Francesca

maggio 31, 2018 on 4:13 pm | In Dicono di me
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Cara Emanuela,
ti ringrazio tantissimo per la tua pazienza e professionalità nell’aiutarmi a sopportare l’attesa di un documento importantissimo. Vivo all’estero, la burocrazia di questa nazione è straordinariamente minuziosa, quindi, per qualsiasi documento, bisogna armarsi di santa pazienza. Dato che pure io di astrologia un poco me ne intendo, calcolai i transiti per la giornata di oggi e uscirono posizioni planetarie…secondo me, preoccupanti. Pertanto chiesi consiglio a Emanuela, che disse “Sarai molto nervosa, quello sì, vedrai tutto nero, quello sì, però tutto si risolverà e quasi non ci crederai”. Io pensai “Speriamo bene, con questi pianeti retrogradi e che cascano nella mia casa dodicesima, non riesco mica a star tranquilla. Stamattina mi reco negli uffici competenti…certo, ci sono volute tre ore, ma almeno quell’importante documento è stato conquistato! E come diceva Emanuela “quasi non ci credevo” di averlo finalmente in mano. Quindi, ringrazio di cuore Emanuela per la sua pazienza e professionalità. 

Ma l’Astrologo va pagato???

maggio 21, 2018 on 8:47 am | In Astri, Astrologia, Astropsicologia, Buono a sapersi, Consulto, Miei Articoli, Pratica Astrologica
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Mi è capitato di parlare con dei colleghi astrologi.
Molti mi raccontano la stessa cosa. Anche a me succede e credo che sia
proporzionale alla fama. Le persone ti contattano, magari ti fanno i complimenti
per il tuo lavoro. Leggono i tuoi articoli, i tuoi libri, con l’occasione del
Natale ti fanno gli auguri e poi ti pongono una domanda sull’amore, sul lavoro,
sul figlio che non studia. Come dice un mio stimatissimo collega, che si
riconoscerà perché abbiamo avuto uno scambio a proposito, ti fanno 15 domande
tutte insieme.
Ma non accennano minimamente a chiederti se chiedi un compenso per il tuo
lavoro, come chiunque fornisce un servizio o una prestazione. Forse non
immaginano che per poter da una risposta devi inserire dati nel programma del
computer, stampare grafici e ragionare un poco sulla traduzione simbolica
astrologica per rispondere con cognizione di causa, sempre che..tu sei talmente
bravo ed esperto, da riuscire a dare una risposta immediata.
Io oggi ho questa capacità, ma mi sono anche fatta 40 anni di esperienza e
studio dell’astrologia. Prima non era cosi; riprendevo i miei appunti di anni di
corsi e studi per vedere se la mia interpretazione era corretta o se mi stavo
sbagliando, cercavo di trovare altri spunti di maggiore comprensione, perché
comunque il simbolismo è vastissimo. Passavo le ore a scrivere tutti i miei
collegamenti e le mie idee per dare il massimo.
Mi stupisce l’atteggiamento delle persone. Non capisco se ci provano (come
diciamo noi a Roma) o se pensano che l’astrologa è naturalmente una crocerossina
o non ha una vita sua e conti da pagare?
Io lo dico che sono un’astrologa e riconosco il mio ruolo, ma se chiamo
l’idraulico o compro il pane o vado in farmacia immagino che quello che chiederò
al negoziante naturalmente lo pagherò. Il pane non è gratis e tremo come
tutti per il costo…, se devo chiamare l’idraulico. E se mi chiede sotto i 100
euro per guardare un termosifone, mi ritengo sotto un transito planetario
favoloso. Mi è giust’appunto successo a dicembre.
Mi stupisce che le persone si rivolgono a te, come che tu non abbia altro da
fare. Senza considerare se in quel momento posso o semplicemente se.. in quel
momento voglio. E’ sempre scontato che tu debba rispondere, che sei lì, che non
aspetti altro. Le persone non si rendono conto che, come tu ti poni..gli altri
ti rispondono.
Ognuno ha l’astrologo che merita, e anche noi astrologi abbiamo i clienti che
meritiamo. Questa è una frase che nel nostro ambiente…si sente spesso!
Io per esempio sono molto umana (anche se a volte vorrei trascenderla questa
materia!) e come tutti ho un verso. Mi piacerebbe essere presa per il verso
giusto e con i giusti modi. Non ho problemi a dire che se sento che la persona
non è disposta a mettersi in discussione, se non vuole fare autocritica e crede
che tutto sia esterno a lei..preferisco evitare quel lavoro.
Intendo sempre onorare l’astrologia, è qualcosa di molto serio per me.
Ho bisogno almeno di sentire un piccolo dubbio, che la persona di sente in
crisi, ma vuole un cambiamento, la volontà di impegnarsi. Se non è cosi, so che
vanificherebbe il mio lavoro e che non mi seguirebbe nei concetti.
Per me gli astri indicano, ma non determinano assolutamente.
E se percepisco che mi si crede una veggente divento superoccupata e preferisco
rinunciare.
Uso sempre l’intuito che mi ha quasi sempre aiutato, e va benissimo cosi.

