Guide nel Web di Antonio Gallo (Galloway)

settembre 23, 2011 on 6:16 pm | In Affinita' d'anima, Amici, Evoluzione, Guide nel Web, Informazioni, La Bacheca, News, Voglia di cambiare
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La parola stampata non è morta. Non stiamo per assistere alla fine dei romanzi o alla chiusura delle librerie. Non credo però che finiremo tutti ad usare Facebook o Twitter anche se ritengo che non potremo farne a meno. E’ certo, comunque, che ci troviamo nel bel mezzo di una trasformazione che ha tutto l’aspetto di una rivoluzione. Per i giovani di oggi Google è certamente in grado di offrire molto di più di quanto possa offrire la lettura non dico dei “Promessi Sposi” ma anche dell’ultimo libro di Harry Potter. I libri sono senza dubbio sempre meno al centro della nostra vita culturale.

Il declino del libro, e quindi del modo di leggere, riguarda il lento ma costante scivolamento verso il nuovo modo di comunicare che vede il lettore andare direttamente al sodo evitando lunghe argomentazioni. L’idea è quella di dare la precedenza assoluta non più a lunghe articolate, complesse narrative bensì a piccoli “pezzi di cultura” fatti di parole, musica, video. Non difficili da registrare, organizzare, conservare, cercare e gestire. Su di essi si costruisce il nuovo modo di imparare e divertirsi. Tutti ricordiamo i grandi dischi degli anni sessanta, i microsolchi che contenevano brani di musica. Sono stati sostituiti dai singoli pezzi degli iTunes. Su YouTube milioni di video sono a disposizione di tutti e non durano più di cinque minuti. E anche se sono più lunghi difficilmente lo spettatore li guarda fino alla fine. In Rete ci sono dei siti che offrono la visione di filmati fatti di sole cinque parole. Addirittura si offrono spot di recensioni di canzoni fatte di sole cinque parole, ricordi di sei parole, post di vini di sette, e minisaghe di 50 parole.

Questa nuova brevità ha molte virtù. Scrivere in Rete significa per lo più aspettarsi un riscontro da parte di qualcuno che ti legge. Gli argomenti sono i più variati, come infinita e variata è la vanità di chi intende comunicare con gli altri. Il più delle volte accade che chi scrive su un blog lo fa anche per comunicare con se stessi. Esistono anche forme più sofisticate di blog, come ad esempio i nuovi spazi che si apriranno presto. A questa nuova esperienza intendo richiamare l’attenzione di chi legge. Ci chiamiamo “Guide sul Web” e ci occupiamo degli argomenti più disparati. Dalla politica, alla letteratura, dalla musica alle scienze, dal cinema all’alimentazione. Sono esperti-amatori della materia che hanno scelto di “guidare” i lettori in una determinata disciplina o attività, scegliendo argomenti antichi o moderni, legati all’attualità o alle professioni, per vanità o per passione. “Guide” esperte che intendono condividere, informare, fare tendenza. Poichè ormai viviamo in un’epoca in cui il flusso delle informazioni è costante, 24 ore su 24, la guida è costretto ad alimentarsi continuamente alle sue fonti di informazioni per poter a sua volta informare gli altri. Un vortice di notizie che gira su stesso, cucinando argomenti nuovi o vecchi, tutti in forma breve, con gallerie fotografiche e link attivi.

Questi articoli, o meglio i “post”, come vengono definiti gli interventi, appaiono e scompaiono vivendo nemmeno quello che i francesi chiamano “lo spazio di un mattino”. Eppure sembra che riescano a fare “cultura” anche di un tipo ben diverso da quello tradizionale della parola stampata. Sarebbe facile dire che questa “cornucopia” non è informazione in quanto ha un respiro breve, brevissimo. Difficilmente, infatti, un post, un articolo, un intervento di questo genere, viene letto per intero, commentato, analizzato, registrato, conservato. Chi naviga per questi mari del Web sa bene che basta scegliere le parole chiave di un argomento che interessa, inserirlo nella grande-piccola “bocca” di Google e il gioco è fatto. Migliaia di voci correlate all’argomento vengono servite. Basta soltanto avere le idee chiare per selezionare, filtrare, miscelare e quanto si è letto in quel post nelle prime quattro cinque righe di testo, può essere approfondito, allargato, allungato, elaborato. Non solo a parole, ma in audio e video, in tutte le lingue raggiungibili.

