Cerco di essere chiaro

luglio 8, 2019 on 5:40 am | In Affinita' d'anima, Amici, Amore, Emozioni, Evoluzione, Pensieri, Viaggi
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di Umberto Ridi

Cerco di essere chiaro anche perché questo problema lo avevo già denunciato tempo fa.
Siamo stati un popolo di emigranti. Chi meglio di noi potrebbe comprendere chi si trova nelle condizioni di molti nostri parenti che, nel passato, sono stati costretti a trovare una terra in cui poter lavorare?
Però siamo anche un popolo che tiene alle proprie tradizioni e che teneva l’uscio della propria abitazione, sempre aperto (per dirlo alla toscana). Forse una volta non avevamo niente da poter rubare, ma sicuramente quel poco veniva sempre condiviso con il vicino più bisognoso. (Esperienza personale della mia famiglia e della famiglia di mia moglie).

Ora questo non è più possibile, tanto che neanche la porta chiusa, blindata e le sbarre alla finestra, possono dare la sicurezza che è auspicabile.
Questo significa qualcosa.
Se l’Italia ha bisogno dell’immigrazione, vuol dire che ha i posti di lavoro per poter accettare il flusso e sarebbe un benessere per tutti.
Ma se l’immigrazione fa aumentare la delinquenza, la povertà, l’invivibilità di boschi, parchi e giardini (a Viareggio c’è una pineta bellissima che non è più possibile frequentare), allora vuol dire che il volume di immigrati è eccessivo rispetto alle risorse di lavoro.
Questo crea disagio, scontento, fa abbassare la soglia di tolleranza e azzera la comprensione verso chi è più povero, perché è percepito come un pericolo, più che come una persona da aiutare.

Non siamo razzisti nell’animo, ma lo si diventa nei fatti.
Secondo me è una questione di quantità, più che di qualità.
Tutta la disponibilità di una persona, quando viene superata la soglia di quanto è disposta a dare, del suo amore per gli altri, si chiude in un eccesso contrario, perché sorge l’idea dello “sfruttamento” e si percepisce l’immigrato come invasore del nostro territorio, delle nostre tradizioni, della nostra idea di religione.

La mia analisi vorrebbe essere realista, però con il giusto idealismo che conciliasse l’amore per il prossimo con la possibilità di renderlo fattibile.
Infatti sono convinto che l’accettazione indiscriminata dell’immigrazione, non potrà mai realizzare il bene dell’immigrato né soddisfare il giusto ideale di fratellanza.

Nel mio cuore ci sarebbe l’idea di aprire le frontiere a tutti i sofferenti e gli indigenti che, nel loro paese, non hanno la possibilità di vivere un’esistenza degna o peggio, di non vivere affatto.

Ci sarebbe… ma la sua applicazione si scontra con la realtà di risorse inadeguate e purtroppo con una disponibilità limitata di amore o tolleranza in molti italiani.
Non si può inventare risorse che non esistono né forzare una fratellanza che ha i suoi limiti.

Ci vogliono dei compromessi; fare in modo che ognuno possa rinunciare a una parte delle sue abitudini e anche a parte del suo benessere, per favorire chi sta peggio e chiede aiuto. Ma ciò che si chiede agli italiani non deve essere superiore a quello che sono disposti a dare.

Diversamente si ottiene esattamente il contrario; si sollecita il razzismo latente, si esaspera una disponibilità, tanto da farla diventare rifiuto, si istiga l’odio per il diverso anche in chi, non ne aveva l’intenzione, si diffonde il malessere sociale, di cui il capro sacrificale diventerebbe proprio l’immigrato.

Non si possono firmare delle cambiali in bianco senza considerare le nostre reali possibilità di poterle rispettare.

Devo dire che purtroppo ogni paragone con altre immigrazioni o “invasioni” storiche non credo sia possibile: troppo le differenze sia sociali che economiche.

Direi che questo momento, con la globalizzazione in atto, è unico e ha bisogno di strategie nuove che non possono dipendere dalla sola nazione che si prende in considerazione.

Dunque una società giusta deve considerare la convivenza degli uni e degli altri (nei due estremi) promulgando leggi che non facciano sentire frustrati coloro che hanno bisogno di esaltare la loro individualità e, attraverso questa, promuovere il progresso comune; nello stesso tempo proteggere, sostenere ed esaltare il sistema comunitario, promosso da chi ha maturato la sensibilità sociale.

E’ sempre un equilibrio instabile che ogni buon governo dovrebbe costantemente correggere in modo tale da non far mai far prevalere una parte a discapito dell’altra.

Perché se prevale l’individualismo, si avrà una società basata sulla legge del più forte, tendente al razzismo e alla dittatura più crudele.
Se invece prevale il sistema comunitario, si deprime e frustra il contributo individuale stimolato a produrre solo se ne vede un tornaconto personale scatenandone la violenza.

Il problema degli immigrati entra in questa dinamica, la quale deve prendere in considerazione la possibilità che la nostra società sia abbastanza matura da permettersi di perdere qualche privilegio in favore di chi chiede asilo.
La misura di questo dipende dai singoli membri di questa società e il governo ha il dovere di misurare queste possibilità in modo che l’equilibrio economico e la convivenza civile possano mantenere una certa stabilità.

Cancro – Mito e Psicologia nei segni Zodiacali

luglio 7, 2019 on 9:19 am | In Amici, Astri, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

Cancro è il quarto Segno dello Zodiaco: Cardinale, di Acqua, Femminile esso va dal 20 giugno al 20 luglio con un due giorni di fluttuazione, all’inizio ed alla fine.

I Segni Cardinali (Ariete – Cancro – Bilancia – Capricorno), sono quelli che aprono le stagioni ed ospitano i due Equinozi e i due Solstizi dell’anno. Chi nasce sotto un Segno Cardinale tende a Fare, ad Iniziare nuove imprese, ad intraprendere nuove strade. Intraprenderle in modo attivo, attraverso l’Agire (Ariete e Capricorno), o in modo “passivo”, attraverso la Fantasia (Cancro), o l’Ideazione (Bilancia).

L’Elemento Acqua sta a significare, sempre in Astrologa, la Sensibilità, l’Intuizione, la Fantasia, l’Irrazionale; tutto quanto, insomma, la Psicanalisi indica come Inconscio. I tre Segni Astrologici di Acqua sono; Cancro (Acqua limpida di sorgente), Scorpione (Acqua putrida delle paludi), Pesci (Acqua senza confini del mare).

Il genere Femminile sta a dire che il Cancro è Ricettivo-Passivo, dove Passivo non ha la valenza che gli si dà oggigiorno di inerte e dipendente; al contrario, il “Passivo” Astrologico indica il magnetismo, l’attirare a sé le cose per un effluvio strano, spesso inspiegabile di Magia o, sarebbe più giusto dire, di Malìa.

Sotto il Segno Cancro, sì è detto, arriva il Solstizio di Estate; il giorno più lungo e la notte più breve dell’anno. Il trionfo della Luce sulle Tenebre. La Natura è nel suo pieno rigoglio. I germogli ed i boccioli della Primavera si trasformano in fiori e frutti. La Fisicità è al suo massimo. Sul piano simbolico Cancro è Segno Principe della Maternità; questo lo avvicina molto al Toro, ma con una sostanziale differenza: il Toro (che poi in Astrologia è la Mucca Sacra) fecondato da Ariete, partorisce il Figlio. I primi due Segni Zodiacali simboleggiano quindi l’evento naturale puro e semplice. Una Inseminazione cui seguono una Fecondazione ed un Parto.

Il simbolismo del Cancro è assai più sottile e complesso. Gemelli, Segno-ponte tra Toro e Cancro, dice della fine della coppia a sé stante ed apre l’Era della Comunità. Maschio e Femmina insomma, non debbono più provvedere da soli a sé stessi ed alla Prole, ma si aggregano in Comunità. Questo cambiamento epocale è dovuto alla scoperta che i frutti delle Terra si possono coltivare. Nasce insomma l’Agricoltura che, all’inizio, guarda caso, è affidata proprio alle donne. Gli uomini sono infatti ancora impegnati unicamente alla caccia ed alla pesca. L’Agricoltura trasforma i Nomadi, sempre alla ricerca di selvaggina e di acque pescose, in Stanziali.

Si creano i primi agglomerati di capanne che, pian piano, si trasformeranno in case. Alla coppia senza radici e senza storia segue la Famiglia in seno alla quale ogni membro lavora per il bene comune, ed ogni Famiglia fa parte di una Stirpe, della quale si tramandano, di generazione in generazione, gli usi, i costumi, gli avvenimenti. La Madre-Cancro non si preoccupa quindi più soltanto di nutrire i propri figli e di insegnare loro come procacciarsi il cibo, ma li Educa, trasmettendo loro anche il Passato.