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Toro – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

maggio 18, 2018 on 9:58 am | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi 

Secondo nella Ruota Zodiacale, il Toro è Segno di Terra, Fisso, e va dal 20 aprile al 20 maggio, con i soliti due giorni di fluttuazione, all’inizio ed alla fine. I Segni Fissi e di Terra tendono ad impostare radici profonde sia con l’ambiente, sia con le persone. C’è quindi fedeltà e tendenza a mantenere lo status quo; cambiamenti e rinnovamenti sono guardati con diffidenza, se non con vera e propria ostilità. Il passato, le tradizioni, il rispetto per usi e costumi delle proprie genti sono vissuti come preziose eredità da difendere a tutti i costi. Esigenza di andare al fondo delle cose, fermezza, costanza e pazienza, per portare sempre a termine quanto iniziato, qualsiasi sia il prezzo da pagare per tener fede ai propri impegni. Oltre al Toro, sono Segni di Terra la Vergine (Terra inaridita dopo il raccolto), e Capricorno (Terra gelata dell’inverno, sotto la quale, però, si prepara a germogliare il seme nuovo).

La Terra del Toro, invece, è quella grassa e ricca di humus della primavera; Terra rigenerata dal dissolvimento organico dell’autunno e dal lungo sonno invernale. Nutriti da questa Terra, i germogli spuntati sotto il Segno Ariete diventano turgide foglie, fiori splendenti e succulenti frutti; le femmine, ingravidate dal maschio Ariete, partoriscono. Manifestazioni, tutte, che sottolineano come il nome Toro non simboleggia, sotto questo Segno, l’animale maschio, bensì la Vacca Sacra, feconda e fecondata. Toro è, insomma, il Principio Femminile, così come Ariete è il Principio Maschile. Il simbolismo di questo Segno è tra i più antichi, e si rifà al culto della Dea-Madre; Madre -Terra, che tutti nutre da vivi e tutti accoglie da morti. Culto presente in ogni Religione e che, nel Cattolicesimo, si è trasfigurato nella venerazione di Maria, Vergine e Madre.

Nella Mitologia egiziana il Segno Toro era simboleggiato da Osiride ed Iside; il bue Api, consacrato al Sole – Osiride, portava tra le corna la Mezzaluna – Iside. Anche nel Pantheon indù, Shiva sta a cavallo di un toro che porta una mezzaluna tra le corna. L’ideogramma del Segno () è formato, appunto, da un cerchio (Sole=Maschile) e da un semicerchio che lo sormonta (falce di Luna=Femminile).

Ai suoi primordi la creatura umana era impegnata, tal quale a tutti gli altri esseri viventi, ad affrontare la durissima lotta per la sopravvivenza; cercare il cibo, ripararsi dal freddo (o dal caldo) e dai mille pericoli dell’ambiente, assorbivano tutto il suo tempo e le sue energie: anche la sessualità era vissuta come fatto puramente biologico, di piacere immediato e di riproduzione della specie. Con il passare del tempo l’uomo si distacca dagli animali, si affina, si organizza, affronta le necessità materiali con sempre maggiore consapevolezza; ed il Segno Toro simboleggia, tra le altre cose, il passaggio dalla sopravvivenza per merito di caccia, pesca e bacche, all’elaborazione dell’agricoltura e dell’addomesticamento e allevamento del bestiame: non più dipendere dal caso, dalla fortuna, ma piegare la Natura ai propri voleri e bisogni.

Segno femminile, il Toro, si è detto; agli albori della civiltà, l’agricoltura e la cura del bestiame domestico era affidata proprio alle donne, mentre gli uomini continuavano caccia e pesca ed erano impegnati nella difesa del territorio. Il Segno Toro simboleggia anche l’inizio della proprietà privata ed il raggruppamento di individui in clan familiari, con tutti i membri dedicati ad una unica attività; i più furbi, intraprendenti ed in grado di contare sulla collaborazione di parecchi parenti, cominciarono ad accaparrarsi le terre più fertili, ad allevare e selezionare il bestiame. E fino all’affermarsi dell’era industriale, famiglie potenti erano quelle dei grandi latifondisti ed i proprietari di grandi mandrie. Il Segno Toro, di conseguenza, simboleggia principalmente il lato economico della Società.

L’evoluzione continua, il pensiero si affina ancora; l’uomo impara a pensare anche in termini astratti, a prestare ascolto ad altre esigenze che non siano quelle prettamente materiali. Ma questo salto di qualità porta al conflitto interiore che il tipo Ariete non conosce; conflitto tra il bisogno prepotente di assecondare al massimo i richiami (fortissimi) della carne e consapevolezza che questo può portare alla rovina fisica ed alla paralisi spirituale. A tale presa di coscienza, a tale lotta interna si riferiscono i due grandi Miti legati al Segno. Miti identici, pur nella loro diversità formale. Teseo ed il Minotauro, Mithra e la sua lotta con il Toro.

Minosse, Re di Creta, ha imprigionato nei sotterranei del palazzo, (costruiti a labirinto in modo che sia quasi impossibile uscirne), un Toro mostruoso e sanguinario che esige periodicamente un tributo di giovani da divorare: Teseo scosso dal terrore dei fanciulli destinati al sacrificio e dal dolore dei loro parenti, affronta ed uccide il Mostro. Riesce nella sua impresa con la protezione di Venere e con l’aiuto della figlia del Re Arianna la quale, innamorata di lui, gli offre un gomitolo magico che, dipanato durante il cammino, gli permetterà poi di ritrovare la via di uscita dal labirinto. Come molti eroi mitologici, una volta raggiunto il suo scopo Teseo abbandona Arianna; ma questa è un’altra storia.

