Quando arriva la cicogna?

febbraio 21, 2019 on 4:48 pm | In Affinita' d'anima, Amici, Amore, Astri, Astrologia, Donne, Oroscopo, Pratica Astrologica
| No Comments

di Umberto Ciauri

Premesso che se si decide di avere un figlio,
c’è innanzitutto da risolvere un problema fondamentale:” che mamma e papà si
amino follemente”. Risolta felicemente questa incognita, allora sì che
l’astrologia può intervenire con grande efficacia per porsi coscientemente sulle
frequenze d’arrivo di una magica cicogna, dominata dalla Grande Madre, La Luna.

Ricordando a tutti, che di per sé, i transiti
lunari durano pochissimo, e che quindi in astrologia, gli stessi, svolgono
sempre e solo una funzione integratrice, che va necessariamente inserita in un
quadro generale assai più ampio, costituito dai temi di nascita dei due futuri
genitori, dai transiti a cui gli stessi sono soggetti in un determinato periodo
nello spazio-tempo e così dal grado di affinità risultante dalla comparazione
dei due temi presi in questione.

Volendo quindi strizzare un occhio
all’astrologia previsionale tra i principali aspetti, significatori di
gravidanza, si possono indicare:1) significative congiunzioni con la Luna
Natale di Lei, soprattutto se con Giove, Urano o Venere retrograda, di transito;
2) significativi pianeti di transito con la Venere Natale di Lei; 3) importanti
aspetti nella quinta casa natale di entrambi i genitori; 4) significativi e/o
prolungati passaggi di importanti pianeti nella quinta casa natale di entrambi i
possibili futuri genitori (non a caso il segno del Leone, cosignificante con la
“quinta Casa Astrologica”, sembrerebbe avere nel suo glifo, la rappresentazione
simbolica di uno spermatozoo); Luna di transito in fase crescente, in aspetto di
congiunzione, o comunque armonico, con la Luna Natale di Lei.

Nei tempi antichi, astrologia, astronomia e
medicina erano una cosa sola votata al servizio degli uomini per lenire le loro
sofferenze, tanto che Ipparco (460-377 A.C.), il grande medico greco, padre
della medicina, così scriveva : “Chi ignora l’astrologia, deve essere
considerato non un medico, ma qualcos’altro”.

Attualmente, le cose vanno assai diversamente,
la scienza e l’astrologia, nella maggior parte dei casi, si trovano su posizioni
antitetiche, spesso (a parere dello scrivente), per l’assoluta mancanza di
dialogo reciproco tra i cosiddetti addetti ai lavori, salvo alcune eccezioni…….

..………verso la metà degli anni 50, Carlo Gustav
Jung, uno dei padri della psicanalisi, invitava la “cosiddetta scienza” a non
avere preconcetti nei confronti dell’astrologia e così scriveva: “del resto devo
osservare che la cosiddetta scienza non ha alcun diritto di affermare a priori
che certi fatti non esistono… è superfluo rivelare che non si fa scienza con
l’indignazione e che argomenti di indignazione morale stanno bene al moralista
perché questo fa parte del suo mestiere, ma non all’uomo di scienza, la cui
norma è la verità e non il sentimento morale”. Per cui Jung, per il progresso
della scienza, ammonendo gli scienziati ad avere dubbi sulle conoscenze
raggiunte, li invitava a modificare la loro posizione, del tutto negativa nei
confronti dell’Astrologia, e a guardare a questo settore della ricerca umana con
curiosità e bisogno di verifica.

Difatti nell’antichità la medicina cercava,
attraverso la posizione degli astri, il miglior momento per realizzare un
determinato intervento. La Luna è tradizionalmente associata ai cicli umani
attraverso il suo movimento mensile e le sue differenti posizioni. A nessuno
sfugge la reggenza lunare sui cicli femminili, fondamentalmente il ciclo
mestruale che coincide esattamente con la durata dell’orbita della Luna interno
alla Terra (28 giorni). Nessuno discute l’influenza lunare sulle maree e su
alcune specie che dipendendo dalle fluttuazioni nei fiumi e nei mari , di fatto
dipendono fondamentalmente da queste.

Da sempre gli scienziati, nelle loro diverse
specializzazioni, concentrano i loro sforzi per trovare una spiegazione cosmica
a fatti della vita fisica che risultano ancora non spiegabili. Si conosce la
relazione tra la Luna e l’agricoltura, la botanica, la zoologia e la
meteorologia, però si dubita da sempre quando si parla di esseri umani (per lo
più costituiti d’acqua), come se gli stessi, vivendo in un “Iper-Uranio”,
fossero poi estranei ai cicli di questo universo. Non a caso i contadini, da
sempre legati alle fasi naturali, raccomandano di imbottigliare il vino con la
Luna Piena. E’ un esperimento che si ripete ormai dalla notte dei tempi: il
vino imbottigliato con la Luna piena presenta caratteristiche migliori di quello
imbottigliato con la Luna sbagliata.

Da sempre l’Astrologia associa la Luna alla
femminilità e al grembo materno; difatti la tradizione astrologica ha da sempre
indicato la Luna crescente come momento migliore
per concepire un figlio. Già Tolomeo, nell’antichità, osservando una
stretta correlazione tra i transiti lunari e il momento del concepimento,
affermava: “ L’Ascendente o il Discendente di Nascita corrispondono alla
Posizione che la Luna aveva al momento del concepimento”.

Il Metodo del Dottor Eugen Jonas

E cosi anche lo psichiatra e ginecologo
cecoslovacco Dr. Eugen Jonas, nel corso della sua lunga esperienza
professionale, pur patendo da posizioni lontane dall’Astrologia, riscontrò
con sua stessa meraviglia “una serie di correlazioni tra i cicli lunari e il
concepimento e il sesso del nascituro”.

Difatti il Dr. Jonas così affermava :”la
tendenza dell’embrione e perfino il sesso dei figli dipendono in forma decisiva
dalla posizione della Luna nel momento del concepimento. I risultati
dell’indagine hanno reso possibile adesso stabilire anticipatamente i giorni più
adeguati per il concepimento al fine di poter determinare il sesso della
creatura che nascerà
”. Il Dr. Jonas era il primario di Psichiatria di un

importante centro demografico della città di Nagysurany (Cecoslovacchia – ai
tempi del Patto di Varsavia) e la sua teoria causò una grande rivoluzione nei
circoli scientifici dei paesi dell’ovest, allora, di oltre-cortina. Le sue
ricerche scientifiche confermavano quello che per molti astrologi era da sempre
evidente: la correlazione tra i processi biologici della Terra con i fenomeni
cosmici (soprattutto quelli legati al Sole e alla Luna).

D’altronde basta chiedere ad un qualunque
operatore di un ospedale di ginecologia e ostetricia, per avere la conferma che
la maggior quantità dei parti si produce immediatamente dopo un cambio di fase
lunare. Questo lo sanno molto bene le infermiere e le ostetriche, che in molti
casi non ce la fanno con i turni di lavoro e devono ritardare i parti perché le
maternità si accavallano in quei giorni, mentre negli altri, dove non ci sono
cambi di fase, tutto procede tranquillamente.

Quando si chiese al Dott. Jonas perché ad uno
psichiatra interessassero questioni di ginecologia, lui disse :”come
psichiatra osservo che molte donne, che hanno un sistema nervoso sensibile,
manifestano a volte un’attività sessuale poco comune, la quale si ripete
evidentemente ad intervalli di 30 giorni, nonostante il periodo mestruale, e
cominciai a cercare una spiegazione. Mi sono anche interessato al problema delle
nascite di creature deformi, anormali o con sviluppo difettoso, perché nel
nostro dipartimento siamo a contatto con molte creature, e da ciò iniziai a
cercare una spiegazione di queste nascite. Tutto questo mi portò a migliorare le
mie conoscenze sulla ginecologia ed allo stesso tempo iniziai a leggere libri di
antichi autori indiani ed egiziani che trattano di argomenti di biologia, alcuni
dei quali si riferiscono all’astrologia ed agli effetti dei corpi celesti sulla
natura. Trovai che le credenze degli antichi in molti casi erano confermate da
più recenti indagini portate avanti con metodi moderni. Ciò mi condusse a
considerare l’attività del sistema nervoso femminile, il problema del
concepimento e le irregolarità delle nascite, in relazione agli effetti
possibili dei corpi celesti del sistema solare. Io stesso mi chiesi se poteva
essere vera la convinzione dei primi medici-astronomi della storia, che la donna
era capace di concepire solo con certe fasi lunari. Questo mi portò ad indagare.
I risultati ottenuti mi lasciarono sorpreso, infatti ciò che notai fu che
il sesso dell’embrione dipende dalla Luna,
e che i pianeti del sistema solare possono determinare le tendenze della
creatura nata. All’inizio considerai queste cose come una fantasia e non potevo
convincere me stesso della loro realtà. Nonostante ciò, le mie osservazioni, in
molti casi, mi dimostrarono che più casi io studiavo e più i calcoli astronomici
erano esatti e più risultava l’esistenza di una, fin qui sconosciuta legge
naturale”.

Così il Dott. Jonas, pur partendo da posizioni
del tutto estranee all’astrologia, dopo aver analizzato migliaia di casi nel già
citato centro demografico, dovette arrendersi all’evidenza delle proprie
ricerche giungendo a queste conclusioni :” La fase in cui la donna è in grado
di concepire si verifica precisamente in coincidenza con la fase lunare
(relazione Sole/Luna) in corso al momento della sua nascita; il sesso del
nascituro dipende dalla posizione in cui si trova la Luna rispetto all’eclittica
nel momento del concepimento (campo positivo o negativo, per es. i segni
positivi sono :Ariete, Gemelli, Leone, Bilancia, Sagittario ed Acquario ; quelli
negativi : Toro, Cancro, Vergine, Scorpione, Capricorno e Pesci); che la
vitalità dell’embrione è fortemente influenzata dalla posizione di alcuni corpi
celesti
.”

Per cui secondo Jonas, vi è un periodo del mese
in cui la donna concepisce più facilmente, a volte anche indipendentemente
dall’ovulazione; difatti secondo il ricercatore l’epoca di massima fertilità
che una donna ha, durante ogni mese lunare, coincide con il momento in cui la
Luna riproduce esattamente la stesso aspetto che aveva con il Sole nel momento
della nascita; esiste però un periodo anteriore di due giorni o poco più in cui
il rapporto sessuale può comunque condurre al concepimento. Per cui, secondo lo
stesso, la fertilità femminile sarebbe maggiore nel momento in cui, oltre al
verificarsi l’ovulazione, ci sarebbe il compleanno lunare (la Luna di transito
si troverebbe nello stesso segno assunto dalla Luna nel tema di nascita).
Siccome l’ovulazione e cosi il compleanno lunare possono anche non coincidere,
questo spiegherebbe i casi in cui si rimane incinta in giorni diversi da quelli
legati al ciclo mestruale. Oltretutto grazie al verificarsi del compleanno
lunare, si riscontrerebbero anche le punte massime del trasporto sessuale. Così
sempre secondo il dott. Jonas, sempre basandosi sul ciclo lunare, sarebbe
possibile scegliere il sesso del nascituro :”teorie scientificamente
spiegabili stabiliscono che il sesso dei figli è determinato dalla natura dello
spermatozoo che va a fertilizzare l’ovulo. In relazione a questa funzione, si
dice che certi spermatozoi portano due cromosomi X, mentre altri ne portano uno
X ed uno Y. Se l’ovulo viene fecondato dallo spermatozoo portante il cromosoma
Y, il nascituro sarà maschio, nel caso contrario (due cromosomi X) sarà
 
femmina. Ciò che non si sa è che cosa è che determina il tipo di spermatozoo che
andrà a fecondare l’ovulo. Secondo l’attuale punto di vista scientifico, è nello
stato metabolico dell’ovulo il fattore per cui viene scelto un determinato tipo
di spermatozoo; in questo senso l’ovulo sceglie un compagno tra gli innumerevoli
spermatozoi che si trovano nei suoi pressi, ed è così che si fissa il sesso del
nascituro. “Perché pare inimmaginabile che questo processo fisico possa essere
influenzato dalla posizione della Luna, essendo anche questo un fattore fisico
?”

Ossia, essendo i segni zodiacali,
alternativamente maschili e femminili (partendo dall’Ariete), un bambino
concepito nella fase lunare che corrisponde a quella natale della madre sarà
maschio se questa fase cade in segno maschile, femmina se la fase cade in segno
femminile

E’ indubbio, secondo alcuni, che Jonas, dette un
importante apporto all’astrologia e così alla scienza medica; certamente, va
ribadito, che il metodo Jonas, non esimerebbe le persone dal sottoporsi ai
trattamenti medici corrispondenti, ma deve essere sempre necessariamente
utilizzato in forma complementare, come metodo per determinare i periodi di
massima fertilità della donna.

Jonas , sintetizzava il valore delle sue
ricerche, così esprimendosi :”penso che la mia teoria potrà aiutare a
pianificare la famiglia in vari sensi; non solo si potrà facilitare con esito
positivo il concepimento, ma si potrà anche aiutare a prevenirlo attraverso il
calcolo dei giorni non fertili, così da ridurre il numero delle gravidanze non
ancora desiderate”.