Cancro è quindi Segno della Memoria, del Ricordo, della difesa delle Tradizioni. Passato e presente si uniscono in un unico nastro che scorre ininterrotto. Il Nastro della Storia.

I vecchi Idoli vengono surclassati dal culto della Dea Madre Terra che tutto fa nascere, tutto nutre e tutto torna a raccogliere nel suo ventre. Nei più antichi Riti di Omaggio alle Divinità, gli uomini facevano sprizzare il loro sperma sulle zolle, per fecondarle e farle poi partorire i frutti necessari alla sussistenza.

Sul piano esoterico, il Cancro simboleggia una delle Porte Zodiacali che le anime varcavano prima di reincarnarsi. Davanti a questa Porta esse dovevano bere la Coppa dell’Oblio che faceva loro dimenticare le vite precedenti. Di conseguenza, mentre il Toro simboleggia soltanto la gestazione ed il parto, il Cancro simboleggia tutto l’Arco della Vita. E’ il Segno che fa nascere, che come Madre ci accompagna per la Vita, che ha la sua naturale chiusura con la Morte.

Perché anche Segno di Morte, se a questo Evento sovrintende lo Scorpione? Si è appena detto che il Segno Cancro deve aver preso forma con l’avvio dell’Agricoltura e l’Agricoltura è molto legata alla Luna. Luna Crescente che vede i germogli (soprattutto del Grano) e simboleggia anche l’Inizio della Vita; la Luna Piena (il grano nel pieno della maturazione), la vita nel pieno del suo vigore: la Luna calante (le spighe secche dalle quali si toglie il preziosissimo seme), la Vita che volge al termine, ma con l’assicurazione che quello che una persona ha prodotto da vivo, rimarrà come “nutrimento” o monito per le generazioni future.

Nei Riti di Magia i Riti di Morte devono compiersi nelle notti senza Luna. Per questo, in Occidente, il colore del lutto è il nero. E ancora si parla moltissimo dei delitti del Mostro di Firenze, dei quali si sospetta una matrice Esoterica. Tutti i delitti sono stati effettuati in notti senza luna.

Luna-Madre, Luna che cresce di volume quando è gravida e si assottiglia di nuovo dopo il parto. Luna che porta il Figlio nel suo grembo, lo partorisce, lo accudisce, lo segue: ma se a un certo punto non interviene il Sole Padre ad affiancarne l’Educazione ed a portarlo pian piano all’esterno, il figlio può essere fagocitato, avviluppato a vita in braccia amorose che diventano poco a poco catene.

Molti i Miti legati al Cancro. Il primo, si è detto, è quello della Madre che partorisce, nutre ed educa i figli. Nella rappresentazioni più arcaiche c’è quindi il Culto della Dea Madre, raffigurata come una donna dal grande ventre e dalle grandi mammelle. Poi come una donna dalle molte mammelle e, infine, Madre che nutre uno o più bambini da questa ultima Icona proviene, filtrata nei millenni, la figura cattolica della Madre di Dio legata poi, nel Medioevo, al Segno Vergine.

C’è quindi il famoso Mito di Edipo: il figlio che possiede la madre e, per la vergogna, si acceca. E c’è quello delle tre Parche, collegabili alle fasi della Luna. Cloto, che prende il filo della vita del neonato (Luna Crescente), Atropo che avvolge questo filo nella rocca (Luna Piena, lo svolgimento dell’Esistenza), e Lachesi (Luna Calante, quando l’ultima virgola di Luna sparisce il filo viene tagliato. Ed ecco che torna il Cancro Nascita-Morte).

E, ancora, in epoca più tarda, Achille, figlio di Teti che uccideva i figli avuti da Teleo, mortale, e ne bruciava i corpi per consentire così loro di salire all’Olimpo. Peleo, per salvare Achille dalla fine dei fratelli, lo immerge nel fiume Stige, le cui acque donano l’Immortalità. Ma lo immerge tenendolo per un calcagno, il quale rimane asciutto. Un’altra versione dice che fu Teti stessa ad immergere Achille nello Stige, tenendolo per il tallone. Teti tenta conìmunque in tutti i modi di tenere il figlio legato a sé, di impedirne la partenza per la guerra: e quando questa partenza non può evitarla, lo segue, lo protegge e lo cura in tutti i modi, cercando di tenerlo lontano dalla imprese più rischiose.

Solo la morte del suo amico Patroclo dà la forza ad Achille di staccarsi da quella madre asfissiante, di gettarsi nel pieno della lotta e morire gloriosamente da Eroe, colpito da una freccia nell’unico punto suo vulnerabile, il calcagno appunto, nel quale si sviluppa una mortale infezione.

Molte dee sono legate alla Luna (e quindi al Segno Cancro); da Iside ad Ishtar, a Diana, ad Ecate. Per elencare solo le principali.

Morire (metaforicamente), è il prezzo che molti Cancro devono pagare per staccarsi dall’abbraccio materno. Più di tutti Edipo ricorda questa lotta immane che il cancerino deve fare tra l’inconscio bisogno di tornare sempre alla Madre, sicuro di ritrovare Accoglienza tra le sue braccia calde ed avvolgenti, ricordo indelebile dell’infanzia. Ma “tornarci”, (o non riuscire a staccarsene), significa non crescere. Avere sempre una barriera tra sé e la Vita.

L’Ideogramma del Cancro è rappresentato da un numero 69 in orizzontale che simboleggia l’inversione del Sole, in fase Ascendente fino al Solstizio d’Estate, e poi discendente. Il Divenire della Vita tra flussi e riflussi. Altro significato dell’Ideogramma sono le chele del granchio, animale che vive nell’Acqua ed ha molte corrispondenti con i nativi del Segno. L’attaccamento morboso a cose ed a persone, ai ricordi(La chele che non molla la presa). Il suo chiudersi in indecifrabili silenzi ogni volta che si ritiene in pericolo oppure offeso (la corazza nel quale l’animale si rifugia in situazioni analoghe). Il granchio è animale sensibilissimo alle fasi lunari e la sua massima attività si svolge proprio con la luna Piena. Il granchio ha un’andatura oscillante, va avanti e torna sui suoi passi, tal quale l’individuo Cancro che oscilla sempre tra Presente e Passato.

Il Cancro ed il Leone sono Segni Dominanti dello Zodiaco in quanto ospitano, rispettivamente, la Luna ed il Sole; il Femminile ed il Maschile, l’Inconscio e l’Io Cosciente, l’Anima ed il corpo. La Madre ed il Padre, ed i rapporti che ciascun individuo ha avuto con gli stessi. Che donne e che uomini sono poi diventati, in seguito ai modelli genitoriali. Quali partners sceglieranno, sempre in riferimento a tali modelli.

Fermo restando che ogni Tema Natale è UNICO e risente di innumerevoli influenze che potenziano o sminuiscono le caratteristiche del Segno in cui si trova il Sole, è indubbio che gli appartenenti allo stesso Segno hanno basi comuni. Il Cancro, si è detto, ospita il Solsitizio di Estate, e ciò sta a significare che da quel giorno in poi le ore della notte cominceranno a prevalere su quelle del giorno. La traduzione psicologica di tutto questo è che l’Inconscio comincia a prevalere sul Conscio e le pulsioni sono molto più introverse, interiorizzate che non nei tre Segni precedenti (Ariete, Toro, Gemelli).

I cancerini, maschi e femmine, si contraddistinguono quindi per la ricettività, la sensibilità (che li rende spesso permalosissimi), e la pigrizia (che è solo lasciare l’attività fisica per una intensissima fantasia). Come Segno di Acqua, infatti, il Cancro è Fecondità, Plasticità, Romanticismo e Creatività che, nelle persone più dotate, diventa vera e propria Arte, in tutte le sue espressioni. Tanto lavorio psichico, assorbe energia, che viene tolta al lato fisico rendendo spesso, si è già detto, l’individuo pigro e passivo. Se non vi sono nel Tema Natale Astri in Segni di Terra o Fuoco, anche troppa ricettività, con reazioni che cambiano a seconda dell’ambiente, delle persone che il tipo Cancro frequenta, degli stimoli che riceve. E questo modo di essere rende spesso il Soggetto Cancro “Lunatico” e suggestionabile.

Proprio per la sua pigrizia, se non ha nel suo Tema Natale forti elementi che lo spingono a competere ed a combattere, il Cancro si adatta facilmente anche ad una vita che non gli piace, che non lo soddisfa. Questo perché supplisce a mancanze e frustrazioni reali, con la fantasia. La casalinga annoiata sognerà di essere una Principessa, mentre lava i piatti; l’impiegata frustrata da un ambiente che la avvilisce, si estranierà immaginandosi in un posto esotico. In alcuni casi, la fantasia può portare ad un progressivo distacco dalla realtà. Conflitto forte nasce quando nel Tema Natale vi sono anche forti valori di Segni assai attivi od ambiziosi (Ariete-Leone-Capricorno). Si creerà allora in senso grande di insoddisfazione tra la parte di sé che aspira ad altro, e la pigrizia Cancro che tende ad accontentarsi.