Eroe greco Teseo, mentre Mithra ha origini orientali ed entra nel culto occidentale molto più tardi acquistando largo seguito soprattutto nel mondo romano; per Mithra, simbolo del Sole, l’imperatore Aureliano proclamò la Festa del Sole Invicto, il 25 dicembre, giorno poi dedicato al Natale. Non semplice sovrapposizione di una festa cristiana su una pagana ma simbolismi che si incontrano e si intrecciano; molti studiosi vedono nel culto del Dio Mithra, diffuso a Roma un po’ prima del Cristianesimo, quasi una anticipazione della figura del Cristo. Tornando al Mito, anche Mithra lotta con un terribile Toro e ne esce vittorioso.

Pianeta dominante del Segno è Venere simbolo (assieme alla Luna) del Femminile così come Marte (pianeta di Ariete), è simbolo del maschile: ma la Venere del Toro non è la dea adolescente che emerge dalla spuma del mare, bensì la Venere donna, dai vasti fianchi e dai seni abbondanti: la Grande Madre, appunto, fatta per generare, nutrire, accudire. A questo punto viene da chiedersi come mai si accomuni il Segno Toro alla femminilità, alla maternità, all’accudimento e, assieme, alla furia distruttrice del Minotauro o del toro di Mithra…Lo abbiamo accennato prima, ma piegheremo più avanti in dettaglio il perché.

Per il momento si sottolinea come basti una sola parola per descrivere la psicologia taurina: sensualità. Tutti i Segni di primavera estate, dall’Ariete al Leone,(Gemelli escluso), esaltati dal Sole che dopo il Solstizio di Primavera aumenta di giorno in giorno luce e calore, sono fortemente fisici, carnali, ricettivi al massimo alle stimolazioni materiali. Sensuali, appunto! E per sensualità non si intende soltanto sesso ma la capacità di godere appieno delle gioie dei sensi, dal buon cibo, al poltrire al fresco su un’amaca, al perdersi dentro la bellezza di un panorama, al profumo delle piante, o nel calore avvolgente di una amicizia; oppure nello stordimento di un amore. Ecco, il Toro vive tutto questo alla intensità massima.

Sin da piccolo il tipo Toro (così come quello Cancro), dimostra attaccamento grandissimo alla madre, alla casa, alla famiglia; attaccamento che, se non trova validi motivi di emancipazione, può cristallizzarsi, con gravi disturbi della personalità in età matura: non dimentichiamo che fu il Toro Freud a parlare per primo di Complesso di Edipo! Più o meno emancipato, il tipo Toro, maschio o femmina che sia tende, come già detto, al calore umano, alla disponibilità, al proteggere, al nutrire, ad assumersi carichi più o meno pesanti per alleviare la vita di coloro che ama; i bambini, i cuccioli di qualsiasi specie e tutti coloro che per qualsiasi motivo sono in condizione di debolezza, di inferiorità, toccano le sue corde più sensibili.

I suoi doni non sono però disinteressati; estremamente possessivo e geloso, un Toro tende sempre a comportarsi come figlio unico, e cerca di assorbire tutte le attenzioni delle persone cui vuol bene; gli affetti familiari lo gratificano tanto che il Toro (ancora come il Cancro), non sente molto il bisogno di contatti con l’esterno. Sarà quindi il bimbo preso dalla disperazione se lasciato all’asilo, l’adolescente che alle allegre brigate preferisce la sua stanza dove si rintana volentieri ad ascoltare musica, leggere, dipingere o far tante altre cose che la sua mente molto fertile gli suggerisce; mente fertile ma non sempre agile: la pigrizia, (uno dei maggiori difetti taurini), limita la prontezza di riflessi, la capacità di prendere occasioni al volo: il conservatorismo lo frena nel tentare strade nuove, e se nel Quadro non vi sono stimoli forti di fantasia o di curiosità (pianeti in Segni di Acqua o di Aria, o peso notevole del Segno. Acquario, del Pianeta Urano in particolar modo), oltre che un conformismo paralizzante, egli rischia una certa opacità mentale.

Alta è la manualità ed è facile trovare Tori abilissimi nel bricolage o nella manutenzione della casa, del giardino, dell’orto. Adulti, la donna Toro sta volentierissimo a casa e non disdegna affatto i lavori domestici, dando il meglio di sé nella cura dei figli ed in cucina; l’uomo Toro, da parte sua, essendo tra i meno maschilisti dello Zodiaco, se ve ne è bisogno si sostituisce con molta naturalezza alla donna in tutte le faccende di casa e nella cura dei figli; in ogni uomo Toro c’è molto spesso un “mammo”, assai apprezzato dalla prole.

Se un Toro raramente cerca gli altri, al di fuori dei familiari, viene spesso cercato perché, con il suo fare pacato, disponibile e generoso ispira sicurezza e fiducia; ma la sua disponibilità sul piano materiale, non sempre si accompagna, come prima accennato, a finezza psicologica. Disponibilissimo a capire ed aiutare chi cerca un tetto, un lavoro, un piatto di minestra, il tipo Toro non sempre riesce a comprendere le sofferenze morali di chi gli vive o gli passa accanto. Il suo carattere placido, in grande armonia con il ritmo della natura, la sua visione positiva della vita, faticano ad entrare in sintonia con contorsioni o macerazioni mentali; ma anche quando non ne comprende (o condivide) i motivi, un Toro fa del tutto per essere comunque vicino a chi soffre. In cambio vorrebbe la stessa disponibilità e lealtà e rimane molto ferito se si sente tradito o strumentalizzato: come già detto, le sue amicizie sono pochissime, selezionate e sempre le stesse, magari dall’asilo fino ai 90 anni! Più apertura all’esterno se nel Tema Natale di un Toro vi è peso forte di pianeti in Segni di Aria (Gemelli, Bilancia o Acquario).

