L’Oroscopazzo 2016

febbraio 2, 2016 on 7:28 am | In Amici, Astri, Astrologia, Cose carine, Emozioni, Evoluzione, Olistico, Oroscopo, Segni zodiacali
| No Comments

Oroscopazzo 2016

“L’Oroscopazzo 2016” è prodotto e scritto da Tommaso Crisci e Monica Marini (Olistic Art) 144 paragrafi di previsioni divisi in 12 mesi Segno per Segno per il 2016 più introduzione, foto, lunario e altre cosine qua e la. E’ disponibile sia in cartaceo che formato PDF da inviare via e-mail! Considerando che conosco personalmente l’autore ed è bravissimo astrologo vi conviene ordinarvi la copia all’e-mail olisticart6568@libero.it

Le pietre preziose

gennaio 28, 2016 on 8:48 am | In Affinita' d'anima, Amore, Astri, Astrologia, Corpo-Spirito, Emozioni, Spirito-Corpo
| No Comments

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

pietre preziose

«Le pietre preziose appartengono all’elemento terra. Esse sono il prodotto di tutto il lavoro che la terra è in grado di realizzare, e per questa ragione sono state scelte come simboli delle virtù che l’uomo può acquisire se impara a lavorare sulla propria materia.
L’usanza di mettere delle pietre preziose sulle vesti dei sacerdoti e sulla corona dei re proviene dalla conoscenza di tale simbolismo: esse rappresentano le qualità e le virtù che quegli essere devono possedere per esercitare degnamente la propria carica. Ad ogni virtù corrisponde una pietra: alla saggezza, il topazio; alla pace e all’armonia, lo zaffiro; all’amore, il rubino … ecc.  Non andiamo a indagare troppo se quegli alti personaggi meritino di portare simili tesori: è il simbolismo che conta. E se i re della terra, i papi e i cardinali portano sul capo ornamenti di pietre preziose, è perché sulla corona del Signore della creazione sono poste delle pietre preziose. Quelle pietre sono gli angeli, gli arcangeli, le divinità …».

Carlo Lissi ergastolo: ha ucciso la moglie e due figli piccoli

gennaio 22, 2016 on 8:18 am | In Amore, Astri, Astrologia, Donne, Emozioni, Miei Articoli, Pensieri, Schifezze
| 1 Comment

lissi con la moglie

Questo è il tema di Carlo Lissi che per un’apparente infatuazione per una sua collega ha sgozzato moglie e due figli piccoli di 5 e 20 mesi. Gia’ come sono posti i suoi pianeti, 9 addirittura, a sinistra del tema fa comprendere quanto l’egocentrismo e l’egopatia sono presenti in questa persona che si sente la luce della propria vita senza tenere di conto dei bisogni degli altri, convinto che il destino sia dipeso solo da se stesso.  4 pianeti in 10 casa tra cui il Sole segnalano la voglia di autonomia e la sicurezza di farcela da solo perchè non è dipendente da altre persone. Venere trigona alla Luna segnala l’ammirazione per il sesso femminile, anche se c’è una certa sordita’ verso la stessa e una difficolta’ di vera comprensione mentale (Mercurio quadrato alla Luna). Il tutto su un tema di un uomo venusiano (segno Bilancia) che ha bisogno di essere riconosciuto nel suo charme. Marte in Sagittario lo fanno audace e ingenuo nel suo agire convinto che conosce l’unica Verita’ solo lui. Congiunto a Urano in 12 e sestile al Sole hanno armato la sua mano in un attimo di infelice follia. Lo credo quando confessa di non aver premeditato il suo gesto. Ma allo stesso tempo sono sicura che l’insoddisfazione di avere una famiglia lo castrava da tempo. La Luna Capricorno e in 2 casa probabilmente corrispondeva alla moglie che suppliva ai suoi bisogni quotidiani del cibo, vestiti puliti e casa pulita, ma (Luna quadrata a Saturno) allo stesso tempo non poteva guarire quella profonda ferita procurata nella prima infanzia di bisogni non soddisfatti dal suo materno. La sua Venere in Vergine quadrata a Nettuno la leggo come la sua capacita’ di inventarsi un nuovo amore e di sognarlo e fantasticarlo senza che il nuovo oggetto d’amore lo sappia. Per Nettuno non è importante chi amiamo, ma è importante che amiamo….possiamo sognarlo, desiderarlo senza realizzarlo per sentirci in preda ai sentimenti piu’ belli. Da buona Bilancia venusiana, credo che Venere gli sia stato fatale. E con lui una moglie che ha avuto a sua volta la sfortuna di credere nell’amore di un uomo cosi…

CARLO LISSI-2

 

