Capricorno – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

gennaio 17, 2020 on 5:37 pm | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

Capricorno è il decimo Segno dello Zodiaco; doppio, di Terra, Cardinale, esso va dal 21 dicembre al 21 gennaio, con i soliti due giorni di fluttuazione all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni: Segni Cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno), sono quelli che aprono le stagioni ed ospitano i due Solstizi ed i due Equinozi dell’anno. Chi nasce sotto un Segno Cardinale tende a FARE, ad iniziare nuove imprese, ad intraprendere nuove strade, in modo attivo, (attraverso l’agire, (Ariete e Capricorno), o in modo passivo, attraverso l’ideazione, il fantasticare (Cancro e Bilancia).

I Segni doppi danno personalità complesse, quasi due individui che si sovrappongono e si contrastano: i Segni di Terra danno tenacia, senso pratico, e razionalità: altra loro caratteristica è la “fissità” e gli individui fortemente segnati dagli stessi, sono di solito conservatori, assai poco malleabili nelle loro convinzioni ed abbastanza materialisti. I nato sotto il Segno Capricorno, oltre ad avere due personalità sovrapposte (che fra poco esploreremo), sono considerati “doppi”anche in quanto, tendono periodicamente a cambiar pelle, a vedere le cose con occhi diversi ed a comportarsi in diverso modo da prima; succede un po’ a tutti, con il passar degli anni e l’accumularsi dell’esperienza, ma i Capricorno possono arrivare a svolte di pensiero e di vita di 360 gradi.

Si è detto, nella descrizione dei Segni precedenti, come quelli di primavera-estate simboleggino la priorità della Carne sul Pensiero, sulla Spiritualità; il Sole, infatti, con la sua luce ed il suo calore, risveglia al massimo impulsi, desideri, istinti… Tanto più la sua luce ed il suo calore diminuiscono, altrettanto la carnalità viene rattrappita (parecchi animali vanno addirittura in letargo, le piante si disseccano), permettendo così al mondo interiore (razionale e spirituale), di esprimersi senza mediazioni e vincoli.

Appena il Sole entra nel Segno Capricorno, avviene il Solstizio di inverno; la notte del 21 dicembre è la più lunga dell’anno. Il Capricorno simboleggia quindi. come appena detto, l’astrazione massima, il distacco supremo da istinti e passioni. Sin dai tempi più antichi il Capricorno veniva infatti chiamato “la Porta dello Spirito”, indicato come la tappa ultima della Reincarnazione. Per l’identico motivo, a livello esoterico ed astrologico, il Capricorno simboleggia la tappa ultima del ciclo evolutivo, il passaggio dalla Forma alla Sostanza. Sotto il Segno Capricorno, nel mondo cristiano viene celebrato il Natale; ricorrenza non storica (ignota la data di nascita di Cristo), ma simbolica; tal quale il Solstizio d’inverno indica la notte più lunga dell’anno che precede la lenta rivincita della luce, fino all’apoteosi del Solstizio d’estate (Giorno più lungo dell’anno), altrettanto l’arrivo del Cristo è vittoria della Luce della Verità dopo le tenebre morali e le degradazioni materiali del paganesimo.

Piccola nota storica; Natale il 25 e non il 21 dicembre, perché in tale data, sotto l’Impero Romano, si festeggiava il Sole Invicto; e chi, più di Cristo, può simboleggiare il Sole che porta la Vita? I due simboli coincidono perfettamente, ed il Natale non è quindi, come rozzamente cercano di spiegare alcuni, soltanto la sovrapposizione di una festa cristiana ad una pagana. Il Solstizio d’inverno, del resto, sin dai primordi della civiltà, è sempre stato legato a grandi feste ed a riti propiziatori, proprio per il giro di boa tra buio e gelo invernali e la luce, il calore che, di lì poco, avrebbe portato la primavera…

Passando alla Mitologia, il Capricorno è un animale fantastico, Capra nella parte superiore, Pesce in quella inferiore; Terra (Capra) e Pesce (Acqua); Inconscio (Acqua) e Cosciente (Terra), legati a filo doppio: equilibrio perfetto se i due elementi hanno eguale peso nel Tema di nascita, squilibrio se uno prevale troppo sull’altro, come si vedrà più avanti. Al Segno sono legati vari Miti; c’è quello di Giove che, per onorare la capra Amaltea, sua nutrice, la trasformò nella Costellazione del Capricorno; e c’è quello di Pan (Bacco), che si trastullava sulle rive del Nilo con alcuni compagni, quando comparve il dio Tifone intenzionato a divorarli. Per salvarsi, Pan si tramutò in capra, ma non sembrandogli l’idea abbastanza sicura, si gettò nell’acqua per trasformarsi in pesce; il fondale era però basso e la parte non coperta dall’acqua rimase capra. Per punire la sua vigliaccheria, Zeus lo condannò a restare in eterno sotto le spoglie assunte nel momento del pericolo.

Poiché però il pianeta del Capricorno è Saturno e tutte le caratteristiche psicologiche degli appartenenti al Segno sono saturnine, il Mito che più corrisponde al Segno stesso è quello di Cronos (Saturno), che evira il padre Urano e mangia i propri figli perché gli è stato predetto che uno di loro lo spodesterà; sarà Giove, salvato con uno stratagemma dalla madre, a mandare il padre in esilio. In questo Mito non si trova traccia di pesci ma solo un accenno al mare, dove Saturno getta i genitali recisi Urano che riemergeranno tramutati in Venere: e c’è, nel Mito, un’altra trasformazione; quella di Saturno stesso che da duro, implacabile tiranno, divoratore dei suoi stessi figli, con l’esilio diventa illuminato Maestro di vita. Nei Tarocchi, a Saturno ed al Capricorno viene associato L’Eremita.

Graficamente il Capricorno viene rappresentato o come Capra-Pesce o con un simbolo strano, quasi indecifrabili, in varie versioni, la più usata delle quali () ricorda, alla lontana, un animale dalla coda di pesce attorcigliata.

Prima di iniziare la descrizione psicologica dei Capricorno, si ricorda ancora una volta come l’Astrologia occidentale sia strettissimamente legata al ciclo della Natura nel mondo mediterraneo; in tale regione, come prima accennato, a metà dicembre tutto è gelido, immobile, disseccato; gli uccelli che hanno potuto sono emigrati e gli animali che non vanno in letargo devono accontentarsi dell’indispensabile, per sopravvivere; stesso atteggiamento per gli uomini antichissimi che non disponevano certo di comfort, tranne il riparo di una grotta o una capanna e l’incerto calore di un falò.

Tutto dà l’idea di un mondo morto, pietrificato; e freddezza, distacco, pessimismo, incapacità ad esprimere sentimenti ed emozioni, sono da sempre le accuse fatte ai Capricorno.Sin da piccolissimo, il bimbo Capricorno (così come il bimbo Scorpione), vede la realtà in modo del tutto diverso dai coetanei, in modo diverso si comporta.; è saggio, assennato, autosufficiente, tendente al giuoco solitario, egli guarda tutto e tutti con una profondità che mette a disagio e, spesso, blocca affettuosità e coccole, riservate di solito ai bimbi. Chi supera tale disagio ed azzarda una carezza, vede quasi sempre il piccolo Capricorno ritrarsi quasi infastidito.

Raramente egli sa abbandonarsi a giuochi spensierati e rischia quindi quasi sempre per isolarsi o rimanere isolato; eppure, nel loro intimo, i Capricorno vorrebbero la compagnia; ma la solitudine viene accettata come inevitabile compagna e non se ne lamentano perché l’altra metà di loro la vuole, la cerca, la pretende (Segno doppio!). La maledizione di molti Capricorno è il saper benissimo tradurre in parole i pensieri e di rimanere bloccati quando si tratta di esprimere sentimenti, emozioni; anzi, più è emozionato, “preso”, più il Capricorno si rinchiude in ermetici mutismi. Prigioniero di sé stesso, spera che qualcuno abbia la voglia e la forza di bucare la sua corazza ed entrare in comunicazione con lui. Cosa non facilissima, perché la corazza è assai spessa!

Chiusure e difficoltà a comunicare derivano, oltre che da ritegno e timidezza, anche dal ricordo di tutte le ferite subite nell’infanzia per il suo atteggiamento scostante, enigmatico e sin troppo responsabile, che oltre a privarlo di tenerezze e coccole, lo ha spesso costretto ad addossarsi (o a vedersi addossate), responsabilità e pesi familiari troppo grandi per i suoi anni. Raramente un Capricorno ha avuto una infanzia felice; nel migliore dei casi, si è sentito non protetto e non amato abbastanza ed ha capito prestissimo di dover provvedere da solo a se stesso. Figura centrale amatissima ma spesso irraggiungibile, la madre. A questo conflitto dolorosissimo si rapporta la figura mitologica capra-pesce: fatta per vivere in zone solitarie ed impervie, la capra; tenerissimo, vulnerabile il pesce. Sbattuta sugli scogli, trascinata tra le rocce dalla parte Capra che tende ad arrampicarsi sempre più in alto, quella Pesce si ferisce, si piaga, arriva all’età adulta con una serie tale di cicatrici da essere ridotta, a volte, ad un impenetrabile callo.

A questo punto è bene fare dei distinguo; se nel Tema Natale di un Capricorno si notano troppi pianeti in Segni di Aria o di Terra, meglio stare alla larga. Prevale la parte Capra e si tratta quindi di individui aridi, freddi, a volte spietatamente crudeli non per sadismo, come può accadere ad uno Scorpione, ma per pura, semplice, totale insensibilità a sentimenti ed emozioni. Se c’è discreta presenza, sempre nel Tema, di pianeti in Segni di Acqua o di Fuoco, si può rispolverare il proverbio “sotto la neve, pane” e pensare, come avviene in natura, al seme nascosto sotto la coltre gelata che germoglierà e fiorirà a tempo debito; sono questi i Capricorno che pian piano prendono coscienza e cambiano in meglio, così come il pene reciso di Urano si trasformò in Venere ed il crudele tiranno Saturno in benefattore, dopo le amarezze dell’esilio. Un peso eccessivo del pianeta Saturno nel Tema natale, complicherà sempre le cose, aumentando cattiveria ed insensibilità, o bloccando ancora di più la capacità di esternarsi emotivamente. Una forte presenza del pianeta Giove o dei Segni Gemelli – Sagittario – Acquario, renderà il Capricorno molto più loquace ed aperto all’esterno.

Oltre che dalla forte difficoltà ad esprimere il proprio mondo emotivo, i Capricorno sono accomunati dall’ambizione; per raggiungere il massimo nei settori che gli sono propri, gli appartenenti al Segno sono disposti ad ogni sacrificio, ad ogni rinuncia,compresa, (ancora una volta), la castrazione del mondo affettivo. Di nuovo torna la Capra che si sente a suo agio solo sulle più alte vette e non tiene affatto conto di quella Pesce che si sbrindella sulle rocce. Questo atteggiamento vale sia se le ambizioni sono intellettuali (i grandi studiosi sempre alla ricerca di nuovo Sapere), spirituali (ricerca del massimo perfezionamento interiore), materiali (raggiungimento di alte cariche o di successo massimo sul piano lavorativo ed economico).

Spietato con sé stesso, il Capricorno pretende altrettanto dal prossimo; difficilissimo, per lui, comprendere, immedesimarsi nelle difficoltà o debolezze dì chi condivide la sua vita o il suo lavoro: questo sia per un esasperato senso del dovere, sia perché gli difettano intuito e “pietas” nei confronti dei suoi simili, a meno che il Tema non contenga peso notevole di pianeti in Segni di Acqua o Fuoco: per tali motivi, anche se sa essere leale, discreto, fedele, difficile trovare in lui un punto d’appoggio nei momenti di difficoltà morali. Più facile un sostegno sul piano materiale nonostante (a meno di forte peso dei pianeti in Segni di Acqua o Fuoco), la generosità non sia tra le massime qualità Capricorno. Con tali presupposti, pochissime o inesistenti le amicizie, spesso difficili i rapporti sentimentali; alle difficoltà a darsi ed a dare, si deve aggiungere una diffidenza quasi insormontabile, un autoconvincimento di dover contare soltanto sulle proprie forze. Se si trova in difficoltà un Capricorno tende quindi a risolvere tutto da solo, per i motivi suddetti ma, anche per calcolo, per non trovarsi poi nell’obbligo di ricambiare, “di nessuno ho bisogno e da nessuno voglio niente”, è la più tipica frase degli appartenenti a questo difficilissimo Segno.

E pochissimo un Capricorno pretende anche sul piano materiale; frugalità è il suo motto e, spesso, quella che viene chiamata tirchieria, è per un Capricorno semplice mancanza di esigenze, oltre lo stretto necessario. Molto austera, a volte spartana, può essere la sua casa, quasi sempre con mobili tradizionali: ma se le condizioni glielo permettono, non mancheranno certo pezzi d’antiquariato. Non è raro trovare in casa di un Capricorno angoli dedicati al collezionismo dei più svariati oggetti. Molto austero è anche il suo modo di vestire; colori scuri e tagli classici anche per le donne che, spesso, pare abbiano paura di esprimere la propria femminilità, a meno di indicazioni particolari nel Quadro. Frugalità (e spesso monotonia) non risparmiano il cibo, ritenuto non un piacere ma solo una indispensabile necessità di sopravvivenza.

Frustrato nei rapporti umani, assai poco interessato al divertimento, al Capricorno rimangono aperte soltanto le strade dello studio, del lavoro o dell’intimo perfezionamento interiore; le prime due attività non escludono, in contemporanea, la terza,se si tratta di Capricorno spiritualmente evoluto. Mai chiedere ad un Capricorno di sacrificare la propria necessità di scalata, qualsiasi sia la controproposta. Le donne Capricorno che si dedicano unicamente alla famiglia, lo fanno o perché costrette (e con grandi frustrazioni), o perché gratificate dai successi del marito. Se invece lavorano, le Capricorno sono carrieriste spietate tal quale gli uomini.

Ovviamente, donne o uomini, nel mondo lavorativo i Capricorno si dannano per raggiungere i posti più prestigiosi: poiché sono macchine da lavoro, spesso si caricano di responsabilità pazzesche, tendono ad accentrare, ad escludere collaborazioni; è raro siano buoni colleghi, appunto perché tendono alla competizione ed alla supremazia. A loro si addice molto più una attività indipendente, oppure di leadership su un team. Pur con ottima predisposizione alla matematica, alle scienze esatte, ai lavori minuziosi di pazienza e di grande attenzione, il Capricorno può svolgere al meglio qualsiasi attività tranne (salvo casi particolari), quelle che richiedono doti di socievolezza, di coinvolgimento umano o di stretto contatto con il prossimo. Se per qualsiasi motivo un Capricorno non può realizzarsi sul lavoro o non può soddisfare le propria ambizioni, rischia di ammalarsi seriamente sul piano nervoso o fisico.

Sul lavoro e nella vita, il Capricorno è avversario da temere, difficilissimo da battere, sia per la determinazione di carattere, sia per l’estrema preparazione nei campi in cui si cimenta. Poiché gli interessa soprattutto il potere per il potere, non ama mettersi in mostra e, se gli è possibile, agisce volentieri da uomo-ombra, da burattinaio che tira le fila da dietro le quinte: prototipo tra i più evidenti di Capricorno e Giulio Andreotti. Tale modo di agire rende a poco a poco la vita di molti appartenenti al Segno un deserto di affetti veri. Ma, è stato già detto, anche se mostra di detestarla un Capricorno ha però bisogno di avere gente attorno e pur di ottenerla, spesso ricorre al denaro; sotto forma di regali o, mancando di fantasia e di voglia di perder tempo, dando proprio soldi … “Così il regalo te lo scegli di tuo gusto”…

In amore, quasi sempre esclusi i colpi di fulmine. La partenza è lenta e l’amore deve essere approvato dalla ragione; non è raro che sulle scelte amorose pesi anche il calcolo economico e sociale. Sospettoso e diffidente, con una grande paura di essere respinto, il Capricorno fatica molto sia a concretizzare i propri sentimenti, sia ad esprimersi. Una volta iniziata la relazione, mai aspettarsi da un appartenente al Segno (a meno di forti controindicazioni nel suo Tema), carinerie, tenerezze e coccole così spontanee in tanti innamorati di altri Segni; a lui (o a lei), dimostrare il proprio attaccamento con la lealtà e la fedeltà è già tantissimo! Il che è vero, ma provate a far capire loro che non basta, in un amore? Disponibile ad accettare (se guidato), i giuochi d’amore in privatissimo, mai azzardare la minima affettuosità in pubblico! Come minimo vi trapasserà una raggelante occhiata! Se nel Tema Natale si trovano pianeti in Segni Acqua-Fuoco, il Capricorno, una volta preso il via, può sorprendere con una sessualità travolgente e fantasiosa: in caso contrario, tutto l’eros sarà trasferito sul lavoro, sull’affermazione sociale o sulla realizzazione delle proprie ambizioni, quali altre siano.