Poco portato alle amicizie, il tipo Toro è invece molto attratto dalle Istituzioni, quali la Chiesa, le Forze dell’Ordine, la Legge, ecc: verso tutto quanto, insomma, è baluardo di una Società forte, stabile, duratura. Il suo mondo ideale è infatti quello di ogni giorno identico al precedente, in un rassicurante tran tran; niente può gettare un Toro in crisi di ansia o di vero e proprio panico, come le novità, i cambiamenti, le decisioni improvvise: anche per tale motivo, a meno che non abbia forti valori Gemelli-Sagittario nel proprio Tema, il Toro non ama viaggiare. L’attaccamento alle Istituzioni può esasperare le tendenze conservatrici tipiche del Segno e portare certi Toro ad atteggiamenti fortemente reazionari sia di destra (Hitler), che di sinistra (Marx); o spingerli ad una fanatica osservanza di precetti religiosi. La rigidità taurina diventa facilmente ostinazione che niente e nessuno, nemmeno la più lampante evidenza, riescono a smuovere (ancora Hitler, negli ultimi mesi di guerra).

Il temperamento placido, la mancanza di prontezza di riflessi per controbattere o reagire, il bisogno di armonia attorno a sé, fanno del tipo Toro (assieme a quello Bilancia), uno dei più pacifici ed accondiscendenti dell’intero Zodiaco; ma mentre il Bilancia è un freddo che mai si accende più di tanto, il Toro è sanguigno, passionale ed ingoia molti rospi, in silenzio, ma soffrendo, pur di non creare conflittualità: ingoia ingoia, quando la misura è colma egli straripa, magari nel modo e nel momento meno opportuni. Tanto più è stata repressa, con altrettanta violenza la rabbia del Toro esplode cieca, furibonda, a tratti devastante, proprio come quella dell’animale infuriato. Ed ecco la simbologia del Mito: un Toro che perde il controllo può diventare distruttivo al massimo! Tanto per fare un esempio, estremo ma significativo, Toro era Rina Fort, protagonista di uno dei più spaventosi casi di cronaca nera dell’immediato ultimo dopoguerra; abbandonata dall’amante che la aveva a lungo ingannata e sfruttata, la Fort gli massacrò a sprangate la moglie ed i tre piccolissimi figli. Lasciando da parte questi orrori e tornando ai Toro normali, una volta ristabilita la calma, si può contare su un altro lungo periodo tranquillo, anche perché di solito un Toro non serba rancore, non cerca vendette.

Si diceva all’inizio della sensualità elevata al grado massimo nei Toro; sensualità come capacità di godere fino al limite estremo di tutti i piaceri della vita, sesso compreso: accanto allo Scorpione, dirimpettaio e speculare, il Toro è, nella Ruota dello Zodiaco, il Segno più sensibile e vulnerabile ai piaceri della carne. Ma tanto lo Scorpione è cerebrale, contorto, alla continua ricerca di stimoli sempre nuovi e sempre più elaborati per accendere i sensi, altrettanto il Toro è semplice, solare, lineare; la carne chiama in maniera così chiara e forte che non c’è bisogno di stimoli supplettivi. Gli si può rimproverare proprio la mancanza di fantasia anche se, in campo sesso, egli è molto più elaborato e “poetico” dello sbrigativo Ariete. Segno materno, avvolgente, non è raro che i Tori arricchiscano il semplice e puro atto sessuale, con tanta tenerezza, tanto avvolgente calore umano.

E si riprende il discorso del Minotauro e del Toro di Mithra che come già detto sembrano, a prima vista, così poco consoni ad un Segno placido, mite, pacifico quale è il Toro; ma si diceva delle rabbie taurine, che possono essere devastanti, estremamente distruttive: tutti i Tori avvertono, più o meno coscientemente, la potenza della loro libido, ed il pericolo che, una volta allentati i freni, essa non sia più governabile, controllabile. Oltre alla paura di perdere il controllo, c’è in ogni Toro, in maniera più o meno cosciente a seconda dell’intelligenza e dell’evoluzione interiore, il conflitto tra un materialismo logico, ateo, (il suo essere Segno di Terra), ed una idealismo misticheggiante che ha origine nella sensibilità estrema degli appartenenti al Segno, alla bellezza ed all’armonia della Natura, alla loro eccezionale sensibilità ai suoni, ai colori ed agli odori che essa offre a chi sa comprendere (Venere dominante, Dea della Bellezza e dell’Armonia).

Può sembrare incredibile vedendo il tipo Toro dall’esterno, quasi sempre immerso nel quotidiano, nel prosaico; eppure in ogni Toro evoluto sorge ad un certo punto il dilemma se è da prendere in considerazione la materia così come appare, o valga la pena di andare “oltre”, verso “Qualcosa” che tanta bellezza ed armonia sembra suggerire esistere, al di là delle apparenze. A seconda del grado di sensibilità, di intelligenza, di cultura, di educazione, i Tori si dividono in due categorie; quelli che da tale conflitto non sono affatto sfiorati e si abbandonano totalmente al materiale (gli autoindulgenti), e quelli che il conflitto stesso lo vivono in tutta la sua drammaticità (gli autorepressi).