Il Viaggio dei Dodici Eroi

gennaio 19, 2016 on 7:04 am | In Affinita' d'anima, Amore, Astri, Astrologia, Cose carine, Emozioni, Evoluzione, Olistico, Per sorridere
| No Comments

zodiaco e cuorer

Al nascere di un nuovo giorno Dio radunò i suoi dodici figli. Quando tutti furono intorno a lui, incominciò dicendo: “Figli amati, Eroi della Vita, vi ho qui riuniti per affidare a ciascuno di voi un’importante missione. Affinché in ogni angolo della terra si realizzi il mio Piano e possa essere celebrata la mia e la vostra gloria, ho nascosto nei vostri cuori una Scintilla Divina.
Sappiate che ognuno di voi ha la possibilità di scoprire questo tesoro di luce e di assaporare l’immensa gioia che racchiude perché, quando l’avrete trovato, comprenderete che io sono voi e voi siete in me. Ma, affinché ciò sia possibile, dovrete compiere un viaggio sulla terra e svolgere la missione che vi ho assegnato. Ognuno di voi ha un suo particolare compito, differente da quello degli altri, ma l’insieme dei vostri compiti rappresenta la totalità della mia Ida, le varie tappe del mio Piano sulla Terra.
Per compiere la vostra missione vi darò dei talenti che sarete liberi di utilizzare e mettere a frutto, ma vi darò anche degli ostacoli che, da Eroi quali siete, dovrete affrontare e superare. Il vostro viaggio sarà avventuroso, vi farà conoscere la gioia e il dolore, ma lungo il cammino non dimenticatevi di me. Sappiate che quando vi sentirete smarriti e sconfitti io sarò più che mai vicino a voi. Se in quei momenti penserete alla Scintilla che è in fondo ai vostri cuori e mi chiamerete, io vi risponderò. Allora il vostro viaggio da faticoso e travagliato diventerà una danza”.
I dodici eroi ascoltarono con grande attenzione le parole del Padre, consapevoli dell’importanza della missione che stava per essere loro affidata. E così con il cuore ardente di aspirazione, ad uno ad uno, si avvicinarono a Lui per ricevere le istruzioni sul viaggio da compiere…

La Missione dell’Ariete

ARIETE
Dio disse:
“…a te Ariete affido il compito di dare inizio alla mia opera.
Imparerai ad usare il tuo fuoco interiore per far nascere cose nuove.
Fa che queste riflettano il mio piano, e non i tuoi desideri personali.
Il tuo è un compito arduo e rischioso per affrontarlo ti dono i talenti del coraggio, della fiducia e dell’iniziativa.
Coltivali ed usali con discriminazione e gentilezza.
Non permettere che impazienza, avventatezza e prepotenza diventino ostacoli da accecare la tua mente”.
Con occhi sprizzanti d’energia, Ariete ritornò al suo posto.

La Missione del Toro

TORO
Dio disse:
“…a te Toro, do il compito di costruire e consolidare ciò che della mia opera è stato iniziato.
Renderai stabile e prosperoso tutto ciò che ho creato per l’uomo e gli insegnerai a creare per me.
Sarà un compito pesante e faticoso, ma perché tu lo possa risolvere ti dono i talenti della forza, dell’abbondanza e della pazienza.
Usali con amore e generosità e non permettere che il tuo cuore diventi schiavo del desiderio.
Ricorda che dovrai costruire per me, e non per il piacere di possedere.
Il desiderio e l’attaccamento alle cose materiali saranno gli ostacoli che dovrai superare lungo il tuo viaggio”.
E Toro, lentamente, ritornò al suo posto.

La Missione di Gemelli

GEMELLI
Dio disse:
“…a te Gemelli, do il compito di comunicare in cosa consiste il mio piano.
Dovrai raccontare all’uomo le meraviglie del creato, la grandezza della vita e la sacralità del viaggio.
Sia però l’amore a ispirare le tue parole e fa attenzione che la frenesia della tua mente non renda sordo il tuo cuore.
Affinché tu possa adempiere il tuo compito ti dono i talenti della socievolezza, dell’agilità mentale e della voglia di conoscere.
Non dimenticare che l’ambivalenza, il desiderio di manipolare gli altri e la su perficialità potranno diventare grossi ostacoli lungo il tuo cammino”.
E Gemelli, rapidamente, ritornò al suo posto.

La Missione del Cancro

CANCRO
Dio disse:
“…a te Cancro, do il compito di esprimere sentimenti ed emozioni.
Dovrai amare ogni creatura della Terra e insegnare all’uomo a farlo.
Ricorda che il tuo amore dovrà essere rivolto all’intera umanità, e non solo alla tua famiglia.
Perchè tu possa svolgere il tuo compito, ti dono i talenti della ricettività, della sensibilità e dell’empatia.
Usali con saggezza, senza farti sommergere dalle tue e dalle altrui emozioni, senza subire e infliggere ricatti affettivi.
Gli ostacoli che dovrai superare saranno perciò gli attaccamenti, l’insicurezza e la paura dell’abbandono”.
con espressione dolce, Cancro, ritornò al suo posto.

La Missione del Leone

LEONE
Dio disse:
“…a te Leone do il compito di manifestare la magnificenza del creato.
Dovrai percepire la grandezza della mia opera e mostrare agli uomini il suo splendore perchè questi, ammirandola, possano ritrovare Me.
Il tuo è un grande compito.
Affinché tu lo possa svolgere, ti dono i talenti del potere, della generosità e della sicurezza.
Usali con distacco, senza dimenticare che stai celebrando la mia gloria e non la tua.
Non permettere mai che gli ostacoli della presunzione, dell’orgoglio e dell’arroganza ti impediscano di udire la mia voce e di scoprire la scintilla divina che ho riposto nel tuo cuore”.
E Leone, con incedere regale, ritornò al suo posto.

