegnandoli un preciso scopo e significato –
sviluppare la compassione e la saggezza per guarire gli altri a
causa del proprio dolore. La reinterpretazione del mito è una
valida traccia di lavoro per le proprie ferite, ma la storia di
Chirone non è altrettanto nobile. E’ gia un maestro ed un
guaritore prima di essere ferito. Si può affermare che è già
ferito, perché egli è un isolato; sebbene sia un Centauro, e
quindi una di quelle creature che simbolizzano le forze
istintuali, egli è civilizzato, e vive quindi separato dal resto
della sua gente. Chirone rappresenta in questo contesto l’animale
saggio, un potere naturale che di sua volontà ha scelto di
servire l’evoluzione e la consapevolezza umana, piuttosto che
rimanere ciecamente legato agli istinti compulsivi del regno
animale. Come gli “aiutanti animali” delle favole, Chirone volta
le spalle alla sua natura selvaggia allo scopo di servire il
disegno evolutivo che spinge avanti la vita, ma Chirone è al
momento sbagliato nel posto sbagliato. Egli è preso tra Ercole,
l’eroe solare che rappresenta la forza dell’ego umano, e gli indomati
Centauri che si è lasciato alle spalle. Mentre la battaglia
divampa, Chirone non vi prende parte, non parteggia per nessuno.
Forse a causa di questo suo ruolo di mediatore che lo priva della
sua aggressività naturale è accidentalmente ferito da una freccia
avvelenata diretta ad un altro Centauro, e la sua ferita non può
guarire, non importa quale tecnica terapeutica venga usata. Alla
fine egli si ritira nella sua cava, implorando la morte. Zeus ha
pietà di lui e Prometeo gli permette di morire in pace come ogni
altro mortale, sebbene una volta fosse stato un Dio.

Questa storia terribile implica uno stato di ingiustizia che è
difficile da capire per chiunque, e forse più di tutti per chi è
coinvolti in studi spirituali come l’astrologia.
Vogliamo credere che la vita è giusta, che la
bontà è premiata e la cattiveriapunita, almeno in una prossima
incarnazione se non in questa.
Ecco una creatura innocente che soffre di un errore che non è il
suo, una vittima della inevitabile battaglia tra l’evoluzione e
lo status quo, tra con sapevolezza ed istintualità. Chirone è
l’immagine di quello che dentro di noi è stato ferito ingiustamente dalla
vita, delle condizioni ineludibili che riflettono i fallimenti
della psiche collettiva che procede impacciata sulla via
evolutiva. Poiché gli uomini sono contemporaneamente eroi solari
e animali selvatici, e poiché i nostri sforzi di miglioramento
hanno prodotto spesso disastrosi risultati, abbiamo una eredità
di dolore inflitto agli altri che si ripercuote sulle generazioni
successive. I danni fisici e psicologici, le cui cause risiedono
non in un fallimento individuale o genitoriale, ma genetico o
collettivo, come l’Olocausto e la guerra del Kosovo appartengono
al regno di Chirone. In questi casi, le nostre aspirazioni
rappresentate dal Sole, rifinite e messe a fuoco tramite i
pianeti personali, e strutturati da Saturno sono scoraggiate da
Forze della vita, della storia, della società, della psiche
collettiva di cui non abbiamo controllo, e di cui non possiamo
essere responsabili. Questi scontri inevitabili con i fallimenti
collettivi ci lasciano pieni di amarezza e di cinismo. Possiamo
punire gli altri perché ci sentiamo noi stessi feriti, delusi e
senza via di scampo. O possiamo punire noi stessi. Ma possiamo
progredire malgrado tutta l’amarezza, se insistiamo nel ricercare
le risposte- anche se la risposta è che non c’è una risposta e
dobbiamo accettare i limiti della nostra esistenza.
L’accettazione è uno dei doni di Chirone ed è differente dalla
rassegnazione e dalla autocommiserazione. Il desiderio della
morte di Chirone può essere interpretato come simbolo
dell’accettazione della propria mortalità, e costituisce una
trasformazione che anche se non può guarire quello che è
inguaribile o modificare il passato, può cambiare radicalmente la
nostra visione della vita. Attraverso Chirone impariamo la
compassione di chi è ferito per chi si trova nella sua stessa
condizione.Possiamo provare una profonda empatia per chi è ferito
come noi. Ma senza la luce ed il calore del Sole, non riusciremmo
a provare quella generosità per oltrepassare la ristrettezza di
chi considera il dolore altrui come uno specchio del proprio, e
comprendere che tutti gli esseri umani condividono la stessa
ferita.

Chirone come agnello sacrificale: il ferito diventa feritore

Il processo che Chirone rappresenta si compone di molte fasi, a
cominciare dalla ferita per finire con l’accettazione della
condizione di mortale e la liberazione dalla sofferenza. Queste
fasi comprendono molti sentimenti: rabbia, furia, desiderio di
ferire gli altri, rassegnazione, autocommiserazione, sensazione
di essere una vittima altrui, ed alla fine desiderio di
comprendere il modello universale nel quale spiegare il proprio
dolore. In ognuna di queste fasi, se non riusciamo ad affrontare
quello che ci sta accadendo, possiamo irrigidirci e mostrare le
caratteristiche meno edificanti di Chirone. Dopotutto Chirone è
ferito nella sua parte animale, e gli animali non sono noti per
le loro capacità filosofiche quando sono ferite, piuttosto
tendono a mordere.