Schema Riepilogativo
Metodo Dott. Jonas
Fertilità: Luna di transito congiunta alla Luna
Natale (Compleanno Lunare)
Hai la Luna in 
Ariete, Gemelli, Leone, Bilancia,
Sagittario, Acquario
Se desideri un Maschio Concepiscilo con una Luna di transito
in 
Ariete, Gemelli, Leone,

Bilancia, Sagittario, Acquario
Se desideri una Femmina Concepiscilo con una Luna di transito
in 
Toro, Cancro, Vergine,

Scorpione, Capricorno, Pesci
Hai la Luna in 
Toro, Cancro, Vergine, Scorpione,
Capricorno, Pesci
Se desideri un Maschio Concepiscilo con una Luna di transito
in 
Toro, Cancro, Vergine,

Scorpione, Capricorno, Pesci
Se desideri una Femmina Concepiscilo con una Luna di transito
in 
Ariete, Gemelli, Leone,

Bilancia, Sagittario, Acquario

Per conoscere i Transiti Lunari:


http://www.astropoli.it/ oroscopo/oroscopo-giornaliero.html

Per Conoscere le Fasi Lunari:

http://www.noi-e-la-luna.it/fasi.html

Per approfondire :



“Scoprire la Luna di Serena
Foglia (Idea Libri)

Aquario – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

gennaio 29, 2019 on 11:03 am | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
| No Comments

di Gabriella Leopizzi

Prima di iniziare l’esame del penultimo Segno zodiacale, un chiarimento sul nome che, di solito, ingenera confusione; molto spesso infatti, si dice e si scrive aquario, e si pensa ad un Segno d’acqua mentre invece, come vedremo subito, il suo elemento è l’Aria; forse per tal motivo o forse soltanto per semplice tradizione, il nome esatto del Segno zodiacale è Aquario, dalla sua radice latina (Aquarius). Stabilito questo, andiamo oltre.
Undicesimo e penultimo Segno dello Zodiaco, si diceva; di Aria, Fisso, Aquario va dal 21 gennaio al 19 febbraio, con due giorni di fluttuazione all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni. Quelli di Aria (Gemelli, Bilancia, Aquario), sono Segni di Astrazione, di Pensiero, di Idee e, per questo motivo, distaccati da passioni, emozioni, vibrazioni del sentimento; idealisti e sognatori quindi, portati ad immaginare più che a realizzare, abbastanza in difficoltà a gestire sia il lato emotivo che quello pratico della vita.
Questo non significa certo che tutti gli appartenenti ai tre Segni siano insensibili e con la testa tra le nuvole, perché in ogni Tema natale, oltre al Segno in cui si trova il Sole, sono tanti i fattori che compongono la personalità nella sua interezza; è comunque indubbio che chi ha il proprio Quadro astrale fortemente influenzato da Segni di Aria non si lascia coinvolgere emotivamente con facilità, né gli riesce agevole affrontare la parte materiale dell’esistenza.
Sempre a proposito di Segni di Aria, mentre Gemelli è l’aria frizzante della primavera e Bilancia quella languida dell’autunno, l’Aria acquariana è quella rarefatta dell’alta montagna, calda con il sole ma con possibilità di diventare gelida appena il sole scompare.. Si vedrà poi il perché di questo simbolismo.
I Segni Fissi (Toro, Leone, Aquario) simboleggiano, in positivo, affidabilità, fermezza di idee, capacità a mantenere gli impegni presi ed a condurre a termine le attività iniziate; concentrazione anche, e tendenza a guardare lontano, ad impegnarsi per costruire qualcosa di solido per il futuro. Al negativo, il Segno Fisso porta ostinazione, rigidità di idee, incapacità di adeguarsi al nuovo ed al diverso, con conseguente conservatorismo ad oltranza.
Il Cerchio dello Zodiaco, nella versione Placido (attualmente la più usata), è diviso in dodici Segni. Sei nella parte inferiore e sei in quella superiore. La demarcazione tra il primo ed il secondo gruppo è delimitata dalla Linea Ascendente che divide a metà esatta il cerchio, partendo da 0° Ariete sino a 0° Bilancia, in senso antiorario.
Linea che non è un semplice tratto di penna, ma una frontiera ben precisa tra due mondi; all’inizio del Segno Ariete avviene infatti il Solstizio di primavera… Il 21 marzo, ore del giorno e della notte si equiparano ed inizia la fase ascendente del Sole; ogni giorno un pizzico di luce e di calore in più, sino al Solstizio di Estate che vede il giorno più lungo e la notte più corta dell’anno. In Natura è l’apoteosi del mondo fisico; odori, sapori e colori sono nella loro massima espressione.

Le piante si caricano di fiori e frutti e gli animali si accoppiano, partoriscono; gli uomini si liberano dei vestiti, per quanto la cultura del tempo e dei luoghi consente loro, e tendono a passare la maggior parte delle ore all’aperto. Sotto il Segno Vergine si hanno le prime avvisaglie dell’autunno; il caldo e la luce diminuiscono ogni giorno un pò, sbiadiscono pian piano i colori, si annacquano odori e sapori.
Ogni giorno è un filino più corto del precedente. Il 21 settembre siamo all’Equinozio di Autunno; la temperatura si abbassa, lentamente ma inesorabilmente; le piante rinsecchiscono, molti animali vanno in letargo ed anche l’uomo si “rattrappisce” fisicamente: è infatti costretto a coprirsi sempre di più ed a passare sempre più ore al chiuso.
C’è più tempo per pensare, per meditare, per progettare, perché non si è più coinvolti nelle mille incombenze della stagione fertile; si sono infatti ormai costruiti i ricoveri per riparasi dalle intemperie (sotto i Segni Toro e Cancro), e si sono ammucchiate le provviste per sopravvivere durante i mesi di gelo (sotto il Segno Vergine). Si sono anche intrecciati con il prossimo legami di convenienza (Gemelli), o affetto (Cancro-Leone); si sono stabilite Leggi e Regole per una civile convivenza (Bilancia); per tutti questi motivi la vita è comunque meno oberata e più protetta e si può guardare oltre la pura sopravvivenza (Segno Sagittario).
Si è già visto che i Segni di Aria simboleggiano non solo il mondo delle Idee, delle Progettazioni, dei Castelli in aria a volte; ma la loro principale caratteristica è la necessità di rapporti con il prossimo. Come l’Elemento che li rappresenta, i tre Segni di Aria tendono infatti ad espandersi, ad occupare tutto il territorio all’intorno. Gli appartenenti a tale Elemento, esistono in quanto possono relazionare con gli altri. La solitudine e la vita monotona possono schiantare alla base la loro personalità.
A meno di fortissime controindicazioni di ciascun Tema personale insomma, un appartenente ad un Segno di Aria si spegne se non ha il continuo raffronto, lo scambio con gli i propri simili. Così come il Leone (suo Segno opposto), è IO SONO, e gli Altri tutti ai suoi piedi, altrettanto l’Io acquariano rischia di volatilizzarsi se non vi sono gli Altri a fargli da sponda. Un Aquario (così come i suoi ”confratelli” Gemelli e Bilancia), ha bisogno dell’Altro, per rispecchiarsi, prima ancora che per raffrontarsi; con il rischio forte di esserne dipendente, di adeguarsi alle idee del gruppo per non essere emarginato.
Al Segno Aquario, molto più complesso, ricco di risvolti di quanto in generale non si dica, sono legati diversi Miti, tutti egualmente significativi. C’è quello di Decaulione, Re di Tessaglia, e di sua moglie Pirra, che ricalca, pari pari, la storia di Noè. Infatti Giove, irritato dall’empietà del genere umano, decide di distruggerlo con un diluvio. Ma Prometeo, padre di Decaulione, avverte il figlio di tale decisione e gli consiglia di costruirsi una barca per salvare sé e la sua sposa.
Finita l’apocalisse, la barca si posa sul Monte Parnaso; dopo i riti di ringraziamento a Giove, si chiede all’Oracolo come ripopolare la terra. Viene suggerito ai due di camminare gettandosi pietre dietro le spalle; dalle pietre gettate da Decaulione nascono nuovi uomini, da quelle di Pirra nuove donne. Umanità nuova e redenta perché nata da un Sacrificio e da una richiesta di Perdono. Aquario simboleggia quindi, in primis, l’Uomo Nuovo, che azzera il Passato ed i suoi errori e si proietta verso un Futuro completamente nuovo, diverso.
Si diceva, nell’Introduzione, che siamo da poco entrati nell’Era dell’Aquario. Molte profezie parlano di una immane catastrofe che scoppierà in tale periodo (ma si tratta di 2000 anni!), e distruggerà gran parte del genere umano (l’energia atomica?); i pochi sopravvissuti, dopo millenni di scannamenti e sopraffazioni, daranno il via ad una nuova Era di pace e fratellanza.
Che sono poi, Pace e Fratellanza, il messaggio che parte dal Segno Aquario; dal Mito di Decaulione e Pirra. E’ infatti significativo che i due, dopo aver passato le terribili prove del diluvio, pensino a ripopolare la terra, a ridiventare NOI, Gruppo, che cerca di riprendere una strada nuova e diversa da quella fallimentare precedente. Ma dai risultati ottenuti negli ultimo millenni, non pare ci siamo ancora riusciti.
Il secondo Mito è quello di Efesto (Vulcano per i Romani) il quale, brutto e deforme, viene rifiutato e gettato sulla terra dalla madre Era. Salvato dalle Ninfe e portato a Lemmo, Efesto si fa ammirare, per la sua geniale inventiva e la sua magistrale manualità. Nonostante la sua bruttezza riesce a conquistare Venere che però poi lo tradisce con il bellissimo Marte. Per scoprirli in fragrante, Efesto costruisce un marchingegno che intrappola i due sul loro letto, d’amore. Gli Dei intercedono per la liberazione dei due fredifraghi e allo stesso tempo, affascinati dalle capacità inventive di Efesto, benché egli sia orrendo e sciancato lo accolgono tra i bellissimi dell’Olimpo.
Efesto simboleggia l’inventiva e l’abilità acquariane nel destreggiarsi con i mezzi meccanici e ancor più (lo si è potuto scoprire da poco per ovvii motivi), con l’informatica e le discipline spaziali: ma altra simbologia di Efesto accolto nell’Olimpo, è l’ingegnarsi di Aquario a guardare ancora “oltre” il Sagittario, il quale ha fatto ormai conoscere la Terra anche nei suoi angoli più reconditi ed inospitali. Infatti proprio a cavallo tra la fine dell’Era dei Pesci e l’inizio di quella dell’Aquario,(la Processione degli Equinozi è in senso antiorario), si è dato il via agli studi ed alla messa in pratica della esplorazione dello spazio.
Terzo Mito legato al Segno è quello di Saturno; ma non il Saturno Signore del Capricorno, rigido e crudele che evira il padre Urano e divora i propri figli. Qui c’è una figura nuova del Dio con la falce, detronizzato dal figlio Giove e mandato in esilio in una landa sperduta. Reso saggio ed umano dalla sofferenza e dalla solitudine, il Saturno di Aquario insegna agli abitanti dell’isola l’agricoltura e, con il lavoro pianificato, intelligente, li rende ricchi, felici. Questo nuovo Saturno sa inoltre regnare con tanta saggezza ed accortezza che il suo periodo di regno verrà chiamato l’ “Età dell’Oro”. Anche in questo Mito sono sottolineati la Saggezza. l’Altruismo e la Rinascita dopo una Espiazione.
L’ideogramma del Segno sono due righe ondulate parallele ( ); questo, unito al nome del Segno induce, come detto all’inizio, alla confusione che le linee ondulate siano delle onde ed aquario, di conseguenza, un Segno di Acqua: in realtà tali onde stanno ad indicare l’energia dell’Aria. Le onde che propagano il suono e la luce e che, nei tempi moderni, sono state utilizzate per le comunicazione. Due onde sta a simboleggiare la duplicità del creato: la linea superiore simboleggia lo Spirito, (il Creatore), e quella inferiore l’Intelletto (la Creatura). Lo Spirito, troppo rarefatto, per realizzarsi ed esprimersi deve interagire con la Materia.

E’ interessante notare come tutti e tre i Segni di Aria abbiano due righe parallele; tutti e tre tendono, infatti, a vivere nell’astratto, a perdersi nelle Idee. La linea inferiore sta sempre a ricordare, sottolineiamolo ancora, che c’è bisogno di una piattaforma, di qualcosa che tenga ancorato alla Terra, se queste Idee si vogliono realizzare. In una icona più complessa il Segno aquario viene simboleggiato da una fanciulla o da un giovinetto che versa acqua da un’anfora: ricordo di un altro Mito legato al Segno; quello di Ganimede ed Ebe, coppieri degli dei; il liquido versato dall’anfora simboleggia la Saggezza e l’Intelligenza, donate a chi ha sete di sapere.
Sul piano dell’evoluzione umana aquario simboleggia in primis la possibilità dell’Uomo, liberato da tutti i bisogni primari, di fare delle scelte autonome in base a sue precise esigenze. L’umanità scopre il valore dell’Amicizia, della collaborazione per interessi comuni che non sono né di lucro né di altra utilità materiale, ma di affinità elettive.
Pianeta dominante del Segno è stato fino al 1781 il Saturno rigenerato di cui si diceva prima; in quell’anno di fine secolo, con l’aiuto dei nuovi potenti telescopi, è stato scoperto Urano, il primo dei tre pianeti trans saturnini. Qualche anno dopo tale scoperta (nel 1793), scoppia la Rivoluzione Francese che polverizza tutto un ordine di cose andate avanti per millenni (la Monarchia, le Caste sociali), e dà il via ad un assetto completamente nuovo nella Società occidentale. Successivi studi di moltissimi astrologhi, portano alla conclusione che proprio Urano è, nella sua essenza e nelle sue manifestazioni, pianeta strettamente legato ad aquario, tanto da diventarne il principale sovrintendente, mettendo Saturno in sottordine.
Proprio l’accoppiata Saturno – Urano in questo Segno complicato, simboleggia un’altra figura mitologica ad esso abbinata; quella di Giano bifronte; una faccia rivolta al passato (Saturno), ed una al Futuro (Urano). Sicchè non è affatto vero che tutti gli acquariani siano progressisti e proiettati nel domani; vi sono anche quelli (con un forte Saturno e peso di Segni di Terra-Acqua nel Tema), che stentano a guardare avanti come il loro Segno vorrebbe. E ve ne sono altri ancora che si lacerano tra il rimpianto del passato ed il pressante richiamo ad andare “oltre”. Ma procediamo per gradi nella descrizione delle caratteristiche psicologiche di aquario.
Aquario è opposto al Leone si è detto; e per la legge che vede in ciascun Segno Astrologico il contrario esatto di quello che gli sta di fronte, nasce la contrapposizione dell’esaltazione massima dell’IO (Leone), con la fusione nel Noi; aquario, appunto. Il Culto della Personalità contrapposto alla forza della collaborazione, dell’aiuto reciproco, del considerarsi tutti alla pari, con eguali diritti, doveri e dignità. Libertè, Egalitè e Fraternitè è stato il motto dell’acquariana Rivoluzione Francese dopo aver abbattuto il Re Leone e la sua corte di privilegiati.
Una delle doti principali del tipo aquario è quindi il sentirsi esattamente alla pari con gli altri. Lo snobismo gli è sconosciuto, come gli è sconosciuto il timore riverenziale per i ricchi e potenti… Egli può dare indifferentemente la sua amicizia al re o al barbone; la linea di demarcazione è considerare i propri simili degni della sua attenzione per qualità morali, lati del carattere, interessi comuni. Un aquario non può legarsi a ricchi e potenti per servilismo (ce ne saranno, ma sono eccezioni), perché in tal caso i benefici del “tutore” richiedono obbedienza, sottomissione. E l’anelito primo di ogni acquariano è la Libertà!