La Missione della Vergine

VERGINE
Dio disse:
“…a te Vergine, affido il compito di prestare cura e attenzione alla mia creazione.
Osservala, analizzala in ogni sua parte e custodiscila con amore, difendendo la sostanza spirituale che in essa si nasconde.
Impara anche a non perderti in ciò che è parziale dimenticandoti di ciò che è intero.
Affinché tu possa adempiere il tuo compito, ti dono i talenti dell’attenzione, dell’accudimento e dell’efficienza.
Non permettere però che pignoleria, ossessività e ipercriticismo diventino ostacoli così grandi da inaridire il tuo cuore e la tua anima”
E Vergine, con discrezione, ritornò al suo posto.

La Missione della Bilancia

BILANCIA
Dio disse:
“… a te Bilancia, affido il compito di valutare e scegliere ciò che è utile alla realizzazione del mio piano.
Dovrai valutare ciò che serve e ciò che non serve e, infine, scegliere ciò che è utile far continuare.
E’ un compito difficile e delicato, ma affinché tu lo possa assolvere ti dono i talenti dell’equilibrio, della lucidità di giudizio e del senso della bellezza.
Usali con saggezza, senza farti lacerare dal mare di dubbi senza fine.
Ricorda che indecisione, compromesso e accondiscendenza saranno gli ostacoli che incontrerai lungo il tuo cammino”.
E Bilancia, con rara grazia, ritornò al suo posto.

La Missione dello Scorpione

SCORPIONE
Dio disse:
“…a te Scorpione, affido il compito di purificare ed eliminare gli ostacoli.
Dovrai rimuovere e far morire tutto ciò che impedisce la realizzazione del mio piano, affinchè sia dato spazio a tutto ciò che è puro e nobile.
Così comincerai da te stesso: imparerai a morire e rinascere dalle tue ceneri; poi insegnerai all’uomo a fare altrettanto.
Affinché tu possa assolvere il tuo compito, ti dono i talenti della volontà, dell’intuizione e della rinascita.
Usali con amore e non dimenticare che intolleranza, eccessivo individualismo e passioni incontrollate saranno grandi ostacoli lungo il tuo viaggio”.
Con aria di mistero, Scorpione, e ritornò al suo posto.

La Missione del Sagittario

SAGITTARIO
Dio disse:
“…a te Sagittario, do il compito di far avanzare la mia opera nella giusta direzione.
Dovrai concentrare la tua energia e dirigerla verso di me affinché io possa ispirare ogni tua azione.
Ricorda che per udire la mia voce non sarà necessario esplorare tutte le strade della Terra, ti basterà soltanto seguire quella del cuore.
Affinché tu possa assolvere il tuo compito, ti dono i talenti dell’entusiasmo, della verità e della conoscenza.
Usali con discernimento, unendo mente e cuore.
Non permettere che ingenuità e falsi ideali diventino ostacoli così grandi da allontanarti dalla tua meta”.
Con sguardo ispirato, Sagittario, ritornò al suo posto.

La Missione del Capricorno

CAPRICORNO
Dio disse:
“…a te Capricorno, do il compito di essere e affermare la mia idea.
Dovrai imparare a liberarti da tutto ciò che non sei.
Solo quando avrai capito di essere Anima, potrai affermare te stesso e il mio piano.
Di certo, il tuo compito è duro e faticoso, ma affinché tu lo possa adempiere ti dono i talenti della disciplina, della tenacia e del distacco.
Nel metterli a frutto presta attenzione che il peso della tua mente non schiacci il tuo cuore, perchè allora l’ambizione, la durezza e il pessimismo renderanno il tuo viaggio aspro e faticoso”.
Con aria grave, Capricorno, ritornò al suo posto.

La Missione dell’Acquario

ACQUARIO
Dio disse:
“…a te Acquario, do il compito di cooperare con tutte le creature della Terra, per costruire insieme la Nuova Era.
Dovrai imparare a sentirti fratello di tutti i regni della natura e versare nel cuore dell’uomo l’acqua della vera Vita.
Il tuo compito richiede amore e disponibilità, perciò, affinché tu lo possa assolvere, ti offro i talenti dell’amicizia, della tolleranza e del servizio.
Coltivali e sii consapevole dell’importanza del compito che ti ho dato, ma sappi che disimpegno, opportunismo e insensibilità saranno ostacoli non facili da superare”.
E Acquario, con sguardo rivolto al futuro, ritornò al suo posto.

