Vergine -Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

settembre 16, 2019 on 4:53 pm | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

Vergine è il sesto Segno dello Zodiaco; Mobile, di Terra, va dal 22 agosto al 22 settembre, con variazioni di un giorno o due all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni: Mobili sono, in Astrologia, i Segni che chiudono le stagioni ( Gemelli-Vergine-Sagittario-Pesci ); anelli di congiunzione tra un ciclo che finisce ed uno che comincia tali Segni danno, come tocco psicologico di base, versatilità e duttilità simboleggia, a sua volta, sempre sul piano psicologico, solidità, concretezza, tenacia, capacità di concentrazione.

A settembre calura e luce sono ormai in parabola discendente; agli ultimi tepori si alternano le prime brezze autunnali: giorno dopo giorno si affievolisce anche la luce. Infatti, dopo l’apoteosi del Solstizio d’estate, che ha visto le ore diurne trionfare su quelle notturne, si è di nuovo vicini all’Equinozio di autunno (avverrà sotto il contiguo Segno Bilancia), che rivedrà il sorpasso delle tenebre sulla luce… Il Segno Vergine simboleggia, insomma, l’anello finale, la conclusione del grande ciclo riproduttivo della Natura iniziato con Ariete. La Terra grassa, ricca di umori, che abbiamo incontrato nel Segno Toro, è ormai polvere inaridita, disseccatasi per dare nutrimento a piante, fiori e frutti che hanno offerto il meglio nei mesi precedenti. Dopo la grande fatica di nascere, vivere e riprodursi, tutto sembra ora sospeso, ripiegato su sé stesso, in attesa di qualcosa di nuovo ed imponderabile.

Percezione che la festa è finita. Terminati l’abbondanza, lo spreco, la goduria. Non si può più arraffare a volontà, perché tutto si sta disseccando (e tra poco marcirà)… Dopo la cicala arriva insomma il tempo della formica che, vista la situazione, pensa sia ora di ammucchiare, chicco dopo chicco, le provviste per un tempo che si preannuncia gramo. Uscendo di metafora, l’uomo, comincia insomma a comprendere che deve fare i conti con un futuro che non conosce, ma comunque intuisce più difficile e che lo spaventa; egli si ingegna quindi a regolamentarlo, perché non gliene sfugga il controllo e non lo esponga al trovarsi solo, senza risorse, nel buio e nel gelo che avverte imminenti…

Di nuovo, come è avvenuto sotto il Segno Gemelli, pulsioni ed emozioni vanno sottotono a favore del Pensiero; ma mentre nel terzo Segno Zodiacale esso non può separarsi dalla Materia (le due aste parallele unite), sotto il Segno Vergine le cose vanno diversamente. L’ambiente, come appena visto, non è più quello pregno di odori, sapori ed umori della primavera inoltrata; senza le tentazioni e le distrazioni della Materia, l’uomo comincia ad intravvedere altri orizzonti, altre mete al di fuori ed al di sopra di quelle prettamente materiali.

Sorgono i primi interrogativi, i primi tentativi di interpretazione di quel che può nascondersi dietro il mondo del visibile… Sotto il Segno Vergine continua, insomma, l’evoluzione dell’Io iniziata con il Leone; a Dioniso si sostituisce pian piano Apollo. Prende il via il grande sorpasso dall’Immanente al Trascendente; sorpasso che continuerà sotto il Segno Bilancia, per poi avere l’impatto più drammatico nel Segno Scorpione.

Sul piano materiale il Segno Vergine simboleggia quindi, dopo la goduria e lo scialo anarchico del Leone, tutto quello che è elencazione, catalogazione, regolamento; la burocrazia, i lavori impiegatizi, le cernite ed i censimenti… Il risparmio, anche; l’autocontrollo e la parsimonia… Poiché i primi freddi non aiutano più il benessere fisico, questo Segno simboleggia anche la salute e tutto il mondo che con la salute ha a che fare; dal medico all’inserviente. Dopo la regalità leonina, Vergine è anche modestia, ritrosia, ipercritica con tendenza a svalutarsi; per tal motivo, questo Segno zodiacale è anche simbolo dei lavori umili, a cominciare da quelli della pulizia della casa. Di conseguenza, esso rappresenta anche il personale dipendente e quello di servizio. E mentre il Toro raggruppa i grandi animali da allevamento, Vergine è il Segno degli animali domestici; il cane, il gatto, il criceto, e via dicendo.

Non a caso si è accennato, prima, ad una analogia tra i Segni Gemelli e Vergine… Pianeta dominante per ambedue è infatti Mercurio. Ma con una grande differenza; Il Mercurio della Vergine non è più Messaggero degli Dei, il “puer” veloce, astuto ed un po’ imbroglione, con in mano il bastone di pastore. Il Mito narra di come, dopo un furto di bestiame, il dio birichino viene portato al cospetto di Giove il quale gli ingiunge di cambiare vita. E per ricordargli questo impegno, gli sostituisce il rozzo bastone di pastore con il Caduceo, verga d’oro ornata di nastri bianchi, simbolo del rispetto che, da quel momento, tutti avrebbero dovuto portargli.

Con il Caduceo Giove dà a Mercurio, diventato Hermes, l’incarico di presiedere alla stipula dei contratti, di proteggere i viandanti, di favorire il commercio. Ade, da parte sua, lo incarica di accompagnare i morenti al momento del trapasso, appoggiando il Caduceo sui loro occhi. Ermes comporrà l’alfabeto, inventerà l’astronomia e la scala musicale, la bilancia e la coltivazione razionale dell’olivo. Anche la Lira, con il suo suono melodioso, è attribuita ad Hermes.

Proprio il Caduceo porta a qualche confusione di identità; e Mercurio viene quindi spesso raffigurato con i calzari alati (o con un copricapo ornato di ali), mentre impugna un bastone con avvolti due serpenti (Istinto e Ragione); in realtà il Caduceo con i serpenti, appartiene ad Esculapio, dio della Salute, anch’esso legato al Segno Vergine. Al contrario del giovane Mercurio, Esculapio, figlio di Apollo, è raffigurato come vecchio dalla bianca barba, talmente bravo nel curare le malattie, da spingere Ade, dio degli Inferi, a lamentarsi con Giove perché muore poca gente.

Ma il Mito centrale del Segno Vergine è quello di Demetra e Persefone (Cerere e Proserpina per i Romani). Demetra è incaricata di proteggere la Natura, (in particolare le piante); Natura che, sotto il suo sguardo amorevole, cresce ricca e rigogliosa. Ma sua figlia Persefone viene rapita da Ade e portata nel suo regno sotterranee. Non trovando più la fanciulla, Demetra si veste a lutto e gira per il mondo urlando la sua disperazione; abbandonata a sé stessa, la Natura deperisce e muore.

Preoccupato, Giove propone un compromesso; Persefone vivrà sei mesi sulla terra con sua madre e sei mesi sotto terra con il suo sposo del quale si è, nel frattempo, innamorata. Quando la fanciulla torna sulla Terra, Demetra è piena di gioia e la Natura gioisce con lei… Sono i mesi di primavera-estate: quando Persefone ridiscende dallo sposo, la madre indossa di nuovo il lutto; e sono i mesi di autunno, inverno.

Stranamente, a simboleggiare il Segno Vergine vi è insomma una Madre. E cercando di spiegare l’arcano, si può arrivare alla conclusione che il simbolismo Vergine sta come Purezza dello Spirito che deve attraversare la gestazione per concretarsi. Gestazione come porta indispensabile per arrivare a ciò che agli occhi terreni non è visibile. Molte antiche Religioni avevano questo simbolismo apparentemente strano della Madre Vergine, glorificato, infine, dalla Chiesa Cattolica.

Vergine-Madre anche come evoluzione della Madre Toro, (ventre riproduttivo), e della Madre Cancro tenera ed amorosa, ma del tutto avulsa dalle necessità del quotidiano… Vergine-Madre perché sa controllare pulsioni e sentimenti, per mettere in moto tutto il senso pratico e la razionalità indispensabili a risolvere le quotidiane necessità materiali del Figlio, così come il Leone – Padre si impegna nella sua educazione. Anche la Madre Toro provvede al materiale, ma del bambino piccolo; la Madre Vergine si occupa invece del figlio adolescente, del giovane uomo che ancora non ha spiccato il volo dal nido. E, accanto al nutrimento del corpo, cerca di provvedere anche all’alimento sia della mente che dello spirito. Lo segue nello studio, imbastisce con lui i primi discorsi astratti…

Con tutte le caratteristiche della madre accorta è infatti simboleggiato il Segno Vergine, come abbiamo già visto. Risparmiatore, previdente, attento alla cura del focolare domestico ed alla salvaguardia della salute propria e di chi gli vive accanto, votato all’ accudimento, accoglienza e cura… Non a caso il Segno Vergine è femminile, ma arricchito da una qualità tutta “maschile”, la Logica.

Graficamente, il Segno Vergine era anticamente rappresentato da una donna seduta di profilo da cui è poi derivato il simbolo egizio ; con l’avvento del cristianesimo, la sigla si trasforma in una M con l’asta finale ripiegata all’interno a simboleggiare Maria e la sua Verginità. Su un piano psicologico, la zampetta ripiegata simboleggia invece la fredda lucidità della Ragione che inizia ad imbrigliare si è già detto, Istinti e Passioni. In chiave psicanalitica si possono accomunare le due M dello Zodiaco, Vergine e Scorpione cioè, indicando nella prima M l’Analità Trattenuta, mentre in quella dello Scorpione, con la zampetta finale aperta e puntuta, l’estroflessione della stessa .

Il sacrificio di Demetra che accetta, pur piangendo, la lontananza della figlia che sa felice accanto al suo sposo sottolinea come, sotto il Segno Vergine, oltre alle prime avvisaglie del Trascendente, avviene anche un altro passo importante nell’evoluzione umana. All’Io di tutti i Segni precedenti, per la prima volta si sostituisce il Noi. La coscienza comprende il valore del Collettivo, del Servizio a favore del proprio simile. Sul piano torico questa presa di coscienza può significare le prime collaborazioni degli individui per un obiettivo, per un beneficio comuni.

Nonostante tutti questi bellissimi simbolismi del Segno Vergine (di solito ignorati dal Sacri Testi) gli appartenenti al Segno non godono di buona fama. Considerati rompiscatole, pignoli, monomaniacali, freddini negli appetiti e nei sentimenti, i Vergine sono invece molto più variegati e complessi, a seconda della struttura generale di ciascun Tema di nascita. Per cominciare, in corrispondenza al Mito vi sono due tipi di Vergine; il Demetra ed il Persefone.

