Cancro – Mito e Psicologia nei segni Zodiacali

luglio 7, 2019 on 9:19 am | In Amici, Astri, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

Cancro è il quarto Segno dello Zodiaco: Cardinale, di Acqua, Femminile esso va dal 20 giugno al 20 luglio con un due giorni di fluttuazione, all’inizio ed alla fine.

I Segni Cardinali (Ariete – Cancro – Bilancia – Capricorno), sono quelli che aprono le stagioni ed ospitano i due Equinozi e i due Solstizi dell’anno. Chi nasce sotto un Segno Cardinale tende a Fare, ad Iniziare nuove imprese, ad intraprendere nuove strade. Intraprenderle in modo attivo, attraverso l’Agire (Ariete e Capricorno), o in modo “passivo”, attraverso la Fantasia (Cancro), o l’Ideazione (Bilancia).

L’Elemento Acqua sta a significare, sempre in Astrologa, la Sensibilità, l’Intuizione, la Fantasia, l’Irrazionale; tutto quanto, insomma, la Psicanalisi indica come Inconscio. I tre Segni Astrologici di Acqua sono; Cancro (Acqua limpida di sorgente), Scorpione (Acqua putrida delle paludi), Pesci (Acqua senza confini del mare).

Il genere Femminile sta a dire che il Cancro è Ricettivo-Passivo, dove Passivo non ha la valenza che gli si dà oggigiorno di inerte e dipendente; al contrario, il “Passivo” Astrologico indica il magnetismo, l’attirare a sé le cose per un effluvio strano, spesso inspiegabile di Magia o, sarebbe più giusto dire, di Malìa.

Sotto il Segno Cancro, sì è detto, arriva il Solstizio di Estate; il giorno più lungo e la notte più breve dell’anno. Il trionfo della Luce sulle Tenebre. La Natura è nel suo pieno rigoglio. I germogli ed i boccioli della Primavera si trasformano in fiori e frutti. La Fisicità è al suo massimo. Sul piano simbolico Cancro è Segno Principe della Maternità; questo lo avvicina molto al Toro, ma con una sostanziale differenza: il Toro (che poi in Astrologia è la Mucca Sacra) fecondato da Ariete, partorisce il Figlio. I primi due Segni Zodiacali simboleggiano quindi l’evento naturale puro e semplice. Una Inseminazione cui seguono una Fecondazione ed un Parto.

Il simbolismo del Cancro è assai più sottile e complesso. Gemelli, Segno-ponte tra Toro e Cancro, dice della fine della coppia a sé stante ed apre l’Era della Comunità. Maschio e Femmina insomma, non debbono più provvedere da soli a sé stessi ed alla Prole, ma si aggregano in Comunità. Questo cambiamento epocale è dovuto alla scoperta che i frutti delle Terra si possono coltivare. Nasce insomma l’Agricoltura che, all’inizio, guarda caso, è affidata proprio alle donne. Gli uomini sono infatti ancora impegnati unicamente alla caccia ed alla pesca. L’Agricoltura trasforma i Nomadi, sempre alla ricerca di selvaggina e di acque pescose, in Stanziali.

Si creano i primi agglomerati di capanne che, pian piano, si trasformeranno in case. Alla coppia senza radici e senza storia segue la Famiglia in seno alla quale ogni membro lavora per il bene comune, ed ogni Famiglia fa parte di una Stirpe, della quale si tramandano, di generazione in generazione, gli usi, i costumi, gli avvenimenti. La Madre-Cancro non si preoccupa quindi più soltanto di nutrire i propri figli e di insegnare loro come procacciarsi il cibo, ma li Educa, trasmettendo loro anche il Passato.

Cancro è quindi Segno della Memoria, del Ricordo, della difesa delle Tradizioni. Passato e presente si uniscono in un unico nastro che scorre ininterrotto. Il Nastro della Storia.

I vecchi Idoli vengono surclassati dal culto della Dea Madre Terra che tutto fa nascere, tutto nutre e tutto torna a raccogliere nel suo ventre. Nei più antichi Riti di Omaggio alle Divinità, gli uomini facevano sprizzare il loro sperma sulle zolle, per fecondarle e farle poi partorire i frutti necessari alla sussistenza.

Sul piano esoterico, il Cancro simboleggia una delle Porte Zodiacali che le anime varcavano prima di reincarnarsi. Davanti a questa Porta esse dovevano bere la Coppa dell’Oblio che faceva loro dimenticare le vite precedenti. Di conseguenza, mentre il Toro simboleggia soltanto la gestazione ed il parto, il Cancro simboleggia tutto l’Arco della Vita. E’ il Segno che fa nascere, che come Madre ci accompagna per la Vita, che ha la sua naturale chiusura con la Morte.

Perché anche Segno di Morte, se a questo Evento sovrintende lo Scorpione? Si è appena detto che il Segno Cancro deve aver preso forma con l’avvio dell’Agricoltura e l’Agricoltura è molto legata alla Luna. Luna Crescente che vede i germogli (soprattutto del Grano) e simboleggia anche l’Inizio della Vita; la Luna Piena (il grano nel pieno della maturazione), la vita nel pieno del suo vigore: la Luna calante (le spighe secche dalle quali si toglie il preziosissimo seme), la Vita che volge al termine, ma con l’assicurazione che quello che una persona ha prodotto da vivo, rimarrà come “nutrimento” o monito per le generazioni future.

Nei Riti di Magia i Riti di Morte devono compiersi nelle notti senza Luna. Per questo, in Occidente, il colore del lutto è il nero. E ancora si parla moltissimo dei delitti del Mostro di Firenze, dei quali si sospetta una matrice Esoterica. Tutti i delitti sono stati effettuati in notti senza luna.

Luna-Madre, Luna che cresce di volume quando è gravida e si assottiglia di nuovo dopo il parto. Luna che porta il Figlio nel suo grembo, lo partorisce, lo accudisce, lo segue: ma se a un certo punto non interviene il Sole Padre ad affiancarne l’Educazione ed a portarlo pian piano all’esterno, il figlio può essere fagocitato, avviluppato a vita in braccia amorose che diventano poco a poco catene.

Molti i Miti legati al Cancro. Il primo, si è detto, è quello della Madre che partorisce, nutre ed educa i figli. Nella rappresentazioni più arcaiche c’è quindi il Culto della Dea Madre, raffigurata come una donna dal grande ventre e dalle grandi mammelle. Poi come una donna dalle molte mammelle e, infine, Madre che nutre uno o più bambini da questa ultima Icona proviene, filtrata nei millenni, la figura cattolica della Madre di Dio legata poi, nel Medioevo, al Segno Vergine.

C’è quindi il famoso Mito di Edipo: il figlio che possiede la madre e, per la vergogna, si acceca. E c’è quello delle tre Parche, collegabili alle fasi della Luna. Cloto, che prende il filo della vita del neonato (Luna Crescente), Atropo che avvolge questo filo nella rocca (Luna Piena, lo svolgimento dell’Esistenza), e Lachesi (Luna Calante, quando l’ultima virgola di Luna sparisce il filo viene tagliato. Ed ecco che torna il Cancro Nascita-Morte).

E, ancora, in epoca più tarda, Achille, figlio di Teti che uccideva i figli avuti da Teleo, mortale, e ne bruciava i corpi per consentire così loro di salire all’Olimpo. Peleo, per salvare Achille dalla fine dei fratelli, lo immerge nel fiume Stige, le cui acque donano l’Immortalità. Ma lo immerge tenendolo per un calcagno, il quale rimane asciutto. Un’altra versione dice che fu Teti stessa ad immergere Achille nello Stige, tenendolo per il tallone. Teti tenta conìmunque in tutti i modi di tenere il figlio legato a sé, di impedirne la partenza per la guerra: e quando questa partenza non può evitarla, lo segue, lo protegge e lo cura in tutti i modi, cercando di tenerlo lontano dalla imprese più rischiose.

Solo la morte del suo amico Patroclo dà la forza ad Achille di staccarsi da quella madre asfissiante, di gettarsi nel pieno della lotta e morire gloriosamente da Eroe, colpito da una freccia nell’unico punto suo vulnerabile, il calcagno appunto, nel quale si sviluppa una mortale infezione.

Molte dee sono legate alla Luna (e quindi al Segno Cancro); da Iside ad Ishtar, a Diana, ad Ecate. Per elencare solo le principali.

Morire (metaforicamente), è il prezzo che molti Cancro devono pagare per staccarsi dall’abbraccio materno. Più di tutti Edipo ricorda questa lotta immane che il cancerino deve fare tra l’inconscio bisogno di tornare sempre alla Madre, sicuro di ritrovare Accoglienza tra le sue braccia calde ed avvolgenti, ricordo indelebile dell’infanzia. Ma “tornarci”, (o non riuscire a staccarsene), significa non crescere. Avere sempre una barriera tra sé e la Vita.

L’Ideogramma del Cancro è rappresentato da un numero 69 in orizzontale che simboleggia l’inversione del Sole, in fase Ascendente fino al Solstizio d’Estate, e poi discendente. Il Divenire della Vita tra flussi e riflussi. Altro significato dell’Ideogramma sono le chele del granchio, animale che vive nell’Acqua ed ha molte corrispondenti con i nativi del Segno. L’attaccamento morboso a cose ed a persone, ai ricordi(La chele che non molla la presa). Il suo chiudersi in indecifrabili silenzi ogni volta che si ritiene in pericolo oppure offeso (la corazza nel quale l’animale si rifugia in situazioni analoghe). Il granchio è animale sensibilissimo alle fasi lunari e la sua massima attività si svolge proprio con la luna Piena. Il granchio ha un’andatura oscillante, va avanti e torna sui suoi passi, tal quale l’individuo Cancro che oscilla sempre tra Presente e Passato.

Il Cancro ed il Leone sono Segni Dominanti dello Zodiaco in quanto ospitano, rispettivamente, la Luna ed il Sole; il Femminile ed il Maschile, l’Inconscio e l’Io Cosciente, l’Anima ed il corpo. La Madre ed il Padre, ed i rapporti che ciascun individuo ha avuto con gli stessi. Che donne e che uomini sono poi diventati, in seguito ai modelli genitoriali. Quali partners sceglieranno, sempre in riferimento a tali modelli.

Fermo restando che ogni Tema Natale è UNICO e risente di innumerevoli influenze che potenziano o sminuiscono le caratteristiche del Segno in cui si trova il Sole, è indubbio che gli appartenenti allo stesso Segno hanno basi comuni. Il Cancro, si è detto, ospita il Solsitizio di Estate, e ciò sta a significare che da quel giorno in poi le ore della notte cominceranno a prevalere su quelle del giorno. La traduzione psicologica di tutto questo è che l’Inconscio comincia a prevalere sul Conscio e le pulsioni sono molto più introverse, interiorizzate che non nei tre Segni precedenti (Ariete, Toro, Gemelli).

I cancerini, maschi e femmine, si contraddistinguono quindi per la ricettività, la sensibilità (che li rende spesso permalosissimi), e la pigrizia (che è solo lasciare l’attività fisica per una intensissima fantasia). Come Segno di Acqua, infatti, il Cancro è Fecondità, Plasticità, Romanticismo e Creatività che, nelle persone più dotate, diventa vera e propria Arte, in tutte le sue espressioni. Tanto lavorio psichico, assorbe energia, che viene tolta al lato fisico rendendo spesso, si è già detto, l’individuo pigro e passivo. Se non vi sono nel Tema Natale Astri in Segni di Terra o Fuoco, anche troppa ricettività, con reazioni che cambiano a seconda dell’ambiente, delle persone che il tipo Cancro frequenta, degli stimoli che riceve. E questo modo di essere rende spesso il Soggetto Cancro “Lunatico” e suggestionabile.

Proprio per la sua pigrizia, se non ha nel suo Tema Natale forti elementi che lo spingono a competere ed a combattere, il Cancro si adatta facilmente anche ad una vita che non gli piace, che non lo soddisfa. Questo perché supplisce a mancanze e frustrazioni reali, con la fantasia. La casalinga annoiata sognerà di essere una Principessa, mentre lava i piatti; l’impiegata frustrata da un ambiente che la avvilisce, si estranierà immaginandosi in un posto esotico. In alcuni casi, la fantasia può portare ad un progressivo distacco dalla realtà. Conflitto forte nasce quando nel Tema Natale vi sono anche forti valori di Segni assai attivi od ambiziosi (Ariete-Leone-Capricorno). Si creerà allora in senso grande di insoddisfazione tra la parte di sé che aspira ad altro, e la pigrizia Cancro che tende ad accontentarsi.

Il lasciarsi trascinare dagli eventi e da persone più forti, molto spesso è però più apparente che reale. Il tipo Cancro si lascia infatti influenzare veramente soltanto dalle persone che ama e stima. Se si sente contrariato od offeso, se non si sente a suo agio, il tipo Cancro non riesce a dire le proprie ragioni, difendersi od accusare. Gli viene invece istintivo chiudersi in un ostinato silenzio dal quale gli rimane poi difficile uscire (la corazza di cui si parlava prima).

Attaccamento fortissimo alla casa (sempre la corazza, che il granchio si porta dietro), ed ai valori familiari. La madre, si è detto e ridetto, nel bene o nel male avrà sempre posto primario; alla madre è legata soprattutto l’infanzia e per un cancerino i ricordi dell’infanzia saranno indelebili, come indelebile rimarrà tutto il passato. Cancro tipico Marcel Proust, con la sua “Recerche”, “scatenata” dal profumo di una madalein bagnata nel latte, latte che, assieme ai formaggi, è il cibo preferito di molti cancerini.

Il tipo Cancro è di solito un conservatore, non perché di mentalità ristretta ma perché è un pigro, per metabolismo lento, e tutti i cambiamenti comportano fatica morale e fisica. Se ha forti sostegni collaterali però, un Cancro può diventare combattente indomito, soprattutto per difendere non solo la Casa e la Famiglia ma anche la Patria, prolungamento di Casa e Famiglia. Anni addietro si è fatta una statistica sui terroristi e, stranamente, uno dei Segni più ricorrente tra loro era proprio il Cancro; chiaro che, pur confuso e contorto, anch’essi avevano un ideale di Patria. Parecchi Patrioti hanno forte peso del Cancro nel loro Tema Natale, a cominciare da Garibaldi.

La felicità di un Cancro in situazioni normali? Vivere in una bella e comoda casa, a contatto con la natura, protetto e coccolato da una famiglia unita e serena, da un partner con cui stabilire un rapporto di grande affettività e, spesso, di dipendenza. Molti uomini tendono proprio a sovrapporre la figura della partner a quella della madre.

Se soddisfatto del proprio compagno, raramente un Cancro sarà infedele; si legherà invece in modo quasi ossessivo, limitando molto la vita del partner. Infedele al massimo, invece, se non ha un punto di riferimento soddisfacente o, se maschio, può identificare troppo la moglie con la propria Madre, cosa che lo spingerà a cercarsi una Amante. Il Cancro donna può invece, a volte, identificarsi talmente nel Ruolo di Madre da rifiutarsi, una volta avuti dei figli, di essere amante del proprio uomo. Bravissimo a mostrarsi cucciolo vulnerabile, il tipo Cancro sarà capace (maschio o femmina), a far scattare forti istinti di protezione nei suoi confronti.

Il modo di amare del Cancro, anche sessuale, non si riduce certo alla pura fisicità, ma è arricchito da infinite coccole, tenerezze e fantasie. Se non afflitto da forti censure sessuali da bambino o adolescente, il tipo Cancro può quindi essere uno dei migliori amanti di tutto lo Zodiaco. Se riesce a liberarsi dall’abbraccio materno, tende a metter su famiglia presto ed a volere dei figli. Fortissimo è infatti l’attaccamento ai bambini e la capacità di comunicare con gli stessi.

La donna Cancro, assieme e ancor più della donna Toro, è simbolo della Madre che spesso si realizza pienamente nell’allevamento dei bambini, nell’accudimento della casa e nel sostegno del partner. Tipico per la donna Cancro trasformare anche l’innamorato in figlio; oppure se non è abbastanza cresciuta psicologicamente, di cercare un uomo che gli faccia un po’ da “madre”. Raro insomma trovare, in una coppia con un membro Cancro, un rapporta alla pari, da Compagni. Quasi sempre c’è un rapporto di dipendenza dall’una o dell’altra parte.

Ottimi genitori, affettuosi , premurosi, generosi, se riescono ad evitare coinvolgimenti emotivi troppo forti che diventano catene per i figli.

I Cancri di solito non amano la vita mondana e non cercano molte relazioni sociali. Spesso si chiudono nel guscio della famiglia e, se il Tema natale indica invece anche inclinazione alla socialità, sono molto selettivi, tendono ad allargare la famiglia includendo anche pochi amici cui dare e pretendere molto, affettivamente. Così come il Toro, anche il Cancro ama ricevere nella propria casa, davanti ad una tavola imbandita, ma i fortunati prescelti saranno sempre selezionatissimi. Poche cose urtano il tipo Cancro quanto vedersi arrivare in casa persone che lui non ha scelto.

Sensibile e generoso, spesso il tipo Cancro si presta ad aiutare chi è in difficoltà e fa tutti i sacrifici possibili per i familiari, ma meno debole ed indeciso di quanto sembri, sa accorgersi benissimo quando la sua disponibilità viene sfruttata. Sa allora dire dei no decisi ed irrevocabili.

Alla casa egli darà tutte le cure possibili fornendola di ogni comodità cui dà più valore che all’eleganza. Di solito, specie per le donne, tendenza ad arredamenti un po’ leziosi. Spesso non mancano le collezioni di bambole o di animaletti di cristallo o d’argento, i due materiali preferiti dal Cancro. Bandite le luci forti e dirette, ma preferenza per lampade angolari che mandano luci soffuse e lasciano zone d’ombra. Sensibilissimo alla Natura, il Cancro, se possibile, cerca di abitare in mezzo al verde, o in riva a un corso d’acqua. Acqua che lo magnetizza, lo avvince, lo ricarica. Così come succede con la Luna; chi ha forti valori Cancro, viene “magnetizzato” dalla Luna alla quale è legato da un rapporto viscerale, “magico”. Le notti di Luna Piena sono notti di Magia, per un Cancro. Basti ricordare le Odi alla Luna del Cancro Leopardi.

Sul lavoro, il tipo Cancro avrebbe bisogno di attività nelle quali usare fantasia, inventiva. I lavori ripetitivi, peggio ancora quelli aridi, tecnici, con orari fissi e senza stimoli lo intristiscono. Molti, là dove è possibile, preferiscono quindi attività indipendenti sia sul piano artistico che in tutte le attività concernenti la casa o i bambini. Dall’architetto all’arredatore, al pediatra; dalla baby sitter all’insegnante, specie negli asili. Ottimi artigiani, perché dotati di grandissima fantasia. Se portato per il commercio, il Cancro sceglierà facilmente un negozio per casalinghi e di abbigliamento femminile e per bambini.

Sempre sul piano lavorativo, se costretto a svolgere una attività insieme ad altri, il tipo Cancro cercherà di ricreare un ambiente familiare di accordo ed affettività. Di solito non è competitivo e se si cerca di non urtare la sua suscettibilità, può essere un ottimo compagno di lavoro, premuroso ed affettuoso, legato per la vita al suo posto, al datore di lavoro ed ai colleghi.

Se padrone di una ditta, o di un ufficio, tenderà egli stesso a comportarsi come “madre”, instaurando con i suoi dipendenti un legame “familiare”.

Tra le donne Cancro che amano lavorare o lo debbono fare per necessità, facile che scelgano l’insegnamento, la pediatria, la cura degli anziani o, come già detto, il commercio di cose femminili o per bambini.

Il denaro non è visto dal Cancro come fine a sé stesso ma, così come per il Toro, come un mezzo per assicurarsi la tranquillità. Tendenza ad investire soprattutto in beni immobili. Spesso al Cancro piace fare regali, non sempre per generosità autentica ma, a volte, per “comparsi” l’altrui benevolenza della quale ha assoluto bisogno per assicurarsi quella tranquillità di vita indispensabile alla sua sopravvivenza.

Spesso, volubità nell’aministrazione, con momenti di quasi spreco ed altri di quasi avarizia. Ma, se ha figli, cercherà di procurare loro tutto il benessere possibile, a cominciare da una casa.

Sul piano fisico in senso lato il Cancro simboleggia il ventre morbido e caldo ove cresce il feto. In particolare, presiede lo stomaco, gli organi genitali femminili. Spessissimo, i fastidi allo stomaco sono di origine nervosa, come le gastriti e le ulcere. Rischi forti di diabete, perché i tipi Cancri sono molto sensibili ai cibi dolci e davanti a una torta o a delle paste farcite di crema o panna, non sanno proprio controllarsi! Per lo stesso motivo, e per la loro pigrizia che gli fa fare meno sforzi fisici possibili, tendono anche all’obesità.

Gemelli – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

maggio 30, 2019 on 6:19 am | In Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi
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di Gabrella Leopizzi

Gemelli è il terzo Segno dello Zodiaco; di Aria, Mobile, Doppio, esso va al 20 maggio al 20 giugno, con uno o due giorni di fluttuazione all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni: I Segni di Aria sono come folletti che ti sembra di avere sottomano, dispostissimi ad essere afferrati; invece, appena tenti di stringere il pugno, guizzano via con uno sberleffo: se poi il Segno, oltre che di Aria è anche mobile e Doppio (così come appunto il Gemelli), il tentativo di immobilizzarlo per più di un attimo è disperato. Le caratteristiche prime dei Segni di Aria (Gemelli – Bilancia – Acquario), sono, infatti, l’evanescenza, e la volatilità, la influenzabilità; questo in quanto, come l’Elemento al quale appartengono assume di volta in volta la forma del contenitore, altrettanto gli appartenenti ai Segni di Aria (e di Acqua), assorbono le idee degli ambienti e delle persone che via via frequentano. L’influenzabilità diminuisce o sparisce se nel Tema personale vi sono pianeti forti in Segni di Terra.