Tendono a metter su famiglia e, in genere, sono bravi coniugi, bravi genitori, nel senso che si sforzano di dare il meglio ai propri cari, almeno sul piano materiale; ovviamente stentano a dare affettuosità e calore che, in genere, non hanno ricevuto da piccini. Spesso sono esigenti, severi, (a tratti inflessibili) con coniuge e figli e non è raro che la loro casa si trasformi in una specie di caserma: tenderanno, padre o madre, a stare molto fuori casa per lavoro e si preoccuperanno più della resa scolastica, dell’organizzazione del tempo, del selezionare le loro amicizie, che dei travagli interiori, delle esigenze vere, intime dei figli; in genere poco amanti dei bambini, i Capricorno tendono a trattarli prestissimo come piccoli adulti. Ovvia, anche in questo settore, tutta una gamma di atteggiamenti e sfumature, a seconda della composizione del Tema natale.

Dei suoi rapporti con il denaro si è in parte detto; di solito non gli piace spendere non perché sia avaro ma perché, pessimista nato, dal futuro si aspetta sempre le peggiori cose; avere un buon conto in banca, poi, rassicura il Capricorno sul suo valore sociale. Nonostante questo però, in generale non si nega quanto ritiene necessario e non lo nega ai propri cari: per la sua capacità di dedizione al lavoro, a meno di gravi problemi caratteriali o grosse avversità del destino, è raro trovare un Capricorno proprio povero. Il suo benessere tende ad aumentare con gli anni.

Fortemente repressi, gli appartenenti a questo Segno difficile, tendono a cali di salute nervosa o fisica; questo non impedisce loro di essere, assieme al Toro), tra i Segni più longevi e mentalmente attivi fino a tardissima età. In Astrologia il Segno simboleggia lo scheletro in generale e la spina dorsale in particolare; problemi alle ossa possono quindi essere ricorrenti. Con l’età tendono ad incurvare la schiena. Un vecchio con la “gobbetta” è sicuramente marchiato dal Capricorno. Anche qui, Andreotti insegna!

Il vino e la gente del vino

gennaio 12, 2020 on 3:37 pm | In Amici, Astrologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Oroscopo
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di Giuse Titotto

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Rome Wine Team Dalle Vigne SPA……..gente che ama e lavora nel vino….davvero!!!

Il mio primo approccio col vino risale alla primissima
infanzia non per la solita sbronzetta dei bimbi che scolano i bicchieri degli
adulti distratti ma perché una giornata particolare mi rimase impressa nella
memoria stimolando la mia fantasia infantile.
L’esperienza rientra nell’atmosfera della settimana di Pasqua: nel pomeriggio
del venerdì santo papà e zio imbottigliarono il vino perché c’era la “luna
giusta”.
Aspettai la notte per vederla, quella “luna giusta”. Ma fui delusa perché
durante la processione serale col Cristo morto – nel buio rotto soltanto dalle
fiammelle dei ceri accesi sui davanzali delle finestre – si levò all’improvviso
un vento furioso che spense i ceri, fece sbatacchiare le imposte, tentò di
rubare sottane e veli alle donne mentre il cielo divenne cupo e tra lampi e
tuoni si scatenò un acquazzone coi fiocchi che inzuppò tutti. E la luna giusta?

“E’ il diavolo – sussurravano le donne sotto i portoni – è il diavolo che ci ha
messo la coda!”
Mi colpì quella stranezza della luna giusta di giorno e del diavolo di notte,
collegai il vino al Cristo morto e senza saperlo mi avvicinai ad uno dei più
grandi misteri del cattolicesimo.
Col tempo il diavolo stinse, la luna giusta rimase sconosciuta, il vino fermentò
nella mia fantasia infantile e nel ricordo tutto divenne poesia.

Quando, alcuni anni fa, pensai di interpretare il mondo del vino applicando il
codice zodiacale, forse aveva giocato la nostalgia di quella luna e la curiosità
inappagata per una coincidenza che ancora sentivo misteriosa.
Iniziai dalla mitologia, quella greca classica, anche se la Grecia non era stata
la prima a spremere l’uva. È noto che per i greci il dio del vino fu Dioniso. La
“biografia”, se possiamo definirla così, di questo dio è piuttosto confusa:
molte versioni lo presentano sotto vari aspetti e con volti diversi.
Consideriamo la leggenda più nota e forse meno antica (per motivi di tempo e
spazio non saranno esaminate le altre) che ci propone delle corrispondenze
precise :
“Zeus amò Semele e la ingravidò ma la poveretta morì incenerita a causa di un
brutto tiro che le aveva giocato Era, gelosa del marito. Zeus le strappò dal
ventre il feto ancora vivo, se lo cucì nella coscia e lo portò a maturazione”.

Appare subito evidente il primo riferimento al segno dei Pesci:
– Zeus/Giove – vi si trova in domicilio
– Nettuno, che nel Sagittario corrisponde alla coscia, nei Pesci occupa il
domicilio primario
– Semele – è uno dei nomi o delle personificazioni della Luna, che sappiamo
esaltata in questo segno.
Inoltre potremmo vedere nella casa dodicesima, cosignificante dei
Pesci/dodicesimo segno dello Zodiaco, la madre morta quindi assente.

Il mito di Dioniso, che fu considerato un dio femmineo, un dio “delle donne” –
quindi un dio lunare – offre altre considerazioni:
– bambino, fu abbigliato con abiti femminili perché Era non lo riconoscesse – ed
anche questa sostituzione di identità si trova nella casa dodicesima che rinnega
la fissità e la precisione anagrafica della opposta casa sesta –
– crebbe circondato soltanto da donne, prima nutrici e ninfe poi fedeli seguaci:
le Menadi.
– quando scese agli inferi per cercare la madre/Luna dovette ricompensare
l’accompagnatore concedendosi “completamente, come una donna”.
Per questa visita agli inferi secondo alcune versioni fu sovrapposto ad Orfeo ed
i “misteri dionisiaci” furono talvolta identificati o confusi con i “misteri
orfici”. Comunque sia sempre di misteri si tratta e quest’aura misteriosofica si
adatta ancora alla casa dodicesima, così come le si adattano i vari riferimenti
alla follia:
– folli ed invasate furono le Menadi –
– folli divennero le Minìadi e le Prétidi che avevano rifiutato i misteri ed il
culto di Dioniso –
– folle fu il comportamento delle Baccanti romane che arrivavano alla
autoflagellazione benchè il dio greco sbarcando a Roma fosse degenerato in
Bacco, dio orgiastico più che misterico, dedito ai piaceri sfrenati più che ai
riti sacri (forse la dolce vita romana non fu inventata da Fellini…)
Infine mi piacque trovare un’altra conferma in un curioso “gioco del dodici”,
numero corrispondente alla Luna, ai Pesci ed alla casa cosignificante:
Narra la leggenda che Semele e le sue tre sorelle partecipassero ai riti sacri,
dovendo “elevare quattro volte tre altari.” Il dodici è evidente.

Le quattro sorelle ebbero anche un altro compito: quello di cantare insieme
durante le cerimonie. Pare che fossero il prototipo dei cori femminili. Sappiamo
che la voce e il canto sono abbinati a Giove e Venere , uno in domicilio e
l’altra in trasparenza nei Pesci ma anche signori del Toro. Possiamo ricordare
ai giovanissimi che fino alla metà del secolo scorso era ancora possibile
incontrare gruppetti di persone – non proprio sbronze ma diciamo “un po’ sù di
giri” – che cantavano a squarciagola, con allegria contagiosa, le famose arie da
osteria e non solo.
Ancora il segno del Toro è richiamato nelle leggende relative a Dioniso che
talvolta fu rappresentato come dio cornuto con sembianze taurine mentre le sue
seguaci, le Menadi, furono descritte “chiazzate bianche e nere” e raffigurate
come vacche.

Troviamo nella casa dodicesima un’altra importante caratteristica del vino, che
appartiene a tutti i tempi antichi e moderni: la sua sacralità. Infatti:
– gli antichi egizi lo offrivano ai loro dei,
– i greci lo usavano nei riti sacri, non soltanto dionisiaci, mentre
pronunziavano parole magiche ,
– nella Bibbia, la vite e il vino pare che siano citati ben cinquecento volte!
Ricorderò soltanto un episodio, il più noto, quello di Noè sorpreso dal figlio
Cam “in istato di ebbrezza”. Qui potremmo fare una supposizione: poiché il vino
era usato nei riti sacri per produrre un certo stato di esaltazione che, con lo
stacco dalla coscienza vigile, permetteva di comunicare col divino, Noè potrebbe
essere stato non ubriaco per dissipatezza ma sfinito dopo un rito per il
contatto col suo Dio – e date le esperienze passate… ne aveva ben bisogno!
Questo episodio farebbe pensare comunque che la vite e il suo succo fossero già
noti prima del diluvio.
– infine, ne parla il Vangelo. Il primo miracolo, che segnò l’inizio della vita
pubblica di Gesù, avvenne alle nozze di Cana: oltre alla mutazione dell’acqua in
vino, in questa occasione si parla di certe usanze di mescita e di … trucchetti
circa la bevanda più o meno buona da servire all’inizio o alla fine dei pasti.
Infine assume una grande importanza nell’ultima Cena, che segnò la fine della
missione terrena del Cristo poiché il vino insieme col pane dà l’avvio al
mistero della Transunstansazione, tuttora alla base della religione cattolica.
E non si dimentichi il bellissimo detto “Io sono la vite e voi i tralci”.

Un coinvolgimento curioso delle case dodicesima e seconda, cosignificanti dei
segni Pesci e Toro, si potrebbe notare nel fatto che per molti secoli furono i
religiosi a coltivare la vite, a curare la vinificazione ed a migliorare la
qualità del vino, poiché serviva loro per la Messa e forse per altro uso meno
sacro ma non meno importante… Le migliori vigne si trovavano infatti intorno ai
conventi mentre alcuni nomi sembrano ricordare questo antico collegamento col
sacro: “Vinsanto” – “Lacrima Christi” – i vini “delle Abbazie” o ancora i vini
“da meditazione” anche se oggi sono interpretati in modo meno conventuale.
In seguito, per amore o per forza, i religiosi cedettero le vigne
all’aristocrazia laica che ne continuò la coltura e che ancora oggi vanta
antiche tradizioni di produzione e rispetto per questo prodotto e che esibisce
sulle etichette più raffinate il casato, lo stemma, la sede prestigiosa nella
villa o nel castello di famiglia.
Il “marchio” dell’azienda e la produzione per prestigio e per
commercializzazione, anziché per il rito, segnò così il passaggio dalla casa
dodicesima alla casa seconda.

    

Circa l’applicazione del codice zodiacale alla storia del vino, scrive
Charpentier: “… tutti i pianeti dello Zodiaco ( e tutti i segni, aggiungiamo
noi) concorrono al rigoglio della vite: è il cosmo intero che si unisce per la
gestazione della divina bevanda”
Infatti se esaminiamo le vicende della vite in ogni momento dell’anno, in ogni
stagione, notiamo che tutti i segni collaborano in qualche modo alla buona
riuscita del prodotto finale:
– nell’Ariete, con il Sole in esaltazione, ha inizio la preparazione alla
fioritura che sarà completata
– nel Toro, con l’impollinazione. Si è già parlato del coinvolgimento di questo
segno ed ora si può aggiungere che sembrerebbe anche il più idoneo al piacere
della degustazione dei vini migliori, ancora grazie a Giove/bocca che mangia (e
beve, naturalmente) ed a Venere/papille gustative. Per non parlare
dell’importanza del tappo – scorza dell’albero di sughero, quindi ancora Toro –
che può garantire la conservazione del prodotto e l’invecchiamento: Saturno,
esaltato nel Toro per trasparenza.
– nel Gemelli avviene la spampinatura. Urano in trasparenza si incarica di
moderare la dispersività del segno, eliminando i germogli superflui affinchè non
si sprechino la linfa e la forza della pianta.
– nel Cancro e nel Leone, i due luminari – la Luna e il Sole – vegliano e
collaborano per la maturazione e la riuscita del buon prodotto.
– la Vergine ha vari compiti: il primo è di controllare che tutto sia in ordine,
pulito e pronto per la vendemmia e la vinificazione ; il secondo è di curare un
particolare che non interessa la vite ma il prodotto finito: l’etichetta e la
scelta del nome. È un lavoro importante perché deve illustrare le
caratteristiche organolettiche del vino ma anche attrarre l’attenzione,
garantire la competenza e l’importanza del produttore e la piacevolezza del
prodotto. Una bella etichetta è certamente un buon passaporto.
– la Bilancia è il vero segno della vendemmia: è saturnino lo staccare i
grappoli dalla vite, i figli dalla madre. Qui Saturno è in esaltazione. Ma
giocano un ruolo importante anche Venere in domicilio primario e Nettuno in
trasparenza che regalano un’ebbrezza piacevolissima a chi partecipa alla
vendemmia. Occorre una presenza attiva tra i vigneti al momento del raccolto
dell’uva per comprendere pienamente come l’umore zuccherino, quando la mano
raccoglie il grappolo, penetri sotto pelle e si diffonda nel sangue provocando
euforia e benessere, mentre il profumo intenso invade cielo e terra e completa
l’opera di inebbriamento: senza aver assaggiato un sorso di vino ci si sente
esaltati, con tanta voglia di cantare e di vivere. Anche Saturno qui è costretto
a riporre il suo rigore ed a lasciare libero campo a Venere e Nettuno e ne
diventa alleato più che censore.
Vogliamo ricordare anche la pigiatura che anticamente era fatta coi piedi/Pesci:
osservata in vecchi documentari, sembra quasi una danza rituale e gioiosa. Anche
la danza è nei Pesci…
E qui richiama la nostra attenzione lo scambio di pianeti tra i due segni:
Venere domiciliata nella Bilancia è nei Pesci in trasparenza mentre Nettuno
domiciliato nei Pesci è in trasparenza nella Bilancia!
– nello Scorpione, dopo la torchiatura il vino matura le sue caratteristiche
migliori al buio e nel silenzio. E qui avviene nel segreto scorpionico/plutonico
la trasformazione del succo d’uva in vino poiché i lieviti della fermentazione
possono lavorare soltanto al buio. Ancora Charpentier: “…attaccano lo zucchero
dell’uva, depurano il succo dalle sostanze pesanti per farne quel liquido
sottile ed aereo che è il vino. I lieviti della fermentazione sono come i
funghi. Il fungo è il diavolo, nemico della vite, che qui però diventa
ausiliario”. Traduzione: il fungo/Scorpione è il nemico della pianta/Toro ma
nella dialettica tra i segni opposti è complementare e collabora per il prodotto
finito.
Personalmente mi divertì aver ritrovato sotto forma di lievito/fungo il diavolo
della mia infanzia!
– nel Sagittario sono ancora presenti i pianeti che più giocano in questa
storia: Giove e Nettuno. Il primo, più invadente in quanto più forte per il
domicilio primario, ingoia il secondo (poiché sempre di bocca si tratta quando
si parla di Giove ) che forse in questo segno dopo aver bevuto parla ancora più
volentieri!
Ma qui colpisce un’altra cosa: nella vigna ormai priva di grappoli c’è una
gloriosa esplosione di colori, dal giallo al ruggine, dal rosso al violetto in
un’armonia di sfumature degne di un artista. Potremmo porre in relazione queste
pennellate di colore con l’esaltazione di X – lo stesso pianeta che nel Toro
unitamente a Venere favorisce i pittori.
– nel Capricorno, segno della chirurgia, non si potrebbe trovare altro che la
potatura. Le viti sono mutilate, ridotte all’essenziale ed appaiono povere e
scheletriche. Le forbici del potatore lavorano senza pietà.
– nell’Aquario domina Urano. Vi si potrebbe ravvisare la tecnica, necessaria
alla vinificazione ma che purtroppo negli ultimi decenni ha preso il sopravvento
sulla coltura tradizionale e sul metodo naturale.
– infine arriviamo ai Pesci: la vite si sveglia e contemporaneamente ai primi
germogli sulla pianta avviene nel vino in cantina la seconda fermentazione. Come
se ci fosse un’intesa segreta tra la vite e il suo prodotto anche se
trasformato, ormai estraneo. Sono questi i misteri di Dioniso? O forse è questa
la “luna giusta”? la Luna di Marzo ben nota e celebrata nelle zone vinicole…

    

L’idea di estendere la ricerca alla “gente del vino” mi venne durante la visita
ad una Cantina.
Qualcuno domandò al direttore enotecnico, in piemontese: “E ‘l vin, a bougia?” –
“E il vino, si muove?” Intendeva dire “si vende?” ma io immaginai un misterioso
movimento di liquidi tra tini e botti nel silenzio della notte, in danze rituali
o forse bacchiche e ne parlai ridendo . Quel gentile signore, quasi
giustificando le mie fantasie, disse con molta serietà: “Il vino è vivo!” e mi
parlò della vita del vino, della fermentazione di marzo , della Luna oggi non
più considerata, della pastorizzazione ecc.
Così decisi di interrogare altri esperti.
Iniziai proprio dagli enotecnici, gli “stilisti” del vino. Li provocai con
domande sulla Luna ed ebbi risposte diversissime: di scherno o di nostalgia, di
indignazione o di imbarazzo.
Ancora entusiasta del “vino vivo”, fui mortificata da una risposta dura: “noi
uccidiamo i fermenti!” ed il vino rosso smise di danzare e divenne sangue…
Tra i due estremi famigliarizzai poi con concetti diversi come:
– “mutizzazione”. Addio Giove/parola! Il vino non dirà mai più la sua. E dove
sarà finito il vecchio detto “in vino veritas”?
– “necessità di guadagno ” ed ecco Giove di ritorno, come danaro.
– “adattamento” alle richieste del mercato e qui entra Urano, è lui che si
adatta!
Mi parlarono di chimica ma soprattutto di tecnica. Ancora Urano, ormai vincente
anche in cantina, da sempre implacabile e freddo nemico della Luna.
Ma sappiamo che Urano non abita nei Pesci. Forse il vino sta cambiando segno?
Sta per caso scivolando nell’Aquario, adeguandosi a quella che chiamano la nuova
età della tecnica?