Il tipo Vergine Demetra ha nel suo Tema Natale la maggioranza dei pianeti in Segni di Terra e/o di Aria con eventuale supremazia di Saturno; ed è questo il Vergine generalmente descritto quando si tratta delle caratteristiche psicologiche del Segno; freddino, cerebrale, puntiglioso, criticone, abitudinario ed autocontrollato al massimo, quando non vero e proprio represso fino alla nevrosi. Individualità abbastanza vicina alla sua confinante Bilancia della quale, tuttavia, non ha la flessibilità né l’eleganza, né la socievolezza e nemmeno l’equilibrio.

Il Vergine – Persefone vede invece prevalere, nel suo Quadro Astrale, pianeti in Segni di Fuoco e di Acqua ed una eventuale supremazia di Giove; in questo caso, molta somiglianza con il Leone, anche se l’autocontrollo Vergine imbriglia notevolmente le intemperanze e le “grandeur” leonine. Parecchia più sensibilità, del Vergine-Demetra, in special modo se prevalgono pianeti in Segni di Acqua.

Insomma, mentre tra il Vergine Demetra potremo avere tecnici specializzatissimi, scienziati insigni, filosofi illuministi o positivisti, (ma sempre e comunque abbastanza aridi ed in difficoltà per tutto quanto riguarda i rapporti umani), il Vergine Persefone può invece veramente essere o il grande Artista o la creatura che tutti accoglie, che si vota al servizio del prossimo: si avranno così il dipendente devoto ad un solo padrone fino alla pensione, il medico o l’infermiere al totale servizio del malato, la “tata” che tratta i bimbi a lei affidati come figli… E via di seguito, fino all’apoteosi di Madre Teresa di Calcutta, Vergine DOC!

In forma equilibrata o nevrotica, da genio o da comune mortale il Vergine, sia Demetra che Persefone, è, comunque e sempre, un razionale con il culto della Logica, con un fine spirito di osservazione e spiccatissime capacità di analisi, di sintesi. Riservatezza, discrezione, senso della misura, valutazione attenta di persone, situazioni e modi di agire, sono altre sue qualità, che, se esasperate, possono diventare anche difetti insopportabili. Capacità notevolissime di critica (facilmente trasformata in taglienti giudizi), di analisi e di autoanalisi; per questi motivi il Vergine, si è già detto, tende spesso a sottovalutarsi, con più o meno sotterranei complessi di inferiorità.

Proprio per sottovalutazione (a meno che non abbia nel proprio Tema forte peso di Leone o Capricorno), assai spesso il Vergine non aspira al primato, al protagonismo; scrupoloso, tenace, fedele e servizievole (servile, nel peggiore dei casi), egli può essere il consigliere occulto, il collaboratore fidato che si tiene nell’ombra. Limitatissimi i conflitti per la supremazia perché il posto in seconda fila si adatta benissimo al suo temperamento schivo. Abbastanza disponibile, egli mai si concede però più di tanto, perché è anche prudente e diffidente.

Se è un Persefone, il Vergine sarà capace di autentica amicizia, fedele per la vita, pronto a rispettare ed aiutare il prossimo: gli amici saranno comunque pochi e molto selezionati; ammessi nel giro più ristretto a poco a poco, man mano che sapranno conquistarsi il suo rispetto e la sua fiducia. Il Demetra stabilirà invece rapporti formali ed utilitaristici, tal quale al più algido dei Bilancia, al più opportunista degli Acquari.

Caratteristica comune è la precisione; nel tipo Persefone essa è rispetto della parola data, degli impegni presi, degli orari stabiliti: il gusto di fare le cose bene, insomma. Nel tipo Demetra, tutto questo può diventare una prigione di riti ossessivi, di orari da caserma. Proprio l’esigenza di puntualità e la percezione nettissima del Tempo fanno sì che i Vergini siano spesso affascinati dagli 0rologi. Il carattere scabro, tendente all’essenziale, porta molti Vergine ad amare la montagna e parecchi sono, accanto agli appassionati della domenica, i grandi scalatori appartenenti a questo Segno. Senso pratico e capacità di sintesi portano inoltre i Vergine ad ottenere il migliore dei risultati con il minimo di tempo e di energie: ma, specie se Demetra, il rischio grande è di smarrirsi nei dettagli, perdendo di vista l’insieme.

Quasi sempre, capacità di accettare critiche costruttive da parte di persone che stimano; criticone come nessun altro, il Vergine può però diventare assai suscettibile quando è lui al centro delle obiezioni, se queste non sono fatte con il dovuto garbo. Estremamente attivo e concreto, è difficile che un Vergine si crogioli negli ozi; lavorare è il suo Credo ma poiché, si è detto, è di solito un modesto che si sottovaluta, in campo lavorativo è più facile trovarlo tra i dipendenti che tra i lavoratori in proprio, a meno che non si tratti di artigianato o di piccole imprese. La vita in ufficio, con i suoi ritmi sempre eguali, con poche responsabilità e poche emozioni, si confà molto al suo temperamento, specie se Demetra. I Persefone sono più ambiziosi e più inquieti e possono riservare grosse sorprese!

Per versatilità, adattabilità, senso pratico ed intelligenza sveglia, il Vergine è adatto a moltissimi tipi di lavoro; quello impiegatizio (dal dirigente al travet) è l’ideale, specie per il tipo Demetra… Ma vi è anche molta predisposizione per la meccanica e l’informatica, i lavori di pazienza e di precisione. Lo spirito di servizio e la cura del corpo fanno scegliere a molti Vergine la via della medicina (dal medico, al paramedico, all’inserviente).

Specie se nel Tema vi sono valori Bilancia, o una Venere molto potente, la cura del corpo diventa ricerca dell’armonia, e si possono quindi avere i Vergine nel campo estetico (dalla manicure all’estetista, al parrucchiere), o il medico di chirurgia estetica. Non rari anche i sarti egli stilisti. Con un Nettuno, o meglio ancora con un Plutone molto evidenziati nel tema Natale, non rari gli ottimi psicologi o psicanalisti. L’amore per l’ordine e la pulizia fa del tipo Vergine anche una persona di servizio tra le più qualificate.

L’ottima manualità può produrre artigiani sopraffini, con senso artistico spiccato se Persefone, con capacità di precisioni millimetriche se Demetra. Di solito, poiché, si è detto, non è ambizioso né arrivista, un Vergine affronta benissimo i lavori di equipe; le uniche tensioni possono venire dal carattere un po’ rigido (specie se Demetra), e dal suo spirito critico che può fargli vedere con la lente di ingrandimento manchevolezze o difetti di colleghi e collaboratori. Spesso si trovano, tra i Vergine, i secchioni, gli stakanovisti.

Quando il Vergine è Persefone, la personalità è molto più spiccata, le inquietudini ed irrequietudini parecchie di più. Non sempre un Persefone si adatta alla routine ed al gruppo, ed allora avremo i lavoratori in proprio che, vista l’adattabilità del Segno, si possono trovare in tutte le categorie. Nel gruppo Persefone è possibile anche trovare veri e propri Artisti, in tutti i campi.

Ordine e pulizia, si è visto, sono insopprimibili necessità Vergine; necessità vissute in modo equilibrato o maniacale, a seconda della struttura del Tema. I Vergine Demetra non amano gli animali, o non li vogliono vicino per paura dello sporco o delle malattie. Vi sono poi le casalinghe che vorrebbero la propria abitazione trasformata in una provetta sterilizzata e quelle che obbligano i familiari a trascinarsi con le pattine ai piedi… Non è raro comunque che un Vergine, (più i Demetra che i Persefone), scarichi nervosismi e frustrazioni buttandosi in frenetiche pulizie domestiche….

Casa che, per il suo bisogno di tranquillità e “privacy”, il Vergine ama sempre molto; difficile un appartenente al Segno mondano o salottiero, a meno di forti controindicazioni nel suo Tema Natale. Gli fa piacere ricevere i suoi amici, pochi e fidati si è visto… Di solito se la cava abbastanza bene in cucina anche se, come il Toro, diffida dei piatti sofisticati o troppo esotici, optando per una sana, un po’ rustica tradizione.

Tengono di solito talmente tanto alla pulizia della propria casa che ci sono Vergini la cui abitazione è, addirittura, soltanto di rappresentanza… Evitano persino, se possono, di cucinare, per non inquinare lo splendore e l’odore di pulito della loro magione! La casa di un Vergine è luminosa e sobria, quasi sempre su tonalità chiare e con pochi mobili, fronzoli e ninnoli; tutto preferibilmente sul moderno, oppure sul rustico… Si può arrivare alle case minimaliste, arredate solo dell’indispensabile, tanto di moda a metà anni ’90! Se è di un Demetra, (specie se uomo) l’abitazione può tranquillamente confondersi con i locali di un ufficio!

In armonia con il loro Mito, i Vergini, in special modo se Persefone, amano molto la natura e non disdegnano di vivere in campagna o di possedere almeno un giardino… Molto spesso hanno Pollice Verde e sotto le loro mani le piante esplodono, quasi fosse Demetra a carezzarle; se non sono Vergine Demetra ossessionati dalla pulizia e dall’igiene, amore per gli animali. Non è raro trovare in casa loro cani, gatti, canarini e via di seguito…

La vita affettiva di un Vergine, Demetra o Persefone che sia, rimane sempre dominata dalla Ragione, con bisogno di molte verifiche, prima di dare il via ad un sentimento! Se essi sono diffidenti al massimo nell’amicizia, figurarsi nell’amore!! Quasi del tutto esclusi i colpi di fulmine, le passioni travolgenti; solo quando il sentimento è stato approvato dalla Ragione un Vergine dà l’ok! Mai (o raramente), la concessione al partner è totale; rimane sempre quell’angolino di vigilanza e diffidenza che fa trovare poi un Vergine preparato anche agli insuccessi… L’affetto e la devozione di un Vergine conquistato, possono però rimanere immutati veramente per tutta la vita. Anche qui, salvo le dovute eccezioni!

Ovviamente non aspettarsi grandi effusioni affettive da un Vergine. Il Demetra, molto spesso, non è proprio in grado di amare, ma capace di vedere solo il lato utilitarista della vita di coppia… Con il Vergine – Persefone assai più possibilità di romanticismi e slanci, a seconda di quanto pesino, nel suo Tema Natale, Segni di Acqua o di Fuoco. Idem per il sesso, a meno di controindicazioni fortissime… Tra i Demetra, non rari i frigidi totali o le personalità che hanno bisogno di riti complicati per sbloccare una sessualità tiepida o repressa.