In chi è nato sotto i Segni di Aria il mentale sovrasta l’emozionale, l’istintivo. Ideare, progettare, inventare, sono le caratteristiche principali di questi Soggetti, mentre scarsa è l’attenzione al lato pratico della vita, a meno che, ancora, nel Tema personale, non vi sia peso forte dell’Elemento Terra a fare da freno ai voli di fantasia, al perdersi nell’astratto. Difettano, anche il coinvolgimento emotivo e la tenacia, ma anche questo lato caratteriale può essere molto attenuato se, nel Tema natale, vi è presenza significativa di pianeti in Segni di Fuoco, Acqua o Terra o di un Saturno molto forte.

Senza tali modificazioni, un nativo in Segno di Aria rischia di essere un arido ed un incostante; di fare, della sua vita, un continuo rincorrersi di mete…Infatti quasi sempre, quando ne raggiunge una, anche se ci teneva moltissimo e molto ha lottato per averla, un Segno di Aria perde spesso l’interesse e passa a lottare per qualcosa di nuovo; questo perché lo annoia la routine necessaria per gestire il lato materiale di qualsiasi impresa. In molti casi, in tale giuoco alla ricerca di sempre nuovi orizzonti, entrano anche i sentimenti, come vedremo poi in dettaglio.

Segno primaverile, Gemelli… Tutti i Segni di Primavera-Estate sono carnali, istintivi e passionali, portati a vivere al massimo la fisicità, le emozioni e le passioni; questo proprio perché la luce ed il calore del Sole vanno in crescendo e la Natura esplode in tutta la sua vitalità. Gemelli fa eccezione. Come Segno di Aria esso porta, si è appena detto, al distacco dal fisico a favore della Razionalità, delle Idee, dell’Astrazione. Mi sono chiesta il perché di tale anomalia, quando il sole di fine maggio comincia a bruciare ed i colori, i sapori, gli odori della Natura sono al massimo.

La spiegazione può essere (forse), che in primavera l’aria calda si alterna a quella frizzante; il sole, alle nuvole ed alla pioggia… Ed all’esplosione vitale di Ariete-Toro si affiancano le ultime sferzate di un inverno che non vorrebbe morire. Forse… Sia come sia, nella evoluzione della Vita, il Segno Gemelli simboleggia, in primis, il prodotto dell’unione tra il Maschio Ariete e la Femmina Toro. Il Figlio cioè. In quanto Segno di Aria, che si espande ovunque, il Segno Gemelli può poi rappresentare l’allargamento delle relazioni sociali. Non più maschio e femmina che si accoppiano per generare e vivono assieme per crescere la prole, ma l’inizio dell’agglomerato umano… Il primo gruppo di capanne, il primo abbozzo di villaggio, i primi contatti con agglomerati vicini, con scambio di informazioni e merci… I primi tentativi di comunicazione, dai disegni rupestri alla lenta elaborazione di un linguaggio prima e di un alfabeto poi… Dopo la spinta riproduttiva di Ariete ed il ventre fecondato del Toro (ambedue Materia), con il Segno Gemelli si accende il Pensiero. Con il terzo Segno zodiacale inizia insomma la differenziazione tra Energia della Materia ed Energia della Mente.

Sul piano individuale, il Segno Gemelli indica la fase dell’adolescenza. Le prime curiosità, i primi tentativi di contatto con il mondo esterno… Le prime ricognizioni del territorio fatte non più sotto l’ala protettiva della famiglia ma assieme ai coetanei… Gemelli simboleggia anche il periodo dello studio, il mondo delle comunicazioni, i viaggi, le persone di altre città e Paesi… Sul piano familiare, simboleggia i parenti più prossimi (zii, cugini,) e, in generale, le persone giovanissime, dall’adolescenza ai 25 anni circa…

L’ideogramma del Segno è costituito da due aste verticali, parallele, racchiuse tra due linee orizzontali (). Il nome proviene dal latino “geminus” (gemelli, appunto). Il Mito legato al Segno è quello di Castore e Polluce, i famosi Dioscuri le cui statue si possono ancora ammirare nella Piazza del Quirinale, a Roma. Figli di Leda, moglie di Tindaro; stessa madre ma padri diversi e, per tal motivo, destini diversissimi. Castore, figlio di Tindaro, è infatti mortale; Polluce, figlio di Giove che ha sedotto Leda trasformandosi in Cigno, è invece immortale.

I due fratelli crescono molto uniti finché, giovanetti, non entrano in conflitto con due rivali in amore… Conflitto che sfocia in un duello nel quale Castore viene ucciso. Disperato, Polluce implora il Padre Giove di essere riunito al fratello; ma poiché è impossibile far risorgere un morto, Giove permette che i due ragazzi siano egualmente uniti facendo soggiornare sei mesi Castore nell’Olimpo e sei mesi Polluce negli Inferi, regno dei morti. Vita e Morte… Ombra e Luce… Così per l’eternità. Si diceva anche, prima, che sotto il Segno Gemelli inizia lo stacco tra Materia e Pensiero; stacco indicato dalle due aste parallele, separate ma, nell’ideogramma, impossibilitate a dividersi; Materia Castore (umano), e Spirito Polluce (divino). La separazione totale avverrà sotto il Segno Bilancia.

Pianeta dominante è Mercurio, nella sua versione di Messaggero degli Dei; giovanetto un po’ ambiguo ed abbastanza inaffidabile, intelligente e furbissimo, bugiardo e ladruncolo; agilissimo e velocissimo, egli è pronto a cambiare faccia e versione dei fatti, a seconda delle situazioni e di chi si trova di fronte. In Astronomia il piccolo pianeta con lo stesso nome è visibile soltanto all’aurora ed al tramonto e ripresenta quindi la dualità Luce – Ombra, caratteristica prima del Segno Gemelli.

Sul piano fisico, la configurazione del Gemellino è, quasi sempre, quella adolescenziale; slanciato, a volte con gambe e braccia troppo lunghe rispetto al corpo… Un Gemelli di corporatura tarchiata o rotonda (e ve ne sono molti!), ha nel proprio Tema forte peso dei Segni Toro Cancro, oppure di Giove, o della Luna. Quasi sempre un Gemelli (a meno che non sia un saturnino) conserva vivacità ed aspetto giovanile fino a tarda età. Brillante, oltre che vivacissimo, in perenne movimento, il Gemelli ha modo di parlare e di ridere che ricorda il tintinnio di mille campanellini d’argento. Se è di buonumore, è l’anima della compagnia, l’elemento vivacizzante dell’ambiente. Spiccatissimi il senso dell’ironia e la capacità di vedere il lato comico anche nella più seria delle situazioni. Un Gemelli serioso (ve ne sono altrettanti), è segnato da molti pianeti in Segno di Terra (specie Vergine e Capricorno), o dal pianeta Saturno; in questa ultima categoria, il senso dell’ironia gemellina, si tramuta spesso in freddo e taglientissimo sarcasmo.

Il Gemelli non è molto legato alla casa, né agli affetti familiari (a meno di interferenze taurine o cancerine); il suo più grande bisogno è di proiettarsi all’esterno, di fare esperienza, di viaggiare, di conoscere gente sempre nuova e diversa. La curiosità, l’esigenza di continue nuove esperienze, di tutto vedere e tutto conoscere, rendono quasi sempre la vita del Gemelli un po’ caotica; ma di questo parleremo ancora, più avanti.

Sempre come l’adolescente, il Gemelli è legato in modo viscerale all’istinto ludico; “giuocare” gli è indispensabile come respirare, mangiare, dormire; giuochi di simulazione, di destrezza, di intelligenza. Nel giuoco egli esterna le proprie esigenze interiori, i sogni, le aspirazioni, le necessità che non può soddisfare in altro modo. Il Gemelli ha un po’ fama di bugiardo ed effettivamente non tutti gli appartenenti al Segno sono specchi di sincerità! A volte però, il Gemelli non mente; segue soltanto il filo di un giuoco, di una favola che racconta, per primo, a sé stesso. Non di rado, e si vedrà ancora, in seguito, il Gemelli adulto fa del giuoco una professione, così da assicurarsi per tutta la vita uno spicchio di adolescenza…

Segno doppio, personalità doppia. Due teste pensanti in modo opposto in un unico corpo: prima del dialogo con il mondo esterno, il Gemelli deve affrontare il dialogo con sé stesso, con le sue due anime, una delle quali è sempre spettatrice critica di quello che fa l’altra… Una parte di sé troverà sempre da ridire su quello che fa la parte opposta. Per l’intera vita insomma, un Gemelli è attore-spettatore di sé stesso. Mai libero di agire in piena indipendenza, in completa soddisfazione. Di fronte alla necessità di una scelta tra l’agire in modo istintuale (uccidendo il razionale), o soffocare il passionale (rifugiandosi nel superiore distacco), ogni gemellino viene preso dal panico, rivive l’angoscia di Polluce che vede morire il fratello. Panico che lo paralizza. Chiedere ad un Gemelli di fare una scelta ben precisa, caso mai anche in breve tempo, significa infliggergli il più drammatico dei supplizi.

Essere DUE significa anche avere il doppio di interessi e di curiosità; ape indaffaratissima, il Gemelli vola di fiore in fiore, sostando su ciascuno un attimo soltanto: questo modo di agire ha procurato ai gemellini la fama di superficiali ed incostanti. Molti Gemelli sono davvero così; ma ve ne sono altri che, con l’acuto senso della realtà che li contraddistingue, le cose le vedono benissimo, fino in fondo. Poiché, però, come già detto, in loro spesso assai spiccato è anche il senso dell’ironia, a volte i gemellini si astengono dai gesti alla Donchisciotte tanto cari ad Ariete e Leone, o da quelli di fustigatore dei costumi così congeniali a Vergine e Capricorno. Il Gemelli può dire quelle cose che non gli stanno bene, si ripete, anche usando il sarcasmo… Alberto Sordi, con la sua impietosa descrizione dei vizi degli italiani contrabbandata per commedia, è un gemellino DOC.

Tornando alla dialettica tra le due anime Gemelli, invece del conflitto perenne può accadere che uno dei due lati prenda il sopravvento sull’altro, a seconda della struttura di ciascun Oroscopo personale… Se in esso, come accennato all’inizio, vi sono parecchi pianeti in Segni di Acqua o di Fuoco, oppure un forte Giove, la forma mentis gemellina, tendenzialmente fredda e cerebrale, si umanizza; prevale Castore che fa perdere buona parte del distacco emotivo. Avremo allora una personalità più calda, generosa e partecipativa del Gemelli – tipo. Ma allentando la vigilanza, vi può essere anche un eccedere di piaceri terreni, fino al vizio.

Se il Tema Natale presenta invece troppi pianeti in Segni di Terra-Aria (fa eccezione il Toro), o un Saturno eccessivamente potente, nella personalità prevale Polluce, perso nel mondo delle idee, freddo, cerebrale, portato a considerare degradante o volgare ogni cedimento dello Spirito, ogni richiamo a cose terrene… Inutile cercare in questo tipo di Gemelli comprensione, partecipazione, aiuto. Esso vive in una torre impermeabile a qualsiasi emozione, pronto a fustigare e combattere qualsiasi tentazione. In questa seconda categoria, oltre agli insensibili, si possono trovare gli anoressici, i frigidi, gli intellettuali completamente staccati dalla realtà.

Vi è poi un terzo tipo di Gemelli, anch’esso abbastanza anomalo; è il Gemelli nato negli anni in cui Saturno, pianeta della Razionalità, del Rigore, si trovava a passare nel Segno; 1913-15, 1942-44, 1972-74, 2001-2003… Anche questa categoria di gemellini, pur non raggiungendo gli eccessi del tipo Polluce, è molto interiorizzata, riflessiva, a volte più inibita del Gemelli normale. Una quarta categoria è quella del Gemelli con peso troppo forte del pianeta Nettuno o del Segno Pesci nel proprio quadro… In tal caso, la vivacità può stemperarsi in languidezza, la curiosità può spingere all’esplorazione di mondi inconsueti che possono andare, a seconda della struttura generale del Quadro personale, dal misticismo più estremo, allo sfaldarsi della personalità tra alcool o droghe… Sono i Gemelli più difficili da comprendere e da gestire; spesso persi in mondi tutti loro, qualche volta con venature di Arte che affonda però le radici nella nevrosi, se non nella follia…

Infine, vi è il Gemelli con un peso eccessivo del pianeta Plutone nel Tema… Se ben sostenuto da una personalità solida, il Gemelli-Plutoniano può diventare un leader potentissimo, una personalità pubblica di tutto rispetto (specie nella politica e nel mondo dello Spettacolo). Se i freni inibitori sono deboli, si avranno personalità che fanno della menzogna e del raggiro il perno della loro vita. Da questa elencazione, stringatissima per forza di cose, si può comprendere come, pur con una base di partenza identica, quante variazioni sul Tema, quante sfaccettature completamente diverse possono avere gli appartenenti al medesimo Segno; e come è sbagliato generalizzare nella descrizione caratteriale dello stesso.

Il Gemelli medio, la maggioranza degli appartenenti al Segno cioè, vive il suo dualismo facendo prevalere (come prima accennato), ora Castore criticato da Polluce, ora Polluce criticato da Castore… Mille cose comincerà e mille lascerà a mezzo o farà frettolosamente; perché c’è altro da fare, altro da conoscere… Sarà quindi, spesso, l’intellettuale che sa di tutto un po’ ma su niente è veramente ferrato… O il viaggiatore che visita sei città in tre giorni convinto di aver tutto visto e tutto compreso… Saprà 25 parole in otto lingue, convinto di essere un poliglotta, e leggerà i riassunti di romanzi celebri sentendosi un esperto in letteratura…

Leggere, scrivere, imparare le lingue, viaggiare, intrecciare rapporti con il prossimo, rimangono comunque passioni invincibili di quasi tutti i gemellini: esibizionista per eccellenza, alla perenne ricerca di riconoscimenti e gratificazioni, il Gemelli gioca tutte le sue carte migliori per essere accettato ed osannato dal prossimo. Le armi per sedurre le possiede al massimo e diventa spesso il protagonista delle feste, l’animatore delle allegre brigate. Non per niente a questo Segno sono associati anche i bardi, i giocolieri, i cantastorie, i cavalieri erranti… Non è però oro tutto quello che riluce. Apparentemente disponibilissimo ed amico di tutti il Gemelli (a meno che non sia del tipo Castore), dribblerà abilmente le frequentazioni che, secondo il suo metro, “non sono all’altezza”…

Possono essere discriminazioni intellettuali, ma spesso sono anche sociali… Al contrario di Acquario, amico incondizionato sia di un barbone che di un Re, se sente che ne vale la pena, moltissimi Gemelli sceglieranno senza esitazione il Re e faranno di tutto per arrivargli il più vicino possibile; sicuramente infatti, Gemelli è il Segno più snob dello Zodiaco, quello che più misura il valore delle persone con il metro sociale invece che morale o intellettuale. La snobismo gemellino può arrivare al punto che, persone appartenenti al Segno e socialmente molto in alto, si mettano a frequentare persone di categoria sociale molto inferiore, tanto per andare controcorrente…

Sempre sul piano delle relazioni sociali, il Gemelli tipo raramente va al di là delle public relations, dello scherzo, della risata, della battuta ad effetto. La sofferenza, le difficoltà, lo spaventano e lo annoiano ed è quindi sconsigliata qualsiasi richiesta di aiuto morale, a meno che non si tratti di un Gemelli Castore. Materialmente invece, un Gemelli aiuta, se può; ma non bisogna troppo contare sull’assiduità di tale aiuto; è abbastanza probabile che, dopo aver dato una mano, egli vi abbandoni di colpo per soccorrere qualche altro bisognoso il quale, con il profumo della novità, lo stimola di più. Avevamo poi detto del Mercurio inaffidabile. Non mancano quindi i Gemelli dall’onestà non proprio limpida; tipi che usano tutte le loro qualità di seduzione e di prontezza di riflessi, di intelligenza e furbizia, per raggirare il prossimo. Presente anche, in molti Gemelli, un pizzico di egoistico opportunismo che fa loro mettere, al disopra di tutto, i propri interessi personali.

Sul piano lavorativo, obbligare un Gemelli ad attività sedentarie, monotone o solitarie significa condannarlo ai lavori forzati! Irrequieto e curiosissimo, come si è visto, portato a vivere in compagnia, il gemellino è infatti adattissimo a tutte quelle attività che richiedono movimento, cambiamenti e rapporti con il prossimo: dal tassista, al ferroviere, al camionista; dal giornalista all’interprete, all’addetto alle pubbliche relazioni, al portiere d’albergo e via dicendo. Qualsiasi attività richieda, insomma, chiacchiera e diplomazia, prontezza di riflessi, cambiamenti repentini, capacità di improvvisazione, è dunque adatta agli appartenenti a questo segno versatile e dalle mille facce.

Poiché racchiude un po’ tutte queste caratteristiche, è il mondo dello spettacolo a fare il pieno del tipo Gemelli; prima e dopo Fred Astaire e Marilyn Monroe, attori, cantanti, ballerini, registi e tecnici gemellini se ne trovano a fasci in teatro, cinema, televisione. Nel mondo dello spettacolo, oltre alla soddisfazione di tutte le sue esigenze, un Gemelli trova libero sfogo alla più pressante di tutte; il narcisismo, Come già anticipato vi sono, infine, tipi Gemelli, (e non pochi!), che valendosi della loro capacità di incantare, di sedurre, vivono di attività truffaldine. Molto portato per le lingue, (che impara facilissimamente), ed amante dei viaggi, non è raro trovare Gemelli anche in tutte le attività che richiedono contatti con l’estero….

Anche in amore il Gemelli si comporta in vari modi, a seconda del gruppo di appartenenza… Il Polluce ed il saturnino possono essere dei misogini che disprezzano quei sentimenti che non sono in grado di provare; ma tra loro si possono trovare anche persone (le più evolute), che fondano i loro legami sulle affinità elettive, sull’intesa intellettuale, scartando i coinvolgimenti fisici ed emotivi, considerati “plebei”. Ambedue le categorie sono di solito fedeli agli impegni presi, responsabili, anche se un po’ troppo austeri. Il tipo Castore ed il Gioviale sono più passionali, teneri e partecipativi. Il misto è, di solito, un fautore dell’amor cortese: comunque e sempre con ampi sconfinamenti nel cerebrale; con la sotterranea paura di impegnarsi (e di legarsi) troppo, il gemellino vive di solito i coinvolgimenti affettivi (sia familiari che di amicizia e di amore) in punta di fioretto. Fa eccezione soltanto il tipo Castore che, comunque, anche lui, una piccola via di fuga se la lascia sempre aperta!

Uomo o donna che sia, a qualsiasi categoria appartenga, un Gemelli si tiene legato soprattutto con l’intelligenza, con l’ironia, con la capacità di “giuocare” di stupire, di mantenere sveglia la sua curiosità. Se non è un Castore, si ripete, non aspettatevi da un gemellino roventi passioni; il Gemelli tipo è piuttosto tiepido e sbrigativo nelle sue effusioni sentimentali e nelle sue prestazioni sessuali. Se poi il legame scade nella routine, il Gemelli non si fa tanti scrupoli a cercarne un altro che torni a stimolarlo… Non sono quindi rare le relazioni multiple, le vite sentimentali doppie o triple… Per di più, se gli farete scenate di gelosia, egli vi guarderà perplesso in quanto sa di aver soltanto “giuocato”!

Spesso il cameratismo e l’amicizia si fondono talmente con l’amore, che un Gemelli non riesce più a distinguere gli uni dall’altro.. Questo discorso non vale per i Gemelli Castore, e per i Polluce – saturnini più umanizzati, che sanno essere leali e fedeli. Per tal motivo, iniziate sempre la relazione con un Gemelli senza aspettarvi una vita di coppia chiusa, una intimità a due! Lui o lei possono trascinarvi in mezzo agli amici sia perché il gemellino – tipo tiene moltissimo al suo clan, sia perché non si sente affatto a suo agio in un contatto diretto, senza intermediari e tende a diluire nel gruppo il pathos amoroso… Spesso un gemellino è più fedele al suo Gruppo che al partner d’amore; il Gruppo gli dà, infatti, il senso della solidità e della protezione ma, anche, quello della varietà. In più, non lo obbliga a faticosi faccia a faccia. Per tal motivo mai mettere un Gemelli di fronte all’aut aut “o io o i tuoi amici”! Potete rischiare un brusco licenziamento!