Il lasciarsi trascinare dagli eventi e da persone più forti, molto spesso è però più apparente che reale. Il tipo Cancro si lascia infatti influenzare veramente soltanto dalle persone che ama e stima. Se si sente contrariato od offeso, se non si sente a suo agio, il tipo Cancro non riesce a dire le proprie ragioni, difendersi od accusare. Gli viene invece istintivo chiudersi in un ostinato silenzio dal quale gli rimane poi difficile uscire (la corazza di cui si parlava prima).

Attaccamento fortissimo alla casa (sempre la corazza, che il granchio si porta dietro), ed ai valori familiari. La madre, si è detto e ridetto, nel bene o nel male avrà sempre posto primario; alla madre è legata soprattutto l’infanzia e per un cancerino i ricordi dell’infanzia saranno indelebili, come indelebile rimarrà tutto il passato. Cancro tipico Marcel Proust, con la sua “Recerche”, “scatenata” dal profumo di una madalein bagnata nel latte, latte che, assieme ai formaggi, è il cibo preferito di molti cancerini.

Il tipo Cancro è di solito un conservatore, non perché di mentalità ristretta ma perché è un pigro, per metabolismo lento, e tutti i cambiamenti comportano fatica morale e fisica. Se ha forti sostegni collaterali però, un Cancro può diventare combattente indomito, soprattutto per difendere non solo la Casa e la Famiglia ma anche la Patria, prolungamento di Casa e Famiglia. Anni addietro si è fatta una statistica sui terroristi e, stranamente, uno dei Segni più ricorrente tra loro era proprio il Cancro; chiaro che, pur confuso e contorto, anch’essi avevano un ideale di Patria. Parecchi Patrioti hanno forte peso del Cancro nel loro Tema Natale, a cominciare da Garibaldi.

La felicità di un Cancro in situazioni normali? Vivere in una bella e comoda casa, a contatto con la natura, protetto e coccolato da una famiglia unita e serena, da un partner con cui stabilire un rapporto di grande affettività e, spesso, di dipendenza. Molti uomini tendono proprio a sovrapporre la figura della partner a quella della madre.

Se soddisfatto del proprio compagno, raramente un Cancro sarà infedele; si legherà invece in modo quasi ossessivo, limitando molto la vita del partner. Infedele al massimo, invece, se non ha un punto di riferimento soddisfacente o, se maschio, può identificare troppo la moglie con la propria Madre, cosa che lo spingerà a cercarsi una Amante. Il Cancro donna può invece, a volte, identificarsi talmente nel Ruolo di Madre da rifiutarsi, una volta avuti dei figli, di essere amante del proprio uomo. Bravissimo a mostrarsi cucciolo vulnerabile, il tipo Cancro sarà capace (maschio o femmina), a far scattare forti istinti di protezione nei suoi confronti.

Il modo di amare del Cancro, anche sessuale, non si riduce certo alla pura fisicità, ma è arricchito da infinite coccole, tenerezze e fantasie. Se non afflitto da forti censure sessuali da bambino o adolescente, il tipo Cancro può quindi essere uno dei migliori amanti di tutto lo Zodiaco. Se riesce a liberarsi dall’abbraccio materno, tende a metter su famiglia presto ed a volere dei figli. Fortissimo è infatti l’attaccamento ai bambini e la capacità di comunicare con gli stessi.

La donna Cancro, assieme e ancor più della donna Toro, è simbolo della Madre che spesso si realizza pienamente nell’allevamento dei bambini, nell’accudimento della casa e nel sostegno del partner. Tipico per la donna Cancro trasformare anche l’innamorato in figlio; oppure se non è abbastanza cresciuta psicologicamente, di cercare un uomo che gli faccia un po’ da “madre”. Raro insomma trovare, in una coppia con un membro Cancro, un rapporta alla pari, da Compagni. Quasi sempre c’è un rapporto di dipendenza dall’una o dell’altra parte.

Ottimi genitori, affettuosi , premurosi, generosi, se riescono ad evitare coinvolgimenti emotivi troppo forti che diventano catene per i figli.

I Cancri di solito non amano la vita mondana e non cercano molte relazioni sociali. Spesso si chiudono nel guscio della famiglia e, se il Tema natale indica invece anche inclinazione alla socialità, sono molto selettivi, tendono ad allargare la famiglia includendo anche pochi amici cui dare e pretendere molto, affettivamente. Così come il Toro, anche il Cancro ama ricevere nella propria casa, davanti ad una tavola imbandita, ma i fortunati prescelti saranno sempre selezionatissimi. Poche cose urtano il tipo Cancro quanto vedersi arrivare in casa persone che lui non ha scelto.

Sensibile e generoso, spesso il tipo Cancro si presta ad aiutare chi è in difficoltà e fa tutti i sacrifici possibili per i familiari, ma meno debole ed indeciso di quanto sembri, sa accorgersi benissimo quando la sua disponibilità viene sfruttata. Sa allora dire dei no decisi ed irrevocabili.

Alla casa egli darà tutte le cure possibili fornendola di ogni comodità cui dà più valore che all’eleganza. Di solito, specie per le donne, tendenza ad arredamenti un po’ leziosi. Spesso non mancano le collezioni di bambole o di animaletti di cristallo o d’argento, i due materiali preferiti dal Cancro. Bandite le luci forti e dirette, ma preferenza per lampade angolari che mandano luci soffuse e lasciano zone d’ombra. Sensibilissimo alla Natura, il Cancro, se possibile, cerca di abitare in mezzo al verde, o in riva a un corso d’acqua. Acqua che lo magnetizza, lo avvince, lo ricarica. Così come succede con la Luna; chi ha forti valori Cancro, viene “magnetizzato” dalla Luna alla quale è legato da un rapporto viscerale, “magico”. Le notti di Luna Piena sono notti di Magia, per un Cancro. Basti ricordare le Odi alla Luna del Cancro Leopardi.

Sul lavoro, il tipo Cancro avrebbe bisogno di attività nelle quali usare fantasia, inventiva. I lavori ripetitivi, peggio ancora quelli aridi, tecnici, con orari fissi e senza stimoli lo intristiscono. Molti, là dove è possibile, preferiscono quindi attività indipendenti sia sul piano artistico che in tutte le attività concernenti la casa o i bambini. Dall’architetto all’arredatore, al pediatra; dalla baby sitter all’insegnante, specie negli asili. Ottimi artigiani, perché dotati di grandissima fantasia. Se portato per il commercio, il Cancro sceglierà facilmente un negozio per casalinghi e di abbigliamento femminile e per bambini.

Sempre sul piano lavorativo, se costretto a svolgere una attività insieme ad altri, il tipo Cancro cercherà di ricreare un ambiente familiare di accordo ed affettività. Di solito non è competitivo e se si cerca di non urtare la sua suscettibilità, può essere un ottimo compagno di lavoro, premuroso ed affettuoso, legato per la vita al suo posto, al datore di lavoro ed ai colleghi.

Se padrone di una ditta, o di un ufficio, tenderà egli stesso a comportarsi come “madre”, instaurando con i suoi dipendenti un legame “familiare”.

Tra le donne Cancro che amano lavorare o lo debbono fare per necessità, facile che scelgano l’insegnamento, la pediatria, la cura degli anziani o, come già detto, il commercio di cose femminili o per bambini.

Il denaro non è visto dal Cancro come fine a sé stesso ma, così come per il Toro, come un mezzo per assicurarsi la tranquillità. Tendenza ad investire soprattutto in beni immobili. Spesso al Cancro piace fare regali, non sempre per generosità autentica ma, a volte, per “comparsi” l’altrui benevolenza della quale ha assoluto bisogno per assicurarsi quella tranquillità di vita indispensabile alla sua sopravvivenza.

Spesso, volubità nell’aministrazione, con momenti di quasi spreco ed altri di quasi avarizia. Ma, se ha figli, cercherà di procurare loro tutto il benessere possibile, a cominciare da una casa.

Sul piano fisico in senso lato il Cancro simboleggia il ventre morbido e caldo ove cresce il feto. In particolare, presiede lo stomaco, gli organi genitali femminili. Spessissimo, i fastidi allo stomaco sono di origine nervosa, come le gastriti e le ulcere. Rischi forti di diabete, perché i tipi Cancri sono molto sensibili ai cibi dolci e davanti a una torta o a delle paste farcite di crema o panna, non sanno proprio controllarsi! Per lo stesso motivo, e per la loro pigrizia che gli fa fare meno sforzi fisici possibili, tendono anche all’obesità.