Per l’attualità dell’argomento ho scelto di studiare la relazione
Sole Chirone nella carta di Slobodan Milosevic, che quando ho
scritto l’articolo, aveva il dubbio privilegio di personificare
quanto di più abbietto nella natura umana. Non molto tempo fa, lo
stesso onore toccò ad Adolf Hitler, e senza meno nel prossimo
futuro molti avranno lo stesso onore. Se Milosevic sia
l’incarnazione del male come alcuni sostengono, o sia un essere
umano ferito insopportabilmente e perciò trasformato in una forza
distruttiva, non è una domanda a cui io possa rispondere. La
risposta a questa domanda alimenta un dibattito senza fine nelle
professioni di sostegno psicologico e solleva l’eterna
questione della volontà di distruzione intesa come innata nel
carattere o causata da un infanzia abusata e ferita. Come tutte
queste questioni, probabilmente la risposta giusta sta nel mezzo.
Studiando la carta nel contesto della situazione attuale
dell’ex-Jugoslavia, credo che si possa imparare quello che
succede se le ferite di Chirone vengono trascurate. Milosevic non
ha mai mostrato apparentemente di aver perso la voglia di vivere,
anzi sembra che voglia mantenere a tutti costi la sua posizione
anche a spese degli altri- sono gli altri che hanno perso la loro
voglia di vivere, spesso anche la loro vita.

In questa carta Chirone non è in aspetto con il Sole, ma forma
aspetti con la Luna e Plutone in Leone: tutti questi pianeti si
trovano in casa quarta, quadrati all’ascendente Toro. Il Sole è
in quinta casa nel suo segno, il Leone, e quindi è il dispositore
di Chirone. La relazione dinamica tra questi due pianeti non è
diretta, ma si esplica attraverso la polarizzazione del Sole in
Leone in quinta casa e della sua ombra simboleggiata dalla Luna
male aspettata in quarta, con la sua eredità non solo di morte e
di distruzione nella famiglia di origine, ma intesa come memoria
di dolore incisa nella psiche collettiva del quale Milosevic è
imbevuto. Molti serbi nutrono una rabbia lunga di secoli verso il
mondo musulmano dal XIII secolo, epoca dell’invasione ottomana.
La comunità musulmana è percepita come una continuazione
dell’antico oltraggio subito. La Luna in IV casa sente queste cose in
maniera personale, come se avesse succhiato queste memorie
arcaiche con il latte materno. L’oppressione del regime comunista
di Tito è rilevante qui, come il ripudio della individualità
leonina. Milosevic stesso è un comunista, ed il risultato della
doppia enfasi del Leone non può essere che la brama di potere.
Sebbene il potere possa soddisfare l’impulso del Sole di creare,
non può guarire il dolore della Luna in Leone, che brama di
essere speciale ed amata. Con un tema senza Acqua e la dura
disciplina della congiunzione Saturno Urano, quadrata al Sole ed
a Mercurio, è probabile che egli non riesca a risalire alla
radice delle sue sofferenze, perché le emozioni, specie quelle
delle vittime innocenti, sono spaventose da fronteggiare. E’
difficile vivere quando si provano dei sentimenti, ma si
sopravvive solo se si combatte: il Sole è trigono a Marte nel suo
domicilio in Ariete in dodicesima, un canale per il sogno di un
eroismo antico e collettivo. Il potere dell’aspetto tra Luna e
Chirone è proiettato all’esterno, su gente debole vista invece
come un terribile nemico. Come sempre accade come quando si
proietta una parte di sé all’esterno, Milosevic vive in una
stanza degli specchi.

Analizzare i motivi di una persona come Milosevic può essere
molto utile anche per noi. Naturalmente è facile con il senno di
poi dire ” si comporta in questa maniera perché il suo qualcosa
fa un aspetto terribile con qualcos’altro”. Questo è un gioco a
cui giocano tutti gli astrologi, specialmente quando li fa
sentire superiori. Tuttavia la congiunzione in quarta casa della
carta studiata non parla di un comportamento inevitabile, ma una
profonda ferita ancestrale, trasmessa e vissuta nella famiglia
d’origine.
Entrambi i genitori di quest’uomo si sono suicidati, fatto che ha
aggiunto una connotazione oscura a questa congiunzione. Egli ha
conosciuto la morte e l’abbandono nella sua prima infanzia, e la
sopravvivenza per lui non è mai stato un fatto scontato.
L’aspetto Chirone – Plutone è anche un aspetto generazionale come la
congiunzione Saturno – Urano e tutte e due si sono verificate
durante la Seconda Guerra Mondiale, riflettendone il caos e
l’orrore.
I bambini nati con questa doppia congiunzione, conoscono bene nel
loro sangue e nelle loro ossa, che la vita non è sicura, e
l’innocenza e la bontà non assicurano la sopravvivenza. Questo è vero
perfino per chi è nato in un ambiente relativamente protetto,
lontano dal teatro della guerra. Al di là del confine saturnino
dell’individualità, la psiche collettiva assicura che tutti
partecipino ed in qualche maniera incarnino – nel bene o nel
male – i tempi in cui si vive. Che Milosevic sia un uomo
profondamente, selvaggiamente e forse irrevocabilmente ferito non
c’è dubbio, e tutti noi conosciamo il modo con cui ha scelto di
mostrarlo. La profondità della sua ferita è proporzionale alle
ferite che ha inflitto a centinaia di migliaia di innocenti. Il
dolore di Chirone esacerbato dalla feroce lotta per la
sopravvivenza di Plutone, suggerisce in questa carta la profonda
convinzione che solo con la morte di quelli che egli crede i suoi
persecutori, la sua sopravvivenza venga assicurata.
Fortunatamente non molti lettori di questo articolo condividono
la sua opinione: è facile disprezzarlo ed anche odiarlo, ma
possiamo essere più simili a lui di quel che crediamo – in molti
aspetti che reputiamo poco importanti ma che rivelano quanto sia
difficile affrontare le proprie ferite e accettarle, piuttosto
che gioire in segreto quando gli altri a cui ci sentiamo
superiori soffrono.