Autoindulgente sarà il tipo Toro con troppi pianeti in Segni di Acqua o Fuoco e con un forte peso del pianeta Giove; per lui gli stimoli materiali, sessuali ma anche di gola, di attaccamento alle comodità, ai piaceri materiali, al denaro, saranno talmente forti da travolgerlo. Ingordigia in tutti sensi, fino all’autodistruzione fisica e, spesso, anche morale, a volte mentale. In questo caso il toro travolge e spesso uccide sia Teseo che Mithra. Il Tipo Toro autorepresso (brutta parola per indicare la capacità di autodominio) si riconosce invece dalla presenza di molti pianeti in Segni di Terra o di Aria e da un Saturno molto forte; in questi casi, assai più spiccata è l’intelligenza, assai più acuta la percezione di non dover oltrepassare certi limiti, se non si vuole essere travolti e distrutti: la forza, la potenza di passioni ed istinti vengono allora imbrigliati, convogliati verso attività a volte altamente creative o, se la repressione è troppo forte, in distruttive nevrosi.

Il Toro autoindulgente è stato spesso un bimbo troppo viziato o troppo abbandonato a sé stesso; quello autorepresso ha avuto o una educazione equilibrata o, nei casi estremi, educazione rigida, castrante, colpevolizzante. Tra gli autorepressi è più facile trovare le donne, per tradizione le più controllate, penalizzate, criticate in campo sociale. Se la repressione è troppo violenta, si è già accennato, i Tori possono essere quasi spersonalizzati, avvolti in una specie di anoressia mentale e sentimentale; oppure diventare duri, spietati, egoisti ed intolleranti, estremamente conservatori, maniacalmente routinari e spesso attaccati al denaro in maniera ossessiva.

E’ sempre per tale conflitto, quando è vissuto in maniera costruttiva, che molti sono gli artisti (in special modo musicisti, cantanti e pittori), appartenenti a questo Segno; ma anche quando non vi sono potenzialità artistiche, il lavoro o lo studio sono ottime valvole di sfogo. Spesso la distinzione tra Tori autoindulgenti ed autorepressi si manifesta anche sul piano fisico; si ha così il Toro classico, tarchiato e in carne (o decisamente obeso), dal tipico collo grosso e corto, taurino, appunto, (autoindulgente), ed il Toro alto e snello, a volte filiforme, un po’ emaciato (autorepresso): ovviamente tra questi due casi limite esiste un vasto gruppo di tipi intermedi, misti, un po’ autoindulgenti ed un po’ autorepressi.

Gli affetti familiari, si diceva all’inizio, sono al primo posto nei valori di un Toro; abituato a costruire sulla roccia, con bisogno estremo di stabilità, sicurezza, portato a cercare cose che devono durare “per sempre”, è difficile trovare in amore un Toro “farfallone”; maschio o femmina che sia, egli tende subito a cercare la persona giusta per metter su famiglia. Naturalmente timido, riservato e cauto, è poco incline ai colpi di fulmine, a meno di forti controindicazioni nel suo Tema; il suo amore si sviluppa quindi lentamente, in mezzo a mille verifiche (tra le quali, spesso, non manca quella della situazione economica del probabile partner) e mille cautele. La riuscita o meno di una unione sentimentale per un Toro, maschio o femmina che sia, dipende da quanto egli abbia superato il rapporto con la madre; soprattutto il Toro maschio ha bisogno di diverse relazioni (tutte prese molto sul serio), prima che tale legame si allenti ed il soggetto maturi emotivamente: accade a volte che, sempre il Toro maschio, si sposi proprio con lo scopo (quasi sempre inconscio), di ristabilire un rapporto con la madre per qualsiasi motivo interrotto prima di evolversi; ma in tali casi il legame è destinato a fallire, se e quando il complesso di Edipo viene superato.

Comunque vadano le cose, una volta approvato dalla ragione, l’amore può diventare tenacissimo, in special modo se il Toro è del tipo autorepresso e quindi abituato all’autodisciplina dei sentimenti. Il tipo autoindulgente può abbandonarsi a mille passioni o a rapporti prettamente carnali ma raramente rinuncerà ad un legame particolare (per amore o per interesse) con il quale metter su famiglia: l’innamoramento è uno dei casi in cui il tipo Toro “fissato”, quasi ipnotizzato dall’oggetto della propria passione, può perdere il controllo dei sentimenti. Quando il rogo iniziale si attenua, rimane quasi sempre un sentimento di possessività assoluta, di gelosia spesso irrazionale: se non è del tipo autoindulgente, il Toro quasi sempre è fedelissimo e anche se il matrimonio si rivela un fallimento tende a sopportare oltre ogni logica pur di non separarsi; se a separarsi è costretto, le ferite nel suo animo sono devastanti, in particolar modo se vi sono figli.

Procreare è vissuto dai Toro quasi come una missione ed una grande fattoria piena di bambini, oltre che di animali, di piante da coltivare, rimane il suo sogno più grande; la casa ideale del Toro è infatti rustica, comoda, funzionale, preferibilmente in mezzo alla natura o, almeno, con un giardino; stanza principale la cucina, con un grande tavolo attorno al quale riunire il più spesso possibile una grande famiglia patriarcale e i pochi cari amici. Sacre le Feste tradizionali, Natale e Pasqua in testa, con rigorosa osservanza di tutte le tradizioni che ad esse si legano. Oltre che mangiare ai Tori maschi e femmine piace molto cucinare ed è facile trovare tra gli appartenenti al Segno degli ottimi cuochi. Nella casa di un Toro si trova sempre qualcosa di buono da mettere a tavola per improvvisare uno spuntino, un pranzo, una cena; il suo frigorifero sarà sempre fornitissimo non di cose sofisticate ma di buoni, vecchi cibi genuini. Ovviamente tale atteggiamento verso il cibo, il “nutrire” è via via sempre più sviluppato tanto più si attraversa tutta la gamma tra i Toro autrepressi e quelli autoindulgenti. Al Segno Toro, non a caso, è associata l’oralità: e molti appartenenti al Segno, o con forte peso del Segno stesso nel proprio Tema, hanno bellissime bocche carnose.