L’Ascendente

giugno 5, 2019 on 11:22 am | In Astri, Astrologia, Astropsicologia, Consulto, Emozioni, Evoluzione, Miei Articoli, Pratica Astrologica
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L’ASCENDENTE

Spesso si chiede che ascendente hai? Ma forse non si ha ben chiari il suo significato e a cosa serve sapere di che ascendente si è. Bisognerà comunque prima fare un piccolo chiarimento, il tema natale è qualcosa di molto particolareggiato che riguarda solo quella persona e viene stilato con dati precisi di nascita. Si dice che si è di un determinato segno perché il giorno in cui si nasce è il Sole che, per noi sulla terra è considerato un pianeta, transita in quella costellazione e con l’ora di nascita e la città di nascita si può calcolare l’Ascendente. Tutti i pianeti dello Zodiaco sono forze psichiche e l’astrologo con le sue conoscenze interpreta e traduce il loro simbolismo, perché un simbolo è un collegamento tra il nostro razionale e quello che abbiamo di più inconscio, e è antico come l’uomo. E’ per tutti chiaro che se un ragazzo regala un anello alla sua ragazza, le sta regalando un simbolo della loro storia d’amore, e basta solo quel gesto per significare interesse, promessa, affetto, magari fedeltà, protezione, volontà d’impegno e tante altre cose che significano quel dono senza che si debba dare delle spiegazioni. Al momento preciso della nascita di un bambino la prima forza psichica che incontra è il suo Ascendente che può dare anche dei riferimenti su come è andata la sua nascita, se ci sono stati problemi per lui durante il parto e la sensazione che ha percepito quando il mondo si è presentato ai suoi occhi o come si è presentato lui stesso al mondo.

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Venere: chi è innamorato di sé, avrà nel suo amore almeno il vantaggio di non incontrare molti rivali

maggio 21, 2019 on 7:29 am | In Affinita' d'anima, Amici, Amore, Astri, Astrologia, Donne, Emozioni, Regole d'Amore
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di Alice Pazzi www.alicepazzi.it

Venere la seducente, la preziosa, la fortunata, l’oculata, la seduttrice, l’amante del bello, la vivacità, la salute entra in casa sua, nel segno del Toro il 15 maggio e ci rimane fino al 9 di giugno. In realtà ha ben due case, come ben sai, una primaverile, quella del Toro e una autunnale nel segno della Bilancia.

Adesso in primavera transita nel segno del Toro. Questo è un momento sublime di grande serenità per chi appartiene al segno, ma anche ai suoi segni fratelli dell’elemento Terra, la Vergine e il Capricorno.
Godrà di influssi benefici da parte dei pianeti che sono in transito in Capricorno, Plutone e Saturno, ma anche di Nettuno, di Marte che entra a breve nel segno del Cancro e poi ancora della Luna che il 1° e 2 giugno si congiunge alla Venere prima che questa lasci il segno per spostarsi in Gemelli, appunto il 9 giugno.

Cosa significa possedere una Venere in Toro nel proprio oroscopo natale? Nel suo primo domicilio Venere trova in Giove in esaltazione, un alleato di primordine e con lui non può che essere possessiva, tradizionalista, sensuale. Ama toccare, vedere, annusare e ha una bellissima voce. È fedele e vede rosso se viene tradita. Ha appetiti robusti, di tutti i generi, e ama fare bella la sua Venere: chi è innamorato di sé, avrà nel suo amore almeno il vantaggio di non incontrare molti rivali Venere: chi è innamorato di sé, avrà nel suo amore almeno il vantaggio di non incontrare molti rivalicasa con libri, oggetti artistici, mobili solidi. Ha bisogno di sicurezza e offre sicurezza. Ama molto la natura!

Cosa significa per te l’entrata di Venere nel Toro:

ARIETE L’eros non sarà il primo dei tuoi pensieri, forse preso da impegni di lavoro faticosi, nervosismo o altro, non sarai al pieno delle tue prestazioni. Ti interesserà maggiormente la conquista di chi ti interessa.
TORO Attenderai con impazienza l’ingresso del pianeta nel tuo segno. Il tuo cuore batterà all’impazzata, in quanto potrebbe essere vicinissimo l’incontro con l’anima gemella!
GEMELLI Il lavoro ti riserverà delle belle soddisfazioni che saprai ottenere con l’impegno e un’efficace organizzazione del lavoro quotidiano. I tuoi piani dovranno essere precisi e non lasciare spazio all’improvvisazione.
CANCRO Con Marte nel segno, anche se coadiuvato da Venere, allontanati, per evitare grane, in punta dei piedi, senza farvi notare da nessuno, se ti troverai ad affrontare situazioni delicate. Cerca una via di fuga piuttosto che uno scontro diretto.
LEONE Tanta energia e una dose extra di buonumore ti accompagneranno per tutto il mese. Con l’inizio della primavera sarai pimpante ed energica come non mai. Dedica qualche cura supplementare ai tuoi piedi.
VERGINE Fino alla fine di maggio si moltiplicano le occasioni d’incontro con l’anima gemella e il tuo fascino amplificato da Venere in trigono al tuo segno, sarà irresistibile. Poi tenderete a svolazzare di fiore in fiore come farfalle.
BILANCIA Dal 15 maggio in poi la dolcissima Venere solleciterà in te la voglia di coccole e di tenerezza. I sogni più rosei diventeranno realtà e come per magia si moltiplicheranno le occasioni per incontrare l’anima gemella.
SCORPIONE Nel corso di questo periodo i soldi non rappresenteranno un vero problema. Avrai la possibilità di consolidare il tuo conto in banca o di effettuare investimenti redditizi. Il tuo fiuto per gli affari sarà particolarmente proficuo dal 18 in poi.
SAGITTARIO Sul lavoro cerca di essere prudente e razionale, ma affrettati a fare il punto della situazione individuando eventuali errori commessi in passato per impulsività! Cerca di rimediare tempestivamente.
CAPRICORNO Vivrai una fase contrastante nella quale da un lato sarete spinti alla conquista delle prede più ambite, dall’altra avrete solo voglia di carezze senza alcuna implicazione sessuale. Non farti prendere eccessivamente dall’emotività.
ACQUARIO Dovrai superare forse qualche piccola avversità nel rapporto a due, a causa dell’ostilità di Venere che ti renderà un po’ insofferente e poco disponibile a soddisfare le richieste del partner
PESCI Con Marte in ottima posizione al tuo segno, vivrai un periodo struggente e dolcissimo a livello sessuale. Avvertirai quasi pressante l’esigenza di coniugare fisicità e tenerezza. Troverai accanto a te la persona giusta per soddisfare i tuoi desideri più segreti. Cercate di chiarirvi. Venere: chi è innamorato di sé, avrà nel suo amore almeno il vantaggio di non incontrare molti rivali

Suggerimento della Venere in transito nel Toro:
……per trovare la bellezza in ognuno devi vedere la bellezza in ognuno, e poi dichiarare di vederla, perché dichiarandolo la porti lì, nella loro realtà.
Non perdere una sola occasione, non una sola opportunità, per dire a qualcuno quanto sia meraviglioso, quanto sia speciale, quanto sia importante per te, che persona incredibile sia, quanto sia bello dentro e fuori. Non perdere una sola opportunità in cui inserire un commento del genere: sentito genuinamente e inteso genuinamente.
In queste settimane impara a farne la tua missione di vita: portare all’attenzione di un altro quanto straordinario egli sia. Dillo. Il suo cuore sta aspettando di sapere che può credere nella migliore opinione che ha di se stesso………..