Come genitore, il Gemelli si comporterà a seconda del suo gruppo di appartenenza. Attento, protettivo e partecipativo se Castore o gioviale… Severo e distaccato se Polluce e saturnino… In generale, sarà genitore divertente, compagno di giuoco ideale per i propri figli, spesso anche maestro attento e paziente durante il periodo degli studi. Più facile il contatto con i figli adolescenti, con i quali si può imbastire un colloquio sul piano intellettuale… Se non è molto Castore infatti, un Gemelli ama poco i bambini. Gli mancano la fantasia e la tenerezza per comprenderli e seguirli, lo spirito di sacrificio per star dietro ai loro molti bisogni…Un genitore Gemelli tipo quindi, quando può scarica volentieri i figli piccoli a nonni e baby sitter. E quando i figli saranno cresciuti abbastanza da imbastirci un colloquio, egli tenderà a fare l’amico, più che il genitore tradizionale…

Già si è detto che un Gemelli (a meno che non sia Castore), non ama la vita familiare, né la casa; egli userà quindi la propria dimora un po’ come dormitorio, un po’ come luogo di ritrovo degli amici o di chiunque ne abbia bisogno… La sua sarà quindi una casa arredata in modo abbastanza informale; se culturalmente preparato, la casa di un gemellino può essere di una raffinatezza impensabile, ma sempre con mobili moderni, lineari, “essenziali”. Solo il tipo Castore sceglierà arredamenti tradizionali o, addirittura, antichi…

E’ facile trovare in casa di un gemellino molti oggetti esotici, ricordi di viaggi infiniti. Alcuni Gemelli rifiutano proprio l’idea di casa e preferiscono fare i girovaghi, ospiti di amici o parenti; o clienti di alberghi, pensioni, camere mobiliate… A questa ultima categoria appartengono quelli che, per qualsiasi motivo, non hanno potuto metter su famiglia e, come quasi tutti gli appartenenti al Segno, non sopportano la solitudine. Salvo eccezioni, la casa di un gemellino deve essere rigorosamente in città, possibilmente in pieno centro, in mezzo a luci, musica, “struscio” pomeridiano e vita notturna… Le bellezze della Natura, i silenzi rotti solo dal vento e dal cinguettio degli uccelli, non solo lo lasciano del tutto indifferente (a meno che non sia del tipo Castore), ma lo fanno cadere in depressione…

Se non ha forti valori di Terra nel suo tema, è difficile che un Gemelli si preoccupi del domani… Per lui la vita è un eterno presente e, per tal motivo, abbastanza disinteresse per il denaro in generale, per il risparmio in particolare… Il discorso non vale, come sempre, per il Gemelli Castore, specie se ha nel suo tema forte peso del Toro. Gli appartenenti al Segno sono comunque, in genere, talmente pieni di risorse e di inventiva (oppure capaci di sopravvivere alle spalle altrui), che è difficile trovare un Gemelli privo del necessario per vivere… E’ più probabile che oltre ad aiuti altrui ottenuti più o meno spontaneamente, offerte di lavoro e guadagni gli arrivino anche se non le sta cercando… In caso di buoni guadagni, il gemellino ha quindi, spesso, bisogno di qualcuno che curi i propri interessi per non finire con lo scialacquare più di quanto guadagni, o per impedire che si imbarchi in avventure finanziarie disastrose…

Sul piano fisico, il Segni gemelli è legato ai polmoni ed agli arti. Non sono quindi rare malattie respiratorie o incidenti a braccia e gambe… Molto fragile anche il sistema nervoso, con pericolo di ricorrenti cali di tono, se non di vere e proprie nevrosi, psicosi, depressioni… Poiché di solito viaggiano moltissimo, alto il pericolo di incidenti stradali.

Pesci – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

marzo 5, 2019 on 6:54 pm | In Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi
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di Gabriella Leopizzi

Pesci è il dodicesimo Segno dello Zodiaco; doppio, mobile, di Acqua, esso va dal 19 febbraio al 20 marzo, con due giorni di fluttuazione all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni. L’Elemento Acqua indica, in Astrologia, emotività, sensibilità ed intuizione, spesso con lampi di preveggenza. Del tutto assenti la razionalità, la tenacia e la “grinta” così nei Pesci come nell’altro Segno di Acqua, il Cancro; fa eccezione il terzo Segno di Acqua, Scorpione il quale, essendo dominato da due pianeti fortissimi (Marte e Plutone) sa essere estremamente combattivo ed aggressivo. L’Acqua pescina è resa ancora più fluida dall’essere, il Pesci, un Segno mobile, con conseguente forte tendenza all’adattamento, alla mediazione.

Acqua di mare, quella dei Pesci; acqua nella quale si riversano tutti i fiumi e che si può presentare, di volta in volta, trasparente o torbida, tranquilla o ruggente. Acqua tiepida, iridescente, piena di fruscii e sussurri in superficie, quanto gelida, tenebrosa ed irrealmente silenziosa negli abissi. Acqua che contiene una infinità di vite, di forme, di colori, tenuti gelosamente nascosti ed offerti alla vista soltanto di quelli che accettano la sfida, il pericolo, insiti in una immersione. Con tali presupposti è chiaro che il Segno Pesci simboleggia tutto ed il contrario di tutto.

La Natura è in un delicato momento di passaggio. Gli ultimi freddi, l’ultima neve, l’aria che oscilla tra i rigori dell’inverno ed i primi caldi aliti della primavera ormai alle porte. Le piogge ammorbidiscono le zolle rese pietrose dal gelo invernale. Sui rami scheletriti spunta, qua e là, qualche gemma. Pesci è, quindi, il toccarsi degli estremi. Ciò che si dissolve completamente e ciò che comincia a rinascere. Nascita, Crescita, Morte e Dissoluzione. Ci si ritrova alle vigilia della ripresa del Grande Ciclo.

Sul piano dell’evoluzione umana Pesci potrebbe simboleggiare il morire di grandi civiltà sulle cui rovine attecchiscono e crescono nuovi popoli, idee diverse.

Sul piano del Mito, già in Babilonia Oannes, portavoce della Divina Saggezza, aveva la forma di pesce ed usciva ogni giorno dal mare per trasmettere agli umani i divini insegnamenti. In Fenicia il Dio Dagon aveva testa di Pesce su un corpo di uomo mentre in Oriente c’era Visnù, che salva Manu dal Diluvio Universale e poi si trasforma in Pesce sacro.

Nell’Induismo il dio Veruna è seduto sul dorso di un pesce. Nell’antico Egitto i due Pesci, Ant ed Abtu, erano chiamati i Pesci del Sole perché il primo seguiva il Sole ed il secondo lo precedeva. Anche nello Zodiaco di Shiva (India), c’è questa accoppiata Sole-Pesci; il Governatore dei Pesci, il Dio del Fuoco, (agnello pasquale del Cristianesimo), è rappresentato a cavallo di un Ariete.

Ai primordi della civiltà greca era proibito al popolo mangiare il pesce, probabilmente considerato pasto sacro per i sacerdoti. Nei primi secoli del cristianesimo anche Gesù era simboleggiato con un pesce. Pescatore di Anime.

I Miti specifici legati al Segno Pesci ruotano attorno alle due anime pescine; quella amorevole, soccorritrice e salvatrice e quella che, di fronte alle responsabilità, sceglie spesso la fuga. Il coraggio e l’assunzione in prima persona delle responsabilità non sono tra le virtù del tipo Pesci, a meno che nel Tema Natale non si evidenzino pianeti in Segno di Fuoco o di Terra.

C’è così l’episodio di Eros ed Afrodite, innamorati e perseguitati da Tifone per sfuggire al quale si gettano in mare; Poseidone manda due delfini a salvare gli amanti. Come premio, Giove porta in cielo i delfini e li trasforma in due stelle, incastonate nella Costellazione Pesci. In altra versione Venere è in compagnia del figlio Cupido.

C’è poi il Mito di Cassiopea moglie di Cefeo la quale, convinta di essere la donna più bella dell’Universo, osa rivaleggiare con Venere e con le Ninfe marine. Irritato dalla sua superbia, Poseidone distrugge il suo paese con una terribile inondazione; poi fa emergere dagli abissi un mostro marino spaventoso che tenta di rapire sua figlia Andromeda. Ma accorre Perseo che uccide il mostro e libera la fanciulla innocente.

Due storie di amore e dedizione che parlano della parte bella dei Pesci; poi c’è la parte oscura, sfuggente ed un po’ vile, simboleggiata da Derceto, dea della fertilità; varie sono le versioni del suo Mito ma tutte con un unico nucleo ed una identica conclusione. Derceto, amante e madre, non accetta la responsabilità che tali rapporti richiedono: in una versione la dea evira l’amante ed abbandona la figlia nel deserto per poi gettarsi in mare; nell’altra si getta in mare incinta. Il finale è comunque identico; disgustato dal rifiuto delle proprie responsabilità, Poseidone trasforma Derceto in una Sirena, metà donna e metà pesce: essere ibrido e quindi sterile.

Il pesce era anche simbolo di riconoscimento tra i cristiani, al tempo delle persecuzioni, sotto l’Impero Romano; esso simboleggiava infatti Gesù – Ixtus, in greco -cioè Figlio di Dio, Salvatore: gli stessi cristiani si paragonavano a pesci salvati dalle acque del battesimo. Sorprendente il parallelo tra l’insegnamento di Cristo (di amore, dedizione, carità, sacrificio), con le caratteristiche psicologiche pescine che tra poco andremo ad analizzare. E, infatti, si dice che da poco è finita l’Era dei Pesci durata oltre 2.000 anni e legata all’apparente scorrere delle Costellazioni, cosa che determina le Ere. Sempre stando a queste teorie, si è entrati ora in quella di Aquario; e chi vuol saperne di più in proposito si vada a leggere l’Introduzione.

Sul piano Esoterico, il Segno Pesci simboleggia l’Alfa e l’Omega, l’Inizio e la Fine di ogni cosa. E poiché il mare comincia là dove finisce il cielo e spesso è difficile percepire la linea di demarcazione, tale Segno simboleggia anche l’Infinito. Un altro simbolo pescino è l’involuzione dello Spirito nella Materia (Pesce di sinistra), e l’Evoluzione dalla Materia che torna al suo Principio (Pesce di destra). C’è poi il simbolismo della Realtà e del suo riflesso. Come in una pittura. E si potrebbe continuare ancora. Ma fermiamoci qui.

Tutti i simboli appena esposti si rifanno all’ideogramma del Segno, due semicerchi che si danno le spalle, () ma che sono comunque uniti da una barretta al centro; è la stilizzazione di due pesci che vorrebbero nuotare ciascuno in una opposta direzione, ma non possono farlo perché legati tra loro da un filo che parte dalla bocca.

Pianeta dominante del Segno è stato, fino al 1846, Giove. Ma Pesci ha avuto la stessa sorte di Scorpione ed Aquario, cui i moderni telescopi hanno permesso di arricchirsi di un altro pianeta dominante; nel 1846, appunto, viene scoperto Nettuno e le verifiche degli studiosi hanno permesso di evidenziare le innegabili analogie astrologiche tra il pianeta e le caratteristiche pescine.

L’accoppiata Giove- Nettuno, è già presente nel Sagittario. Ma essendo, il nono, Segno di Fuoco, è Giove ad avere la preminenza, a dare il suo imprinting; nei Pesci (Segno di Acqua, e quindi molto più sfumato, evanescente, spiritualizzato), è Nettuno a primeggiare. Si avranno comunque, anche qui, due diverse categorie di individui; i Gioviali ed i Nettuniani. Ancora come nel Sagittario, il Pesci-gioviale è imponente, massiccio, con tendenza ad ingrassare. Il Nettuniano invece, è di solito più minuto, etereo, spesso con l’aria un po’ trasognata di chi si trova in un posto per caso… Non è raro vedere, nell’uno e nell’altro tipo, una tendenza all’acquoso che, con l’età, può diventare flaccido.

Prima di iniziare l’analisi dettagliata delle caratteristiche del Segno Pesci è bene comunque ricordare che esso è opposto al Segno Vergine; in Astrologia i Segni opposti si integrano ad incastro, nel senso che uno possiede qualità e difetti, predisposizioni ed aspirazioni totalmente all’opposto (appunto!), di quello che gli sta di fronte. In teoria quindi, il Pesci E’ tutto quello che la Vergine NON E’… e viceversa.

Realista, pieno di senso pratico, con il dono della logica, la capacità di analisi e di sintesi il Segno Vergine, il quale ha anche forte manualità e facilità a districarsi nella meccanica, nell’informatica. Il Vergine è anche scettico, pragmatico, diffidente; amante dell’ordine, della catalogazione, delle solide certezze.

l Pesci è il contrario di tutto questo. Disordine, caos, abbandono all’intuizione ed alle suggestioni, alle emozioni del momento. Pronto a disperdersi in mille rivoli, a cadere nel panico se chiamato a disbrigare cose pratiche, anche le più semplici, quale pagare un conto corrente o gestire un conto in banca. Manualità zero, perché mancano pazienza e capacità di concentrazione. Progettualità caotica, senza un filo conduttore, perché il pescino è incapace di seguire un filo logico, un piano prestabilito, tali e tante sono le suggestioni che lo incantano, lo distraggono, lo ammaliano. Spesso si cava comunque egualmente dagli impicci per lampi di intuizione che hanno del prodigioso.

Astrologia ci insegna, comunque, che tali e tante sono le varianti in un Tema Natale, così diverse le interferenze, che mai si trova un appartenente ad un Segno allo stato puro. Attitudini e tendenze sono sempre modificate, esaltate od inibite dall’ ambiente nel quale il Soggetto è vissuto, dalle persone che più hanno avuto influenza su di lui, dalla educazione che gli è stata impartita e dalle vicende nelle quali è incappato da bambino; si può quindi avere, tanto per fermarci ai due Segni ora in esame, un Vergine per certi versi pasticcione ed indeciso ed un Pesci abbastanza ordinato e determinato. Ma le tendenze di base rimarranno sempre, magari sotto traccia, pronte però a manifestarsi nei momenti più impensati.

Passiamo ora alle due categorie pescine; quella gioviale e quella nettuniana. Il Pesci-Giove, pur essendo a suo modo un idealista, pronto a sacrificarsi per una causa, non disdegna per questo i piaceri terreni; è anche abbastanza realista, ben inserito nella società, e non è detto che difetti di senso pratico. Di solito conformista (la lotta, l’andare controcorrente, non sono il suo forte), egli si adegua benissimo a leggi e regole dell’ambiente in cui vive e non disprezza affatto (né perde di vista), i benefici che dall’ambiente e dalle circostanze può ricavare. Il Pesci-Giove ha di solito, nel suo Tema, un Giove e Segni di terra o fuoco molto evidenziati.

Se ha esigenze spirituali (e spesso le ha), il Pesci-Giove (così come il Pesci-Sagittario), si adegua benissimo alle direttive del Clero, e segue con partecipazione la vita della sua comunità religiosa. E’ facile trovare in questo Segno persone consacrate le quali, se non hanno forti pianeti in Segni di Fuoco, o nel Capricorno, (o in altri settori che denotino ambizione), al contrario dei “fratelli” Sagittario, spesso non mirano alle altre cariche ma possono vivere la loro spiritualità anche come umili preti di campagna; o parroci di una borgata.

In tali casi, anzi, la loro natura soccorrevole verrà molto stimolata (specie se nel Tema personale presentano pianeti in Segni di Fuoco) e li troveremo così a battersi per i dimenticati, i diseredati. Ma Pesci, ( Giove o Nettuno non importa), può essere anche don Abbondio. “Che, uno, il coraggio mica se lo può dare!”. In tal caso vi è quasi sempre forte presenza di pianeti in Segni di Acqua o Aria, oppure i pianeti combattivi (tipo Marte, Urano, molto indeboliti).

Il Pesci-Nettuno, si è già accennato, è tutt’altra cosa. Si contraddistingue quasi sempre per il suo aspetto esile, minuto o, comunque, assai poco scattante. Romantico, nostalgico, assetato di Assoluto, rincorre spesso l’Ideale, l’Illusione, rischiando di perdere il contatto con il Reale. Poco portato agli sforzi fisici e negato (si ripete), per tutte le attività pratiche, egli va sempre, più o meno coscientemente, alla ricerca di chi gli tolga le castagne dal fuoco; di solito lo trova perché, con la sua aria di cucciolo smarrito, ispira tanta, tanta tenerezza e voglia di proteggerlo. Il Pesci nettuniano, oltre ad un forte Nettuno ha, nel suo Tema, pianeti in Segni di Acqua o di Aria ed i pianeti combattivi indeboliti.

Segno doppio anche, dicevamo; esiste così un Pesci di indole gioiosa e vivace, che nell’immersione nelle cose belle della vita cerca uno sbocco alle sue intime contraddizioni; questo Pesci è di solito stimolato da Giove, tende all’edonismo e cerca di sfuggire a qualsiasi problema che possa turbare la sua olimpica serenità. Ma c’è anche il Pesci masochista ed introverso (qui domina Nettuno, sorretto da Saturno), che ripiega dolorosamente su sé stesso e tende alla sublimazione nella religiosità, nell’arte, nello studio, nella dedizione totale (fino all’annullamento personale, spesso), ad una persona o ad una causa. Questo secondo tipo di Pesci ha, spesso, un sotterraneo rifiuto alla vita e si compiace in modo morboso del Sacrificio, della Sofferenza.

C’è poi il Pesci equilibrato, sensibilissimo alle vicende del prossimo, pronto a correre ed a soccorrere alla minima richiesta di aiuto, ad impietosirsi per le altrui sofferenze, e quindi pronto ad affrontare qualsiasi sacrificio, pur di alleviarle. Il “mi fa pena” è una espressione tipica di molti appartenenti al Segno.. Su questo versante sono più presenti i Pesci Nettuniani.

Infine, una ulteriore categoria di Pesci. E’ quello inferiore, che non esce dallo stato vegetativo del pensiero perché gli manca, dentro, un nucleo abbastanza compatto attorno al quale la sua personalità possa strutturarsi: egli rimane così ancorato alla mentalità “magica”, insegue miraggi ed illusioni, progetti irrealizzabili; irresoluto e nevrotico, quando lo scontro con una realtà del tutto diversa diventa insopportabile, può diventare facile preda di tutti i tipi di droga, a partire dall’alcool. I tipi Pesci sono tra i più vulnerabili alla fuga nei “paradisi artificiali”. A questa ultima categoria appartiene anche chi, invece di fuggire nelle droghe, diventa un parassita, disprezza le regoli sociali e morali dell’ambiente in cui vive, sfrutta il prossimo o si dedica a vere e proprie attività truffaldine.

Vi è poi l’altra faccia della medaglia, il Pesce superiore, nel quale i Valori morali e spirituali prevalgono in senso assoluto ed il fondo religioso o artistico (o ambedue in contemporanea), traspare chiarissimamente. Anche qui Nettuno può prevale; può mancare il senso pratico, per una visione troppo alta della vita: ma il Soggetto vive una esistenza superiore, elevatissima, tutta imperniata su un fondo di tensione intellettuale o morale. A questa categoria appartengono i Grandi Mistici, gli Scienziati e gli Artisti Sommi (Einstein e Michelangelo, tanto per fare due esempi così!).

E’ comunque raro trovare un Pesci tutto allegria o tutta sofferenza, tutto egoismo o tutta dedizione, tutto vizio o tutta virtù. Di solito. le varie personalità convivono e si sovrappongono, si alternano, creando il carattere oscillante ed un po’ imprevedibile di tutti gli appartenenti ai Segni doppi. Spesso molto sensibile e ricettivo, (specie se nettuniano), il Pesci normale sa immedesimarsi subito negli stati d’animo e nei problemi altrui.

Compassionevole e generoso, il più delle volte, si è detto, egli è pronto a sacrificare i suoi personali interessi per aiutare chi ne ha bisogno. Ma sbaglia chi conta troppo sull’appoggio di un Pesci. Plastico ed influenzabile (a meno di forti valori di Terra nel suo Tema), il pescino è infatti in balìa di troppe suggestioni ed emozioni; può quindi capitare che pianti in asso la vecchietta aiutata fino al giorno prima, per rivolgere tutte le sue attenzioni al bambino abbandonato.

L’altruismo pescino non sempre è dettato da autentico slancio umano; spesso il tipo Pesci si sente infatti schiacciato da un oscuro senso di colpa del quale non conosce l’origine ma che lo spinge ad un atteggiamento oblativo (o penitenziale), che riscatti peccati mai commessi. Altre volte, (specie se nel Tema prevalgono valori di fuoco, soprattutto Leone), c’è un notevole esibizionismo ed il piacere di essere, comunque, al centro dell’ammirazione altrui. Questo non esclude affatto, ovvio, che un buon numero di pescini siano profondamente, autenticamente pronti a sacrificarsi per il prossimo con vera generosità.

Per la sua indecisione e per la sua pigrizia, per la paura che spesso prova verso gli impegni della vita pratica il Pesci, si è già accennato, ama circondarsi di persone che lo aiutino ad affrontare le incognite e le durezze del quotidiano. Per tal motivo, pur accettando e spesso amando momenti di solitudine, egli gradisce molto la compagnia. Gentile, delicato, morbido, sa essere ammaliatore come pochi e moltissimi annegano nei suoi profondissimi, languidi occhi. Di solito è ottimo amico, compagno di baldorie e solida spalla su cui piangere.

Se si chiede aiuto, anche materiale, è difficilissimo che un Pesci si tiri indietro. Nei limiti in cui gli è possibile, si renderà utile, moralmente o materialmente. A patto però, (si ripete), che l’impegno non si prolunghi troppo nel tempo. Se non ha forti valori di Terra nel suo Tema, quasi mai un Pesci ha infatti un punto di approdo definitivo; nel migliore dei casi, egli può scomparire per mesi, per poi rifarsi vivo senza dare spiegazioni. Il discorso diventa ancor più complicato quando all’amicizia si sostituisce l’amore, come più avanti vedremo.

E passiamo al lavoro. A meno di vocazioni precoci, la scelta professionale di un Pesci è spesso travagliata. Se non ha forti valori di Terra nel suo Tema, è portato a cambiare spesso opinione, ad avere interessi diversi, a seconda dell’emozione del momento. Non sempre sa dividere le velleità dalle possibilità reali e, inoltre, è per lui sempre un dramma il prendere una decisione definitiva, che precluda poi la via a tutte le altre. Spesso cambia più volte linea di studi o lavoro e, professionalmente, non è raro che si consolidi abbastanza tardi nella vita lavorativa.

Se fatica spesso per decidere quello che vuole, un Pesci sa invece benissimo quello che non vuole. Egli sopporta con molto stress una attività che richiede orari rigidi, operazioni ripetitive, precisione massima. In lotta perenne con l’orologio ed eterno ritardatario (anche qui in antitesi con la precisissima Vergine), poco allenato a concentrare la sua attenzione sui particolari, il pescino si realizza al meglio con lavori che richiedono inventiva, fantasia e contatti umani molteplici.

Lavori anche impegnativi e con richieste oblative non indifferenti. Sacrificarsi per gli altri, si è detto, non lo spaventa. In primis, quindi, le attività mediche o paramediche: Ottimo anche il campo dell’insegnamento, specie se nel Tema c’è un forte Giove. La socievolezza e la gradevolezza dei modi, la sua plasticità caratteriale, rendono spesso il Pesci molto adatto anche ad ogni lavoro in cui è previsto contatto con il pubblico.