Nei temi degli enotecnici, Urano è molto importante, con aspetti sia armoniosi
sia dissonanti.
Nei temi dei più noti e validi professionisti si notano buone posizioni di
Nettuno, Urano, Giove. Come pure nei temi degli “enofili”, intenditori non
professionisti e non alcolisti. La generazione dei primi anni quaranta ha dato
personaggi di rilievo nel settore enotecnico: essi sono riusciti ad imporre al
vino un tono superiore e il vino ad un pubblico raffinato o disposto a pagarne
il valore da mercato d’élite . Forse proprio loro hanno favorito il “salto
sociale” del vino, prima servito nelle osterie, bevanda per i poveri ed ora
prodotto di nicchia. Questa generazione è segnata dalla presenza di Urano in
Toro trigono a Nettuno in Vergine.
Nelle risposte di persone che presentano nel tema un Urano leso senza recuperi
si nota una certa durezza, tra il risentimento e la diffidenza. Negano tutto: il
passato affidato alla tradizione, il nonno vignaiolo che imbottigliava in
giornate di sole tenendo conto della luna, la necessità di conservare ad ogni
vino il suo gusto particolare.
Sono coloro che si adattano ai gusti del cliente non educato al buon bere
anziché educarlo al rispetto della “personalità” del vino vivo, che seguono
regole commerciali anziché di gusto.
Nell’aggressività di queste persone forse c’è un’inconsapevole esigenza di
difendersi dal vago timore di essere giudicati poco tecnici, non abbastanza
aggiornati e competenti. L’eccesso di elogio della tecnica potrebbe essere un
tentativo di esorcizzare le lesioni di Urano che denuncerebbero l’uso errato o
fuori luogo degli accorgimenti tecnici.
Mi consolò la confidenza di un signore sorridente che ammise: “Qui devo
adattarmi al sistema industriale, la produzione è troppo vasta. Ma per il mio
vino, quello che produco per me nella mia vigna, continuo ad imbottigliare con
la luna giusta!”
Usò proprio quella parola. E il mio cuore tornò bambino.

Quando in passato, all’inizio della mia ricerca, tentai di intervistare i
sommelier fui quasi respinta dal loro atteggiamento di chiusura, quasi di
diffidenza. Tentai degli approcci nei ristoranti, ma ebbi risposte vaghe o
sdegnose. Certo, consigliavano i vini giusti ma non seppero o non vollero
spiegarmi le caratteristiche che facevano proprio di un determinato vino il
giusto accompagnatore delle pietanze in tavola. Veniva facile pensare che
conoscessero le regole a memoria ma senza una vera conoscenza delle motivazioni
che erano alla base di quelle regole. Delusa, incontrai più facilmente
conoscitori di etichette piuttosto che di vino.
Pensai che le persone intervistate, anche se abbastanza numerose, non potevano
rappresentare tutta una categoria – e decisi di esaminare un campionario di
duecento temi di sommelier: mi sarei aspettata una prevalenza del Toro o un
risalto particolare di Giove e Venere, che avrebbero indicato la competenza in
fatto di gusto. Invece trovai una certa varietà di segni e di aspetti che
dapprima mi meravigliarono, poi fornirono una loro spiegazione.
Il Sole per esempio, si trova con maggiore frequenza in due segni d’aria, i
Gemelli e la Bilancia – ed in Bilancia si trova anche la Luna: ora sappiamo bene
che il sommelier non può avere una funzione di isolamento, di lavoro in ambiente
appartato – come invece si adatta all’enotecnico. Il sommelier deve essere
aperto ed affabile, deve convincere e conquistare, ed ecco il Gemelli con la sua
caratteristica sociale ed anche mondana, necessaria soprattutto oggi visto che
il Vino è diventato prodotto di nicchia ed è proposto, osannato, consumato in
ambienti raffinati. Ed ecco anche la spiegazione della Bilancia, la “signora”
dello Zodiaco per la sua classe, la sua misura, la sua discrezione. E per un
prodotto proposto a gente raffinata, in ambienti raffinati, l’elemento Bilancia
assicura il sommelier ideale, misurato, nel quale riporre la fiducia.
Per gli aspetti tra pianeti, quelli che ricevono il maggior numero risultano a
sorpresa Marte e Saturno, i due signori del Capricorno. Forse vorrebbero
indicare che in alcuni casi il sommelier potrebbe esercitare un certo potere sul
consumatore, nell’imporre più che proporre un’etichetta piuttosto di un’altra –
ma questo non sarebbe oggi possibile nei locali in cui si consuma vino pregiato
in quanto la gente che lo richiede ha gusti e conoscenze precise del prodotto.
Lisa Morpurgo affermava che il Capricorno è il miglior assaggiatore di vini e
questo potrebbe essere spiegato dalla trasparenza di Giove nel segno e qui il
piacere del gusto non sarebbe fine a se stesso ma, mitigato dalla severità di
Saturno, potrebbe davvero rivelare il “critico” senza indulgenze o favoritismi.
Tuttavia, nell’esame dei segni, il Capricorno è il meno interessato, il suo
coinvolgimento è nettamente al di sotto di tutti gli altri segni, anche di
quelli che sembrerebbero i meno adatti a questa professione. L’intesa tra Marte
e Saturno, che ricostruisce in parte il Capricorno ma senza tutte le sue
proprietà di potere , potrebbe indicare allora una tendenza di base alla serietà
ed all’onestà professionale.
Sono molto coinvolti invece due segni che nello Zodiaco si fronteggiano, il Toro
e lo Scorpione. Abbiamo visto nell’esame dei singoli segni quanto siano
importanti questi due e rileviamo ancora che sono complementari in quanto è ben
nota la caratteristica taurina del piacere e della competenza nel buon cibo e
nella buona bevanda, mentre allo Scorpione riconosciamo il gusto della
sperimentazione, della scoperta, della tendenza ad assaggiare tutto. Ora il
desiderio di conoscere per esperienza diretta, di “rischiare” l’assaggio – si
unisce alle qualità del Toro buongustaio ed inoltre alla capacità selettiva di
Saturno che, esaltato nella Bilancia e in trasparenza nel Toro, diventa giudice
delle qualità del prodotto proposto..
Nell’insieme, vediamo confermate nel sommelier un insieme delle caratteristiche
assolutamente necessarie per la sua riuscita nel campo enologico, sociale,
raffinato. Così questo personaggio tende a diventare il rappresentante di una
nuova élite valorizzata dall’evoluzione di una bevanda che dall’osteria, o dalla
cantina privata dei vecchi cultori del gusto, è salita ai ristoranti più
prestigiosi ed alle enoteche più eleganti e ben frequentate, oltre che alle
quotazioni talvolta vertiginose che ne fanno talvolta un prodotto per pochi,
come la Ferrari o il jet privato.

Mi trovai nei pasticci quando esaminai i temi dei produttori. Pochi rispondono
alle aspettative, specialmente tra i nomi più famosi e importanti.
Probabilmente i loro temi riflettono le loro esigenze di curare aspetti diversi
del loro lavoro, che si ritrovano in altri segni e case:
– la difesa del marchio: Toro/casa seconda.
– la tradizione di famiglia e quindi il coinvolgimento di altri membri del clan
familiare , specialmente quando si tratta di aziende fondate dagli avi: ancora
Toro/casa seconda.
– il coinvolgimento di coniugi e figli, cosa che condizionerebbe logicamente
anche la vita familiare e potrebbe spiegare come il Cancro sia tra i segni più
ricorrenti.
– la necessità di relazioni mondane, di presenzialismo, per far conoscere il
prodotto : e qui giocano i Gemelli.
– la cura della sede, solitamente prestigiosa: il Castello avito, Capricorno; la
villa d’epoca con parco e giardini curatissimi , ricorre ancora il Toro .
– non ultima (anzi!) la rendita che permetta di mantenere il prestigio
dell’azienda, della sede, della famiglia… Giove, signore dei Toro e dei Pesci.
Come gusto, per vendere le cose buone – ma anche come danaro, per venderle…
bene!
Indubbiamente questi signori sono esperti ed intenditori ma il loro successo non
dipende da questo né da un loro coinvolgimento diretto nella produzione (che
hanno l’intelligenza o l’astuzia di affidare a personale di prim’ordine) bensì
dalle loro doti commerciali e rappresentative.
Per questi motivi i simboli che si riferiscono al vino non sono generalmente
predominanti, talvolta neppure visibili, sul loro tema.
Analizzando temi individuali è interessante osservare “come” e con quali mezzi
ognuno abbia fissato e raggiunto un certo livello: di vini ambiziosi o
industriali, di nicchia o di grande distribuzione. Purtroppo non è possibile far
entrare in questo spazio uno studio così vasto.

Nei produttori minori che ancora curano personalmente la vigna e la
vinificazione, si riscontrano più facilmente elementi pescini o rapporti tra i
pianeti tradizionalmente legati al vino.
Ho dovuto notare con un certo stupore che queste persone sovente si dimostrano
pessimiste, scontente, hanno il lamento facile, forse per il vittimismo della
casa dodicesima nonostante (come fece notare qualche tempo fa Carlo Petrini
dello Slow Food) mai come in questi anni il vino abbia avuto tanta espansione ed
abbia consentito tanto profitto economico.
Si esprimerà così il “pianto della vite”?

    

Termino con un sorriso. Chiudendo il cerchio ritornerò ad agganciarmi in modo
simpatico agli accenni mitologici iniziali.
Davanti a tanta prevaricazione della tecnica, che fine avrà fatto la Luna?
Sconfitta per sempre?
No, nessuna sconfitta. Anzi, una bella rivincita! La Luna si è materializzata
nella donna, quando fu fondata l’Associazione Italiana delle Donne del Vino. La
donna, da sempre esclusa dalla cantina considerata regno esclusivo del maschio,
si è emancipata ed è diventata produttrice.
Poiché questo lavoro l’ha scelto e si è scavata un posto nel mondo del vino
sfidando lo scetticismo ed i pregiudizi maschili, quando si impegna si prende
sul serio forse più di tanti uomini che avendo ereditato vigne di famiglia
accettano tutto come scontato, sovente come inevitabile.
Il tema natale dell’Associazione – fondata a Firenze il 19 Marzo 1988 – denuncia
gli ostacoli che le donne hanno dovuto superare per riuscire ad imporre la loro
professionalità e competenza.
La Luna in casa decima in Ariete deve lottare contro la non collaborazione – o
la diffidenza e l’ostracismo iniziale – di Marte, che simboleggia il
“maschilista” più che il maschio, il quale dalla casa settima le invia una
quadratura secca. Nell’azione pratica potrebbe indicare, che essendo compiuta
dagli uomini la potatura – compito certamente maschile di taglio e mutilazione
sia pure per il bene della pianta o forse del prodotto futuro – si sia sempre
pensato che la donna dovesse essere esclusa dal compito produttivo.
Anche il Sole è in casa decima e nei Pesci, segno del vino, ma anch’esso è leso.
Forse, vista la qualità della lesione, inizialmente ci fu un pregiudizio circa
la capacità tecnica (quadratura di Urano) e la responsabilità e la costanza
(quadratura di Saturno) nell’impegno.
Scalata difficile per la Donna.
Ma questo Sole leso potrebbe far pensare alla stizza del maschietto che si vede,
come in altri campi nell’era attuale, accantonato, ignorato, superato, non più
signore assoluto dell’antico feudo. Oppure allo stesso maschietto indispettito
dall’indipendenza e dall’audacia femminile e ferito dal successo delle donne,
sempre ritenute incapaci di realizzazioni serie e destinate a restare in ombra,
al servizio del padre o marito padrone.
Il tema presenta tuttavia molti aiuti per riuscire in un campo imprenditoriale
mai prima d’ora aperto al femminile: Nettuno e Urano in casa sesta e in
Capricorno, gli stessi pianeti che avversano il Sole in decima, sono in trigono
a Venere e Giove in Toro. Inoltre c’è un ottimo Mercurio in Pesci casa nona, che
spiega come questa associazione sia conosciuta ed apprezzata anche all’estero
dove ha conquistato favori e adesioni.
Sono brave, queste Donne!
Termino con un tocco di poesia: l’ultimo fiore all’occhiello di queste Signore
del vino è un fiore vero, una rosa creata per loro, da piantare nei loro filari
non soltanto per il godimento visivo ed olfattivo (ritorna sempre il Toro, come
vista e odorato) ma anche per un motivo pratico: è stato accertato che la rosa
potrebbe denunciare in anticipo eventuali malattie della vite. Sarà perciò la
“Sentinella della vigna”. Rosa sana in vigna sana … E la sanità è ancora nel
Toro, anche per le piante!
Apprendo infine con piacevole stupore che il nome scelto per questa nuova rosa è
… Dionisia!
Che sia un ritorno della parte femminea di Dioniso, il dio greco “delle donne”?

Bibliografia :
LISA MORPURGO : tutti i testi.
CHARPENTIER : La sacralità del vino.
R. GRAVES : I miti greci.
A. MORELLI : Dei e miti.

 

 

L’asse dei segni fissi: Toro, Leone, Scorpione, Acquario

dicembre 31, 2019 on 8:08 pm | In Amici, Astrologia, Oroscopo, Pratica Astrologica
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di Lidia Fassio

L’Acquario, come ultimo segno dell’asse dei “fissi”, può raggiungersi e svilupparsi solo se gli altri tre segni della croce sono stati in qualche modo affrontati e risolti.
L’asse dei segni fissi ha a che fare con quelle dinamiche che io chiamo delle  3 “P”, ovvero possesso, paranoia egopatica e potere; senza il superamento o meglio il padroneggiamento in senso corretto di ciò che questi tre segni richiedono come cammino personale, non sarà possibile giungere ad un vero e reale “senso comune” in cui si sia pronti a condividere e scambiare progetti, idee e soprattutto solidarietà nonche’  a tollerare (nel senso più nobile del termine) le diversità e a vivere come il reale patrimonio che l’universo ci ha messo a disposizione.
Purtroppo pero’, le problematiche di insicurezza del Toro inducono a prendere troppo, a trattenere e a mettere recinti su tutto ciò che si possiede;  in questo senso, i “beni personali” non sono le risorse personali
che ognuno ha, ma diventano veri e propri possedimenti da difendere con le unghie e con i denti e questa mentalità di scontra terribilmente contro quella del “senso o dei beni comuni” che dovrà essere quella dell’Acquario.
Allo stesso modo, il bisogno di unicità e di esclusività del Leone, se non diventa un valore interno personale in grado di rassicurare l’Io, questo avrà sempre bisogno di dominare o di gestire, o di trovare ancora identità e riconoscimento in una segno che deve avere un’identità profonda che non possa sentirsi intaccata dalla partecipazione e dalla condivisione.
Non si può più “brillare” in senso leonino in Acquario perchè li’ devo essere in grado di lavorare per un benessere molto più allargato e quindi, il mio IO non può sentirci menomato se qualcun altro è migliore di me o ha fatto più di me.
Per quanto riguarda l’ultima delle “P” è quella del potere dello Scorpione che non riguarda il manipolare, l’abusare o il cercare di dominare sugli altri. Infatti, in questo segno l’unico potere che ci è riconosciuto è quello di conoscerci, di saper padroneggiare le nostre dinamiche interne, di riuscire a tollerare la frustrazione della precarietà e dell’impermanenza, nonche’ dell’ineluttabile trasformazione di tutte le cose. E’ la capacità di accettare la perdita per un senso di ricchezza interno, personale.
Una volta acquisiti e introiettati in senso vero e corretto, ecco che potremo anche pensare di raggiungere quel senso di libertà e di autenticità vera che l’Acquario richiede, nonche’ quella partecipazione che questo
segno richiede in quanto “segno di Aria” e come tale legato alla condivisione,
scambio, grande relazione, grande connessione.