Quando qualcuno ti irrita

gennaio 18, 2019 on 5:25 pm | In Corpo-Spirito, Donne, Emozioni, Evoluzione, Olistico, Pensieri, Spirito-Corpo
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Andiamo direttamente al punto cruciale della questione.
Quando qualcuno ci irrita, è probabilmente perché:
1) Vediamo in lui una parte di noi stessi che non ci piace. Rifiutiamo di vedere quella qualità in noi stessi e quindi non desideriamo vederla nemmeno in un altro;
2) Il modo in cui ci maltratta rispecchia perfettamente il modo in cui maltrattiamo noi stessi al nostro interno;
3) Questa persona può ricordarci qualche problema con cui siamo ancora collegati: qualcuno con cui è rimasto un “sospeso” e una situazione non risolta, qualche “limitazione” con la quale non siamo riusciti a riconciliarci;
4) Non ci permette di distorcere la verità come facciamo di solito, con questa persona non riusciamo a “raccontarcela” e non si presta al nostro gioco, non sostiene le nostre illusioni preferite e non vuole ignorare ciò che è palese;
5) Ci mostra cosa possiamo diventare in futuro e come possiamo farlo, ma non ci sentiamo pronti per fare questo salto, quindi preferiamo denigrarla con la speranza di tirarla giù e riportarla al nostro livello.
Le persone e gli avvenimenti che generiamo nella nostra vita sono come uno specchio che ci mostra le parti più importanti della nostra opportunità evolutiva sulla terra. Specchio non vuol dire che tutti quelli che incontriamo sono uguali a noi, ma che le altre persone richiamano l’attenzione su qualcosa che si trova al nostro interno.
Molti di quelli che hanno sentito parlare della Legge dello Specchio intuiscono che potrebbe essere vero, ma dopo pochi tentativi smettono di utilizzarlo perché non riescono a cogliere i nessi che si presentano nella loro vita. A volte sembra funzionare, altre invece no.
Lo specchio non si limita a riflettere ciò che siamo precisamente, ma ci mostra molto di più. Grazie a ciò che accade fuori noi possiamo scorgere la Verità su alcuni nostri processi interni.
Quando attraiamo nella nostra vita una persona con cui abbiamo molte cose in comune ci sentiamo bene e capiamo subito perché ci siamo incontrati. Le affinità ci danno una sensazione di intimità, che a sua volta generano la Sicurezza, la Protezione e la Pace, cose a cui quasi tutti anelano. In questi momenti scopriamo come siamo, notiamo nell’altro qualcosa di simile a noi, per cui proviamo Amore e Simpatia. Trattandosi di qualità che ci appartengono, l’amore che proviamo non è solo per l’altro, ma anche per noi stessi. Ci amiamo attraverso l’altro.
Quando accade diversamente, qualunque sia la situazione che ci disturba, possiamo volgere a nostro vantaggio la circostanza e non sprecarla. Possiamo cercare di capire innanzitutto quale, tra i cinque motivi sopra elencati, è quello che più ci risuona nel fastidio che proviamo per l’altro. Iniziamo a cercare quale paura sepolta, o quale dolore nascosto, o quale rabbia repressa siano stati riattivati e portati in superficie grazie a questo incontro. Cerchiamo di non sprecare subito l’occasione guardando fuori e dando colpe all’esterno. Possiamo imparare a crescere grazie a questa situazione. Altrimenti la Vita deve prendersi la briga di ricreare nuovamente la stessa situazione, per un numero infinito di volte, finché alla fine non riusciamo a capire il messaggio.
Quando ci rendiamo conto che qualcuno ci sta facendo soffrire, iniziamo allora ad essere grati a quella persona in quanto sta fungendo da nostro insegnante. Essendo esattamente quello che è, ha pigiato un pulsante nel nostro subconscio attivandone il processo e la guarigione. Questo non vuol dire che dobbiamo perdonare, abbassarci e umiliarci davanti coloro che fanno quello che vogliono con noi, ma semplicemente restare Coscienti e Consapevoli di quello che stiamo creando, poiché lo stiamo facendo solo ai fini della nostra Evoluzione, e questo si chiama Amore. È chiaro che è un Amore in “bassa consapevolezza” poiché usiamo la sofferenza per generare un Risveglio e unaTrasformazione (quando saremo pronti a Evolvere nella Gioia, anche questo cambierà).
Rivestendo l’altro con un ruolo da “Maestro di dolore” nei nostri confronti, possiamo fare un passo in più verso la nostra Libertà. Dobbiamo capire che nessuno può ferirci veramente attraverso ciò che dice o ciò che fa. Noi siamo già pieni di ferite, provenienti dalla nostra fanciullezza, adolescenza e ancora oltre. Abbiamo numerosi lividi sulla pelle, talvolta invisibili e quindi inconsapevoli. Quando qualcuno passa e si avvicina, ci tocca o ci abbraccia, anche quell’Amore può far male. Ma il dolore che stiamo provando non viene da quell’Amore, piuttosto dalle ferite e dai lividi che ci portiamo dietro nelle nostre relazioni. L’altro è un Faro che ci indica dove dobbiamo portare la nostra coscienza per migliorare, per andare avanti, per essere ancora più liberi. Siamo sempre legittimati a lasciar andare qualcuno, soprattutto quando sentiamo che la soglia del dolore ha superato il tetto massimo.
La relazione con l’altro è un territorio molto delicato perché andiamo incontro alle persone riempiendoci di aspettative. Siamo incapaci di vivere uno stato di Libertà anticipata dall’altro. Niente può fare un’altra persona per noi se siamo ancora incapaci di generare una Felicità e una Gioia che prescindano da qualsiasi relazione. Chi non vuole capire questo passaggio sarà tutta la vita un mendicante d’Amore.
L’altro non ci darà la Felicità che stiamo aspettando da sempre, semplicemente perché la Felicità, per natura, nasce da dentro e non da fuori. L’altro non è il carnefice e il responsabile delle nostre sofferenze, perché esso sta solo risvegliando, con il suo atteggiamento, qualcosa che è già sepolto al nostro interno e che chiede di essere guarito.
I nostri traumi e le nostre sofferenze relazionali sono atavici, sono karmici, sono molto antichi. Abbiamo tanto da tirare fuori, non sprechiamo più le preziose occasioni spegnendo il fuoco della nostra consapevolezza e generando le dinamiche “Vittima e Carnefice”. Ognuno è carnefice e vittima di se stesso, è una legge universale.
Facciamo risplendere la Luce dell’Anima che siamo e integriamo, attraverso l’Amore, ogni parte di noi stessi che non ci piace nel nostro Cuore. Iniziamo poi a trasformare questa parte in nuova Consapevolezza. Lasciamo andare con Gioia chi ci ha permesso di fare questo salto Evolutivo, e facciamolo con gratitudine e con molto rispetto. Non esiste ricetta migliore di questa.

Andrea Zurlini
Fonte: http://www.crescitaspirituale.it/2015/03/quando-qualcuno-ci-irrita-vuol-dire-che/
 

Buone Feste 2018

dicembre 21, 2018 on 7:23 pm | In Affinita' d'anima, Amore, Cose carine, Emozioni, Evoluzione, Pensieri, Voglia di cambiare
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Auguri di vero cuore a tutti e di pace, pace, pace…….nel mondo e nelle vostre case

Toro – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

maggio 18, 2018 on 9:58 am | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi 

Secondo nella Ruota Zodiacale, il Toro è Segno di Terra, Fisso, e va dal 20 aprile al 20 maggio, con i soliti due giorni di fluttuazione, all’inizio ed alla fine. I Segni Fissi e di Terra tendono ad impostare radici profonde sia con l’ambiente, sia con le persone. C’è quindi fedeltà e tendenza a mantenere lo status quo; cambiamenti e rinnovamenti sono guardati con diffidenza, se non con vera e propria ostilità. Il passato, le tradizioni, il rispetto per usi e costumi delle proprie genti sono vissuti come preziose eredità da difendere a tutti i costi. Esigenza di andare al fondo delle cose, fermezza, costanza e pazienza, per portare sempre a termine quanto iniziato, qualsiasi sia il prezzo da pagare per tener fede ai propri impegni. Oltre al Toro, sono Segni di Terra la Vergine (Terra inaridita dopo il raccolto), e Capricorno (Terra gelata dell’inverno, sotto la quale, però, si prepara a germogliare il seme nuovo).

La Terra del Toro, invece, è quella grassa e ricca di humus della primavera; Terra rigenerata dal dissolvimento organico dell’autunno e dal lungo sonno invernale. Nutriti da questa Terra, i germogli spuntati sotto il Segno Ariete diventano turgide foglie, fiori splendenti e succulenti frutti; le femmine, ingravidate dal maschio Ariete, partoriscono. Manifestazioni, tutte, che sottolineano come il nome Toro non simboleggia, sotto questo Segno, l’animale maschio, bensì la Vacca Sacra, feconda e fecondata. Toro è, insomma, il Principio Femminile, così come Ariete è il Principio Maschile. Il simbolismo di questo Segno è tra i più antichi, e si rifà al culto della Dea-Madre; Madre -Terra, che tutti nutre da vivi e tutti accoglie da morti. Culto presente in ogni Religione e che, nel Cattolicesimo, si è trasfigurato nella venerazione di Maria, Vergine e Madre.

Nella Mitologia egiziana il Segno Toro era simboleggiato da Osiride ed Iside; il bue Api, consacrato al Sole – Osiride, portava tra le corna la Mezzaluna – Iside. Anche nel Pantheon indù, Shiva sta a cavallo di un toro che porta una mezzaluna tra le corna. L’ideogramma del Segno () è formato, appunto, da un cerchio (Sole=Maschile) e da un semicerchio che lo sormonta (falce di Luna=Femminile).

Ai suoi primordi la creatura umana era impegnata, tal quale a tutti gli altri esseri viventi, ad affrontare la durissima lotta per la sopravvivenza; cercare il cibo, ripararsi dal freddo (o dal caldo) e dai mille pericoli dell’ambiente, assorbivano tutto il suo tempo e le sue energie: anche la sessualità era vissuta come fatto puramente biologico, di piacere immediato e di riproduzione della specie. Con il passare del tempo l’uomo si distacca dagli animali, si affina, si organizza, affronta le necessità materiali con sempre maggiore consapevolezza; ed il Segno Toro simboleggia, tra le altre cose, il passaggio dalla sopravvivenza per merito di caccia, pesca e bacche, all’elaborazione dell’agricoltura e dell’addomesticamento e allevamento del bestiame: non più dipendere dal caso, dalla fortuna, ma piegare la Natura ai propri voleri e bisogni.