Adattissime, si ripete anche tutte quelle attività che richiedono intuito…Non soltanto il mondo dell’Occulto, ma se il Tema è sorretto da pianeti in Segni di Terra e di aria, anche il campo delle investigazioni, sia come poliziotto che come detective privato. Poiché il dodicesimo Segno è anatomicamente legato ai piedi, molti Pesci si trovano tra chi questa parte del corpo la usa per lavorare. Dai ballerini, ai calciatori, al pedicure, al calzolaio e via di seguito. Provare per credere!

E’ ovvio elencare anche tutte le attività artistiche o che nel mondo dell’arte circolano. Dal pubblicitario, al fotografo, al costumista, allo scenografo, all’Artista vero e proprio, in qualsiasi campo; dalla musica, alla pittura, alla scultura e via dicendo.. Resa ottima anche sul piano dell’artigianato, se altre parti del Tema indicano manualità. Segno della Religiosità e della Carità, si è detto e ridetto; ed ecco molti Pesci che si dedicano alla vita mistica o alle opere caritatevoli legate ad Associazioni, Comunità, ecc. Per agire al meglio, anche in campo lavorativo il Pesci ha bisogno di avere vicino persone più concrete che lo sollevino da tutte le noie del quotidiano, se difettano nel suo Tema pianeti in Segni di Terra.

In amore, uomini e donne hanno spesso comportamenti assai diversi; il Pesci uomo è seduttore nato, affascinante, affascinato dalle situazioni incerte, indefinite. Spesso si infila in rapporti assai complicati, proprio per il gusto dell’intrigo. Non l’intrigo morboso dello Scorpione ma quello giocoso degli adolescenti che non sanno ancora bene cosa scegliere. Anche in questo settore, come in quello lavorativo, l’uomo Pesci è spesso spaventato dalla scelta, perché questa gli potrebbe precludere molte altre esperienze.

Vita sentimentale, insomma, al limite tra sogno e realtà, con rapporti multipli dai quali si libera quasi sempre con la fuga. Ovviamente, a meno di un fortissimo Saturno nel Tema, fedeltà effimera. Tuttavia, per il periodo in cui sono innamorati, i pescini sanno essere amanti insuperabili, delicati, generosi, sensibili e romanticissimi. Quando si allontanano lasciano una scia di singhiozzi, di cuori frantumati.

Molto sensuale, a meno che non gli abbiano insegnato a vivere il sesso come colpa (allora sono terribili le necessità di espiazione!), il Pesci ha bisogno anche di una forte intesa fisica, oltre che spirituale, per dare il meglio di sé. Capaci, insomma, gli appartenenti al Segno, di far sentire una donna in Paradiso! Per farla poi precipitare nell’inferno quando si dissolvono letteralmente nel nulla. Anche il Pesci più leale di solito nasconde qualche scheletrino nell’armadio, vissuto con noncurante leggerezza o con forti complessi di colpa a seconda dell’insieme del suo Tema.

Nonostante questo un uomo Pesci, se trova una moglie comprensiva ed un po’ sbadata, sa essere un buon marito, generoso e conciliante (tanto più secondo quanto ha da nascondere!). Se il legame coniugale non lo soddisfa, a seconda del suo Tema Natale egli può allontanarsi, magari all’improvviso e senza spiegazioni, come è suo solito, oppure si rassegna ad una masochistica convivenza, spesso mettendo su, nell’ombra, una relazione o varie relazioni parallele. L’uomo Pesci di solito non è maschilista, anzi si adatta benissimo ad essere aiutato e sorretto da una donna! Se le lascia gran parte del peso della casa e spesso della famiglia non è per senso di superiorità ma per pigrizia e per fuga dalle responsabilità.

La donna Pesci è spesso più passiva, nel rapporto; tende a drammatizzare l’amore, nel quale esprime l’Assoluto Dono di Sé, fino al sacrificio della vita, se necessario. (Claretta Petacci, amate fedelissima di Mussolini e che sceglie di morire per lui, con lui). Ipersensibile e troppo romantica, essa si perde spesso nel sogno, nelle illusioni, non di rado con forti colorature masochiste. Una donna Pesci è capace di inseguire per anni uomini che la sfuggono o la disprezzano. Di vivere di amori illusori, di infilarsi in situazioni senza speranza, anche.

Per quello che lei chiama amore, una pescina può arrivare a tutti gli abissi della degradazione morale e materiale. Per fortuna, questi ultimi sono casi rari e la donna Pesci è, di solito, una ottima compagna, magari incapace di tenere in ordine la casa e di stirare le camice, ma amante tenerissima e fantasiosa. Questo non esclude alcune donne Pesci degne compagne dei loro omonimi maschietti; donne infedeli cioè, con doppia o tripla vita. La loro femminilità ed arrendevolezza le rende infatti “prede” molto ambite. Le donne di pochi Segni sono corteggiate ed adorate come le pescine!.

Maschi o femmine comunque, di solito furbissimi per intuito più che per ragionamento, al momento di scegliere per la vita, così come nell’amicizia o nei rapporti di lavoro, un Pesci opta quasi sempre per un partner che supplisca alle sue carenze, che mandi avanti la baracca sul piano pratico, mentre lui (o lei) dispensa tenerezze e coccole.

Entrambi amano i bambini, sono pronti a sacrificarsi per loro e li seguono con impegno, dedizione, grande affetto. La loro fantasia li rende adorabili ai occhi dei bimbi con i quali sanno spesso condividere giuochi e fughe nel mondo dei sogni: spesso, più difficoltà a seguire i figli adolescenti perché manca il polso, manca la determinazione per arginare le inquietudini giovanili. Di conseguenza, rischi di troppo lassismo, di lasciare i ragazzi in balìa di sé stessi.

Difficile delineare la casa di un Pesci. Proprio per la plasticità del suo carattere, molto dipende dall’ambiente in cui vive e dall’educazione che ha avuto. Di certo, non vivrà in un appartamento sobrio e lineare, di quelli adorati dalle Vergini, ma riempirà tutti gli spazi possibili di ninnoli e cianfrusaglie in ordine sparso. Idem vale per il vestirsi. In ambedue i casi, non mancherà certo la fantasia. Non sempre, invece, un Pesci è campione di buon gusto.

Anche se idealista e sognatore, al Pesci piacciono molto i soldi, non per accumularli e reinvestirli, ma per spenderli allegramente. Di solito ignora quella che si chiama sana amministrazione; il denaro gli scivola dalle mani e, in un raptus, egli può arrivare a comprarsi cose inutili ma che gli piacciono moltissimo, con i soldi destinati a pagare la luce o l’affitto. Con la stessa disinvoltura può dare tutto quanto possiede a una persona che gli chiede aiuto, non ponendosi il problema di ciò che serve a sé stesso ed alla propria famiglia.

Naturalmente, mai riuscirà a chiedere la restituzione di soldi prestati o rivendicare la giusta retribuzione del proprio lavoro. Quasi sempre si annoia a seguire l’iter di una lite, di un contenzioso, perdendo con noncuranza ciò che gli spetterebbe di diritto. Se si lascia prendere dal gioco può rovinarsi. Per tutti questi motivi il tipo Pesci si appoggia spesso ad una persona, innamorato, o parente, o amico, in grado di tenere stetti i cordoni della borsa. Questo non preclude Pesci saggi amministratori, se vi sono forti valori di Terra nel Tema; ma anche il Pesce più saggio, ogni tanto si fa scappare la mano.

Temperamento linfatico, sul piano salute il Pesci ha tono vitale basso; ma se non abusa del proprio fisico, soprattutto con alcool, fumo o peggio ancora droghe, egli può vivere bene ed anche a lungo. Il suo punto più delicato, i piedi; ma è a rischio anche l’apparato respiratorio. Molto goloso, come già detto tende ad ingrassare (specie se gioviale), e ad accumulare liquidi nei tessuti. Come il suo dirimpettaio Vergine, somatizza facilmente; per lui la malattia può diventare via di fuga, rifugio dalle difficoltà, nel momento in cui esse gli diventano insostenibili.

Aquario – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

gennaio 29, 2019 on 11:03 am | In Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi
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di Gabriella Leopizzi

Prima di iniziare l’esame del penultimo Segno zodiacale, un chiarimento sul nome che, di solito, ingenera confusione; molto spesso infatti, si dice e si scrive aquario, e si pensa ad un Segno d’acqua mentre invece, come vedremo subito, il suo elemento è l’Aria; forse per tal motivo o forse soltanto per semplice tradizione, il nome esatto del Segno zodiacale è Aquario, dalla sua radice latina (Aquarius). Stabilito questo, andiamo oltre.
Undicesimo e penultimo Segno dello Zodiaco, si diceva; di Aria, Fisso, Aquario va dal 21 gennaio al 19 febbraio, con due giorni di fluttuazione all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni. Quelli di Aria (Gemelli, Bilancia, Aquario), sono Segni di Astrazione, di Pensiero, di Idee e, per questo motivo, distaccati da passioni, emozioni, vibrazioni del sentimento; idealisti e sognatori quindi, portati ad immaginare più che a realizzare, abbastanza in difficoltà a gestire sia il lato emotivo che quello pratico della vita.
Questo non significa certo che tutti gli appartenenti ai tre Segni siano insensibili e con la testa tra le nuvole, perché in ogni Tema natale, oltre al Segno in cui si trova il Sole, sono tanti i fattori che compongono la personalità nella sua interezza; è comunque indubbio che chi ha il proprio Quadro astrale fortemente influenzato da Segni di Aria non si lascia coinvolgere emotivamente con facilità, né gli riesce agevole affrontare la parte materiale dell’esistenza.
Sempre a proposito di Segni di Aria, mentre Gemelli è l’aria frizzante della primavera e Bilancia quella languida dell’autunno, l’Aria acquariana è quella rarefatta dell’alta montagna, calda con il sole ma con possibilità di diventare gelida appena il sole scompare.. Si vedrà poi il perché di questo simbolismo.
I Segni Fissi (Toro, Leone, Aquario) simboleggiano, in positivo, affidabilità, fermezza di idee, capacità a mantenere gli impegni presi ed a condurre a termine le attività iniziate; concentrazione anche, e tendenza a guardare lontano, ad impegnarsi per costruire qualcosa di solido per il futuro. Al negativo, il Segno Fisso porta ostinazione, rigidità di idee, incapacità di adeguarsi al nuovo ed al diverso, con conseguente conservatorismo ad oltranza.
Il Cerchio dello Zodiaco, nella versione Placido (attualmente la più usata), è diviso in dodici Segni. Sei nella parte inferiore e sei in quella superiore. La demarcazione tra il primo ed il secondo gruppo è delimitata dalla Linea Ascendente che divide a metà esatta il cerchio, partendo da 0° Ariete sino a 0° Bilancia, in senso antiorario.
Linea che non è un semplice tratto di penna, ma una frontiera ben precisa tra due mondi; all’inizio del Segno Ariete avviene infatti il Solstizio di primavera… Il 21 marzo, ore del giorno e della notte si equiparano ed inizia la fase ascendente del Sole; ogni giorno un pizzico di luce e di calore in più, sino al Solstizio di Estate che vede il giorno più lungo e la notte più corta dell’anno. In Natura è l’apoteosi del mondo fisico; odori, sapori e colori sono nella loro massima espressione.

Le piante si caricano di fiori e frutti e gli animali si accoppiano, partoriscono; gli uomini si liberano dei vestiti, per quanto la cultura del tempo e dei luoghi consente loro, e tendono a passare la maggior parte delle ore all’aperto. Sotto il Segno Vergine si hanno le prime avvisaglie dell’autunno; il caldo e la luce diminuiscono ogni giorno un pò, sbiadiscono pian piano i colori, si annacquano odori e sapori.
Ogni giorno è un filino più corto del precedente. Il 21 settembre siamo all’Equinozio di Autunno; la temperatura si abbassa, lentamente ma inesorabilmente; le piante rinsecchiscono, molti animali vanno in letargo ed anche l’uomo si “rattrappisce” fisicamente: è infatti costretto a coprirsi sempre di più ed a passare sempre più ore al chiuso.
C’è più tempo per pensare, per meditare, per progettare, perché non si è più coinvolti nelle mille incombenze della stagione fertile; si sono infatti ormai costruiti i ricoveri per riparasi dalle intemperie (sotto i Segni Toro e Cancro), e si sono ammucchiate le provviste per sopravvivere durante i mesi di gelo (sotto il Segno Vergine). Si sono anche intrecciati con il prossimo legami di convenienza (Gemelli), o affetto (Cancro-Leone); si sono stabilite Leggi e Regole per una civile convivenza (Bilancia); per tutti questi motivi la vita è comunque meno oberata e più protetta e si può guardare oltre la pura sopravvivenza (Segno Sagittario).
Si è già visto che i Segni di Aria simboleggiano non solo il mondo delle Idee, delle Progettazioni, dei Castelli in aria a volte; ma la loro principale caratteristica è la necessità di rapporti con il prossimo. Come l’Elemento che li rappresenta, i tre Segni di Aria tendono infatti ad espandersi, ad occupare tutto il territorio all’intorno. Gli appartenenti a tale Elemento, esistono in quanto possono relazionare con gli altri. La solitudine e la vita monotona possono schiantare alla base la loro personalità.
A meno di fortissime controindicazioni di ciascun Tema personale insomma, un appartenente ad un Segno di Aria si spegne se non ha il continuo raffronto, lo scambio con gli i propri simili. Così come il Leone (suo Segno opposto), è IO SONO, e gli Altri tutti ai suoi piedi, altrettanto l’Io acquariano rischia di volatilizzarsi se non vi sono gli Altri a fargli da sponda. Un Aquario (così come i suoi ”confratelli” Gemelli e Bilancia), ha bisogno dell’Altro, per rispecchiarsi, prima ancora che per raffrontarsi; con il rischio forte di esserne dipendente, di adeguarsi alle idee del gruppo per non essere emarginato.
Al Segno Aquario, molto più complesso, ricco di risvolti di quanto in generale non si dica, sono legati diversi Miti, tutti egualmente significativi. C’è quello di Decaulione, Re di Tessaglia, e di sua moglie Pirra, che ricalca, pari pari, la storia di Noè. Infatti Giove, irritato dall’empietà del genere umano, decide di distruggerlo con un diluvio. Ma Prometeo, padre di Decaulione, avverte il figlio di tale decisione e gli consiglia di costruirsi una barca per salvare sé e la sua sposa.
Finita l’apocalisse, la barca si posa sul Monte Parnaso; dopo i riti di ringraziamento a Giove, si chiede all’Oracolo come ripopolare la terra. Viene suggerito ai due di camminare gettandosi pietre dietro le spalle; dalle pietre gettate da Decaulione nascono nuovi uomini, da quelle di Pirra nuove donne. Umanità nuova e redenta perché nata da un Sacrificio e da una richiesta di Perdono. Aquario simboleggia quindi, in primis, l’Uomo Nuovo, che azzera il Passato ed i suoi errori e si proietta verso un Futuro completamente nuovo, diverso.
Si diceva, nell’Introduzione, che siamo da poco entrati nell’Era dell’Aquario. Molte profezie parlano di una immane catastrofe che scoppierà in tale periodo (ma si tratta di 2000 anni!), e distruggerà gran parte del genere umano (l’energia atomica?); i pochi sopravvissuti, dopo millenni di scannamenti e sopraffazioni, daranno il via ad una nuova Era di pace e fratellanza.
Che sono poi, Pace e Fratellanza, il messaggio che parte dal Segno Aquario; dal Mito di Decaulione e Pirra. E’ infatti significativo che i due, dopo aver passato le terribili prove del diluvio, pensino a ripopolare la terra, a ridiventare NOI, Gruppo, che cerca di riprendere una strada nuova e diversa da quella fallimentare precedente. Ma dai risultati ottenuti negli ultimo millenni, non pare ci siamo ancora riusciti.
Il secondo Mito è quello di Efesto (Vulcano per i Romani) il quale, brutto e deforme, viene rifiutato e gettato sulla terra dalla madre Era. Salvato dalle Ninfe e portato a Lemmo, Efesto si fa ammirare, per la sua geniale inventiva e la sua magistrale manualità. Nonostante la sua bruttezza riesce a conquistare Venere che però poi lo tradisce con il bellissimo Marte. Per scoprirli in fragrante, Efesto costruisce un marchingegno che intrappola i due sul loro letto, d’amore. Gli Dei intercedono per la liberazione dei due fredifraghi e allo stesso tempo, affascinati dalle capacità inventive di Efesto, benché egli sia orrendo e sciancato lo accolgono tra i bellissimi dell’Olimpo.
Efesto simboleggia l’inventiva e l’abilità acquariane nel destreggiarsi con i mezzi meccanici e ancor più (lo si è potuto scoprire da poco per ovvii motivi), con l’informatica e le discipline spaziali: ma altra simbologia di Efesto accolto nell’Olimpo, è l’ingegnarsi di Aquario a guardare ancora “oltre” il Sagittario, il quale ha fatto ormai conoscere la Terra anche nei suoi angoli più reconditi ed inospitali. Infatti proprio a cavallo tra la fine dell’Era dei Pesci e l’inizio di quella dell’Aquario,(la Processione degli Equinozi è in senso antiorario), si è dato il via agli studi ed alla messa in pratica della esplorazione dello spazio.
Terzo Mito legato al Segno è quello di Saturno; ma non il Saturno Signore del Capricorno, rigido e crudele che evira il padre Urano e divora i propri figli. Qui c’è una figura nuova del Dio con la falce, detronizzato dal figlio Giove e mandato in esilio in una landa sperduta. Reso saggio ed umano dalla sofferenza e dalla solitudine, il Saturno di Aquario insegna agli abitanti dell’isola l’agricoltura e, con il lavoro pianificato, intelligente, li rende ricchi, felici. Questo nuovo Saturno sa inoltre regnare con tanta saggezza ed accortezza che il suo periodo di regno verrà chiamato l’ “Età dell’Oro”. Anche in questo Mito sono sottolineati la Saggezza. l’Altruismo e la Rinascita dopo una Espiazione.
L’ideogramma del Segno sono due righe ondulate parallele ( ); questo, unito al nome del Segno induce, come detto all’inizio, alla confusione che le linee ondulate siano delle onde ed aquario, di conseguenza, un Segno di Acqua: in realtà tali onde stanno ad indicare l’energia dell’Aria. Le onde che propagano il suono e la luce e che, nei tempi moderni, sono state utilizzate per le comunicazione. Due onde sta a simboleggiare la duplicità del creato: la linea superiore simboleggia lo Spirito, (il Creatore), e quella inferiore l’Intelletto (la Creatura). Lo Spirito, troppo rarefatto, per realizzarsi ed esprimersi deve interagire con la Materia.

E’ interessante notare come tutti e tre i Segni di Aria abbiano due righe parallele; tutti e tre tendono, infatti, a vivere nell’astratto, a perdersi nelle Idee. La linea inferiore sta sempre a ricordare, sottolineiamolo ancora, che c’è bisogno di una piattaforma, di qualcosa che tenga ancorato alla Terra, se queste Idee si vogliono realizzare. In una icona più complessa il Segno aquario viene simboleggiato da una fanciulla o da un giovinetto che versa acqua da un’anfora: ricordo di un altro Mito legato al Segno; quello di Ganimede ed Ebe, coppieri degli dei; il liquido versato dall’anfora simboleggia la Saggezza e l’Intelligenza, donate a chi ha sete di sapere.
Sul piano dell’evoluzione umana aquario simboleggia in primis la possibilità dell’Uomo, liberato da tutti i bisogni primari, di fare delle scelte autonome in base a sue precise esigenze. L’umanità scopre il valore dell’Amicizia, della collaborazione per interessi comuni che non sono né di lucro né di altra utilità materiale, ma di affinità elettive.
Pianeta dominante del Segno è stato fino al 1781 il Saturno rigenerato di cui si diceva prima; in quell’anno di fine secolo, con l’aiuto dei nuovi potenti telescopi, è stato scoperto Urano, il primo dei tre pianeti trans saturnini. Qualche anno dopo tale scoperta (nel 1793), scoppia la Rivoluzione Francese che polverizza tutto un ordine di cose andate avanti per millenni (la Monarchia, le Caste sociali), e dà il via ad un assetto completamente nuovo nella Società occidentale. Successivi studi di moltissimi astrologhi, portano alla conclusione che proprio Urano è, nella sua essenza e nelle sue manifestazioni, pianeta strettamente legato ad aquario, tanto da diventarne il principale sovrintendente, mettendo Saturno in sottordine.
Proprio l’accoppiata Saturno – Urano in questo Segno complicato, simboleggia un’altra figura mitologica ad esso abbinata; quella di Giano bifronte; una faccia rivolta al passato (Saturno), ed una al Futuro (Urano). Sicchè non è affatto vero che tutti gli acquariani siano progressisti e proiettati nel domani; vi sono anche quelli (con un forte Saturno e peso di Segni di Terra-Acqua nel Tema), che stentano a guardare avanti come il loro Segno vorrebbe. E ve ne sono altri ancora che si lacerano tra il rimpianto del passato ed il pressante richiamo ad andare “oltre”. Ma procediamo per gradi nella descrizione delle caratteristiche psicologiche di aquario.
Aquario è opposto al Leone si è detto; e per la legge che vede in ciascun Segno Astrologico il contrario esatto di quello che gli sta di fronte, nasce la contrapposizione dell’esaltazione massima dell’IO (Leone), con la fusione nel Noi; aquario, appunto. Il Culto della Personalità contrapposto alla forza della collaborazione, dell’aiuto reciproco, del considerarsi tutti alla pari, con eguali diritti, doveri e dignità. Libertè, Egalitè e Fraternitè è stato il motto dell’acquariana Rivoluzione Francese dopo aver abbattuto il Re Leone e la sua corte di privilegiati.
Una delle doti principali del tipo aquario è quindi il sentirsi esattamente alla pari con gli altri. Lo snobismo gli è sconosciuto, come gli è sconosciuto il timore riverenziale per i ricchi e potenti… Egli può dare indifferentemente la sua amicizia al re o al barbone; la linea di demarcazione è considerare i propri simili degni della sua attenzione per qualità morali, lati del carattere, interessi comuni. Un aquario non può legarsi a ricchi e potenti per servilismo (ce ne saranno, ma sono eccezioni), perché in tal caso i benefici del “tutore” richiedono obbedienza, sottomissione. E l’anelito primo di ogni acquariano è la Libertà!