Gli appartenenti al Segno più temibili, da questo lato, sono i Demetra con forte peso del Segno Scorpione; in tal caso si può arrivare a delle psicopatologie sessuali abbastanza gravi… Come possono infatti convivere il Segno più represso e quello più disinibito dello Zodiaco? Sempre con le dovute eccezioni, in tutti i Vergini aleggiano, comunque, pudore e ritrosia, tendenza a non lasciarsi andare più di tanto, sia nei rapporti sentimentali che in quelli sessuali. Ritrosia ancora più accentuata nelle donne, da millenni abituate a reprimere, a nascondere.

In generale uomo o donna che sia, il Vergine Persefone sa dare amore discreto e gentile, fatto di piccole attenzioni e di tanta dedizione; molto rispetto per il partner. Gi uomini Vergine sono tra i meno maschilisti dello Zodiaco; essi si considerano perfettamente alla pari con la propria compagna e la aiutano volentieri anche in quelle mansioni (le pulizie domestiche in particolare!), che maschietti di altri Segni fieramente disdegnano! Corrono il rischio, maschi e femmine, di lasciarsi trascinare dal dolce tran tran quotidiano, di diventare sempre più abitudinari (e sempre più noiosi!).

E’ comunque raro che un Vergine affronti la vita di coppia per paura di rimaner solo. Autosufficiente al massimo nella vita pratica (anche se uomo), e controllato sul piano di istinti e sentimenti, egli, uomo o donna, può tranquillamente affrontare la vita da solo. Spesso non si forma una seconda famiglia se la prima, per qualsiasi motivo, si è disgregata; da statistiche serie risulta che il maggior numero di single in circolazione appartiene proprio a questo Segno un po’ riottoso!

I Vergine Persefone sono genitori attenti, presenti, anche se spesso un po’ troppo esigenti ed apprensivi. Tendono a non stabilire gerarchie, anche se non si sognano di giocare agli amici con i figli, pretendendo invece rispetto. Pericolo di dare troppa importanza alle esigenze pratiche della prole, sottovalutando quelle psicologiche. I Demetra sarebbe meglio non mettessero al mondo figli ai quali non sono in grado di dare il calore e la capacità di dedizione cui ogni figlio avrebbe diritto. A questa categoria appartengono i Vergine che dai figli pretendono obbedienza senza discussioni, che li vessano con mille regole trasformando la famiglia in una caserma, oppure che se ne disinteressano perché tutti presi dal proprio lavoro.

I Vergine non danno particolare importanza all’eleganza nel vestire. Sempre in ordine, inappuntabili, tendono un po’ all’anonimato, con tinte delicate e modelli classici, a meno di forti controindicazioni del Tema. Rare le spese sopra le righe per l’abbigliamento, così come per tutti gli altri settori della vita… Ci si può contentare dei saldi, e se una amico/a regala qualcosa che non mette più, di solito un Vergine non si offende, ma ringrazia e ricicla.

Inutile dire che il rapporto con il denaro è, per un Vergine, molto importante! Avari no, parsimoniosi sì. Non c’è in un Vergine l’ossessione per il domani che può tormentare un Toro; ma intensa è la consapevolezza di giorni duri che possono arrivare e, formichina dello Zodiaco, cerca di correre ai ripari… Spese oculate, tendenza a far a meno di quanto non è indispensabile… Agli opposti poi, ci può essere il Demetra ossessivamente attaccato al denaro e il Persefone spendaccione specie se ha forti valori Leone nel suo Tema!; ma la maggioranza resta a metà. Spendere con giudizio e tenere da parte un gruzzoletto per gli imprevisti.

Sul piano salute, il Segno Vergine è collegato all’intestino, che raccoglie, seleziona ed elimina tutta quel che il corpo introduce attraverso la bocca; tendenza a tutte le malattie inerenti all’organo, soprattutto la colite e la stipsi… Poiché Mercurio, Signore del Segno, è collegato ai polmoni, non è raro trovare Vergini dalla bronchite, dalla polmonite o dall’asma facili. Previdente ed autodisciplinato, spesso il Vergine cura molto la propria salute e si può arrivare agli eccessi di chi corre da un medico all’altro, perché mai si sente abbastanza tranquillizzato; a questa categoria appartengono soprattutto i Demetra… Delicato anche il sistema nervoso, con tendenza a depressioni e stati di nervosismo accentuati che portano spesso insonnia o sonno disturbato.

Venere in Vergine e sesta casa

settembre 3, 2019 on 11:52 am | In Affinita' d'anima, Amici, Amore, Astri, Astrologia, Consulto, Corpo-Spirito, Emozioni, Evoluzione, Libri, Miei Articoli, Oroscopo, Pratica Astrologica, Salute, Segni zodiacali, Tratto da.......
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tratto da Venere e Marte 

Venere in Vergine e sesta casa
Vergine è segno mobile, femminile. Come quello dei Gemelli, è dominato da Mercurio, ma mentre il primo è un segno d’aria, quest’ultimo è un segno di terra e questa differenza si manifesta evidente nella stessa forma mentis: nella Vergine dà un’intelligenza grave, ponderatrice, pratica, in una parola «terrena». La Vergine, priva della medesima agilità intellettuale del Gemelli, presa alla sprovvista non improvvisa, preferisce tacere, riservandosi la prognosi poi, nella solitudine lentamente riflette e ripensa tutto ciò che si riferisce all’argomento per fare infine le sue considerazioni in forma chiara e precisa. E’ capace d’immergersi per ore e ore in silenziosa contemplazione di un tramonto, del mare o di un paesaggio ed è pure incline a girare altrettanto a lungo e da sola nei boschi e fra i prati.

Persefone è l’archetipo verginale, è l’esteriorità della vita e, nel rapporto con la madre Demetra, déa delle messi, ricorda il mondo innocente dell’infanzia nel quale non c’è ancora separazione, conflitto e paura. Passeggiando con la madre, Persefone attende ignara l’avvento delle responsabilità e della vita adulta, come accade ai nostri giorni quando un avvenimento importante che solitamente è collegato ad un transito di Plutone dà inizio ad una fase di morte e rinascita. Dunque Persefone nel prato coglie un fiore che Ades ha piantato per ammaliarla e subito si spalancano per lei le porte delle tenebre: è strappata a Demetra e costretta a soggiacere con il dio degl’inferi. Dalle invocazioni della madre e per intercessione di Zeus il periodo di convivenza con Ades si alterna al soggiorno sulla terra, ma intanto il frutto del rapporto si rende concreto in Dioniso, controparte passionale di ciascuno di noi. Se nella figura del Leone è riassunto il rapporto tra padre e figlio, in quella della Vergine è riassunto il rapporto tra madre e figlia, il sacrificio che la figlia deve compiere per diventare madre, l’essere madre e amante pur conservando interiormente la propria integrità. Esiste uno strano rapporto tra l’energia scorpionica e verginale che va di là della semplice definizione froidiana d’anale rilasciato o ritenuto e che può richiamarsi all’attrazione fallica per la verginità che ancora aleggia in certe parti della nostra società. Originariamente la parola vergine indicava una donna nubile, senza riferimento a parti anatomiche inviolate, Virgo nel senso della padrona di sé indipendente, che non dipende da un marito divino come vediamo nella mitologia greco-romana. Questa è la rappresentazione della dea vergine Artemide ritratta con cinquanta mammelle per mostrare che essa rappresenta la nutrice che crea tutto. La dea governava da sola, autosufficiente e poteva considerarsi la consorte di tutto ciò che è vivo, perciò il significato del segno è anche la psiche padrona di sé, l’individuo integrato in sé stesso che può dare liberamente senza paura di perdersi nell’altro, senza temere relazioni che lo dominino o lo distruggano. Come sesto segno dello zodiaco la Vergine riguarda la sintesi reale delle esperienze dei primi cinque stadi dell’esperienza individuale: la capacità d’imporsi dell’Ariete, la costruzione della stabilità del Toro, la curiosità e la comunicazione dei Gemelli, il radicamento del Cancro e la creatività del Leone. La Vergine è anche legata all’alchimia medioevale, la trasmutazione della sostanza, il prendere qualcosa grezzo e trasformarlo in qualcosa di utile ed in ciò richiama la figura di Ermes, il Mercurio degli alchimisti, nella sua forma femminile, sino a che egli stesso non cade nella sindrome da saccenza.
La Casa sesta attiene le regole di gestione delle proprie risorse psicofisiche, ha il compito d’integrare l’IO e mette l’uomo di fronte alle difficoltà della vita, definendo le capacità reattive a superarle attraverso la coscienza del proprio valore. E’ dunque il settore del servizio, esprime il senso del dovere e il rapporto con il proprio corpo.
In un segno così cerebrale, Venere definisce una persona veramente attenta e scrupolosa, che vaglia tutti i pro e i contro con una formidabile critica rivolta prima a se stessa e poi agli altri. Il lasciarsi andare a forme d’amore e vivere le passioni brucianti, devono passare al vaglio della censura mentale che blocca l’istintività dei sentimenti. L’essere selettiva rende complessa la ricerca della perfezione e il perdersi nei dettagli, non permette di vedere l’insieme delle cose e delle situazioni, perciò non è facile comprenderla specie se eccede nell’ipercriticismo e diventa saccente. Ciò accade specie quando è lesa o retrograda, porta ad essere ipercritici a sfondo egoistico, per eludere l’impegno sentimentale. I giudizi e le opinioni sono espressi in modo tagliente e asettico selezionando ciò che serve da ciò che non serve, ciò che è buono da ciò che è cattivo, è tutto questo alla fine può essere stressante al punto di somatizzare malesseri a livello intestinale. Se comprende che ci sono cose che vanno aldilà di ciò che la mente razionale spiega, è più serena e può possedere ciò che non ha il coraggio di ammettere, ma che vuole provare, ciò che le piace e di cui è incuriosita, ma non osa confessare per timidezza.
Ho sempre letto che Venere in Vergine ha tutta una serie di complessi d’inferiorità che solo nel tempo giunge a compensare rendendosi competente e specializzata, acquisendo il giusto metodo per procedere e sentendosi rassicurata dal suo comportamento. Diventando così autonoma smette di vedere il partner come migliore di sé. Efficiente, igienista, pronta e attenta, nell’affrontare la vita quotidiana non fa mancare nulla, purché non cada nella pulizia eccessiva di cose e persone, proprio per compensare quella ricerca di perfezione cui aspira, spesso scambiata per autosufficienza.
– Anche qui c’è un caso che conosco molto bene, un’altra mia cara amica, Lucia, con cui ho lavorato per 15 anni, ora non lavora più. Pensa che negli ultimi mesi lavorava fino alle otto di sera in ufficio, è un Leone con Venere e Mercurio in Vergine e ci teneva moltissimo che nessuno potesse sostenere che non aveva fatto il massimo possibile nel suo lavoro prima della pensione. Era anche messa a disagio dalle barzellette spinte raccontate da una sua collega, lei fingeva di non capire, ma sono sicura che era un suo vero pudore.
Si, la Venere in Vergine è riservata e timida al punto che preferisce non capire frasi che la potrebbero mettere in imbarazzo, riuscirebbe ad arrossire anche a quarant’anni…
Venere in sesta casa fa risaltare la simbologia della salute in tutte le sue espressioni e ci sarà un culto della pulizia dell’ambiente e del proprio corpo, eventualmente anche di quello degli altri, che porterà a praticare professioni che hanno a che fare con le cure estetiche, erboristiche, alimentari e può essere praticata l’assistenza ospedaliera. Solitamente Venere in sesta casa dà una bellezza modesta, priva di reale fascino, ma ricondotta alla perfezione delle varie parti del corpo, dà idee molto convenzionali in fatto d’amore e normalmente si fissa l’interesse verso persone mediocri, magari verso colleghi di lavoro cui sottostare. C’è amore per gli animali. Se Venere è lesa può indicare scarsa avvenenza a causa di malattia, assistenza forzata e pulizia maniacale o, all’opposto, quasi nulla. Se retrograda ci sarà scarso rispetto per le naturali regole igieniche e indisciplina alimentare.
Sarà un caso, ma le uniche tre infermiere che conosco personalmente hanno Venere in sesta casa. Si occupano d’assistenza agli anziani in varie case di riposo e non perdono occasione per rendersi utili in caso di necessità. Una di loro è anche molto brava a cucinare i dolci e sarebbe intenzionata a rilevare una pasticceria con una sua amica. Considera che ha Venere in Vergine, però.
Già, la Vergine, il segno dell’alimentazione!
Non solo, ma la sesta casa è anche quella della cura della propria persona e delle proprie cose.
A proposito di cura delle cose e della persona, io ho due esempi antitetici di donne con Venere in sesta casa in Acquario quadrata a Saturno, entrambe con il Sole in sesta anch’esso quadrato a Saturno, ma uno in Pesci e l’altro in Acquario.
E’ il regno dell’assistenzialismo. Con quella quadratura di Saturno è indispensabile per loro rendersi utili, mostrarsi disponibili per farsi accettare.
Appunto! La Pesci non cura le proprie cose e la propria abitazione, ma cura la salute degli altri. E’ molto brava come dentista, ma è assolutamente un disastro in casa, in quanto non riesce a mantenere un minimo d’ordine, mentre con il partner si prodiga in mille attenzioni. L’Acquario invece insegna alle scuole medie, in qualche maniera si occupa del prossimo, ma è sempre stata una maniaca della pulizia della casa e della propria persona e molte volte provvedeva lei stessa alla pulizia della casa dei suoi partner.
Cosa non si fa per amore!