La lotta e la sintesi

Lo psicanalista Michael Balint ha scritto che in fondo ad ogni
malattia, fisica e psicologica, c’è una ferita – una lotta od un
conflitto interiore che sembra insormontabile e che può generare
amarezza e rabbia, e la perdita della volontà di vivere. In
questa definizione non c’è nessun riferimento ad una colpa
individuale, piuttosto l’indicazione del fatto che se il
conflitto è portato al livello conscio, è possibile modificare il
corso di malattie fisiche o psichiche, o perlomeno affrontarle in
un spirito più positivo.

Se Chirone in una carta agisce contro il Sole, o ha una enfasi
maggiore, il risultato può essere la depressione, un sentimento
di aver subito un danno od una ferita permanente. Si diviene
cinici – con le parole del Mefistofele di Goethe
“sono lo spirito della negazione”.
Ci si aspetta il fallimento, ed a causa delle proprie
aspettative è molto probabile che questo arrivi davvero;
ci si sente le vittime ed i capri espiatori altrui, o si può
proiettare questi sentimenti sugli altri facendone le nostre
vittime. Se non riusciamo a riconoscere il nostro senso di
amarezza e di dolore per le ferite ancora aperte, si può
diventare arroganti e crogiolarsi in un supposto superiore
livello spirituale, guardando dall’alto in basso quelli che sono
meno evoluti di noi. Possiamo divenire intolleranti, ed anche
crudeli, verso quelli che inavvertitamente ci ricordano che siamo
stati feriti. E cosi la ferita imputridisce nell’oscurità.

Ma l’immagine classica di Chirone che porta il Fanciullo Divino
sulla sua groppa ci dice che questi due simboli antitetici
possono lavorare insieme. Nel mito Chirone è l’iniziatore dei
fanciulli – colui a cui è affidata l’educazione del giovane
principe che una volta cresciuto diverrà il re. Questa è una
immagine piena di speranze per il ruolo che quelle ferite
inguaribili possono ricoprire nello sviluppo delle persone che
dobbiamo divenire. Possiamo trovare una qualità di serenità e
saggezza, che emerge dall’accettazione di ciò che non può essere
cambiato, oppure tenacia e coraggio, e perdere quel
sentimentalismo che rende molti idealisti incapaci di realizzare
i propri progetti. Potremmo perfino cogliere un lampo del più
vasto, profondo modello – la lenta, dolorosa evoluzione della
coscienza collettiva, del quale siamo una parte e di cui dobbiamo
di vivere le responsabilità. I disastri collettivi e gli errori
non sono “loro” errori – ma appartengono a tutti noi. Possiamo
disprezzare Milosevic, e giustamente, ma ogni volta che deridiamo
una minoranza sociale, etnica o religiosa, o nell’ombra cerchiamo
di rendere la vita più difficile a quelli che ci ricordano le
nostre imperfezioni, stiamo mostrando lo stesso carattere di
colui che vituperiamo tanto.Io stessa conosco tanti uomini
politicamente corretti, che dietro le porte chiuse della loro
casa, si trasformano in tanti Adolf e Slobo con i loro partners
ed i loro figli.

La melanconia di Chirone, riscaldata dalla luce del Sole, può
significare in un tema profondità di pensiero e di sentimento, e
lo stimolo a dare un contributo per il benessere degli altri.
Possiamo provare un differente tipo di compassione – non solo per
quelli che sono stati feriti nella stessa maniera in cui siamo
stati feriti noi, ma anche per quelli che hanno vissuto una
diversa esperienza, e che malgrado tutto meritano compassione
perché siamo tutti uomini. Se si è perso un occhio, è facile
avere compassione per quelli che hanno lo stesso handicap, ed
odiare quei fortunati che vedono perfettamente. Il Sole in
aspetto con Chirone può far nascere la generosità di spirito che
tutti gli esseri umani soffrono semplicemente perché sono mortali
e soli su questa terra, ed uno specifico tipo di ferita non è più
“speciale” o meritevole di compassione piuttosto che un’altra.
Quelli che più alzano la voce nell’elevare dichiarazioni di
solidarietà verso di albanesi kossovari possono essere gli stessi
che non hanno nessuna pietà per il loro vicino gay, ebreo o
pakistano o sono abituati a maltrattare il loro cane solo per
alleviare lo stress quotidiano. Il Sole che opera assieme a
Chirone elimina l’ipocrisia nascosta nel cuore degli uomini e può
attivare la voglia di vivere – intesa non solo come cieca forza
organica, ma piuttosto come la consapevolezza di un proprio scopo
personale combinata con l’empatia per la lenta e dolorosa
battaglia verso la luce che esiste in ogni essere umano.