Libero in senso fisico ma anche mentale vuol essere, un aquario; per tal motivo se ne infischia di tradizioni, usi e costumi del suo ambiente: egli, se uraniano, non ha interesse per il passato ma guarda sempre al futuro e non è raro il caso di un appartenente al Segno che, all’improvviso, taglia i ponti con tutto quello che è il suo mondo per andarsene alla ventura, nemmeno lui sa verso dove. Parte, spesso, armato soltanto della sua curiosità e del suo ottimismo. Oppure può cambiare improvvisamente lavoro, magari per un altro che gli dà meno guadagni ma lo gratifica di più.
O, ancora, tagliare di colpo un legame, una amicizia, un matrimonio, se sente messa in pericolo la sua libertà o se gli interessi comuni sono esauriti, almeno per lui. In quest’ultimo caso, non avendo (quasi sempre), molte remore morali sui sentimenti del prossimo, un acquariano può agire con crudele indifferenza verso quanto l’altro può sentire, provare, soffrire: le spiegazioni lo infastidiscono, le rivendicazioni e le lacrime lo irritano per cui non è raro veder sparire nel nulla un aquario, fino a poco prima legatissimo o innamoratissimo. Va da sé che gli atteggiamenti cambiano a seconda della struttura del Tema personale, ma non è raro, nel tipo aquario, l’atteggiamento su descritto.
Un aquario è e sarà sempre poco assimilabile dal contesto in cui vive, del quale accetta a malapena le regole essenziali di civile convivenza; se poi i pianeti del suo Tema Natale sono eccessivamente stimolati, egli può diventare un eccentrico incapace di inserirsi in una vita con una parvenza di normalità. Non è raro trovare Acquari ribelli rivoluzionari, o provocatori che si divertono a sconcertare i benpensanti con il loro modo di agire e di vestire. Al contrario della conformista Bilancia che si appiattisce ed assume mille volti per adeguarsi, essere accettata e piacere a tutti, un aquario, ancor più di un Gemelli, può essere il Giullare di Corte che si fa beffe di quanto gli altri dicono, pensano, vorrebbero da lui.
Una piccola curiosità astronomica; quando gli astronomi sono riusciti a calcolare con precisione l’orbita di Urano attorno al Sole, si sono accorti che essa non è ellittica come quella di tutti gli altri pianeti; il suo percorso è invece un giro strano, “eccentrico”, quasi al di fuori di tutte le leggi fisiche. Ancora un’altra curiosità; parecchi Acquari, o personalità fortemente influenzate da Urano, sono mancine!
Si è già detto che se non ha nel suo Tema personale peso forte dell’Elemento Terra, aquario è un grande idealista che tende a guardare il prossimo nella sua luce migliore, considerando tutti buoni e degni di fiducia; di conseguenza, frequenti le delusioni, a volte cocentissime. Anche se tradito, a patto che non abbia peso di Scorpione o di altri Segni rancorosi nel proprio Tema, un aquario è però incapace di serbar rancore e meno che mai di vendicarsi.
Spesso, neanche le ricorrenti delusioni servono a renderlo più cauto e solo con l’età matura (ma non sempre!), un acquariano impara ad essere più accorto. La visione del prossimo cambia se un aquario è saturnino; si avrà allora, molto spesso, una tendenza a mostrare il volto amichevole tipico del Segno, che nasconde però la sfiducia ed il sospetto propri del pianeta; ovvio che questa seconda categoria sarà molto meno esposta a delusioni; anzi, tenderà a darne, quando si toglierà la maschera. In un saturnino sarà insomma molto meno accentuato il senso dell’amicizia; ma quando un amico verrà scelto, per un aquario – Saturno sarà per sempre. Lo stesso, e lo vedremo tra un po’, non si può dire degli aquario – Urano.

Proprio perché perso nel suo mondo di Idee, sogni ed utopie, come si è già accennato all’inizio, proprio perché la realtà gli sembra troppo piccola e meschina a confronto del suo vastissimo orizzonte mentale, se non è saturnino o, soprattutto, se non è “agganciato” da pianeti in Segni di Terra nel suo Tema un aquario si perde, nell’itinerario della vita quotidiana. Bisogno estremo di un punto di riferimento che, il più delle volte, si ripete, è il suo prossimo. I mitici Amici che egli “ama” più di ogni cosa al mondo. A meno di forti controindicazioni nel suo Tema, un aquario antepone gli amici alla famiglia e, spesso, anche ai rapporti sentimentali.
La dannazione di chi frequenta un aquario uraniano è così quella di doverla sempre dividere con il Gruppo; egli tende a fare tutto non in tandem, ma in tre, quattro, cinque… Trascinandosi insomma sempre dietro gli altri, o andando a rimorchio degli altri, a seconda se sia un capo o un gregario. Le Comuni, i Figli dei Fiori sono il suo Mito. Tra i molti egli si amalgama, si mimetizza, nascondendo molto bene quello che, si è detto, è forse, il suo handicap più grande, sia egli saturnino o acquariano; la freddezza emotiva. La difficoltà a coinvolgersi emotivamente può evidenziare in un aquario uno dei suoi difetti più antipatici; l’opportunismo.
L’amore acquariano, sia di amicizia che di coppia. è infatti particolare; a meno di pianeti in Segni di Fuoco e di Acqua nel suo Tema, un Acquariano, uraniano o saturnino che sia, tende ad essere amico di tutti, a sentire e predicare l’amore universale, ma poi trova difficoltà a volte insormontabili nel contatto diretto…Tende all’intercambiabilità; amicissimo di tutti insomma ma poi, alla fine, di nessuno in particolare. Il faccia a faccia spesso lo imbarazza; gli risulta spesso difficilissimo coinvolgersi veramente nei sentimenti, nelle emozioni e nelle problematiche altrui.
Per tal motivo, se volete divertirvi, passare serate scoppiettanti, o vacanze indimenticabili, fidatevi completamente di un Aquario. Non cercatelo se avete bisogno di consigli, se avete un dolore che vi attanaglia, se siete in una situazione complicata. Salvo eccezioni, l’intuito e la capacità di percepire il dolore altrui non gli sono congeniali. Portato poi a sognare (e quindi a sfuggire alla realtà), a costruire castelli in aria, non saprà certo consigliare soluzioni pratiche a difficoltà materiali.
Ma mentre l’amico caro si dibatte nella solitudine o nella miseria senza che egli se ne accorga, la sua “universalità” spinge magari un aquario ad impegnarsi per raccogliere fondi per i bambini brasiliani o le vedove del Bangladesh. Ma se un aquario ha la fortuna di aver raggruppati nel Suo Tema personale l’apertura al prossimo del suo Segno, il calore di pianeti in Segni di Fuoco e la sensibilità di Segni di Acqua, avrete trovato un TESORO!
In caso contrario rassegnatevi e … non fidatevi troppo. Vi è infatti una particolare categoria di Acquari (più uraniani che saturnini), che proprio perché incapace di coinvolgersi sul piano emotivo, non riesce a vedere l’utilità dei rapporti con il prossimo se non come supporto dei suoi personali bisogni. Se non si ha bisogno di compagni, perché cercare qualcuno? Non illudetevi se certi Acquari vi cercano all’improvviso; non è per sapere come state o se avete bisogno di qualcosa.
Sarebbe più realista sorvolare tutti i convenevoli e chiedergli direttamente. “Cosa ti serve?” – Infatti, dopo i convenevoli ( a volte senza nemmeno quelli), arriva puntuale la richiesta. E non c’è in loro imbarazzo se non si facevano vivi da un anno, se sono spariti all’improvviso senza spiegazioni o sono partiti tre anni prima senza neanche avvertirvi. Se avete una nuova amicizia aquario, che ancora non conoscete bene, siate preparati ad avere anche sorprese di questo genere. E buon per voi (e per lui!), se sorprese non ve ne saranno!
La freddezza e la capacità di distacco da passioni ed emozioni di certi tipi acquariani, se da un lato possono ferire il prossimo, dal lato opposto sono preziosissimi supporti a professioni a volte difficili, dove occorre freddezza e sangue freddo. Un aquario con forte componente Scorpione /o viceversa) è, per esempio, l’optimum per un dentista, un chirurgo. Un aquario uraniano o saturnino va benissimo anche per un addetto alle Unità di Crisi che accorrono in caso di disgrazie, di eventi disastrosi, dove è indispensabile non lasciarsi travolgere dall’emotività, neanche davanti alle scene le più strazianti.
Ottima, per gli appartenenti al Segno, anche la militanza nei Servizi Sociali, dove si devono gestire altre difficilissime emergenze, stavolta individuali, senza lasciarsi trascinare dall’emozione o prendere dall’affetto. Specie in quest’ultima attività capita spesso che Acquari dedicatisi con tutta l’anima ad una persona da aiutare, finita l’emergenza ed il loro raggio di competenze, guardino la stessa come una perfetta estranea, disinteressandosi totalmente degli ulteriori sviluppi della situazione, per correre dietro ad uno nuovo “caso pietoso”. Anche nel campo infermieristico, medico o paramedico è facile trovare Acquari. Ovviamente, tra i medici, molti quelli che scelgono medicine alternative.
Altro vastissimo campo di azione acquariano (Efesto insegna), è quello della manualità, dell’inventiva, della creatività.. Versatili al massimo, gli Acquari possono dare il meglio in una infinità di settori, che qui è inutile elencare. Il campo dell’informatica fa il pieno, così come quello degli studi spaziali. Molta attrattiva anche per l’aeronautica e, spesso, la matematica (specie se saturnini). E lo stesso si può dire di tutte quelle attività che richiedono contatto con il pubblico o si occupino di far divertire la gente. Dall’addetto alle pubbliche relazioni alla guida turistica, al gestore di locali, al portiere di albergo e via di seguito; dall’organizzatore di tour, o di safari, all’intrattenitore nelle crociere, al mimo, al ballerino di ritmi moderni.
Va da sé che un aquario DOC arriccerà spesso il naso ad ascoltare musica classica (nonostante l’acquariano Mozart), ed andrà in sollucchero per il jazz o per tutte le musiche sperimentali. Idem dicasi per tutte le altre Arti, dove il classico lo attirerà poco, a meno che non si tratti di un aquario – Saturno cui riesce difficile guardare avanti. Ma anche un aquario-Saturno non amerà Verdi o Respighi e presterà orecchio a musica molto più sofisticata, rarefatta. Curioso e portato a sperimentare tutto ciò che è insolito, l’acquariano è attratto moltissimo anche dal paranormale. Difficile trovare un appartenente al Segno che non creda nella Astrologia, nei dischi volanti, negli alieni. Che non si appassioni ai romanzi o ai films di fantascienza. Non è difficile trovare anche acquariani con doti paranormali.
La versatilità, l’apertura mentale, l’inventiva e la capacità di rottura con schemi vecchi, aprono insomma una possibilità lavorativa pressoché infinita per il tipo aquario, che è anche capace di inventarsi attività nuove, molto spesso con ottimo successo… La sua facilità a socializzare lo rende ottimo come socio e come collaboratore; e anche capo inflessibile, esigente, se è un saturnino ed ha carisma: ma per dare il meglio di sé un acquariano deve essere libero, avere vasto campo di azione; obbligarlo ad attività routinarie, in posti chiusi, o costringerlo all’immobilismo di una scrivania (a meno che non abbia davanti un computer!), significa ucciderlo.

Dicevamo prima degli amici. La dipendenza da loro è tale che anche innamoratissimo (secondo le sue possibilità, ovvio), quasi sempre un aquario cercherà di trascinare il partner nella sua comitiva. Alla cenetta a due preferirà le allegre tavolate, alla passeggiata romantica, magari al chiaro di luna (che gli è indifferente), le gaie brigate. Se vi struggete di amore per lui, egli vi guarderà come foste un alieno; tenderà a trasportare il tutto sul piano dell’amicizia amorosa. Pretenderà, ma ricambierà di egual moneta, libertà di azione e di pensiero.
Uomo o donna che sia, un aquario può scomparire senza dare spiegazioni e ricomparire senza nemmeno chiederne. Di solito non soffre di gelosia, non giudica e non pontifica (a meno che non sia saturnino!). Se non ha controindicazioni forti nel Tema, tiepidini anche gli slanci erotici: quel che riesce a stimolare di più gli appartenenti al Segno è il gioco intellettuale, la novità, la stranezza. Indifferente ai valori morali, gli stanno bene tutte le varianti del giuoco erotico, senza alcuna limitazione. Se limitazioni vi sono, per educazione troppo rigida o per credo religioso, si avranno Acquari nevrotici.
Forse è per questo motivo che scoppiano spesso attrazioni fatali tra Acquari e Scorpioni; la disponibilità alla “sperimentazione” è la stessa, e la leggerezza, la difficoltà a coinvolgersi veramente del tipo aquario, può stemperare, sdrammatizzare, la cupa, divorante passionalità scorpionica. La stessa attrazione può scoppiare tra aquario e Leone perché il distacco emotivo del primo viene sollecitato e coinvolto dalla passione leonina. Ma qualsiasi partner voglia “tenersi” un aquario lo deve soprattutto incastrare in un sottilissimo giuoco di complicità. Dare e non dare, nascondere e scoprire, in una specie di caccia al tesoro. Sentimentalmente “preso”, l’acquariano tende a fare l’errore suo più frequente. Idealizzare e prendersi della solenni delusioni!
Le cose cambiano se aquario è saturnino. Si avrà allora attaccamento, lealtà data e pretesa, forse anche fedeltà. Assai meno curiosità in campo erotico, con tendenza al distacco non solo dalle passioni ma anche dall’erotismo, specie se sperimentale: c’è poi tutta una gamma di Acquari romantici, innamorati, appassionati, a seconda della struttura personale di ogni Tema.
Come Vergine, Gemelli e Sagittario l’uomo aquario non è affatto maschilista e tende a vedere, a trattare la donna come sua pari; dà la stessa libertà che pretende per sé, a meno che non abbia Luna o Venere in Segni fortemente conservatori. La donna aquario è il prototipo della donna moderna; libera, indipendente, emancipata, per niente attratta dal ruolo di sposa e madre esemplare. Essa cercherà di realizzarsi nel lavoro o, nei casi più rari (di solito se saturnina), trovandosi un marito ricco e occupatissimo (o vecchissimo). Così come il suo compagno di segno, non ritiene importante il matrimonio, non ama la casa e sopporta pochissimo i bambini piccoli che tolgono libertà ed hanno bisogno di quelle coccole che non un aquario a volte non sa dare e spesso non ritiene necessario ricevere.
Quando si sposano, se trovano il partner giusto, uomini e donne aquario quasi sempre tendono a formare una famiglia fondata sulla reciproca tolleranza, spesso sulla complicità. Sono quasi sempre buoni genitori che lasciano molta libertà ai figli, non li assillano con rimbrotti, ansie o iperprotettività. Possono invece cadere nel difetto opposto di seguirli poco, di poco interessarsi alle loro problematiche, alle loro esigenze emotive e psicologiche. Se l’incanto d’amore si rompe, di solito un aquario non fa troppi drammi e tende subito a guardare altrove bravissimo, anche, nel mantenere rapporti per lo meno civili con il/la partner. Si possono allora avere i matrimoni “ aperti”, per il bene dei figli o per interessi comuni; oppure si va alla separazione senza troppi drammi e remore.
Amando poco la casa, è raro che un aquario dedichi ad essa molte cure; spesso, arredamenti spartani ipermoderni, se non si tratta di un saturnino che andrà più sul classico. Banditi ninnoli, tendaggi e cose superflue. Banditi troppi colori; di solito si va sul monocromatico o sui contrasti netti. Molti divani, o cuscini, o comunque posti a sedere, per allegre riunioni: magari, pezzi strani, raccolti in chissà quale mercatino. I Saturnini tendono più al collezionismo, ma strano, inconsueto. Tipo Renzo Arbore, con una Venere fortemente uranizzata, che colleziona pezzi Kitch di plastica!
Anche il vestire non gode di particolari cure. Se non sono decisamente eccentrici (specie le donne), sono comunque sul vestirsi a caso, sul mettere quel che ci si trova tra le mani la mattina, appena svegli. Acquariani sono senz’altro i capelli blu o verdi, i piercing, le borchie. Acquariane sono le teste rapate, in antitesi con le selvagge chiome leonine. Un aquario con il senso dell’eleganza, sarà comunque elegante a modo suo, con un tocco di originalità, di inusualità che lo contraddistingua da tutti gli altri.
Meraviglia che un tipo idealista e sognatore quale è di solito aquario, si riveli poi spesso molto attaccato ai soldi. Anche qui l’antitesi con lo spendaccione Leone e, forse, l’avarizia di sentimenti che si riversa anche sull’avarizia vera e propria riguardo al denaro. Ovviamente gli Acquari saturnini sono i più stretti di borsa; difficile che facciano prestiti, anche di fronte ai più reali, impellenti bisogni di parenti od amici. In compenso, soltanto se sono proprio disperati chiedono aiuto; odiano infatti i debiti tal quale ai prestiti. Ma per la tendenza a d idealizzare, possono essere facilmente raggirati da persone disoneste. Di solito non sono buoni investitori e si limitano a tenere in banca i loro averi.
Sul piano fisico, il Segno aquario corrisponde all’apparato circolatorio ed al sistema nervoso: polsi e caviglie fragili, con tendenza alle distorsioni ed alle fratture. Forse anche perché è legato a Saturno, pianeta della longevità, aquario porta spesso vita lunga; una “stranezza” che potete verificare; non è infatti raro che un aquario o chi ha un forte Urano nel proprio Tema, viva 84 anni esatti, che poi è l’esatto periodo di un giro di Urano attorno al Sole. Facile per un aquario con forti dissonanti nel proprio Quadro, essere vittima di incidenti a ripetizione, o di morire in modo improvviso e/o violento ( armi da fuoco o taglio, aereo o macchina, infarto, ictus).

Capricorno – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

gennaio 3, 2019 on 11:17 am | In Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi
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di Gabriella Leopizzi


Capricorno è il decimo Segno dello Zodiaco; doppio, di Terra, Cardinale, esso va dal 21 dicembre al 21 gennaio, con i soliti due giorni di fluttuazione all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni: Segni Cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno), sono quelli che aprono le stagioni ed ospitano i due Solstizi ed i due Equinozi dell’anno. Chi nasce sotto un Segno Cardinale tende a FARE, ad iniziare nuove imprese, ad intraprendere nuove strade, in modo attivo, (attraverso l’agire, (Ariete e Capricorno), o in modo passivo, attraverso l’ideazione, il fantasticare (Cancro e Bilancia).

I Segni doppi danno personalità complesse, quasi due individui che si sovrappongono e si contrastano: i Segni di Terra danno tenacia, senso pratico, e razionalità: altra loro caratteristica è la “fissità” e gli individui fortemente segnati dagli stessi, sono di solito conservatori, assai poco malleabili nelle loro convinzioni ed abbastanza materialisti. I nato sotto il Segno Capricorno, oltre ad avere due personalità sovrapposte (che fra poco esploreremo), sono considerati “doppi”anche in quanto, tendono periodicamente a cambiar pelle, a vedere le cose con occhi diversi ed a comportarsi in diverso modo da prima; succede un po’ a tutti, con il passar degli anni e l’accumularsi dell’esperienza, ma i Capricorno possono arrivare a svolte di pensiero e di vita di 360 gradi.

Si è detto, nella descrizione dei Segni precedenti, come quelli di primavera-estate simboleggino la priorità della Carne sul Pensiero, sulla Spiritualità; il Sole, infatti, con la sua luce ed il suo calore, risveglia al massimo impulsi, desideri, istinti… Tanto più la sua luce ed il suo calore diminuiscono, altrettanto la carnalità viene rattrappita (parecchi animali vanno addirittura in letargo, le piante si disseccano), permettendo così al mondo interiore (razionale e spirituale), di esprimersi senza mediazioni e vincoli.

Appena il Sole entra nel Segno Capricorno, avviene il Solstizio di inverno; la notte del 21 dicembre è la più lunga dell’anno. Il Capricorno simboleggia quindi. come appena detto, l’astrazione massima, il distacco supremo da istinti e passioni. Sin dai tempi più antichi il Capricorno veniva infatti chiamato “la Porta dello Spirito”, indicato come la tappa ultima della Reincarnazione. Per l’identico motivo, a livello esoterico ed astrologico, il Capricorno simboleggia la tappa ultima del ciclo evolutivo, il passaggio dalla Forma alla Sostanza. Sotto il Segno Capricorno, nel mondo cristiano viene celebrato il Natale; ricorrenza non storica (ignota la data di nascita di Cristo), ma simbolica; tal quale il Solstizio d’inverno indica la notte più lunga dell’anno che precede la lenta rivincita della luce, fino all’apoteosi del Solstizio d’estate (Giorno più lungo dell’anno), altrettanto l’arrivo del Cristo è vittoria della Luce della Verità dopo le tenebre morali e le degradazioni materiali del paganesimo.