Coco Chanel

agosto 19, 2019 on 9:13 am | In Amore, Astri, Astrologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Pensieri, Personaggi
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Ieri ho finito di vedere la fiction su Coco Chanel. Alla fine ho scommesso con mio marito. Spesso me lo fa. “Secondo te di che segno è”??? Può darsi che ho tirato ad indovinare ma mi sembrava sputata la stessa vita della mamma di una amica. Venuta nel dopoguerra dalla Jugoslavia senza un soldo è riuscita a mettere su un’atelier in Via San Babila a Milano.

Oggi l’ho vista, la mia amica. Mi ha chiesto “Hai visto ieri la fiction su Chanel?” Le ho risposto di si, e non solo. Ho anche cercato di dire di che segno solare poteva essere.

Mio marito ha detto Ariete. Non è che abbia poi sbagliato di molto e poi non si intende da impazzire d’astrologia. Ma la materia lo intriga, lo affascina, ma ne ha un po’ paura, secondo me!!!

Io, considerando che avessero sceneggiato la fiction in maniera veritiera,  avevo detto Leone.

Be’ Coco Chanel (pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel era nata il 19 agosto 1883 ha espresso l’immensa creatività del suo segno solare non disgiunto dalla capacità tecnica di un Mercurio in Vergine congiunto ad Uurano che le faceva “vedere” materiali e nuove soluzioni nella moda femminile dell’epoca. Venere in Leone quadrata a Nettuno come anche il Sole, l’ha resa generosa, entusiasta e vittima sacrificale in amore. Dove ha subito non poche umiliazioni. E’ stata comunque appassionata, del suo lavoro e del suo estro.

Sempre regale, nonostante le vicissitudini. Alla fine, quando il suo amore ritorna da lei, muore in un incidente automobilistico. Ho sempre amato le creazioni Chanel anche se non ho nulla dei suoi famosi tailleur, ma ho apprezzato molto conoscere un poco di più di questa grande donna che voleva rendere le donne moderne e all’avanguardia privandole di vecchi corsetti e inutili crinoline. Grazie Coco….a nome di noi donne. Ora portiamo spesso i pantaloni che tu hai portato scandalizzando la gente del tuo tempo. E siamo molto più comode, come volevi tu!!

coco chanel

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Leone – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

agosto 1, 2019 on 7:11 pm | In Amici, Astri, Astrologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

Leone è il Quinto Segno dello Zodiaco; di Fuoco, Positivo, Fisso, Maschile, va dal 23 luglio al 23 agosto, con la fluttuazione di due giorni all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni.

I Segni di Fuoco sono Tre: Ariete (Fuoco di paglia che si consuma in una fiammata), Leone (Fuoco del falò che arde pian piano ed illumina, scalda, tiene lontani gli animali pericolosi), Sagittario (Fuoco dello Spirito, alla ricerca di cosa si nasconde dietro la cosiddetta Realtà). Secondo Segno di Fuoco, il Leone mette a freno la pura istintualità di Ariete e, guidato dalla Maturità, la pone al servizio di progetti ad ampio respiro, che poi si trasformeranno anche in ricerca del diverso, del lontano, dello Spirituale (Sagittario).

I Segni Fissi, (Toro, Leone, Scorpione, Acquario), simboleggiano la Stabilità di Propositi e di sentimenti, ed anche la Tenacia; qualità che, se non ben controbilanciate nel Tema Natale, possono trasformarsi in inamovibili testardaggini.

Come Segno Positivo e Maschile il Leone simboleggia l’estroversione, la carica vitale che si espande all’esterno, coinvolgendo tutto quanto la circonda.

Sotto il Segno Leone il Sole è alla sua massima espressione di luce e di calore e la Natura nel suo massimo rigoglio. Le gemme si trasformano in fiori e frutti; i cuccioli crescono sani e forti. Tutto, all’intorno, è carico di colori, di odori, di sapori. Anche se con il Solstizio d’Estate (alla fine di Giugno), la notte erode un briciolo di luce ogni giorno, la cosa non è ancora percepibile. Trionfo della fisicità, quindi; non per niente anche il Leone è legato, principalmente, alla sessualità.

Nella sequenza dell’Evoluzione umana, (non nelle persone singole, ovvio), sotto il Segno del Cancro il riprodursi tipicamente fisico (Toro) si evolve in presa di coscienza della Maternità, come Educazione ai sentimenti. Sempre seguendo l’Evoluzione, la Paternità del Leone non si ferma più alla arietina fecondazione della femmina, ma segue la gestazione e l’educazione dei figli. Di conseguenza, non solo insegnamenti di sopravvivenza all’ambiente, di come, cioè, procacciarsi il cibo e superare i pericoli. Vi è anche una Evoluzione dello Spirito attraverso il Sapere Astratto.

Sono infatti ormai arrivate conoscenze e scoperte della realtà circostante (Gemelli), e le esigenze di religiosità, già percepite dal Toro. I figli insomma, non si abbandonano più appena in grado di provvedere a sé stessi, ma se ne segue la crescita, se ne condividono le gioie ed i dispiaceri. Come il Cancro simboleggia la Madre affettiva oltre che biologica, il Leone è quindi legato al Padre che segue, si interessa, indirizza.

Quanto detto non significa certo che tutti gli appartenenti ai Segni Toro ed Ariete abbandonino i figli appena concepiti o appena svezzati! Ogni Ariete ed ogni Toro ha, nel suo Tema Natale, altri elementi che ne modificano le caratteristiche di base.

Prima ancora di pensare ai figli, però, il Leone ha imparato a superare l’accoppiamento istintivo, finalizzato all’espulsione dello sperma. (Ariete): Attraverso l’Evoluzione e alla prima comparsa del Pensiero (sempre Gemelli), egli sa infatti ormai dominare le pulsioni, ritardando l’orgasmo per prolungare il Piacere. Sa insomma vivere il sesso non come un attimo di stordimento, ma come un lungo, piacevolissimo “gioco”.

Simboleggia infine, il Quinto Segno Zodiacale, il divertimento tout court. Ormai tranquillo per tutto quanta riguarda la sua sopravvivenza, in armonia con il mondo circostante, in collaborazione con i propri simili per affrontare ogni eventuale difficoltà e necessità, l’Uomo, arrivato al Segno Leone, pensa anche a come trascorrere il suo tempo libero. Leone simboleggia quindi tutto il mondo dei divertimenti. Dal Luna Park, al Circo, al Teatro, al cinema e via di seguito.

Al Leone è legato al Mito di Eracle, figlio di Zeus il quale, per ingannare Alcmena, (moglie di Anfitrione), che non cede alle sue lusinghe, prende le sembianze del di lei marito e nasce Eracle, o Ercole. Era, gelosissima moglie di Zeus, manda due serpenti per soffocare il neonato; ma il bimbo è fortissimo e li uccide. Crescendo, Eracle viene giudicato il Gigante Buono perché usa la sua forza solo per difendersi e difendere, mai per attaccare. A un certo punto, però Era, ancora in preda alla gelosia per il tradimento del marito, fa impazzire Eracle che, preso da furia improvvisa, getta nel fuoco i figlioletti.