Auguri e Buone Feste 2019

dicembre 22, 2019 on 11:39 am | In Amici, Cose carine, Pensieri
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Sagittario – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

dicembre 15, 2019 on 10:03 am | In Amici, Astri, Astrologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi 

Nono Segno dello Zodiaco, Mobile, Doppio, di Fuoco, il Sagittario va dal 22 novembre al 22 dicembre, con i soliti due giorni di mobilità, all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni. I Segni Mobili simboleggiano la duttilità, la plasticità, l’adattamento paziente alle varie situazioni che la vita o il nostro prossimo ci possono imporre. Segno doppio, per l’eterno dualismo tra Ideale e Reale che divide per la vita intera gli appartenenti a tali Segni, come più avanti vedremo. L’Elemento Fuoco rappresenta invece l’energia Vitale che si trasforma in Azione, in Passionalità, in Istintualità, in Generosità e Calore umano; Segni di Fuoco sono, oltre al Sagittario, Ariete e Leone.

Il Cerchio dello Zodiaco, nella versione Placido che è quella attualmente più usata, è diviso in dodici Segni, sei nella parte inferiore e sei in quella superiore. La demarcazione tra il primo gruppo ed il secondo è delineata dalla Linea Ascendente che divide a metà esatta il Cerchio, partendo da 0° Ariete, fino a 0° Bilancia (in senso antiorario).

Linea che non è un semplice tratto di penna ma una frontiera ben precisa tra due mondi: all’inizio del Segno Ariete avviene, infatti, il Solstizio di Primavera. Il 22 marzo, ore del giorno e della notte si equiparano ed inizia la fase ascendente del Sole; ogni giorno un pizzico di luce e di calore in più, fino al Solstizio di Estate che vede il giorno più lungo e la notte più corta dell’anno. In Natura, è l’apoteosi del mondo fisico; odori, sapori e colori sono nella loro massima espressione.

Le piante si caricano di fiori e frutti e gli animali si accoppiano, partoriscono: gli uomini si liberano dei vestiti, per quanto la cultura del tempo e dei luoghi consenta loro, e tendono a passare la maggior parte delle ore all’aperto. Sotto il Segno Vergine si hanno le prima avvisaglie dell’autunno; il caldo e la luce diminuiscono ogni giorno un po’, sbiadiscono pian piano i colori, si annacquano odori e sapori.

Ogni giorno è un filino più corto del precedente. Il 22 Settembre siamo all’Equinozio di Autunno: la temperatura si abbassa, lentamente ma inesorabilmente; le piante rinsecchiscono, molti animali vanno in letargo ed anche l’uomo si “rattrappisce” fisicamente; è, infatti, costretto a coprirsi sempre più ed a passare sempre più ore al chiuso.

C’è più tempo per pensare, per meditare, per progettare; sotto il Segno Sagittario la creatura umana ha infatti ormai affrontato e superato tutte le difficoltà del contingente, ha le provviste per sopravvivere e le mura per proteggersi, scaldarsi dai rigori invernali; dopo aver conosciuto sin nei minimi dettagli il suo territorio (ciò è avvenuto sotto il Segno Gemelli), c’è la spinta ad esplorare, conoscere, cosa si nasconde al di là delle montagne, oltre il mare. Prototipi sagittariani per eccellenza, sotto questo profilo, possono essere Ulisse, Marco Polo e Cristoforo Colombo e, ai giorni nostri, gli astronauti.

Orizzonte non solo materiale ma anche metafisico. Si affacciano i primi lampi di Trascendenza che prendono appieno forma sotto il Segno Scorpione, quando si fa nitida la consapevolezza della Morte. Si “costruiscono” i vari pensieri filosofici e si abbandona il semplice culto degli dei fotocopia degli umani a favore di religiosità più raffinate, metafisiche.

Terzo Segno di Fuoco, il Sagittario è quindi diverso dai due che lo precedono sulla Ruota Zodiacale; Ariete e Leone sono, infatti, Segni nettamente fisici, carnali, immersi nel carnale: Fuoco di paglia Ariete, che divampa e brucia in un attimo, per rinnovandosi all’infinito; Fuoco del falò, costante e rassicurante quello del Leone. Segno di Fuoco al disopra dell’Orizzonte, il Sagittario. Per tal motivo brucia, illumina e scalda anch’esso ma si pone delle problematiche, cerca di vedere e capire al di là del suo raggio di calore ed illuminazione.

Fuoco dello Spirito anche, che può ardere non per l’impulso dei sensi ma per degli Ideali. Spesso quindi, nei tipi Sagittario (Segno doppio, ricordiamolo), lotta intestina tra Carne e Spirito, tra sensi da soddisfare ed Ideali da raggiungere. La lotta, nella giovinezza quasi sempre a favore della carne, si affievolisce pian piano, con l’età quando spesso ha la meglio l’Ideale. Spesso, non sempre.

Proprio a simboleggiare tale dualismo, l’icona più antica del Sagittario è l’Unicorno, cavallo selvaggio che poteva essere ammansito soltanto da una fanciulla pura. Lo Spirito che può imbrigliare la carne. Il corno che spunta sulla fronte dell’animale simboleggia il Pensiero, che si attiva quando è stimolato da forze positive.

Dall’Unicorno si passò poi al Centauro, metà cavallo e metà uomo.La parte umana deve tener strette le briglie perché gli impulsi animali non impediscano di arrivare alla Saggezza. Rispetto all’Unicorno, il Centauro è già animale dimezzato. La sua metà anteriore è diventata Uomo.

E proprio legati dal centauro sono i due Miti centrali del Segno, quello di Issione e quello di Chirone.

Issione è ancora sotto l’ombra di Scorpione (Segno che precede Sagittario), del quale mantiene tutta la drammaticità. Per sposare Dia, figlia di Deioneo, Issione promette al padre dell’amata ricchi doni; ma quando questi si presenta per ritirarli, Issione lo fa precipitare in un pozzo che vomita fuoco. Il senso di colpa per questo infame tranello è tanto grande che Issione rasenta la follia; Giove, commosso da sì grande pentimento, lo perdona e lo accoglie nell’Olimpo.

Ma la carne è debole ed anche nell’Olimpo Issione non riesce a dominarla; viene preso da passione per Era e tenta di possederla. Giove non permette, ovviamente, che la sua sposa sia violata e manda incontro ad Issione una nuvola che rappresenta Era. Dall’abbraccio tra l’infoiato Issione a la nuvola nasce un figlio che poi si accoppierà ad una giovenca che darà alla luce il primo Centauro.

Issione per il suo sacrilego desiderio, viene prima legato ad una ruota di fuoco e poi gettato negli Inferi. Egli simboleggia quindi il lato Sagittario prigioniero delle passioni e degli istinti, incapace di valorizzare l’altra sua parte, quella spirituale, che pure gli viene concesso di conoscere (l’accoglienza nell’Olimpo).

Chirone è invece un Centauro buono, equilibrato, sapiente, dotato di un eloquio affascinante; egli è amato e rispettato da uomini e Dei che gli affidano con piena fiducia i loro eredi perché li educhi, li istruisca. Oltre che educatore, Chirone è anche medico. Nella sua Grotta (simbolo del mondo interiore dell’uomo), si sposano Peleo e Tedide, Dea della Giustizia. Ucciso da una freccia avvelenata, Chirone è trasportato da Giove in Cielo e per lui viene creata la Costellazione del Sagittario.

E’ chiaro che mentre Issione simboleggia la parte animale dell’uomo, Chirone rappresenta quella spirituale e le possibilità dell’Anima di contenere gli impulsi distruttivi della materia. Ricordiamo, che per Freud il cavallo è simbolo della sessualità mentre per Jung è qualcosa di ancora più profondo e complesso; la Libido, l’Energia Vitale nella sua totalizzante esplosione.

Nella tarda civiltà greca il centauro viene sostituito da un arciere su un cavallo bianco. L’uomo ed il cavallo non sono più fusi come nel centauro ma figure separate. L’uomo può sia dirigere l’animale dove desidera, sia scendere di sella; viene comunque sempre sottolineato sia l’impulso erotico (l’animale, la freccia scoccata), sia quello avventuroso e spirituale (la freccia verso l’alto, che vola lontana).

Simbolo grafico del Segno è, appunto, un centauro o un cavaliere che scocca una Freccia; il tutto sintetizzato, il più delle volte, in una freccia lanciata verso l’alto (). La simbologia è chiarissima. Benchè Segno doppio e portatore di due tipologie differentissime tra loro, fino al 1846 il Sagittario aveva un solo pianeta dominante, Giove. Con la scoperta di Nettuno e studi astrologici approfonditi sullo stesso, si stabilì che questo nuovo pianeta era, con tutti i crismi, il secondo dominante del Sagittario: Giove come parte terrena, Nettuno come Trascendente.

E’ già dal tipo fisico che si distinguono i Sagittari gioviali da quelli nettuniani. I primi sono grandi, grossi, spesso imponenti e sovrappeso; prototipi al cubo, Giuliano Ferrara e Luciano Pavarotti, con grande influenza del Sagittario nel loro Tema Natale, anche se hanno il Sole in Segno diverso. I nettuniani sono più “contenuti” anche perché non fanno onore esasperato alla tavola come i loro confratelli. Figura particolarissima e rara di Sagittario è Maria Callas con tre Astri nel Segno, molto evidenziati: gioviale nella prima parte della vita, grassa, goffa, al limite della bulimia, diventò una eterea nettuniana proprio quando Nettuno, nel suo eterno giro, passò su punti cruciali del suo Tema natale.

A nessuno come ad un Sagittario si adatta il termine “gioviale”. Il padre di tutti gli Dei viene generalmente descritto come pacioso, generoso, sin troppo sensibile ai piaceri della carne ma anche capace di infuriarsi e di gettare i suoi fulmini sterminatori. Giove anche Giudice ed è per questo che tra le altre cose che vedremo poi, il Sagittario simboleggia, assieme alla Bilancia, la Giustizia. Il Sagittario-Giove ha nel suo Tema Natale forte peso di Segni di Fuoco e/o Acqua e del pianeta Giove, ovviamente.

Se predominano invece pianeti in Segni di Aria o Terra, oppure Saturno, (e con un Giove debole), tutto viene “raffreddato”, ridimensionato; il Sagittario così segnato sarà molto più contenuto, misurato, lucido, poco incline a “trabordare”, sia sul piano fisico che su quello psicologico. Sarà il tipo Sagittario-Chirone.

I Gioviali si contraddistinguono, oltre che per la stazza, anche per il loro approccio sereno e fiducioso verso il mondo esterno: dirimpettaio del Segno Gemelli, il Sagittario ne rappresenta il rovescio della medaglia. Di conseguenza, tanto il Gemelli è di solito scaltro, sfuggente, spesso opportunista, altrettanto il Sagittario-Giove è pacioso, fiducioso, talmente incapace di furberie e strategie da sembrare a volte sprovveduto.

Egli non concepisce che altri possano mentire e tradire perché è costituzionalmente incapace di farlo. Sempre a meno di controindicazioni, assai scarsi il senso dell’humor, la capacità di prendere la vita con leggerezza; tutto diventa spesso, per un Sagittario, terribilmente serio, da chiarire, da sviscerare, da prendere nella maniera secondo lui più giusta. Ed eccolo a sentenziare, a mettere i puntini sulle i, ad alzare l’indice se una parola o un atteggiamento non rientrano nei parametri che a lui sembrano giusti. Corregge e spiega non nel modo critico, a tratti spietato, di Vergine o Capricorno. La sua è didascalia soltanto un po’ saccente. Ma mentre critica e corregge il prossimo, è poco incline alla autocritica e può offendersi a morte se si osa fargli degli appunti.

A volte è proprio questo suo modo di fare che gli inimica il prossimo! La verità, se non è mediata dal tatto, può ferire anche a sangue. E di tatto e diplomazia, a meno di forti valori Bilancia nel Tema personale o di una educazione seria a proposito, un Sagittario difetta un pò. Spesso non si accorge nemmeno che, (a fin di bene, secondo lui), gira il coltello nelle piaghe del prossimo. Come quando si affanna a consigliare, tra il paternalista e l’intimidatorio, diete miracolose a un povero cristo che lotta da una vita con la ciccia; o elenca spietatamente gli errori (sempre secondo i suoi parametri), di chi già si sta dibattendo in abissali complessi di colpa.

Altro motivo di urto con il prossimo per molti Sagittari-Giove può essere la chiacchiera; Giove è pianeta che simboleggia anche la parola, e chi ne è influenzato può avere tendenza a straparlare, non accorgendosi affatto dell’insofferenza di chi gli è accanto; del vuoto che si crea intorno. Parlare troppo significa, incapacità al dialogo, anche quando, ancora una volta, l’intenzione è buona. La loquacità è molto ridimensionata se nel Tema Personale si trovano Astri in Segni taciturni o misurati, come Capricorno o Vergine, ad esempio. Oppure se vi è un forte peso del pianeta Saturno.

Se riesce a controllare questi due grandi difetti o se trova persone disposte ad accettarlo così come é, il Sagittario sa essere amico leale e fedele, sincero e generoso oltre ogni limite. Non è assicurata la sua discrezione. La chiacchiera inarrestabile di molti appartenenti al Segno sconsiglia di confidar loro cose delicate o segrete. Non corrono a riferirle subito in giro per spettegolare o per malignare; semplicemente non gli riesce di tenersele dentro!.

Fiducioso ed ottimista ad oltranza, il Sagittario-Giove, si lancia nelle imprese con entusiasmo, spesso senza strategie precise, senza valutare i reali pericoli, le possibili difficoltà; fida insomma nella buona sorte, nei nodi che si districano miracolosamente. Rischi di delusioni e sconfitte sono quindi all’ordine del giorno. Ma questo non spaventa un Sagittario, né lo rende più accorto. Smaltita la botta, egli si rilancia con nuovo entusiasmo, nuove idee. Anche questa forma mentis un po’ guascona viene tenuta a freno se nel Tema Natale si trova forte peso di pianeti in Segni di Terra o di Aria, o del pianeta Saturno.

Dotato di grande energia fisica, è difficile per un Sagittario stare a lungo fermo. Impellente è la necessità di muoversi, camminare, per scaricare le energie in surplus. Molti gli sportivi con forte influenza del Segno nel loro Tema; sportivi perché questa disciplina permette la realizzazione di due esigenze sagittariane; la necessità di scaricare il surplus energetico e l’altra incontenibile spinta a raggiungere mete sempre più lontane (in questo caso i record).Per lo stesso motivo e per la grande curiosità di scoprire, di imparare cose nuove e diverse, i Sagittari amano molto viaggiare. E, a proposito di viaggi, quasi impossibile trovare un appartenente al Segno razzista, perché le genti lontane, le culture diverse lo affascinano; egli ritiene, giustamente, che l’incontro tra diversi sia un arricchimento culturale ed umano per ambedue le parti.

La predestinazione ai viaggi è talmente connaturata nei Sagittari, così come nei Gemelli, che anche in persone che di solito non viaggiano molto, c’è questo approccio con il movimento, con il lontano. Molti appartenenti al Segno sono impiegati presso agenzie di viaggi, aeroporti o stazioni. O sono legate a persone che per lavoro devono molto viaggiare. O vi possono essere ricorrenti necessità di trasferimento dovuti ai più svariati motivi. O vi sarà nella loro vita un viaggio solo che sarà però tappa cruciale, svolta esistenziale.