Libero in senso fisico ma anche mentale vuol essere, un aquario; per tal motivo se ne infischia di tradizioni, usi e costumi del suo ambiente: egli, se uraniano, non ha interesse per il passato ma guarda sempre al futuro e non è raro il caso di un appartenente al Segno che, all’improvviso, taglia i ponti con tutto quello che è il suo mondo per andarsene alla ventura, nemmeno lui sa verso dove. Parte, spesso, armato soltanto della sua curiosità e del suo ottimismo. Oppure può cambiare improvvisamente lavoro, magari per un altro che gli dà meno guadagni ma lo gratifica di più.
O, ancora, tagliare di colpo un legame, una amicizia, un matrimonio, se sente messa in pericolo la sua libertà o se gli interessi comuni sono esauriti, almeno per lui. In quest’ultimo caso, non avendo (quasi sempre), molte remore morali sui sentimenti del prossimo, un acquariano può agire con crudele indifferenza verso quanto l’altro può sentire, provare, soffrire: le spiegazioni lo infastidiscono, le rivendicazioni e le lacrime lo irritano per cui non è raro veder sparire nel nulla un aquario, fino a poco prima legatissimo o innamoratissimo. Va da sé che gli atteggiamenti cambiano a seconda della struttura del Tema personale, ma non è raro, nel tipo aquario, l’atteggiamento su descritto.
Un aquario è e sarà sempre poco assimilabile dal contesto in cui vive, del quale accetta a malapena le regole essenziali di civile convivenza; se poi i pianeti del suo Tema Natale sono eccessivamente stimolati, egli può diventare un eccentrico incapace di inserirsi in una vita con una parvenza di normalità. Non è raro trovare Acquari ribelli rivoluzionari, o provocatori che si divertono a sconcertare i benpensanti con il loro modo di agire e di vestire. Al contrario della conformista Bilancia che si appiattisce ed assume mille volti per adeguarsi, essere accettata e piacere a tutti, un aquario, ancor più di un Gemelli, può essere il Giullare di Corte che si fa beffe di quanto gli altri dicono, pensano, vorrebbero da lui.
Una piccola curiosità astronomica; quando gli astronomi sono riusciti a calcolare con precisione l’orbita di Urano attorno al Sole, si sono accorti che essa non è ellittica come quella di tutti gli altri pianeti; il suo percorso è invece un giro strano, “eccentrico”, quasi al di fuori di tutte le leggi fisiche. Ancora un’altra curiosità; parecchi Acquari, o personalità fortemente influenzate da Urano, sono mancine!
Si è già detto che se non ha nel suo Tema personale peso forte dell’Elemento Terra, aquario è un grande idealista che tende a guardare il prossimo nella sua luce migliore, considerando tutti buoni e degni di fiducia; di conseguenza, frequenti le delusioni, a volte cocentissime. Anche se tradito, a patto che non abbia peso di Scorpione o di altri Segni rancorosi nel proprio Tema, un aquario è però incapace di serbar rancore e meno che mai di vendicarsi.
Spesso, neanche le ricorrenti delusioni servono a renderlo più cauto e solo con l’età matura (ma non sempre!), un acquariano impara ad essere più accorto. La visione del prossimo cambia se un aquario è saturnino; si avrà allora, molto spesso, una tendenza a mostrare il volto amichevole tipico del Segno, che nasconde però la sfiducia ed il sospetto propri del pianeta; ovvio che questa seconda categoria sarà molto meno esposta a delusioni; anzi, tenderà a darne, quando si toglierà la maschera. In un saturnino sarà insomma molto meno accentuato il senso dell’amicizia; ma quando un amico verrà scelto, per un aquario – Saturno sarà per sempre. Lo stesso, e lo vedremo tra un po’, non si può dire degli aquario – Urano.

Proprio perché perso nel suo mondo di Idee, sogni ed utopie, come si è già accennato all’inizio, proprio perché la realtà gli sembra troppo piccola e meschina a confronto del suo vastissimo orizzonte mentale, se non è saturnino o, soprattutto, se non è “agganciato” da pianeti in Segni di Terra nel suo Tema un aquario si perde, nell’itinerario della vita quotidiana. Bisogno estremo di un punto di riferimento che, il più delle volte, si ripete, è il suo prossimo. I mitici Amici che egli “ama” più di ogni cosa al mondo. A meno di forti controindicazioni nel suo Tema, un aquario antepone gli amici alla famiglia e, spesso, anche ai rapporti sentimentali.
La dannazione di chi frequenta un aquario uraniano è così quella di doverla sempre dividere con il Gruppo; egli tende a fare tutto non in tandem, ma in tre, quattro, cinque… Trascinandosi insomma sempre dietro gli altri, o andando a rimorchio degli altri, a seconda se sia un capo o un gregario. Le Comuni, i Figli dei Fiori sono il suo Mito. Tra i molti egli si amalgama, si mimetizza, nascondendo molto bene quello che, si è detto, è forse, il suo handicap più grande, sia egli saturnino o acquariano; la freddezza emotiva. La difficoltà a coinvolgersi emotivamente può evidenziare in un aquario uno dei suoi difetti più antipatici; l’opportunismo.
L’amore acquariano, sia di amicizia che di coppia. è infatti particolare; a meno di pianeti in Segni di Fuoco e di Acqua nel suo Tema, un Acquariano, uraniano o saturnino che sia, tende ad essere amico di tutti, a sentire e predicare l’amore universale, ma poi trova difficoltà a volte insormontabili nel contatto diretto…Tende all’intercambiabilità; amicissimo di tutti insomma ma poi, alla fine, di nessuno in particolare. Il faccia a faccia spesso lo imbarazza; gli risulta spesso difficilissimo coinvolgersi veramente nei sentimenti, nelle emozioni e nelle problematiche altrui.
Per tal motivo, se volete divertirvi, passare serate scoppiettanti, o vacanze indimenticabili, fidatevi completamente di un Aquario. Non cercatelo se avete bisogno di consigli, se avete un dolore che vi attanaglia, se siete in una situazione complicata. Salvo eccezioni, l’intuito e la capacità di percepire il dolore altrui non gli sono congeniali. Portato poi a sognare (e quindi a sfuggire alla realtà), a costruire castelli in aria, non saprà certo consigliare soluzioni pratiche a difficoltà materiali.
Ma mentre l’amico caro si dibatte nella solitudine o nella miseria senza che egli se ne accorga, la sua “universalità” spinge magari un aquario ad impegnarsi per raccogliere fondi per i bambini brasiliani o le vedove del Bangladesh. Ma se un aquario ha la fortuna di aver raggruppati nel Suo Tema personale l’apertura al prossimo del suo Segno, il calore di pianeti in Segni di Fuoco e la sensibilità di Segni di Acqua, avrete trovato un TESORO!
In caso contrario rassegnatevi e … non fidatevi troppo. Vi è infatti una particolare categoria di Acquari (più uraniani che saturnini), che proprio perché incapace di coinvolgersi sul piano emotivo, non riesce a vedere l’utilità dei rapporti con il prossimo se non come supporto dei suoi personali bisogni. Se non si ha bisogno di compagni, perché cercare qualcuno? Non illudetevi se certi Acquari vi cercano all’improvviso; non è per sapere come state o se avete bisogno di qualcosa.
Sarebbe più realista sorvolare tutti i convenevoli e chiedergli direttamente. “Cosa ti serve?” – Infatti, dopo i convenevoli ( a volte senza nemmeno quelli), arriva puntuale la richiesta. E non c’è in loro imbarazzo se non si facevano vivi da un anno, se sono spariti all’improvviso senza spiegazioni o sono partiti tre anni prima senza neanche avvertirvi. Se avete una nuova amicizia aquario, che ancora non conoscete bene, siate preparati ad avere anche sorprese di questo genere. E buon per voi (e per lui!), se sorprese non ve ne saranno!
La freddezza e la capacità di distacco da passioni ed emozioni di certi tipi acquariani, se da un lato possono ferire il prossimo, dal lato opposto sono preziosissimi supporti a professioni a volte difficili, dove occorre freddezza e sangue freddo. Un aquario con forte componente Scorpione /o viceversa) è, per esempio, l’optimum per un dentista, un chirurgo. Un aquario uraniano o saturnino va benissimo anche per un addetto alle Unità di Crisi che accorrono in caso di disgrazie, di eventi disastrosi, dove è indispensabile non lasciarsi travolgere dall’emotività, neanche davanti alle scene le più strazianti.
Ottima, per gli appartenenti al Segno, anche la militanza nei Servizi Sociali, dove si devono gestire altre difficilissime emergenze, stavolta individuali, senza lasciarsi trascinare dall’emozione o prendere dall’affetto. Specie in quest’ultima attività capita spesso che Acquari dedicatisi con tutta l’anima ad una persona da aiutare, finita l’emergenza ed il loro raggio di competenze, guardino la stessa come una perfetta estranea, disinteressandosi totalmente degli ulteriori sviluppi della situazione, per correre dietro ad uno nuovo “caso pietoso”. Anche nel campo infermieristico, medico o paramedico è facile trovare Acquari. Ovviamente, tra i medici, molti quelli che scelgono medicine alternative.
Altro vastissimo campo di azione acquariano (Efesto insegna), è quello della manualità, dell’inventiva, della creatività.. Versatili al massimo, gli Acquari possono dare il meglio in una infinità di settori, che qui è inutile elencare. Il campo dell’informatica fa il pieno, così come quello degli studi spaziali. Molta attrattiva anche per l’aeronautica e, spesso, la matematica (specie se saturnini). E lo stesso si può dire di tutte quelle attività che richiedono contatto con il pubblico o si occupino di far divertire la gente. Dall’addetto alle pubbliche relazioni alla guida turistica, al gestore di locali, al portiere di albergo e via di seguito; dall’organizzatore di tour, o di safari, all’intrattenitore nelle crociere, al mimo, al ballerino di ritmi moderni.
Va da sé che un aquario DOC arriccerà spesso il naso ad ascoltare musica classica (nonostante l’acquariano Mozart), ed andrà in sollucchero per il jazz o per tutte le musiche sperimentali. Idem dicasi per tutte le altre Arti, dove il classico lo attirerà poco, a meno che non si tratti di un aquario – Saturno cui riesce difficile guardare avanti. Ma anche un aquario-Saturno non amerà Verdi o Respighi e presterà orecchio a musica molto più sofisticata, rarefatta. Curioso e portato a sperimentare tutto ciò che è insolito, l’acquariano è attratto moltissimo anche dal paranormale. Difficile trovare un appartenente al Segno che non creda nella Astrologia, nei dischi volanti, negli alieni. Che non si appassioni ai romanzi o ai films di fantascienza. Non è difficile trovare anche acquariani con doti paranormali.
La versatilità, l’apertura mentale, l’inventiva e la capacità di rottura con schemi vecchi, aprono insomma una possibilità lavorativa pressoché infinita per il tipo aquario, che è anche capace di inventarsi attività nuove, molto spesso con ottimo successo… La sua facilità a socializzare lo rende ottimo come socio e come collaboratore; e anche capo inflessibile, esigente, se è un saturnino ed ha carisma: ma per dare il meglio di sé un acquariano deve essere libero, avere vasto campo di azione; obbligarlo ad attività routinarie, in posti chiusi, o costringerlo all’immobilismo di una scrivania (a meno che non abbia davanti un computer!), significa ucciderlo.

Dicevamo prima degli amici. La dipendenza da loro è tale che anche innamoratissimo (secondo le sue possibilità, ovvio), quasi sempre un aquario cercherà di trascinare il partner nella sua comitiva. Alla cenetta a due preferirà le allegre tavolate, alla passeggiata romantica, magari al chiaro di luna (che gli è indifferente), le gaie brigate. Se vi struggete di amore per lui, egli vi guarderà come foste un alieno; tenderà a trasportare il tutto sul piano dell’amicizia amorosa. Pretenderà, ma ricambierà di egual moneta, libertà di azione e di pensiero.
Uomo o donna che sia, un aquario può scomparire senza dare spiegazioni e ricomparire senza nemmeno chiederne. Di solito non soffre di gelosia, non giudica e non pontifica (a meno che non sia saturnino!). Se non ha controindicazioni forti nel Tema, tiepidini anche gli slanci erotici: quel che riesce a stimolare di più gli appartenenti al Segno è il gioco intellettuale, la novità, la stranezza. Indifferente ai valori morali, gli stanno bene tutte le varianti del giuoco erotico, senza alcuna limitazione. Se limitazioni vi sono, per educazione troppo rigida o per credo religioso, si avranno Acquari nevrotici.
Forse è per questo motivo che scoppiano spesso attrazioni fatali tra Acquari e Scorpioni; la disponibilità alla “sperimentazione” è la stessa, e la leggerezza, la difficoltà a coinvolgersi veramente del tipo aquario, può stemperare, sdrammatizzare, la cupa, divorante passionalità scorpionica. La stessa attrazione può scoppiare tra aquario e Leone perché il distacco emotivo del primo viene sollecitato e coinvolto dalla passione leonina. Ma qualsiasi partner voglia “tenersi” un aquario lo deve soprattutto incastrare in un sottilissimo giuoco di complicità. Dare e non dare, nascondere e scoprire, in una specie di caccia al tesoro. Sentimentalmente “preso”, l’acquariano tende a fare l’errore suo più frequente. Idealizzare e prendersi della solenni delusioni!
Le cose cambiano se aquario è saturnino. Si avrà allora attaccamento, lealtà data e pretesa, forse anche fedeltà. Assai meno curiosità in campo erotico, con tendenza al distacco non solo dalle passioni ma anche dall’erotismo, specie se sperimentale: c’è poi tutta una gamma di Acquari romantici, innamorati, appassionati, a seconda della struttura personale di ogni Tema.
Come Vergine, Gemelli e Sagittario l’uomo aquario non è affatto maschilista e tende a vedere, a trattare la donna come sua pari; dà la stessa libertà che pretende per sé, a meno che non abbia Luna o Venere in Segni fortemente conservatori. La donna aquario è il prototipo della donna moderna; libera, indipendente, emancipata, per niente attratta dal ruolo di sposa e madre esemplare. Essa cercherà di realizzarsi nel lavoro o, nei casi più rari (di solito se saturnina), trovandosi un marito ricco e occupatissimo (o vecchissimo). Così come il suo compagno di segno, non ritiene importante il matrimonio, non ama la casa e sopporta pochissimo i bambini piccoli che tolgono libertà ed hanno bisogno di quelle coccole che non un aquario a volte non sa dare e spesso non ritiene necessario ricevere.
Quando si sposano, se trovano il partner giusto, uomini e donne aquario quasi sempre tendono a formare una famiglia fondata sulla reciproca tolleranza, spesso sulla complicità. Sono quasi sempre buoni genitori che lasciano molta libertà ai figli, non li assillano con rimbrotti, ansie o iperprotettività. Possono invece cadere nel difetto opposto di seguirli poco, di poco interessarsi alle loro problematiche, alle loro esigenze emotive e psicologiche. Se l’incanto d’amore si rompe, di solito un aquario non fa troppi drammi e tende subito a guardare altrove bravissimo, anche, nel mantenere rapporti per lo meno civili con il/la partner. Si possono allora avere i matrimoni “ aperti”, per il bene dei figli o per interessi comuni; oppure si va alla separazione senza troppi drammi e remore.
Amando poco la casa, è raro che un aquario dedichi ad essa molte cure; spesso, arredamenti spartani ipermoderni, se non si tratta di un saturnino che andrà più sul classico. Banditi ninnoli, tendaggi e cose superflue. Banditi troppi colori; di solito si va sul monocromatico o sui contrasti netti. Molti divani, o cuscini, o comunque posti a sedere, per allegre riunioni: magari, pezzi strani, raccolti in chissà quale mercatino. I Saturnini tendono più al collezionismo, ma strano, inconsueto. Tipo Renzo Arbore, con una Venere fortemente uranizzata, che colleziona pezzi Kitch di plastica!
Anche il vestire non gode di particolari cure. Se non sono decisamente eccentrici (specie le donne), sono comunque sul vestirsi a caso, sul mettere quel che ci si trova tra le mani la mattina, appena svegli. Acquariani sono senz’altro i capelli blu o verdi, i piercing, le borchie. Acquariane sono le teste rapate, in antitesi con le selvagge chiome leonine. Un aquario con il senso dell’eleganza, sarà comunque elegante a modo suo, con un tocco di originalità, di inusualità che lo contraddistingua da tutti gli altri.
Meraviglia che un tipo idealista e sognatore quale è di solito aquario, si riveli poi spesso molto attaccato ai soldi. Anche qui l’antitesi con lo spendaccione Leone e, forse, l’avarizia di sentimenti che si riversa anche sull’avarizia vera e propria riguardo al denaro. Ovviamente gli Acquari saturnini sono i più stretti di borsa; difficile che facciano prestiti, anche di fronte ai più reali, impellenti bisogni di parenti od amici. In compenso, soltanto se sono proprio disperati chiedono aiuto; odiano infatti i debiti tal quale ai prestiti. Ma per la tendenza a d idealizzare, possono essere facilmente raggirati da persone disoneste. Di solito non sono buoni investitori e si limitano a tenere in banca i loro averi.
Sul piano fisico, il Segno aquario corrisponde all’apparato circolatorio ed al sistema nervoso: polsi e caviglie fragili, con tendenza alle distorsioni ed alle fratture. Forse anche perché è legato a Saturno, pianeta della longevità, aquario porta spesso vita lunga; una “stranezza” che potete verificare; non è infatti raro che un aquario o chi ha un forte Urano nel proprio Tema, viva 84 anni esatti, che poi è l’esatto periodo di un giro di Urano attorno al Sole. Facile per un aquario con forti dissonanti nel proprio Quadro, essere vittima di incidenti a ripetizione, o di morire in modo improvviso e/o violento ( armi da fuoco o taglio, aereo o macchina, infarto, ictus).