Piccola nota storica; Natale il 25 e non il 21 dicembre, perché in tale data, sotto l’Impero Romano, si festeggiava il Sole Invicto; e chi, più di Cristo, può simboleggiare il Sole che porta la Vita? I due simboli coincidono perfettamente, ed il Natale non è quindi, come rozzamente cercano di spiegare alcuni, soltanto la sovrapposizione di una festa cristiana ad una pagana. Il Solstizio d’inverno, del resto, sin dai primordi della civiltà, è sempre stato legato a grandi feste ed a riti propiziatori, proprio per il giro di boa tra buio e gelo invernali e la luce, il calore che, di lì poco, avrebbe portato la primavera…

Passando alla Mitologia, il Capricorno è un animale fantastico, Capra nella parte superiore, Pesce in quella inferiore; Terra (Capra) e Pesce (Acqua); Inconscio (Acqua) e Cosciente (Terra), legati a filo doppio: equilibrio perfetto se i due elementi hanno eguale peso nel Tema di nascita, squilibrio se uno prevale troppo sull’altro, come si vedrà più avanti. Al Segno sono legati vari Miti; c’è quello di Giove che, per onorare la capra Amaltea, sua nutrice, la trasformò nella Costellazione del Capricorno; e c’è quello di Pan (Bacco), che si trastullava sulle rive del Nilo con alcuni compagni, quando comparve il dio Tifone intenzionato a divorarli. Per salvarsi, Pan si tramutò in capra, ma non sembrandogli l’idea abbastanza sicura, si gettò nell’acqua per trasformarsi in pesce; il fondale era però basso e la parte non coperta dall’acqua rimase capra. Per punire la sua vigliaccheria, Zeus lo condannò a restare in eterno sotto le spoglie assunte nel momento del pericolo.

Poiché però il pianeta del Capricorno è Saturno e tutte le caratteristiche psicologiche degli appartenenti al Segno sono saturnine, il Mito che più corrisponde al Segno stesso è quello di Cronos (Saturno), che evira il padre Urano e mangia i propri figli perché gli è stato predetto che uno di loro lo spodesterà; sarà Giove, salvato con uno stratagemma dalla madre, a mandare il padre in esilio. In questo Mito non si trova traccia di pesci ma solo un accenno al mare, dove Saturno getta i genitali recisi Urano che riemergeranno tramutati in Venere: e c’è, nel Mito, un’altra trasformazione; quella di Saturno stesso che da duro, implacabile tiranno, divoratore dei suoi stessi figli, con l’esilio diventa illuminato Maestro di vita. Nei Tarocchi, a Saturno ed al Capricorno viene associato L’Eremita.

Graficamente il Capricorno viene rappresentato o come Capra-Pesce o con un simbolo strano, quasi indecifrabili, in varie versioni, la più usata delle quali () ricorda, alla lontana, un animale dalla coda di pesce attorcigliata.

Prima di iniziare la descrizione psicologica dei Capricorno, si ricorda ancora una volta come l’Astrologia occidentale sia strettissimamente legata al ciclo della Natura nel mondo mediterraneo; in tale regione, come prima accennato, a metà dicembre tutto è gelido, immobile, disseccato; gli uccelli che hanno potuto sono emigrati e gli animali che non vanno in letargo devono accontentarsi dell’indispensabile, per sopravvivere; stesso atteggiamento per gli uomini antichissimi che non disponevano certo di comfort, tranne il riparo di una grotta o una capanna e l’incerto calore di un falò.

Tutto dà l’idea di un mondo morto, pietrificato; e freddezza, distacco, pessimismo, incapacità ad esprimere sentimenti ed emozioni, sono da sempre le accuse fatte ai Capricorno.Sin da piccolissimo, il bimbo Capricorno (così come il bimbo Scorpione), vede la realtà in modo del tutto diverso dai coetanei, in modo diverso si comporta.; è saggio, assennato, autosufficiente, tendente al giuoco solitario, egli guarda tutto e tutti con una profondità che mette a disagio e, spesso, blocca affettuosità e coccole, riservate di solito ai bimbi. Chi supera tale disagio ed azzarda una carezza, vede quasi sempre il piccolo Capricorno ritrarsi quasi infastidito.

Raramente egli sa abbandonarsi a giuochi spensierati e rischia quindi quasi sempre per isolarsi o rimanere isolato; eppure, nel loro intimo, i Capricorno vorrebbero la compagnia; ma la solitudine viene accettata come inevitabile compagna e non se ne lamentano perché l’altra metà di loro la vuole, la cerca, la pretende (Segno doppio!). La maledizione di molti Capricorno è il saper benissimo tradurre in parole i pensieri e di rimanere bloccati quando si tratta di esprimere sentimenti, emozioni; anzi, più è emozionato, “preso”, più il Capricorno si rinchiude in ermetici mutismi. Prigioniero di sé stesso, spera che qualcuno abbia la voglia e la forza di bucare la sua corazza ed entrare in comunicazione con lui. Cosa non facilissima, perché la corazza è assai spessa!

Chiusure e difficoltà a comunicare derivano, oltre che da ritegno e timidezza, anche dal ricordo di tutte le ferite subite nell’infanzia per il suo atteggiamento scostante, enigmatico e sin troppo responsabile, che oltre a privarlo di tenerezze e coccole, lo ha spesso costretto ad addossarsi (o a vedersi addossate), responsabilità e pesi familiari troppo grandi per i suoi anni. Raramente un Capricorno ha avuto una infanzia felice; nel migliore dei casi, si è sentito non protetto e non amato abbastanza ed ha capito prestissimo di dover provvedere da solo a se stesso. Figura centrale amatissima ma spesso irraggiungibile, la madre. A questo conflitto dolorosissimo si rapporta la figura mitologica capra-pesce: fatta per vivere in zone solitarie ed impervie, la capra; tenerissimo, vulnerabile il pesce. Sbattuta sugli scogli, trascinata tra le rocce dalla parte Capra che tende ad arrampicarsi sempre più in alto, quella Pesce si ferisce, si piaga, arriva all’età adulta con una serie tale di cicatrici da essere ridotta, a volte, ad un impenetrabile callo.

A questo punto è bene fare dei distinguo; se nel Tema Natale di un Capricorno si notano troppi pianeti in Segni di Aria o di Terra, meglio stare alla larga. Prevale la parte Capra e si tratta quindi di individui aridi, freddi, a volte spietatamente crudeli non per sadismo, come può accadere ad uno Scorpione, ma per pura, semplice, totale insensibilità a sentimenti ed emozioni. Se c’è discreta presenza, sempre nel Tema, di pianeti in Segni di Acqua o di Fuoco, si può rispolverare il proverbio “sotto la neve, pane” e pensare, come avviene in natura, al seme nascosto sotto la coltre gelata che germoglierà e fiorirà a tempo debito; sono questi i Capricorno che pian piano prendono coscienza e cambiano in meglio, così come il pene reciso di Urano si trasformò in Venere ed il crudele tiranno Saturno in benefattore, dopo le amarezze dell’esilio. Un peso eccessivo del pianeta Saturno nel Tema natale, complicherà sempre le cose, aumentando cattiveria ed insensibilità, o bloccando ancora di più la capacità di esternarsi emotivamente. Una forte presenza del pianeta Giove o dei Segni Gemelli – Sagittario – Acquario, renderà il Capricorno molto più loquace ed aperto all’esterno.

Oltre che dalla forte difficoltà ad esprimere il proprio mondo emotivo, i Capricorno sono accomunati dall’ambizione; per raggiungere il massimo nei settori che gli sono propri, gli appartenenti al Segno sono disposti ad ogni sacrificio, ad ogni rinuncia,compresa, (ancora una volta), la castrazione del mondo affettivo. Di nuovo torna la Capra che si sente a suo agio solo sulle più alte vette e non tiene affatto conto di quella Pesce che si sbrindella sulle rocce. Questo atteggiamento vale sia se le ambizioni sono intellettuali (i grandi studiosi sempre alla ricerca di nuovo Sapere), spirituali (ricerca del massimo perfezionamento interiore), materiali (raggiungimento di alte cariche o di successo massimo sul piano lavorativo ed economico).

Spietato con sé stesso, il Capricorno pretende altrettanto dal prossimo; difficilissimo, per lui, comprendere, immedesimarsi nelle difficoltà o debolezze dì chi condivide la sua vita o il suo lavoro: questo sia per un esasperato senso del dovere, sia perché gli difettano intuito e “pietas” nei confronti dei suoi simili, a meno che il Tema non contenga peso notevole di pianeti in Segni di Acqua o Fuoco: per tali motivi, anche se sa essere leale, discreto, fedele, difficile trovare in lui un punto d’appoggio nei momenti di difficoltà morali. Più facile un sostegno sul piano materiale nonostante (a meno di forte peso dei pianeti in Segni di Acqua o Fuoco), la generosità non sia tra le massime qualità Capricorno. Con tali presupposti, pochissime o inesistenti le amicizie, spesso difficili i rapporti sentimentali; alle difficoltà a darsi ed a dare, si deve aggiungere una diffidenza quasi insormontabile, un autoconvincimento di dover contare soltanto sulle proprie forze. Se si trova in difficoltà un Capricorno tende quindi a risolvere tutto da solo, per i motivi suddetti ma, anche per calcolo, per non trovarsi poi nell’obbligo di ricambiare, “di nessuno ho bisogno e da nessuno voglio niente”, è la più tipica frase degli appartenenti a questo difficilissimo Segno.

E pochissimo un Capricorno pretende anche sul piano materiale; frugalità è il suo motto e, spesso, quella che viene chiamata tirchieria, è per un Capricorno semplice mancanza di esigenze, oltre lo stretto necessario. Molto austera, a volte spartana, può essere la sua casa, quasi sempre con mobili tradizionali: ma se le condizioni glielo permettono, non mancheranno certo pezzi d’antiquariato. Non è raro trovare in casa di un Capricorno angoli dedicati al collezionismo dei più svariati oggetti. Molto austero è anche il suo modo di vestire; colori scuri e tagli classici anche per le donne che, spesso, pare abbiano paura di esprimere la propria femminilità, a meno di indicazioni particolari nel Quadro. Frugalità (e spesso monotonia) non risparmiano il cibo, ritenuto non un piacere ma solo una indispensabile necessità di sopravvivenza.

Frustrato nei rapporti umani, assai poco interessato al divertimento, al Capricorno rimangono aperte soltanto le strade dello studio, del lavoro o dell’intimo perfezionamento interiore; le prime due attività non escludono, in contemporanea, la terza,se si tratta di Capricorno spiritualmente evoluto. Mai chiedere ad un Capricorno di sacrificare la propria necessità di scalata, qualsiasi sia la controproposta. Le donne Capricorno che si dedicano unicamente alla famiglia, lo fanno o perché costrette (e con grandi frustrazioni), o perché gratificate dai successi del marito. Se invece lavorano, le Capricorno sono carrieriste spietate tal quale gli uomini.

Ovviamente, donne o uomini, nel mondo lavorativo i Capricorno si dannano per raggiungere i posti più prestigiosi: poiché sono macchine da lavoro, spesso si caricano di responsabilità pazzesche, tendono ad accentrare, ad escludere collaborazioni; è raro siano buoni colleghi, appunto perché tendono alla competizione ed alla supremazia. A loro si addice molto più una attività indipendente, oppure di leadership su un team. Pur con ottima predisposizione alla matematica, alle scienze esatte, ai lavori minuziosi di pazienza e di grande attenzione, il Capricorno può svolgere al meglio qualsiasi attività tranne (salvo casi particolari), quelle che richiedono doti di socievolezza, di coinvolgimento umano o di stretto contatto con il prossimo. Se per qualsiasi motivo un Capricorno non può realizzarsi sul lavoro o non può soddisfare le propria ambizioni, rischia di ammalarsi seriamente sul piano nervoso o fisico.

Sul lavoro e nella vita, il Capricorno è avversario da temere, difficilissimo da battere, sia per la determinazione di carattere, sia per l’estrema preparazione nei campi in cui si cimenta. Poiché gli interessa soprattutto il potere per il potere, non ama mettersi in mostra e, se gli è possibile, agisce volentieri da uomo-ombra, da burattinaio che tira le fila da dietro le quinte: prototipo tra i più evidenti di Capricorno e Giulio Andreotti. Tale modo di agire rende a poco a poco la vita di molti appartenenti al Segno un deserto di affetti veri. Ma, è stato già detto, anche se mostra di detestarla un Capricorno ha però bisogno di avere gente attorno e pur di ottenerla, spesso ricorre al denaro; sotto forma di regali o, mancando di fantasia e di voglia di perder tempo, dando proprio soldi … “Così il regalo te lo scegli di tuo gusto”…

In amore, quasi sempre esclusi i colpi di fulmine. La partenza è lenta e l’amore deve essere approvato dalla ragione; non è raro che sulle scelte amorose pesi anche il calcolo economico e sociale. Sospettoso e diffidente, con una grande paura di essere respinto, il Capricorno fatica molto sia a concretizzare i propri sentimenti, sia ad esprimersi. Una volta iniziata la relazione, mai aspettarsi da un appartenente al Segno (a meno di forti controindicazioni nel suo Tema), carinerie, tenerezze e coccole così spontanee in tanti innamorati di altri Segni; a lui (o a lei), dimostrare il proprio attaccamento con la lealtà e la fedeltà è già tantissimo! Il che è vero, ma provate a far capire loro che non basta, in un amore? Disponibile ad accettare (se guidato), i giuochi d’amore in privatissimo, mai azzardare la minima affettuosità in pubblico! Come minimo vi trapasserà una raggelante occhiata! Se nel Tema Natale si trovano pianeti in Segni Acqua-Fuoco, il Capricorno, una volta preso il via, può sorprendere con una sessualità travolgente e fantasiosa: in caso contrario, tutto l’eros sarà trasferito sul lavoro, sull’affermazione sociale o sulla realizzazione delle proprie ambizioni, quali altre siano.

Tendono a metter su famiglia e, in genere, sono bravi coniugi, bravi genitori, nel senso che si sforzano di dare il meglio ai propri cari, almeno sul piano materiale; ovviamente stentano a dare affettuosità e calore che, in genere, non hanno ricevuto da piccini. Spesso sono esigenti, severi, (a tratti inflessibili) con coniuge e figli e non è raro che la loro casa si trasformi in una specie di caserma: tenderanno, padre o madre, a stare molto fuori casa per lavoro e si preoccuperanno più della resa scolastica, dell’organizzazione del tempo, del selezionare le loro amicizie, che dei travagli interiori, delle esigenze vere, intime dei figli; in genere poco amanti dei bambini, i Capricorno tendono a trattarli prestissimo come piccoli adulti. Ovvia, anche in questo settore, tutta una gamma di atteggiamenti e sfumature, a seconda della composizione del Tema natale.

Dei suoi rapporti con il denaro si è in parte detto; di solito non gli piace spendere non perché sia avaro ma perché, pessimista nato, dal futuro si aspetta sempre le peggiori cose; avere un buon conto in banca, poi, rassicura il Capricorno sul suo valore sociale. Nonostante questo però, in generale non si nega quanto ritiene necessario e non lo nega ai propri cari: per la sua capacità di dedizione al lavoro, a meno di gravi problemi caratteriali o grosse avversità del destino, è raro trovare un Capricorno proprio povero. Il suo benessere tende ad aumentare con gli anni.

Fortemente repressi, gli appartenenti a questo Segno difficile, tendono a cali di salute nervosa o fisica; questo non impedisce loro di essere, assieme al Toro), tra i Segni più longevi e mentalmente attivi fino a tardissima età. In Astrologia il Segno simboleggia lo scheletro in generale e la spina dorsale in particolare; problemi alle ossa possono quindi essere ricorrenti. Con l’età tendono ad incurvare la schiena. Un vecchio con la “gobbetta” è sicuramente marchiato dal Capricorno. Anche qui, Andreotti insegna!

Toro – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

maggio 18, 2018 on 9:58 am | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi 

Secondo nella Ruota Zodiacale, il Toro è Segno di Terra, Fisso, e va dal 20 aprile al 20 maggio, con i soliti due giorni di fluttuazione, all’inizio ed alla fine. I Segni Fissi e di Terra tendono ad impostare radici profonde sia con l’ambiente, sia con le persone. C’è quindi fedeltà e tendenza a mantenere lo status quo; cambiamenti e rinnovamenti sono guardati con diffidenza, se non con vera e propria ostilità. Il passato, le tradizioni, il rispetto per usi e costumi delle proprie genti sono vissuti come preziose eredità da difendere a tutti i costi. Esigenza di andare al fondo delle cose, fermezza, costanza e pazienza, per portare sempre a termine quanto iniziato, qualsiasi sia il prezzo da pagare per tener fede ai propri impegni. Oltre al Toro, sono Segni di Terra la Vergine (Terra inaridita dopo il raccolto), e Capricorno (Terra gelata dell’inverno, sotto la quale, però, si prepara a germogliare il seme nuovo).

La Terra del Toro, invece, è quella grassa e ricca di humus della primavera; Terra rigenerata dal dissolvimento organico dell’autunno e dal lungo sonno invernale. Nutriti da questa Terra, i germogli spuntati sotto il Segno Ariete diventano turgide foglie, fiori splendenti e succulenti frutti; le femmine, ingravidate dal maschio Ariete, partoriscono. Manifestazioni, tutte, che sottolineano come il nome Toro non simboleggia, sotto questo Segno, l’animale maschio, bensì la Vacca Sacra, feconda e fecondata. Toro è, insomma, il Principio Femminile, così come Ariete è il Principio Maschile. Il simbolismo di questo Segno è tra i più antichi, e si rifà al culto della Dea-Madre; Madre -Terra, che tutti nutre da vivi e tutti accoglie da morti. Culto presente in ogni Religione e che, nel Cattolicesimo, si è trasfigurato nella venerazione di Maria, Vergine e Madre.

Nella Mitologia egiziana il Segno Toro era simboleggiato da Osiride ed Iside; il bue Api, consacrato al Sole – Osiride, portava tra le corna la Mezzaluna – Iside. Anche nel Pantheon indù, Shiva sta a cavallo di un toro che porta una mezzaluna tra le corna. L’ideogramma del Segno () è formato, appunto, da un cerchio (Sole=Maschile) e da un semicerchio che lo sormonta (falce di Luna=Femminile).

Ai suoi primordi la creatura umana era impegnata, tal quale a tutti gli altri esseri viventi, ad affrontare la durissima lotta per la sopravvivenza; cercare il cibo, ripararsi dal freddo (o dal caldo) e dai mille pericoli dell’ambiente, assorbivano tutto il suo tempo e le sue energie: anche la sessualità era vissuta come fatto puramente biologico, di piacere immediato e di riproduzione della specie. Con il passare del tempo l’uomo si distacca dagli animali, si affina, si organizza, affronta le necessità materiali con sempre maggiore consapevolezza; ed il Segno Toro simboleggia, tra le altre cose, il passaggio dalla sopravvivenza per merito di caccia, pesca e bacche, all’elaborazione dell’agricoltura e dell’addomesticamento e allevamento del bestiame: non più dipendere dal caso, dalla fortuna, ma piegare la Natura ai propri voleri e bisogni.

Segno femminile, il Toro, si è detto; agli albori della civiltà, l’agricoltura e la cura del bestiame domestico era affidata proprio alle donne, mentre gli uomini continuavano caccia e pesca ed erano impegnati nella difesa del territorio. Il Segno Toro simboleggia anche l’inizio della proprietà privata ed il raggruppamento di individui in clan familiari, con tutti i membri dedicati ad una unica attività; i più furbi, intraprendenti ed in grado di contare sulla collaborazione di parecchi parenti, cominciarono ad accaparrarsi le terre più fertili, ad allevare e selezionare il bestiame. E fino all’affermarsi dell’era industriale, famiglie potenti erano quelle dei grandi latifondisti ed i proprietari di grandi mandrie. Il Segno Toro, di conseguenza, simboleggia principalmente il lato economico della Società.

L’evoluzione continua, il pensiero si affina ancora; l’uomo impara a pensare anche in termini astratti, a prestare ascolto ad altre esigenze che non siano quelle prettamente materiali. Ma questo salto di qualità porta al conflitto interiore che il tipo Ariete non conosce; conflitto tra il bisogno prepotente di assecondare al massimo i richiami (fortissimi) della carne e consapevolezza che questo può portare alla rovina fisica ed alla paralisi spirituale. A tale presa di coscienza, a tale lotta interna si riferiscono i due grandi Miti legati al Segno. Miti identici, pur nella loro diversità formale. Teseo ed il Minotauro, Mithra e la sua lotta con il Toro.

Minosse, Re di Creta, ha imprigionato nei sotterranei del palazzo, (costruiti a labirinto in modo che sia quasi impossibile uscirne), un Toro mostruoso e sanguinario che esige periodicamente un tributo di giovani da divorare: Teseo scosso dal terrore dei fanciulli destinati al sacrificio e dal dolore dei loro parenti, affronta ed uccide il Mostro. Riesce nella sua impresa con la protezione di Venere e con l’aiuto della figlia del Re Arianna la quale, innamorata di lui, gli offre un gomitolo magico che, dipanato durante il cammino, gli permetterà poi di ritrovare la via di uscita dal labirinto. Come molti eroi mitologici, una volta raggiunto il suo scopo Teseo abbandona Arianna; ma questa è un’altra storia.

Eroe greco Teseo, mentre Mithra ha origini orientali ed entra nel culto occidentale molto più tardi acquistando largo seguito soprattutto nel mondo romano; per Mithra, simbolo del Sole, l’imperatore Aureliano proclamò la Festa del Sole Invicto, il 25 dicembre, giorno poi dedicato al Natale. Non semplice sovrapposizione di una festa cristiana su una pagana ma simbolismi che si incontrano e si intrecciano; molti studiosi vedono nel culto del Dio Mithra, diffuso a Roma un po’ prima del Cristianesimo, quasi una anticipazione della figura del Cristo. Tornando al Mito, anche Mithra lotta con un terribile Toro e ne esce vittorioso.