Della donne Toro si è in parte detto; si può qui aggiungere che esse nascono (così come le Cancro), per fare le mogli e le madri e molto spesso hanno fisico matronale. Se una Toro lavora (a meno che non sia una artista), più che per amore della carriera lo fa o perché è obbligata per sopravvivere o per aumentare il benessere della famiglia. Ma, potendo scegliere, quasi sempre essa, più che impegnarsi in una carriera, cercherà di legarsi ad un compagno che dia sicurezza materiale e morale tali da permetterle di dedicarsi tutta a lui, ai loro figli ed alla casa. L’uomo Toro (a meno di forti controindicazioni del Tema), non cercherà certo la donna emancipata e carrierista ma una compagna materna, rassicurante, accogliente; così come per i Cancro insomma, anche per i Toro vi è sempre il più o meno inconscio desiderio di ristabilire con la propria donna il mai veramente risolto legame con la madre.

Maschi e femmine, i Tori sono di solito ottimi genitori, capaci di affrontare qualsiasi sacrificio per il benessere dei figli; sanno anche essere teneri, affettuosi, incrollabile punto di appoggio per ogni crisi, per ogni sperdimento. Possono però eccedere in protettività, dare educazione troppo tradizionalista, interessarsi soprattutto del benessere materiale dei figli, ignorando o sottovalutando necessità interiori. Rischio di attaccamento morboso, fino alla vera e propria gelosia, verso i figli che, più o meno inconsciamente, tentano di tener legati a sé il più a lungo possibile.

Scarsissimo il senso dell’ eleganza; quel che interessa di più a un Toro, maschio o femmina, è la comodità; se potesse andrebbe in giro soltanto con tute e scarpe da ginnastica. Negli uomini, predilezione per il velluto a coste, per le camice a quadrettoni, per tutto quanto faceva parte dell’abbigliamento del vecchio gentiluomo di campagna. Sul piano psicologico, nullo il senso dell’umorismo, a meno di fortissimi valori Gemelli nel Tema.

Naturalmente, preferenza per i lavori calmi, tranquilli, che non richiedano troppi cambiamenti o spostamenti; poiché non è competitivo, non è irrequieto, né esibizionista, un Toro va benissimo per tutti i lavori di equipe e per quelli impiegatizi; per molti di loro anno dopo anno dietro lo stesso tavolino, con accanto gli stessi colleghi, è il massimo dell’appagamento e non è quindi raro trovare appartenenti al Segno nella burocrazia. Per la loro creatività possono diventare degli ottimi artigiani, falegnami in particolare, visto che il legno li attrae moltissimo. Molti Toro, si è già detto, nel mondo dell’Arte, della musica in particolare; dagli orchestrali, ai coristi, ai grandi solisti, direttori d’orchestra ecc. ecc. Molti i Tori pittori, dilettanti e professionisti, ed i Toro fotografi o comunque appassionati al mondo delle immagini, dal cinema alla Tv e similari.

L’amore per gli animali può portarli verso l’allevamento, la veterinaria e via di seguito; l’altrettanto forte passione per la natura, verso il giardinaggio, la agricoltura e qualsiasi altra attività richieda vita all’aria aperta. Adattissimi ai Toro anche tutti i lavori che riguardano i bambini e, spesso, anche la cura degli anziani. Ovviamente abbondano i Tori in campo ristorazione! La ricerca di stabilità fa amare ai Tori il mattone ed anche in campo edilizio, dal muratore, al decoratore, al mobiliere, al costruttore, è facile trovare Toro.

La tendenza a dare, a rendersi utili, può farne degli ottimi operatori nel campo sanitario, dal medico, all’infermiere, al fisioterapista… Molti gli economisti, gli addetti alla Borsa e a tutto quanto riguarda il mondo dei soldi. Se nel Tema di nascita al Toro si trovano associati pianeti in Segni fortemente ambiziosi, tipo Leone o Capricorno, sorgono forti conflitti interiori tra la pigrizia taurina e la vocazione ad emergere del lato ambizioso; conflitti che spesso sono la base di carriere folgoranti perché l’ambizione è sostenuta dalla tenacia e dall’impressionante resistenza alla fatica del lato Toro costretto, malgrado tutto, a muoversi in fretta e bene, per rendere il massimo possibile; in tali casi però, tutto viene pagato con un surplus di ansia del lato Toro obbligato a vincere pigrizia e tendenza all’immobilismo. Se è datore di lavoro, un Toro può essere estremamente esigente con i dipendenti e se le cose non vanno come lui pretende può diventare intollerante, a tratti spietato, tirannico; raramente ammette discussioni e giustificazioni. Oppure tenderà ad essere paternalista, ad immedesimarsi nel ruolo di pater familiae anche con i suoi sottoposti.