Segno femminile, il Toro, si è detto; agli albori della civiltà, l’agricoltura e la cura del bestiame domestico era affidata proprio alle donne, mentre gli uomini continuavano caccia e pesca ed erano impegnati nella difesa del territorio. Il Segno Toro simboleggia anche l’inizio della proprietà privata ed il raggruppamento di individui in clan familiari, con tutti i membri dedicati ad una unica attività; i più furbi, intraprendenti ed in grado di contare sulla collaborazione di parecchi parenti, cominciarono ad accaparrarsi le terre più fertili, ad allevare e selezionare il bestiame. E fino all’affermarsi dell’era industriale, famiglie potenti erano quelle dei grandi latifondisti ed i proprietari di grandi mandrie. Il Segno Toro, di conseguenza, simboleggia principalmente il lato economico della Società.

L’evoluzione continua, il pensiero si affina ancora; l’uomo impara a pensare anche in termini astratti, a prestare ascolto ad altre esigenze che non siano quelle prettamente materiali. Ma questo salto di qualità porta al conflitto interiore che il tipo Ariete non conosce; conflitto tra il bisogno prepotente di assecondare al massimo i richiami (fortissimi) della carne e consapevolezza che questo può portare alla rovina fisica ed alla paralisi spirituale. A tale presa di coscienza, a tale lotta interna si riferiscono i due grandi Miti legati al Segno. Miti identici, pur nella loro diversità formale. Teseo ed il Minotauro, Mithra e la sua lotta con il Toro.

Minosse, Re di Creta, ha imprigionato nei sotterranei del palazzo, (costruiti a labirinto in modo che sia quasi impossibile uscirne), un Toro mostruoso e sanguinario che esige periodicamente un tributo di giovani da divorare: Teseo scosso dal terrore dei fanciulli destinati al sacrificio e dal dolore dei loro parenti, affronta ed uccide il Mostro. Riesce nella sua impresa con la protezione di Venere e con l’aiuto della figlia del Re Arianna la quale, innamorata di lui, gli offre un gomitolo magico che, dipanato durante il cammino, gli permetterà poi di ritrovare la via di uscita dal labirinto. Come molti eroi mitologici, una volta raggiunto il suo scopo Teseo abbandona Arianna; ma questa è un’altra storia.

Eroe greco Teseo, mentre Mithra ha origini orientali ed entra nel culto occidentale molto più tardi acquistando largo seguito soprattutto nel mondo romano; per Mithra, simbolo del Sole, l’imperatore Aureliano proclamò la Festa del Sole Invicto, il 25 dicembre, giorno poi dedicato al Natale. Non semplice sovrapposizione di una festa cristiana su una pagana ma simbolismi che si incontrano e si intrecciano; molti studiosi vedono nel culto del Dio Mithra, diffuso a Roma un po’ prima del Cristianesimo, quasi una anticipazione della figura del Cristo. Tornando al Mito, anche Mithra lotta con un terribile Toro e ne esce vittorioso.

Pianeta dominante del Segno è Venere simbolo (assieme alla Luna) del Femminile così come Marte (pianeta di Ariete), è simbolo del maschile: ma la Venere del Toro non è la dea adolescente che emerge dalla spuma del mare, bensì la Venere donna, dai vasti fianchi e dai seni abbondanti: la Grande Madre, appunto, fatta per generare, nutrire, accudire. A questo punto viene da chiedersi come mai si accomuni il Segno Toro alla femminilità, alla maternità, all’accudimento e, assieme, alla furia distruttrice del Minotauro o del toro di Mithra…Lo abbiamo accennato prima, ma piegheremo più avanti in dettaglio il perché.

Per il momento si sottolinea come basti una sola parola per descrivere la psicologia taurina: sensualità. Tutti i Segni di primavera estate, dall’Ariete al Leone,(Gemelli escluso), esaltati dal Sole che dopo il Solstizio di Primavera aumenta di giorno in giorno luce e calore, sono fortemente fisici, carnali, ricettivi al massimo alle stimolazioni materiali. Sensuali, appunto! E per sensualità non si intende soltanto sesso ma la capacità di godere appieno delle gioie dei sensi, dal buon cibo, al poltrire al fresco su un’amaca, al perdersi dentro la bellezza di un panorama, al profumo delle piante, o nel calore avvolgente di una amicizia; oppure nello stordimento di un amore. Ecco, il Toro vive tutto questo alla intensità massima.

Sin da piccolo il tipo Toro (così come quello Cancro), dimostra attaccamento grandissimo alla madre, alla casa, alla famiglia; attaccamento che, se non trova validi motivi di emancipazione, può cristallizzarsi, con gravi disturbi della personalità in età matura: non dimentichiamo che fu il Toro Freud a parlare per primo di Complesso di Edipo! Più o meno emancipato, il tipo Toro, maschio o femmina che sia tende, come già detto, al calore umano, alla disponibilità, al proteggere, al nutrire, ad assumersi carichi più o meno pesanti per alleviare la vita di coloro che ama; i bambini, i cuccioli di qualsiasi specie e tutti coloro che per qualsiasi motivo sono in condizione di debolezza, di inferiorità, toccano le sue corde più sensibili.

I suoi doni non sono però disinteressati; estremamente possessivo e geloso, un Toro tende sempre a comportarsi come figlio unico, e cerca di assorbire tutte le attenzioni delle persone cui vuol bene; gli affetti familiari lo gratificano tanto che il Toro (ancora come il Cancro), non sente molto il bisogno di contatti con l’esterno. Sarà quindi il bimbo preso dalla disperazione se lasciato all’asilo, l’adolescente che alle allegre brigate preferisce la sua stanza dove si rintana volentieri ad ascoltare musica, leggere, dipingere o far tante altre cose che la sua mente molto fertile gli suggerisce; mente fertile ma non sempre agile: la pigrizia, (uno dei maggiori difetti taurini), limita la prontezza di riflessi, la capacità di prendere occasioni al volo: il conservatorismo lo frena nel tentare strade nuove, e se nel Quadro non vi sono stimoli forti di fantasia o di curiosità (pianeti in Segni di Acqua o di Aria, o peso notevole del Segno. Acquario, del Pianeta Urano in particolar modo), oltre che un conformismo paralizzante, egli rischia una certa opacità mentale.

Alta è la manualità ed è facile trovare Tori abilissimi nel bricolage o nella manutenzione della casa, del giardino, dell’orto. Adulti, la donna Toro sta volentierissimo a casa e non disdegna affatto i lavori domestici, dando il meglio di sé nella cura dei figli ed in cucina; l’uomo Toro, da parte sua, essendo tra i meno maschilisti dello Zodiaco, se ve ne è bisogno si sostituisce con molta naturalezza alla donna in tutte le faccende di casa e nella cura dei figli; in ogni uomo Toro c’è molto spesso un “mammo”, assai apprezzato dalla prole.

Se un Toro raramente cerca gli altri, al di fuori dei familiari, viene spesso cercato perché, con il suo fare pacato, disponibile e generoso ispira sicurezza e fiducia; ma la sua disponibilità sul piano materiale, non sempre si accompagna, come prima accennato, a finezza psicologica. Disponibilissimo a capire ed aiutare chi cerca un tetto, un lavoro, un piatto di minestra, il tipo Toro non sempre riesce a comprendere le sofferenze morali di chi gli vive o gli passa accanto. Il suo carattere placido, in grande armonia con il ritmo della natura, la sua visione positiva della vita, faticano ad entrare in sintonia con contorsioni o macerazioni mentali; ma anche quando non ne comprende (o condivide) i motivi, un Toro fa del tutto per essere comunque vicino a chi soffre. In cambio vorrebbe la stessa disponibilità e lealtà e rimane molto ferito se si sente tradito o strumentalizzato: come già detto, le sue amicizie sono pochissime, selezionate e sempre le stesse, magari dall’asilo fino ai 90 anni! Più apertura all’esterno se nel Tema Natale di un Toro vi è peso forte di pianeti in Segni di Aria (Gemelli, Bilancia o Acquario).