Questo processo di ricerca e di lettura non è quello tradizionale. Nè tanto meno la cultura di riferimento è quella di un tempo, univoca, uniforme, unilaterale. Qui ci troviamo di fronte ad un processo complesso di conoscenza che va sotto il nome di “multitasking”, con la sensazione che mentre cerchiamo e troviamo quello che ci interessa, siamo da più parti, possibilmente da tutte le parti. Ci abbeveriamo a più fonti di conoscenza ed informazione in maniera non univoca, ma multidirezionale, con più sbocchi e soluzioni. La conseguenza è che non abbiamo più davanti a noi una “storia”, ma più “storie” dell’argomento che ci interessa. La “narrativa” del mondo è amplificata. Echi e risonanze possono chiarire e confondere, niente è più certo e conclusivo, tutto appare quanto meno provvisorio. A quel “post” ne seguono altri altrove. Il sistema diventa incoerente, pronto ad impazzire. Ma tutto è nelle mani di chi legge, scrive, cerca. In questa selva della conoscenza il navigatore è solo, pur nella moltitudine dei tanti. Ed ecco sorgere la necessità di avere una “guida”, un esperto, una linea da seguire.

Pensate a quello che ognuno di noi, più o meno ogni giorno fa: ascoltiamo la musica, le notizie, le chiacchiere. Ma possiamo anche, “vederle” gestirle, registrarle, rilanciarle, correggerle queste notizie. Se la pagina è scritta e stampata abbiamo una qualche difficoltà perchè ci appare monolitica, pesante, faticosa da seguire. Abbiamo bisogno invece di vedere senza immaginare, ascoltare senza sentire, intervenire per partecipare e condividere. Qui sta il successo dei così detti “social network” o quanto meno dell’idea di quanto essi offrono a chi decide di usarli. Molti pensano che questo “multitasking”, vale a dire più possibilità comunicative,  sia una fregatura nel senso che ci rende tutti meno efficienti. Controllare la mail ogni momento, i messaggi al cellulare, quelli su Twitter o Facebook, le novità su YouTube e via dicendo, ci fa tutti “dipendenti”. Se fosse vero questa sensazione, tutto sarebbe già scomparso da tempo. E invece sembra accelerare. Il che vuol dire che sublima le nostre attività individuali. Del resto molte ricerche hanno accertato che il quoziente di intelligenza delle persone è notevolmente aumentato, un fenomeno noto questo come l’effetto Flynn. Non si vuole sostenere che questo sia dovuto al multitasking ma si ha l’impressione che questo effetto celi la impressione comune che la gente sia meno attenta e più lenta anche se forse più reattiva. Una società che faccia della sua essenza sociale il multitasking giustifica tutte le innovazioni e i relativi innovatori che emergono giorno dopo giorno.

La nuova tecnologia ci mette in condizione di fare più cose contemporaneamente, ma ci porta anche a perdere di vista il quadro globale delle cose. Accediamo a più informazioni, più rapidamente di prima, ma siamo anche più impazienti. Se usiamo Google è perchè in pochi secondi abbiamo la risposta a quello che cerchiamo. Per fare la stessa ricerca in una enciclopedia ci vorrebbe molto più tempo. Questo non significa che lo preferiamo perchè siamo più impazienti. Significa che abbiamo la possibilità di focalizzare meglio la nostra ricerca allargando la nostra visione del mondo e quindi delle cose che in esso si trovano. I “piccoli pezzi” della ricerca, se collocati in una più ampia visione d’insieme, ci danno la possibilità di definire nuove tendenze. Chi usa il Web non lo fa “at random”, a caso, bensì segue una sua personale “narrativa” vale a dire una idea, un progetto, uno schema. Qualunque esso sia, sport, libri, viaggi, sesso, arte, cinema, il navigatore investe il suo tempo lasciando dietro di sè sempre qualcosa di insospeso che riprenderà il giorno dopo. Il Web non allenta l’attenzione bensì l’allunga formando un filo ininterrotto di conoscenza che soltanto il navigatore potrà caratterizzare. Questo permette l’allargamento dell’informazione creando progetti personali e di lavoro senza perdere il contatto con il mondo.