La Missione dei Pesci

PESCI
Dio disse:
“… a te Pesci, affido il compito di concludere il viaggio sulla Terra.
Dovrai raccogliere tutto ciò che hai fatto nella vita e portarlo a me affinchè io possa dissolverlo nell’oceano dello spirito.
Imparerai così a morire di te stesso e a liberare la Scintilla Divina che ho nascosto nel tuo cuore.
Ma dovrai anche insegnare agli uomini a fare altrettanto e per questo dovrai saper raccogliere il loro dolore e le loro lacrime.
Di certo, il tuo, è il compito più difficile, ma affinché tu lo possa assolvere ti dono i talenti della salvezza, della fusione mistica e della compassione.
Mettili a frutto tenendo sempre ben presente il compito che ti ho dato.
Ricorda che autocommiserazione, confusione e paura saranno gli ostacoli che metteranno a dura prova la riuscita del viaggio”.
E Pesci, con passo lieve, tornò al suo posto.

In conclusione…
Poi, rivolgendosi a tutti quanti, Dio disse: “Ciascuno di voi ha avuto per compito una parte del mio Piano. Non ingannetevi pensando che la vostra parte ne rappresenti la totalità. Solo quando troverete la Scintilla Divina, il tesoro di luce che ho nascosto nei vostri cuori, capirete che i Dodici sono Uno e che ognuno di voi è integro e perfetto. Solo in quel momento il mio Piano vi si svelerà in tutta la sua interezza e il suo splendore”.
E così, ricevuta la loro missione, i dodici Eroi si congedarono dal Padre e iniziarono il loro compito sviluppando talenti e affrontando ostacoli. Ma nessuno di loro comprese a fondo il significato della propria missione. Stanchi e confusi ritornarono ancora dal Padre, che disse loro: “Ciascuno di voi si sente perso perché pensa che il compito dell’altro sia più importante, che abbia talenti migliori e ostacoli più facili. Lascio allora che vi scambiate compiti, talenti e ostacoli”.
Udendo quelle parole i dodici Eroi si rallegrarono vivamente. E dio proseguì dicendo: “Tornerete da me molte volte, ed ogni volta mi chiederete che vi liberi dal vostro compito. Non temete, ogni volta asseconderò i vostri desideri. Sappiate, però, che dovrete compiere molti viaggi prima di realizzare a pieno il vostro compito e poter trovare il vostro tesoro. Per fare questo vi dò tempo illimitato, ma solo quando la vostra missione sarà completamente assolta potrete stare insieme a me”.
I Dodici Eroi fecero innumerevoli viaggi, e per innumerevoli volte si scambiarono compiti, talenti e ostacoli. Alla fine, dopo molto e molto tempo, scorpirono nei loro cuori il tesoro della Scintilla Divina e da quel momento, come per magia, il loro viaggio cessò di essere travagliato e faticoso. E incomincò la loro danza.
Da quel giorno, in molti si sono chiesti come fosse la loro danza, ma questa è un’altra storia ancora.

El Enigma de la Vida

gennaio 14, 2016 on 8:24 am | In Affinita' d'anima, Astri, Astrologia, Astrologia Esoterica
| No Comments

di Alan Leo

Astrologia Esoterica

tratto da Astrologia Esoterica

El hombre es una inteligencia espiritual que se ha encarnado con objeto de obtener experiencia en mundos por debajo de lo espiritual, con el fin de poder dominarlos y gobernarlos y en edades posteriores ocupar su lugar entre las jerarquías creadoras y rectoras del universo. El Enigma de la Vida.

Venere, la ragazzaccia dell’olimpo e dello zodiaco

gennaio 11, 2016 on 8:10 pm | In Affinita' d'anima, Amici, Astrologia, Donne, Emozioni, Evoluzione
| 1 Comment

venere2.jpg

di Giuse Titotto

Com’è noto – e da molti accettato – Lisa Morpurgo
ipotizzò l’esistenza di quattro Zodiaci che si sovrappongono e si completano.

Il nostro Zodiaco “A” maschile ha sullo sfondo lo Zodiaco “B” femminile, nel
quale rimangono fisse le posizioni dei segni ma mutano le posizioni dei pianeti
in esaltazione e dei luminari in domicilio.

I pianeti dello Zodiaco “B” agiscono per trasparenza anche sui nostri segni che
diventano così un’altra cosa e propongono una interpretazione più completa e
convincente.

La “trasparenza” secondo Lisa Morpurgo porta nel nostro Zodiaco una specie di
nostalgia dei pianeti che stanno dietro, sullo sfondo.

È logico supporre che la nostalgia nasca dalla memoria di un passato che si
conosce ed è accettato – oppure di qualche cosa che non si conosce, che non si
sa di conoscere, ma che resiste nei ripostigli segreti della mente.

Possiamo pensare allora che nello Zodiaco “A” si trovi in trasparenza la memoria
di un passato “B”.

Il pianeta che ci interessa particolarmente in questo incontro è Venere, che si
trova in trasparenza nei Pesci, segno che la ospita anche secondo la tradizione.

La trasparenza di Venere nei Pesci potrebbe suggerire che proprio qui si trovi
la più antica “memoria” della sua simbologia, perciò ipotizziamo in questo segno
la sua nascita, secondo quanto ci suggerisce la mitologia greca.

Come sappiamo, Venere sorge dal mare/Pesci e nasce adulta, nuda, ritta su una
conchiglia.

È senza madre, come Eva non ha ricordi d’infanzia, non ha imprinting né esempi
da seguire, è puro istinto. Ed è istinto sessuale.