Capricorno – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

gennaio 3, 2019 on 11:17 am | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
| No Comments

di Gabriella Leopizzi


Capricorno è il decimo Segno dello Zodiaco; doppio, di Terra, Cardinale, esso va dal 21 dicembre al 21 gennaio, con i soliti due giorni di fluttuazione all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni: Segni Cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno), sono quelli che aprono le stagioni ed ospitano i due Solstizi ed i due Equinozi dell’anno. Chi nasce sotto un Segno Cardinale tende a FARE, ad iniziare nuove imprese, ad intraprendere nuove strade, in modo attivo, (attraverso l’agire, (Ariete e Capricorno), o in modo passivo, attraverso l’ideazione, il fantasticare (Cancro e Bilancia).

I Segni doppi danno personalità complesse, quasi due individui che si sovrappongono e si contrastano: i Segni di Terra danno tenacia, senso pratico, e razionalità: altra loro caratteristica è la “fissità” e gli individui fortemente segnati dagli stessi, sono di solito conservatori, assai poco malleabili nelle loro convinzioni ed abbastanza materialisti. I nato sotto il Segno Capricorno, oltre ad avere due personalità sovrapposte (che fra poco esploreremo), sono considerati “doppi”anche in quanto, tendono periodicamente a cambiar pelle, a vedere le cose con occhi diversi ed a comportarsi in diverso modo da prima; succede un po’ a tutti, con il passar degli anni e l’accumularsi dell’esperienza, ma i Capricorno possono arrivare a svolte di pensiero e di vita di 360 gradi.

Si è detto, nella descrizione dei Segni precedenti, come quelli di primavera-estate simboleggino la priorità della Carne sul Pensiero, sulla Spiritualità; il Sole, infatti, con la sua luce ed il suo calore, risveglia al massimo impulsi, desideri, istinti… Tanto più la sua luce ed il suo calore diminuiscono, altrettanto la carnalità viene rattrappita (parecchi animali vanno addirittura in letargo, le piante si disseccano), permettendo così al mondo interiore (razionale e spirituale), di esprimersi senza mediazioni e vincoli.

Appena il Sole entra nel Segno Capricorno, avviene il Solstizio di inverno; la notte del 21 dicembre è la più lunga dell’anno. Il Capricorno simboleggia quindi. come appena detto, l’astrazione massima, il distacco supremo da istinti e passioni. Sin dai tempi più antichi il Capricorno veniva infatti chiamato “la Porta dello Spirito”, indicato come la tappa ultima della Reincarnazione. Per l’identico motivo, a livello esoterico ed astrologico, il Capricorno simboleggia la tappa ultima del ciclo evolutivo, il passaggio dalla Forma alla Sostanza. Sotto il Segno Capricorno, nel mondo cristiano viene celebrato il Natale; ricorrenza non storica (ignota la data di nascita di Cristo), ma simbolica; tal quale il Solstizio d’inverno indica la notte più lunga dell’anno che precede la lenta rivincita della luce, fino all’apoteosi del Solstizio d’estate (Giorno più lungo dell’anno), altrettanto l’arrivo del Cristo è vittoria della Luce della Verità dopo le tenebre morali e le degradazioni materiali del paganesimo.

Piccola nota storica; Natale il 25 e non il 21 dicembre, perché in tale data, sotto l’Impero Romano, si festeggiava il Sole Invicto; e chi, più di Cristo, può simboleggiare il Sole che porta la Vita? I due simboli coincidono perfettamente, ed il Natale non è quindi, come rozzamente cercano di spiegare alcuni, soltanto la sovrapposizione di una festa cristiana ad una pagana. Il Solstizio d’inverno, del resto, sin dai primordi della civiltà, è sempre stato legato a grandi feste ed a riti propiziatori, proprio per il giro di boa tra buio e gelo invernali e la luce, il calore che, di lì poco, avrebbe portato la primavera…

Passando alla Mitologia, il Capricorno è un animale fantastico, Capra nella parte superiore, Pesce in quella inferiore; Terra (Capra) e Pesce (Acqua); Inconscio (Acqua) e Cosciente (Terra), legati a filo doppio: equilibrio perfetto se i due elementi hanno eguale peso nel Tema di nascita, squilibrio se uno prevale troppo sull’altro, come si vedrà più avanti. Al Segno sono legati vari Miti; c’è quello di Giove che, per onorare la capra Amaltea, sua nutrice, la trasformò nella Costellazione del Capricorno; e c’è quello di Pan (Bacco), che si trastullava sulle rive del Nilo con alcuni compagni, quando comparve il dio Tifone intenzionato a divorarli. Per salvarsi, Pan si tramutò in capra, ma non sembrandogli l’idea abbastanza sicura, si gettò nell’acqua per trasformarsi in pesce; il fondale era però basso e la parte non coperta dall’acqua rimase capra. Per punire la sua vigliaccheria, Zeus lo condannò a restare in eterno sotto le spoglie assunte nel momento del pericolo.

Poiché però il pianeta del Capricorno è Saturno e tutte le caratteristiche psicologiche degli appartenenti al Segno sono saturnine, il Mito che più corrisponde al Segno stesso è quello di Cronos (Saturno), che evira il padre Urano e mangia i propri figli perché gli è stato predetto che uno di loro lo spodesterà; sarà Giove, salvato con uno stratagemma dalla madre, a mandare il padre in esilio. In questo Mito non si trova traccia di pesci ma solo un accenno al mare, dove Saturno getta i genitali recisi Urano che riemergeranno tramutati in Venere: e c’è, nel Mito, un’altra trasformazione; quella di Saturno stesso che da duro, implacabile tiranno, divoratore dei suoi stessi figli, con l’esilio diventa illuminato Maestro di vita. Nei Tarocchi, a Saturno ed al Capricorno viene associato L’Eremita.

Graficamente il Capricorno viene rappresentato o come Capra-Pesce o con un simbolo strano, quasi indecifrabili, in varie versioni, la più usata delle quali () ricorda, alla lontana, un animale dalla coda di pesce attorcigliata.

Prima di iniziare la descrizione psicologica dei Capricorno, si ricorda ancora una volta come l’Astrologia occidentale sia strettissimamente legata al ciclo della Natura nel mondo mediterraneo; in tale regione, come prima accennato, a metà dicembre tutto è gelido, immobile, disseccato; gli uccelli che hanno potuto sono emigrati e gli animali che non vanno in letargo devono accontentarsi dell’indispensabile, per sopravvivere; stesso atteggiamento per gli uomini antichissimi che non disponevano certo di comfort, tranne il riparo di una grotta o una capanna e l’incerto calore di un falò.

Tutto dà l’idea di un mondo morto, pietrificato; e freddezza, distacco, pessimismo, incapacità ad esprimere sentimenti ed emozioni, sono da sempre le accuse fatte ai Capricorno.Sin da piccolissimo, il bimbo Capricorno (così come il bimbo Scorpione), vede la realtà in modo del tutto diverso dai coetanei, in modo diverso si comporta.; è saggio, assennato, autosufficiente, tendente al giuoco solitario, egli guarda tutto e tutti con una profondità che mette a disagio e, spesso, blocca affettuosità e coccole, riservate di solito ai bimbi. Chi supera tale disagio ed azzarda una carezza, vede quasi sempre il piccolo Capricorno ritrarsi quasi infastidito.

Raramente egli sa abbandonarsi a giuochi spensierati e rischia quindi quasi sempre per isolarsi o rimanere isolato; eppure, nel loro intimo, i Capricorno vorrebbero la compagnia; ma la solitudine viene accettata come inevitabile compagna e non se ne lamentano perché l’altra metà di loro la vuole, la cerca, la pretende (Segno doppio!). La maledizione di molti Capricorno è il saper benissimo tradurre in parole i pensieri e di rimanere bloccati quando si tratta di esprimere sentimenti, emozioni; anzi, più è emozionato, “preso”, più il Capricorno si rinchiude in ermetici mutismi. Prigioniero di sé stesso, spera che qualcuno abbia la voglia e la forza di bucare la sua corazza ed entrare in comunicazione con lui. Cosa non facilissima, perché la corazza è assai spessa!

Chiusure e difficoltà a comunicare derivano, oltre che da ritegno e timidezza, anche dal ricordo di tutte le ferite subite nell’infanzia per il suo atteggiamento scostante, enigmatico e sin troppo responsabile, che oltre a privarlo di tenerezze e coccole, lo ha spesso costretto ad addossarsi (o a vedersi addossate), responsabilità e pesi familiari troppo grandi per i suoi anni. Raramente un Capricorno ha avuto una infanzia felice; nel migliore dei casi, si è sentito non protetto e non amato abbastanza ed ha capito prestissimo di dover provvedere da solo a se stesso. Figura centrale amatissima ma spesso irraggiungibile, la madre. A questo conflitto dolorosissimo si rapporta la figura mitologica capra-pesce: fatta per vivere in zone solitarie ed impervie, la capra; tenerissimo, vulnerabile il pesce. Sbattuta sugli scogli, trascinata tra le rocce dalla parte Capra che tende ad arrampicarsi sempre più in alto, quella Pesce si ferisce, si piaga, arriva all’età adulta con una serie tale di cicatrici da essere ridotta, a volte, ad un impenetrabile callo.

A questo punto è bene fare dei distinguo; se nel Tema Natale di un Capricorno si notano troppi pianeti in Segni di Aria o di Terra, meglio stare alla larga. Prevale la parte Capra e si tratta quindi di individui aridi, freddi, a volte spietatamente crudeli non per sadismo, come può accadere ad uno Scorpione, ma per pura, semplice, totale insensibilità a sentimenti ed emozioni. Se c’è discreta presenza, sempre nel Tema, di pianeti in Segni di Acqua o di Fuoco, si può rispolverare il proverbio “sotto la neve, pane” e pensare, come avviene in natura, al seme nascosto sotto la coltre gelata che germoglierà e fiorirà a tempo debito; sono questi i Capricorno che pian piano prendono coscienza e cambiano in meglio, così come il pene reciso di Urano si trasformò in Venere ed il crudele tiranno Saturno in benefattore, dopo le amarezze dell’esilio. Un peso eccessivo del pianeta Saturno nel Tema natale, complicherà sempre le cose, aumentando cattiveria ed insensibilità, o bloccando ancora di più la capacità di esternarsi emotivamente. Una forte presenza del pianeta Giove o dei Segni Gemelli – Sagittario – Acquario, renderà il Capricorno molto più loquace ed aperto all’esterno.

Oltre che dalla forte difficoltà ad esprimere il proprio mondo emotivo, i Capricorno sono accomunati dall’ambizione; per raggiungere il massimo nei settori che gli sono propri, gli appartenenti al Segno sono disposti ad ogni sacrificio, ad ogni rinuncia,compresa, (ancora una volta), la castrazione del mondo affettivo. Di nuovo torna la Capra che si sente a suo agio solo sulle più alte vette e non tiene affatto conto di quella Pesce che si sbrindella sulle rocce. Questo atteggiamento vale sia se le ambizioni sono intellettuali (i grandi studiosi sempre alla ricerca di nuovo Sapere), spirituali (ricerca del massimo perfezionamento interiore), materiali (raggiungimento di alte cariche o di successo massimo sul piano lavorativo ed economico).

Spietato con sé stesso, il Capricorno pretende altrettanto dal prossimo; difficilissimo, per lui, comprendere, immedesimarsi nelle difficoltà o debolezze dì chi condivide la sua vita o il suo lavoro: questo sia per un esasperato senso del dovere, sia perché gli difettano intuito e “pietas” nei confronti dei suoi simili, a meno che il Tema non contenga peso notevole di pianeti in Segni di Acqua o Fuoco: per tali motivi, anche se sa essere leale, discreto, fedele, difficile trovare in lui un punto d’appoggio nei momenti di difficoltà morali. Più facile un sostegno sul piano materiale nonostante (a meno di forte peso dei pianeti in Segni di Acqua o Fuoco), la generosità non sia tra le massime qualità Capricorno. Con tali presupposti, pochissime o inesistenti le amicizie, spesso difficili i rapporti sentimentali; alle difficoltà a darsi ed a dare, si deve aggiungere una diffidenza quasi insormontabile, un autoconvincimento di dover contare soltanto sulle proprie forze. Se si trova in difficoltà un Capricorno tende quindi a risolvere tutto da solo, per i motivi suddetti ma, anche per calcolo, per non trovarsi poi nell’obbligo di ricambiare, “di nessuno ho bisogno e da nessuno voglio niente”, è la più tipica frase degli appartenenti a questo difficilissimo Segno.

E pochissimo un Capricorno pretende anche sul piano materiale; frugalità è il suo motto e, spesso, quella che viene chiamata tirchieria, è per un Capricorno semplice mancanza di esigenze, oltre lo stretto necessario. Molto austera, a volte spartana, può essere la sua casa, quasi sempre con mobili tradizionali: ma se le condizioni glielo permettono, non mancheranno certo pezzi d’antiquariato. Non è raro trovare in casa di un Capricorno angoli dedicati al collezionismo dei più svariati oggetti. Molto austero è anche il suo modo di vestire; colori scuri e tagli classici anche per le donne che, spesso, pare abbiano paura di esprimere la propria femminilità, a meno di indicazioni particolari nel Quadro. Frugalità (e spesso monotonia) non risparmiano il cibo, ritenuto non un piacere ma solo una indispensabile necessità di sopravvivenza.