Vi sono poi i viaggi dello Spirito. E a questo punto si entra nell’ambito dei Sagittario nettuniani, dei quali parleremo più avanti: Per finirla con i Sagittari-Giove, grandissimo è il loro attaccamento alle cose terrene, assai forte la sensualità che, forse, si può paragonare a quella del Toro, altro Segno che vede un fortissimo Giove. Sensualità come piacere della tavola e come godimento degli agi della vita, oltre che come sessualità. Se non sa frenare le spinte all’edonismo, rischio di venirne travolto, di diventare un vizioso senza leggi né regole, Issione che viene poi precipitato negli inferi.

Il Sagittario-Giove normale si barcamena tra un peccatuccio (o un peccatone), ed un pentimento. Spesso, per amor di pace, è un conformista, acquiescente, tendente ad adeguarsi all’ambiente che lo circonda. Raro insomma trovare un Sagittario rivoluzionario e quasi impossibile trovarlo tra quelli gioviali. Il richiamo del Trascendente è forte anche nei gaudenti Sagittari Giove e per tal motivo si nota anche nel più incallito dei viveur un anelito al sovrannaturale. In tal caso egli tende ad abbracciare in modo acritico la Religione del gruppo in cui vive e ne segue le regole a modo suo. Violandole spesso di nascosto e battendosi poi il petto, realmente a disagio, ma incapace di resistere alla prossima tentazione.

Anche in politica idee piuttosto conservatrici, tendenza a mantenere acriticamente, lo status quo che non metta in pericolo il suo dolce tran tran quotidiano. Questi comportamenti sono tipici nei Sagittario-Giove la cui freccia, lanciata verso l’alto, è invece ricaduta, conficcandosi nella terra. Sagittari che per debolezza caratteriale o per ambiente di nascita non riescono a crescere più di tanto. L’amore per lo sport diventerà allora guardare la partita in tv o andare allo stadio la domenica; il desiderio di viaggiare si soddisfa con le gite aziendali, la religiosità con l’andare a messa ogni tanto. Oppure andandoci anche tutte le domeniche, e facendo magari vita parrocchiale; ma così come si frequenta un circolo ricreativo.

Vi sono Sagittario-Giove superiori, che pur mantenendo molti difetti del Segno (tra i quali la prosopopea e la mancanza di autocritica), sono però più sensibili alla spinta verso l’alto. Spinta come desiderio di ricoprire cariche eccellenti, o come impegno per migliorare sempre più nella proprie competenze; a volte le due spinte si affiancano. Si possono così avere i grandi viaggiatori che si muovono per autentica spinta a scoprire, conoscere.Od ottimi e preparatissimi insegnanti (una delle professioni più adatte al Segno); o insigni cattedratici, studiosi enciclopedici, Principi della Chiesa.

A differenza del Segno Pesci che simboleggia, tra l’altro, la religiosità intima, interiore del Sacerdote sul serio consacrato a Dio, è facile trovare tra i Sagittario alti porporati che si crogiolano beati, vestiti di porpora e oro, tra gli agi e gli onori della loro posizione. Lo snobismo alligna non solo nei Gemelli ma anche nel suo segno dirimpettaio, sia pure in forme più subdole e sofisticate. Il che non ha impedito al Sagittario Giovanni XXIII (gioviale nel fisico), di raggiungere la più alta carica ecclesiastica ma, anche, di usare il suo potere per rivoluzionare l’assetto del pensiero cattolico, con il Concilio Vaticano II; evidentemente, era nettuniano nell’animo.

Anche la spinta a viaggiare induce molti Sagittari a scegliere attività che li tengano in movimento. Ed ecco allora tutta la gamma infinita dei viaggiatori per lavoro; dai camionisti, ai tassisti, ai commessi viaggiatori, e chi ne ha più ne metta. Simbolo di Giustizia assieme a Bilancia, Sagittario vede tra i suoi ranghi molti uomini di Legge, o persone che, per qualsiasi motivo, con la Legge avranno a che fare. La facilità di parola può essere altro asso nella manica per un lavoro soddisfacente. Piazzisti, attori, doppiatori, predicatori, presentatori e via di seguito.

Ricordando Chirone medico, si possono trovare anche molti Sagittari che abbracciano questa professione; il gioviale si inserirà quasi sempre nei ranghi della medicina ufficiale, ricavandone spesso onori e lauti guadagni; il nettuniano sceglierà le medicine alternative o si metterà al servizio dei derelitti. Un Sagittario di qualsiasi tipo, soffrirà comunque sempre molto se costretto all’immobilismo, alle quattro mura di un ufficio, di un laboratorio o di una officina.

Dello sport si è in parte detto. Quando non è agonismo, lo si può trasformare in lavoro. Da fabbricante o venditore d articoli sportivi ad allenatore, ad arbitro e via di seguito. Una delle passioni Sagittario è (guarda caso!), il cavallo.Quindi anche nel mondo dell’ippica, in tutti i suoi rami, i Sagittari sono a loro agio.Con i cavalli, così come nei viaggi o nello sport, il Sagittario cerca il contatto con la Natura; anche questo in contrasto con il suo dirimpettaio Gemelli, sordo ad ogni richiamo della Natura, e che adora vivere in città.

Con il suo candore, la sua linearità e la sua mancanza di strategie, il Sagittario non conosce l’arte della seduzione, a meno di forti controindicazioni nel Tema personale. Tendenza all’amore cameratesco, alla gioia di fare le cose assieme. Negli uomini un po’ utopico trovare la fedeltà. Il loro ideale è di volare di fiore in fiore, pur mantenendo legame stretto con la propria compagna e con la famiglia. Poiché molto spesso, come si è visto, ha un lavoro che lo fa viaggiare, non è raro (tranne le dovute eccezioni), trovare Sagittari con dei piccoli harem sparsi lungo i suoi itinerari. Tendenza ad amare la propria donna più dei figli.

La donna Sagittario-Giove tende ad essere più conformista e bacchettona del marito ed anche lei manca, di solito, di strategie ed astuzie femminili.Tendenza a buttare la relazione sull’amichevole, sul piacere di fare le cose in comune, viaggi in primo piano, naturalmente! Il Sagittario-Giove tende a legalizzare la sua unione, mentre quello nettuniano non dà alcuna importanza alla forma ma guarda alla sostanza. La donna in particolar modo, è assi meno conformista ed attenta al giudizio del prossimo che non la sua consorella gioviale; ed anche parecchio più sexy perché il carattere più sfaccettato e complesso la rende misteriosa, intrigante. Vi sono poi Sagittari nettuniani (uomini e donne), talmente persi nel propri Ideali da non considerare più le cose della terra, sesso compreso.

Anche per l’abbigliamento il Sagittario, in generale, non nutre particolare cura. Uomo o donna, gli bastano indumenti comodi e confortevoli, sullo sportivo. La divisa sagittariana, se fosse possibile, diventerebbe la tuta, anche in ufficio o ad un ricevimento. Quasi banditi, nelle donne, gonne strette, tacchi a spillo e gioielli! Graditi abiti e monili esotici.

Il Sagittario di solito non tiene molto alla casa, che considera come punto di riposo tra un viaggio e l’altro. Spesso è quindi inutile aspettarsi ricercatezze stilistiche, arredamenti curati. Tutto sembra sempre un po’ provvisorio, quasi come la tenda del beduino che può essere smontata da un momento all’altro. Non mancheranno, naturalmente, tanti oggetti esotici, raccolti durante i viaggi o commissionati ad amici e parenti in partenza. Non mancheranno, inoltre, luce ed aria. Se potesse, ogni Sagittario se ne andrebbe a vivere in campagna o in riva al mare.

Di solito non c’è grande ansia di paternità e maternità nei tipi Sagittario, soprattutto perché spesso la coppia ha molti interessi in comune e non sente vuoti da riempire. I figli sono comunque benvenuti ma non proprio ben accetti nella prima infanzia quando, con le loro particolari esigenze, limitano parecchio la libertà di chi li accudisce. Per questo, se possono, scaricano volentieri i pargoli a nonni, zii o baby sitter. Con i figli più grandi ed indipendenti possono invece essere ottimi genitori, in grado di offrire ai ragazzi una vita insolita, piena di cambiamenti, sorprese e scoperte interessantissime.

E passiamo al Sagittario Nettuniano, che fa storia a sé. Ovviamente il nettuniano avrà nel proprio Tema un Giove debole, scarso peso di Segni di Fuoco e preminenza di Saturno, di Segni di Acqua, Aria o Terra. E un Nettuno preminente. Nettuno è il pianeta dell’Infinito, dell’Indeterminato, dell’apertura a tutte le soluzioni: pur non disprezzando i piaceri materiali, il nettuniano ha interessi prevalentemente intellettuali, o artistici, o mistici; se si dedica allo studio è sempre non per nozionismo, come potrebbe accadere ad un gioviale, ma per autentica passione dalla materia che sceglie. Se ha esigenze di Fede, il suo cammino spirituale sarà un continuo, faticoso tentativo di intimo perfezionamento, più che un comodo abbandono a Verità Rivelate o a Riti consolatori.

Il Nettuniano, al contrario del gioviale, non è conformista, gli interessa poco del giudizio della gente ed agisce quasi sempre nel modo che ritiene più opportuno. Per niente e nessuno è disposto a vendere la propria libertà ma, soprattutto, i propri Ideali. Se abbraccia la vocazione religiosa, il nettuniano non aspira certo alla porpora ma se ne va a raccogliere i derelitti nelle stazioni; o parte per le favelas brasiliane. Altrettanto potrebbe fare come laico. Il medico Nettuno, si è già detto, non diventa certo barone della medicina, ma cura i derelitti: Proprio perché molto portato alla spiritualità, il Sagittario-Nettuno sente assai più acuta la lacerazione del centauro Uomo-Animale. Non raro trovare tra i Sagittario-Nettuno artisti grandi, specie nella musica. Maria Callas è di nuovo un esempio tipico.

Giove o Nettuno, di solito il Sagittario non è attaccato ai beni materiali e meno che mai al denaro; ma gli piace godere delle comodità che il denaro può offrire, quindi cerca di guadagnarselo per poi spenderlo piacevolmente. A meno di forti controindicazioni nel Tema personale, ai lauti guadagni egli preferisce un lavoro che lo realizzi: se costretto ad una attività che non soddisfa o lo imprigiona, o fugge o, se questo non gli è possibile, si ammala.

Non essendo calcolatore, mai fa i conti di quanto dà e quanto riceve e corre quindi facilmente il rischio di essere sfruttato sia sul lavoro che da amici o parenti scrocconi. Perdite di denaro, truffe e pasticci legali legati ai soldi non sono quindi infrequenti. Se si trova in difficoltà un Sagittario, al contrario di un Leone, non si vergogna di chiedere aiuto e, una volta tornato in carreggiata non dimentica chi lo ha aiutato. Magari non restituisce i prestiti avuti ma paga dieci volte in più in altri modi.

L’ottimismo ad oltranza, suo grande pregio ma anche suo grande difetto se non guidato dalla prudenza, impedisce spesso ai Sagittari di pensare al domani, ad eventuali momenti difficili; può quindi accadere che, se non ha forti valori di Terra nel proprio Tema, o un valido amministratore che ne curi le sostanze, egli sperperi senza ritegno: Specie in giovinezza, un Sagittario (soprattutto se nettuniano), può trascurare il lato economico per correre dietro ai propri ideali; Oppure spendere in viaggi più di quanto potrebbe.

Sul piano fisico, proprio perché si muove tanto e cerca di stare molto a contatto con la natura, raramente il Sagittario ha salute delicata; se l’organismo cede, fegato e gambe sono gli organi più a rischio. Specie se è gioviale, come si è visto dagli esempi fatti, se non fa attenzione l’obesità è dietro l’angolo, con tutti i relativi conseguenti disturbi.

Scorpione – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

novembre 20, 2019 on 5:00 pm | In Amici, Astri, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

Con lo Scorpione siamo all’ottavo Segno dello Zodiaco; Fisso, di Acqua, esso va dal 22 ottobre al 22 novembre, con i soliti due giorni di fluttuazione, all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni. I Segni Fissi simboleggiano, in Astrologia, la stabilità di idee, la tenacia, la capacità di iniziare e portare a termine, nel migliore dei modi, le cose iniziate. L’Elemento Acqua sta a significare, sempre in Astrologia, la sensibilità, l’intuizione, la fantasia, l’irrazionale; tutto quanto, insomma, la Psicanalisi indica come Inconscio. I tre Segni di Acqua sono, in Astrologia, Cancro (Acqua limpida di sorgente), Scorpione (Acqua stagnante delle paludi), Pesci (Acqua senza confini del mare).

Acqua stagnante delle paludi, quella Scorpione: Acqua buia dove tutto si macera, si decompone; Acqua apparentemente immobile ma che nasconde un mondo segreto di infiniti turbinii, fremiti, sussurri. Acqua inquietante che, se attraversata dalla luce, si accende di mille scintillii, si compone e si scompone in infinite, magiche ed illusorie forme. Acqua del fiume Lete, che i defunti bevevano al momento del trapasso, per dimenticare gli affanni della vita precedente ed essere così pronti ad una nuova reincarnazione. In antichissime civiltà l’acqua della paludi era considerata sacra ed i sacerdoti vi facevano le loro abluzioni; in Cina, essa simboleggia la prosperità. All’acqua delle paludi si associa anche il liquido seminale, simbolo per eccellenza della fecondazione. Tutto ciò fa dello Scorpione, come vedremo più dettagliatamente poi, Segno di Morte ma anche di Rinascita.

Il Sole entra nell’ottavo Segno dello Zodiaco, lo Scorpione appunto, quando superato l’Equinozio di autunno, le ore di buio aumentano notte dopo notte ed ogni giorno è un po’ più corto del precedente; i colori abbaglianti dell’estate si incupiscono, sbiadiscono, così come sbiadisce, e spesso incupisce, l’azzurro del cielo. La pioggia è frequente, le foglie ingialliscono, cadono e marciscono; i primi rami spogli… La Natura, che sotto il Segno Ariete ha iniziato il suo ciclo vitale, sotto lo Scorpione lo conclude; dopo il Regno della Luce arriva il Regno delle Tenebre.

Ma la Natura non muore; niente muore nell’Universo, tutto si trasforma. Il terreno inaridito dal sole e dai raccolti dell’estate, ha bisogno di essere di nuovo nutrito e reso fertile; soltanto così potrà affrontare di lì a qualche mese, un nuovo ciclo riproduttivo: e tutto ciò che muore e si decompone, si trasforma in humus per una nuova Vita. Anche sul piano strettamente interiore, spirituale, Scorpione è Segno di Morte e di Rinascita; così come la Natura si decompone per autonutrirsi e quindi rinascere, così la creatura umana, se vuole passare ad uno stato evolutivo superiore, deve attraversare la sua Notte interiore.

Molto attinente a questo cammino iniziatico è il “Libro dei Morti” egizio; in esso viene descritto come, appena intrapreso viaggio oltretomba, il defunto viene assalito da spaventosi mostri che cercano di impedirgli il procedere; e soltanto se il suo spirito riesce a superare la istintiva paura, dominare i Mostri ed andare oltre, si conquisterà una reincarnazione ad uno stadio superiore. E’ insomma al prezzo di una presa di coscienza, del riuscire a confrontarsi con sé stesso senza nulla nascondersi (mostri come confronto tra Conscio ed Inconscio), che l’Uomo può interiormente progredire.

Tornando al simbolismo della Natura, se si rapporta questo Segno inquietante e misterioso al genere umano, si può dire che, dopo aver gustato il Paradiso Terrestre (nell’arco di tempo che va da Ariete e Leone), dopo aver preso coscienza di sé attraverso il Pensiero (Vergine), e dell’Altro attraverso la Comunicazione (Bilancia), Adamo si trova faccia a faccia con la Morte ed il Trascendente. Nel Cerchio Zodiacale i dodici Segni sono nettamente divisi dalla linea dell’orizzonte che, partendo da 0° Ariete, raggiunge lo 0° Bilancia; i Segni sotto tale linea, da Ariete a Leone, sono quelli in cui la Vita terrena nasce e cresce: prevalgono dunque gli impulsi istintivi, carnali: con la Vergine, il Sole comincia a scaldare meno, la Terra ha ormai dato tutto e si prepara per il riposo invernale. Così come l’Equinozio di Primavera ha dato il via all’esplosione della Vita, altrettanto l’Equinozio di Autunno, che cade all’inizio del Segno Bilancia, prepara la Natura al grande sonno invernale. La Natura si addormenta, gli istinti pian piano placano… I Segni sopra la linea dell’Orizzonte sono quindi cerebrali, più portati all’astrazione, alle idee, che non alla soddisfazione degli istinti. Ciò non significa che gli istinti manchino, ma sono più complicati, elaborati, a volte inibiti, che non nei Segni primaverili – estivi.