La conchiglia sulla quale ella posa è il simbolo della sessualità femminile – in
quanto per la sua forma aperta ed accogliente richiama la vulva – ed esprime una
sessualità non problematica, non intellettuale o intellettualizzata, non educata
alla morale, creata per godere e dare godimento. È il tipo di amore che Venere
propone appena nata ed al quale rimane fedele nei vari episodi della sua vita,
che non è “storia” ma appunto fatta di “momenti” , di espressioni fugaci, di
infedeltà. Come non ha passato, così non ha futuro. Arriva, innamora, se ne va.

Oggi potrebbe chiamarsi “Bocca di rosa”.

Nei Pesci esiste dunque una lontana seppure inconsapevole memoria di Venere.

Perché inconsapevole? Dopotutto qui c’è la Luna in esaltazione e la Luna è
notoriamente la memoria. Eppure in questo segno, per quanto riguarda Venere, non
esprime la memoria di un passato concreto, vissuto, di una affettività più o
meno appagata né dell’Io presente e attivo. Sia per la presenza di Nettuno sia
per la cosignificanza con la casa dodicesima, la memoria dei Pesci è vaga, si
perde nell’immensità, con un senso indefinibile e sfuggente del dèja-vu, di una
inafferrabile continuità di passato-futuro che si salda nel cerchio senza tempo
dell’eternità, di una continuità di vita ben diversa dalla continuità materiale
della procreazione. La Luna dei Pesci non è madre, è soltanto sogno e fantasia,
possibilismo astratto, perciò Venere nei Pesci non è materna, perché non ha
ricordi materni. Illanguidita dalla mollezza lunare, stimolata al piacere da
Giove, trascinata da Nettuno alla fantasia ed alla mobilità sognante dell’onda,
Venere si esprime in una sessualità fine a se stessa ed è una sessualità
d’alcova, disinibita e spontanea.

Nei Pesci/casa dodicesima Venere è una ragazza libera, non conosce regole e
convenzioni sociali o morali, non è educata al “così fan tutte” perché queste
sono le caratteristiche della opposta Vergine casa/sesta. È là che viene
considerata trasgressiva ogni manifestazione di indipendenza, di ignoranza della
legge e di allontanamento dai suoi dettami. Anche morali e sessuali.

Venere nasce in uno spazio senza limiti e senza regole perciò non trasgredisce,
si vive secondo la sua natura, non prova sensi di colpa per il suo modo di
essere.

È la Vergine/casa sesta, depositaria della norma e dell’adeguamento alla
normalità, che sente il disagio della scelta alternativa – e trasgressiva – e la
vive come una colpa o la traduce nel senso di colpa, perché sa riconoscere la
differenza tra la sottomissione e la disubbidienza, sente la responsabilità di
una scelta contro corrente.

Ma Venere non va contro corrente, segue la sua personale corrente con
naturalezza, visto che non ha scelto come e dove nascere – come non scegliamo
noi. Ognuno si trova nel posto assegnato dallo Zodiaco – o dalla Vita – per
l’armonia e la completezza dell’insieme.

La memoria della trasparenza dice a Venere che lei è nata nei Pesci, che quello
è il suo posto in un ambiente libero. Lei non ebbe genitori e non è iscritta
all’anagrafe, che si trova nella casa sesta ed è il primo condizionamento,
perciò l’osservanza delle regole non la riguarda.

Inoltre, i sensi di colpa presuppongono capacità di scelta dopo ripensamenti e
macerazioni – ma Venere non pensa, non è intelligente o meditativa, è soltanto
bella e sensuale.

È vero: Venere è bella, anche troppo bella nella sua nudità e deve essere
rivestita prima di essere accompagnata sull’Olimpo e presentata agli dèi. Da
questi è subito accettata ed anche subito usata: per sanare antiche questioni
tra Zeus (con la sua ghenga) ed Efesto, è costretta ad un matrimonio combinato,
non sentito e non voluto, con un dio brutto e sciancato, non ammesso al
banchetto degli dèi proprio perché rozzo e sgradevole.

“La Bella e la Bestia”, nulla di nuovo sotto il sole…

Così, privata della sua bella caratteristica di donna libera, forse facile ma
felice, si ritrova moglie non innamorata, nel suo domicilio primario della
Bilancia/casa settima, sorvegliata a vista da un duro Saturno, moralissimo nei
costumi, intransigente nel rispetto dei patti, refrattario alla libera
espressione sessuale. Se su di lei incombe in esaltazione Saturno poco o niente
comprensivo, a fianco c’è l’utero/Ics, con esigenze ancora inappagate, con
pretese di usare la seduzione di Venere per attrarre il maschio e conquistare il
seme che finalmente potrà colmare la sua vacuità. Ma sappiamo che Venere non è
allenata alle regole, così rigide in questa casa, e non riesce a comprendere
l’importanza dei “patti” coniugali, imposti da un contratto che non le dice
assolutamente nulla.