Il segreto per lo sviluppo personale di un navigatore in Rete sta nell’uso proprio degli strumenti che si hanno a disposizione. E sopratutto i filtri di selezione i quali permettono gli approfondimenti, le connessioni e l’organizzazione. E’ vero anche che chi naviga non sempre lo fa per avere una esperienza culturale fortemente caratterizzata. Si naviga spesso per svago, divertimento, per passare il tempo e per fare e provare nuove esperienze. Ma questo è solo per chi è giovane e ha bisogno ancora di costruirsi riferimenti culturali, esistenziali e professionali forti. Man mano che il tempo passerà la Rete è destinata a diventare un indispensabile strumento di lavoro. Lavorare nel futuro prossimo venturo significherà sempre di più conoscenza della vita sia in senso orizzontale che verticale. La Rete sarà sempre di più uno strumento di interconnettività tra abilità diverse, lontane ed anche conflittuali. Ed è appunto questa la novità: il contrasto tra le conoscenze, contrasto visto non come conflitto ma come diversità e quindi opportunità.

C’è da convenire che questo tipo di cultura è completamente diverso dal tipo di cultura tradizionale. Le tecnologie che la Rete offre a tutti permettono a tutti di avvicinare la realtà in maniera del tutto diversa da come si faceva prima. E questo avviene con la parola scritta, l’immagine, i suoni, insomma con tutti i sensi di cui l’uomo è dotato. Non è più una relazione a distanza, bensì ravvicinata. La “cultura” è qui, a portata di mano, 24 ore su 24, quanta e come la vuoi. Entra nella nostra vita, un flusso continuo che crea una condizione della mente sempre disponibile e diversa. Questo spiega perchè ogni qualvolta una nuova tecnologia viene lanciata la gente vuole averla, possederla, usarla. A non tutti piace questo.

Molti vorrebbero continuare a mantenere distanti uomini e idee oltre che prodotti. La verità è che gli uomini sono assetati di “cultura” che non è più vista come eterna ed immutabile, bensì come un continuo divenire. Del resto sappiamo bene che ci fu qualcuno che in passato ebbe e dire con moderna intuizione “tutto scorre”. Ma perchè qualcosa resti e si conservi c’è bisogno di competenze, di scelte, di controllo. Chi “viaggia” in Rete deve sapere dove va, cosa cerca e cosa può trovare, cosa vale e cosa è liquido, chi sa e chi conosce, perchè tutto deve avere un progetto ed un fine. Ecco il senso di questa nuova avventura che le nuove Guide sul Web si preparano ad offrire ai naviganti. Sono Guide, anche io ne sono una, che provengono da campi di vita e di esperienza diverse. Hanno collaborato per anni con un portale, il primo in Italia, che aprì le porte ai naviganti della Rete in maniera interattiva. Per oltre un decennio centinaia e centinaia di Guide hanno versato in Rete il loro sapere, le loro conoscenze, le loro abilità, mettendole a disposizione di tutti. Poi, improvvisamente, tutto è finito, o così sembra. Ma è giusto che sia così. Tutto deve finire perchè tutto ricominci sotto nuova forma e con nuove speranze. Le nuove Guide sul Web stanno per arrivare con il loro nuovo portale. State allerta e siate pronti a partecipare.