Sole e Chirone in aspetto diretto
Coloro che hanno il Sole in aspetto diretto a Chirone sanno ad un
livello profondo come l’ingiustizia della vita possa danneggiare
lo spirito; e se sono capaci di raccogliere la sfida della
combinazione di questi due pianeti, possono dedicare la loro
considerevole energia e forza per fare del mondo un posto
migliore. Ci sono molte persone famose con questo aspetto che
possono fornirci un esempio: qualunque raccolta di dati può
servire allo scopo. Ma piuttosto che servirmi di questi esempi mi
piacerebbe fermarmi su due persone che conosco, entrambe mie
clienti che hanno nel loro tema una congiunzione Sole – Chirone a
rappresentare una ferita di cui essi soffrono. Uno di essi,
inoltre costituisce il tipo di soluzione creativa che l’aspetto
può offrire.

La prima è una donna con questa congiunzione in nona casa in
Capricorno, che ha sperimentato la sua ferita nella sfera
religiosa (come ci si poteva aspettare dall’interessamento della
nona casa), essendo nata in una famiglia di ebrei ortodossi di
cui molti membri sono stati uccisi durante l’Olocausto.Essa ha
ereditato una profonda amarezza e una sfiducia nelle persone e
nella vita, basata solo parzialmente sulle sue esperienze, ma
anche la percezione di essere una vittima di un mondo ostile.
Questa ferita è stata esacerbata anche dal sentimento di
inferiorità delle donne coltivato dalla religione ebraica,
evidenziato in alcuni tabù che riguardano il corpo. Queste
esperienze (vissute o meno in prima persona) dell’ingiustizia
della vita hanno creato in questa donna l’amarezza ed il veleno,
e l’apparente irremovibile convinzione che lei non valesse nulla.
Come conseguenza essa si puniva attraverso il mangiare
compulsivamente e impegnarsi in relazioni distruttive.
L’identificazione con la vittima sacrificale, l’oppressione di un feroce
persecutore interno, il senso dell’inadeguatezza del proprio
corpo, erano state le aree in cui ha lavorato con uno
psicoterapeuta per anni. Ha combattuto per molto tempo per
trovare una “cura” per il suo Chirone ferito, e sperimentare il
rispetto e l’amore per la propria persona rappresentato dal Sole.
Eppure attaccarsi alla propria esperienza di vittima può essere
un modo per sentirsi speciali. E’ il linguaggio di un Sole
segreto, non riconosciuto, inconscio – che se espresso in una
maniera luminosa – può fornire non solo la guarigione alle
proprie ferite, ma generare il riconoscimento della propria
cecità nel non comprendere l’importanza dell’alleviare le ferite
altrui per guarire anche le proprie. Questa donna ha percorso una
lunga strada, ma la sua innata freddezza, la sua perseveranza e
la sua mancanza di sentimentalità si sono trasformate non solo
nelle sue risorse più grandi per la guarigione, ma anche nei più
grandi doni che essa ha potuto offrire a coloro che soffrivano,
come lei stessa un tempo, di disordini alimentari.

Il secondo esempio è quella di uno scrittore fallito, un uomo che
per tutta la vita ha sognato di pubblicare delle storie, ma che
ogni volta “si è sparato ad un piede”scrivendo materiale
impubblicabile. Egli ha il Sole congiunto Chirone in Leone in
quinta casa. Il suo modo di scrivere è molto raffinato, e non ha
nessun blocco creativo, ma ogni volta che scrive qualcosa è
troppo lungo, troppo corto, troppo denso, troppo incomprensibile,
od i temi che sceglie non sono politicamente corretti od
offendono alcune minoranze di cui l’editore teme il giudizio.
Dietro questi fallimenti c’è l’auto sabotaggio, e dietro l’auto
sabotaggio c’è la convinzione di non valere abbastanza, di essere
sciocco ed inarticolato, che se stamperà qualcosa sarà criticato,
deriso e giudicato come privo di valore. A tutt’oggi non è stato
capace di utilizzare i suggerimenti che la lettura del suo tema
ha saputo dare e non ha pienamente compreso la natura della sua
ferita. Il fanciullo divino che vive dentro di lui è stato
ferito dall’ambiente sociale ed educativo della sua prima
infanzia che ha sentito la sua vivida immaginazione come
minacciosa, e la sua intensa concentrazione ed espressione di se
stesso come egoistica. Per quel che ne so, i suoi genitori non
sono particolarmente colpevoli; hanno fatto degli errori come ne
fanno tutti i genitori, e non sono peggiori di tanti altri. Ma
il sistema educativo in cui quest’uomo è stato inserito ha fatto
del suo meglio per trasformare il fanciullo divino in un automa
socialmente accettabile. Molte persone sperimentano questo tipo
di pressioni e di frustrazioni, ma quelle con la congiunzione
Sole – Chirone in Leone possono essere particolarmente sensibili,
e quindi più facilmente ferite dalla ristrettezza e dalla paura
dell’originalità che si riscontra nelle istituzioni educative,
che il più delle volte tendono a soffocare lo spirito creativo
che professano di voler incoraggiare. La vita, come Chirone sa
bene, può essere ingiusta.

Gli aspetti tra il Sole e Chirone non garantiscono una soluzione
su un piatto d’argento. Sono molti quelli che non riescono a
trovare una propria strada. Eppure anche se provocatori, questi
contatti planetari possono fornire una speciale capacità di
portare le proprie ferite a livello conscio, ed insegnare questa
consapevolezza agli altri. Sono gli aspetti disarmonici fra
questi due pianeti che aiutarono Jung (Sole in Leone quadrato a
Chirone in Ariete) a formulare una psicologia del collettivo e
Dane Rudhyar (Sole in Ariete opposto a Chirone in Bilancia) a
creare la sua astrologia centrata sulla persona, come strumento
per la comprensione e l’illuminazione, piuttosto che come mera
divinazione. Senza dubbio entrambi questi uomini hanno sofferto,
ed entrambi in qualche occasione hanno mostrato il lato
spiacevole di questo Centauro (certo io non avrei sposato
nessuno dei due!). Ma essi hanno imparato a trasformare le
proprie ferite in creatività, ed a partecipare del suo carisma
dell’insegnamento e della guarigione. Come ci sono arrivati? E
noi come possiamo scegliere di diventare un Milosevic in erba, o
invece il sentiero che favorisce la volontà di vivere?