Frustrato nei rapporti umani, assai poco interessato al divertimento, al Capricorno rimangono aperte soltanto le strade dello studio, del lavoro o dell’intimo perfezionamento interiore; le prime due attività non escludono, in contemporanea, la terza,se si tratta di Capricorno spiritualmente evoluto. Mai chiedere ad un Capricorno di sacrificare la propria necessità di scalata, qualsiasi sia la controproposta. Le donne Capricorno che si dedicano unicamente alla famiglia, lo fanno o perché costrette (e con grandi frustrazioni), o perché gratificate dai successi del marito. Se invece lavorano, le Capricorno sono carrieriste spietate tal quale gli uomini.

Ovviamente, donne o uomini, nel mondo lavorativo i Capricorno si dannano per raggiungere i posti più prestigiosi: poiché sono macchine da lavoro, spesso si caricano di responsabilità pazzesche, tendono ad accentrare, ad escludere collaborazioni; è raro siano buoni colleghi, appunto perché tendono alla competizione ed alla supremazia. A loro si addice molto più una attività indipendente, oppure di leadership su un team. Pur con ottima predisposizione alla matematica, alle scienze esatte, ai lavori minuziosi di pazienza e di grande attenzione, il Capricorno può svolgere al meglio qualsiasi attività tranne (salvo casi particolari), quelle che richiedono doti di socievolezza, di coinvolgimento umano o di stretto contatto con il prossimo. Se per qualsiasi motivo un Capricorno non può realizzarsi sul lavoro o non può soddisfare le propria ambizioni, rischia di ammalarsi seriamente sul piano nervoso o fisico.

Sul lavoro e nella vita, il Capricorno è avversario da temere, difficilissimo da battere, sia per la determinazione di carattere, sia per l’estrema preparazione nei campi in cui si cimenta. Poiché gli interessa soprattutto il potere per il potere, non ama mettersi in mostra e, se gli è possibile, agisce volentieri da uomo-ombra, da burattinaio che tira le fila da dietro le quinte: prototipo tra i più evidenti di Capricorno e Giulio Andreotti. Tale modo di agire rende a poco a poco la vita di molti appartenenti al Segno un deserto di affetti veri. Ma, è stato già detto, anche se mostra di detestarla un Capricorno ha però bisogno di avere gente attorno e pur di ottenerla, spesso ricorre al denaro; sotto forma di regali o, mancando di fantasia e di voglia di perder tempo, dando proprio soldi … “Così il regalo te lo scegli di tuo gusto”…

In amore, quasi sempre esclusi i colpi di fulmine. La partenza è lenta e l’amore deve essere approvato dalla ragione; non è raro che sulle scelte amorose pesi anche il calcolo economico e sociale. Sospettoso e diffidente, con una grande paura di essere respinto, il Capricorno fatica molto sia a concretizzare i propri sentimenti, sia ad esprimersi. Una volta iniziata la relazione, mai aspettarsi da un appartenente al Segno (a meno di forti controindicazioni nel suo Tema), carinerie, tenerezze e coccole così spontanee in tanti innamorati di altri Segni; a lui (o a lei), dimostrare il proprio attaccamento con la lealtà e la fedeltà è già tantissimo! Il che è vero, ma provate a far capire loro che non basta, in un amore? Disponibile ad accettare (se guidato), i giuochi d’amore in privatissimo, mai azzardare la minima affettuosità in pubblico! Come minimo vi trapasserà una raggelante occhiata! Se nel Tema Natale si trovano pianeti in Segni Acqua-Fuoco, il Capricorno, una volta preso il via, può sorprendere con una sessualità travolgente e fantasiosa: in caso contrario, tutto l’eros sarà trasferito sul lavoro, sull’affermazione sociale o sulla realizzazione delle proprie ambizioni, quali altre siano.

Tendono a metter su famiglia e, in genere, sono bravi coniugi, bravi genitori, nel senso che si sforzano di dare il meglio ai propri cari, almeno sul piano materiale; ovviamente stentano a dare affettuosità e calore che, in genere, non hanno ricevuto da piccini. Spesso sono esigenti, severi, (a tratti inflessibili) con coniuge e figli e non è raro che la loro casa si trasformi in una specie di caserma: tenderanno, padre o madre, a stare molto fuori casa per lavoro e si preoccuperanno più della resa scolastica, dell’organizzazione del tempo, del selezionare le loro amicizie, che dei travagli interiori, delle esigenze vere, intime dei figli; in genere poco amanti dei bambini, i Capricorno tendono a trattarli prestissimo come piccoli adulti. Ovvia, anche in questo settore, tutta una gamma di atteggiamenti e sfumature, a seconda della composizione del Tema natale.

Dei suoi rapporti con il denaro si è in parte detto; di solito non gli piace spendere non perché sia avaro ma perché, pessimista nato, dal futuro si aspetta sempre le peggiori cose; avere un buon conto in banca, poi, rassicura il Capricorno sul suo valore sociale. Nonostante questo però, in generale non si nega quanto ritiene necessario e non lo nega ai propri cari: per la sua capacità di dedizione al lavoro, a meno di gravi problemi caratteriali o grosse avversità del destino, è raro trovare un Capricorno proprio povero. Il suo benessere tende ad aumentare con gli anni.

Fortemente repressi, gli appartenenti a questo Segno difficile, tendono a cali di salute nervosa o fisica; questo non impedisce loro di essere, assieme al Toro), tra i Segni più longevi e mentalmente attivi fino a tardissima età. In Astrologia il Segno simboleggia lo scheletro in generale e la spina dorsale in particolare; problemi alle ossa possono quindi essere ricorrenti. Con l’età tendono ad incurvare la schiena. Un vecchio con la “gobbetta” è sicuramente marchiato dal Capricorno. Anche qui, Andreotti insegna!

Toro – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

maggio 18, 2018 on 9:58 am | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
| No Comments

di Gabriella Leopizzi 

Secondo nella Ruota Zodiacale, il Toro è Segno di Terra, Fisso, e va dal 20 aprile al 20 maggio, con i soliti due giorni di fluttuazione, all’inizio ed alla fine. I Segni Fissi e di Terra tendono ad impostare radici profonde sia con l’ambiente, sia con le persone. C’è quindi fedeltà e tendenza a mantenere lo status quo; cambiamenti e rinnovamenti sono guardati con diffidenza, se non con vera e propria ostilità. Il passato, le tradizioni, il rispetto per usi e costumi delle proprie genti sono vissuti come preziose eredità da difendere a tutti i costi. Esigenza di andare al fondo delle cose, fermezza, costanza e pazienza, per portare sempre a termine quanto iniziato, qualsiasi sia il prezzo da pagare per tener fede ai propri impegni. Oltre al Toro, sono Segni di Terra la Vergine (Terra inaridita dopo il raccolto), e Capricorno (Terra gelata dell’inverno, sotto la quale, però, si prepara a germogliare il seme nuovo).

La Terra del Toro, invece, è quella grassa e ricca di humus della primavera; Terra rigenerata dal dissolvimento organico dell’autunno e dal lungo sonno invernale. Nutriti da questa Terra, i germogli spuntati sotto il Segno Ariete diventano turgide foglie, fiori splendenti e succulenti frutti; le femmine, ingravidate dal maschio Ariete, partoriscono. Manifestazioni, tutte, che sottolineano come il nome Toro non simboleggia, sotto questo Segno, l’animale maschio, bensì la Vacca Sacra, feconda e fecondata. Toro è, insomma, il Principio Femminile, così come Ariete è il Principio Maschile. Il simbolismo di questo Segno è tra i più antichi, e si rifà al culto della Dea-Madre; Madre -Terra, che tutti nutre da vivi e tutti accoglie da morti. Culto presente in ogni Religione e che, nel Cattolicesimo, si è trasfigurato nella venerazione di Maria, Vergine e Madre.

Nella Mitologia egiziana il Segno Toro era simboleggiato da Osiride ed Iside; il bue Api, consacrato al Sole – Osiride, portava tra le corna la Mezzaluna – Iside. Anche nel Pantheon indù, Shiva sta a cavallo di un toro che porta una mezzaluna tra le corna. L’ideogramma del Segno () è formato, appunto, da un cerchio (Sole=Maschile) e da un semicerchio che lo sormonta (falce di Luna=Femminile).

Ai suoi primordi la creatura umana era impegnata, tal quale a tutti gli altri esseri viventi, ad affrontare la durissima lotta per la sopravvivenza; cercare il cibo, ripararsi dal freddo (o dal caldo) e dai mille pericoli dell’ambiente, assorbivano tutto il suo tempo e le sue energie: anche la sessualità era vissuta come fatto puramente biologico, di piacere immediato e di riproduzione della specie. Con il passare del tempo l’uomo si distacca dagli animali, si affina, si organizza, affronta le necessità materiali con sempre maggiore consapevolezza; ed il Segno Toro simboleggia, tra le altre cose, il passaggio dalla sopravvivenza per merito di caccia, pesca e bacche, all’elaborazione dell’agricoltura e dell’addomesticamento e allevamento del bestiame: non più dipendere dal caso, dalla fortuna, ma piegare la Natura ai propri voleri e bisogni.

Segno femminile, il Toro, si è detto; agli albori della civiltà, l’agricoltura e la cura del bestiame domestico era affidata proprio alle donne, mentre gli uomini continuavano caccia e pesca ed erano impegnati nella difesa del territorio. Il Segno Toro simboleggia anche l’inizio della proprietà privata ed il raggruppamento di individui in clan familiari, con tutti i membri dedicati ad una unica attività; i più furbi, intraprendenti ed in grado di contare sulla collaborazione di parecchi parenti, cominciarono ad accaparrarsi le terre più fertili, ad allevare e selezionare il bestiame. E fino all’affermarsi dell’era industriale, famiglie potenti erano quelle dei grandi latifondisti ed i proprietari di grandi mandrie. Il Segno Toro, di conseguenza, simboleggia principalmente il lato economico della Società.

L’evoluzione continua, il pensiero si affina ancora; l’uomo impara a pensare anche in termini astratti, a prestare ascolto ad altre esigenze che non siano quelle prettamente materiali. Ma questo salto di qualità porta al conflitto interiore che il tipo Ariete non conosce; conflitto tra il bisogno prepotente di assecondare al massimo i richiami (fortissimi) della carne e consapevolezza che questo può portare alla rovina fisica ed alla paralisi spirituale. A tale presa di coscienza, a tale lotta interna si riferiscono i due grandi Miti legati al Segno. Miti identici, pur nella loro diversità formale. Teseo ed il Minotauro, Mithra e la sua lotta con il Toro.

Minosse, Re di Creta, ha imprigionato nei sotterranei del palazzo, (costruiti a labirinto in modo che sia quasi impossibile uscirne), un Toro mostruoso e sanguinario che esige periodicamente un tributo di giovani da divorare: Teseo scosso dal terrore dei fanciulli destinati al sacrificio e dal dolore dei loro parenti, affronta ed uccide il Mostro. Riesce nella sua impresa con la protezione di Venere e con l’aiuto della figlia del Re Arianna la quale, innamorata di lui, gli offre un gomitolo magico che, dipanato durante il cammino, gli permetterà poi di ritrovare la via di uscita dal labirinto. Come molti eroi mitologici, una volta raggiunto il suo scopo Teseo abbandona Arianna; ma questa è un’altra storia.

Eroe greco Teseo, mentre Mithra ha origini orientali ed entra nel culto occidentale molto più tardi acquistando largo seguito soprattutto nel mondo romano; per Mithra, simbolo del Sole, l’imperatore Aureliano proclamò la Festa del Sole Invicto, il 25 dicembre, giorno poi dedicato al Natale. Non semplice sovrapposizione di una festa cristiana su una pagana ma simbolismi che si incontrano e si intrecciano; molti studiosi vedono nel culto del Dio Mithra, diffuso a Roma un po’ prima del Cristianesimo, quasi una anticipazione della figura del Cristo. Tornando al Mito, anche Mithra lotta con un terribile Toro e ne esce vittorioso.

Pianeta dominante del Segno è Venere simbolo (assieme alla Luna) del Femminile così come Marte (pianeta di Ariete), è simbolo del maschile: ma la Venere del Toro non è la dea adolescente che emerge dalla spuma del mare, bensì la Venere donna, dai vasti fianchi e dai seni abbondanti: la Grande Madre, appunto, fatta per generare, nutrire, accudire. A questo punto viene da chiedersi come mai si accomuni il Segno Toro alla femminilità, alla maternità, all’accudimento e, assieme, alla furia distruttrice del Minotauro o del toro di Mithra…Lo abbiamo accennato prima, ma piegheremo più avanti in dettaglio il perché.

Per il momento si sottolinea come basti una sola parola per descrivere la psicologia taurina: sensualità. Tutti i Segni di primavera estate, dall’Ariete al Leone,(Gemelli escluso), esaltati dal Sole che dopo il Solstizio di Primavera aumenta di giorno in giorno luce e calore, sono fortemente fisici, carnali, ricettivi al massimo alle stimolazioni materiali. Sensuali, appunto! E per sensualità non si intende soltanto sesso ma la capacità di godere appieno delle gioie dei sensi, dal buon cibo, al poltrire al fresco su un’amaca, al perdersi dentro la bellezza di un panorama, al profumo delle piante, o nel calore avvolgente di una amicizia; oppure nello stordimento di un amore. Ecco, il Toro vive tutto questo alla intensità massima.

Sin da piccolo il tipo Toro (così come quello Cancro), dimostra attaccamento grandissimo alla madre, alla casa, alla famiglia; attaccamento che, se non trova validi motivi di emancipazione, può cristallizzarsi, con gravi disturbi della personalità in età matura: non dimentichiamo che fu il Toro Freud a parlare per primo di Complesso di Edipo! Più o meno emancipato, il tipo Toro, maschio o femmina che sia tende, come già detto, al calore umano, alla disponibilità, al proteggere, al nutrire, ad assumersi carichi più o meno pesanti per alleviare la vita di coloro che ama; i bambini, i cuccioli di qualsiasi specie e tutti coloro che per qualsiasi motivo sono in condizione di debolezza, di inferiorità, toccano le sue corde più sensibili.

I suoi doni non sono però disinteressati; estremamente possessivo e geloso, un Toro tende sempre a comportarsi come figlio unico, e cerca di assorbire tutte le attenzioni delle persone cui vuol bene; gli affetti familiari lo gratificano tanto che il Toro (ancora come il Cancro), non sente molto il bisogno di contatti con l’esterno. Sarà quindi il bimbo preso dalla disperazione se lasciato all’asilo, l’adolescente che alle allegre brigate preferisce la sua stanza dove si rintana volentieri ad ascoltare musica, leggere, dipingere o far tante altre cose che la sua mente molto fertile gli suggerisce; mente fertile ma non sempre agile: la pigrizia, (uno dei maggiori difetti taurini), limita la prontezza di riflessi, la capacità di prendere occasioni al volo: il conservatorismo lo frena nel tentare strade nuove, e se nel Quadro non vi sono stimoli forti di fantasia o di curiosità (pianeti in Segni di Acqua o di Aria, o peso notevole del Segno. Acquario, del Pianeta Urano in particolar modo), oltre che un conformismo paralizzante, egli rischia una certa opacità mentale.