P. S. L’immagine che correda questa nota proviene  scaturisce da un interrogativo importante posto ai naviganti della Rete: sapete quante cose accadono sul Web in 60 secondi? Ecco il link: http://hunch.com/item/hn_3782594/

Terza regola d’Amore

settembre 18, 2011 on 6:07 am | In Regole d'Amore
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Appena ci “sei” veramente sulla faccia di questo pianeta, nonostante tutto quello che non va……ringrazia.
Cosa?? Chi??? Quando??
Fa come ti pare, trova un chi, un cosa…..un perchè….ma ringrazia!!!
Che c’è il sole, che hai un lavoro, che invece studi, che hai degli amici, che hai un amore, che hai avuto un figlio, che sei qui. Ora tu sei qui….ringrazia di esserci. Sapessi quanto ti si gonfia il cuore, come ti senti diverso/a, come cambia la tua visione della vita.
Prova…….poi mi dirai!!!!E’ un consiglio……………..Gratis!!!!Approfitta umano/a.

Meditazione del Se’

settembre 16, 2011 on 12:08 pm | In Youtube
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Per la ripresa dopo le vacanze un pensiero rilassante per Voi.

Perchè Astrologia

luglio 21, 2011 on 1:01 pm | In Astrologia, Miei Articoli, Uncategorized
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Mi hanno chiesto di parlare della mia professione e del mio grande amore che è l’astrologia.
Amore controverso perché cominciai ad interessarmene circa trentadue anni fa, volendomi dimostrare che era una stupidaggine pazzesca. Però poi lo studio della materia mi ha intrigato e poiché sono di carattere una gran curiosa, mi sono ritrovata a volerne capire sempre di più.
Praticamente come si dice nella mia città natale Roma, ci sono “caduta con tutte le scarpe”. Tanti anni fa c’erano pochi testi e l’unica cosa che si poteva fare per approfondire la materia era andare ad ascoltare chi aveva cominciato prima di me da cui poter imparare, girando per l’Italia.
Io ho potuto studiare da un’allieva della grande Maestra*, per poi continuare e continuare a studiare
facendo altri corsi. Sono arrivata anche ad organizzarne…. per talmente tanti anni… che mi sarei potuta prendere tre lauree.
La mia esperienza di astrologa non è stata delle più veloci. Ho aspettato quindici anni di studio facendo tantissimi temi natali e confrontandomi con le persone. Il mio compenso è aumentato molto lentamente direttamente proporzionale alla mia esperienza e alla mia sicurezza.
Ritengo che chi fa un lavoro di consulenza sui problemi delle persone non si può permettere il lusso di giocare. La responsabilità è troppo grande e in fondo sono contenta che le cose siano andate cosi.
Il tempo infatti mi ha dato ragione, perché la cosa di cui sono più orgogliosa è il riscontro con la gente. Per me, niente avviene a caso e (nell’ambiente astrologico si usa dire) ogni cliente ha l’astrologo che merita……e viceversa. I miei lo sanno che la mia attività è fatta nel meglio modo possibile e mi danno sempre un riscontro nel tempo….senza che nemmeno che io lo debba chiedere….e questo è bellissimo!! E’ la mia soddisfazione più grande….come quando nel tempo mi ricercano e sono passati anni e mi aggiornano sulla loro vita…..!!!

* Lisa Morpurgo

Energia pulita?? Se volessimo si…..

luglio 13, 2011 on 5:42 pm | In Youtube
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Seconda regola d’Amore

luglio 2, 2011 on 7:13 am | In Regole d'Amore
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In fondo è una piccola cosa…..ma ci pone in una maniera gioiosa….dall’inizio!!!

Buon Sole e Luce a tutti!!! Abbiamo tutta una giornata di Luce per noi…….sembra scontato, ma non lo è!