Come siamo arrivati a qui?
La casa ed il segno nel quale si trova Chirone ci dicono dove e
come la vita ci ha ferito; questo è il posto, non importa quanto
sia necessario
scavare a fondo, dove si può scoprire che il
“peccato originale” è nel gap tra realtà ed ideale, e nella
constatazione dell’umana fragilità. Potremmo trovarci nella
condizione di farci strada faticosamente nella vita, ma se
riusciamo a non affondare nell’amarezza, che ci rende corrotti
nel corpo e nello spirito, potremmo trasformare la rabbia di
Chirone nella ricerca della comprensione di cosa si trova al di
la dell’identificazione con la vittima o con il persecutore.
Questa comprensione può richiedere una più ampia visione della
vita, l’essere addentrati lungo un cammino spirituale. Dovremmo
essere capaci di comprendere che non sempre i buoni arrivano su
un cavallo bianco mentre i cattivi su un cavallo nero, e che a
volte la gente buona può soffrire ingiustamente mentre i cattivi
vivono e muoiono nei loro letti, in condizioni agiate e sicuri
della loro condizione. Nella vita di tutti i giorni, Chirone e
Walt Disney non sono dei buoni compagni di letto.

Come arrivare a questa comprensione? Come si può imparare a
perdonare ed a tollerare in maniera genuina, senza che il
compiacimento derivante dal porgi l’altra guancia nasconda una
profonda rabbia inconscia? Chirone ha bisogno del Sole per questo
compito. Il Sole ha il potere di affermare la specialità della
persona, e questo solo può fornire l’antidoto al veleno della
autocommiserazione. La casa ed il segno in cui il Sole si trova
alla nascita riflettono quello che abbiamo bisogno di diventare,
se vogliamo sentirci realmente vivi. Se abbiamo il Sole in
Ariete in quinta casa e stiamo passando la vita dedicandola agli
altri ed autopunendoci, c’è qualcosa che non sta funzionando, e
questa slealtà verso le nostre parti più profonde, al Se, può
incoraggiar la rabbia di Chirone, piuttosto che la sua
comprensione. Se il Sole è in Sagittario, in prima casa e se ci
affanniamo a far finta che non desideriamo essere notati da
nessuno, allora qualcosa non sta funzionando come dovrebbe. Se
abbiamo il Sole in Toro in decima casa, e affermiamo che la
sicurezza materiale ed il riconoscimento sociale delle nostre
capacità non ci interessa, qualcosa non sta funzionando. Se
abbiamo il Sole in dodicesima casa in Cancro e facciamo finta che
non crediamo in nessuna dimensione spirituale, mistica ed
invisibile della vita, qualcosa non sta funzionando. Penso che la
domanda da porsi sia se il Sole stia brillando nelle nostre vite,
se siamo realmente noi stessi, se abbiamo paura di essere
lasciati soli e per questo stiamo facendo finta di essere quello
che non siamo. Alla stessa maniera abbiamo bisogno di affrontare
Chirone e domandare a noi stessi qual è la natura della nostra
ferita, come ci ha ferito la vita, e chi incolpare per il dolore
che sentiamo lancinante. Che cosa posso fare per compensare
questa ferita, negarla, indugiare in essa, proiettarla sugli
altri? In quale settore della vita mi sento vittima degli altri e
dove carnefice, e dove cerco di convincermi di non avere nessuna
ferita? Dove saboto la mia vita o mi autodistruggo a causa della
mia amarezza? Affinché il Sole e Chirone possano lavorare
assieme, abbiamo bisogno di prendere coscienza di entrambi. C’è
una alchimia profonda e misteriosa fra questi pianeti, che se
lavora per noi piuttosto che contro di noi, riesce a tirare fuori
tutta la nostra forza di vivere, non solo per noi, ma anche per
la collettività di cui facciamo parte. L’alienazione e la
sofferenza rappresentate da Chirone trattengono il Sole da
divenire arrogante ed insensibile; il calore e la gioia di vivere
del Sole allontana Chirone dalla disperazione. Come con tutti gli
altri fattori della carta natale, il livello d’evoluzione di
queste dimensioni della nostra anima dipendono da quanto siamo
consci della realtà che abita dentro di noi. Questa non è un
rimedio, una cura per vivere. La vita ci farà ancora del male, in
un modo o nell’altro, e le ferite di Chirone, anche se ci siamo
rappacificati con questo pianeta, inevitabilmente ci porteranno
via un po’ della nostra innocenza. La voglia di vivere non si
fonda sulla convinzione che la vita sia tutta rosa e fiori, che
tutto ciò di cui abbiamo bisogno è l’amore, e una madre – padre –
Dio ci ricompenserà se saremo buoni. La vita è costellata da
qualcosa di più reale ed è necessario il realismo quanto la
visione e la fede, se alla fine vogliamo sentire che abbiamo
utilizzato il grande dono della vita che ci è stato dato nel modo
migliore possibile.