Alta è la manualità ed è facile trovare Tori abilissimi nel bricolage o nella manutenzione della casa, del giardino, dell’orto. Adulti, la donna Toro sta volentierissimo a casa e non disdegna affatto i lavori domestici, dando il meglio di sé nella cura dei figli ed in cucina; l’uomo Toro, da parte sua, essendo tra i meno maschilisti dello Zodiaco, se ve ne è bisogno si sostituisce con molta naturalezza alla donna in tutte le faccende di casa e nella cura dei figli; in ogni uomo Toro c’è molto spesso un “mammo”, assai apprezzato dalla prole.

Se un Toro raramente cerca gli altri, al di fuori dei familiari, viene spesso cercato perché, con il suo fare pacato, disponibile e generoso ispira sicurezza e fiducia; ma la sua disponibilità sul piano materiale, non sempre si accompagna, come prima accennato, a finezza psicologica. Disponibilissimo a capire ed aiutare chi cerca un tetto, un lavoro, un piatto di minestra, il tipo Toro non sempre riesce a comprendere le sofferenze morali di chi gli vive o gli passa accanto. Il suo carattere placido, in grande armonia con il ritmo della natura, la sua visione positiva della vita, faticano ad entrare in sintonia con contorsioni o macerazioni mentali; ma anche quando non ne comprende (o condivide) i motivi, un Toro fa del tutto per essere comunque vicino a chi soffre. In cambio vorrebbe la stessa disponibilità e lealtà e rimane molto ferito se si sente tradito o strumentalizzato: come già detto, le sue amicizie sono pochissime, selezionate e sempre le stesse, magari dall’asilo fino ai 90 anni! Più apertura all’esterno se nel Tema Natale di un Toro vi è peso forte di pianeti in Segni di Aria (Gemelli, Bilancia o Acquario).

Poco portato alle amicizie, il tipo Toro è invece molto attratto dalle Istituzioni, quali la Chiesa, le Forze dell’Ordine, la Legge, ecc: verso tutto quanto, insomma, è baluardo di una Società forte, stabile, duratura. Il suo mondo ideale è infatti quello di ogni giorno identico al precedente, in un rassicurante tran tran; niente può gettare un Toro in crisi di ansia o di vero e proprio panico, come le novità, i cambiamenti, le decisioni improvvise: anche per tale motivo, a meno che non abbia forti valori Gemelli-Sagittario nel proprio Tema, il Toro non ama viaggiare. L’attaccamento alle Istituzioni può esasperare le tendenze conservatrici tipiche del Segno e portare certi Toro ad atteggiamenti fortemente reazionari sia di destra (Hitler), che di sinistra (Marx); o spingerli ad una fanatica osservanza di precetti religiosi. La rigidità taurina diventa facilmente ostinazione che niente e nessuno, nemmeno la più lampante evidenza, riescono a smuovere (ancora Hitler, negli ultimi mesi di guerra).

Il temperamento placido, la mancanza di prontezza di riflessi per controbattere o reagire, il bisogno di armonia attorno a sé, fanno del tipo Toro (assieme a quello Bilancia), uno dei più pacifici ed accondiscendenti dell’intero Zodiaco; ma mentre il Bilancia è un freddo che mai si accende più di tanto, il Toro è sanguigno, passionale ed ingoia molti rospi, in silenzio, ma soffrendo, pur di non creare conflittualità: ingoia ingoia, quando la misura è colma egli straripa, magari nel modo e nel momento meno opportuni. Tanto più è stata repressa, con altrettanta violenza la rabbia del Toro esplode cieca, furibonda, a tratti devastante, proprio come quella dell’animale infuriato. Ed ecco la simbologia del Mito: un Toro che perde il controllo può diventare distruttivo al massimo! Tanto per fare un esempio, estremo ma significativo, Toro era Rina Fort, protagonista di uno dei più spaventosi casi di cronaca nera dell’immediato ultimo dopoguerra; abbandonata dall’amante che la aveva a lungo ingannata e sfruttata, la Fort gli massacrò a sprangate la moglie ed i tre piccolissimi figli. Lasciando da parte questi orrori e tornando ai Toro normali, una volta ristabilita la calma, si può contare su un altro lungo periodo tranquillo, anche perché di solito un Toro non serba rancore, non cerca vendette.

Si diceva all’inizio della sensualità elevata al grado massimo nei Toro; sensualità come capacità di godere fino al limite estremo di tutti i piaceri della vita, sesso compreso: accanto allo Scorpione, dirimpettaio e speculare, il Toro è, nella Ruota dello Zodiaco, il Segno più sensibile e vulnerabile ai piaceri della carne. Ma tanto lo Scorpione è cerebrale, contorto, alla continua ricerca di stimoli sempre nuovi e sempre più elaborati per accendere i sensi, altrettanto il Toro è semplice, solare, lineare; la carne chiama in maniera così chiara e forte che non c’è bisogno di stimoli supplettivi. Gli si può rimproverare proprio la mancanza di fantasia anche se, in campo sesso, egli è molto più elaborato e “poetico” dello sbrigativo Ariete. Segno materno, avvolgente, non è raro che i Tori arricchiscano il semplice e puro atto sessuale, con tanta tenerezza, tanto avvolgente calore umano.

E si riprende il discorso del Minotauro e del Toro di Mithra che come già detto sembrano, a prima vista, così poco consoni ad un Segno placido, mite, pacifico quale è il Toro; ma si diceva delle rabbie taurine, che possono essere devastanti, estremamente distruttive: tutti i Tori avvertono, più o meno coscientemente, la potenza della loro libido, ed il pericolo che, una volta allentati i freni, essa non sia più governabile, controllabile. Oltre alla paura di perdere il controllo, c’è in ogni Toro, in maniera più o meno cosciente a seconda dell’intelligenza e dell’evoluzione interiore, il conflitto tra un materialismo logico, ateo, (il suo essere Segno di Terra), ed una idealismo misticheggiante che ha origine nella sensibilità estrema degli appartenenti al Segno, alla bellezza ed all’armonia della Natura, alla loro eccezionale sensibilità ai suoni, ai colori ed agli odori che essa offre a chi sa comprendere (Venere dominante, Dea della Bellezza e dell’Armonia).

Può sembrare incredibile vedendo il tipo Toro dall’esterno, quasi sempre immerso nel quotidiano, nel prosaico; eppure in ogni Toro evoluto sorge ad un certo punto il dilemma se è da prendere in considerazione la materia così come appare, o valga la pena di andare “oltre”, verso “Qualcosa” che tanta bellezza ed armonia sembra suggerire esistere, al di là delle apparenze. A seconda del grado di sensibilità, di intelligenza, di cultura, di educazione, i Tori si dividono in due categorie; quelli che da tale conflitto non sono affatto sfiorati e si abbandonano totalmente al materiale (gli autoindulgenti), e quelli che il conflitto stesso lo vivono in tutta la sua drammaticità (gli autorepressi).

Autoindulgente sarà il tipo Toro con troppi pianeti in Segni di Acqua o Fuoco e con un forte peso del pianeta Giove; per lui gli stimoli materiali, sessuali ma anche di gola, di attaccamento alle comodità, ai piaceri materiali, al denaro, saranno talmente forti da travolgerlo. Ingordigia in tutti sensi, fino all’autodistruzione fisica e, spesso, anche morale, a volte mentale. In questo caso il toro travolge e spesso uccide sia Teseo che Mithra. Il Tipo Toro autorepresso (brutta parola per indicare la capacità di autodominio) si riconosce invece dalla presenza di molti pianeti in Segni di Terra o di Aria e da un Saturno molto forte; in questi casi, assai più spiccata è l’intelligenza, assai più acuta la percezione di non dover oltrepassare certi limiti, se non si vuole essere travolti e distrutti: la forza, la potenza di passioni ed istinti vengono allora imbrigliati, convogliati verso attività a volte altamente creative o, se la repressione è troppo forte, in distruttive nevrosi.

Il Toro autoindulgente è stato spesso un bimbo troppo viziato o troppo abbandonato a sé stesso; quello autorepresso ha avuto o una educazione equilibrata o, nei casi estremi, educazione rigida, castrante, colpevolizzante. Tra gli autorepressi è più facile trovare le donne, per tradizione le più controllate, penalizzate, criticate in campo sociale. Se la repressione è troppo violenta, si è già accennato, i Tori possono essere quasi spersonalizzati, avvolti in una specie di anoressia mentale e sentimentale; oppure diventare duri, spietati, egoisti ed intolleranti, estremamente conservatori, maniacalmente routinari e spesso attaccati al denaro in maniera ossessiva.

E’ sempre per tale conflitto, quando è vissuto in maniera costruttiva, che molti sono gli artisti (in special modo musicisti, cantanti e pittori), appartenenti a questo Segno; ma anche quando non vi sono potenzialità artistiche, il lavoro o lo studio sono ottime valvole di sfogo. Spesso la distinzione tra Tori autoindulgenti ed autorepressi si manifesta anche sul piano fisico; si ha così il Toro classico, tarchiato e in carne (o decisamente obeso), dal tipico collo grosso e corto, taurino, appunto, (autoindulgente), ed il Toro alto e snello, a volte filiforme, un po’ emaciato (autorepresso): ovviamente tra questi due casi limite esiste un vasto gruppo di tipi intermedi, misti, un po’ autoindulgenti ed un po’ autorepressi.

Gli affetti familiari, si diceva all’inizio, sono al primo posto nei valori di un Toro; abituato a costruire sulla roccia, con bisogno estremo di stabilità, sicurezza, portato a cercare cose che devono durare “per sempre”, è difficile trovare in amore un Toro “farfallone”; maschio o femmina che sia, egli tende subito a cercare la persona giusta per metter su famiglia. Naturalmente timido, riservato e cauto, è poco incline ai colpi di fulmine, a meno di forti controindicazioni nel suo Tema; il suo amore si sviluppa quindi lentamente, in mezzo a mille verifiche (tra le quali, spesso, non manca quella della situazione economica del probabile partner) e mille cautele. La riuscita o meno di una unione sentimentale per un Toro, maschio o femmina che sia, dipende da quanto egli abbia superato il rapporto con la madre; soprattutto il Toro maschio ha bisogno di diverse relazioni (tutte prese molto sul serio), prima che tale legame si allenti ed il soggetto maturi emotivamente: accade a volte che, sempre il Toro maschio, si sposi proprio con lo scopo (quasi sempre inconscio), di ristabilire un rapporto con la madre per qualsiasi motivo interrotto prima di evolversi; ma in tali casi il legame è destinato a fallire, se e quando il complesso di Edipo viene superato.

Comunque vadano le cose, una volta approvato dalla ragione, l’amore può diventare tenacissimo, in special modo se il Toro è del tipo autorepresso e quindi abituato all’autodisciplina dei sentimenti. Il tipo autoindulgente può abbandonarsi a mille passioni o a rapporti prettamente carnali ma raramente rinuncerà ad un legame particolare (per amore o per interesse) con il quale metter su famiglia: l’innamoramento è uno dei casi in cui il tipo Toro “fissato”, quasi ipnotizzato dall’oggetto della propria passione, può perdere il controllo dei sentimenti. Quando il rogo iniziale si attenua, rimane quasi sempre un sentimento di possessività assoluta, di gelosia spesso irrazionale: se non è del tipo autoindulgente, il Toro quasi sempre è fedelissimo e anche se il matrimonio si rivela un fallimento tende a sopportare oltre ogni logica pur di non separarsi; se a separarsi è costretto, le ferite nel suo animo sono devastanti, in particolar modo se vi sono figli.

Procreare è vissuto dai Toro quasi come una missione ed una grande fattoria piena di bambini, oltre che di animali, di piante da coltivare, rimane il suo sogno più grande; la casa ideale del Toro è infatti rustica, comoda, funzionale, preferibilmente in mezzo alla natura o, almeno, con un giardino; stanza principale la cucina, con un grande tavolo attorno al quale riunire il più spesso possibile una grande famiglia patriarcale e i pochi cari amici. Sacre le Feste tradizionali, Natale e Pasqua in testa, con rigorosa osservanza di tutte le tradizioni che ad esse si legano. Oltre che mangiare ai Tori maschi e femmine piace molto cucinare ed è facile trovare tra gli appartenenti al Segno degli ottimi cuochi. Nella casa di un Toro si trova sempre qualcosa di buono da mettere a tavola per improvvisare uno spuntino, un pranzo, una cena; il suo frigorifero sarà sempre fornitissimo non di cose sofisticate ma di buoni, vecchi cibi genuini. Ovviamente tale atteggiamento verso il cibo, il “nutrire” è via via sempre più sviluppato tanto più si attraversa tutta la gamma tra i Toro autrepressi e quelli autoindulgenti. Al Segno Toro, non a caso, è associata l’oralità: e molti appartenenti al Segno, o con forte peso del Segno stesso nel proprio Tema, hanno bellissime bocche carnose.

Della donne Toro si è in parte detto; si può qui aggiungere che esse nascono (così come le Cancro), per fare le mogli e le madri e molto spesso hanno fisico matronale. Se una Toro lavora (a meno che non sia una artista), più che per amore della carriera lo fa o perché è obbligata per sopravvivere o per aumentare il benessere della famiglia. Ma, potendo scegliere, quasi sempre essa, più che impegnarsi in una carriera, cercherà di legarsi ad un compagno che dia sicurezza materiale e morale tali da permetterle di dedicarsi tutta a lui, ai loro figli ed alla casa. L’uomo Toro (a meno di forti controindicazioni del Tema), non cercherà certo la donna emancipata e carrierista ma una compagna materna, rassicurante, accogliente; così come per i Cancro insomma, anche per i Toro vi è sempre il più o meno inconscio desiderio di ristabilire con la propria donna il mai veramente risolto legame con la madre.

Maschi e femmine, i Tori sono di solito ottimi genitori, capaci di affrontare qualsiasi sacrificio per il benessere dei figli; sanno anche essere teneri, affettuosi, incrollabile punto di appoggio per ogni crisi, per ogni sperdimento. Possono però eccedere in protettività, dare educazione troppo tradizionalista, interessarsi soprattutto del benessere materiale dei figli, ignorando o sottovalutando necessità interiori. Rischio di attaccamento morboso, fino alla vera e propria gelosia, verso i figli che, più o meno inconsciamente, tentano di tener legati a sé il più a lungo possibile.

Scarsissimo il senso dell’ eleganza; quel che interessa di più a un Toro, maschio o femmina, è la comodità; se potesse andrebbe in giro soltanto con tute e scarpe da ginnastica. Negli uomini, predilezione per il velluto a coste, per le camice a quadrettoni, per tutto quanto faceva parte dell’abbigliamento del vecchio gentiluomo di campagna. Sul piano psicologico, nullo il senso dell’umorismo, a meno di fortissimi valori Gemelli nel Tema.