Ritornato in sé Eracle si strugge nel rimorso, nel senso di colpa; per sollevarlo da tanta disperazione, il suo amico Teseo gli consiglia di consultare l’Oracolo a Delfi. Lì gli viene suggerito di mettersi, per espiazione, al servizio del Re Euristeo che gli impone le famose dodici Fatiche.

La Quinta fatica, legata al Segno Leone, consiste nell’uccidere il Leone di Nemea, invulnerabile a tutte le armi allora conosciute. Dopo un terrificante corpo e corpo nel fondo di una caverna in cui la bestia si è nascosta, Eracle uccide il Leone, lo scuoia, ne indossa la pelle come trofeo e si mette in testa il suo cranio a mò di elmo.

Il Leone non è visto, nel Mito di Ercole, come animale regale ma come pura forza bestiale. Il Leone si nasconde in una caverna, che è qui simbolo del Segno precedente (Cancro), rifugio ma anche pericolo mortale per chi vi sosta troppo a lungo. Eracle, ci rimane il tempo indispensabile per uccidere la belva ed uscirne Vincitore. IO completo ed indipendente. L’ideogramma astrologico del Segno Leone è la coda ripiegata del felino.  Si è già detto, nella descrizione del Cancro, che il Quarto ed il Quinto Segno dello Zodiaco sono sede dei Luminari. Cancro-Luna l’Inconscio, il mondo delle ombre, i pensieri, le sensazioni, le emozioni, gli intuiti. Leone-Sole-Io Cosciente ed il suo espandersi all’esterno. Il prendere contatto con la Realtà visibile e cercare di dominarla.

Il Sole è al centro del Sistema Solare. E’ il Re circondato dalla sua Corte. Sovrano che irradia Potere, splendore, ricchezza, magnanimità. Mentre Ariete è l’Uomo delle Caverne che è riuscito a mettersi in piedi e fa le prime elaborazioni del pensiero, per dominare la Natura e gli animali pericolosi, Leone è l’Uomo del Rinascimento, Signore e Padrone del mondo. Tutto è al suo servizio e di tutto egli vuole disporre.

Per godere appieno delle sue eccellenti doti, il Leone ha bisogno del riconoscimento pubblico, delle lodi, della maggiore pubblicità possibile. Insaziabile il suo bisogno di essere al centro dell’attenzione, di ricevere applausi. E’ per questo motivo che molti Leoni, scelgono la ribalta. Mondo dello Spettacolo tout court o altre professioni che danno visibilità, riconoscimento pubblico, forte attenzione verso la propria persona. ed il proprio operato. Di solito è un conservatore che apprezza l’ordine costituito: le Rivoluzioni vengono accettate solo a patto che il Generale o l’Eroe sia lui.

Vanitoso oltre ogni limite (se non mitigato dall’insieme del Tema), il tipo Leone può però essere facilmente raggirato dagli astuti e dai “cortigiani” che con lodi e blandizie, riescono a circuirlo a proprio vantaggio. Per l’altissima considerazione di sé, tendenza forte alla suscettibilità; assai poco gradite, di conseguenza, critiche ed appunti al suo modo di pensare, al suo operato. Gli stessi atteggiamenti si riscontrano in persone che, pur non appartenendo al Segno, hanno nel proprio Tema un Sole troppo enfatizzato. Soltanto la presenza forte, nel Tema Natale, di pianeti in Segni di Terra o di Aria e del pianeta Saturno, stemperano le megalomanie, gli esibizionismi, le suscettibilità e le debolezze verso le lusinghe.

A seconda della struttura del Tema di nascita, il tipo Leone si divide infatti in due categorie; se in esso dominano il Segni di Fuoco e di Acqua ed il pianeta Giove, si avrà il Leone Erculeo: se invece hanno preminenza i Segni di Terra e di Aria ed il pianeta Saturno, si avrà il Leone Apollineo.

Il Leone Erculeo, è accecato dal proprio Ego, con tutti i difetti appena elencati. Molto spesso l’aspetto è imponente, il modo di fare accentratore. Sicurezza e spesso spavalderia di chi sa che può tutto dominare e tutto risolvere. Ama ostentare, circondarsi di cose vistose. Gli stucchi, gli ori, i colori sgargianti, i gioielli vistosi, fino a rasentare ed a volte oltrepassare, la cafoneria. Il metallo preferito dal Leone è naturalmente l’Oro, così come l’argento lo è per il Cancro. Nel modo di vestire e nell’arredo della propria casa sarà tutto un rosso, un dorato, uno specchio, un arzigogolato. Niente più dei quadri di David su Napoleone Bonaparte (ovviamente Leone), può esprimere al meglio la psicologia leonina del tipo Erculeo ed il suo modo di esternarsi. Al Leone Erculeo può essere assegnato anche tutto il periodo barocco.

Sul piano caratteriale il Leone Erculeo è generoso, leale, affabulatore, “Regale”. E’ quello che non bada a spese, che in comitiva si offre sempre di pagare per tutti, e di risolvere qualsiasi situazione; quello che non si tira indietro se gli viene chiesto aiuto materiale o morale; più materiale che morale perché non possiede abbastanza finezza di spirito per capire le ambasce interiori del prossimo. La generosità proviene comunque, spesso, più da un gesto magnanimo che da reale bontà d’animo. Ricerca di amicizie prestigiose che gli diano lustro. In negativo, megalomania, tendenza ad imporsi su tutti, sopravvalutazione delle proprie possibilità, sia sul piano morale che materiale.

Difficilmente un Leone si coinvolge in rapporti di amicizia stretta; il Re non ha amici ma, sempre e comunque, sudditi! Chiunque cercherà però rifugio sotto il suo mantello verrà accolto. Protettore esigente, pretende però lealtà e disponibilità. Se aiuta, non si aspetta ricompense, mai rinfaccia; se si accorge di essere sfruttato o tradito non fa scenate (sono plebee)! Cancella dalla sua vita l’Indegno; in silenzio, ma in modo spesso irreversibile.

Leale, generoso, sincero, gli risulta difficile rendersi conto della altrui malafede. Questo non significa che manchino i Leoni mentitori e ladri, ma sono le eccezioni che confermano la regola. L’orgoglio gli impedisce di confidarsi, di chiedere aiuto; se ferito dalla vita o dal prossimo, si lecca da solo le ferite e cerca di risolvere i problemi con le proprie forze.

L’altra faccia della medaglia di sì grande disponibilità può essere l’ossessività, l’invadenza, l’autoritarismo, l’impazienza e la superbia: Un Leone (specie se Erculeo), può anche diventare spietato verso i vinti, i rassegnati; nei casi peggiori può invece trasformarsi in lacchè di chi è più potente di lui; pronto a pugnalarlo alle spalle e prendere il suo posto se se ne presenta l’occasione.

Il Leone Apollineo, mantiene tutti i pregi ed i difetti del tipo Erculeo. Ma per intelligenza più raffinata, per educazione ricevuta, per esperienze personali da bambino, ha imparato a dominarsi, a selezionare, a filtrare. Risulta quindi assai più misurato, composto, sottotono, sia nel modo di esprimersi e di fare, sia nell’ apparire. Nel vestire e nell’arredamento della propria casa, molto più sobrietà e buongusto. Fisicamente, così come il Toro autorepresso, il Leone Apollineo è più sottile ed assai meno appariscente del suo confratello erculeo. Immutate, invece, la forza morale e la capacità di coinvolgere ed ammaliare (spesso dominare) il prossimo. Non nel modo roboante del suo fratello Erculeo ma sottotraccia. Più sensibilità nel captare i segni nascosti della Vita ed i moti dell’animo del prossimo.

Sia Erculeo che Apollineo, il Leone ha molto attaccamento alla famiglia di origine; ma mentre nei Cancri il legame è viscerale, a volte contro ogni logica, nel tipo Leone i genitori ed i familiari devono guadagnarsi la sua stima e la sua ammirazione. Portato a rispettare la Tradizione, è molto legato agli usi e costumi della sua Patria. Ma anche qui non nel modo viscerale ed acritico dei Cancri, bensì come simboli del Potere e del Prestigio, che sono poi l’esaltazione e la sublimazione dell’Io. Se ha fratelli farà del tutto per emergere agli occhi dei genitori ed altrettanto farà a scuola con gli insegnanti, e poi sempre nella vita perché il secondo posto mai verrà accettato!

Se di famiglia umile, farà di tutto per riscattarsi; a gomitate e con alterigia, se è del tipo Erculeo, più sottilmente e diplomaticamente (ma con altrettanta spietata determinazione), se Apollineo. Estroverso, attivo, entusiasta e coraggioso a volte fino all’incoscienza, è portato a tutti i lavori che richiedono creatività e slancio innovativo. Ovviamente sarà pochissimo disponibile a lavorare sotto padrone o alla pari con altri colleghi. Se costretto a farlo, e senza spazi per esprimersi in qualche modo, può cadere in grave depressione.

Un Leone tenderà insomma sempre ad emergere e, là ove è possibile, ad aprire una propria attività! Di solito la sua visione abbraccia orizzonti vastissimi e se non vi sono forti valori di Terra nel suo Tema, necessità di qualcuno accanto che curi i dettagli, che mandi avanti le piccole, noiose incombenze del quotidiano. Specie se Leone Erculeo, la sua tendenza a sopravvalutarsi, credersi capace di imprese titaniche, lo espone al rischio di clamorosi fallimenti personali e finanziari. Prototipo di questo tipo, il Leone Mussolini, che sognava di far rinascere ROMA con un esercito di contadini scalcagnati. E finì come finì.

Con tali caratteristiche mentali, è ovvio che, al Leone, stiano a pennello tutti i posti di prestigio, di responsabilità. Le sue aspirazioni, se non di Imperatore o Dittatore, sono il Manager, il Capitano di Industria, l’animale da Palcoscenico, il Politico, il Commerciante specie di articoli di lusso. Se non dotato intellettualmente o se non ha le unghie abbastanza affilate, un Leone può anche piegarsi a un lavoro dipendente, a patto che abbia comunque un suo piccolo Trono. Capo Ufficio, Capo Squadra, Capo Officina, e via di seguito.