Tornando alle caratteristiche del Segno, l’oculatezza con la quale un Toro amministra il denaro gli ha dato la fama di avaro; tale nomea è in parte vera, molti Arpagone hanno forti valori Toro nel proprio Tema. Nella maggioranza dei casi però, il rapporto del Toro con il denaro non è di tendenza all’accumulo ma di preoccupazione per il futuro. Poiché, si è detto, l’aspirazione maggiore degli appartenenti al Segno è la comodità, la soddisfazione dei propri bisogni materiali, la paura di dover fare a meno di tutto questo per mancanza di soldi li terrorizza; come li terrorizza l’idea che siano i propri cari a trovarsi in stato di necessità. Toro non avaro, quindi, ma risparmiatore, formichina che pensa alle provviste per l’inverno. Bando alle spese inutili, al superfluo, ma in una casa Toro mai mancherà il necessario.

L’immobilismo del Segno impedisce qualsiasi speculazione in campo economico; un Toro mai giocherà in borsa o cercherà di far fruttare i propri risparmi in maniera meno che ortodossa. Investimento preferito, il mattone: è quindi abbastanza frequente trovare Tori con diverse proprietà immobiliari. Se si è Toro o si hanno pianeti importanti nel Segno, ben appoggiati essi indicano sicurezza economica, mal messi avvertono invece di fare attenzione in tale settore; in questo ultimo caso si dovranno infatti affrontare, nel corso della vita, ricorrenti prove sul piano economico; per quale motivo, lo dirà l’insieme del Tema personale.

Sul piano Salute il Toro, assieme al Capricorno, e il Segno più longevo e il meno esposto alle malattie; sul piano fisico, come l’Ariete simboleggia le ossa del cranio, il Toro rappresenta tutte le parti molli contenute nella scatola cranica e dintorni; cervello, occhi, bocca, gola. Saranno quindi questi gli organi più esposti ad eventuali malattie od incidenti. Ma, si è detto, la sua forte fibra e la tendenza verso le cose naturali, genuine, il suo amore per la vita all’aria aperta, rendono il Toro molto resistente: il discorso non vale, ovvio, per i Tori troppo autoindulgenti e che quindi eccedono nella ricerca di piaceri.

Astromamme

maggio 15, 2018 on 5:29 am | In Amore, Astrologia, Cose carine, Donne, Emozioni, Evoluzione, Miei Articoli, Pensieri
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di Emanuela Badiali

Qual è la mamma migliore dello Zodiaco??? Sicuramente essere genitori è il mestiere più difficile ed ognuna segue il suo istinto, ma anche le sue paure e le sue insicurezze. Ma la mamma migliore è quella che rispetta il proprio figlio, che sa che è un bambino, ma anche una persona. La mamma migliore è quella che cerca di capire cosa desidera il suo bambino, in cosa è portato, e che lo accompagna ricordandosi sempre che lui è il suo, ma non è uguale a lei. La mamma migliore è calore e protezione prima, ma poi sa lasciare andare la sua creatura. La mamma migliore è sempre pronta ad ascoltare ed è sempre un punto di riferimento, ma rispetta il carattere del bambino. E ha le qualità migliori del femminile: intuito, dolcezza, sensibilità e quella grande forza d’animo che solo le mamme hanno.

Abbiate pazienza con i vostri figli di Fuoco: Ariete, Leone e Sagittario sono i più energetici delle Zodiaco e disposti a tutto per farsi notare. Siate sempre ferme e allo stesso tempo dolci con loro, che sono dei generosi, naturalmente disposti a contraccambiare per affetto, ma che hanno bisogno di un po’ di disciplina.

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Gli empatici: il loro lato oscuro

maggio 2, 2018 on 8:13 am | In Affinita' d'anima, Amore, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Buono a sapersi, Consulto, Donne, Emozioni, Evoluzione, Oroscopo, Segni zodiacali, Voglia di cambiare
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Gli empatici sono in genere conosciuti come i guaritori del mondo. Sono le persone i cui sensi sono intensificati e amplificati, sono degli individui che non solo vedono e sentono le diverse energie del mondo, ma che in realtà le sperimentano su loro stessi.
Coloro che non sono empatici potrebbero pensare che questa capacità di sentire ciò che gli altri provano sia un dono, ma se si riesce a convincere un empatico a parlarci del ‘suo dono’, potrebbe confidarci che non è sempre un cielo stellato. Anche se è consapevole di avere una qualità importante, egli potrebbe confessarti che è un peso, molte volte quasi insostenibile.
Molte persone si affidano a loro per avere supporto e comprensione. Gli empatici conquistano quasi sempre la fiducia degli altri, perché fanno sì che le persone si sentano al sicuro. E mentre l’empatico è in grado di gestire le emozioni degli altri, allo stesso tempo le sperimenta su di sè e tutto questo, puo’ portare a stress e crolli emotivi.
Il lato oscuro di un essere empatico si presenta sotto forma di due voci contrastanti, che gli parlano quasi costantemente all’interno della sua testa. Esso puo’ costantemente sentire sia il bene che il male, il negativo e il positivo, al punto di esserne sopraffatto, nel caso in cui non sia in equilibrio e ben schermato da cio’ che attira.
Gli empatici sono più sensibili alle energie negative della vita. La loro intensa capacità di sentire non può allontanarsi dai mali profondi che esistono nel mondo. La loro profonda comprensione di quello che esiste e opera nel mondo è sufficiente per confonderli e rattristarli. Per questo molto spesso,tendono ad essere malinconici, l’eozione che li domina, infatti è la tristezza.
Il lato oscuro di essere un empatico è costantemente esausto e affaticato dalle energie che vengono assorbite. Nonostante questo è capace di osservare in silenzio, riconoscere e sentire.
Gli empatici vogliono essere amati così come tutte le altre persone, ed accettati per quello che sono. Ma, è la loro generosità e gentilezza che spesso li vede essere sfruttati da parte di coloro che vogliono solo prendere e mai dare. Gli empatici sono ‘donatori’ e ricettori, loro sono pronti a mostrare gentilezza a chi ne ha più bisogno in ogni momento.
Il lato oscuro di essere un empatico è che spesso si mette in secondo piano per il bene degli altri. Un abbandono che costruisce nel corso degli anni, fino ad arrivare alla conseguente necessità di andare alla ricerca della propria anima, ancora una volta, un bisogno che sentiamo solo quando ci sentiamo completamente persi.
È per questo che tiene sempre una piccola parte di sè stesso a riparo dal resto del mondo. Mantendo una sorta di barriera difensiva per necessità.
Il lato oscuro di essere un empatico è la guerra che vive da sempre dentro di sè. La guerra che intraprende contro la tristezza e il buio, che cerca sempre di sollevare la sua ripugnante testa per portarlo all’auto-distruzione.
L’unico modo per combattere tutto questo e saper distinguere tra emozioni autentiche ed energie emotive false, che lo invadono dall’esterno. Gli empatici hanno bisogno di persone che possano comprendere chi sono e cosa vivono.
Essi devono essere in grado di abbassare il muro che hanno costruito intorno a loro, ed imparare ad esprimere i sentimenti che provano, in modo che la loro dote possa fare del bene anche nella loro vita.
In caso contrario, gli empatici sono destinati a combattere una guerra dentro loro stessi, che non finirà mai.