Il nostro corpo somatizza

febbraio 8, 2019 on 6:47 pm | In Affinita' d'anima, Buono a sapersi, Corpo-Spirito, Olistico, Salute, Spirito-Corpo
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Il nostro corpo somatizza nella sua materia quello che lo spirito subisce in tutta la nostra anima, quello che il nostro inconscio tace, lo urlano le nostre malattie dolori e malesseri. La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima
Quando ti manca calore affettivo, basta una minima frescata di vento freddo e subito prendi un raffreddore. Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange. Forti mali di schiena (ovvio non causati da un peso caricato male) ti dicono che stai subendo un dolore, porti con te un peso un trauma una tristezza immensa; il mal di gola “tampona” ti assale sicuramente quando hai tanti dolori da sfogare ed afflizioni da dire e non hai con chi confidarti. Quando una persona non la sopporti, non la digerisci e la devi sopportare ti viene acidità allo stomaco, le coliche spesso sono rabbie accumulate che non riesci a sfogare.

Il diabete “invade” quando la solitudine ti attanaglia. Il cancro ti divora come l’odio che corrode l’amore mancato. Il corpo ingrassa quando sei insoddisfatto o dimagrisci quando ti senti logorato. Dubbi preoccupazioni ansietà ti portano via il sonno e soffri di insonnia. Se non trovi un senso alla tua vita la pressione del cuore rallenta o accelera quindi ipotensioni e pressioni alte al cuore sono sbalzi che ti condizionano l’umore e le forze. Il nervosismo aumenta i respiri, come se ti mancasse l’aria, donde dolori al petto ed emicranie (molti fumatori prendono aria extra dal fumo fatidico ed effimero che li rilassa in maniera compensatoria ma illusoria) La pressione “sale” quando la paura imprigiona.

Quando ti senti sopraffatto di un problema che sei ai limiti, allora la febbre ti assale, le frontiere dell’immunità sono all’erta. Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega. le artrosi vengono quando la tua mente non si apre, sei troppo rigido e i muscoli ti si contraggono. I crampi indicano che stai subendo una situazione ai limiti della sopportazione. La stitichezza ti indica che hai residui nel tuo inconscio, hai segreti che ti otturano (quanta merda ci teniamo dentro che non è utile) e non trovi chi ti comprenda senza giudicarti. la diarrea è un atto di difesa dell’organismo che vuole eliminare ciò che percepisce come dannoso (come il vomito) vale per i virus ma anche per le situazioni, i sentimenti… forse chi ha diarrea non riesce a trattenere o assimilare.

La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino. Ascolta il tuo corpo ed impara a guarire con il tuo spirito, non c’è altra medicina che la tua stessa natura non possa darti. E’ ovvio che non generalizziamo, non è un catalogo farmacologico ma una linea guida… chi una preoccupazione la somatizza nella testa (emicrania) chi nello stomaco (indigestione). E i bambini? pur innocenti sono spugne emotive e recepiscono ogni energia negativa di chi li sta accanto, non per caso i bambini più sani sono quelli che crescono in famiglie unite ed amorose. L’amore è vita, dunque qualsiasi mancanza d’amore produce in noi morte: psichica, mentale, emotiva e alla fine anche fisica.