In amore il Leone Erculeo è scenoso e melodrammatico come in tutte le espressioni della propria vita. Se innamorato, può essere il tipo che spiazza con le sue trovate teatrali, con i suoi regali mozzafiato. E’ capacissimo, se ne ha le possibilità, di inondare l’amata con centinaia di rose rosse. Di passare sopra la sua casa con un aereo che trasporta lo striscione “I love you”. O di affittare la pagina intera di un giornale per dire la stessa cosa. Di farsi una volata transatlantica per stare assieme al suo Bene qualche ora. Porterà l’Amata a cena nei locali più chic, le offrirà le vacanze più alla moda. Le sue passioni sono totalizzanti, divoranti, ma non sempre reggono allo scorrere del tempo.

Il Leone Apollineo è anche in questo campo assai più misurato; meno scenosi i suoi regali, ma non per questo di meno valore. Anche se più contenuta, tenuta a bada, altrettanto intensa la passione d’amore. Assai più probabile un amore che dura nel tempo. Non sempre fedele ma, in ambedue i casi (a meno di controindicazioni forti nel tema Personale), comunque, profondità e lealtà nei sentimenti.

La donna Leone è ammaliante ed ammaliatrice. Attrice nata, sa usare benissimo tutti i trucchi per affascinare, in modo più teatrale od occulto, a seconda che sia Erculea o Apollinea. Come il Leone ha la folta criniera, spesso la donna Leone affida parte del suo fascino alla capigliatura. Non di rado, chiome lunghe e curatissime. Anche l’uomo Leone soffrirà raramente di calvizie. Di solito cede dopo lunga corte, non per calcolo, ma perchè niente le sembra mai abbastanza per la sua bellezza ed il suo valore. Ogni omaggio, ogni dimostrazione di interesse, le è dovuta. Molte Femmine fatali, molte donne di spettacolo, in questo Segno, più o meno esibizioniste, a seconda del tipo di appartenenza, ma, Erculee o Apollinee, a meno di pesanti afflizioni nel Tema Natale, tutte egualmente ambiziose e determinate a far valere al massimo il loro fascino e le loro capacità.

La donna Leone cercherà di legarsi ad una persona prestigiosa mentre l’uomo, specie se Erculeo, cercherà per compagna una donna appariscente, da sfoggiare per l’invidia degli altri uomini. Quando si sposa un Leone, maschio o femmina, tende ad essere fedele, se il partner lo stimola e lo coinvolge. Ama e cura moltissimo i figli anche se, spesso, pretende troppo da loro. E, se di tipo inferiore, tende a tiranneggiarli, ad imporre la sua personalità. Nonostante questo è difficile che un Leone si lasci assorbire completamente dalla famiglia. Egli, uomo o donna, ha bisogno di valvole di sfogo, di vie di uscita che vanno da lavoro alla vita mondana, alla cultura, ai viaggi, agli hobbies, a seconda della personalità.

Ottimista spesso fino all’incoscienza, il Leone (specie se Erculeo), ha spesso il massimo disinteressa per il denaro. Gusto voluttuoso nello spendere quanto ha e, spesso, anche quanto non ha. Non è rara una vita al disopra delle possibilità, con rischio di indebitamenti o veri e propri collassi finanziari, se le entrate non sono più che regali. Soltanto avanti negli anni (e non sempre), il Leone Erculeo impara la virtù dell’autocontrollo. A volte proprio il bisogno di soldi, oltre un’innata vocazione all’azzardo, porta i Leoni al vizio del gioco. Prestare soldi ad un Leone è sempre una incognita perché molto spesso egli non prende affatto in considerazione l’idea di restituirli; anzi si offende, se gli si ricorda il debito!

Con scarso senso del collettivo e con scarsa comprensione verso i deboli, spesso il Leone non sente le istanze sociali. Regala soldi o cose solo se gli va, se chi chiede sa prenderlo per il senso giusto o, come già detto, per mettersi in mostra. La sua generosità è quasi sempre la magnanimità di un Re più che la comprensione verso il debole che in fondo, si è già detto, disprezza per non aver saputo farsi valere nella vita.

Va da sé che, quasi sempre, il Leone Apollineo si comporta in modo più misurato ed intelligente anche in campo finanziario, come in tutti gli altri settori della vita.

Sul piano fisico, il Leone è soggetto ad improvvisi collassi per eccessivo spreco di energie; ad ipertensione, a colpi apoplettici. Organo più delicato, il cuore.

Cerco di essere chiaro

luglio 8, 2019 on 5:40 am | In Affinita' d'anima, Amici, Amore, Emozioni, Evoluzione, Pensieri, Viaggi
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di Umberto Ridi

Cerco di essere chiaro anche perché questo problema lo avevo già denunciato tempo fa.
Siamo stati un popolo di emigranti. Chi meglio di noi potrebbe comprendere chi si trova nelle condizioni di molti nostri parenti che, nel passato, sono stati costretti a trovare una terra in cui poter lavorare?
Però siamo anche un popolo che tiene alle proprie tradizioni e che teneva l’uscio della propria abitazione, sempre aperto (per dirlo alla toscana). Forse una volta non avevamo niente da poter rubare, ma sicuramente quel poco veniva sempre condiviso con il vicino più bisognoso. (Esperienza personale della mia famiglia e della famiglia di mia moglie).

Ora questo non è più possibile, tanto che neanche la porta chiusa, blindata e le sbarre alla finestra, possono dare la sicurezza che è auspicabile.
Questo significa qualcosa.
Se l’Italia ha bisogno dell’immigrazione, vuol dire che ha i posti di lavoro per poter accettare il flusso e sarebbe un benessere per tutti.
Ma se l’immigrazione fa aumentare la delinquenza, la povertà, l’invivibilità di boschi, parchi e giardini (a Viareggio c’è una pineta bellissima che non è più possibile frequentare), allora vuol dire che il volume di immigrati è eccessivo rispetto alle risorse di lavoro.
Questo crea disagio, scontento, fa abbassare la soglia di tolleranza e azzera la comprensione verso chi è più povero, perché è percepito come un pericolo, più che come una persona da aiutare.

Non siamo razzisti nell’animo, ma lo si diventa nei fatti.
Secondo me è una questione di quantità, più che di qualità.
Tutta la disponibilità di una persona, quando viene superata la soglia di quanto è disposta a dare, del suo amore per gli altri, si chiude in un eccesso contrario, perché sorge l’idea dello “sfruttamento” e si percepisce l’immigrato come invasore del nostro territorio, delle nostre tradizioni, della nostra idea di religione.

La mia analisi vorrebbe essere realista, però con il giusto idealismo che conciliasse l’amore per il prossimo con la possibilità di renderlo fattibile.
Infatti sono convinto che l’accettazione indiscriminata dell’immigrazione, non potrà mai realizzare il bene dell’immigrato né soddisfare il giusto ideale di fratellanza.

Nel mio cuore ci sarebbe l’idea di aprire le frontiere a tutti i sofferenti e gli indigenti che, nel loro paese, non hanno la possibilità di vivere un’esistenza degna o peggio, di non vivere affatto.

Ci sarebbe… ma la sua applicazione si scontra con la realtà di risorse inadeguate e purtroppo con una disponibilità limitata di amore o tolleranza in molti italiani.
Non si può inventare risorse che non esistono né forzare una fratellanza che ha i suoi limiti.

Ci vogliono dei compromessi; fare in modo che ognuno possa rinunciare a una parte delle sue abitudini e anche a parte del suo benessere, per favorire chi sta peggio e chiede aiuto. Ma ciò che si chiede agli italiani non deve essere superiore a quello che sono disposti a dare.

Diversamente si ottiene esattamente il contrario; si sollecita il razzismo latente, si esaspera una disponibilità, tanto da farla diventare rifiuto, si istiga l’odio per il diverso anche in chi, non ne aveva l’intenzione, si diffonde il malessere sociale, di cui il capro sacrificale diventerebbe proprio l’immigrato.

Non si possono firmare delle cambiali in bianco senza considerare le nostre reali possibilità di poterle rispettare.

Devo dire che purtroppo ogni paragone con altre immigrazioni o “invasioni” storiche non credo sia possibile: troppo le differenze sia sociali che economiche.

Direi che questo momento, con la globalizzazione in atto, è unico e ha bisogno di strategie nuove che non possono dipendere dalla sola nazione che si prende in considerazione.

Dunque una società giusta deve considerare la convivenza degli uni e degli altri (nei due estremi) promulgando leggi che non facciano sentire frustrati coloro che hanno bisogno di esaltare la loro individualità e, attraverso questa, promuovere il progresso comune; nello stesso tempo proteggere, sostenere ed esaltare il sistema comunitario, promosso da chi ha maturato la sensibilità sociale.

E’ sempre un equilibrio instabile che ogni buon governo dovrebbe costantemente correggere in modo tale da non far mai far prevalere una parte a discapito dell’altra.

Perché se prevale l’individualismo, si avrà una società basata sulla legge del più forte, tendente al razzismo e alla dittatura più crudele.
Se invece prevale il sistema comunitario, si deprime e frustra il contributo individuale stimolato a produrre solo se ne vede un tornaconto personale scatenandone la violenza.

Il problema degli immigrati entra in questa dinamica, la quale deve prendere in considerazione la possibilità che la nostra società sia abbastanza matura da permettersi di perdere qualche privilegio in favore di chi chiede asilo.
La misura di questo dipende dai singoli membri di questa società e il governo ha il dovere di misurare queste possibilità in modo che l’equilibrio economico e la convivenza civile possano mantenere una certa stabilità.

Cancro – Mito e Psicologia nei segni Zodiacali

luglio 7, 2019 on 9:19 am | In Amici, Astri, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

Cancro è il quarto Segno dello Zodiaco: Cardinale, di Acqua, Femminile esso va dal 20 giugno al 20 luglio con un due giorni di fluttuazione, all’inizio ed alla fine.

I Segni Cardinali (Ariete – Cancro – Bilancia – Capricorno), sono quelli che aprono le stagioni ed ospitano i due Equinozi e i due Solstizi dell’anno. Chi nasce sotto un Segno Cardinale tende a Fare, ad Iniziare nuove imprese, ad intraprendere nuove strade. Intraprenderle in modo attivo, attraverso l’Agire (Ariete e Capricorno), o in modo “passivo”, attraverso la Fantasia (Cancro), o l’Ideazione (Bilancia).

L’Elemento Acqua sta a significare, sempre in Astrologa, la Sensibilità, l’Intuizione, la Fantasia, l’Irrazionale; tutto quanto, insomma, la Psicanalisi indica come Inconscio. I tre Segni Astrologici di Acqua sono; Cancro (Acqua limpida di sorgente), Scorpione (Acqua putrida delle paludi), Pesci (Acqua senza confini del mare).