Una situazione simile sarebbe un supplizio per la povera fanciulla se non si
ritrovasse accanto, proprio nella Bilancia e nella casa fredda delle unioni
interessate, un vecchio amico: Nettuno, l’ispiratore delle fantasie più belle,
conosciuto ed amato nei Pesci al momento della sua nascita dal mare. Qui Nettuno
è in trasparenza e le riporta la memoria della libertà perduta, risveglia in lei
la nostalgia delle sue gioiose donazioni, ora vietate dalla impietosa
sorveglianza di Saturno – ed è la nostalgia della sua primitiva essenza e
sostanza di creatura istintiva nata per l’amore libero.

Ella sente nascere allora la voglia di ritrovare la sua antica libertà amorosa
dei Pesci/dodicesima e Nettuno le infonde il desiderio e la capacità di variare
il ruolo che le hanno imposto. Dopo aver conosciuto la durezza della regola,
conosce la voglia della trasgressione, che è la voglia del peccato.

Il concetto di peccato nasce nella casa settima, dove si giudica e si condanna.

Nel matrimonio imposto come patto di convivenza e non di scambio d’amore – per
soddisfare interessi anche altrui e sicuramente anche del marito – la ragazza
privata della sua libertà non è felice. Il suo bel corpo bianco non ha fremiti
sotto le mani callose e pesanti del fabbro che subisce il fascino della sua
fucina più di quello della bella moglie.

Questo tipo di marito è brutto e sgraziato, rozzo e poco presente. Lei non gli
trova attrattive, né fisiche né amatorie. Chiusa in casa, inappagata da ciò che
un marito frettoloso e senza fantasia le chiede per dovere, cerca svago nel
rendersi più bella e attraente, inventa nuovi abbigliamenti e nuovi look, in
attesa che qualcuno la noti, inventa l’alta moda, inventa poesie ma è troppo
sola e si annoia. Per chi si fa bella se l’uomo che le sta accanto non la vede?
A chi dedicare le sue poesie d’amore e di desiderio? Si affaccia alla finestra,
come ogni moglie infelice e vede un attraente dirimpettaio nel segno di fronte
al suo: nell’Ariete c’è Marte, bello, gagliardo, ben dotato, ansioso di
conquiste, che apprezza il fascino della seducente ragazza che ha come simbolo –
glielo si legge negli occhi e in tutto l’atteggiamento – la “conchiglia”…

Il peccato è inevitabile.

Non si fa per tradire il marito né per prendersi gioco di quel poveraccio tutto
preso dal suo lavoro di fabbro ma poco presente nel letto coniugale – non c’è
malizia nel loro peccato – lo fanno perché non possono farne a meno, perché lui
è Marte e lei è Venere, perché si completano e si attraggono. E perché la
clandestinità è il loro destino.

Infatti, mai nello Zodiaco li troviamo affiancati.

Sono sempre in posizione contrastante, che crea anche il gusto della conquista e
del piacere proibito, se vogliono stare insieme e godersi devono per forza
saltare la siepe…

Infatti:

Venere è in trasparenza nei Pesci,

Marte è in trasparenza nella Vergine. Sono opposti.

Venere è in domicilio in Bilancia,

Marte è in domicilio in Ariete. Sono opposti.

Venere è in domicilio nel Toro,

Marte è in domicilio nello Scorpione. Sono opposti.

Venere è in esaltazione nel Cancro,

Marte è in esaltazione nel Capricorno. Sono opposti.

E ancora, tra Venere Bilancia e Marte Capricorno c’è una quadratura… c’è sempre
la siepe, non c’è altra possibilità che il peccato.

Venere non vorrebbe suscitare scandali che mortificherebbero il marito, non è
rancorosa né vendicativa, quel povero storpio non è cattivo – è soltanto carente
e non è che la tratti male, semplicemente ha esigenze diverse dalle sue, perché
farlo soffrire?

Non è la prima volta che lo tradisce ma prima l’aveva fatto con leggerezza,
aveva avuto rapporti con dèi e con mortali, purchè belli; e ne aveva anche avuto
dei figli.

Ma erano state scappatelle per ammazzare la noia, cioccolatini gustati per
recuperare la dolcezza che un marito disattento le aveva negato. Efesto aveva
chiuso un occhio o magari due, forse non se n’era neppure accorto, lui si
affumicava beato sui suoi ferri, la sua creatività era appagata così. Oggi
avrebbe la sua industria, la sua cassaforte, i suoi impegni politici sociali
finanziari, potrebbe essere uno gnomo svizzero sepolto nel caveau sotto una
banca invece che nella fucina sotto l’Etna.

Ancora una volta, nulla di nuovo sotto il sole… cambia la forma ma la sostanza è
la stessa.

Con Marte è una relazione diversa, l’attrazione è invincibile, sta diventando
una cosa risaputa ormai e qualcuno si prende il mal di pancia di riferirlo ad
Efesto, magari con una lettera anonima – e lui forse per la prima volta si sente
brutto e nano, ne soffre e non accetta l’affronto di questo supermuscolo nel
letto della moglie.