Quando qualcuno ti irrita

gennaio 18, 2019 on 5:25 pm | In Corpo-Spirito, Donne, Emozioni, Evoluzione, Olistico, Pensieri, Spirito-Corpo
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Andiamo direttamente al punto cruciale della questione.
Quando qualcuno ci irrita, è probabilmente perché:
1) Vediamo in lui una parte di noi stessi che non ci piace. Rifiutiamo di vedere quella qualità in noi stessi e quindi non desideriamo vederla nemmeno in un altro;
2) Il modo in cui ci maltratta rispecchia perfettamente il modo in cui maltrattiamo noi stessi al nostro interno;
3) Questa persona può ricordarci qualche problema con cui siamo ancora collegati: qualcuno con cui è rimasto un “sospeso” e una situazione non risolta, qualche “limitazione” con la quale non siamo riusciti a riconciliarci;
4) Non ci permette di distorcere la verità come facciamo di solito, con questa persona non riusciamo a “raccontarcela” e non si presta al nostro gioco, non sostiene le nostre illusioni preferite e non vuole ignorare ciò che è palese;
5) Ci mostra cosa possiamo diventare in futuro e come possiamo farlo, ma non ci sentiamo pronti per fare questo salto, quindi preferiamo denigrarla con la speranza di tirarla giù e riportarla al nostro livello.
Le persone e gli avvenimenti che generiamo nella nostra vita sono come uno specchio che ci mostra le parti più importanti della nostra opportunità evolutiva sulla terra. Specchio non vuol dire che tutti quelli che incontriamo sono uguali a noi, ma che le altre persone richiamano l’attenzione su qualcosa che si trova al nostro interno.
Molti di quelli che hanno sentito parlare della Legge dello Specchio intuiscono che potrebbe essere vero, ma dopo pochi tentativi smettono di utilizzarlo perché non riescono a cogliere i nessi che si presentano nella loro vita. A volte sembra funzionare, altre invece no.
Lo specchio non si limita a riflettere ciò che siamo precisamente, ma ci mostra molto di più. Grazie a ciò che accade fuori noi possiamo scorgere la Verità su alcuni nostri processi interni.
Quando attraiamo nella nostra vita una persona con cui abbiamo molte cose in comune ci sentiamo bene e capiamo subito perché ci siamo incontrati. Le affinità ci danno una sensazione di intimità, che a sua volta generano la Sicurezza, la Protezione e la Pace, cose a cui quasi tutti anelano. In questi momenti scopriamo come siamo, notiamo nell’altro qualcosa di simile a noi, per cui proviamo Amore e Simpatia. Trattandosi di qualità che ci appartengono, l’amore che proviamo non è solo per l’altro, ma anche per noi stessi. Ci amiamo attraverso l’altro.
Quando accade diversamente, qualunque sia la situazione che ci disturba, possiamo volgere a nostro vantaggio la circostanza e non sprecarla. Possiamo cercare di capire innanzitutto quale, tra i cinque motivi sopra elencati, è quello che più ci risuona nel fastidio che proviamo per l’altro. Iniziamo a cercare quale paura sepolta, o quale dolore nascosto, o quale rabbia repressa siano stati riattivati e portati in superficie grazie a questo incontro. Cerchiamo di non sprecare subito l’occasione guardando fuori e dando colpe all’esterno. Possiamo imparare a crescere grazie a questa situazione. Altrimenti la Vita deve prendersi la briga di ricreare nuovamente la stessa situazione, per un numero infinito di volte, finché alla fine non riusciamo a capire il messaggio.
Quando ci rendiamo conto che qualcuno ci sta facendo soffrire, iniziamo allora ad essere grati a quella persona in quanto sta fungendo da nostro insegnante. Essendo esattamente quello che è, ha pigiato un pulsante nel nostro subconscio attivandone il processo e la guarigione. Questo non vuol dire che dobbiamo perdonare, abbassarci e umiliarci davanti coloro che fanno quello che vogliono con noi, ma semplicemente restare Coscienti e Consapevoli di quello che stiamo creando, poiché lo stiamo facendo solo ai fini della nostra Evoluzione, e questo si chiama Amore. È chiaro che è un Amore in “bassa consapevolezza” poiché usiamo la sofferenza per generare un Risveglio e unaTrasformazione (quando saremo pronti a Evolvere nella Gioia, anche questo cambierà).
Rivestendo l’altro con un ruolo da “Maestro di dolore” nei nostri confronti, possiamo fare un passo in più verso la nostra Libertà. Dobbiamo capire che nessuno può ferirci veramente attraverso ciò che dice o ciò che fa. Noi siamo già pieni di ferite, provenienti dalla nostra fanciullezza, adolescenza e ancora oltre. Abbiamo numerosi lividi sulla pelle, talvolta invisibili e quindi inconsapevoli. Quando qualcuno passa e si avvicina, ci tocca o ci abbraccia, anche quell’Amore può far male. Ma il dolore che stiamo provando non viene da quell’Amore, piuttosto dalle ferite e dai lividi che ci portiamo dietro nelle nostre relazioni. L’altro è un Faro che ci indica dove dobbiamo portare la nostra coscienza per migliorare, per andare avanti, per essere ancora più liberi. Siamo sempre legittimati a lasciar andare qualcuno, soprattutto quando sentiamo che la soglia del dolore ha superato il tetto massimo.
La relazione con l’altro è un territorio molto delicato perché andiamo incontro alle persone riempiendoci di aspettative. Siamo incapaci di vivere uno stato di Libertà anticipata dall’altro. Niente può fare un’altra persona per noi se siamo ancora incapaci di generare una Felicità e una Gioia che prescindano da qualsiasi relazione. Chi non vuole capire questo passaggio sarà tutta la vita un mendicante d’Amore.
L’altro non ci darà la Felicità che stiamo aspettando da sempre, semplicemente perché la Felicità, per natura, nasce da dentro e non da fuori. L’altro non è il carnefice e il responsabile delle nostre sofferenze, perché esso sta solo risvegliando, con il suo atteggiamento, qualcosa che è già sepolto al nostro interno e che chiede di essere guarito.
I nostri traumi e le nostre sofferenze relazionali sono atavici, sono karmici, sono molto antichi. Abbiamo tanto da tirare fuori, non sprechiamo più le preziose occasioni spegnendo il fuoco della nostra consapevolezza e generando le dinamiche “Vittima e Carnefice”. Ognuno è carnefice e vittima di se stesso, è una legge universale.
Facciamo risplendere la Luce dell’Anima che siamo e integriamo, attraverso l’Amore, ogni parte di noi stessi che non ci piace nel nostro Cuore. Iniziamo poi a trasformare questa parte in nuova Consapevolezza. Lasciamo andare con Gioia chi ci ha permesso di fare questo salto Evolutivo, e facciamolo con gratitudine e con molto rispetto. Non esiste ricetta migliore di questa.

Andrea Zurlini
Fonte: http://www.crescitaspirituale.it/2015/03/quando-qualcuno-ci-irrita-vuol-dire-che/
 

Settimo Raggio: “l’Amore tramite il Rituale, l’Ordine e la Sintesi” di colore Indaco/Violetto

aprile 19, 2018 on 4:50 am | In Affinita' d'anima, Amici, Amore, Astri, Astrologia, Astrologia Esoterica, Corpo-Spirito, Donne, Emozioni, Evoluzione, Olistico, Pensieri, Spirito-Corpo, Tratto da.......
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Questo pezzo mi è stato indicato da Angela Angarola

Secondo la teoria dei Sette Raggi lo scopo del nostro Sistema Solare è lo svelarsi della coscienza a tutti i livelli, mentre lo scopo dell’umanità, sia individualmente che collettivamente, è la rivelazione della realtà dell’Anima, l’Amore che sta al centro di tutte le forme e manifestazioni di Vita.