Pianeta dominante del Segno è Venere simbolo (assieme alla Luna) del Femminile così come Marte (pianeta di Ariete), è simbolo del maschile: ma la Venere del Toro non è la dea adolescente che emerge dalla spuma del mare, bensì la Venere donna, dai vasti fianchi e dai seni abbondanti: la Grande Madre, appunto, fatta per generare, nutrire, accudire. A questo punto viene da chiedersi come mai si accomuni il Segno Toro alla femminilità, alla maternità, all’accudimento e, assieme, alla furia distruttrice del Minotauro o del toro di Mithra…Lo abbiamo accennato prima, ma piegheremo più avanti in dettaglio il perché.

Per il momento si sottolinea come basti una sola parola per descrivere la psicologia taurina: sensualità. Tutti i Segni di primavera estate, dall’Ariete al Leone,(Gemelli escluso), esaltati dal Sole che dopo il Solstizio di Primavera aumenta di giorno in giorno luce e calore, sono fortemente fisici, carnali, ricettivi al massimo alle stimolazioni materiali. Sensuali, appunto! E per sensualità non si intende soltanto sesso ma la capacità di godere appieno delle gioie dei sensi, dal buon cibo, al poltrire al fresco su un’amaca, al perdersi dentro la bellezza di un panorama, al profumo delle piante, o nel calore avvolgente di una amicizia; oppure nello stordimento di un amore. Ecco, il Toro vive tutto questo alla intensità massima.

Sin da piccolo il tipo Toro (così come quello Cancro), dimostra attaccamento grandissimo alla madre, alla casa, alla famiglia; attaccamento che, se non trova validi motivi di emancipazione, può cristallizzarsi, con gravi disturbi della personalità in età matura: non dimentichiamo che fu il Toro Freud a parlare per primo di Complesso di Edipo! Più o meno emancipato, il tipo Toro, maschio o femmina che sia tende, come già detto, al calore umano, alla disponibilità, al proteggere, al nutrire, ad assumersi carichi più o meno pesanti per alleviare la vita di coloro che ama; i bambini, i cuccioli di qualsiasi specie e tutti coloro che per qualsiasi motivo sono in condizione di debolezza, di inferiorità, toccano le sue corde più sensibili.

I suoi doni non sono però disinteressati; estremamente possessivo e geloso, un Toro tende sempre a comportarsi come figlio unico, e cerca di assorbire tutte le attenzioni delle persone cui vuol bene; gli affetti familiari lo gratificano tanto che il Toro (ancora come il Cancro), non sente molto il bisogno di contatti con l’esterno. Sarà quindi il bimbo preso dalla disperazione se lasciato all’asilo, l’adolescente che alle allegre brigate preferisce la sua stanza dove si rintana volentieri ad ascoltare musica, leggere, dipingere o far tante altre cose che la sua mente molto fertile gli suggerisce; mente fertile ma non sempre agile: la pigrizia, (uno dei maggiori difetti taurini), limita la prontezza di riflessi, la capacità di prendere occasioni al volo: il conservatorismo lo frena nel tentare strade nuove, e se nel Quadro non vi sono stimoli forti di fantasia o di curiosità (pianeti in Segni di Acqua o di Aria, o peso notevole del Segno. Acquario, del Pianeta Urano in particolar modo), oltre che un conformismo paralizzante, egli rischia una certa opacità mentale.

Alta è la manualità ed è facile trovare Tori abilissimi nel bricolage o nella manutenzione della casa, del giardino, dell’orto. Adulti, la donna Toro sta volentierissimo a casa e non disdegna affatto i lavori domestici, dando il meglio di sé nella cura dei figli ed in cucina; l’uomo Toro, da parte sua, essendo tra i meno maschilisti dello Zodiaco, se ve ne è bisogno si sostituisce con molta naturalezza alla donna in tutte le faccende di casa e nella cura dei figli; in ogni uomo Toro c’è molto spesso un “mammo”, assai apprezzato dalla prole.

Se un Toro raramente cerca gli altri, al di fuori dei familiari, viene spesso cercato perché, con il suo fare pacato, disponibile e generoso ispira sicurezza e fiducia; ma la sua disponibilità sul piano materiale, non sempre si accompagna, come prima accennato, a finezza psicologica. Disponibilissimo a capire ed aiutare chi cerca un tetto, un lavoro, un piatto di minestra, il tipo Toro non sempre riesce a comprendere le sofferenze morali di chi gli vive o gli passa accanto. Il suo carattere placido, in grande armonia con il ritmo della natura, la sua visione positiva della vita, faticano ad entrare in sintonia con contorsioni o macerazioni mentali; ma anche quando non ne comprende (o condivide) i motivi, un Toro fa del tutto per essere comunque vicino a chi soffre. In cambio vorrebbe la stessa disponibilità e lealtà e rimane molto ferito se si sente tradito o strumentalizzato: come già detto, le sue amicizie sono pochissime, selezionate e sempre le stesse, magari dall’asilo fino ai 90 anni! Più apertura all’esterno se nel Tema Natale di un Toro vi è peso forte di pianeti in Segni di Aria (Gemelli, Bilancia o Acquario).

Poco portato alle amicizie, il tipo Toro è invece molto attratto dalle Istituzioni, quali la Chiesa, le Forze dell’Ordine, la Legge, ecc: verso tutto quanto, insomma, è baluardo di una Società forte, stabile, duratura. Il suo mondo ideale è infatti quello di ogni giorno identico al precedente, in un rassicurante tran tran; niente può gettare un Toro in crisi di ansia o di vero e proprio panico, come le novità, i cambiamenti, le decisioni improvvise: anche per tale motivo, a meno che non abbia forti valori Gemelli-Sagittario nel proprio Tema, il Toro non ama viaggiare. L’attaccamento alle Istituzioni può esasperare le tendenze conservatrici tipiche del Segno e portare certi Toro ad atteggiamenti fortemente reazionari sia di destra (Hitler), che di sinistra (Marx); o spingerli ad una fanatica osservanza di precetti religiosi. La rigidità taurina diventa facilmente ostinazione che niente e nessuno, nemmeno la più lampante evidenza, riescono a smuovere (ancora Hitler, negli ultimi mesi di guerra).

Il temperamento placido, la mancanza di prontezza di riflessi per controbattere o reagire, il bisogno di armonia attorno a sé, fanno del tipo Toro (assieme a quello Bilancia), uno dei più pacifici ed accondiscendenti dell’intero Zodiaco; ma mentre il Bilancia è un freddo che mai si accende più di tanto, il Toro è sanguigno, passionale ed ingoia molti rospi, in silenzio, ma soffrendo, pur di non creare conflittualità: ingoia ingoia, quando la misura è colma egli straripa, magari nel modo e nel momento meno opportuni. Tanto più è stata repressa, con altrettanta violenza la rabbia del Toro esplode cieca, furibonda, a tratti devastante, proprio come quella dell’animale infuriato. Ed ecco la simbologia del Mito: un Toro che perde il controllo può diventare distruttivo al massimo! Tanto per fare un esempio, estremo ma significativo, Toro era Rina Fort, protagonista di uno dei più spaventosi casi di cronaca nera dell’immediato ultimo dopoguerra; abbandonata dall’amante che la aveva a lungo ingannata e sfruttata, la Fort gli massacrò a sprangate la moglie ed i tre piccolissimi figli. Lasciando da parte questi orrori e tornando ai Toro normali, una volta ristabilita la calma, si può contare su un altro lungo periodo tranquillo, anche perché di solito un Toro non serba rancore, non cerca vendette.

Si diceva all’inizio della sensualità elevata al grado massimo nei Toro; sensualità come capacità di godere fino al limite estremo di tutti i piaceri della vita, sesso compreso: accanto allo Scorpione, dirimpettaio e speculare, il Toro è, nella Ruota dello Zodiaco, il Segno più sensibile e vulnerabile ai piaceri della carne. Ma tanto lo Scorpione è cerebrale, contorto, alla continua ricerca di stimoli sempre nuovi e sempre più elaborati per accendere i sensi, altrettanto il Toro è semplice, solare, lineare; la carne chiama in maniera così chiara e forte che non c’è bisogno di stimoli supplettivi. Gli si può rimproverare proprio la mancanza di fantasia anche se, in campo sesso, egli è molto più elaborato e “poetico” dello sbrigativo Ariete. Segno materno, avvolgente, non è raro che i Tori arricchiscano il semplice e puro atto sessuale, con tanta tenerezza, tanto avvolgente calore umano.

E si riprende il discorso del Minotauro e del Toro di Mithra che come già detto sembrano, a prima vista, così poco consoni ad un Segno placido, mite, pacifico quale è il Toro; ma si diceva delle rabbie taurine, che possono essere devastanti, estremamente distruttive: tutti i Tori avvertono, più o meno coscientemente, la potenza della loro libido, ed il pericolo che, una volta allentati i freni, essa non sia più governabile, controllabile. Oltre alla paura di perdere il controllo, c’è in ogni Toro, in maniera più o meno cosciente a seconda dell’intelligenza e dell’evoluzione interiore, il conflitto tra un materialismo logico, ateo, (il suo essere Segno di Terra), ed una idealismo misticheggiante che ha origine nella sensibilità estrema degli appartenenti al Segno, alla bellezza ed all’armonia della Natura, alla loro eccezionale sensibilità ai suoni, ai colori ed agli odori che essa offre a chi sa comprendere (Venere dominante, Dea della Bellezza e dell’Armonia).

Può sembrare incredibile vedendo il tipo Toro dall’esterno, quasi sempre immerso nel quotidiano, nel prosaico; eppure in ogni Toro evoluto sorge ad un certo punto il dilemma se è da prendere in considerazione la materia così come appare, o valga la pena di andare “oltre”, verso “Qualcosa” che tanta bellezza ed armonia sembra suggerire esistere, al di là delle apparenze. A seconda del grado di sensibilità, di intelligenza, di cultura, di educazione, i Tori si dividono in due categorie; quelli che da tale conflitto non sono affatto sfiorati e si abbandonano totalmente al materiale (gli autoindulgenti), e quelli che il conflitto stesso lo vivono in tutta la sua drammaticità (gli autorepressi).

Autoindulgente sarà il tipo Toro con troppi pianeti in Segni di Acqua o Fuoco e con un forte peso del pianeta Giove; per lui gli stimoli materiali, sessuali ma anche di gola, di attaccamento alle comodità, ai piaceri materiali, al denaro, saranno talmente forti da travolgerlo. Ingordigia in tutti sensi, fino all’autodistruzione fisica e, spesso, anche morale, a volte mentale. In questo caso il toro travolge e spesso uccide sia Teseo che Mithra. Il Tipo Toro autorepresso (brutta parola per indicare la capacità di autodominio) si riconosce invece dalla presenza di molti pianeti in Segni di Terra o di Aria e da un Saturno molto forte; in questi casi, assai più spiccata è l’intelligenza, assai più acuta la percezione di non dover oltrepassare certi limiti, se non si vuole essere travolti e distrutti: la forza, la potenza di passioni ed istinti vengono allora imbrigliati, convogliati verso attività a volte altamente creative o, se la repressione è troppo forte, in distruttive nevrosi.

Il Toro autoindulgente è stato spesso un bimbo troppo viziato o troppo abbandonato a sé stesso; quello autorepresso ha avuto o una educazione equilibrata o, nei casi estremi, educazione rigida, castrante, colpevolizzante. Tra gli autorepressi è più facile trovare le donne, per tradizione le più controllate, penalizzate, criticate in campo sociale. Se la repressione è troppo violenta, si è già accennato, i Tori possono essere quasi spersonalizzati, avvolti in una specie di anoressia mentale e sentimentale; oppure diventare duri, spietati, egoisti ed intolleranti, estremamente conservatori, maniacalmente routinari e spesso attaccati al denaro in maniera ossessiva.

E’ sempre per tale conflitto, quando è vissuto in maniera costruttiva, che molti sono gli artisti (in special modo musicisti, cantanti e pittori), appartenenti a questo Segno; ma anche quando non vi sono potenzialità artistiche, il lavoro o lo studio sono ottime valvole di sfogo. Spesso la distinzione tra Tori autoindulgenti ed autorepressi si manifesta anche sul piano fisico; si ha così il Toro classico, tarchiato e in carne (o decisamente obeso), dal tipico collo grosso e corto, taurino, appunto, (autoindulgente), ed il Toro alto e snello, a volte filiforme, un po’ emaciato (autorepresso): ovviamente tra questi due casi limite esiste un vasto gruppo di tipi intermedi, misti, un po’ autoindulgenti ed un po’ autorepressi.

Gli affetti familiari, si diceva all’inizio, sono al primo posto nei valori di un Toro; abituato a costruire sulla roccia, con bisogno estremo di stabilità, sicurezza, portato a cercare cose che devono durare “per sempre”, è difficile trovare in amore un Toro “farfallone”; maschio o femmina che sia, egli tende subito a cercare la persona giusta per metter su famiglia. Naturalmente timido, riservato e cauto, è poco incline ai colpi di fulmine, a meno di forti controindicazioni nel suo Tema; il suo amore si sviluppa quindi lentamente, in mezzo a mille verifiche (tra le quali, spesso, non manca quella della situazione economica del probabile partner) e mille cautele. La riuscita o meno di una unione sentimentale per un Toro, maschio o femmina che sia, dipende da quanto egli abbia superato il rapporto con la madre; soprattutto il Toro maschio ha bisogno di diverse relazioni (tutte prese molto sul serio), prima che tale legame si allenti ed il soggetto maturi emotivamente: accade a volte che, sempre il Toro maschio, si sposi proprio con lo scopo (quasi sempre inconscio), di ristabilire un rapporto con la madre per qualsiasi motivo interrotto prima di evolversi; ma in tali casi il legame è destinato a fallire, se e quando il complesso di Edipo viene superato.

Comunque vadano le cose, una volta approvato dalla ragione, l’amore può diventare tenacissimo, in special modo se il Toro è del tipo autorepresso e quindi abituato all’autodisciplina dei sentimenti. Il tipo autoindulgente può abbandonarsi a mille passioni o a rapporti prettamente carnali ma raramente rinuncerà ad un legame particolare (per amore o per interesse) con il quale metter su famiglia: l’innamoramento è uno dei casi in cui il tipo Toro “fissato”, quasi ipnotizzato dall’oggetto della propria passione, può perdere il controllo dei sentimenti. Quando il rogo iniziale si attenua, rimane quasi sempre un sentimento di possessività assoluta, di gelosia spesso irrazionale: se non è del tipo autoindulgente, il Toro quasi sempre è fedelissimo e anche se il matrimonio si rivela un fallimento tende a sopportare oltre ogni logica pur di non separarsi; se a separarsi è costretto, le ferite nel suo animo sono devastanti, in particolar modo se vi sono figli.

Procreare è vissuto dai Toro quasi come una missione ed una grande fattoria piena di bambini, oltre che di animali, di piante da coltivare, rimane il suo sogno più grande; la casa ideale del Toro è infatti rustica, comoda, funzionale, preferibilmente in mezzo alla natura o, almeno, con un giardino; stanza principale la cucina, con un grande tavolo attorno al quale riunire il più spesso possibile una grande famiglia patriarcale e i pochi cari amici. Sacre le Feste tradizionali, Natale e Pasqua in testa, con rigorosa osservanza di tutte le tradizioni che ad esse si legano. Oltre che mangiare ai Tori maschi e femmine piace molto cucinare ed è facile trovare tra gli appartenenti al Segno degli ottimi cuochi. Nella casa di un Toro si trova sempre qualcosa di buono da mettere a tavola per improvvisare uno spuntino, un pranzo, una cena; il suo frigorifero sarà sempre fornitissimo non di cose sofisticate ma di buoni, vecchi cibi genuini. Ovviamente tale atteggiamento verso il cibo, il “nutrire” è via via sempre più sviluppato tanto più si attraversa tutta la gamma tra i Toro autrepressi e quelli autoindulgenti. Al Segno Toro, non a caso, è associata l’oralità: e molti appartenenti al Segno, o con forte peso del Segno stesso nel proprio Tema, hanno bellissime bocche carnose.

Della donne Toro si è in parte detto; si può qui aggiungere che esse nascono (così come le Cancro), per fare le mogli e le madri e molto spesso hanno fisico matronale. Se una Toro lavora (a meno che non sia una artista), più che per amore della carriera lo fa o perché è obbligata per sopravvivere o per aumentare il benessere della famiglia. Ma, potendo scegliere, quasi sempre essa, più che impegnarsi in una carriera, cercherà di legarsi ad un compagno che dia sicurezza materiale e morale tali da permetterle di dedicarsi tutta a lui, ai loro figli ed alla casa. L’uomo Toro (a meno di forti controindicazioni del Tema), non cercherà certo la donna emancipata e carrierista ma una compagna materna, rassicurante, accogliente; così come per i Cancro insomma, anche per i Toro vi è sempre il più o meno inconscio desiderio di ristabilire con la propria donna il mai veramente risolto legame con la madre.

Maschi e femmine, i Tori sono di solito ottimi genitori, capaci di affrontare qualsiasi sacrificio per il benessere dei figli; sanno anche essere teneri, affettuosi, incrollabile punto di appoggio per ogni crisi, per ogni sperdimento. Possono però eccedere in protettività, dare educazione troppo tradizionalista, interessarsi soprattutto del benessere materiale dei figli, ignorando o sottovalutando necessità interiori. Rischio di attaccamento morboso, fino alla vera e propria gelosia, verso i figli che, più o meno inconsciamente, tentano di tener legati a sé il più a lungo possibile.

Scarsissimo il senso dell’ eleganza; quel che interessa di più a un Toro, maschio o femmina, è la comodità; se potesse andrebbe in giro soltanto con tute e scarpe da ginnastica. Negli uomini, predilezione per il velluto a coste, per le camice a quadrettoni, per tutto quanto faceva parte dell’abbigliamento del vecchio gentiluomo di campagna. Sul piano psicologico, nullo il senso dell’umorismo, a meno di fortissimi valori Gemelli nel Tema.

Naturalmente, preferenza per i lavori calmi, tranquilli, che non richiedano troppi cambiamenti o spostamenti; poiché non è competitivo, non è irrequieto, né esibizionista, un Toro va benissimo per tutti i lavori di equipe e per quelli impiegatizi; per molti di loro anno dopo anno dietro lo stesso tavolino, con accanto gli stessi colleghi, è il massimo dell’appagamento e non è quindi raro trovare appartenenti al Segno nella burocrazia. Per la loro creatività possono diventare degli ottimi artigiani, falegnami in particolare, visto che il legno li attrae moltissimo. Molti Toro, si è già detto, nel mondo dell’Arte, della musica in particolare; dagli orchestrali, ai coristi, ai grandi solisti, direttori d’orchestra ecc. ecc. Molti i Tori pittori, dilettanti e professionisti, ed i Toro fotografi o comunque appassionati al mondo delle immagini, dal cinema alla Tv e similari.

L’amore per gli animali può portarli verso l’allevamento, la veterinaria e via di seguito; l’altrettanto forte passione per la natura, verso il giardinaggio, la agricoltura e qualsiasi altra attività richieda vita all’aria aperta. Adattissimi ai Toro anche tutti i lavori che riguardano i bambini e, spesso, anche la cura degli anziani. Ovviamente abbondano i Tori in campo ristorazione! La ricerca di stabilità fa amare ai Tori il mattone ed anche in campo edilizio, dal muratore, al decoratore, al mobiliere, al costruttore, è facile trovare Toro.

La tendenza a dare, a rendersi utili, può farne degli ottimi operatori nel campo sanitario, dal medico, all’infermiere, al fisioterapista… Molti gli economisti, gli addetti alla Borsa e a tutto quanto riguarda il mondo dei soldi. Se nel Tema di nascita al Toro si trovano associati pianeti in Segni fortemente ambiziosi, tipo Leone o Capricorno, sorgono forti conflitti interiori tra la pigrizia taurina e la vocazione ad emergere del lato ambizioso; conflitti che spesso sono la base di carriere folgoranti perché l’ambizione è sostenuta dalla tenacia e dall’impressionante resistenza alla fatica del lato Toro costretto, malgrado tutto, a muoversi in fretta e bene, per rendere il massimo possibile; in tali casi però, tutto viene pagato con un surplus di ansia del lato Toro obbligato a vincere pigrizia e tendenza all’immobilismo. Se è datore di lavoro, un Toro può essere estremamente esigente con i dipendenti e se le cose non vanno come lui pretende può diventare intollerante, a tratti spietato, tirannico; raramente ammette discussioni e giustificazioni. Oppure tenderà ad essere paternalista, ad immedesimarsi nel ruolo di pater familiae anche con i suoi sottoposti.

Tornando alle caratteristiche del Segno, l’oculatezza con la quale un Toro amministra il denaro gli ha dato la fama di avaro; tale nomea è in parte vera, molti Arpagone hanno forti valori Toro nel proprio Tema. Nella maggioranza dei casi però, il rapporto del Toro con il denaro non è di tendenza all’accumulo ma di preoccupazione per il futuro. Poiché, si è detto, l’aspirazione maggiore degli appartenenti al Segno è la comodità, la soddisfazione dei propri bisogni materiali, la paura di dover fare a meno di tutto questo per mancanza di soldi li terrorizza; come li terrorizza l’idea che siano i propri cari a trovarsi in stato di necessità. Toro non avaro, quindi, ma risparmiatore, formichina che pensa alle provviste per l’inverno. Bando alle spese inutili, al superfluo, ma in una casa Toro mai mancherà il necessario.

L’immobilismo del Segno impedisce qualsiasi speculazione in campo economico; un Toro mai giocherà in borsa o cercherà di far fruttare i propri risparmi in maniera meno che ortodossa. Investimento preferito, il mattone: è quindi abbastanza frequente trovare Tori con diverse proprietà immobiliari. Se si è Toro o si hanno pianeti importanti nel Segno, ben appoggiati essi indicano sicurezza economica, mal messi avvertono invece di fare attenzione in tale settore; in questo ultimo caso si dovranno infatti affrontare, nel corso della vita, ricorrenti prove sul piano economico; per quale motivo, lo dirà l’insieme del Tema personale.