Il Mito legato al Segno è quello di Orione, il più bello tra i mortali, figlio di Poseidone e di Euriale, gran cacciatore e uomo dalle passioni dirompenti, dai robustissimi appetiti carnali, che è incapace di dominare. Invaghito di Merope, Orione ottiene dal padre di lei, Enopione, il permesso di sposarla, a patto che prima egli, cacciatore imbattibile quale è, liberi la loro isola (Chio), dalle bestie feroci che l’infestano. Orione sta ai patti, il padre di Merope no; una volta ottenuto il suo scopo, egli nega le nozze. Furibondo, Orione si ubriaca e violenta la fanciulla; per vendetta il mancato suocero lo acceca. Un’altra versione del Mito dice che la donna struprata è addirittura la sua matrigna e che ad accecarlo sia il proprio padre. Comunque stiano le cose, dopo varie vicissitudini, Orione riacquista la vista e torna a Chio per vendicarsi.

Sulle tracce del suo nemico, Orione incontra Artemide di lui follemente innamorata; la dea riesce a distorgliere il giovane dai suoi propositi di vendetta, invitandolo a gareggiare nella caccia. Anche le variazioni sui veri motivi della morte di Orione sono molte; una delle più accreditate narra di come, preda dei suoi irrefrenabili impulsi ed equivocando sulla vera ragione dell’invito, Orione si getti sulla dea, strappandole il peplo. Per questo sacrilegio gli viene aizzato contro, dagli dei infuriati, uno scorpione enorme ed invincibile che lo uccide con il suo mortale veleno. Se le ragioni vere della morte del giovane variano, tutti i racconti concordano sulle modalità della morte stessa; il veleno di uno scorpione. E tutte concordano sulla reazione di Artemide la quale, disperata per la morte dell’amato, lo trasforma in una costellazione tra le più brillanti. Stella che fu il fulcro della religione egizia tanto che gli archeologi moderni ipotizzano, con molte prove alla mano, che tutte e tre le Piramidi della piana di Ghiza siano state costruite tenendo conto proprio della posizione nel cielo, ai tempi della loro progettazione, di Orione e della Costellazione che accoglie la Stella.

Si diceva, prima, di Morte e di Rinascita; tutto il simbolismo legato al Segno è su questa dualità. L’Araba Fenice, mitico uccello che risorge sempre dalle proprie ceneri. E lo scorpione stesso il quale, quando viene chiuso in un cerchio di fuoco, si dà la morte; non è un suicidio, come generalmente si pensa, ma un riflesso di massima eccitazione. Anche il serpente (che in greco si dice scorpione), altro simbolismo del Segno, affronta ogni anno la muta che gli fa lasciare la vecchia pelle opaca a favore di una nuova, dai colori brillanti.

Pianeta dominante del Segno è Plutone, l’ultimo dei corpi celesti del Sistema Solare finora scoperti; Plutone che gira nel buio e nel gelo dell’Universo perché il calore del Sole non può raggiungerlo. Simbolismo perfetto del Dio che viveva nelle viscere della Terra, nella sua fucina di fabbro ma, anche e soprattutto, del mediatore tra il Regno dei vivi e quello dei Morti. Accanto a Plutone c’è Marte Notturno; Marte che non è quello Arietino, solare, irriflessivo e violento, che prende le cose di petto accecato da desideri e passioni; il Marte dello Scorpione è circospetto, sospettoso, capace di mille strategie raffinatissime per raggiungere il suo scopo. Per essere più chiari, davanti ad un muro da superare, il Marte-Ariete si butta a testa bassa, sicuro di sfondare la barriera e non mettendo affatto in conto che invece può essere lui a spaccarsela, la testa; il Marte – Scorpione osserva, studia, fa i conti e, alla fine, decide di scavare una galleria per passarci sotto, al muro. Marte-Ariete è Orione che osa l’inosabile e viene implacabilmente ucciso dallo scorpione.

Orione, che viene prima accecato e poi ucciso per non aver saputo controllare i propri istinti, sottolinea la natura sostanzialmente audace, violenta e vendicativa del tipo scorpionico, la sua tendenza all’attacco, alla distruzione o all’autodistruzione; che gli appartenenti al Segno sappiano poi controllarsi o meno, distruggersi, autodistruggersi o salvarsi, dipende dal grado di intelligenza e, soprattutto, di evoluzione interiore di ogni singolo individuo. Nel Tema di nascita personale l’autocontrollo e la capacità di incanalare in modo costruttivo il vulcano di energie che ogni Scorpione possiede, sono indicate da una forte presenza di pianeti in Segni di Terra o di Aria e del pianeta Saturno; se Saturno è molto forte ma mal messo, vi sarà auterepressione violenta, quasi sempre fonte di nevrosi devastanti; ma troppo peso di Terra – Aria nel Tema natale di uno Scorpione può portare anche ad una disumanizzazione dell’individuo, all’esplodere, senza più controllo né remore, del suo latente sadismo: se un Capricorno può insomma far soffrire il suo prossimo per assoluta insensibilità, uno Scorpione può farlo per il piacere di veder soffrire.

Peso eccessivo di pianeti in Segni di Fuoco o di Marte ed Urano, possono invece portare ad una aggressività altrettanto incontrollabile e quasi sempre causa di una vita (e spesso una morte), violenta. Molto peso di Acqua può invece trasferire buona parte delle pulsioni scorpioniche sul piano fantastico, facendo apparire l’individuo assai più calmo e pacioso di quanto in realtà non sia. Lo stesso effetto possono produrre pianeti nel Toro, Segno di Terra, ma troppo pigro per adattarsi in qualche modo alla frenesia del suo Segno opposto. A questa categoria di Scorpioni appartengono di solito gli artisti o gli ottimi artigiani.

Se dal Mito si passa poi all’animale che rappresenta il Segno, così come quest’ultimo sceglie l’ombra, tende a nascondersi sotto i sassi, ad annidiarsi tra le fessure delle rocce o dei vecchi muri, negli anfratti inaccessibili, così il tipo Scorpione difende in modo tenacissimo la sua privacy. Proprio questo bisogno di privacy lo rende indifferente alle lusinghe, alla popolarità, a meno di forti controindicazioni nel Tema. Eminenza Grigia per eccellenza, uno Scorpione manovra spesso nell’ombra, cerca di stare alle spalle del prossimo, ma non sopporta di avere qualcuno alle spalle. Ama osservare, ma detesta di essere osservato.

Disturbato o scoperto quando non lo desidera, o quando si sente minacciato egli, proprio come lo scorpione, può difendersi attaccando in modo improvviso e violento; e il veleno viene inoculato con freddezza scientifica, là dove il rivale è più sensibile, vulnerabile. Il suo formidabile intuito gli fa infatti scoprire le pieghe più segrete di chi gli passa o gli vive accanto. Preda di passioni violentissime ma capace anche di una capacità di astrazione quasi disumana, gli va a pennello il detto “la vendetta è un piatto che si serve freddo”; il suo gusto più grande è colpire proprio a freddo, nel punto e nel momento in cui il rivale meno se lo aspetta. Spesso gli basta una parola; ma la parola di uno Scorpione, può colpire più sanguinosamente e più a fondo di una pugnalata. L’ideogramma del Segno è, così come nella Vergine, una M; con una differenza piccola ma sostanziale. Mentre infatti la M Vergine ha l’ultima zampetta ripiegata all’interno (simbolo dell’autodisciplina e spesso della autorepressione del Segno), la M Scorpione ha la zampetta rivolta all’esterno, chiusa da una punta. ().

Lo Scorpione, nella Ruota dello Zodiaco fronteggia, come appena accennato, il Toro, Segno primaverile per eccellenza, durante il quale tutto fiorisce, tutto sboccia, tutto nasce: il Segno Toro simboleggia la Terra grassa, gonfia di humus, pronta ad esplodere alla Vita. Simboleggia, anche, la femmina fecondata dal maschio Ariete. Toro è placido, tranquillo, inserito pacificamente nel disegno della Natura, ne segue e ne gode le regole semplicemente vivendo, senza farsi troppe domande. Toro ingoia per vivere ed al Segno sono infatti associate la bocca e la gola. Scorpione viene improvvisamente a scoprire che tutto il bello ed il buono ha una fine; intravvede, al di là dell’apparenza, forme inquietanti che irresistibilmente lo attirano ma, in egual modo, lo terrorizzano. Quel che il Toro ha ingoiato lo Scorpione espelle, dopo averlo elaborato; a questo ultimo Segno è infatti associato l’ano e tutto quanto simboleggia l’espulsione, l’estroflessione (ancora l’ultima zampetta della M girata all’esterno e puntuta!).

Segno di Luce il Toro, Segno delle Tenebre, degli abissi, lo Scorpione; la psicologia di ogni appartenente al Segno è quindi incentrata sul nero, sul misterioso, sul nascosto. Toro vive e non si fa domande, inserito in un Ordine che non gli interessa conoscere ma del quale adora le positività; Scorpione vive con una sorta di brivido interiore, di repressa ma fortissima esaltazione, tutto quanto è Nascosto, è Dramma, è Abisso. Interesse primario del Toro è che tutto rimanga sempre identico a sé stesso. Al contrario, uno Scorpione è sempre pronto a provocare, ad affacciarsi (anzi a sporgersi) sull’orlo del burrone, a camminare sul filo del rasoio. Più una cosa è pericolosa, insidiosa, difficile, più uno Scorpione se ne sente attirato, affascinato; ammaliato, si dovrebbe dire. Niente per lui è eccessivo, niente ha un limite; ogni paletto di demarcazione può essere, il suo punto di partenza per un’altra esplorazione. Morte e Mistero, attrazioni fatali: cimitero come luogo di fatale attrazione o di affascinato terrore.

Tanto il Toro adora la calma, il dolce tran tran quotidiano, altrettanto lo Scorpione è il tipo delle Emergenze, delle situazioni ad altissima tensione, colui che, quando tutti crollano stroncati dallo smarrimento o dal senso di impotenza, rimane lucidissimo e capace di affrontare le difficoltà nel modo più adatto. Più una situazione è complicata, apparentemente irresolvibile, più egli tira fuori il meglio di sé. La Sfida è la sua carica, il Pericolo il suo carburante, la Morte la rivale che lo atterrisce, ma, che spesso tende a provocare, beato di riuscire a fermarsi sempre un attimo prima di valicare il limite del non ritorno: non sempre è lui che vince, naturalmente! Forti valori scorpionici hanno, spesso, le persone che abbracciano mestieri molto pericolosi, quelli che affrontano imprese al limite del sovrumano; rimettendoci, ogni tanto, la pelle.

Combattente nato, a meno che non abbia nel proprio Tema troppi pianeti in Segni di Acqua (specie Cancro) che ne indeboliscono la volontà, uno Scorpione mai cede, le armi, mai si arrende, finchè non ha raggiunto i suoi scopi. E non sempre è frenato da scrupoli morali, se si è posto degli obiettivi che lo interessano molto: in più, l’intuito gli fa vedere spesso “oltre” e gli permette quindi di prevenire le mosse dell’avversario; o arrivare per primo in posizione strategica. Per questo può essere concorrente temibilissimo, assai difficile da battere. Come Segno Fisso, altra caratteristica scorpionica (questa divisa con il suo dirimpettaio Toro), è la testardaggine.

Ma così come sa essere avversario spietato, egualmente uno Scorpione può comportarsi da compagno ed amico eccezionale, al quale spesso non serve raccontare o chiedere, per essere compresi e, se possibile, aiutati. Nonostante ciò, i suoi rapporti con il prossimo sono comunque spesso difficili; sostanzialmente egli si sente un “diverso” e spesso lo è, perché riesce e vedere cose che gli altri neppure sospettano. La sua aggressività (anche se spesso abilmente mascherata) la diffidenza, la strenua difesa della privacy ed il suo gusto per la sfida, sono altri elementi che gli rendono difficile il legare con i suoi simili. Ma se riesce a superare queste barriere ed a gettare un ponte tra sé ed il suo prossimo, nell’amicizia uno Scorpione può dare il meglio di sé. I suoi amici sono sempre pochi e scelti con cura; uno Scorpione preferisce star solo piuttosto che avere attorno gente che non lo stimola. Se ha da dire qualcosa, a volte lo fa senza troppa diplomazia; ma se deve fustigare un amico lo fa in privato; in pubblico lo difende sempre a spada tratta, contro tutti e tutto.

Disposto, sia pur con fatica e reticenza, ad avvicinarsi agli altri, uno Scorpione non ama essere troppo avvicinato; raramente si apre, si confida, chiede aiuto o consiglio. Più o meno coscientemente, tende ad erigere barriere tra sé ed il mondo esterno. Una delle cose che più eccita il tipo Scorpione è avere una parte di vita che nessuno, nemmeno i più intimi conoscono. Questo senso del mistero e dell’esclusione (che quasi sempre è autoesclusione), il tipo Scorpione inizia ad avvertirlo sin da piccolissimo. E’ raro vedere un bimbo Scorpione cinguettare, sorridere beato, come sarebbe normale a certe età; nei piccoli del Segno si nota sempre qualcosa di accigliato, di pensieroso. Infatti dentro di sé uno Scorpione avverte, percepisce sin da piccolissimo, di essere sull’orlo di un buco nero dal quale, si è già detto, si sente irresistibilmente attratto, ma anche terrorizzato.

Periodicamente, ogni Scorpione volente o no, è risucchiato da questo “buco nero” ed in quei momenti è difficilissimo vivergli accanto perché nessuna angoscia, nessun terrore sono paragonabili a quelli di uno Scorpione che “valica la Soglia”: dopo un precipitare sempre più angoscioso e terrificante, egli viene risospinto verso l’alto, restituito alla Vita, rigenerato; una specie di ricorrente iniziazione della quale però, solo i più evoluti sanno fare tesoro.

L’attrazione per la Morte porta molti Scorpione ad abbracciare professioni legate alla stessa; dal notaio, al medico legale, all’impresario di pompe funebri, al marmista che fa lapidi e monumenti funebri e via di seguito. Quella per il Mistero può produrre dei Maigret; la cronaca nera è infatti un altro settore che attira irresistibilmente gli Scorpioni; più il delitto è truce e misterioso, più aumenta l’interesse, più accende le emozioni, le passioni, la spinta alla ricerca, alla soluzione.

E l’intuito a volte paranormale, come si è già detto, fa arrivare spesso a risoluzioni geniali di casi i più intricati. Stesso discorso per gli investigatori e per gli agenti segreti… Valori Scorpione hanno anche molti politici visto che in questo settore, volenti o no, molti giuochi si decidono dietro le quinte e parecchi sono gli intrighi. Intuito e passione per i meandri più segreti dell’animo, porta molti Scorpione verso la psicologia o la Psichiatria: parecchi anche gli Operatori dell’Occulto, dai cartomanti, ai maghi, agli stregoni, agli adoratori di Satana… Molti anche i semplici ma appassionati studiosi di tali discipline.

La tendenza a “scavare”, scoprire, porta il tipo Scorpione anche verso l’archeologia, mentre la sua passione per quanto è nascosto e buio può trasformarlo in speleologo. Il pizzico di sadismo che quasi sempre alberga in ogni Scorpione, anche il più angelico, può essere usato in vari modi; o tormentare sé stessi, o rendere difficile la vita al prossimo, fino ad arrivare ai casi limite dei torturatori, dei violenti da manuale criminale: se invece nel Tema personale vi sono forti valori oblativi (in special modo Vergine o Pesci), esso può essere sublimato, messo al servizio di giuste cause; ed ecco i chirurghi, i dentisti e quanti altri navigano tranquilli tra squarci, sangue, budella rivoltate; mano fermissima anche davanti alle più inenarrabili, ma inevitabili, lamentele di chi ha necessità di finire sotto le loro grinfie!

Se non ha strumenti intellettuali o forza morale bastanti per comprendere, dominare ed incanalare nei giusti binari i propri meccanismi “infernali”, o se si è di fronte a nevrosi troppo grandi per essere imbrigliate, il tipo Scorpione può, nel migliore dei casi, rendersi estremamente sgradito al prossimo; nel peggiore, finire in cronaca nera. Quasi sempre le persone coinvolte in feroci fatti di sangue, specie se a sfondo sessuale, hanno valori Scorpione troppo forti e negativi nel proprio Tema; lo stesso si può dire delle loro vittime; spesso, più o meno inconsciamente, vittima e carnefice si cercano e si incontrano finendo, come l’animale chiuso nel cerchio di fuoco, con il morire del loro stesso veleno.