Il genere Femminile sta a dire che il Cancro è Ricettivo-Passivo, dove Passivo non ha la valenza che gli si dà oggigiorno di inerte e dipendente; al contrario, il “Passivo” Astrologico indica il magnetismo, l’attirare a sé le cose per un effluvio strano, spesso inspiegabile di Magia o, sarebbe più giusto dire, di Malìa.

Sotto il Segno Cancro, sì è detto, arriva il Solstizio di Estate; il giorno più lungo e la notte più breve dell’anno. Il trionfo della Luce sulle Tenebre. La Natura è nel suo pieno rigoglio. I germogli ed i boccioli della Primavera si trasformano in fiori e frutti. La Fisicità è al suo massimo. Sul piano simbolico Cancro è Segno Principe della Maternità; questo lo avvicina molto al Toro, ma con una sostanziale differenza: il Toro (che poi in Astrologia è la Mucca Sacra) fecondato da Ariete, partorisce il Figlio. I primi due Segni Zodiacali simboleggiano quindi l’evento naturale puro e semplice. Una Inseminazione cui seguono una Fecondazione ed un Parto.

Il simbolismo del Cancro è assai più sottile e complesso. Gemelli, Segno-ponte tra Toro e Cancro, dice della fine della coppia a sé stante ed apre l’Era della Comunità. Maschio e Femmina insomma, non debbono più provvedere da soli a sé stessi ed alla Prole, ma si aggregano in Comunità. Questo cambiamento epocale è dovuto alla scoperta che i frutti delle Terra si possono coltivare. Nasce insomma l’Agricoltura che, all’inizio, guarda caso, è affidata proprio alle donne. Gli uomini sono infatti ancora impegnati unicamente alla caccia ed alla pesca. L’Agricoltura trasforma i Nomadi, sempre alla ricerca di selvaggina e di acque pescose, in Stanziali.

Si creano i primi agglomerati di capanne che, pian piano, si trasformeranno in case. Alla coppia senza radici e senza storia segue la Famiglia in seno alla quale ogni membro lavora per il bene comune, ed ogni Famiglia fa parte di una Stirpe, della quale si tramandano, di generazione in generazione, gli usi, i costumi, gli avvenimenti. La Madre-Cancro non si preoccupa quindi più soltanto di nutrire i propri figli e di insegnare loro come procacciarsi il cibo, ma li Educa, trasmettendo loro anche il Passato.

Cancro è quindi Segno della Memoria, del Ricordo, della difesa delle Tradizioni. Passato e presente si uniscono in un unico nastro che scorre ininterrotto. Il Nastro della Storia.

I vecchi Idoli vengono surclassati dal culto della Dea Madre Terra che tutto fa nascere, tutto nutre e tutto torna a raccogliere nel suo ventre. Nei più antichi Riti di Omaggio alle Divinità, gli uomini facevano sprizzare il loro sperma sulle zolle, per fecondarle e farle poi partorire i frutti necessari alla sussistenza.

Sul piano esoterico, il Cancro simboleggia una delle Porte Zodiacali che le anime varcavano prima di reincarnarsi. Davanti a questa Porta esse dovevano bere la Coppa dell’Oblio che faceva loro dimenticare le vite precedenti. Di conseguenza, mentre il Toro simboleggia soltanto la gestazione ed il parto, il Cancro simboleggia tutto l’Arco della Vita. E’ il Segno che fa nascere, che come Madre ci accompagna per la Vita, che ha la sua naturale chiusura con la Morte.

Perché anche Segno di Morte, se a questo Evento sovrintende lo Scorpione? Si è appena detto che il Segno Cancro deve aver preso forma con l’avvio dell’Agricoltura e l’Agricoltura è molto legata alla Luna. Luna Crescente che vede i germogli (soprattutto del Grano) e simboleggia anche l’Inizio della Vita; la Luna Piena (il grano nel pieno della maturazione), la vita nel pieno del suo vigore: la Luna calante (le spighe secche dalle quali si toglie il preziosissimo seme), la Vita che volge al termine, ma con l’assicurazione che quello che una persona ha prodotto da vivo, rimarrà come “nutrimento” o monito per le generazioni future.

Nei Riti di Magia i Riti di Morte devono compiersi nelle notti senza Luna. Per questo, in Occidente, il colore del lutto è il nero. E ancora si parla moltissimo dei delitti del Mostro di Firenze, dei quali si sospetta una matrice Esoterica. Tutti i delitti sono stati effettuati in notti senza luna.

Luna-Madre, Luna che cresce di volume quando è gravida e si assottiglia di nuovo dopo il parto. Luna che porta il Figlio nel suo grembo, lo partorisce, lo accudisce, lo segue: ma se a un certo punto non interviene il Sole Padre ad affiancarne l’Educazione ed a portarlo pian piano all’esterno, il figlio può essere fagocitato, avviluppato a vita in braccia amorose che diventano poco a poco catene.

Molti i Miti legati al Cancro. Il primo, si è detto, è quello della Madre che partorisce, nutre ed educa i figli. Nella rappresentazioni più arcaiche c’è quindi il Culto della Dea Madre, raffigurata come una donna dal grande ventre e dalle grandi mammelle. Poi come una donna dalle molte mammelle e, infine, Madre che nutre uno o più bambini da questa ultima Icona proviene, filtrata nei millenni, la figura cattolica della Madre di Dio legata poi, nel Medioevo, al Segno Vergine.

C’è quindi il famoso Mito di Edipo: il figlio che possiede la madre e, per la vergogna, si acceca. E c’è quello delle tre Parche, collegabili alle fasi della Luna. Cloto, che prende il filo della vita del neonato (Luna Crescente), Atropo che avvolge questo filo nella rocca (Luna Piena, lo svolgimento dell’Esistenza), e Lachesi (Luna Calante, quando l’ultima virgola di Luna sparisce il filo viene tagliato. Ed ecco che torna il Cancro Nascita-Morte).

E, ancora, in epoca più tarda, Achille, figlio di Teti che uccideva i figli avuti da Teleo, mortale, e ne bruciava i corpi per consentire così loro di salire all’Olimpo. Peleo, per salvare Achille dalla fine dei fratelli, lo immerge nel fiume Stige, le cui acque donano l’Immortalità. Ma lo immerge tenendolo per un calcagno, il quale rimane asciutto. Un’altra versione dice che fu Teti stessa ad immergere Achille nello Stige, tenendolo per il tallone. Teti tenta conìmunque in tutti i modi di tenere il figlio legato a sé, di impedirne la partenza per la guerra: e quando questa partenza non può evitarla, lo segue, lo protegge e lo cura in tutti i modi, cercando di tenerlo lontano dalla imprese più rischiose.

Solo la morte del suo amico Patroclo dà la forza ad Achille di staccarsi da quella madre asfissiante, di gettarsi nel pieno della lotta e morire gloriosamente da Eroe, colpito da una freccia nell’unico punto suo vulnerabile, il calcagno appunto, nel quale si sviluppa una mortale infezione.

Molte dee sono legate alla Luna (e quindi al Segno Cancro); da Iside ad Ishtar, a Diana, ad Ecate. Per elencare solo le principali.

Morire (metaforicamente), è il prezzo che molti Cancro devono pagare per staccarsi dall’abbraccio materno. Più di tutti Edipo ricorda questa lotta immane che il cancerino deve fare tra l’inconscio bisogno di tornare sempre alla Madre, sicuro di ritrovare Accoglienza tra le sue braccia calde ed avvolgenti, ricordo indelebile dell’infanzia. Ma “tornarci”, (o non riuscire a staccarsene), significa non crescere. Avere sempre una barriera tra sé e la Vita.

L’Ideogramma del Cancro è rappresentato da un numero 69 in orizzontale che simboleggia l’inversione del Sole, in fase Ascendente fino al Solstizio d’Estate, e poi discendente. Il Divenire della Vita tra flussi e riflussi. Altro significato dell’Ideogramma sono le chele del granchio, animale che vive nell’Acqua ed ha molte corrispondenti con i nativi del Segno. L’attaccamento morboso a cose ed a persone, ai ricordi(La chele che non molla la presa). Il suo chiudersi in indecifrabili silenzi ogni volta che si ritiene in pericolo oppure offeso (la corazza nel quale l’animale si rifugia in situazioni analoghe). Il granchio è animale sensibilissimo alle fasi lunari e la sua massima attività si svolge proprio con la luna Piena. Il granchio ha un’andatura oscillante, va avanti e torna sui suoi passi, tal quale l’individuo Cancro che oscilla sempre tra Presente e Passato.

Il Cancro ed il Leone sono Segni Dominanti dello Zodiaco in quanto ospitano, rispettivamente, la Luna ed il Sole; il Femminile ed il Maschile, l’Inconscio e l’Io Cosciente, l’Anima ed il corpo. La Madre ed il Padre, ed i rapporti che ciascun individuo ha avuto con gli stessi. Che donne e che uomini sono poi diventati, in seguito ai modelli genitoriali. Quali partners sceglieranno, sempre in riferimento a tali modelli.

Fermo restando che ogni Tema Natale è UNICO e risente di innumerevoli influenze che potenziano o sminuiscono le caratteristiche del Segno in cui si trova il Sole, è indubbio che gli appartenenti allo stesso Segno hanno basi comuni. Il Cancro, si è detto, ospita il Solsitizio di Estate, e ciò sta a significare che da quel giorno in poi le ore della notte cominceranno a prevalere su quelle del giorno. La traduzione psicologica di tutto questo è che l’Inconscio comincia a prevalere sul Conscio e le pulsioni sono molto più introverse, interiorizzate che non nei tre Segni precedenti (Ariete, Toro, Gemelli).

I cancerini, maschi e femmine, si contraddistinguono quindi per la ricettività, la sensibilità (che li rende spesso permalosissimi), e la pigrizia (che è solo lasciare l’attività fisica per una intensissima fantasia). Come Segno di Acqua, infatti, il Cancro è Fecondità, Plasticità, Romanticismo e Creatività che, nelle persone più dotate, diventa vera e propria Arte, in tutte le sue espressioni. Tanto lavorio psichico, assorbe energia, che viene tolta al lato fisico rendendo spesso, si è già detto, l’individuo pigro e passivo. Se non vi sono nel Tema Natale Astri in Segni di Terra o Fuoco, anche troppa ricettività, con reazioni che cambiano a seconda dell’ambiente, delle persone che il tipo Cancro frequenta, degli stimoli che riceve. E questo modo di essere rende spesso il Soggetto Cancro “Lunatico” e suggestionabile.