Sul piano Salute il Toro, assieme al Capricorno, e il Segno più longevo e il meno esposto alle malattie; sul piano fisico, come l’Ariete simboleggia le ossa del cranio, il Toro rappresenta tutte le parti molli contenute nella scatola cranica e dintorni; cervello, occhi, bocca, gola. Saranno quindi questi gli organi più esposti ad eventuali malattie od incidenti. Ma, si è detto, la sua forte fibra e la tendenza verso le cose naturali, genuine, il suo amore per la vita all’aria aperta, rendono il Toro molto resistente: il discorso non vale, ovvio, per i Tori troppo autoindulgenti e che quindi eccedono nella ricerca di piaceri.

Ariete – Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali

aprile 11, 2018 on 6:41 pm | In Amici, Astri, Astrologia, Astropsicologia, Donne, Emozioni, Evoluzione, Mito e Psicologia dei Segni Zodiacali di Gabriella Leopizzi, Oroscopo, Pratica Astrologica, Segni zodiacali
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di Gabriella Leopizzi

Ariete apre la ruota dello Zodiaco; Cardinale, di Fuoco, esso va dal al 20 marzo al 20 aprile, con uno o due giorni di fluttuazione, all’inizio ed alla fine, a seconda degli anni. I Segni Cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno), sono quelli di inizio stagione ed ospitano i due Solstizi ed i due Equinozi dell’anno:in Astrologia essi simboleggiano il Fare, l’INIZIARE in modo attivo (Ariete-Capricorno), o attraverso il fantasticare (Cancro), oppure l’ideare (Bilancia). L’Elemento Fuoco indica invece, sempre in Astrologia, la Forza Vitale che ha irrefrenabile bisogno di esternarsi in azione istintiva, generosa, passionale ed appassionata. Il Fuoco Ariete è Fuoco di Paglia che sia accende e brucia in un attimo lasciando, il più delle volte, un mucchietto di cenere.

A questo punto è bene sottolineare come l’Astrologia Occidentale sia strettamente legata al ciclo della Natura: con l’Equinozio di Primavera, il 21 marzo, ogni anno c’è la rinascita: dopo il lungo e gelido immobilismo dell’inverno il sole torna a scaldare, neve e ghiaccio si sciolgono e la terra, rigenerata, è pronta per un nuovo ciclo riproduttivo; i semi germogliano, i rami si ricoprono di gemme, gli animali si accoppiano. I popoli antichi, che vivevano di caccia, pastorizia ed agricoltura, sollevati dal lungo incubo invernale, speranzosi di buoni raccolti, di moltiplicazione degli armenti e di ricca caccia, proprio ad inizio primavera facevano una serie di riti propiziatori, con offerta agli Dei delle primizie vegetali ed animali.

Riti che culminavano con l’uccisione di un agnello il cui sangue veniva versato sulla terra, per rigenerarla appunto, dopo aver segnato con lo stesso le capanne e la fronte di uomini ed animali; questo rito è ancora in uso presso molti popoli non… “civilizzati”. Forte carica simbolica, presso gli antichi, aveva anche l’uovo, sia per la forma quasi sferica che ricorda l’eterno fluire del Tempo, sia per la Vita che racchiude in sé; risulta chiaro, allora, il perché dell’Agnello e dell’Uovo, per festeggiare la Pasqua cristiana che, guarda caso, cade proprio sotto il Segno Ariete. Non è, il Cristo, la vittima sacrificale che si offre al Padre per riscattare l’Umanità? E non è, il suo Sacrificio, la Luce che torna dopo le Tenebre del Peccato Originale e del paganesimo, così come il Solstizio di Primavera inaugura il sopravanzare del giorno sulla notte? Lo immaginavate tanto peso di tradizioni e spiritualità, dietro un cosciotto di agnello o un uovo di cioccolata?

Ancora Solstizio di Primavera, inizio del prevalere della luce sulle tenebre; in crescendo, tale prevalenza arriverà sino al Solstizio di Estate (21 giugno, Cancro), giorno dell’anno con più ore di luce, per poi cedere di nuovo il passo alla notte sino all’Equinozio di Autunno, sotto il Segno Bilancia: giorno, anche il 21 settembre, che vede identico numero di ore di luce e di buio, prima del nuovo prevalere del buio sulla luce. Linea ideale, quella tra Ariete e Bilancia, che divide esattamente a metà la Ruota dello Zodiaco; nella parte inferiore i Segni di Primavera – Estate (da Ariete a Vergine); nella parte superiore quelli di Autunno-Inverno (da Bilancia a Pesci). Le prime sei, man mano che il sole sale alto all’orizzonte, sono forze vitali, istintuali, corporee; le sei ultime, man mano che luce e calore si attenuano e la notte avanza, vedono invece prevalere la forza del Pensiero su quella della carne. Lunga premessa che aiuta una visione generale della Ruota dello Zodiaco ed una migliore comprensione della psicologia Ariete che sembra semplice, lineare, ed è invece estremamente complessa, come più avanti si vedrà.

L’ideogramma del Segno è una testa di caprone, simbolo dell’istinto vitale (inteso come irrefrenabile impulso sessuale) che spinge il maschio ad unirsi alla femmina per fecondarla, riattivando così il ciclo vitale sopito con l’autunno. Nella stilizzazione del Segno (), si simboleggia (con l’identico significato),il primo germoglio che spunta dalla zolla. Nel cammino dell’Umanità, siamo ai primordi; l’Uomo si alza in piedi e sia pure in modo nebuloso, nel suo cervello comincia a prender forma il Ragionamento; per dormire e/o ripararsi dal freddo non entra più nel primo buco che trova, ma comincia ad organizzarsi una tana ed un embrione di famiglia. Alla clava o al sasso comincia a sostituire le fionda, la freccia; ed inventa l’amo: perché le sue principali attività sono caccia e pesca. Inizia a preparare le pelli degli altri animali per coprirsi, impara a dominare il fuoco, accendendolo quando gli serve, senza più dover aspettare la fortuna di un fulmine o di un incendio.

Il Mito legato ad Ariete ha a che fare con gli Argonauti ed il Vello d’oro. Un Ariete alato e con il manto d’oro, viene mandato da Nefele, dea delle nubi, al figlio Frisso,maltrattato dalla matrigna. Il giovane salta in groppa all’animale e nella sua fuga, precipitosa e senza meta, trascina la sorella Elle; mentre sorvolano il mare la fanciulla si addormenta e cade, annegando. Sia pur straziato, Frisso procede nel suo volo fino ad atterrare in un posto sconosciuto; sacrifica allora l’animale a Zeus, che però non salverà il giovane, che muore precipitando da un dirupo. L’Oracolo di Delfi sentenzia che bisogna riportare in patria (la Beozia), sia la salma di Frisso che il Vello d’oro: per compiere la missione, parte Giasone assieme agli Argonauti. Ma il re della Colchide, dove si trovano salma e Vello, per restituire il tutto pretende una serie di prove così pesanti, che è umanamente impossibile superarle. In soccorso di Giasone arriva però la Maga Medea, di lui follemente innamorata;solo grazie alle sue arti magiche l’Eroe supera tutto, compreso il Drago dalle fauci di fuoco messo a guardia del Vello. Ritornato in patria, Giasone si stanca di Medea (dalla quale ha avuto due figli) e si prepara a sposare una giovanissima principessa. Per vendetta Medea uccide sia i bambini che la rivale.

Frisso e Giasone sono giovani, avventurosi, impulsivi ed incoscienti; partono non mettendo affatto in conto i pericoli e le prove che li attendono tanto che, alla fine, sono sopraffatti dalla dura realtà. Frisso perde prima la sorella e poi la vita; Giasone perde figli e promessa sposa. Persone amate perdute per disattenzione (Frisso), e per volubilità (Giasone). Sono così riassunte in questo Mito, tutte le caratteristiche psicologiche di base del tipo Ariete, archetipo dell’adolescente che tenta il distacco dal cordone ombelicale della famiglia, anche se non conosce ancora i contorni di tutto ciò che tanto l’attira.

Estremamente vitale, fremente, impaziente, percorso dai primi potentissimi impulsi sessuali, egli si avventura quindi per strade ignote, senza la maturità, il senso critico e la pazienza indispensabili per riflettere, per documentarsi e fare dei piani concreti; l’IO prorompente è spinto dalle stesse forze incontrollabili che portano il giovane maschio all’inseguimento frenetico della femmina, o il germoglio a spuntare dalla terra. La Coscienza viene accecata dalla carnalità, dalle passioni; tende ad agire per l’agire, rischiando così anche la perdita dell’Anima, della parte “femminile” di sensibilità, intuito, introspezione, capacità di intravvedere oltre le apparenze. Queste qualità difettano infatti tutte, nel tipo Ariete, a meno che egli non abbia nel proprio Tema natale, forte peso dell’Elemento Acqua.

Anche le donne appartenenti al Segno presentano dei lati tipicamente maschili di impulsività, combattività, avventurismo, egocentrismo ed una certa rudezza nel modo di pensare, di agire. Da sottolineare un dato curioso; un forte peso del Segno Ariete appare spesso nei Temi natali di donne che hanno deluso le aspettative, soprattutto paterne, di un figlio maschio. E non è raro, in tali Temi, un egual peso del Cancro, Segno femminile per eccellenza; è la denuncia di un conflitto dell’Io più intimo, di queste figlie tese a non deludere le aspettative familiari, e per questo portate a soffocare la loro vera natura. Sforzi laceranti, spesso dolorosissimi, di trasformarsi in piccoli maschi! Identico conflitto può verificarsi in figli maschi nati al posto di una desideratissima femmina.

Pianeta dominante del Segno è naturalmente Marte, dio della Guerra, fiammeggiante, aggressivo, irriflessivo, portato a far valere le proprie ragioni non con le parole ma con la forza! Marte è, tra le altre cose, il simbolo fallico per eccellenza! Ariete veniva chiamato anche il carro medioevale lanciato con violenza contro le mura o le porte di castelli e città assediati, per demolirle.

Anche se finora sembra non si sia parlato della psicologia arietina ma principalmente di storia, mito e religione, si è tuttavia delineato già abbastanza ciò che contraddistingue gli appartenenti al Segno. Si aggiunge qui che, tal quale all’adolescente spaccone, grintoso, a tratti arrogante, il tipo Ariete è, nel suo profondo, un timido ed un insicuro, con una forte paura dell’ignoto e con un gran bisogno di conferme, rassicurazioni. Per tal motivo si nota molto spesso negli arietini un gran rispetto per l’Autorità, (Partiti, Esercito, Corpi di Polizia); appoggiarsi a strutture forti (famiglia in primo luogo), calma le loro paure e le loro notevolissime ansietà di fondo.

Fortissimo il bisogno della figura paterna, anche se apparentemente contestata; se questa figura manca, se in famiglia un bimbo ed un ragazzo Ariete non viene compreso o sostenuto da una figura maschile positiva, egli può comportarsi in due modi, a seconda della struttura del proprio Quadro; o assumerà un atteggiamento di sfida e ribellione (Lenin) o reprimerà le sue energie che sfoceranno in nevrosi o atteggiamenti violenti a volte anche molto gravi. Nei casi più fortunati tali nevrosi possono trovare uno sbocco salvifico nell’Arte (Van Gogh), o in attività fisiche molto impegnative,(soprattutto sport): spesso le due caratteristiche (nevrosi anche gravi e sublimazione), convivono. E’ per nostalgia di padre che si trovano molti Arieti disposti a sostenere figure autoritarie o carismatiche, politiche o non. E’ per bisogno di appoggio ed approvazione che un Ariete può diventare molto conformista. Sono tutte motivazioni inconsce di cui raramente gli appartenenti al Segno si rendono conto, tutti tesi come sono a cucirsi addosso maschere eroiche, da Rambo a Indiana Jones! Se il padre è stato presente in modo positivo, si avranno Arieti capaci di autocontrollo, di indirizzare in modo costruttivo la propria energia vitale; in tal caso si nota, nel Tema di nascita, peso notevole di Segni di Terra o del pianeta Saturno.

I rapporti con il prossimo non sono tra i più lineari anche se, ad un primo approccio, un Ariete può risultare molto attraente per la vitalità e la gioia di vivere che emana; sotto lo splendore e l’apparente grande disponibilità (spesso gli Arieti sono troppo accecati dall’IO per guardare veramente, profondamente l’Altro), come già detto, cova sempre la paura per l’ignoto; conseguente la diffidenza. Il temperamento marziale fa, inoltre, scattare subito la competitività, specie con gli individui del medesimo sesso. Di solito, insomma, un Ariete inizialmente non ha amici ma soltanto potenziali avversari da affrontare e, possibilmente, da neutralizzare: lineare ed istintivo, egli, ha, tra i suoi più grandi pregi, la lealtà, la tendenza a combattere a viso aperto, ad armi pari; pregio che può trasformarsi in punto debole se trova chi sa usare strategie che lui, lineare al massimo, non sa elaborare. Inoltre, per la sua insicurezza, ha bisogno continuo di conferme, di sentirsi valorizzato, ammirato; costante, per questo, il pericolo di cadere, facile preda di adulatori interessati. Sempre l’insicurezza, rende di solito gli Arieti molto permalosi, assai poco disposti ad accettare critiche sul loro essere e sul loro operare.

Vada come vada, una volta stabilite le gerarchie, si intrecciano i rapporti che quasi mai sono alla pari; un Ariete ha esigenza primaria di sentirsi un capo e spesso ci riesce perché sa infondere coraggio ed entusiasmo con la forza delle sue passioni, con la fiducia incrollabile che, alla fine, tutto si sistemerà nel migliore dei modi. Ma le passioni accecano, come già ampiamente detto; spesso, quel che sembra coraggio è solo esaltazione che impedisce strategie lucide, fa sottovalutare i pericoli, minimizzare le difficoltà. Di conseguenza, in gioventù, lunga serie di gaffes, di delusioni anche cocentissime che non servono tuttavia da lezione. Come non serve dargli consigli, avvisarlo dei pericoli eventuali; testardaggine e presunzione sono, accanto all’impulsività, altri lati deboli del tipo Ariete: egli impara esclusivamente sulla propria pelle, dopo essersi rotta la testa (metaforicamente e a volte materialmente), una infinità di volte: di solito, una presa di coscienza avviene nella maturità. Gaffes e delusioni sono ridimensionate (ma non del tutto risparmiate), agli Arieti con molto peso di Segni di Terra e/o di Saturno nel proprio Tema.

L’Amore è l’apoteosi di tutti pregi e di tutti i difetti dell’Ariete;nessun altro Segno conosce il desiderio totale e devastante con la stessa intensità. Bandite romanticherie, i corteggiamenti pazienti e discreti, le schermaglie d’amore, a meno di forte peso di Acqua e/o Terra nel Tema. Si deve arrivare al sodo il più presto possibile, perché i freni inibitori sono quasi inesistenti, almeno nell’età giovanile; un Ariete tenuto troppo a bada, o peggio ancora respinto, può rasentare la follia. Per fortuna, la sua incostanza, può fargli dimenticare di essere stato un attimo prima sull’orlo del suicidio, e spingerlo dietro a un’altra folle passione: per questa ragione, mai aspettarsi più di tanto in fedeltà e nel mantenimento della promesse fatte da molti degli appartenenti al Segno, se mancano segni di Terra o influenza forte di Saturno nel Tema natale.

Maschilista per eccellenza, l’Ariete mai considera la propria donna alla pari, ma tende a vederla come una preda, una cosa di sua esclusiva proprietà: se non ha nel proprio Tema forte peso dell’Elemento Acqua, gli è quasi impossibile comprendere le sottigliezze e le sfumature dell’animo femminile; un Ariete è insomma portato a dividere il genere umano in due sezioni rigorosamente separate; basti pensare alle palestre, alle Associazioni Sportive, ai Corpi Militari ed a quant’altro era, fino a pochissimo tempo fa, rigorosamente chiuso alle donne. Per lo stesso motivo i maschi omosessuali possono essere più numerosi tra gli arietini che tra gli appartenenti ad altri Segni. Per gli etero, la donna è invece vista in generale, si ripete, come il “riposo del guerriero” sul cui seno tuffarsi per rigenerare le stanche membra.

E la donna Ariete? Energica, grintosa, volitiva, a volte un po’ mascolina, sempre con una personalità molto incisiva, poco si adatta ad essere il “riposo” agognato del suo compagno di Segno; la tendenza è anzi quella di metterlo in crisi, contestandolo, tenendogli testa; potrebbe far pensare ad una femminista d’assalto e invece non è sempre così o, almeno, così non era quando alle donne era proibito realizzarsi in proprio. Se ha peso forte dell’Elemento Acqua nel proprio Tema, o se è condizionata da una educazione troppo all’antica, l’arietina entra in conflitto perché la parte Ariete spinge all’autoaffermazione e quella Acqua alla sottomissione; può allora diventare una combattiva compagna alle spalle del proprio uomo soddisfacendo così entrambe le sue anime. Più condizionata dall’educazione, anche se sessualmente focosissima come il proprio compagno, la donna Ariete sa maggiormente controllarsi: hanno il pregio comune di non tradire alle spalle. Una volta attirati da qualcun altro rompono, bruscamente ma lealmente, il legame vecchio.

Non aspettarsi da un Ariete, uomo o donna, comportamenti sessuali fantasiosi od intriganti, a meno di forti controindicazioni nel Tema personale; la tendenza è all’immediato, al tutto subito, il più intensamente ed il più velocemente possibile. Non la qualità ma la quantità insomma; un Ariete può infatti essere amante focosissimo ed instancabile, anche se un po’ monotono. Quando si sposa, uomo o donna, il tipo Ariete sa essere buon compagno e genitore affettuoso, divertente, pieno di sorprese; i figli non possono però contare su un polso fermo, su una educazione coerente. In questo campo c’è la tendenza a delegare al coniuge le incombenze più impegnative o noiose della vita quotidiana. Mai chiedere a un uomo Ariete di collaborare nelle necessità casalinghe, a meno di controindicazioni nel Tema! Maschio o femmina, gli Arieti non hanno il concetto del focolare, della casa intesa come nido del calore familiare; per tal motivo non ne curano molto né l’arredamento né la manutenzione; tendono a trasformare la casa stessa un po’ in dormitorio e mensa: il loro habitat ideale è all’aperto, tra la natura e la gente.

L’eleganza, sia nell’arredamento della casa che nel vestire, è altro punto debole del tipo Ariete; di solito egli bada più alla sostanza che alla forma e sceglierà mobili magari non al top come stile ma solidi e funzionali, spesso sul rustico. I vestiti preferibilmente sullo sportivo o, comunque, sull’informale; abbastanza presenti i colori forti, decisi, solari (ancora Van Gogh). Riguardo al vestire, per i motivi di cui si è detto all’inizio, fierezza nell’indossare una Divisa e, nelle donne, attrazione per gli uomini in divisa: assai privilegiate anche le tute.

Problematico l’approccio con il lavoro, perché il tipo Ariete ha continuo bisogno di stimoli, di movimento, di novità; la routine o attività ripetitive, specie se al chiuso, lo deprimono: a meno di grosse controindicazioni nel Tema personale, non gli si addicono quindi impieghi o lavori in fabbrica; soltanto se può usare la sua inventiva e la sua energia, se può muoversi come e quanto gli necessita, se ha una certa autonomia anche in un lavoro dipendente, un Ariete può rendere moltissimo e sentirsi pienamente realizzato. C’è però il pericolo che, una volta finita la lotta per consolidarsi ed acquistare prestigio, l’Ariete, guerriero nato, non provi più interesse per l’attività e cerchi altri campi di battaglia, anche a costo di ricominciare da zero. Il suo fine ultimo non è il consolidamento ma la conquista! Per questo è difficile dare al tipo Ariete collocazioni ben definite nel mondo lavorativo; se si escludono professioni ad altissimo pathos quale il corridore automobilista (ADORA le macchine, specie se rosse), lo stuntman, l’inviato in zone di guerra o il militare, in tutti gli altri lavori o professioni egli si adatta, più o meno, a seconda della struttura del suo Quadro Difficile una attività in equipe, proprio per la sua tendenza a fare il capo, per la suscettibilità, la scarsissima malleabilità, la facilità ad usare toni molto rudi ed anche aggressivi, se contrariato.

Poco sentite le responsabilità economiche, se scarso o assente è l’Elemento Terra nel Tema; un Ariete lavora per necessità di scaricare le proprie energie in esubero e perché la cosa lo interessa; se non c’è qualcuno alle spalle ad amministrargli le finanze egli, così come l’adolescente per il quale il futuro non esiste, tende a vivere alla giornata, fiduciosissimo che il giorno dopo succederà qualcosa di nuovo e di bello che gli risolverà d’incanto qualsiasi difficoltà, Carpe diem è il suo motto! O, per portarla più sul moderno, “domani è un altro giorno!” Questo, come già detto, non solo sul piano economico, ma in tutti i settori della vita. Non sono rari, di conseguenza, i tracolli finanziari, le truffe subite, gli investimenti sbagliati; ma le risorse arietine sono infinite e, come l’Araba Fenice, un Ariete sa quasi sempre risorgere dalle proprie ceneri!

In genere l’Ariete ha salute di ferro ma per la sua spericolatezza (e spesso la sua incoscienza), è esposto a tagli, ferite e traumi vari; frequenti gli incidenti, stradali o di altro tipo. Punto più debole dell’organismo, la testa. La tensione continua porta a ricorrenti, terribili nevralgie che, a volte, possono perseguitarlo per la vita intera. Frequenti anche gli incidenti con lesioni alla testa. Delicato il sistema nervoso specie se, come detto all’inizio, un Ariete non trova la strada per incanalare in modo costruttivo l’esubero di energie che dentro gli premono.

 

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