Lo Scorpione normale, per fortuna il più diffuso, per una sana educazione ricevuta, per esperienze gratificanti nella prima infanzia, riesce a vivere in modo abbastanza equilibrato le proprie pulsioni, elevando salutari barriere là dove c’è pericolo che esse trabordino e rechino danni a sé stesso o ai propri simili; egli trova compenso alle inevitabili censure e repressioni nel lavoro, nel rapporto con i suoi simili, negli hobbies che, come già visto, possono essere molti ed interessantissimi. E, perché no, nel ritagliarsi quell’angolino segreto ed eversivo, gratificante ma innocuo per sé ed il prossimo.

Sul piano sentimentale, anche in questo tal quale al Toro, sconosciuti gli amori platonici o idealizzati; il sesso è infatti il perno su cui ruota la personalità degli Scorpione così come, anche se in maniera più misurata, è per i Toro. Ma mentre per Toro, Segno sotto l’Orizzonte, la sessualità è naturale, carnale, lineare, per lo Scorpione, Segno al disopra dell’Orizzonte e quindi cerebrale, anche la sessualità deve passare attraverso il cervello, essere elaborata, “rivisitata”, per esplodere e coinvolgere. E’ quindi più corretto, quando si parla di uno Scorpione, accennare non al sesso ma a all’erotismo; le pulsioni scorpioniche non sono insomma fisiologiche ma vengono filtrate, elaborate dal cervello. Ne viene fuori una sessualità sempre molto esigente, complicata, a volte contorta, che si nutre delle sue stesse fantasie ed è quindi incontentabile, insaziabile, alla ricerca di riti sempre più complessi, di giuochi sempre più arditi, di situazioni al limite e, a volte, anche oltre il rischio. Se l’individuo ha molto autocontrollo o è fortemente represso, tali riti e “giuochi” avvengono attraverso la fantasia; se la repressione è grave, la carica libidica sfocia nelle perversioni, a volte le più aberranti. In particolare in un uomo, ma anche nelle donne del Segno, la parte del corpo più eccitante è… il fondoschiena!

Negli Scorpioni normali, nella maggioranza dei casi cioè, come in quelli patologici, l’individuo va comunque semore dritto allo scopo; in modo elegante ed allusivo o in modo diretto e brutale, a seconda dell’educazione e dell’intensità del desiderio. Per gli appartenenti al Segno non è importante la bellezza ma la capacità del candidato partner a suscitare emozioni singolari, ad intrigare, ad accendere la fantasia; e tanto più la conquista si rivela complicata, impegnativa, tanto più il desiderio si accende. Solo chi sa fuggire, e nascondersi, e tenere sempre segreta una parte di sé, può aspirare alla conquista duratura di uno Scorpione. Il quale Scorpione, tanto è lineare e sincero con gli amici, altrettanto è sfuggente e contorto con il partner d’amore con il quale instaura sempre un rapporto di difesa ed apparente distacco, di sotterranea sfida.

Anche se mai lo confesserà, nemmeno a sé stesso, l’amore è l’unico terreno su cui lo Scorpione si sente spiazzato e, per questo, gli fa veramente paura; paura perché sa benissimo di quanto intense e divoranti possono diventare le sue passioni, come e quanto, una volta “preso”, egli può rimanerne travolto, schiavizzato. Per questo motivo, quando si sente quasi raggiunto nel suo covo più profondo e segreto, lo Scorpione (maschio o femmina che sia), spesso si ritira in modo brusco, fugge, sparisce; oppure attacca con il suo pungiglione velenoso. Per parlar chiaro, più uno Scorpione ama o si sente attratto, più dure sono le prove cui sottopone l’amato. Poi torna, blandisce, incanta come solo gli Scorpioni sanno incantare, sperando in cuor suo che l’altro lo ami tanto da affrontare tutte le prove, spesso durissime, cui egli lo sottopone. Solo chi è fatto della stessa pasta può tenergli testa e, alla fine, obbligarlo a cedere; resa che, comunque, mai sarà totale. Tutto ci si può aspettare da un amore con uno Scorpione, tranne che la noia!

Soltanto dopo aver attraversato innumerevoli gironi infernali, per la maggior parte degli Scorpioni l’amore può diventare relativamente tranquillo. Relativamente perché, nella maggioranza dei casi, aspettarsi la sua fedeltà o, come appena detto, la sua resa totale è quasi una chimera. Geloso e possessivo, pretende per sé quella libertà che non vuole concedere al partner; anche lo Scorpione maschio più acculturato e civilizzato, nasconde nel più profondo di sé un residuo del maschio con la clava. Egli vorrebbe possedere non solo il corpo ma anche l’anima della sua femmina: tra tutti gli uomini dello Zodiaco è, assieme all’Ariete, forse il più maschilista, anche se cerca di non darlo a vedere.

La donna Scorpione, da parte sua, se non è tanto repressa da votarsi masochisticamente al martirio (del quale poi si vendica abbondantemente in vari modi), è fiera, indipendente, “allumese”, corteggiatissima anche quando non è bella, perché conosce istintivamente alla perfezione i modi più sottili ed irresistibili per toccare le corde più profonde dell’animo e dei sensi dei maschi: quasi sempre non brava casalinga, ma ottima padrona di casa che mai farà sfigurare il proprio compagno. Può essere anche una brava madre, ma cerca di rendere i figli il più presto possibile indipendenti perché rimane sempre e comunque più che mamma, amante e compagna per il proprio uomo: assolutamente impermeabile al giudizio del prossimo, (a meno di forti valori Bilancia o Sagittario nel Tema personale), se il partner non stimola più e la vita a due comincia a scivolare nel tran-tran quotidiano, non necessariamente si divide (così come lo Scorpione maschio), ma inizia una vita parallela fuori di casa.

Sempre che non vi siano forti valori Bilancia o Vergine nel Quadro personale, lo Scorpione tiene assai poco alle apparenze e più che vestirsi, si copre; se non educato da piccolissimo, ama poco anche acqua e sapone. Anche la casa è vissuta più come tana che come luogo per apparire e ricevere; ragion per cui, scarsa cura per l’arredamento e la manutenzione: non sempre una casa scorpionica brilla per ordine e pulizia perché, come già detto, una donna Scorpione non è gran che come casalinga ed un uomo del Segno rarissimamente si “abbassa” a tale ruolo. Per uno Scorpione il luogo più amato della casa è il bagno dove, se potesse, trasferirebbe anche il letto; ed il divano, per accogliere gli amici!

Del rapporto dello Scorpione con il lavoro si è in parte accennato; se osa seguire le proprie aspirazioni, o se la vita glielo permette, abbraccia attività che comportano grande compartecipazione e molto rischio. Può essere il rischio fisico del corridore, del collaudatore di aerei, dello stuntman, o il rischio psicologico del grande finanziere, del capitano di industria che mette in giuoco tutto il suo capitale per mettersi alla prova, prima ancora che per tentare un salto di qualità. Fortemente individualista, polemico e portato più all’attacco, alla sfida, alla competizione che ad una fattiva collaborazione, difficile gli rimane adattarsi a lavori dipendenti o di equipe; per tal motivo, se può, evita gli impieghi fissi o la collaborazione in Società, a meno che non abbiano a che fare con il rischio, la mobilità, tipo il poliziotto, l’investigatore per conto terzi e via di seguito. A volte, raggiunto il massimo della carriera o realizzato in pieno le proprie aspirazioni, lo Scorpione può abbandonare tutto all’improvviso per correre dietro a nuovi stimoli, a nuove avventure.

Così come il Toro è ossessionato dall’accumulo, altrettanto nello Scorpione quasi sempre è assente l’interesse per il denaro; il Fare stimola uno Scorpione assai più che l’Avere. Di conseguenza, all’esatto contrario del Toro ossessionato dalla spinta a crearsi una sicurezza economica per il futuro, tendenza a spendere senza molto preoccuparsi del domani e, come appena detto, possibilità di abbandonare senza tanto pensarci sopra, situazioni economicamente brillanti ma che non lo stimolano più. Sempre il brivido del rischio può portare lo Scorpione ad azzardare più di quanto possa permettersi o a rovinarsi con il giuoco, o a procurarsi denaro in modo al limite della Legge ed anche oltre. Nella maggioranza dei casi però, l’intuito e la resistenza psico-fisica, fanno dello Scorpione una Araba Fenice in grado, se incappa in disastri finanziari, di risorgere dalle proprie ceneri: indubbio, comunque che, come in tutti gli altri settori della vita, anche quello economico subisca nella maggioranza dei casi alti e bassi notevoli. Il lato avventuriero dello Scorpione, nel lavoro come sul piano finanziario, può essere frenato da peso forte di pianeti in Segni di Terra nel suo Tema; in tal caso, egli si accontenterà spesso di sognare quel che mai avrà il coraggio di fare.

Anatomicamente lo Scorpione presiede l’ano e gli organi genitali; possibili malattie in queste zone del corpo; non rare infezioni, infiammazioni e necessità di interventi chirurgici. Così come per l’Ariete, tendenza agli incidenti ed alle ferite di arma da taglio o di fuoco. La cosa non meraviglia perché proprio da tali armi gli Scorpioni sono fortemente attratti fino a diventare, a volte, appassionati collezionisti.

Bilancia – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

ottobre 21, 2019 on 3:37 pm | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

Bilancia è il settimo Segno dello Zodiaco; Cardinale, di Aria, esso va dal 22 settembre al 22 ottobre, con una variazione di due giorni, all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni. Cardinali sono i Segni che aprono le stagioni (Ariete-Primavera, Cancro-Estate, Bilancia-Autunno, Capricorno-Inverno), con i due Equinozi ed i due Solstizi dell’anno. Segni di azione, essi danno un imprinting di apripista per nuovi percorsi che altri si impegneranno poi a mettere a punto, a perfezionare, a proseguire. Fa eccezione il Capricorno che le cose se le gestisce da solo fino in fondo.

Segno di Aria, anche; in questi Segni, (Gemelli – Bilancia – Aquario), il Mentale prevale sull’Emozionale; personalità poco permeabile a passioni ed emozioni ma con tendenza a sottoporre tutto al vaglio della Ragione, ad agire dopo aver valutato con calma i pro ed i contro di ogni situazione; spesso con un velo di opportunistico tornaconto, anche nella più altruistica delle situazioni.

In chi è fortemente segnato dall’Elemento Aria è scarsa l’attenzione al lato pratico della vita, a meno di forte peso dell’Elemento Terra nel Tema personale (freno ai voli di fantasia ed al perdersi nell’’astrazione). Senza tale contrappeso il nativo in Segno di Aria rischia di non avere punti fissi, di vagare alla ricerca continua di novità: raggiunta infatti una meta, magari agognata, per la quale ha dovuto lottare tantissimo, un Segno di Aria perde automaticamente interesse, abbandona le redini e vola verso altri lidi. Oppure, pericolo di perdersi nelle astrazioni, nelle idealizzazioni, con pericolo di bruschi risvegli a contatto con una realtà che, spesso, non è affatto tenera.

Segni di socialità, anche, quelli di Aria. Grande l’esigenza di stabilire contatti con il prossimo, di gettare passerelle, di espandersi nel circostante, come l’Elemento che li rappresenta… Ma, proprio come l’Aria, pericolosamente portati ad assumere la forma del contenitore; facilmente influenzabili quindi, pronti ad adottare i punti di vista dell’ultima persona incontrata. Anche in questo caso il pericolo è evitato (o molto ridotto), se nel Quadro personale vi è peso consistente dell’Elemento Terra.

Sull’argomento socialità si riprenderà il discorso più avanti perché essa assume caratteristiche differenti in ciascuno dei tre Segni. Per il momento vi sono altre cose da sottolineare; in primis la svolta che il Segno Bilancia rappresenta nell’assetto del cerchio zodiacale: cerchio che, come si sa, è formato da 12 Segni. I sei Segni finora analizzati, da Ariete a Vergine, (che, ricordiamolo, si “leggono” in senso antiorario), ne occupano la zona inferiore e simboleggiano (tranne Gemelli), la zona istintuale dell’individuo; emozioni, passioni, slanci. Il lato carnale della creatura umana insomma, che luce, colore, sapori ed odori di primavera- estate esaltano al massimo.

Sotto il Segno Vergine, gradualmente, i toni si smorzano; ogni giorno qualche minuto di luce e qualche milligrado di calore in meno… E, subito dopo l’entrata del Sole nel Segno Bilancia, l’Equinozio di Autunno… Ore del giorno identiche a quelle notturne. Poi, lentissimo ma inarrestabile, il sopravanzare del buio sulla luce; per arrivare al culmine del Solstizio di Inverno, sotto il Segno Capricorno, che vede le ore notturne in netta prevalenza su quelle diurne…

Bilancia è, insomma, la linea di demarcazione di qualcosa di estremamente importante, nella evoluzione. La vita all’aria aperta diventa ogni giorno più difficile, per pioggia, buio e freddo che avanzano inesorabili. Ridotti al minimo colori, odori, sapori… Le piante seccano o si spogliano del fogliame; parecchi animali vanno in letargo ed anche il fisico degli umani si “rattrappisce”. Ridimensionate insomma drasticamente le tentazioni e le pulsioni della carne, c’è tempo ed energia per pensare, per meditare, per farsi domande e cercar di trovare risposte. E questo meccanismo, che fa capolino già sotto il Segno Vergine, scatta alla grande dal Segno Bilancia in poi, e fa degli appartenenti agli ultimi cinque Segni dello Zodiaco (Pesci escluso, vedremo poi perché), dei cerebrali…

Il Segno Bilancia è anche la quarta tappa del ciclo evolutivo della personalità la quale, nata dal magma dell’Inconscio (Cancro), arriva prima alla presa di coscienza individuale (Leone), e poi all’acquisizione delle facoltà critico-analitiche (Vergine), che permettono di ordinare ed utilizzare al meglio intuizioni, emozioni e creatività.

Non più pressato da esigenze fisiche individuali primarie, (affrontate e superate nelle tappe evolutive simboleggiate dai precedenti sei Segni), l’uomo torna a guardarsi attorno, prosegue per la strada già aperta sotto i Gemelli (primo Segno di Aria); riprende insomma i contatti e le collaborazioni con l’Altro. Ma mentre Gemelli è l’Io che esige l’attenzione su di se, e cerca di trarre da questo il maggior profitto possibile (Mercurio imbroglione e ladro), sotto il Segno Bilancia prende forma il Noi… L’unione fa la forza e questo è ancora più vero quando la Natura diventa ostile, pericolosa… Nella psicologia junghiana, Bilancia è accomunato all’Ombra.

Sul piano dell’evoluzione, l’uomo, si è detto, ha provveduto a tutte le esigenze primarie, ha imparato a vivere tra i suoi simili ed a collaborare con i medesimi… Più aumenta l’agglomerato, più si avverte l’esigenza di regole precise perché siano tutelati i diritti di ciascuno e la libertà di uno non leda quella del prossimo… Nascono i Contratti e la Legge. Tra i contratti c’è quello matrimoniale; non più, insomma, l’accoppiamento istintivo di Ariete e nemmeno quello più mediato da affetti, ma pur sempre istintivo ed un po’ anarchico del Leone. Con Bilancia si tutelano, tramite contratto appunto, i diritti di ambedue i coniugi e dei figli…

Sul piano individuale, l’egoismo del bambino e del fanciullo e l’egocentrismo del giovane, con il passare degli anni si stemperano perché si comprende che per una serena vita comunitaria (che aiuterà a superare gli ostacoli, a rendere meno difficile l’esistenza), è necessario venire a patti con il prossimo, rispettare la altrui libertà, adeguarsi a regole e leggi.

Il Mito legato al Segno Bilancia è quello di Eros e Psiche. Eros, si sa, è dotato delle famigerate frecce che, colpendo al cuore, incatenano le creature ad un amore invincibile; Venere, madre di Eros, è gelosissima della bellezza di Psiche ed ordina al figlio di colpire la fanciulla di incanto d’amore verso l’uomo più brutto esistente sulla faccia della terra. Ma accidentalmente colpito da una sua stessa freccia mentre si avvicina a Psiche addormentata, è Eros che viene preso da febbre d’ amore.

Per nascondere alla madre tale sentimento, Eros non si svela a Psiche e anzi le impone di incontrarsi soltanto al buio, pena il suo allontanamento… Psiche accetta lo strano patto ma una notte, vinta dal desiderio di conoscere il volto dell’Amato, accende una lampada; mentre osserva estasiata il bellissimo Eros addormentato, una goccia di olio della lampada sveglia il dio che vola via infuriato.