Proprio per la sua pigrizia, se non ha nel suo Tema Natale forti elementi che lo spingono a competere ed a combattere, il Cancro si adatta facilmente anche ad una vita che non gli piace, che non lo soddisfa. Questo perché supplisce a mancanze e frustrazioni reali, con la fantasia. La casalinga annoiata sognerà di essere una Principessa, mentre lava i piatti; l’impiegata frustrata da un ambiente che la avvilisce, si estranierà immaginandosi in un posto esotico. In alcuni casi, la fantasia può portare ad un progressivo distacco dalla realtà. Conflitto forte nasce quando nel Tema Natale vi sono anche forti valori di Segni assai attivi od ambiziosi (Ariete-Leone-Capricorno). Si creerà allora in senso grande di insoddisfazione tra la parte di sé che aspira ad altro, e la pigrizia Cancro che tende ad accontentarsi.

Il lasciarsi trascinare dagli eventi e da persone più forti, molto spesso è però più apparente che reale. Il tipo Cancro si lascia infatti influenzare veramente soltanto dalle persone che ama e stima. Se si sente contrariato od offeso, se non si sente a suo agio, il tipo Cancro non riesce a dire le proprie ragioni, difendersi od accusare. Gli viene invece istintivo chiudersi in un ostinato silenzio dal quale gli rimane poi difficile uscire (la corazza di cui si parlava prima).

Attaccamento fortissimo alla casa (sempre la corazza, che il granchio si porta dietro), ed ai valori familiari. La madre, si è detto e ridetto, nel bene o nel male avrà sempre posto primario; alla madre è legata soprattutto l’infanzia e per un cancerino i ricordi dell’infanzia saranno indelebili, come indelebile rimarrà tutto il passato. Cancro tipico Marcel Proust, con la sua “Recerche”, “scatenata” dal profumo di una madalein bagnata nel latte, latte che, assieme ai formaggi, è il cibo preferito di molti cancerini.

Il tipo Cancro è di solito un conservatore, non perché di mentalità ristretta ma perché è un pigro, per metabolismo lento, e tutti i cambiamenti comportano fatica morale e fisica. Se ha forti sostegni collaterali però, un Cancro può diventare combattente indomito, soprattutto per difendere non solo la Casa e la Famiglia ma anche la Patria, prolungamento di Casa e Famiglia. Anni addietro si è fatta una statistica sui terroristi e, stranamente, uno dei Segni più ricorrente tra loro era proprio il Cancro; chiaro che, pur confuso e contorto, anch’essi avevano un ideale di Patria. Parecchi Patrioti hanno forte peso del Cancro nel loro Tema Natale, a cominciare da Garibaldi.

La felicità di un Cancro in situazioni normali? Vivere in una bella e comoda casa, a contatto con la natura, protetto e coccolato da una famiglia unita e serena, da un partner con cui stabilire un rapporto di grande affettività e, spesso, di dipendenza. Molti uomini tendono proprio a sovrapporre la figura della partner a quella della madre.

Se soddisfatto del proprio compagno, raramente un Cancro sarà infedele; si legherà invece in modo quasi ossessivo, limitando molto la vita del partner. Infedele al massimo, invece, se non ha un punto di riferimento soddisfacente o, se maschio, può identificare troppo la moglie con la propria Madre, cosa che lo spingerà a cercarsi una Amante. Il Cancro donna può invece, a volte, identificarsi talmente nel Ruolo di Madre da rifiutarsi, una volta avuti dei figli, di essere amante del proprio uomo. Bravissimo a mostrarsi cucciolo vulnerabile, il tipo Cancro sarà capace (maschio o femmina), a far scattare forti istinti di protezione nei suoi confronti.

Il modo di amare del Cancro, anche sessuale, non si riduce certo alla pura fisicità, ma è arricchito da infinite coccole, tenerezze e fantasie. Se non afflitto da forti censure sessuali da bambino o adolescente, il tipo Cancro può quindi essere uno dei migliori amanti di tutto lo Zodiaco. Se riesce a liberarsi dall’abbraccio materno, tende a metter su famiglia presto ed a volere dei figli. Fortissimo è infatti l’attaccamento ai bambini e la capacità di comunicare con gli stessi.

La donna Cancro, assieme e ancor più della donna Toro, è simbolo della Madre che spesso si realizza pienamente nell’allevamento dei bambini, nell’accudimento della casa e nel sostegno del partner. Tipico per la donna Cancro trasformare anche l’innamorato in figlio; oppure se non è abbastanza cresciuta psicologicamente, di cercare un uomo che gli faccia un po’ da “madre”. Raro insomma trovare, in una coppia con un membro Cancro, un rapporta alla pari, da Compagni. Quasi sempre c’è un rapporto di dipendenza dall’una o dell’altra parte.

Ottimi genitori, affettuosi , premurosi, generosi, se riescono ad evitare coinvolgimenti emotivi troppo forti che diventano catene per i figli.

I Cancri di solito non amano la vita mondana e non cercano molte relazioni sociali. Spesso si chiudono nel guscio della famiglia e, se il Tema natale indica invece anche inclinazione alla socialità, sono molto selettivi, tendono ad allargare la famiglia includendo anche pochi amici cui dare e pretendere molto, affettivamente. Così come il Toro, anche il Cancro ama ricevere nella propria casa, davanti ad una tavola imbandita, ma i fortunati prescelti saranno sempre selezionatissimi. Poche cose urtano il tipo Cancro quanto vedersi arrivare in casa persone che lui non ha scelto.

Sensibile e generoso, spesso il tipo Cancro si presta ad aiutare chi è in difficoltà e fa tutti i sacrifici possibili per i familiari, ma meno debole ed indeciso di quanto sembri, sa accorgersi benissimo quando la sua disponibilità viene sfruttata. Sa allora dire dei no decisi ed irrevocabili.

Alla casa egli darà tutte le cure possibili fornendola di ogni comodità cui dà più valore che all’eleganza. Di solito, specie per le donne, tendenza ad arredamenti un po’ leziosi. Spesso non mancano le collezioni di bambole o di animaletti di cristallo o d’argento, i due materiali preferiti dal Cancro. Bandite le luci forti e dirette, ma preferenza per lampade angolari che mandano luci soffuse e lasciano zone d’ombra. Sensibilissimo alla Natura, il Cancro, se possibile, cerca di abitare in mezzo al verde, o in riva a un corso d’acqua. Acqua che lo magnetizza, lo avvince, lo ricarica. Così come succede con la Luna; chi ha forti valori Cancro, viene “magnetizzato” dalla Luna alla quale è legato da un rapporto viscerale, “magico”. Le notti di Luna Piena sono notti di Magia, per un Cancro. Basti ricordare le Odi alla Luna del Cancro Leopardi.

Sul lavoro, il tipo Cancro avrebbe bisogno di attività nelle quali usare fantasia, inventiva. I lavori ripetitivi, peggio ancora quelli aridi, tecnici, con orari fissi e senza stimoli lo intristiscono. Molti, là dove è possibile, preferiscono quindi attività indipendenti sia sul piano artistico che in tutte le attività concernenti la casa o i bambini. Dall’architetto all’arredatore, al pediatra; dalla baby sitter all’insegnante, specie negli asili. Ottimi artigiani, perché dotati di grandissima fantasia. Se portato per il commercio, il Cancro sceglierà facilmente un negozio per casalinghi e di abbigliamento femminile e per bambini.

Sempre sul piano lavorativo, se costretto a svolgere una attività insieme ad altri, il tipo Cancro cercherà di ricreare un ambiente familiare di accordo ed affettività. Di solito non è competitivo e se si cerca di non urtare la sua suscettibilità, può essere un ottimo compagno di lavoro, premuroso ed affettuoso, legato per la vita al suo posto, al datore di lavoro ed ai colleghi.

Se padrone di una ditta, o di un ufficio, tenderà egli stesso a comportarsi come “madre”, instaurando con i suoi dipendenti un legame “familiare”.

Tra le donne Cancro che amano lavorare o lo debbono fare per necessità, facile che scelgano l’insegnamento, la pediatria, la cura degli anziani o, come già detto, il commercio di cose femminili o per bambini.

Il denaro non è visto dal Cancro come fine a sé stesso ma, così come per il Toro, come un mezzo per assicurarsi la tranquillità. Tendenza ad investire soprattutto in beni immobili. Spesso al Cancro piace fare regali, non sempre per generosità autentica ma, a volte, per “comparsi” l’altrui benevolenza della quale ha assoluto bisogno per assicurarsi quella tranquillità di vita indispensabile alla sua sopravvivenza.

Spesso, volubità nell’aministrazione, con momenti di quasi spreco ed altri di quasi avarizia. Ma, se ha figli, cercherà di procurare loro tutto il benessere possibile, a cominciare da una casa.

Sul piano fisico in senso lato il Cancro simboleggia il ventre morbido e caldo ove cresce il feto. In particolare, presiede lo stomaco, gli organi genitali femminili. Spessissimo, i fastidi allo stomaco sono di origine nervosa, come le gastriti e le ulcere. Rischi forti di diabete, perché i tipi Cancri sono molto sensibili ai cibi dolci e davanti a una torta o a delle paste farcite di crema o panna, non sanno proprio controllarsi! Per lo stesso motivo, e per la loro pigrizia che gli fa fare meno sforzi fisici possibili, tendono anche all’obesità.

Sonia

giugno 25, 2019 on 5:00 am | In Dicono di me
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Cara Emanuela,

volevo ringraziarti davvero tantissimo per oggi. Sei stata davvero fantastica, incredibile per umanità e professionalità. E mi hai dato proprio quello che cercavo: luce.
Ti farò sapere le evoluzioni lungo questi mesi.
Intanto, smaltito il lavoro serale (posizionamento siti e tante piccole collaborazioni, gran parte delle quali gratuite) inizierò a fare un ragionamento molto concreto.
Ma, credo, ancor prima dovrò pensare a cose che mi hai mostrato, che erano lì sotto i miei occhi, invisibili ma presentissime.

Cara Emanuela, certo che puoi pubblicarmi, assolutamente! E, aggiungerei, hai fatto sì il tuo lavoro ma in maniera sorprendente!

Ti auguro di riprenderti presto dall’infreddatura e speriamo che il tempo, finalmente, consenta alla primavera di mostrare la sua bellezza…

Sonia

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