Naturalmente, preferenza per i lavori calmi, tranquilli, che non richiedano troppi cambiamenti o spostamenti; poiché non è competitivo, non è irrequieto, né esibizionista, un Toro va benissimo per tutti i lavori di equipe e per quelli impiegatizi; per molti di loro anno dopo anno dietro lo stesso tavolino, con accanto gli stessi colleghi, è il massimo dell’appagamento e non è quindi raro trovare appartenenti al Segno nella burocrazia. Per la loro creatività possono diventare degli ottimi artigiani, falegnami in particolare, visto che il legno li attrae moltissimo. Molti Toro, si è già detto, nel mondo dell’Arte, della musica in particolare; dagli orchestrali, ai coristi, ai grandi solisti, direttori d’orchestra ecc. ecc. Molti i Tori pittori, dilettanti e professionisti, ed i Toro fotografi o comunque appassionati al mondo delle immagini, dal cinema alla Tv e similari.

L’amore per gli animali può portarli verso l’allevamento, la veterinaria e via di seguito; l’altrettanto forte passione per la natura, verso il giardinaggio, la agricoltura e qualsiasi altra attività richieda vita all’aria aperta. Adattissimi ai Toro anche tutti i lavori che riguardano i bambini e, spesso, anche la cura degli anziani. Ovviamente abbondano i Tori in campo ristorazione! La ricerca di stabilità fa amare ai Tori il mattone ed anche in campo edilizio, dal muratore, al decoratore, al mobiliere, al costruttore, è facile trovare Toro.

La tendenza a dare, a rendersi utili, può farne degli ottimi operatori nel campo sanitario, dal medico, all’infermiere, al fisioterapista… Molti gli economisti, gli addetti alla Borsa e a tutto quanto riguarda il mondo dei soldi. Se nel Tema di nascita al Toro si trovano associati pianeti in Segni fortemente ambiziosi, tipo Leone o Capricorno, sorgono forti conflitti interiori tra la pigrizia taurina e la vocazione ad emergere del lato ambizioso; conflitti che spesso sono la base di carriere folgoranti perché l’ambizione è sostenuta dalla tenacia e dall’impressionante resistenza alla fatica del lato Toro costretto, malgrado tutto, a muoversi in fretta e bene, per rendere il massimo possibile; in tali casi però, tutto viene pagato con un surplus di ansia del lato Toro obbligato a vincere pigrizia e tendenza all’immobilismo. Se è datore di lavoro, un Toro può essere estremamente esigente con i dipendenti e se le cose non vanno come lui pretende può diventare intollerante, a tratti spietato, tirannico; raramente ammette discussioni e giustificazioni. Oppure tenderà ad essere paternalista, ad immedesimarsi nel ruolo di pater familiae anche con i suoi sottoposti.

Tornando alle caratteristiche del Segno, l’oculatezza con la quale un Toro amministra il denaro gli ha dato la fama di avaro; tale nomea è in parte vera, molti Arpagone hanno forti valori Toro nel proprio Tema. Nella maggioranza dei casi però, il rapporto del Toro con il denaro non è di tendenza all’accumulo ma di preoccupazione per il futuro. Poiché, si è detto, l’aspirazione maggiore degli appartenenti al Segno è la comodità, la soddisfazione dei propri bisogni materiali, la paura di dover fare a meno di tutto questo per mancanza di soldi li terrorizza; come li terrorizza l’idea che siano i propri cari a trovarsi in stato di necessità. Toro non avaro, quindi, ma risparmiatore, formichina che pensa alle provviste per l’inverno. Bando alle spese inutili, al superfluo, ma in una casa Toro mai mancherà il necessario.

L’immobilismo del Segno impedisce qualsiasi speculazione in campo economico; un Toro mai giocherà in borsa o cercherà di far fruttare i propri risparmi in maniera meno che ortodossa. Investimento preferito, il mattone: è quindi abbastanza frequente trovare Tori con diverse proprietà immobiliari. Se si è Toro o si hanno pianeti importanti nel Segno, ben appoggiati essi indicano sicurezza economica, mal messi avvertono invece di fare attenzione in tale settore; in questo ultimo caso si dovranno infatti affrontare, nel corso della vita, ricorrenti prove sul piano economico; per quale motivo, lo dirà l’insieme del Tema personale.

Sul piano Salute il Toro, assieme al Capricorno, e il Segno più longevo e il meno esposto alle malattie; sul piano fisico, come l’Ariete simboleggia le ossa del cranio, il Toro rappresenta tutte le parti molli contenute nella scatola cranica e dintorni; cervello, occhi, bocca, gola. Saranno quindi questi gli organi più esposti ad eventuali malattie od incidenti. Ma, si è detto, la sua forte fibra e la tendenza verso le cose naturali, genuine, il suo amore per la vita all’aria aperta, rendono il Toro molto resistente: il discorso non vale, ovvio, per i Tori troppo autoindulgenti e che quindi eccedono nella ricerca di piaceri.

Gli empatici: il loro lato oscuro

maggio 2, 2018 on 8:13 am | In Affinita' d'anima, Amore, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Buono a sapersi, Consulto, Donne, Emozioni, Evoluzione, Oroscopo, Segni zodiacali, Voglia di cambiare
| No Comments

Gli empatici sono in genere conosciuti come i guaritori del mondo. Sono le persone i cui sensi sono intensificati e amplificati, sono degli individui che non solo vedono e sentono le diverse energie del mondo, ma che in realtà le sperimentano su loro stessi.
Coloro che non sono empatici potrebbero pensare che questa capacità di sentire ciò che gli altri provano sia un dono, ma se si riesce a convincere un empatico a parlarci del ‘suo dono’, potrebbe confidarci che non è sempre un cielo stellato. Anche se è consapevole di avere una qualità importante, egli potrebbe confessarti che è un peso, molte volte quasi insostenibile.
Molte persone si affidano a loro per avere supporto e comprensione. Gli empatici conquistano quasi sempre la fiducia degli altri, perché fanno sì che le persone si sentano al sicuro. E mentre l’empatico è in grado di gestire le emozioni degli altri, allo stesso tempo le sperimenta su di sè e tutto questo, puo’ portare a stress e crolli emotivi.
Il lato oscuro di un essere empatico si presenta sotto forma di due voci contrastanti, che gli parlano quasi costantemente all’interno della sua testa. Esso puo’ costantemente sentire sia il bene che il male, il negativo e il positivo, al punto di esserne sopraffatto, nel caso in cui non sia in equilibrio e ben schermato da cio’ che attira.
Gli empatici sono più sensibili alle energie negative della vita. La loro intensa capacità di sentire non può allontanarsi dai mali profondi che esistono nel mondo. La loro profonda comprensione di quello che esiste e opera nel mondo è sufficiente per confonderli e rattristarli. Per questo molto spesso,tendono ad essere malinconici, l’eozione che li domina, infatti è la tristezza.
Il lato oscuro di essere un empatico è costantemente esausto e affaticato dalle energie che vengono assorbite. Nonostante questo è capace di osservare in silenzio, riconoscere e sentire.
Gli empatici vogliono essere amati così come tutte le altre persone, ed accettati per quello che sono. Ma, è la loro generosità e gentilezza che spesso li vede essere sfruttati da parte di coloro che vogliono solo prendere e mai dare. Gli empatici sono ‘donatori’ e ricettori, loro sono pronti a mostrare gentilezza a chi ne ha più bisogno in ogni momento.
Il lato oscuro di essere un empatico è che spesso si mette in secondo piano per il bene degli altri. Un abbandono che costruisce nel corso degli anni, fino ad arrivare alla conseguente necessità di andare alla ricerca della propria anima, ancora una volta, un bisogno che sentiamo solo quando ci sentiamo completamente persi.
È per questo che tiene sempre una piccola parte di sè stesso a riparo dal resto del mondo. Mantendo una sorta di barriera difensiva per necessità.
Il lato oscuro di essere un empatico è la guerra che vive da sempre dentro di sè. La guerra che intraprende contro la tristezza e il buio, che cerca sempre di sollevare la sua ripugnante testa per portarlo all’auto-distruzione.
L’unico modo per combattere tutto questo e saper distinguere tra emozioni autentiche ed energie emotive false, che lo invadono dall’esterno. Gli empatici hanno bisogno di persone che possano comprendere chi sono e cosa vivono.
Essi devono essere in grado di abbassare il muro che hanno costruito intorno a loro, ed imparare ad esprimere i sentimenti che provano, in modo che la loro dote possa fare del bene anche nella loro vita.
In caso contrario, gli empatici sono destinati a combattere una guerra dentro loro stessi, che non finirà mai.

Fonte: http://it.anahera.news/empatia-oscurita/

Ovvio che una qualita’ che un buona astrologa/o deve avere è l’empatia proprio perchè il nostro lavoro è molto molto delicato, ha a che fare con le sofferenze delle persone.

Ariete – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

aprile 11, 2018 on 6:41 pm | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
| 1 Comment

di Gabriella Leopizzi

Ariete apre la ruota dello Zodiaco; Cardinale, di Fuoco, esso va dal al 20 marzo al 20 aprile, con uno o due giorni di fluttuazione, all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni. I Segni Cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno), sono quelli di inizio stagione ed ospitano i due Solstizi ed i due Equinozi dell’anno:in Astrologia essi simboleggiano il Fare, l’INIZIARE in modo attivo (Ariete-Capricorno), o attraverso il fantasticare (Cancro), oppure l’ideare (Bilancia). L’Elemento Fuoco indica invece, sempre in Astrologia, la Forza Vitale che ha irrefrenabile bisogno di esternarsi in azione istintiva, generosa, passionale ed appassionata. Il Fuoco Ariete è Fuoco di Paglia che sia accende e brucia in un attimo lasciando, il più delle volte, un mucchietto di cenere.

A questo punto è bene sottolineare come l’Astrologia Occidentale sia strettamente legata al ciclo della Natura: con l’Equinozio di Primavera, il 21 marzo, ogni anno c’è la rinascita: dopo il lungo e gelido immobilismo dell’inverno il sole torna a scaldare, neve e ghiaccio si sciolgono e la terra, rigenerata, è pronta per un nuovo ciclo riproduttivo; i semi germogliano, i rami si ricoprono di gemme, gli animali si accoppiano. I popoli antichi, che vivevano di caccia, pastorizia ed agricoltura, sollevati dal lungo incubo invernale, speranzosi di buoni raccolti, di moltiplicazione degli armenti e di ricca caccia, proprio ad inizio primavera facevano una serie di riti propiziatori, con offerta agli Dei delle primizie vegetali ed animali.

Riti che culminavano con l’uccisione di un agnello il cui sangue veniva versato sulla terra, per rigenerarla appunto, dopo aver segnato con lo stesso le capanne e la fronte di uomini ed animali; questo rito è ancora in uso presso molti popoli non… “civilizzati”. Forte carica simbolica, presso gli antichi, aveva anche l’uovo, sia per la forma quasi sferica che ricorda l’eterno fluire del Tempo, sia per la Vita che racchiude in sé; risulta chiaro, allora, il perché dell’Agnello e dell’Uovo, per festeggiare la Pasqua cristiana che, guarda caso, cade proprio sotto il Segno Ariete. Non è, il Cristo, la vittima sacrificale che si offre al Padre per riscattare l’Umanità? E non è, il suo Sacrificio, la Luce che torna dopo le Tenebre del Peccato Originale e del paganesimo, così come il Solstizio di Primavera inaugura il sopravanzare del giorno sulla notte? Lo immaginavate tanto peso di tradizioni e spiritualità, dietro un cosciotto di agnello o un uovo di cioccolata?

Ancora Solstizio di Primavera, inizio del prevalere della luce sulle tenebre; in crescendo, tale prevalenza arriverà sino al Solstizio di Estate (21 giugno, Cancro), giorno dell’anno con più ore di luce, per poi cedere di nuovo il passo alla notte sino all’Equinozio di Autunno, sotto il Segno Bilancia: giorno, anche il 21 settembre, che vede identico numero di ore di luce e di buio, prima del nuovo prevalere del buio sulla luce. Linea ideale, quella tra Ariete e Bilancia, che divide esattamente a metà la Ruota dello Zodiaco; nella parte inferiore i Segni di Primavera – Estate (da Ariete a Vergine); nella parte superiore quelli di Autunno-Inverno (da Bilancia a Pesci). Le prime sei, man mano che il sole sale alto all’orizzonte, sono forze vitali, istintuali, corporee; le sei ultime, man mano che luce e calore si attenuano e la notte avanza, vedono invece prevalere la forza del Pensiero su quella della carne. Lunga premessa che aiuta una visione generale della Ruota dello Zodiaco ed una migliore comprensione della psicologia Ariete che sembra semplice, lineare, ed è invece estremamente complessa, come più avanti si vedrà.

L’ideogramma del Segno è una testa di caprone, simbolo dell’istinto vitale (inteso come irrefrenabile impulso sessuale) che spinge il maschio ad unirsi alla femmina per fecondarla, riattivando così il ciclo vitale sopito con l’autunno. Nella stilizzazione del Segno (), si simboleggia (con l’identico significato),il primo germoglio che spunta dalla zolla. Nel cammino dell’Umanità, siamo ai primordi; l’Uomo si alza in piedi e sia pure in modo nebuloso, nel suo cervello comincia a prender forma il Ragionamento; per dormire e/o ripararsi dal freddo non entra più nel primo buco che trova, ma comincia ad organizzarsi una tana ed un embrione di famiglia. Alla clava o al sasso comincia a sostituire le fionda, la freccia; ed inventa l’amo: perché le sue principali attività sono caccia e pesca. Inizia a preparare le pelli degli altri animali per coprirsi, impara a dominare il fuoco, accendendolo quando gli serve, senza più dover aspettare la fortuna di un fulmine o di un incendio.

Il Mito legato ad Ariete ha a che fare con gli Argonauti ed il Vello d’oro. Un Ariete alato e con il manto d’oro, viene mandato da Nefele, dea delle nubi, al figlio Frisso,maltrattato dalla matrigna. Il giovane salta in groppa all’animale e nella sua fuga, precipitosa e senza meta, trascina la sorella Elle; mentre sorvolano il mare la fanciulla si addormenta e cade, annegando. Sia pur straziato, Frisso procede nel suo volo fino ad atterrare in un posto sconosciuto; sacrifica allora l’animale a Zeus, che però non salverà il giovane, che muore precipitando da un dirupo. L’Oracolo di Delfi sentenzia che bisogna riportare in patria (la Beozia), sia la salma di Frisso che il Vello d’oro: per compiere la missione, parte Giasone assieme agli Argonauti. Ma il re della Colchide, dove si trovano salma e Vello, per restituire il tutto pretende una serie di prove così pesanti, che è umanamente impossibile superarle. In soccorso di Giasone arriva però la Maga Medea, di lui follemente innamorata;solo grazie alle sue arti magiche l’Eroe supera tutto, compreso il Drago dalle fauci di fuoco messo a guardia del Vello. Ritornato in patria, Giasone si stanca di Medea (dalla quale ha avuto due figli) e si prepara a sposare una giovanissima principessa. Per vendetta Medea uccide sia i bambini che la rivale.