Poco portato alle amicizie, il tipo Toro è invece molto attratto dalle Istituzioni, quali la Chiesa, le Forze dell’Ordine, la Legge, ecc: verso tutto quanto, insomma, è baluardo di una Società forte, stabile, duratura. Il suo mondo ideale è infatti quello di ogni giorno identico al precedente, in un rassicurante tran tran; niente può gettare un Toro in crisi di ansia o di vero e proprio panico, come le novità, i cambiamenti, le decisioni improvvise: anche per tale motivo, a meno che non abbia forti valori Gemelli-Sagittario nel proprio Tema, il Toro non ama viaggiare. L’attaccamento alle Istituzioni può esasperare le tendenze conservatrici tipiche del Segno e portare certi Toro ad atteggiamenti fortemente reazionari sia di destra (Hitler), che di sinistra (Marx); o spingerli ad una fanatica osservanza di precetti religiosi. La rigidità taurina diventa facilmente ostinazione che niente e nessuno, nemmeno la più lampante evidenza, riescono a smuovere (ancora Hitler, negli ultimi mesi di guerra).

Il temperamento placido, la mancanza di prontezza di riflessi per controbattere o reagire, il bisogno di armonia attorno a sé, fanno del tipo Toro (assieme a quello Bilancia), uno dei più pacifici ed accondiscendenti dell’intero Zodiaco; ma mentre il Bilancia è un freddo che mai si accende più di tanto, il Toro è sanguigno, passionale ed ingoia molti rospi, in silenzio, ma soffrendo, pur di non creare conflittualità: ingoia ingoia, quando la misura è colma egli straripa, magari nel modo e nel momento meno opportuni. Tanto più è stata repressa, con altrettanta violenza la rabbia del Toro esplode cieca, furibonda, a tratti devastante, proprio come quella dell’animale infuriato. Ed ecco la simbologia del Mito: un Toro che perde il controllo può diventare distruttivo al massimo! Tanto per fare un esempio, estremo ma significativo, Toro era Rina Fort, protagonista di uno dei più spaventosi casi di cronaca nera dell’immediato ultimo dopoguerra; abbandonata dall’amante che la aveva a lungo ingannata e sfruttata, la Fort gli massacrò a sprangate la moglie ed i tre piccolissimi figli. Lasciando da parte questi orrori e tornando ai Toro normali, una volta ristabilita la calma, si può contare su un altro lungo periodo tranquillo, anche perché di solito un Toro non serba rancore, non cerca vendette.

Si diceva all’inizio della sensualità elevata al grado massimo nei Toro; sensualità come capacità di godere fino al limite estremo di tutti i piaceri della vita, sesso compreso: accanto allo Scorpione, dirimpettaio e speculare, il Toro è, nella Ruota dello Zodiaco, il Segno più sensibile e vulnerabile ai piaceri della carne. Ma tanto lo Scorpione è cerebrale, contorto, alla continua ricerca di stimoli sempre nuovi e sempre più elaborati per accendere i sensi, altrettanto il Toro è semplice, solare, lineare; la carne chiama in maniera così chiara e forte che non c’è bisogno di stimoli supplettivi. Gli si può rimproverare proprio la mancanza di fantasia anche se, in campo sesso, egli è molto più elaborato e “poetico” dello sbrigativo Ariete. Segno materno, avvolgente, non è raro che i Tori arricchiscano il semplice e puro atto sessuale, con tanta tenerezza, tanto avvolgente calore umano.

E si riprende il discorso del Minotauro e del Toro di Mithra che come già detto sembrano, a prima vista, così poco consoni ad un Segno placido, mite, pacifico quale è il Toro; ma si diceva delle rabbie taurine, che possono essere devastanti, estremamente distruttive: tutti i Tori avvertono, più o meno coscientemente, la potenza della loro libido, ed il pericolo che, una volta allentati i freni, essa non sia più governabile, controllabile. Oltre alla paura di perdere il controllo, c’è in ogni Toro, in maniera più o meno cosciente a seconda dell’intelligenza e dell’evoluzione interiore, il conflitto tra un materialismo logico, ateo, (il suo essere Segno di Terra), ed una idealismo misticheggiante che ha origine nella sensibilità estrema degli appartenenti al Segno, alla bellezza ed all’armonia della Natura, alla loro eccezionale sensibilità ai suoni, ai colori ed agli odori che essa offre a chi sa comprendere (Venere dominante, Dea della Bellezza e dell’Armonia).

Può sembrare incredibile vedendo il tipo Toro dall’esterno, quasi sempre immerso nel quotidiano, nel prosaico; eppure in ogni Toro evoluto sorge ad un certo punto il dilemma se è da prendere in considerazione la materia così come appare, o valga la pena di andare “oltre”, verso “Qualcosa” che tanta bellezza ed armonia sembra suggerire esistere, al di là delle apparenze. A seconda del grado di sensibilità, di intelligenza, di cultura, di educazione, i Tori si dividono in due categorie; quelli che da tale conflitto non sono affatto sfiorati e si abbandonano totalmente al materiale (gli autoindulgenti), e quelli che il conflitto stesso lo vivono in tutta la sua drammaticità (gli autorepressi).

Autoindulgente sarà il tipo Toro con troppi pianeti in Segni di Acqua o Fuoco e con un forte peso del pianeta Giove; per lui gli stimoli materiali, sessuali ma anche di gola, di attaccamento alle comodità, ai piaceri materiali, al denaro, saranno talmente forti da travolgerlo. Ingordigia in tutti sensi, fino all’autodistruzione fisica e, spesso, anche morale, a volte mentale. In questo caso il toro travolge e spesso uccide sia Teseo che Mithra. Il Tipo Toro autorepresso (brutta parola per indicare la capacità di autodominio) si riconosce invece dalla presenza di molti pianeti in Segni di Terra o di Aria e da un Saturno molto forte; in questi casi, assai più spiccata è l’intelligenza, assai più acuta la percezione di non dover oltrepassare certi limiti, se non si vuole essere travolti e distrutti: la forza, la potenza di passioni ed istinti vengono allora imbrigliati, convogliati verso attività a volte altamente creative o, se la repressione è troppo forte, in distruttive nevrosi.

Il Toro autoindulgente è stato spesso un bimbo troppo viziato o troppo abbandonato a sé stesso; quello autorepresso ha avuto o una educazione equilibrata o, nei casi estremi, educazione rigida, castrante, colpevolizzante. Tra gli autorepressi è più facile trovare le donne, per tradizione le più controllate, penalizzate, criticate in campo sociale. Se la repressione è troppo violenta, si è già accennato, i Tori possono essere quasi spersonalizzati, avvolti in una specie di anoressia mentale e sentimentale; oppure diventare duri, spietati, egoisti ed intolleranti, estremamente conservatori, maniacalmente routinari e spesso attaccati al denaro in maniera ossessiva.

E’ sempre per tale conflitto, quando è vissuto in maniera costruttiva, che molti sono gli artisti (in special modo musicisti, cantanti e pittori), appartenenti a questo Segno; ma anche quando non vi sono potenzialità artistiche, il lavoro o lo studio sono ottime valvole di sfogo. Spesso la distinzione tra Tori autoindulgenti ed autorepressi si manifesta anche sul piano fisico; si ha così il Toro classico, tarchiato e in carne (o decisamente obeso), dal tipico collo grosso e corto, taurino, appunto, (autoindulgente), ed il Toro alto e snello, a volte filiforme, un po’ emaciato (autorepresso): ovviamente tra questi due casi limite esiste un vasto gruppo di tipi intermedi, misti, un po’ autoindulgenti ed un po’ autorepressi.

Gli affetti familiari, si diceva all’inizio, sono al primo posto nei valori di un Toro; abituato a costruire sulla roccia, con bisogno estremo di stabilità, sicurezza, portato a cercare cose che devono durare “per sempre”, è difficile trovare in amore un Toro “farfallone”; maschio o femmina che sia, egli tende subito a cercare la persona giusta per metter su famiglia. Naturalmente timido, riservato e cauto, è poco incline ai colpi di fulmine, a meno di forti controindicazioni nel suo Tema; il suo amore si sviluppa quindi lentamente, in mezzo a mille verifiche (tra le quali, spesso, non manca quella della situazione economica del probabile partner) e mille cautele. La riuscita o meno di una unione sentimentale per un Toro, maschio o femmina che sia, dipende da quanto egli abbia superato il rapporto con la madre; soprattutto il Toro maschio ha bisogno di diverse relazioni (tutte prese molto sul serio), prima che tale legame si allenti ed il soggetto maturi emotivamente: accade a volte che, sempre il Toro maschio, si sposi proprio con lo scopo (quasi sempre inconscio), di ristabilire un rapporto con la madre per qualsiasi motivo interrotto prima di evolversi; ma in tali casi il legame è destinato a fallire, se e quando il complesso di Edipo viene superato.