Primo investigatore privato nella camera coniugale, fa le sue indagini, cerca le
prove inoppugnabili del tradimento e prepara la trappola: finge una partenza per
lavoro, proprio come fanno oggi tanti mariti prima indifferenti alle esigenze
della moglie poi spaventati dall’idea di poter essere soppiantati da qualcuno
meglio dotato e più presente. Sorprende i due amanti nudi, avvinti da una
passione a lui sconosciuta in un amplesso cieco e sordo al pericolo, li “blocca”
nell’atto del peccato, li immobilizza nella rete magica che aveva preparato in
precedenza. Oggi userebbe una macchina fotografica o meglio una telecamera e
probabilmente si rivolgerebbe a qualche abilissimo Tomponzi.

Poi chiama i signori dell’Olimpo quali testimoni del fatto che sua moglie non è
virtuosa, che gli hanno rifilato una sposa infedele, pensa di esporre i due
colpevoli al pubblico ludibrio e di suscitare la comprensiva indignazione, ma
gli dèi ridono. Da sempre si ride dei mariti traditi che non pensano quanto li
renda ridicoli la pubblica esposizione del loro “berretto a sonagli”, per dirla
elegantemente con Pirandello. E nello stesso tempo ignorano quanto il peccato
renda appetibile la moglie fedifraga.

Infatti davanti a Venere e Marte esposti nella loro nudità e nell’evidente atto
di congiunzione, perfino Mercurio si sente eccitato e afferma pubblicamente che
non esiterebbe a prendere il posto del fortunato amante che può godere di tanta
bellezza.

Naturalmente si parla di divorzio – che forse proprio in questa occasione si
pone nella casa settima, la stessa dove si fanno i contratti poi si sciolgono! –
con tanto di causa e richiesta di risarcimento danni da parte di Efesto,
l’offeso.

Oggi si parla di “alimenti”.

Nei tempi passati dell’umanità – e forse ancora oggi presso alcune tribù – si
trattava più semplicemente di un mezzo per giustificare l’appropriamento della
dote della sposa respinta o della richiesta di restituzione del prezzo pagato
per l’acquisto della moglie.

Nel caso di Venere, si mormora che il riscatto sia pagato da Nettuno, per
convincere il marito inferocito a sciogliere i nodi della rete magica.

Venere corre a nascondersi in una sua isola, non per vergogna certamente, ma
perché schifata dai pettegolezzi del suo mondo e dalla intolleranza per il
vecchio sciancato marito. Se avesse una mamma, tornerebbe da sua madre.

Poi pare che in seguito, da vera ragazzaccia di buon cuore, ricompensasse in
natura sia Nettuno per aver pagato il riscatto sia Mercurio per averla
pubblicamente apprezzata nella sua dote più evidente.

Naturalmente la storia si ripete oggi e sempre nello spazio della casa settima e
della Bilancia, quando è la libera fantasia di Nettuno in trasparenza a
sciogliere le catene del perbenismo voluto dal segno e dal settore.

Quando invece prevale Saturno, anche lui abitante della Bilancia e della
settima, allora la sposa virtuosa dimentica il suo passato libero, accetta le
regole e si adatta alle esigenze dell’utero/Ics e si trasferisce nel Toro, dove
la padrona del domicilio primario è Ics, matrona, la vacca sacra finalmente
appagata perché l’utero è sazio e pieno. Lo spazio di Venere nel Toro è nella
dépendance, cioè nella decade del domicilio di base o secondario, dove se ne sta
buona e quieta senza grilli per la testa. Anche perché è ancora presente
Saturno, in trasparenza, a suggerire buon senso e quiete e non è più così
cerbero, perché qui non ci sono patti da osservare ma benessere da godere ed
anche perché se è vero che Marte è sempre nella casa di fronte, l’ottava
cosignificante dello Scorpione, è anche vero che non è più così allupato da
saltare la siepe, anzi lo steccato. Marte in Scorpione prende quello che capita,
non si spreca in conquiste ed oltre tutto ha altri interessi, tipo la politica
la guerra e gli intrighi mafiosi, caratteristiche che non sono così
irresistibili ad una Venere taurina.

Nella sua nuova residenza Venere ritrova Giove, già amico nei Pesci, che ancora
le propone la gioia e il piacere, sfruttando quanto la nuova dimora può offrire:
una sessualità condivisa con Ics, appagata in famiglia; sicurezza, agiatezza,
una bella casa, la piacevolezza del buon vivere – cose finora sconosciute alla
ragazzaccia, ormai vicina alla maturità, paciosa e arrotondata.

La bellezza non è più soltanto quella del suo corpo e del suo aspetto, è anche
il gusto di sentirsi sana, attorniata da una bella natura che potrebbe ispirarle
il desiderio di riprodurla su tela, con una grande casa a disposizione che
potrebbe ispirarla a far nascere proprio qui, nel Toro, la capacità di diventare
arredatrice. E Giove, quel golosone, le può insegnare i segreti della sana
cucina per la buona crescita dei figli e per l’energia dei famigliari – ma anche
la raffinatezza per ospiti buongustai.

Venere qui non è infelice, non ha ricordi della sua vita da ragazza e non ha
nostalgie.