I Sette Raggi e dei loro Sotto-Raggi funzionano nel nostro Sistema Solare attraverso il Secondo Raggio mettendo a nostra disposizione la sua energia di Amore/Saggezza modificata e qualificata.

Il cielo come visto dalla terra è di colore indaco.

Considerando che il colore del Secondo Raggio è indaco del nostro Sistema Solare.

L’energia del Primo Raggio del nostro Sistema solare: “la Volontà ed il potere di amare” è di colore Indaco/Scarlatto

Nello stesso modo il colore del Secondo Raggio: “l’Energia essenziale dell’Amore” è indaco/Indaco;

Il Terzo Raggio: “ l’Espressione attiva ed intelligette dell’Amore” è Indaco/Verde;

Il Quarto Raggio: il nostro pianeta Terra sotto l’influsso del Quarto Raggio “l’Amore espresso tramite la fusione degli opposti” di colore Indaco/giallo.

Probabilmente la presenza del vero colore del Secondo Raggio ci offre una mano protettiva e soccorrevole mentre ci dibattiamo nei conflitti che sembrano caratterizzare la nostra ricerca di armoni a livello umano e terrestre .

Il Quinto Raggio: “l’Amore espresso tramite la Conoscenza Concreta e la Scienza” di colore Indaco/Arancio;

Il Sesto Raggio: “l’Amore espresso tramite la Devozione e l’Idealismo” di colore Indaco/Blu-Rosa;

e infine, il Settimo Raggio: “l’Amore tramite il Rituale, l’Ordine e la Sintesi” di colore Indaco/Violetto

– “Astrologia Centrata sull’Anima” di Alan Oken –

Tutto è frutto di risoluzioni!

aprile 3, 2018 on 7:53 am | In Affinita' d'anima, Corpo-Spirito, Cose carine, Emozioni, Evoluzione, Olistico, Salute, Spirito-Corpo, Voglia di cambiare
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“Tutto è frutto di risoluzioni!

Se vuoi essere felice devi decidere di esserlo: tutto è frutto di risoluzioni!

Quando ti svegli non puoi semplicemente aspettare di vedere che giornata avrai. Devi decidere che giornata avrai!

Il passato non deve essere la tua bussola per orientarti nel futuro. Devi darti ogni giorno il permesso di iniziare un nuovo corso.

Ci sono molti modi di decidere e di volere. Quando prendi la tua decisione devi farlo ad un livello profondo, dove si formano le correnti delle tue energie. Decidere è dare la direzione alle forze. Puoi fare ciò se non hai paure. Le incertezze, le ansie, i modelli di pensiero e comportamentali ereditati dal tuo clan familiare sono porte chiuse che ti impediscono di scendere nelle profondità di te stesso e di prendere  decisioni efficaci.

Si può imparare a sciogliere paure e retaggi ancestrali, si può imparare a prendere decisioni libere e forti, si può imparare l’arte della realizzazione di sé.

Se segui il dharma, avrai un buon karma

settembre 21, 2017 on 6:35 am | In Affinita' d'anima, Amici, Amore, Corpo-Spirito, Emozioni, Evoluzione, Olistico, Pensieri, Spirito-Corpo
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di Angela Arcarola

Se segui il dharma, avrai un buon karma.
Karma deriva dal termine sanscrito karman, che si può tradurre con “creare qualcosa agendo”.
In pratica, la parte non necessariamente visibile delle nostre azioni crea il nostro destino.
Anche “Dharma” è una parola sanscrita e significa “obbligo morale, verità”, “come le cose sono” o “come le cose dovrebbero essere”.
I concetti di karma e dharma esprimono il cardine della Legge di compensazione: si raccoglie quello che si semina.
“Ogni azione, ogni pensiero, raccoglie i corrispondenti frutti.
La sofferenza umana non è un segno della collera di Dio, o della Natura, verso l’umanità: è piuttosto un segno dell’ignoranza della legge divina da parte dell’uomo”, afferma Paramhansa Yogananda in “Come creare il proprio destino”.
Rudolf Steiner, nelle sue “Considerazioni esoteriche su nessi karmici”, fa l’esempio di un uomo che decide di costruirsi una casa per andarci a vivere; quando è pronta va ad abitarci.
Se a quel punto non ricordasse più di aver voluto quella casa e dentro quelle mura ora si sentisse stretto, rimane sempre il fatto che, dentro la sua abitazione sarà libero di vivere come vuole, in modo saggio oppure in modo dissoluto.
Quelle libere scelte contribuiranno non solo a costruire nuovo karma individuale ma – secondo la Scienza dello Spirito – si inscriveranno anche nel karma della Terra che, a sua volta, contribuisce a preparare il futuro dell’umanità.
Non tutti sanno però che il nostro karma può arrivare anche dal futuro.
Spiega Fausto Carotenuto:
“Le singole esperienze della vita servono per sviluppare la nostra capacità di amare e far crescere lo Spirito; il karma serve per “compensare” le azioni del passato, ma una parte delle situazioni in cui ci troviamo è necessaria per prepararci in modo specifico ai compiti che attendono la nostra anima e il nostro Spirito in questa o altre vite.
E’ lo stesso principio per cui un genitore fa – oggi – studiare una lingua straniera al figlio: così – un domani – avrà già consolidato una competenza che gli sarà utile; ovviamente con il karma si tratta di sviluppare, consolidare qualità dello Spirito”.
“Ci sono le onde e c’è il vento, ci sono le forze visibili e quelle invisibili.
Ognuno ha questi stessi elementi nella sua vita, il visibile e l’invisibile…

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