La disperazione di Psiche è tale che, alla fine, Venere si commuove e promette alla fanciulla il ricongiungimento con Eros, a patto che lei superi quattro difficilissime prove. La prima è di dividere per specie un mucchio di semi differenti; non più il Caos arietino (Segno dirimpettaio di Bilancia), ma forti qualità discriminative che sanno riconoscere, dividere per analogia, fare ordine. La seconda prova è raccogliere una consistente quantità del Vello d’Oro; una canna parlante consiglia a Psiche di aspettare la sera per poi raccogliere i ciuffi di pelo rimasti attaccati ai rovi; la pazienza e la capacità di attendere possono, alla fine, averla vinta sull’istinto incontrollabile che può portare al fallimento (ancora contrapposizione con Ariete).

La terza prova è raccogliere acqua dallo Stige, fiume che divide il regno dei vivi da quello dei morti… Psiche viene aiutata dall’Aquila di Zeus che va a raccoglierla per lei. Lo slancio del Pensiero e della Spiritualità che fa superare barriere ritenute insormontabili E, anche, un primo approccio al dilemma della Morte e dell’Aldilà che verrà poi affrontato appieno sotto il Segno seguente, Scorpione.

E c’è una quarta prova; la discesa agli Inferi per impossessarsi degli unguenti magici di Persefone; Psiche riesce anche in questo, superando fatiche indicibili. Ma nella fretta agisce maldestramente ed il contenitore si apre; il profumo troppo forte la stordisce sino al punto di farla andare in coma, si direbbe oggi. A questo punto, impietositi dalla forza dell’amore di Psiche, gli Dei permettono il ricongiungimento degli innamorati.

L’unione dell’Io con il Tu non si realizza sul piano razionale (Psiche che vuol vedere l’amato), ma con la reciproca conoscenza a livello profondo, con il reciproco sacrificio di propri interessi personali per meglio adattarsi, congiungersi all’Altro…

Altro Mito legato alla Bilancia è quello di Adone, innamorato indeciso tra Venere e Proserpina e costretto, per questo, a vivere sei mesi nell’Olimpo con la prima, e sei mesi negli Inferi con la seconda… L’indecisione data dalla ricerca della Perfezione, della Bellezza Assoluta per la quale, tuttavia, non esistono canoni precisi e definitivi; sono, anche queste, caratteristiche fortissime di chi appartiene al Segno Bilancia.

Con tutti questi presupposti è ovvio che Astro dominante della Bilancia sia Venere. Già una volta questo pianeta si è incontrato nello Zodiaco; anche il Toro è infatti sotto il suo dominio… Ma sono due Veneri all’opposto, nonostante siano ambedue simbolo dell’Amore e della Bellezza… Toro Segno di Terra sanguigno e carnale… Bilancia, Segno di Aria rarefatto e stilizzato. La Venere taurina è quindi sanguigna, carnale, sensuale; la Venere bilancina è rarefatta, spirituale, stilizzata… La Venere Madre (Toro), e la Venere fanciulla, o comunque vergine (Bilancia), sdegnosa degli umori e delle pulsioni della carne, tutta tesa all’essenzialità del Pensiero, dell’Immateriale, dell’Ideale.

Storicamente sembra che il Segno Bilancia sia nato dalla scissione del Segno Scorpione considerato, a un certo punto, occupante una porzione troppo grande dello Zodiaco. Il suo geroglifico è comunque composto da due linee orizzontali; quella superiore, ad un certo punto si incurva a semicerchio (). Semicerchio che, quasi sicuramente, conserva il ricordo dello Zodiaco di Denderah, nel quale, a simboleggiare il settimo Segno, c’era il disco solare che si levava sopra l’Orizzonte. Punto di equilibrio tra il Giorno e la Notte, la Vita e la Morte… Altro simbolo del Segno è la Statera, con i due piatti che si equilibrano tra loro.

Con tali presupposti, il modo di fare di un Bilancia, sin da piccolissimo, è naturalmente rispettoso, gentile e servizievole sia con i coetanei che, ancor più, con gli adulti; accanto al bimbo Vergine, quello bilancino riesce, non si sa come, ad essere sempre relativamente in ordine nei vestiti, oltre che nella persona… Il bisogno di ordine e pulizia può raggiungere, in ambedue i Segni, forme di schizzinosità esagerate, a volte quasi maniacali. Gioia dei genitori e degli insegnanti, che vedono in essi il modello del bimbo perfetto, non sempre i piccoli bilancini sono accettati dai coetanei che tendono ad identificarli con i primi della classe.

Adulto, il tipo Bilancia non cambia poi molto; diventa soltanto più furbo e sa usare al meglio, spesso in modo sotterraneo ma efficacissimo, le molte armi a disposizione. Con Venere dominante, di solito è, se non bello, almeno molto gradevole nella figura e nei modi; modi di solito assai gentile, delicati, ”soft”, con attenzione particolare alle parole ed ai gesti, sempre accuratamente scelti per non ferire il prossimo, a volte proprio per ingraziarselo; nessun Segno sa essere più seduttivo della Bilancia.

Così come odia sporcizia e sciatteria, il Bilancia detesta discussioni, malintesi e litigi; i suoi ideali, si è detto, sono Bellezza, Armonia ed Equilibrio; pur di non rompere l’incanto un Bilancia è disposto a tenere per sé le proprie opinioni ed anche a soprassedere alla difesa dei suoi personali interessi. Tal quale ad Adone lacerato tra due amori, poi, niente è più tragico per un Bilancia che lo scegliere: di fronte ad una scelta obbligata il bilancino comincerà subito a rodersi su cosa fare o non fare, su quale soluzione sia la più giusta: quasi sempre, di dilemma in dilemma, con l’angoscia che monta, egli si troverà intrappolato in un labirinto inestricabile dal quale, il più delle volte, viene tirato fuori da qualcuno più risoluto che sceglie per lui.

Segno di Aria, Bilancia, si è detto; e proprio perché immune da passioni ed emozioni accecanti il bilancino, riesce ad essere quasi sempre gentile, disponibile, sorridente. E’ ovvio che con tali doti, molti saranno gli amici; momenti di esclusività con un appartenente al Segno sono spesso una chimera… Con le loro arti di seduzione poi, i Bilancia scatenano a volte passioni furiose, sia in amicizia che in amore; ricevono quasi sempre molto più di quanto diano ma, abituati come sono ad essere ricercati ed amati, spesso nemmeno se ne accorgono.

La situazione cambia ed anche il Bilancia si “accende”, se nel suo Tema personale vi è forte presenza di Segni di Fuoco; ottima l’accoppiata Bilancia-Leone che produce quasi sempre personalità irresistibili. Lacerante l’accoppiata Bilancia – Ariete perché sono due mondi opposti a dover convivere nella stessa persona; ottima invece l’intesa, in amicizia ed in amore, tra un Bilancia ed un Ariete perché gli opposti si attraggono e si completano: se nel Tema di un bilancino vi è peso di Segni di Acqua, maggiore sensibilità ma rischio di indebolimento ulteriore del carattere.

Tanta grazia ha, naturalmente, il suo rovescio e grandi sono i pericolo cui un Bilancia si espone per il suo modo di essere e fare. Il pericolo più grande, se non è sorretto da Terra o da Fuoco, è di perdere sé stesso; a forza di voler piacere, adeguarsi, tentar di essere accettato, il bilancino può essere trascinato in situazioni che non vorrebbe, o costretto a rinunciare alle proprie opinioni, a favore delle decisioni e dei voleri del Gruppo o di chi è più determinato di lui… Conformismo, per paura di essere discriminato o, peggio ancora emarginato, è una delle trappole più facili in cui un Bilancia può incappare.

Conformismo e conservatorismo. Rispetto acritico dei Valori ereditati, conservazione rigorosa di usi, costumi e tradizioni, attaccamento esasperato al comfort quotidiano, a tutte le abitudini piccole e grandi prese via via nel corso della vita; è, questo ultimo, uno dei motivi per cui, spesso, il Bilancia non ama viaggiare. Una delle pochissime occasioni in cui anche un Bilancia si “accende” di fuoco vivissimo è quando si trova di fronte a delle ingiustizie; sulla pelle propria o su quella del prossimo non importa… Per difendere i principi di Giustizia il bilancino può diventare un Cavaliere senza paura, affronta inimicizie, liti e discrediti che sono, poi, si è detto, le cose che di solito gli fanno più paura, nella vita. Non a caso, hanno quasi sempre valori Bilancia nel proprio Tema gli uomini di Legge, dal carabiniere al magistrato. Fortemente bilancini sono anche persone che hanno la vita segnata da problemi di giustizia, come vittime o come imputati…

Giustizia che è anche emettere giudizi, sentenze; dietro la disponibilità e la gentilezza (molto spesso più apparenti che reali), il bilancino nasconde una forte tendenza alla selezione, alla discriminazione (Psiche che deve dividere i semi). In apparenza amico di tutti insomma, egli lo è poi di pochissimi, a volte di nessuno perché, come già detto, il coinvolgimento emotivo non è il suo forte: il suo giro di frequentazioni è sempre frutto di scelte accurate, dettate da precisi ragionamenti. Si può partire dall’aspetto fisico, perché molti bilancini sono infastiditi da una persona di non armoniose proporzioni o sciatta nel vestire… Poi si arriva al gruppo sociale. Un Bilancia non è snob come un Gemelli e non sempre giudica in base al censo ma, certo, al meccanico sporco preferisce il sarto o il professionista con abito impeccabile.

Poiché, a meno di forti controindicazioni nel Tema personale, gli difetta l’umana comprensione, il Bilancia tende a criticare severamente perché guarda più all’errore che ai motivi che possono averlo provocato; giustiziere rigidissimo, giudice implacabile, un bilancino può diventare spietato se al rigorismo del Segno si assomma la fredda ipercritica di Vergine e|o la gelida severità capricorniana. Assai più tolleranza e sensibilità se alla Bilancia si accompagnano Segni di Fuoco e di Acqua.

Il gusto per il bello, la raffinatezza ed il senso dell’equilibrio si notano anche nel modo di vestire bilancino, di solito sui toni sfumati, senza tanti orpelli ma con tagli impeccabili ed accostamento di colori perfetto; gli uomini amano vestire classico, con giacca e cravatta; anche le donne si mantengono sul classico ed amano i gioielli piccoli, delicati. E tanto la donna Ariete, sua dirimpettaia, è mascolina, rumorosa, volitiva, impositiva, altrettanto quella Bilancia è sottotono, distaccata, un pò irraggiungibile nella sua algida bellezza… Esempio tipico di donna Bilancia può essere Gwyneth Paltrov. Uomo prototipo assoluto di tutti i pregi ed i difetti bilancini è invece Silvio Berlusconi, che nel Segno ha Sole, Mercurio ed Ascendente. Altro tipico bilancino è Vladimir Putin, con quattro Astri nel Segno.

Anche la casa dei Bilancia è sul raffinato, tenendo ben presente, comunque, che la raffinatezza del meccanico Bilancia non può essere simile a quella del professionista o del grande industriale dello stesso Segno. Ciascuno secondo le sue possibilità comunque, cercherà di creare un ambiente in cui regnino classe ed equilibrio; l’arredamento può essere classico o modernissimo, ma sempre lineare e con tinte delicate, spesso sul beige, marrone o pastello. Non mancheranno piante e, soprattutto, fiori. Non vi aspettate tovaglie a quadretti e piatti rustici, riunioni informali; ogni invito di un bilancino diventa rito, esposizioni delle cose più belle, presentazione dei piatti più esotici, più chic…

Sul piano lavorativo non vi sono grandi problemi perché il Bilancia, come si è ampiamente visto, è flessibile, adattabile, molto portato ai lavori di equipe; basta non proporgli lavori sporchi (il meccanico ad esempio, o l’addetto alle pulizie), il bilancino si adatta. Il gusto del bello lo porta, ovviamente, verso professioni che hanno come fine l’estetica o la creatività; dalla parrucchiera al chirurgo plastico, dal sarto, alla modista, a tutta una serie di attività che hanno a che fare con l’inventivo… Raramente artisti veri, grandi (che hanno bisogno di passioni ed emozioni), spesso ottimi artigiani o creativi… Della Giustizia si è già detto… Il meglio di sé i bilancini lo possono dare anche in tutte le attività che richiedono contatti con il pubblico o doti di diplomazia.

Se non ha inclinazioni particolari, un Bilancia si adatta benissimo anche al lavoro di ufficio; di solito è ottimo collega ed ottimo dipendente: non tende a prevalere, né a prevaricare, è disponibile e pronto ad appianare qualsiasi malinteso e contrasto, perché non sa vivere in un ambiente ove vi siano tensioni. Quasi sempre svolge il suo lavoro con precisione e competenza, anche perché vuole essere considerato per quel che vale. Molti Bilancia hanno la fissazione di creare Società ma mancandogli spesso l’intuito ed un pizzico di sana diffidenza, rischiano spesso di perdere soldi e soci, Se incontra invece le persone giuste (che sappiano anche accollarsi il lato pratico della faccenda), il Bilancia può fare grandi cose perché, si ripete, è un inventivo spesso geniale.

Attentissimo e discriminativo nell’amicizia, ancor più un Bilancia lo è nell’amore; nato per l’Unione, il Bilancia si mette prestissimo alla ricerca di un partner, oppure si lascia facilmente rapire dall’incanto d’Amore… Sentimento, l’Amore, alimentato più dal romanticismo che dall’impulso fisico, specie nelle donne; un Bilancia sa essere innamorato delicatissimo, maestro nel circondare l’Amato/a di una atmosfera da sogno… Sempre, discriminativo e selettivo al massimo, come si è già visto, un Bilancia (uomo o donna), è di solito molto cauto nella scelta del partner che, (Psiche insegna), deve superare prova infinite, prima dell’Ok… Cosciente della sue debolezze, un bilancino sceglie quasi sempre persone anche decise e con robusto senso pratico, per ovviare alla sue manchevolezze in questo campo…

Di solito il Bilancia si sposa presto e fa di tutto perché il matrimonio funzioni bene, regga; cosa che non gli riesce poi molto difficile, adattabile e camaleontico come spesso sa essere. A patto che vengano rispettate le sue esigenze, il bilancino lascia di solito molta libertà al partner; l’uomo, assieme al Vergine, è il meno maschilista dello Zodiaco mentre la donna è… la meno femminista. Ma, al contrario che con il tipo Vergine, mai chiedere a un bilancino aiuto nelle faccende domestiche!!! Anche la donna vive spesso molto male il suo ruolo di casalinga, mentre può dare il meglio di sé nel ruolo di padrona di case che riceve ed intrattiene gli ospiti. La separazione è l’ultimo dei pensieri per un Bilancia e, se è costretto a subirla dal coniuge o dalle circostanze, essa viene vissuta come un lutto assai difficile da elaborare.

Spesso non vi è desiderio particolare di avere figli perché la completezza un Bilancia la trova nella Coppia: non di rado la donna Bilancia vive male la gravidanza in quanto essa altera l’equilibrio e la gradevolezza del suo fisico. Quando i figli arrivano, il bilancino è genitore un pò ciclico che spesso alterna indulgenze eccessive a crisi di un rigorismo incredibile… Può pretendere cura fisica e buone maniere in modo eccessivo dai ragazzi e tendere ad una educazione un po’ troppo formale.

Il denaro interessa ad un Bilancia nella misura in cui gli serve per procurarsi tutte le cose belle che ama; non è amministratore accorto e se la sua inventiva gli fa spesso procurare facilmente denaro, deve trovare chi ne curi la gestione per non trovarsi nei pasticci: la situazione cambia se nel Tema personale vi è peso notevole di pianeti in Segni di Terra. Se un Bilancia si trova nei guai gli riesce facile trovare aiuti. Se è un Bilancia disonesto, altrettanto facilmente riesce a raggirare il prossimo con la sua seduttività: un Bilancia opportunista, con le stesse armi, saprà sempre trovare chi lavora per lui… Onesto o no, non è raro che un Bilancia si trovi a spendere soldi per questioni di Giustizia.

Altro motivo di salasso (ma anche di bei guadagni, se ci sa fare), sono le Società delle quali, si è detto, spesso il Bilancia è un pò fissato. Si consiglia i bilancini di fare attenzione prima di elargire prestiti; troppo signori, il più delle volte non riusciranno a ricordarne la restituzione a debitori svagati più o meno in buona fede.

Sul piano della salute, il Segno Bilancia rappresenta la zona lombosacrale; segno di selezione, simboleggia in modo particolare i reni e le ghiandole surrenali e questi sono spesso gli organi più colpiti nei bilancini o in chi ha forti valori Bilancia nel proprio Tema.

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