Fonte: http://it.anahera.news/empatia-oscurita/

Ovvio che una qualita’ che un buona astrologa/o deve avere è l’empatia proprio perchè il nostro lavoro è molto molto delicato, ha a che fare con le sofferenze delle persone.

Ti voglio bene

aprile 27, 2018 on 6:55 am | In Amici, Amore, Cose carine, Donne, Emozioni, Evoluzione, Poesia
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ARMADOU LAMINE SALL
poeta senegalese

Non so di quale paese tu sia
né qual è il nome che porti con orgoglio
non so di quale terra lontana tu sia figlio
di quale ospitalità tu abbia goduto
non so di quale madre né di quale padre
vorresti tanto abbracciare il volto
non so di quale sogno sei l’eterno guardiano
di quale solitudine tu sia l’ostaggio
non so di quale orizzonte i tuoi sguardi delineino dei cammini
nè di quale amore tu soffra l’abbandono
non so per quale donna per quale uomo
il tuo cuore intrecci tanti soli
non so di quale ricordo tu sia il prigioniero
di quale prigione tu sia l’abitante
non so di quale destino tu sia il portatore
nè di quale futuro tu sia il morto
non so per quale cielo
per quale Dio
non so per quale Principe
per quale Libertà
non so per quale Amore
tu sia Colomba ed Aquila di fuoco
resta il fatto che ti vorrei dire
TI VOGLIO BENE

Settimo Raggio: “l’Amore tramite il Rituale, l’Ordine e la Sintesi” di colore Indaco/Violetto

aprile 19, 2018 on 4:50 am | In Affinita' d'anima, Amici, Amore, Astri, Astrologia, Astrologia Esoterica, Corpo-Spirito, Donne, Emozioni, Evoluzione, Olistico, Pensieri, Spirito-Corpo, Tratto da.......
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Questo pezzo mi è stato indicato da Angela Angarola

Secondo la teoria dei Sette Raggi lo scopo del nostro Sistema Solare è lo svelarsi della coscienza a tutti i livelli, mentre lo scopo dell’umanità, sia individualmente che collettivamente, è la rivelazione della realtà dell’Anima, l’Amore che sta al centro di tutte le forme e manifestazioni di Vita.

I Sette Raggi e dei loro Sotto-Raggi funzionano nel nostro Sistema Solare attraverso il Secondo Raggio mettendo a nostra disposizione la sua energia di Amore/Saggezza modificata e qualificata.

Il cielo come visto dalla terra è di colore indaco.

Considerando che il colore del Secondo Raggio è indaco del nostro Sistema Solare.

L’energia del Primo Raggio del nostro Sistema solare: “la Volontà ed il potere di amare” è di colore Indaco/Scarlatto

Nello stesso modo il colore del Secondo Raggio: “l’Energia essenziale dell’Amore” è indaco/Indaco;

Il Terzo Raggio: “ l’Espressione attiva ed intelligette dell’Amore” è Indaco/Verde;

Il Quarto Raggio: il nostro pianeta Terra sotto l’influsso del Quarto Raggio “l’Amore espresso tramite la fusione degli opposti” di colore Indaco/giallo.

Probabilmente la presenza del vero colore del Secondo Raggio ci offre una mano protettiva e soccorrevole mentre ci dibattiamo nei conflitti che sembrano caratterizzare la nostra ricerca di armoni a livello umano e terrestre .

Il Quinto Raggio: “l’Amore espresso tramite la Conoscenza Concreta e la Scienza” di colore Indaco/Arancio;

Il Sesto Raggio: “l’Amore espresso tramite la Devozione e l’Idealismo” di colore Indaco/Blu-Rosa;

e infine, il Settimo Raggio: “l’Amore tramite il Rituale, l’Ordine e la Sintesi” di colore Indaco/Violetto

– “Astrologia Centrata sull’Anima” di Alan Oken –

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