Neppure qui è una vera madre, Ics gelosa dei figli come si conviene alla sua
natura uterina li possiede e li domina – tuttavia la maternità è presente nel
Toro e Venere, pur rifuggendo dalle responsabilità che si ritroverebbe col
fardello dei doveri materni, considera la posizione femminile che nella
maternità acquista potere e importanza. Il potere non le interessa, ma un po’
più di attenzioni non le farebbero male. Si rammenta di non avere una mamma,
immagina le tenerezze e le carezze che una mamma avrebbe potuto darle, a lei la
tenerezza piace sempre ed anche le affettuosità.

Allora ricorda di avere avuto nei Pesci un’altra alleata, la Luna – e la
riscopre come madre nel segno del Cancro, due isolati più in là: in questo segno
lei si propone in esaltazione, si affianca a Mamma Luna, dà sapore dolcezza al
suo latte, le insegna la tenerezza e con lei partecipa ad una maternità diversa
da quella taurina asciutta e possessiva: le due insieme creano un diverso tipo
materno, tenero e dolce, ancora avvolgente ma non con la smania uterina di
trattenere e possedere bensì con il calcolo mercuriale e la dolcezza del miele,
forse un po’ eccessiva, da carta moschicida, ma seppure con altri scopi e altri
mezzi anche qui si tenta di trattenersi accanto il figlio: nel Cancro Mercurio è
in trasparenza, come figlio prende e dà alla mamma tutte le tenerezze del mondo
e infine le trasmette capacità di calcolo, di valutare le sue possibilità di
sfruttamento della condizione di madre. Lei, Venere, non è materna; neppure nel
Cancro, neppure quando si identifica con la Luna che è la vera madre. Venere si
affianca alla Madre – prima Ics poi Luna – e ne sfrutta i vantaggi con la sua
capacità seduttiva, che eserciterà anche sui figli. Da loro vorrà ottenere le
attenzioni di cui ha bisogno, come compensazione della sessualità birichina che
come madre non deve più esprimere. Innamorerà di sé i figli, creerà a cosiddetti
“mammoni”, che anche da adulti saranno FIGLI, prima che uomini mariti e padri.

Nel Cancro non ritrova le fantasie di Nettuno, non ritrova i piaceri sensuali di
Giove, ma non è neppure bloccata dalla severità di Saturno. La Luna cancerina
non sa di sale marino, anzi è dolce come le acque di lago, innocente come i
ruscelli che si precipitano giù dalle rocce/Capricorno, e Venere ricorda che
l’acqua dopotutto è il suo vero elemento.

E torna a sognare. Non attrae i maschietti nelle primitive alcove della sua
splendente giovinezza, non cerca il peccato della seduzione fuori casa, ma non
si rassegna al ruolo di nutrice e di chioccia. Nel Cancro, sogna amori
impossibili che sfumano nelle notti di luna. Inventa il sentimentalismo e lo
vende per sentimento e riempie diari e diari delle sue memorie… perché qui la
Luna è ancora memoria, e Venere scrive e scrive di amori meravigliosi, forse
soltanto sognati o desiderati, o forse vissuti in modo del tutto personale ed
irreale, sovente unilaterale… poi versa lacrime sui sogni sognati e non vissuti.
È specializzata nei romanzi rosa, qualche volta inventa il lieto fine, qualche
volta le basta aver amato. O sognare di aver amato.

Forse qualche volta sogna di essere davvero “Bocca di rosa”.

Si china sulle “chiare, fresche e dolci acque” e lascia cadere una lacrima di
nostalgia per ciò che non ricorda di aver vissuto.

BIBLIOGRAFIA:

Tutti i testi di Lisa Morpurgo –

I miti greci – di R.Graves –

Continua a leggere Venere, la ragazzaccia dell’olimpo e dello zodiaco…

Silvana Pampanini

gennaio 8, 2016 on 8:23 am | In Astri, Astrologia, Donne, Emozioni, Miei Articoli, Personaggi
| No Comments

SILVANA PAMPANINI NON DOMIFICATO

Se ne è andava una venusiana Doc. che pero’ ha tenuto nel massimo riserbo le sue cose valori scorpione e vergine. Considerando la sua lunga vita e la sua solitudine che la sua luna sia veramente in capricorno? Venere in scorpione congiunta a saturno non mi fa immaginare una affettivita’ serena, la sicurezza di essere amata per come sei, invece di dover sempre dimostrare il senso del dovere….è trigona a plutone e sestile a giove. Non sara’ stata amata come desiderava e questo è dipeso dalla sua sicurezza interiore, ma sapeva perfettamente di avere quel fascino in piu’, il potere della seduzione ma anche la consapevolezza di accontentarsi di quello che la vita ti puo’ offrire che è l’unico modo per ottenere la serenita’. È tornata ad essere una stella, lo siamo stati tutti prima di nascere. Ciao Silvana Pampanini.

Silvana-Pampanini-ieri-e-oggi

« Pagina precedentePagina successiva »


Entries and comments feedsfeed Valid XHTML and CSS. ^Top^
42 queries. 0,451 seconds.
Made with ♥ by Alessio
Alessio Filipponio on Linkedin

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. maggiori informazioni

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.

Chiudi