Oroscopi segno-solare di Grazia Bordoni

luglio 1, 2011 on 6:38 pm | In Amici, Astri, Astrologia
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Mi è stata segnalata su fb una discussione circa gli oroscopi segno-solare. Che dagli interlocutori venivano condannati e considerati uno svilimento dell’astrologia. Secondo costoro un astrologo *serio* non dovrebbe fare oroscopi segno-solare. Anzi, sostiene uno di questi, gli astrologi migliori sono quelli che non fanno oroscopi segno-solare né per divertimento né per lavoro. Ed ecco subito l’inciampo: viene dato un giudizio di merito che diventa subito pre-giudizio. Per cui chi si regola in maniera diversa diventa di conseguenza oggetto di disprezzo e di insulto.

Secondo me, invece, gli astrologi migliori sono quelli che fanno bene il loro lavoro, indipendentemente da che lavoro sia. Secondo me non è importante che cosa si fa, ma come lo si fa. Ci sono astrologi che fanno oroscopi segno-solare bene, correttamente, usando gli strumenti astrologici e linguistici a loro disposizione, ci sono astrologi che fanno gli oroscopi segno-solare male, sparando a caso le posizioni planetarie e magari esprimendosi in un intaliano approssimativo e sgrammaticato. Ci sono astrologi che fanno astrologia genetliaca bene, con sensibilità e intelligenza, ci sono astrologi che fanno astrologia genetliaca male, sparando sentenze inappellabili e magari sbagliando anche i temi perché non controllano i dati immessi nel computer.

Ora, è chiaro che ognuno è libero di pensarla come vuole e di regolarsi come meglio crede, per carità. Bisognerebbe però evitare di giudicare in base a pregiudizi, no? Mi stupisce sempre questo accanimento nei confronti degli oroscopi segno-solare che, a mio avviso, non ha invece alcuna ragione d’essere. E non tanto perché io sia una compilatrice di oroscopi segno solare: si tratta, molto semplicemente, di attività diverse che richiedono attitudini e conoscenze piuttosto diverse e che non interferiscono affatto l’una con l’altra. Scrivere dei buoni oroscopi segno-solare non è affatto facile, credetemi sulla parola, basta guardarsi in giro anche sul web per rendersene conto.

La redazione di oroscopi segno-solare è un’attività giornalistica: e lo è al punto che consente l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti. Dire che gli oroscopi segno-solare sviliscono l’astrologia è come dire che la musica leggera svilisce la musica sinfonica, che l’operetta svilisce l’opera, che Lucio Battisti svilisce Chopin, che Elisir svilisce la medicina, che Quark svilisce la scienza e via discorrendo. A me la differenza risulta talmente evidente che resto davvero stupefatta davanti a tanta insistenza. Addirittura un tale, nella discussione su facebook, ha affermato di assolvere gli astrologi che fanno oroscopi segno solare per divertimento, ma di condannare quelli che lo fanno a pagamento (sic). Non si capisce bene perché uno che fa il giornalista free-lance come me dovrebbe lavorare gratis… visto che non lo fanno neppure gli astrologi *migliori*, quelli che inorridiscono davanti gli oroscopi segno-solare e che magari chiedono cifre altissime per prestazioni minime: proprio di recente ho visto il sito di un astrologo che offre i suoi servigi e chiede 120 euro per il calcolo del grafico natale, operazione che richiede pochi secondi con il computer e pochi minuti a mano!

In tanti abbiamo sempre detto e ripetuto che l’oroscopo segno-solare è una forma di intrattenimento astrologico che ha un grandissimo pregio: quello di essere assolutamente innocuo proprio per la sua genericità. Eppure gli attacchi continuano. Mi chiedo che cosa nascondano, in realtà. Voglia di sentirsi superiori agli altri? Bisogno di sminuire il prossimo per valorizzarsi? Bisogno di sentirsi parte di una schiera di eletti? Non ho alcun intento polemico, sia chiaro. Anzi. Sono soltanto incuriosita dal fenomeno che si ripete puntualmente come l’influenza e che, forse, nasconde un qualche meccanismo psicologico che mi piacerebbe identificare. Che ne dite?

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