Comunque vadano le cose, una volta approvato dalla ragione, l’amore può diventare tenacissimo, in special modo se il Toro è del tipo autorepresso e quindi abituato all’autodisciplina dei sentimenti. Il tipo autoindulgente può abbandonarsi a mille passioni o a rapporti prettamente carnali ma raramente rinuncerà ad un legame particolare (per amore o per interesse) con il quale metter su famiglia: l’innamoramento è uno dei casi in cui il tipo Toro “fissato”, quasi ipnotizzato dall’oggetto della propria passione, può perdere il controllo dei sentimenti. Quando il rogo iniziale si attenua, rimane quasi sempre un sentimento di possessività assoluta, di gelosia spesso irrazionale: se non è del tipo autoindulgente, il Toro quasi sempre è fedelissimo e anche se il matrimonio si rivela un fallimento tende a sopportare oltre ogni logica pur di non separarsi; se a separarsi è costretto, le ferite nel suo animo sono devastanti, in particolar modo se vi sono figli.

Procreare è vissuto dai Toro quasi come una missione ed una grande fattoria piena di bambini, oltre che di animali, di piante da coltivare, rimane il suo sogno più grande; la casa ideale del Toro è infatti rustica, comoda, funzionale, preferibilmente in mezzo alla natura o, almeno, con un giardino; stanza principale la cucina, con un grande tavolo attorno al quale riunire il più spesso possibile una grande famiglia patriarcale e i pochi cari amici. Sacre le Feste tradizionali, Natale e Pasqua in testa, con rigorosa osservanza di tutte le tradizioni che ad esse si legano. Oltre che mangiare ai Tori maschi e femmine piace molto cucinare ed è facile trovare tra gli appartenenti al Segno degli ottimi cuochi. Nella casa di un Toro si trova sempre qualcosa di buono da mettere a tavola per improvvisare uno spuntino, un pranzo, una cena; il suo frigorifero sarà sempre fornitissimo non di cose sofisticate ma di buoni, vecchi cibi genuini. Ovviamente tale atteggiamento verso il cibo, il “nutrire” è via via sempre più sviluppato tanto più si attraversa tutta la gamma tra i Toro autrepressi e quelli autoindulgenti. Al Segno Toro, non a caso, è associata l’oralità: e molti appartenenti al Segno, o con forte peso del Segno stesso nel proprio Tema, hanno bellissime bocche carnose.

Della donne Toro si è in parte detto; si può qui aggiungere che esse nascono (così come le Cancro), per fare le mogli e le madri e molto spesso hanno fisico matronale. Se una Toro lavora (a meno che non sia una artista), più che per amore della carriera lo fa o perché è obbligata per sopravvivere o per aumentare il benessere della famiglia. Ma, potendo scegliere, quasi sempre essa, più che impegnarsi in una carriera, cercherà di legarsi ad un compagno che dia sicurezza materiale e morale tali da permetterle di dedicarsi tutta a lui, ai loro figli ed alla casa. L’uomo Toro (a meno di forti controindicazioni del Tema), non cercherà certo la donna emancipata e carrierista ma una compagna materna, rassicurante, accogliente; così come per i Cancro insomma, anche per i Toro vi è sempre il più o meno inconscio desiderio di ristabilire con la propria donna il mai veramente risolto legame con la madre.

Maschi e femmine, i Tori sono di solito ottimi genitori, capaci di affrontare qualsiasi sacrificio per il benessere dei figli; sanno anche essere teneri, affettuosi, incrollabile punto di appoggio per ogni crisi, per ogni sperdimento. Possono però eccedere in protettività, dare educazione troppo tradizionalista, interessarsi soprattutto del benessere materiale dei figli, ignorando o sottovalutando necessità interiori. Rischio di attaccamento morboso, fino alla vera e propria gelosia, verso i figli che, più o meno inconsciamente, tentano di tener legati a sé il più a lungo possibile.

Scarsissimo il senso dell’ eleganza; quel che interessa di più a un Toro, maschio o femmina, è la comodità; se potesse andrebbe in giro soltanto con tute e scarpe da ginnastica. Negli uomini, predilezione per il velluto a coste, per le camice a quadrettoni, per tutto quanto faceva parte dell’abbigliamento del vecchio gentiluomo di campagna. Sul piano psicologico, nullo il senso dell’umorismo, a meno di fortissimi valori Gemelli nel Tema.

Naturalmente, preferenza per i lavori calmi, tranquilli, che non richiedano troppi cambiamenti o spostamenti; poiché non è competitivo, non è irrequieto, né esibizionista, un Toro va benissimo per tutti i lavori di equipe e per quelli impiegatizi; per molti di loro anno dopo anno dietro lo stesso tavolino, con accanto gli stessi colleghi, è il massimo dell’appagamento e non è quindi raro trovare appartenenti al Segno nella burocrazia. Per la loro creatività possono diventare degli ottimi artigiani, falegnami in particolare, visto che il legno li attrae moltissimo. Molti Toro, si è già detto, nel mondo dell’Arte, della musica in particolare; dagli orchestrali, ai coristi, ai grandi solisti, direttori d’orchestra ecc. ecc. Molti i Tori pittori, dilettanti e professionisti, ed i Toro fotografi o comunque appassionati al mondo delle immagini, dal cinema alla Tv e similari.

L’amore per gli animali può portarli verso l’allevamento, la veterinaria e via di seguito; l’altrettanto forte passione per la natura, verso il giardinaggio, la agricoltura e qualsiasi altra attività richieda vita all’aria aperta. Adattissimi ai Toro anche tutti i lavori che riguardano i bambini e, spesso, anche la cura degli anziani. Ovviamente abbondano i Tori in campo ristorazione! La ricerca di stabilità fa amare ai Tori il mattone ed anche in campo edilizio, dal muratore, al decoratore, al mobiliere, al costruttore, è facile trovare Toro.

La tendenza a dare, a rendersi utili, può farne degli ottimi operatori nel campo sanitario, dal medico, all’infermiere, al fisioterapista… Molti gli economisti, gli addetti alla Borsa e a tutto quanto riguarda il mondo dei soldi. Se nel Tema di nascita al Toro si trovano associati pianeti in Segni fortemente ambiziosi, tipo Leone o Capricorno, sorgono forti conflitti interiori tra la pigrizia taurina e la vocazione ad emergere del lato ambizioso; conflitti che spesso sono la base di carriere folgoranti perché l’ambizione è sostenuta dalla tenacia e dall’impressionante resistenza alla fatica del lato Toro costretto, malgrado tutto, a muoversi in fretta e bene, per rendere il massimo possibile; in tali casi però, tutto viene pagato con un surplus di ansia del lato Toro obbligato a vincere pigrizia e tendenza all’immobilismo. Se è datore di lavoro, un Toro può essere estremamente esigente con i dipendenti e se le cose non vanno come lui pretende può diventare intollerante, a tratti spietato, tirannico; raramente ammette discussioni e giustificazioni. Oppure tenderà ad essere paternalista, ad immedesimarsi nel ruolo di pater familiae anche con i suoi sottoposti.

Tornando alle caratteristiche del Segno, l’oculatezza con la quale un Toro amministra il denaro gli ha dato la fama di avaro; tale nomea è in parte vera, molti Arpagone hanno forti valori Toro nel proprio Tema. Nella maggioranza dei casi però, il rapporto del Toro con il denaro non è di tendenza all’accumulo ma di preoccupazione per il futuro. Poiché, si è detto, l’aspirazione maggiore degli appartenenti al Segno è la comodità, la soddisfazione dei propri bisogni materiali, la paura di dover fare a meno di tutto questo per mancanza di soldi li terrorizza; come li terrorizza l’idea che siano i propri cari a trovarsi in stato di necessità. Toro non avaro, quindi, ma risparmiatore, formichina che pensa alle provviste per l’inverno. Bando alle spese inutili, al superfluo, ma in una casa Toro mai mancherà il necessario.

L’immobilismo del Segno impedisce qualsiasi speculazione in campo economico; un Toro mai giocherà in borsa o cercherà di far fruttare i propri risparmi in maniera meno che ortodossa. Investimento preferito, il mattone: è quindi abbastanza frequente trovare Tori con diverse proprietà immobiliari. Se si è Toro o si hanno pianeti importanti nel Segno, ben appoggiati essi indicano sicurezza economica, mal messi avvertono invece di fare attenzione in tale settore; in questo ultimo caso si dovranno infatti affrontare, nel corso della vita, ricorrenti prove sul piano economico; per quale motivo, lo dirà l’insieme del Tema personale.

Sul piano Salute il Toro, assieme al Capricorno, e il Segno più longevo e il meno esposto alle malattie; sul piano fisico, come l’Ariete simboleggia le ossa del cranio, il Toro rappresenta tutte le parti molli contenute nella scatola cranica e dintorni; cervello, occhi, bocca, gola. Saranno quindi questi gli organi più esposti ad eventuali malattie od incidenti. Ma, si è detto, la sua forte fibra e la tendenza verso le cose naturali, genuine, il suo amore per la vita all’aria aperta, rendono il Toro molto resistente: il discorso non vale, ovvio, per i Tori troppo autoindulgenti e che quindi eccedono nella ricerca di piaceri.

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