Frisso e Giasone sono giovani, avventurosi, impulsivi ed incoscienti; partono non mettendo affatto in conto i pericoli e le prove che li attendono tanto che, alla fine, sono sopraffatti dalla dura realtà. Frisso perde prima la sorella e poi la vita; Giasone perde figli e promessa sposa. Persone amate perdute per disattenzione (Frisso), e per volubilità (Giasone). Sono così riassunte in questo Mito, tutte le caratteristiche psicologiche di base del tipo Ariete, archetipo dell’adolescente che tenta il distacco dal cordone ombelicale della famiglia, anche se non conosce ancora i contorni di tutto ciò che tanto l’attira.

Estremamente vitale, fremente, impaziente, percorso dai primi potentissimi impulsi sessuali, egli si avventura quindi per strade ignote, senza la maturità, il senso critico e la pazienza indispensabili per riflettere, per documentarsi e fare dei piani concreti; l’IO prorompente è spinto dalle stesse forze incontrollabili che portano il giovane maschio all’inseguimento frenetico della femmina, o il germoglio a spuntare dalla terra. La Coscienza viene accecata dalla carnalità, dalle passioni; tende ad agire per l’agire, rischiando così anche la perdita dell’Anima, della parte “femminile” di sensibilità, intuito, introspezione, capacità di intravvedere oltre le apparenze. Queste qualità difettano infatti tutte, nel tipo Ariete, a meno che egli non abbia nel proprio Tema natale, forte peso dell’Elemento Acqua.

Anche le donne appartenenti al Segno presentano dei lati tipicamente maschili di impulsività, combattività, avventurismo, egocentrismo ed una certa rudezza nel modo di pensare, di agire. Da sottolineare un dato curioso; un forte peso del Segno Ariete appare spesso nei Temi natali di donne che hanno deluso le aspettative, soprattutto paterne, di un figlio maschio. E non è raro, in tali Temi, un egual peso del Cancro, Segno femminile per eccellenza; è la denuncia di un conflitto dell’Io più intimo, di queste figlie tese a non deludere le aspettative familiari, e per questo portate a soffocare la loro vera natura. Sforzi laceranti, spesso dolorosissimi, di trasformarsi in piccoli maschi! Identico conflitto può verificarsi in figli maschi nati al posto di una desideratissima femmina.

Pianeta dominante del Segno è naturalmente Marte, dio della Guerra, fiammeggiante, aggressivo, irriflessivo, portato a far valere le proprie ragioni non con le parole ma con la forza! Marte è, tra le altre cose, il simbolo fallico per eccellenza! Ariete veniva chiamato anche il carro medioevale lanciato con violenza contro le mura o le porte di castelli e città assediati, per demolirle.

Anche se finora sembra non si sia parlato della psicologia arietina ma principalmente di storia, mito e religione, si è tuttavia delineato già abbastanza ciò che contraddistingue gli appartenenti al Segno. Si aggiunge qui che, tal quale all’adolescente spaccone, grintoso, a tratti arrogante, il tipo Ariete è, nel suo profondo, un timido ed un insicuro, con una forte paura dell’ignoto e con un gran bisogno di conferme, rassicurazioni. Per tal motivo si nota molto spesso negli arietini un gran rispetto per l’Autorità, (Partiti, Esercito, Corpi di Polizia); appoggiarsi a strutture forti (famiglia in primo luogo), calma le loro paure e le loro notevolissime ansietà di fondo.

Fortissimo il bisogno della figura paterna, anche se apparentemente contestata; se questa figura manca, se in famiglia un bimbo ed un ragazzo Ariete non viene compreso o sostenuto da una figura maschile positiva, egli può comportarsi in due modi, a seconda della struttura del proprio Quadro; o assumerà un atteggiamento di sfida e ribellione (Lenin) o reprimerà le sue energie che sfoceranno in nevrosi o atteggiamenti violenti a volte anche molto gravi. Nei casi più fortunati tali nevrosi possono trovare uno sbocco salvifico nell’Arte (Van Gogh), o in attività fisiche molto impegnative,(soprattutto sport): spesso le due caratteristiche (nevrosi anche gravi e sublimazione), convivono. E’ per nostalgia di padre che si trovano molti Arieti disposti a sostenere figure autoritarie o carismatiche, politiche o non. E’ per bisogno di appoggio ed approvazione che un Ariete può diventare molto conformista. Sono tutte motivazioni inconsce di cui raramente gli appartenenti al Segno si rendono conto, tutti tesi come sono a cucirsi addosso maschere eroiche, da Rambo a Indiana Jones! Se il padre è stato presente in modo positivo, si avranno Arieti capaci di autocontrollo, di indirizzare in modo costruttivo la propria energia vitale; in tal caso si nota, nel Tema di nascita, peso notevole di Segni di Terra o del pianeta Saturno.

I rapporti con il prossimo non sono tra i più lineari anche se, ad un primo approccio, un Ariete può risultare molto attraente per la vitalità e la gioia di vivere che emana; sotto lo splendore e l’apparente grande disponibilità (spesso gli Arieti sono troppo accecati dall’IO per guardare veramente, profondamente l’Altro), come già detto, cova sempre la paura per l’ignoto; conseguente la diffidenza. Il temperamento marziale fa, inoltre, scattare subito la competitività, specie con gli individui del medesimo sesso. Di solito, insomma, un Ariete inizialmente non ha amici ma soltanto potenziali avversari da affrontare e, possibilmente, da neutralizzare: lineare ed istintivo, egli, ha, tra i suoi più grandi pregi, la lealtà, la tendenza a combattere a viso aperto, ad armi pari; pregio che può trasformarsi in punto debole se trova chi sa usare strategie che lui, lineare al massimo, non sa elaborare. Inoltre, per la sua insicurezza, ha bisogno continuo di conferme, di sentirsi valorizzato, ammirato; costante, per questo, il pericolo di cadere, facile preda di adulatori interessati. Sempre l’insicurezza, rende di solito gli Arieti molto permalosi, assai poco disposti ad accettare critiche sul loro essere e sul loro operare.

Vada come vada, una volta stabilite le gerarchie, si intrecciano i rapporti che quasi mai sono alla pari; un Ariete ha esigenza primaria di sentirsi un capo e spesso ci riesce perché sa infondere coraggio ed entusiasmo con la forza delle sue passioni, con la fiducia incrollabile che, alla fine, tutto si sistemerà nel migliore dei modi. Ma le passioni accecano, come già ampiamente detto; spesso, quel che sembra coraggio è solo esaltazione che impedisce strategie lucide, fa sottovalutare i pericoli, minimizzare le difficoltà. Di conseguenza, in gioventù, lunga serie di gaffes, di delusioni anche cocentissime che non servono tuttavia da lezione. Come non serve dargli consigli, avvisarlo dei pericoli eventuali; testardaggine e presunzione sono, accanto all’impulsività, altri lati deboli del tipo Ariete: egli impara esclusivamente sulla propria pelle, dopo essersi rotta la testa (metaforicamente e a volte materialmente), una infinità di volte: di solito, una presa di coscienza avviene nella maturità. Gaffes e delusioni sono ridimensionate (ma non del tutto risparmiate), agli Arieti con molto peso di Segni di Terra e/o di Saturno nel proprio Tema.

L’Amore è l’apoteosi di tutti pregi e di tutti i difetti dell’Ariete;nessun altro Segno conosce il desiderio totale e devastante con la stessa intensità. Bandite romanticherie, i corteggiamenti pazienti e discreti, le schermaglie d’amore, a meno di forte peso di Acqua e/o Terra nel Tema. Si deve arrivare al sodo il più presto possibile, perché i freni inibitori sono quasi inesistenti, almeno nell’età giovanile; un Ariete tenuto troppo a bada, o peggio ancora respinto, può rasentare la follia. Per fortuna, la sua incostanza, può fargli dimenticare di essere stato un attimo prima sull’orlo del suicidio, e spingerlo dietro a un’altra folle passione: per questa ragione, mai aspettarsi più di tanto in fedeltà e nel mantenimento della promesse fatte da molti degli appartenenti al Segno, se mancano segni di Terra o influenza forte di Saturno nel Tema natale.

Maschilista per eccellenza, l’Ariete mai considera la propria donna alla pari, ma tende a vederla come una preda, una cosa di sua esclusiva proprietà: se non ha nel proprio Tema forte peso dell’Elemento Acqua, gli è quasi impossibile comprendere le sottigliezze e le sfumature dell’animo femminile; un Ariete è insomma portato a dividere il genere umano in due sezioni rigorosamente separate; basti pensare alle palestre, alle Associazioni Sportive, ai Corpi Militari ed a quant’altro era, fino a pochissimo tempo fa, rigorosamente chiuso alle donne. Per lo stesso motivo i maschi omosessuali possono essere più numerosi tra gli arietini che tra gli appartenenti ad altri Segni. Per gli etero, la donna è invece vista in generale, si ripete, come il “riposo del guerriero” sul cui seno tuffarsi per rigenerare le stanche membra.

E la donna Ariete? Energica, grintosa, volitiva, a volte un po’ mascolina, sempre con una personalità molto incisiva, poco si adatta ad essere il “riposo” agognato del suo compagno di Segno; la tendenza è anzi quella di metterlo in crisi, contestandolo, tenendogli testa; potrebbe far pensare ad una femminista d’assalto e invece non è sempre così o, almeno, così non era quando alle donne era proibito realizzarsi in proprio. Se ha peso forte dell’Elemento Acqua nel proprio Tema, o se è condizionata da una educazione troppo all’antica, l’arietina entra in conflitto perché la parte Ariete spinge all’autoaffermazione e quella Acqua alla sottomissione; può allora diventare una combattiva compagna alle spalle del proprio uomo soddisfacendo così entrambe le sue anime. Più condizionata dall’educazione, anche se sessualmente focosissima come il proprio compagno, la donna Ariete sa maggiormente controllarsi: hanno il pregio comune di non tradire alle spalle. Una volta attirati da qualcun altro rompono, bruscamente ma lealmente, il legame vecchio.

Non aspettarsi da un Ariete, uomo o donna, comportamenti sessuali fantasiosi od intriganti, a meno di forti controindicazioni nel Tema personale; la tendenza è all’immediato, al tutto subito, il più intensamente ed il più velocemente possibile. Non la qualità ma la quantità insomma; un Ariete può infatti essere amante focosissimo ed instancabile, anche se un po’ monotono. Quando si sposa, uomo o donna, il tipo Ariete sa essere buon compagno e genitore affettuoso, divertente, pieno di sorprese; i figli non possono però contare su un polso fermo, su una educazione coerente. In questo campo c’è la tendenza a delegare al coniuge le incombenze più impegnative o noiose della vita quotidiana. Mai chiedere a un uomo Ariete di collaborare nelle necessità casalinghe, a meno di controindicazioni nel Tema! Maschio o femmina, gli Arieti non hanno il concetto del focolare, della casa intesa come nido del calore familiare; per tal motivo non ne curano molto né l’arredamento né la manutenzione; tendono a trasformare la casa stessa un po’ in dormitorio e mensa: il loro habitat ideale è all’aperto, tra la natura e la gente.

L’eleganza, sia nell’arredamento della casa che nel vestire, è altro punto debole del tipo Ariete; di solito egli bada più alla sostanza che alla forma e sceglierà mobili magari non al top come stile ma solidi e funzionali, spesso sul rustico. I vestiti preferibilmente sullo sportivo o, comunque, sull’informale; abbastanza presenti i colori forti, decisi, solari (ancora Van Gogh). Riguardo al vestire, per i motivi di cui si è detto all’inizio, fierezza nell’indossare una Divisa e, nelle donne, attrazione per gli uomini in divisa: assai privilegiate anche le tute.

Problematico l’approccio con il lavoro, perché il tipo Ariete ha continuo bisogno di stimoli, di movimento, di novità; la routine o attività ripetitive, specie se al chiuso, lo deprimono: a meno di grosse controindicazioni nel Tema personale, non gli si addicono quindi impieghi o lavori in fabbrica; soltanto se può usare la sua inventiva e la sua energia, se può muoversi come e quanto gli necessita, se ha una certa autonomia anche in un lavoro dipendente, un Ariete può rendere moltissimo e sentirsi pienamente realizzato. C’è però il pericolo che, una volta finita la lotta per consolidarsi ed acquistare prestigio, l’Ariete, guerriero nato, non provi più interesse per l’attività e cerchi altri campi di battaglia, anche a costo di ricominciare da zero. Il suo fine ultimo non è il consolidamento ma la conquista! Per questo è difficile dare al tipo Ariete collocazioni ben definite nel mondo lavorativo; se si escludono professioni ad altissimo pathos quale il corridore automobilista (ADORA le macchine, specie se rosse), lo stuntman, l’inviato in zone di guerra o il militare, in tutti gli altri lavori o professioni egli si adatta, più o meno, a seconda della struttura del suo Quadro Difficile una attività in equipe, proprio per la sua tendenza a fare il capo, per la suscettibilità, la scarsissima malleabilità, la facilità ad usare toni molto rudi ed anche aggressivi, se contrariato.

Poco sentite le responsabilità economiche, se scarso o assente è l’Elemento Terra nel Tema; un Ariete lavora per necessità di scaricare le proprie energie in esubero e perché la cosa lo interessa; se non c’è qualcuno alle spalle ad amministrargli le finanze egli, così come l’adolescente per il quale il futuro non esiste, tende a vivere alla giornata, fiduciosissimo che il giorno dopo succederà qualcosa di nuovo e di bello che gli risolverà d’incanto qualsiasi difficoltà, Carpe diem è il suo motto! O, per portarla più sul moderno, “domani è un altro giorno!” Questo, come già detto, non solo sul piano economico, ma in tutti i settori della vita. Non sono rari, di conseguenza, i tracolli finanziari, le truffe subite, gli investimenti sbagliati; ma le risorse arietine sono infinite e, come l’Araba Fenice, un Ariete sa quasi sempre risorgere dalle proprie ceneri!

In genere l’Ariete ha salute di ferro ma per la sua spericolatezza (e spesso la sua incoscienza), è esposto a tagli, ferite e traumi vari; frequenti gli incidenti, stradali o di altro tipo. Punto più debole dell’organismo, la testa. La tensione continua porta a ricorrenti, terribili nevralgie che, a volte, possono perseguitarlo per la vita intera. Frequenti anche gli incidenti con lesioni alla testa. Delicato il sistema nervoso specie se, come detto all’inizio, un Ariete non trova la strada per incanalare in modo costruttivo l’esubero di energie che dentro gli premono.

 

Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

aprile 6, 2018 on 6:03 am | In Affinita' d'anima, Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica
| No Comments

di Gabriella Leopizzi

 

Gabriella non c’è piu’ in un corpo fisico. Era ed è una mia cara amica. Ha tutta la vita combattuto con la sofferenza dei suoi problemi di salute, ma questo non le ha impedito di dedicarsi all’astrologia e all’arte. Io le ero affezionata e conoscendola bene sono sicura che sara’ contentissima anche da lassu’….di leggere dal mio sito…quello che lei aveva scritto e che io non voglio vada perso.  Ciao Gabriella, io ti abbraccio adesso….

« Pagina precedentePagina successiva »


Entries and comments feedsfeed Valid XHTML and CSS. ^Top^
32 queries. 0,478 seconds.
Made with ♥ by Alessio
Alessio Filipponio on Linkedin

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. maggiori informazioni

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.

Chiudi